Summer book 2

Il ritmo dell’estate by Nina Lacour

Questo libro me lo ha consigliato wwayne (https://wwayne.wordpress.com/2015/08/09/il-ritmo-dellestate/)

Il libro si intitola “Il ritmo dell’estate” by Nina Lacour, ma in originale sarebbe “The Disenchantments” che è poi il nome del gruppo delle ragazze della storia.

Seconda di copertina:

“Musica a tutto volume, concerti scatenati, incontri divertenti e spesso improbabili, anonimi motel e pittoreschi paesini: gli ingredienti per un indimenticabile viaggio di fine liceo ci sono tutti. Bev, Meg ed Alexa sono amiche da sempre, e sono un gruppo rock: le DisinCanto. Colby è il miglior amico di Bev ed alla guida del vecchio pulmino Volkswagen le accompagna in un tour da San Francisco a Portland lungo la costa del Pacifico, sulla mitica Highway 101. E’ l’estate del diploma, traboccante di sogni ed attese per il futuro. Colby e Bev hanno fatto un patto: ora che il liceo è finito, dopo questo viaggio che coincide con il tour delle DisinCanto partiranno per l’Europa per un anno sabbatico, al college penseranno dopo. Ma anche il piano più perfetto può saltare in un attimo, l’attimo in cui Bev annuncia di aver cambiato idea. Per Colby crolla ogni certezza, ora che cosa farà? Sgomento e rabbia lo assalgono, subito pensa di mollare tutto e tornare a casa, ma l’amicizia che lega i ragazzi pian piano scioglie dubbi e tormenti, e le persone incontrate durante il tour contribuiranno a fare chiarezza. I quattro amici nel corso del viaggio scopriranno vecchie storie che gettano nuova luce sulle rispettive famiglie, ma forti delle esperienze fatte acquisiranno la consapevolezza che un’epoca è finita, e che un futuro nuovo e pieno di possibilità si apre davanti a loro”

Quarta di copertina:

“E’ ancora mattina, ma fa già molto caldo. I finestrini sono tutti abbassati, nel pulmino risuonano le nostre risate ed anche se avrò attraversato il Golden Gate un milione di volte adesso è diverso: il cielo, l’acqua, i pedoni, le auto davanti e dietro di noi… Tutto è più grande e più possibile. Ci aspetta il nostro primo viaggio insieme. Soli. E il nostro primo tour”

Mi piace il fatto che l’autrice sia una donna ma il libro è scritto dal punto di vista di un ragazzo. Infatti ci ritroviamo nei pensieri di Colby che è il manager del gruppo e miglior amico da sempre di Bev, la cantante e leader. All’inizio fila tutto perfettamente: hanno appena preso il diploma, si imbarcano in questo viaggio super organizzato da Alexa per il tour del gruppo e per accompagnare Meg al suo college, poi torneranno a San Francisco ed i due amici partiranno per l’Europa. Ma ecco che arriva la doccia fredda per il povero Colby: Bev non vuole più partire con lui, anzi andrà al college. Il poveretto ne è distrutto. A parte la sensazione di essere stato in qualche modo tradito dall’amica, avevano pianificato questo anno sabbatico da anni, non sa cosa fare poiché lui al college non ci aveva minimamente pensato. Ecco, qui ho iniziato a detestare Bev, giuro. Anche se alla fine agli occhi di Colby, il narratore, lei è una creatura meravigliosa essendo amici da sempre e segretamente innamorato cotto di lei (un cliché un po’ noioso), io non riesco a farmela piacere. Egoista, menefreghista, narcisista, più lui fa domande meno lei risponde. Gli ha praticamente rovinato l’estate e non si degna nemmeno di dargli una spiegazione sul perché glielo abbia comunicato così in ritardo. In America non si sceglie il college all’ultimo minuto, specialmente se è un college rinomato come quello in cui va lei. Il resto della trama si basa tutto su ciò: il rapporto tra Colby e Bev. Le altre due ragazze sono solamente un contorno. Ed anche il finale è abbastanza scontato, almeno quello della relazione tra i due protagonisti. Sinceramente io avrei preferito una virata di Colby verso Meg, un colpo di scena, invece nulla. Ed anche (attenzione spoiler) la trama della ragazzina che scopre il tradimento della madre verso il padre e che si tiene tutto dentro facendo solamente la scontrosa insopportabile con la genitrice apparentemente senza motivo è una cosa già vista (mi è subito venuto in mente Paradiso Amaro) e comunque alquanto stupida. Quasi quasi gli preferisco l’adolescente ribelle che fa tutto il contrario di ciò che vorrebbero i genitori solo per il gusto di contraddirli. Il finale di Colby non è male, anche se molte situazioni sono rimaste in sospeso. Perché accennare al fatto che i genitori di lui hanno dei problemi ma lasciare poi tutto nel limbo? Ho capito che voleva dire che non sempre i matrimoni/relazioni sono perfette, ma una semplice conversazione telefonica di 4 frasi messe in croce tra lui ed il padre non l’ho trovata molto credibile. Meglio il nulla. Tanto che i suoi genitori avessero dei problemi lo si era comunque intuito dal resto della loro situazione: la madre che se ne va a Parigi per un corso di francese. Che fosse una tipa alquanto complicata lo si intuiva già da questo non c’era bisogno che lo ribadisse il marito, perchè solo questo ha fatto durante la chiacchierata con il figlio. Ed anche il rapporto tra Bev e la madre risolto da una canzone cantata al telefono. Mah…

Quindi devo dire che come narrazione mi è piaciuto: fluido e ben descritto. Ma come trama un po’ meno.

Mchan

 

Summer book

Ascolta il tuo cuore by Sarah Dessen

L’ho letto l’autunno scorso, ma è adattissimo come lettura estiva.

Seconda di copertina:

“Nel giro di una sola estate la vita di Annabel è completamente cambiata: da quando è stata scoperta ad una festa con il fidanzato di Sophie, la sua migliore amica, tutti la evitano. L’anno scolastico inizia per lei nel peggiore dei modi. E la situazione a casa non contribuisce affatto ad aiutarla: la sua famiglia un tempo solida, sembra essere adesso priva di equilibrio ed instabile. Che cosa è successo tra Whitney e Kirsten, le sue sorelle maggiori? Perché tra di loro c’è un palpabile risentimento e dei silenzi glaciali? E perché nessuno ha il coraggio di parlare dell’anoressia di Whitney o della depressione della madre? Annabel trova conforto in una strana amicizia con il ragazzo più solitario della scuola, Owen. Anche lui è arrabbiato con il mondo, ma ha imparato a controllare i suoi sentimenti e cerca di insegnare ad Annabel a fare lo stesso. Forse, con il suo aiuto, troverà il coraggio di affrontare quel che le è davvero successo alla festa, quando nella sua vita tutto è improvvisamente crollato…”

Quarta di copertina:

“I personaggi ed i dialoghi sono sapientemente strutturati. Chi legge per la prima volta la Dessen, non potrà fare a meno degli altri suoi libri”

“Un romanzo splendido che scava nel modo di pensare degli adolescenti, creando personaggi credibili e reali”

Il libro descritto dall’autrice:

Le persone sono sempre interessate a sapere da dove proviene la storia, e mi chiedono spesso dove ho le idee per i miei libri. La verità è che, a volte non lo so nemmeno io: non è mai solo un grande momento, è spesso un sacco di piccoli pensieri casuali, note scarabocchiate su pezzi di carta e sul dorso delle ricevute, che compongono un romanzo. Altre volte, però, si può tracciare l’inizio di una storia in un momento specifico. Questo è quello che è successo con Just Listen.

Era l’autunno del 2004, e stavo per iniziare un nuovo libro. Ho avuto un paio di idee in giro nella mia testa, alcune cose che ho capito che volevo fare, ma niente di concreto ancora. Un giorno, ero seduta nella hall di una scuola privata, in attesa di fare un discorso, quando ho visto un annuario sul tavolo accanto a me. L’ho preso, aperto ed ho iniziato a sfogliarlo, guardando gli scatti sportivi, diverse classi, e, infine, le pagine dei senior, che erano piene di foto personali di ciascuno dei diplomati. Una in particolare mi ha colpito. E ‘stato lo scatto di tre belle ragazze, ovviamente sorelle, tutte bionde, che posavano insieme in piscina, ed anche a prima vista tutto quello che riuscivo a pensare era che sembravano il tipo di ragazze che avevano tutto. Una fantastica famiglia, una favolosa vita sociale, la fiducia palpabile, tutte le cose che avrei voluto avere al liceo, e non solo. Poi qualcuno ha chiamato il mio nome: era il momento di fare il mio discorso. Così ho chiuso il libro, ed ho lasciato tutto alle spalle.

Più tardi però, quando stavo tornando a casa, continuavo a pensare a quella foto, ed a quanto velocemente avevo fatto ipotesi su di essa. Dopo tutto, la vita di nessuno è perfetta, e non si può dire qualsiasi cosa, da un solo scatto, un giorno. Ho cominciato a chiedermi che come sarebbe stato essere una di quelle ragazze, con tutti così pronti a giudicare, e quanto sbagliati potrebbero essere quei giudizi. E così, la storia di Annabel, che era stata sospesa nella mia testa a pezzi e bocconi, ha cominciato a nascere.

E’ sempre mia intenzione scrivere una semplice novella, breve e dolce. Ma questo non accade mai. Invece, comincio con una sola idea, che si trasforma in altro, e poi altro ancora, come un quadro che cresce oltre la sua struttura per mostrare tutto ciò che sta accadendo e non si può vedere in un primo momento. Così come The Truth About Forever, il mio ultimo libro, Just Listen ha un sacco di cose dentro. C’è il lavoro di modella, la musica, le dinamiche familiari, ed anche il bacon. Si porta anche dietro un paio di persone che quelli di voi che hanno letto i miei libri potrebbero riconoscere, e spero che sarete felice di vederli di nuovo.

Nessun processo di scrittura è mai facile, e questo libro ha preso un sacco di me. Guardando indietro, penso che come Annabel, ho avuto una storia difficile da raccontare, ed a volte è stato difficile lavorare fino ad ottenere di farlo uscire fuori. Ho continuato ad andare indietro, riscriverlo, non fidandomi che stavo facendo giustizia. E’ stato solo dopo che era finito che sono stata in grado di vederlo tutto insieme, avrei potuto seguire il mio stesso consiglio. Non più il pensiero o l’ossessione, ma semplicemente lasciare che Annabel dica la sua. Avevo solo bisogno di ascoltare. Spero che lo farai anche tu”

Preso e tradotto dal sito ufficiale dell’autrice: www.sarahdessen.com

A me è piaciuto molto. Non c’è una vera e propria storia d’amore, o meglio c’è ma non è il fulcro della trama, penso che il tema principale sia la crescita della protagonista ed il suo dover affrontare vari problemi. L’ho trovato abbastanza verosimile e mi sono piaciuti molto tutti i personaggi sia i principali che i secondari, che sono descritti e trattati molto bene. Anche i “cattivi” di turno non sono delle caricature e le vicende sono fatti che potrebbero accadere a qualunque adolescente. Ma la cosa che mi è piaciuta di più è il fatto che gli adolescenti protagonisti sono degli adolescenti veri, nei quali ci si può ritrovare anche chi adolescente non lo è più, come la sottoscritta. In più lo stile di scrivere dell’autrice mi piace molto, semplice e lineare, con descrizioni giuste, mai prolisse, moderno e facilmente accessibile. Ora che ho scoperto che ne ha scritti molti altri di romanzi parte la caccia 😉 Peccato che qui in Italia ne siano editi solamente altri 3 e due di questi sono fuori catalogo 😦

Ah! Anche il titolo tradotto per una volta non è molto distante da quello originale: Just Listen. Molto meglio di quello usato all’inizio Ti dedico una canzone.

Mchan

Libro Russo

La stanza segreta dello Zar by Steve Berry

Seconda di copertina:

“Leningrado (San Pietroburgo) 1941. E’ l’ottava meraviglia del mondo e si trova all’interno del Palazzo di Caterina, la residenza estiva degli Zar. Tutti la conoscono come la Camera d’Ambra, perché è interamente rivestita di pannelli d’ambra: sei tonnellate in tutto. Eppure bastano 36 ore ad un gruppo selezionato di nazisti per smontarla, collocarla in 28 casse e spedirla in Germania, dove, alla fine della guerra, scompare. A tutt’oggi, nessuno sa dove sia finita.

Atlanta, oggi. Sconvolta dall’improvvisa morte del padre, sopravvissuto agli orrori dell’Olocausto, il giudice Rachel Cutler ha un terribile sospetto: che l’uomo sia stato ucciso perché aveva scoperto qualcosa sul destino della Camera d’Ambra. Possibile che fosse proprio quello il segreto che lo aveva ossessionato per tutta la vita? Decisa a scoprire la verità, Rachel parte per la Germania, dove è sicura di trovare qualche amico del padre in grado di aiutarla. Troverà invece ad attenderla un nido di spie, di killer professionisti e di uomini disposti a tutto pur di mettere mano su quel tesoro d’inestimabile valore…”

Quarta di copertina:

“Il genere di thriller che piace a me!” Dan Brown

“Straordinariamente appassionante, con personaggi indimenticabili ed una trama mozzafiato. Adrenalina allo stato puro” Clive Cussler

“Steve Berry trascina il lettore in un viaggio drammatico alla scoperta di un passato oscuro ed inquietante” James Rollins

Anche se non è affatto ambientato in Russia, ma la protagonista assoluta è la celeberrima Camera d’Ambra. Una ricostruzione dei fatti, o comunque delle dicerie attorno alla sua scomparsa, ben curata. Trama intrigante e non prevedibilissima.

Mchan

 

 

Libri russi

Gli Zar Russi

librozar

Questo l’ho preso nel negozio di souvenir del Palazzo di Caterina II e parla di tutta la storia della monarchia russa. Molto interessante. Ci sono anche moltissime foto.

La profezia dei Romanov by Steve Berry

Quarta di copertina:

“Ekaterinburg, 16 luglio 1918.

I bolscevichi hanno preso il potere. Lo zar confida ancora nella salvezza, ma invano: i Romanov vengono freddamente e metodicamente giustiziati.

Mosca, oggi.

Dopo la caduta del comunismo, sarà ristabilita la monarchia ed una commissione sceglierà il nuovo zar tra i lontani discendenti di Nicola II. Miles Lord, avvocato e profondo conoscitore della cultura russa, è giunto a Mosca per sostenere la rivendicazione al trono di uno di essi, non immaginando di diventare il bersaglio di uno spietato gruppo di criminali. Ora Miles ha un’unica possibilità di salvezza: trovare il vero successore dello zar Nicola II, ricostruendo la tragica fine della famiglia imperiale russa…”

Inizia subito in quinta con un attentato/inseguimento che ti fa rimanere incollato alle pagine. E l’intrigo è molto affascinante e coinvolgente.

Una cosa che non mi è piaciuta è il fatto che dice che la Russia starebbe sull’orlo, se non già oltrepassato del fallimento. Cosa alquanto non veritiera. Forse questo era vero subito dopo la caduta del comunismo, ma il libro è ambientato più o meno ai giorni nostri, nomina perfino Putin, per cui l’ho trovata una considerazione alquanto stridente. Capisco che può essere utile ai fini della trama, ma allora poteva ambientarlo in un futuro un pochino più lontano mentre sembra proprio ambientato intorno al 2000. E poi si contraddice da solo quando ad un tratto afferma: “Una maledetta superpotenza in grado di far saltare in aria il mondo mille volte”. Se è una superpotenza è leggermente impossibile che sia anche in forte crisi socioeconomica tanto da aver quasi rischiato il collasso del Governo. Non sono una profonda conoscitrice della storia Russa, specialmente quella attuale, ma non mi sembra che in quegli anni abbia passato una così grave crisi.

Il libro è stato edito per la prima volta nel 2004 per cui gli “perdono” il fatto che per tutta la trama dica che i due cadaveri dei Romanov che non sono stati trovati insieme agli altri e che quindi ritiene ancora in vita siano di Alessio e di Anastasia, cosa non vera dato che nel 2008 li hanno trovati e sono stati identificati come Alessio e Maria.

Mchan

Summer Book parte 3

London in love by Melinda Miller

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Quarta di copertina:

“Per vivere un grande amore bisogna sfidare il destino…”

“Una storia romantica e frizzante per tutte le donne che sognano di trovare l’uomo giusto dall’alto di un meraviglioso tacco 12”

“Lisa, trent’anni (o poco più), un fidanzato storico che l’ha appena lasciata e una gran voglia di ricominciare. E forse è possibile: trasferirsi a Londra, per un anno, a casa di un’amica. E poi chissà… Michele, trent’anni (o poco più), una fidanzata storica che sta per sposare, una vita da broker ed una gran voglia di stabilità. Il suo sogno: lasciare Londra, dove lavora, e rientrare in Italia. E poi chissà… Le strade di Lisa e Michele si incrociano sul volo Milano-Londra (vicini di posto, si detestano all’istante), per dividersi a Heathrow. Ma il destino li farà incontrare di nuovo, a Notting Hill, tra gli scaffali della boutique di scarpe vintage dove Lisa lavora…”

“Dietro lo pseudonimo di Melinda Miller si cela una coppia italiana che da tempo vive in Inghilterra. Si sono conosciuti in aeroporto, si sono innamorati a Londra, si sono sposati e poi hanno deciso di raccontare una storia d’amore simile alla loro con un pizzico di fantasia in più nel loro romanzo London in love. Dopo il successo del primo libro ci hanno preso gusto ed hanno continuato a scrivere”

Pagina del titolo:

“C’è un’unica certezza nella vita di una donna.

Riposa nei loro armadi: sono le scarpe.

Si può ingrassare o dimagrire.

Perfino crescere o rimpicciolirsi,

ma i piedi, solo quelli resteranno sempre uguali”

A parte che per me questa certezza non c’è: i miei piedi si gonfiano e si sgonfiano anche nel giro di un paio di settimane. Mi è capitato di comprare un paio di scarpe che mi stavano alla perfezione e poi quando sono andata a metterle non mi entrassero. E continuano a non entrarmi, io ogni tanto ci provo pure a riprovarmele, ma nulla. E sono anche un paio autunnale comprate in giugno. Vabbé…

Anche la trama data dall’editore non è proprio affidabilissima: fidanzato storico uno con cui è stata circa tre anni??? E non si tratta di un anno ma di un mese, almeno quello che dice all’amica, poi che voglia rimanerci di più è anche vero, ma non mi pare sia specificato il tempo. Sono un pochino puntigliosa? Sì, un libro in genere si compra leggendo la trama in quarta o seconda di copertina e non è molto carino scrivere cose non veritiere. E’ un po’ una pubblicità ingannevole.

La storia è comunque carina. Senza troppe pretese, giusta per una lettura estiva o di svago, infatti l’ho finito in un paio di giorni. Anche se il personaggio della fidanzata di lui è odioso. Ed è irritante come la sopporta lui. Sarà che è completamente lontana dal mio modo di essere, ma una così io l’avrei mandata al diavolo già alla prima ora di soggiorno. Praticamente lo va a trovare a Londra in mezzo alla settimana e quindi pretendendo che lui le dedichi del tempo, ma lui è lì per lavorare, e poi si fa portare in giro a fare shopping facendosi pagare tutto da lui, anzi, quando lui è chiamato in ufficio per un’emergenza si fa anche lasciare la sua carta di credito. E naturalmente non va a fare compere da H&M. Per non parlare della storia dell’anello di fidanzamento. Altro che proposta, io mi sarei rimangiata tutto e l’avrei messa sul primo aereo, altro che.

Sui due protagonisti niente da dire. Molto carini. Anche se il finale è un po’ appeso, sembra che manchi qualcosa, che ci sia un seguito che però, al momento, non c’è.

Barcellona mi amor by Melinda Miller

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Questo è una specie di seguito del libro precedente dato che uno dei coprotagonisti vi appare. Mentre Lisa&Michele non vengono nemmeno nominati.

Seconda di copertina:

“A Barcellona, il 23 aprile è il giorno di Sant Jordi, la festa degli innamorati e dei libri. Chi si ama si scambia un regalo: le donne ricevono una rosa, gli uomini un libro.

Proprietaria della libreria Bésame Mucho, Paloma ama quel giorno più di ogni altro, e sa consigliare sempre il libro perfetto da regalare, specialmente se si tratta di un dono che deve “valere” come dichiarazione d’amore. Eppure, lei, l’anima gemella non l’ha ancora incontrata…

Enrique è un uomo affascinante, giornalista affermato con una passione smodata per la buona cucina ed un segreto che custodisce gelosamente. Anche lui si troverà a festeggiare Sant Jordi e, alla ricerca di un regalo per la sua compagna, entrerà nella libreria di Paloma. Ma il destino, un misterioso taccuino vergato a mano ed una rosa stuzzicheranno la sua curiosità sino a travolgerlo e fargli conoscere il vero amore…

Con loro, sullo sfondo dell’incantevole capitale catalana, incontrerete personaggi indimenticabili che, tra tapas e sangria, vi contageranno a tal punto da farvi dire: Barcellona mi amor!”

Quarta di copertina:

“Una libreria, una rosa, un grande amore”

“Tesoro, l’amore non è strategia. Non è una battaglia navale, in cui conoscendo l’avversario puoi intuire dove posizionerà la portaerei. L’amore è una ricetta strana, in cui destino, istinto, coraggio e voglia di ricominciare sono mescolati senza preavviso. L’amore è cuore, non è cervello. Il tuo cuore dove ti porta?”

Qui la trama scritta in seconda di copertina è molto più attendibile. Ma è anche molto simile al libro precedente. Soprattutto la caratterizzazione dei personaggi. Lei e Lisa hanno lo stesso approccio nel loro ambiente di lavoro e lui e Michele hanno la stessa passione per la cucina.

Solo che questi due sono anche leggermente più irritanti. La storia di lei che crede nel grande amore e negli amori riempitivi nel frattempo a me ha infastidito. Sarà che io non ci credo affatto. Non penso sia carino stare con una persona sapendo già dall’inizio che quel tipo di relazione non porterà a nulla. Meglio stare da sola. E lui poi era di un arrogante e presupponente a volte. E poi non ho capito perché tutto quel problema sul suo segreto. Neanche fosse stato un criminale o nascondesse una doppia indentità. Spoiler: firmava le sue critiche gastronomiche con uno pseudonimo. Il tutto per tutelarsi, e secondo me faceva anche bene perché quando un critico va in un ristorante e viene riconosciuto lo trattano sempre meglio di come tratterebbero un normale cliente.

Troppo divertente la scena di lei ed il suo fidanzato socialaddicted al ristorante.

Anche questo è un libro da lettura di svago. Belle le descrizioni dei posti più caratteristici di Barcellona, a me ha fatto venire nostalgia e voglia di tornarci! Oltre che di andarmi a rivedere le foto 😉

Mchan

 

Summer book parte 2

Da quando ti ho incontrato by Cecelia Ahern

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Seconda di copertina:

“Jasmine, capelli rossi e spirito indomito, ama due cose al mondo: il suo lavoro – crea start-up, le porta al successo, poi le rivende – e sua sorella Heather, che è una giovane donna con la sindrome di Down, generosa, combattiva, ma anche molto vulnerabile, della quale è sempre pronta a prendere le difese. E’ un freddo inverno dicembrino quando Jasmine viene licenziata e privata, con un colpo di mano che ha il sapore del tradimento, di una parte vitale della propria identità. I suoi giorni si fanno bui, noiosi, senza scopo: nient’altro che una patetica infilata di appuntamenti con amiche neomamme e chiacchierate senza direzione; mentre le notti, nervose ed insonni, diventano d’un tratto l’occasione per mettersi a spiare, dalla finestra della camera da letto, la casa del vicino. Lui è Matt Marshall, famoso dj radiofonico con un conclamato debole per l’alcol, un talento puro per la provocazione ed una crisi matrimoniale in vista. Jasmine ha le sue buone ragioni per detestarlo ed il sentimento sembra reciproco. Ma niente è veramente come sembra. Può nascere così una relazione nuova, un’intimità tra uomo e donna che non è però quel che immediatamente ci aspettiamo: Matt e Jasmine si annusano, confliggono, si cercano. Sono due cuori che si avvicinano, ma che trovano l’amore altrove. Ed è qui che si nasconde la magia dell’ultimo romanzo di Cecelia Ahern, nell’incrociare due vite in modo inaspettato, nel saper inventare una storia che ci diverte e commuove, nel corso della quale arriviamo e guardare alla realtà in modo più luminoso e leggero. E che ci lascia con l’immagine di una passeggiata rassenerante tra le stradine ed i giardini profumati di una Dublino pacifica”

 

Quarta di copertina:

“Certe volte, per andare avanti bisogna fermarsi”

 

“I miracoli crescono dove li pianti tu”

 

“Eccezionale, commovente, istruttivo. Un modo alternativo di guardare alla vita ed all’amore” Daily Express

 

Carino, divertente e scorrevole da leggere. Mi è piaciuta molto la parte in cui parlava della sorella e del suo handicap, molto tenera e commovente. Un po’ meno la sua amicizia con Matt, cioè l’amicizia pure pure, ma come sono diventati amici. Sembra quasi che si sia saltato un pezzo. C’è una sorta di mancanza verso la fine, scorre tutto troppo veloce. Ci ha messo quasi metà libro a raccontare i primi 5 mesi di questo anno che si andava a percorrere (perché la traduzione del titolo originale è L’anno che ti ho incontrato) e poi in una manciata di capitoli fa finire il tutto. E poi la narrazione in prima persona della protagonista lascia un bel po’ di buchi dato che non si sa cosa facciano gli altri personaggi quando non interagiscono con lei. E gli altri personaggi di questo libro sono tutti abbastanza interessanti quindi è un peccato non sapere cosa fanno o cosa ne pensano su ciò che è successo.

Nel complesso comunque mi è piaciuto, anche il fatto che non ci fosse una storia d’amore scontata con il coprotagonista. Poi, vabbé, io sono di parte perché adoro Cecelia ed il suo modo di scrivere e perché è ambientato a Dublino, anche se non la descrive molto. Ma descrive molto bene i quartieri in semiperiferia, quelli tranquilli e pacifici costituiti solamente da casette/villette con giardino e dove ci si ritrova solo se ci si deve andare di proposito poiché non ci sono negozi od uffici.

Mchan

 

Orgoglio & Pregiudizio

Come tutti sapete è un classico della letteratura inglese scritto da Jane Austen.

Molti di noi lo hanno studiato a scuola, moltissimi altri lo hanno conosciuto grazie alle sue trasposizioni cinematografiche.

E’ proprio di queste che voglio parlare.

Se uno digita su wikipedia “Orgoglio e Pregiudizio” si ritrova con ben 6 risultati, invece con il titolo originale “Pride and Prejudice” i risultati sono addirittura 13.

I film tratti da esso sono 2 (1940, 2005)

Le serie tv sono 7 (1952, 1957 italiana, 1958, 1961 tedesca, 1967, 1980, 1995, 2014)

I film ispirati sono 2: Pride and Prejudice – A Latter-Day comedy (2003 americano) e Bride and Prejudice (2004 Bollywood)

Le pieces teatrali sono 3 (1935, non datata, 2013)

Ci sono anche dei musical (1959, 1993, 1995, 2013)

Ma ci sono anche tantissime altre opere ispirate ai protagonisti/personaggi od alla trama del romanzo.

Primo fra tutti (perché è quello che ricordo meglio) il personaggio di Mr. Darcy in “Bridget Jones”. La protagonista del libro poi ha una vera fissazione per il personaggio di Darcy interpretato dallo stesso Colin Firth nello sceneggiato per la tv del 1995. Questa chicca si può notare leggendo il secondo libro, nel film, per esigenze fisiche (Colin non poteva impersonare sia Mark Darcy che sè stesso) questo particolare non viene affatto mensionato e la trama è abbastanza diversa.

Due mini serie tv del 2008 ne ricordano i personaggi principali. La prima, “Lost in Austen” (inglese), è di genere fantasy dato che la protagonista scambia il suo appartamento/vita con Elizabeth Bennet (da quello che ho capito lei si ritrova a vivere nel 1800 ed Elizabeth ai giorni nostri, un po’ come la trama del libro “Shopping con Jane Austen” di Laurie Viera Rigler). La seconda, israeliana, trasforma Mr. Darcy in un operaio ben pagato dell’industria high-tech in Galilea.

Una serie di YouTube, vincitrice in un Emmy, “The Lizzie Bennet Diaries” (2012-2013) che porta la storia ai giorni nostri con una Lizzie Bennet universitaria che gira dei vlog.

Una serie tv di genere giallo “Death Comes To Pemberley” (2013).

Ultimamente è uscito il film “Pride and Prejudice and Zombies” tratto dall’omonimo romanzo di Seth Grahame-Smith (2009) che altro non è che la rivisitazione del libro della Austen in chiave zombie.

Le opere letterarie ispirate ai personaggi sono dozzine, tutte datate dal 2000 in poi.

Un paio di anni fa ne trovavo a bizzeffe nelle librerie (specialmente in estate), ultimamente per nulla. Curiosità ne avevo molta, amando alla follia la Austen ed il suo mondo, ma avevo sempre anche il timore di rimanerne delusa. Qualcuno di voi ha letto qualcosa? Ricordo che erano soprattutto dei rivisitamenti delle opere della Austen in chiave Giallo, in cui Elizabeth era una sorta di Mrs Marple.

Menzioni particolari a:

“Old Friends and New Fancies” di Sybil G. Brinton datato 1913 e descritto come il primo sequel delle novelle della Austen.

Penso che sia una delle prime fan fiction mai esistite.

“Tarzan Alive!” di Philip José Farmer del 1972 che include Elizabeth e Mr. Darcy tra i personaggi.

Non so proprio cosa possano c’entrarci quei due con Tarzan… Ed ho anche timore a scoprirlo 😛

“Austenland” di Shannon Hale del 2007 con omonimo film del 2013.

Il film l’ho visto e l’ho trovato carino e piacevole, purtroppo non trovo il libro in italiano che pare non lo abbiamo mai tradotto.

“Mrs Darcy versus the Aliens” di Jonathan Pinnock del 2011.
Anche qui ho timore a scoprire di cosa si tratti…

Le altre opere sono per lo più libri incentrati interamente sul personaggio di Mr. Darcy, racconti che esplorano la vita dei loro figli o della sorella di lui, lettere scritte da Elizabeth nei primi anni di matrimonio, versioni erotiche ed investigative della coppia.

Infine ne hanno fatto anche una versione manga, l’autrice è Reiko Mochizuki. La trama è identica all’originale, solo trasformata in manga.

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Personalmente ho amato lo sceneggiato del 1995.

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Ho dovuto fare una specie di maratona che erano 4 dvd, ma la storia era trattata nei particolari e gli scenari bellissimi. Oltre al fatto che nei panni di Mr. Darcy c’era Colin Firth. Sì, in questo caso sono molto Bridget Jones 😛

Mi è piaciuto molto anche l’adattamento Bollywoodiano.

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Mi piacciono tantissimo gli abiti coloratissimi indiani ( i sari) e le loro cerimonie altrettanto colorate e super movimentate. E poi Aishwarya Rai è davvero molto bella, bisogna ammetterlo.

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L’aspetto che più mi piace nelle opere della Austen è che ancora oggi si prestano a diventare dei racconti molto attuali. Ciò di cui lei parla è universale ed adattabile anche al nostro contesto cambiando poco o nulla della trama originaria. In “Orgoglio e Pregiudizio” si parla di prime impressioni, che è poi il primo titolo dato all’opera, di convenzioni sociali e di aspettative genitoriali. Tutto ciò è contestualizzabile anche ai giorni nostri. Le prime impressioni contano ancora moltissimo, poi ci si può sempre ricredere, ma il primo impatto è quello che conta. Le convenzioni sociali sono ancora presenti, le chiamiamo buona educazione o tradizione, ma ci sono. Le aspettative genitoriali penso non moriranno mai. Qualunque madre o padre ha dei sogni per i propri figli.

Mchan