Perfect by Cecelia Ahern

Seconda di copertina:

“Celestine è in fuga. Fino a poche settimane fa era una delle ragazze più in vista della città: aveva una famiglia che la amava, un fidanzato meraviglioso ed un destino invidiabile. Ora la sua esistenza si è trasformata in un interminabile incubo. La sua vita dorata non esiste più.

Celestine è finita in cima alla lista dei ricercati della Gilda. E’ il nemico Numero Uno. Lei infatti è l’unica a possedere le prove che potrebbero distruggere per sempre il sistema che stabilisce chi è perfetto e chi Fallato. Chi merita un futuro e chi no. Perfino il giudice Crevan, capo del tribunale che l’ha condannata, è al suo inseguimento. L’uomo crede di poter facilmente mettere alle strette una come Celestine, una ragazza che ha perso tutto: famiglia, fidanzato, amici. Ma si sbaglia. Il tenebroso Carrick non l’ha abbandonata ed anzi è più determinato che mai a sostenerla, qualunque sia la scelta di Celestine.

Perché adesso a decidere sarà lei.

Scappare e mettersi in salvo, o rischiare tutto, tornare nella tana del leone e demolire il sistema dall’interno?”

Quarta di copertina:

“Dopo tutto quello che mi è successo forse dovrei essere diversa. Ma quando la Gilda ti marchia, non ti cambia come persona: cambia solo la percezione che gli altri hanno di te”

“Provocatorio ed intenso. Un romanzo potente, che esplora la perfezione in ogni suo crudele aspetto”

Quote:

“C’è la persona che pensi dovresti essere, e poi c’è quella che sei veramente. Io ho perso la cognizione di entrambe”

“Forse i combattenti più tenaci sono proprio quelli che sanno nutrire perché sono legati a qualcosa che è nel profondo del loro essere, qualcosa per cui lottare, qualcosa che vale la pena salvare”

“Per costruire un’amicizia a volte serve una vita intera, ma per farsi un nemico basta un secondo”

“Una cosa è sapere che i Fallati sono marchiati e devono vivere da cittadini di serie B, un’altra è doverli guardare mentre esibiscono i segni cicatrizzati di queste punizioni. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. E’ facile vivere tranquillamente la propria vita se non ti sbattono in faccia la dura realtà delle cose”

“Ma per una volta non voglio fare progetti. Non voglio avere aspettative, voglio solo affrontare le cose un passo alla volta, e lasciare i balzi ed i salti per quando sarà necessario. Voglio godermi il sole sulla pelle, il vento sul viso, il tocco delle mani di Carrick sul corpo, il suono delle voci dei miei familiari, i loro gesti affettuosi, ed il valore e la lealtà dei miei nuovi amici. Sono cose semplici, diranno alcuni, ma dipende da dove vivi e da quali sono le leggi a cui devi sottostare, perché ottenere tutto questo non è stato affatto facile per nessuno di noi”

“C’è LA PERSONA che pensi dovresti essere, e poi c’è quella che sei veramente. Io non so bene chi dovrei essere, ma adesso so chi sono veramente.

E posso dire che questo è un modo perfetto per ricominciare”

Come già preannunciato nello scorso post questo secondo ed ultimo capitolo della saga dei Fallati è più ricco di azione. Ma è comunque un altro pugno nello stomaco, specialmente nella seconda parte.

Celestine, la protagonista, prende più sicurezza di sé e finalmente riesce ad essere un passo avanti a chi la vuole eliminare dalla faccia della terra ed a chi prova a prendersi gioco di lei.

Cresce sotto molti punti di vista.

Anche in questo caso la storia è raccontata in prima persona per cui si segue solo il punto di vista e le vicende della protagonista, ma a differenza del primo libro non l’ho trovato disturbante, anzi. Non è stato male scoprire ciò che avevano fatto gli altri quando lo è venuto a sapere lei poiché ha tenuto alta la suspence. Se lei non si fidava di qualcuno anche il lettore non si fidava del tutto poiché proprio come la protagonista non poteva sapere cosa stesse facendo o pensando quel personaggio.

Il finale è un happy ending, ma di questi tempi è bello leggere qualcosa che finisce bene nonostante le premesse anche se è troppo happy ending su tutta la linea quindi risulta abbastanza irreale.

Per quanto riguarda una possibile trasposizione cinematografica non ho trovato altre news, però penso che si potrebbe tranquillamente fare un film unico dato che è decisamente molto più interessante e dinamico il secondo libro.   

Mchan

Flawed by Cecelia Ahern

Seconda di copertina:

“In un futuro non molto lontano, il giudice Crevan è a capo della Gilda, uno speciale tribunale con il compito di condurre una spietata crociata contro l’immoralità. E’ lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a fuoco con una F sulla pelle e da allontanare dalla società civile.

Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche la fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan.

Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D’un tratto, ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più, perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di soccorrere il pover’uomo e quel gesto si ripercuote su di lei con conseguenze drammatiche.

Allontanata dalla famiglia, arrestata ed umiliata, la ragazza viene trascinata in tribunale davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna ad essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un ragazzo misterioso ed affascinante: l’unico amico su cui d’ora in poi Celestine potrà contare”

Quarta di copertina:

“Eravamo solo noi due, in cima al mondo addormentato. Noi due invincibili, intoccabili. E’ stato il momento “più” perfetto della mia vita.

E’ stato l’ultimo momento perfetto della mia vita”

“Flawed è uno dei migliori romanzi distopici in circolazione. E’ reale e potente” The Guardian

“Una lettura IMPERDIBILE per tutti gli appassionati di young adult” Voya

Quote:

“FALLATO: difettoso, danneggiato, imperfetto, deturpato, guasto, malsano, fragile, carente, incompleto, invalido; (relativo a persona) che è incline alle debolezze”

“Sono una ragazza che crede nelle definizioni, nella logica, nel bianco e nero.

Tenetelo bene a mente”

“Mai fidarsi di chi, senza essere stato invitato a farlo, si siede a capotavola in casa altrui”

“Non mi interessavano molto i romanzi, prima. Preferivo la vita reale. La matematica. Le soluzioni. Le cose che hanno un effetto concreto sulla vita. Ma ora capisco perché tante persone leggono, perché amano perdersi nelle storie altrui. A volte una frase mi colpisce, mi fulmina, perché descrive una sensazione, un sentimento che ho provato ma non ho mai espresso ad alta voce. Vorrei entrare nelle pagine e dire ai personaggi che li capisco, che non sono soli, che io non sono sola, e che va bene provare quello che provano”

“Ho capito che le persone non sono crudeli. O comunque non tutte le persone (…). Le persone hanno semplicemente un forte istinto di conservazione. E se una cosa non li riguarda da vicino, non si lasciano coinvolgere più di tanto”

“Alla gente piace prendere le difese dei più deboli, ma non quando le cose si fanno più pericolose”

Ci ho messo un bel po’ per finire questo libro perché è stato davvero come un pugno nello stomaco.

Così attuale, così vicino a ciò che penso e sono.

Cecelia si riconferma una scrittrice che sa parlare al cuore delle persone, od almeno al mio di sicuro.

Nei ringraziamenti dice che lo ha scritto di getto, in sole sei settimane, ma ci ha davvero messo tutto ciò che poteva. C’è una giovane ragazza con i suoi sogni ed il suo futuro a portata di mano che dall’oggi al domani perde letteralmente tutto. C’è la sua famiglia che nonostante tutto le sta accanto. Ci sono gli amici, od almeno coloro che riteneva tali, che le si rivoltano contro. Tutta la società le va contro e solo perché ha mostrato un po’ di empatia verso la persona sbagliata. Ma sbagliata perché e per chi? Nel leggere qual’era la punizione riservata a queste persone ritenute difettose poiché hanno commesso un errore di giudizio ho sempre pensato che fosse esagerata, che nemmeno ad un omicida si riservava tanto ed ad un certo punto lo dicono anche nel libro in una conversazione tra appunto fallati. Eppure tutta la società lo accetta. Dimenticando anche, e soprattutto, che potrebbe accadere a chiunque, perché nessuno è perfetto. E la cosa ancora più assurda è che quella stessa società tratta queste persone marchiate come se non fossero più persone. Ci sono delle regole molto rigide, da dover osservare non solo in società, ma anche in casa propria.

Come in ogni romanzo distopico si esagera, ma in finale il messaggio è preciso: tanto potere in mano di una sola persona (od una manciata di individui) non è mai sano.

L’unica pecca per quanto mi riguarda è la narrazione in prima persona. In questo modo sappiamo perfettamente cosa pensa e prova la protagonista, ma molto poco di tutti gli altri. Ed addirittura di alcuni non sappiamo praticamente nulla perché lei non li incontra per lunghissimi periodi di tempo.

Il mio personaggio preferito è il nonnino. Il primo della famiglia ad aver capito il vero carattere del giudice Crevan ed ad avergli tenuto testa.  

Quello che non ho capito è la sorella minore Juniper.

Il personaggio che non mi è piaciuto affatto è Art. Oltre, naturalmente, a suo padre: il giudice Crevan.

Nella seconda di copertina c’era scritto che la Warner Bros. ne aveva comprato i diritti per girarne un film, ma al momento non ci sono altre informazioni al riguardo. Sinceramente non mi dispiacerebbe e non sarebbe nemmeno troppo difficile da produrre dato che è ambientato in un mondo praticamente identico al nostro se non per queste regole. Non è un futuro fantascientifico con tecnologie avanzate e si svolge quasi tutto in due, massimo tre location.

Naturalmente c’è un seguito poiché il finale è aperto. Lo sto leggendo ed al momento c’è molta più azione.

Magari prossimamente ve ne parlerò.

Mchan

Love, Simon

Anno: 2018

Paese: Usa

Genere: drammatico, sentimentale, commedia

Regia: Greg Berlanti

Soggetto: omonimo romanzo by Becky Albertalli

Cast: Nick Robinson, Josh Duhamel, Jennifer Garner, Katherine Langford, Alexandra Shipp, Jorge Lendeborg Jr., Keiynan Lonsdale, Miles Heizer, Logan Miller, Talitha Bateman, Natasha Rothwell

Trama: Simon è un liceale che ha una cotta per un ragazzo con il quale si scambia solo delle mail senza conoscere la vera identità. La sua vita cambierà quando una terza persona scoprirà questa “amicizia di penna”

Quarta di copertina:

“E allora ripercorro tutto dall’inizio, da agosto, e leggo tutto. Non ho idea di chi sia. Ma mi sa che mi sto innamorando di lui”

Simon ha diciassette anni ed un amore segreto per Blu, un ragazzo conosciuto on line con cui intrattiene un’intensa, tenera corrispondenza. Il loro rapporto è al sicuro finché un’email non finisce nelle mani sbagliate: quelle di Martin, il bullo della scuola, che minaccia di rivelare a tutti lo scoop dell’anno… a meno che Simon non l’aiuti a conquistare Abby, la ragazza di cui è innamorato ma che non lo degna di uno sguardo.

(Nota: Martin non è affatto il bullo della scuola, anzi.)

“Un romanzo di formazione in cui ogni ragazzo si identificherà”  School Library Journal

Sinceramente il libro non mi aveva entusiasmato, carino, ma nulla di eclatante. Ma con il film sono riusciti davvero a fare peggio. Tutto ciò che funzionava nel libro lo hanno stravolto.

Prima di tutto hanno cambiato l’età della sorella. Ok, eliminarne una che tanto era al college e non era funzionale più di tanto alla trama, ma rendere la più piccola così piccola no. Hanno fatto sballare un bel po’ di cose in questo modo.

Non ho capito il senso di cambiare la “razza” all’amico Nick. In teoria nel libro è bianco, non è specificato, ma io l’ho percepito così perché di altri ragazzi di colore si è sempre specificato. Così alla fine abbiamo la classica coppietta di colore che fa tanto cliché super banale.

Non mi è piaciuto che Simon interagisse così tanto con Blu nella vita reale. Anche se non sapeva che fosse Blu (per evitare spoiler non faccio il vero nome di Blu). Il bello del libro è che l’identità di Blu non si scopre fino agli ultimi capitoli ed è costruito davvero bene. Invece nel film Simon attribuisce la sua identità a svariati ragazzi quando nel romanzo ha solo un tipo sul quale ha dei sospetti. Avrei preferito facessero lo stesso, anche perché in questo modo sembra che Simon si invaghisca di chiunque quando invece lui prova dei reali sentimenti per questo ragazzo con il quale si scrive solamente ed è molto romantico.

Leah innamorata di lui è un’altra assurdità super banale. Mi piaceva tanto il rapporto di pura amicizia che c’era nel libro tra lui e le due ragazze.   

E non ho nemmeno capito perché farlo impicciare così tanto della vita sentimentale dei suoi amici quando nel libro non è affatto così, anzi. Spesso e volentieri si isola ed è anche per questo che i suoi amici non hanno capito mai nulla.

La mega figuraccia di Martin rifiutato da Abby davanti a tutta la scuola è forse l’unica aggiunta/cambiamento sensato. Perché dà un senso più concreto alla “vendetta” nei confronti di Simon.

Il fatto che abbiano tolto tutta la parte sul compleanno del protagonista (il regalo ed il bigliettino) ed abbiano fatto cancellare l’account mail di Blu per fargli scrivere quel post pubblico e girare la scena della ruota panoramica davanti a praticamente tutta la scuola (super cringe) non mi è piaciuto per nulla. Tra l’altro all’inizio lui sembrava addirittura scocciato. Ho trovato l’attore che interpreta Simon perfetto, anche quello che interpreta Blu, ma non c’era molta chimica tra loro due.

Comunque almeno nel film ci siamo risparmiati il dopo primo bacio che nel libro è stato alquanto imbarazzante. Parlo della situazione in generale, con presentazione ufficiale e cose del genere. Anche lì si poteva benissimo finire la storia con il loro lieto fine e stop.

Tuttavia la parte più bella sia del libro che del film è stata il discorso di Simon sul coming out. Pensiero che condivido. Ognuno dovrebbe essere ciò che è senza troppi proclami o spiegazioni.

Mchan

Flower by Elizabeth Craft & Shea Olsen

  

Seconda di copertina:

“Charlotte vive con la nonna ed è una ragazza con la testa sulle spalle: bravissima a scuola, lavora in un negozio di fiori per pagarsi gli studi e nel tempo libero si prepara per l’ammissione alla prestigiosa università di Stanford. E’ molto concentrata e non si concede distrazioni, niente uscite serali e soprattutto niente ragazzi: la sua più grande paura è infatti quella di fare la fine di tutte le donne della sua famiglia, che hanno rinunciato a seguire le proprie aspirazioni a causa dell’amore. Una sera, all’ora di chiusura, entra nel suo negozio un misterioso ed affascinante cliente, ombroso ma gentile, che le fa strane domande. Nonostante ne rimanga colpita, Charlotte è sicura di non rivederlo mai più… Ed invece la mattina dopo le viene recapitato in classe un mazzo di rose purpuree, i suoi fiori preferiti. A mandarglieli è stato proprio Tate, il ragazzo della sera prima, che inizia a corteggiarla in modo molto discreto ma deciso. Charlotte, dopo le resistenze iniziali, decide di uscire con lui per una sola sera. Ma appena fuori dal ristorante vengono assaliti da una folla di paparazzi che grida il nome di Tate… Chi è davvero quel misterioso ragazzo e cosa nasconde dietro quei bellissimi occhi malinconici?”

Quarta di copertina:

“Charlotte pensa di avere tutto sotto controllo. Poi incontra Tate. E niente sarà mai più come prima”

“Un best seller internazionale. Tradotto in 18 paesi. Romanticissimo, travolgente, un romanzo unico”

“Un romanzo che fa sognare, desiderare, sospirare. Eccezionale”

“Impossibile non innamorarsi di Tate, garantito”

“Una bellissima storia sul primo grande amore e su come trovare la propria strada nella vita”

Sinceramente pensavo fosse molto diverso quando l’ho acquistato. A sapere che il livello di trama e scrittura fosse quello di una fanfiction non lo avrei mai fatto.

La storia è raccontata dal punto di vista della protagonista: Charlotte, quindi i personaggi secondari servono solo da contorno e non vengono affatto approfonditi. Da praticamente l’inizio tutte le sue interazioni sono con il protagonista maschile e sono piene e strapiene di cliché. Lui è un divo, ma lei non lo riconosce. Lui si infatua di lei a prima vista e fa di tutto per conoscerla e portarla fuori anche se lei è una semplice ragazzina liceale. Lei ha una famiglia disastrata e fino a quel momento si è concentrata solamente sullo studio per poter migliorare il suo futuro. Questo vuol dire che a 17 anni e passa non è mai uscita con un ragazzo. Ma basta quell’incontro e cambia tutto. Da risoluta a non voler averci nulla a che fare, le è bastato un parere della sua datrice di lavoro per accettare di uscirci. Da tipa che non ha mai baciato un ragazzo, le è bastato uno sfioramento di labbra per volerci andare a letto praticamente al secondo appuntamento. E lui da tipo che se la sarebbe portata a letto immediatamente, tanto da portarla a casa sua già al secondo appuntamento, appena scopre che è a lui che lei ha dato il suo primo bacio la allontana. L’incoerenza regna sovrana. Insieme al nosense: lui dice di aver avuto un colpo di fulmine, ma nemmeno una settimana dopo che hanno deciso di stare insieme le rifà il guardaroba (e ci potrebbe anche stare), ma soprattutto la porta dal parrucchiere più in voga della città e le rifà completamente il look. Scusate ma io qui ci vedo un semaforo rosso grande quanto una casa. Sarà che sono troppo cresciuta per questo tipo di narrativa, ma è davvero tutto troppo surreale e scritto come se le autrici avessero 15 anni. Perché ripeto: se una persona dice di aver perso la testa per te non ti vuole cambiare completamente l’aspetto nel giro di nemmeno tre appuntamenti.

Naturalmente ci sarà il lieto fine dopo una serie infinita di tira e molla dovuti ad incomprensioni che ovviamente non si possono far chiarire subito.

Mchan

#amorenoncorrisposto by Sarah Ockler

Anno: 2014

Titolo originale: #scandal

Quarta di copertina:

“Un ballo, un bacio ed una foto su internet. E se la tua vita cambiasse con un click?”

“Lucy ha imparato un’importante lezione dai giornali di gossip che tanto ama: evitare i riflettori e custodire gelosamente i segreti. Un sistema che ha funzionato per tutto il liceo. Ecco perché, quando la sua migliore amica Ellie si ammala poco prima del ballo di fine anno e le chiede di accompagnare il suo fidanzato Cole, Lucy preferisce non dirle che per la serata aveva in mente tutt’altro. E soprattutto che è segretamente innamorata di Cole dalla notte dei tempi.

Ma quando lui la bacia alla fine del ballo, Lucy sa di dover confessare ad Ellie ciò che è successo. Prima ancora che riesca a parlarle, però, qualcuno posta sulla sua pagina Facebook le foto del bacio con Cole, insieme ad un sacco di commenti maliziosi. Nel giro di due giorni, Lucy ha già la fama di una poco di buono, una narcisista, una che pugnala gli amici alle spalle. Cosa potrà fare per tenersi Cole e non perdere la faccia?”

“Un incredibile successo del passaparola”

“Un intrigante storia di amore ed amicizia che offre al tempo stesso un’interessante analisi dei social media”

Prima di tutto il titolo non c’entra nulla. Ma vabbè, ormai siamo abituati ai titoli italiani che poco rispecchiano la trama del romanzo. Meno male che viene indicato anche il titolo originale.

Secondo: Lucy non ama affatto i giornali di gossip, anzi.

Terzo: non bacia solamente Cole. Nel senso che i due finiscono a dormire insieme, come hanno fatto altre centinaia di volte essendo migliori amici da anni, ma qualcuno li fotografa e sembra che siano stati insieme biblicamente.

Parte davvero bene, il tipico equivoco che fa scaturire un bel po’ di reazioni, ma poi si perde. Prima di tutto l’aggiunta inutile di una sorella maggiore attrice super famosa che per nella cittadina dove vivono e sono cresciute nessuno conosce con la sua vera identità. Alquanto improbabile che nemmeno i vicini di casa si siano accorti che questa super star super paparazzata ovunque in quel di Los Angeles va e viene dalla villetta accanto.

Secondo: a Lucy viene letteralmente rubato il cellulare alla festa dopo il ballo scolastico e lei non denuncia nulla. Nemmeno blocca il numero o cambia password agli account social. Niente.

Terzo: la sua migliore amica Ellie le conferma ciò che le aveva detto Cole ossia che i due si erano lasciati già da un paio di settimane, ma non lo dice a nessun altro facendo così in modo che la povera Lucy continui ad essere additata come traditrice di amiche. Con una migliore amica del genere chi ha bisogno di nemici?

Quarto: la Preside del suo liceo se la prende con lei per via del polverone scaturato dall’aver postato dal suo account Facebook foto di liceali in atteggiamenti equivoci. Ok, lei spiega la situazione, ossia che le hanno rubato il cellulare, la Preside le crede, ma poi non fa nulla nemmeno lei per “salvarla” dalla gogna mediatica e pubblica. Viene letteralmente bullizzata a scuola e nessuno muove un dito. Viene aperta una pagina Facebook denigratoria nei suoi riguardi ed anche qui la colpa la si dà in primis a lei. Addirittura durante un evento scolastico, alla presenza del corpo docente, i suoi compagni di scuola la chiamano “troia” e nessuno si degna di farli smettere. Se non ci fossero stati quei due amici contati a sostenerla sarebbe stata da sola contro l’intera scuola.

Uniche note positive che ha guadagnato da questa vicenda: la ritrovata sorellanza con la sorella maggiore, alcuni nuovi amici inaspetatti e l’amore di Cole. Che nonostante tutto le è stato vicino, seppur silenziosamente ed anche un po’ in ombra, ma questo di comune accordo.

In finale è un libro leggero, scorre anche bene, affronta un tema delicato, quello che oggi chiamiamo RevengePorn (anche se qui non è un video hard ad essere postato e non da un ragazzo mollato, ma il senso è più o meno uguale), e più in generale dei rischi dei social che a volte possono rovinare reputazioni e vite. Peccato che il tutto avvenga in un modo un po’ banalotto e facilmente evitabile.

Mchan

Colazione in riva al mare

Il titolo originale è decisamente più azzeccato: Lettera from Lighthouse Cottage, ma capisco il voler evocare il libro più celebre dell’autrice Colazione da Darcy. Anche se sull’evocare i libri precedenti dell’autrice i traduttori/editori italiani ci hanno un po’ troppo preso la mano che in ogni titolo ci infilano o la “colazione” o “in riva al mare” (in questo caso entrambi), che uno va anche in confusione.

Seconda di copertina:

“Il sole splende sulla piccola e tranquilla località di mare di Sandybridge: accoglienti negozi di souvenir, una sala da thè ed un favoloso fish and chips. E’ il posto dove Grace è cresciuta, anche se al momento non ne è troppo contenta. Finché è rimasta a Sandybridge, ha aiutato i suoi genitori a scovare dei tesori vintage per il loro negozio d’antiquariato, ma il suo desiderio è sempre stato quello di poter girare il mondo. Ed ad un certo punto lo ha fatto: ha cominciato a viaggiare per lavoro, si è innamorata, ha costruito una famiglia. Allora perché si trova di nuovo in quella cittadina sul mare, che si era lasciata alle spalle, ed a rivedere Charlie, il suo migliore amico quando era adolescente? Forse viaggiare in giro per il mondo non era quello di cui Grace aveva veramente bisogno. Forse quello che cercava è sempre stato a portata di mano…”

Quarta di copertina:

“Dall’autrice di Colazione da Darcy un romanzo dolce e delicato che parla d’amicizia e del primo amore”

“Un romanzo magico, sull’amicizia che dura dai tempi dell’infanzia, sul primo amore ed i sogni per il futuro”

“Questo romanzo mi è molto piaciuto. Soprattutto perché non fa ricorso al sesso per raccontare una storia d’amore. Amo la scrittura “innocente” di questa autrice e la sua fervida immaginazione. Grazie per averci regalato queste pagine”

Trama:

Grace vive in un paesino sulla costa inglese. Durante l’estate dei suoi 15 anni conosce colui che diverrà il suo migliore amico, Charlie, ed inizierà ad uscire con il suo primo amore, Danny. Loro saranno anche i due uomini più importanti della sua vita. Quell’estate sarà magica anche perché troverà una vecchia macchina da scrivere davvero particolare. Quando le mette nel rullo un foglio essa vi scrive sopra una premonizione sotto forma di lettera. Grace deciderà di chiamarla Remy e vi farà ricorso ad ogni svolta importante della sua vita.

L’inizio è intrigante, diciamo che fino a metà la trama è interessante e ben sviluppata, poi diventa tutto abbastanza surreale.

Se il primo messaggio di Remy diceva che l’uomo della sua vita sarebbe stato colui che l’avesse chiamata per la prima volta Gracie, allora perché sposare Simon??? Un uomo conosciuto molto tempo dopo. E che non l’ha mai chiamata così. Tra l’altro ho trovato stranissimo che nessuno prima dei suoi 15 anni l’avesse chiamata in questo modo. Nemmeno i genitori. Eppure Gracie è il vezzeggiativo perfetto del nome Grace, ma vabbè…

Il racconto in prima persona non ha dato modo di conoscere più a fondo i caratteri dei coprotagonisti. Mi sarebbe piaciuto sapere cosa provavano, ma anche solo come sono arrivati alle scelte che hanno fatto durante la loro vita.

Grace all’inizio è simpatica, ma poi diventa noiosa ed un bel po’ egoista. Di nuovo il racconto in prima persona non aiuta, dato che sono sempre gli altri a fare qualcosa per lei, lei il massimo che ha fatto di altruistico è stato rimanere ad aiutare la madre dopo la morte del padre, ma pur sempre perché comunque la vita che aveva a Londra non era più soddisfacente come prima.

I salti temporali, dal presente al passato, non mi sono piaciuti perché sono stati troppo rivelatori del finale. Va bene che avevo capito come andava a finire già da quella prima lettera, ma rimaneva comunque il dubbio di una svolta diversa dato le continue scelte sbagliate della protagonista.

Il finale poi è stato davvero banale. Oltre che ultra fantasioso. Sandybridge, da località anonima di costiera è diventata patria di multimilionari che però invece di emigrare o comprare ville lussuose sono rimasti lì e vivono in case modeste. E caso strano, spoiler, li conosce tutti lei, la protagonista.

No, capisco che si tratti di un romanzo romantico, ma è decisamente sotto la media delle altre opere dell’autrice.

Quindi lo consiglio solamente a chi ha voglia di svagarsi per un paio d’ore, si legge davvero con molta facilità, ma null’altro. Anche se ci sarebbe un messaggio, che alla fine, dopo svariate batoste, la vita ti riserva sempre qualcosa di bello, è vanificato dal fatto che quella cosa bella lei l’avrebbe potuta avere fin da subito, ma ogni volta ha fatto la scelta sbagliata. E ciò è  abbastanza frustante per chi legge. Ogni volta che sbagliava l’interpretazione dell’ennesima lettera di Remy prendevo a capocciate il libro. Che poi se avesse avuto un finale diverso l’avrei anche potuto capire, ma se nonostante tutto il finale doveva essere quello allora non si può non dare della completa imbecille alla protagonista.

Mchan

Valeria

valeriaposter

Anno: 2020

Genere: commedia, sentimentale

Paese: Spagna

Regia: Diana Gómez, Silma López, Paula Malia

Ideatore: María López Castaño

Soggetto: serie di libri “La saga di Valeria” by Elísabet Benavent

Episodi: 8, 1 stagione, confermata la seconda

Cast: Diana Gómez, Silma López, Paula Malia, Teresa Riott, Maxi Iglesias, Ibrahim Al Shami J, Juanlu González, Aitor Luna,

 

Trama: le vicende di Valeria e delle sue tre amiche nella Madrid dei giorni nostri.

 

Un Sex and the City spagnolo e più moderno.

Non avendo mai amato l’originale, non riesco a gradire questo. Eppure la vicinanza geografica ed anagrafica doveva aiutare, ma sinceramente non sono riuscita a riconoscermi in nessuna delle quattro protagoniste. Quella principale poi ha un comportamento lontanissimo dai miei principi ed anche se adoro Maxi Iglesias alias Víctor (ed è proprio per lui che ho iniziato e continuato a vederlo) non riesco a vederci nulla di romantico nella loro liason. Lei è sposata, lo ha detto dal principio e lui continua lo stesso a provarci. Anche se quella da biasimare è comunque lei che flirta con lui tramite messaggini ed appuntamenti romantici con il marito a casa che l’aspetta. Marito che non ha alcuna colpa se non quella di essere un pochino noioso dopo 6 anni di matrimonio sia dentro che fuori dal letto. Matrimonio che fino all’ultimo episodio non si capisce perché ci sia stato a nemmeno 25 anni. Non siamo mica negli anni ’50 che non si poteva convivere semplicemente, non che una convivenza non sia lo stesso doverosa di rispetto, ma magari lei lo avrebbe lasciato anche senza un altro pronto se era davvero così stanca del loro rapporto. Con un matrimonio una ci pensa un po’ di più a rompere definitivamente la storia. Poi lui ci prova pure a cercare di recuperare, di andarle incontro, ma lei fa praticamente muro. Quindi per quanto Maxi/Víctor sia attraente, affascinante e quant’altro, io non riesco a non stare dalla parte del povero Adri che ignaro di tutto viene anche velatamente accusato della situazione di stallo nel matrimonio.

Le altre ragazze sono un po’ troppo stereotipate. C’è Lola la mangiatrice di uomini, molto aggressiva sia visivamente che verbalmente che comunque ha la storyline più interessante secondo il mio punto di vista. Poi c’è Nerea, la lesbica, che vive ancora con i genitori pur avendo un lavoro dignitoso come quello dell’avvocato ed ai quali non ha ancora confessato le sue preferenze sessuali. Infine c’è Carmen che parte come una ragazza timida e goffa con una cotta per un suo collega d’ufficio che però diventa relazione nel giro di un paio di episodi (se non proprio già al secondo) ed il cui carattere si dimostra più sfacciato del previsto.

Ho trovato insensate le sigle iniziali, o meglio gli stacchetti di introduzione all’episodio. Si tratta di una manciata di secondi nei quali ci sono oggetti messi a caso e poi appare la scritta “Valeria” che è il titolo della serie. Unica che salvo è quella del settimo episodio perché tutti gli oggetti che vi compaiono (un pacchetto ed una teglia di coscia di agnello) alla fine sono presenti nella trama.

Le cose che mi sono piaciute di più sono state la colonna sonora, varia e ben collocata, ma soprattutto brani spagnoli già noti e non musica inglese creata apposta come nella maggior parte delle nostre produzioni che ti domandi sempre in che epoca siano collocati dato che mai nessuno ascolta musica italiana né del momento né tantomeno del passato. E poi i costumi. O per meglio dire la scelta degli abiti. Possono piacere o meno (per esempio a me piace solo lo stile di Nerea), ma almeno sono verosimili. Molto stile Zara od H&M, però sicuramente in linea con le disponibilità economiche dei personaggi.

Le scene di sesso sono frequenti e molto esplicite, a volte sembra un porno, non c’è episodio in cui non si vede un nudo, principalmente di donna però. Ecco, se c’è una cosa che non capisco è perché in una serie con un target femminile, ideata e diretta da donne, tratta da un romanzo scritto da una donna e con protagoniste principalmente delle donne si debba vedere per un buon 80% delle scene di sesso un nudo femminile. Capisco che l’unico maschio davvero figo sia Víctor/Maxi che però flirta soltanto (nei primi 6 episodi), ma non è che le ragazze siano delle bombe sexy e comunque se fosse stato al contrario, ovvero una serie con un target maschile e protagonisti uomini avremmo di sicuro visto più donne nude lo stesso.

L’episodio che mi è piaciuto meno è stato il 4° dato che era incentrato esclusivamente su Valeria, le sue amiche non pervenute per nulla, ed in più la scena iniziale di sesso tra la sorella di lei ed il marito è stata messa un po’ a casaccio. Ho addirittura pensato di aver sbagliato a scaricare l’episodio e che fosse di un’altra serie. Poi è arrivato lo stacchetto iniziale, ma continuavo a domandarmi chi fossero i due visti all’inizio dato che la sorella di lei si era vista in mezza scena tipo due episodi prima.

Seguito a ruota dall’ultimo perché è solamente qui che ci svelano come sia iniziata la storia tra la protagonista ed il marito e quindi vengono spiegate un bel po’ di cose. Tipo il perché si siano sposati così giovani. Avrei preferito saperlo prima, anche se il mio giudizio iniziale non è che migliori più di tanto. Soprattutto dopo che lei in una delle scene finali asserisce di aver preso una decisione (non vi spoleiro quale), quando non è affatto così perché è stato lui a decidere.

L’episodio più simpatico é stato il 5° con la visione del racconto di Lola del suo primo incontro con Víctor diversa a seconda di chi la stesse ascoltando.

Il finale è naturalmente aperto e la seconda stagione confermata, ma era abbastanza scontato.

I libri da cui è tratta sinceramente non li ho letti. Ho letto solamente qualche pagina dei primi capitoli del primo libro su Google Books Anteprime e sinceramente lì si capivano meglio dal principio i dissapori tra i due coniugi. Altre differenze rilevanti sono i tempi di conoscenza delle quattro amiche che da quello che ho capito si conoscono fin dal liceo (almeno con Nerea è così), mentre nella serie si incontrano dopo l’università.

Ne consiglio la visione? Se vi piace il genere un po’ drama ed un po’ esplicito e vi è piaciuto Sex & the City allora sì. Comunque sono solamente 8 episodi della durata di circa 40 minuti ciascuno che scorrono via molto facilmente.

Vedrò la seconda stagione? Probabilmente sì. Ragione principale naturalmente Maxi Iglesias. Scusate, ma ho davvero un debole per questo ragazzo ;-P

Mchan  

Emma.

 

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Anno: 2020

Paese: Uk

Genere: sentimentale, commedia

Regia: Autumn de Wilde

Soggetto: omonimo romanzo by Jane Austen

Cast: Anya Taylor-Joy, Johnny Flynn, Mia Goth, Miranda Hart, Bill Nighy, Josh O’Connor, Callum Turner, Amber Anderson, Rupert Graves, Gemma Whelan, Tanya Reynolds, Connor Swindells

 

Trama:

Nella campagna inglese una giovane nobildonna si diverte a fare da cupido alle sue conoscenze. Dopo aver organizzato il matrimonio della sua governante con un nobiluomo rimasto vedovo, prende sotto la sua ala una giovane studentessa di un collegio locale. Purtroppo il suo carattere presuntuoso, non aiutato da un’educazione viziata, la porterà a voler scegliere per la sua nuova amica dei possibili mariti troppo sopra la sua portata, nonché non interessati alla ragazza. Solo l’amico di famiglia Mr.  Knightley la riporterà alla realtà.

 

C’era bisogno di un’ennesima trasposizione dell’omonimo romanzo di Jane Austen? No.

Mi è piaciuta? Sì, nonostante tutto.

Emma non è  il mio romanzo preferito della Austen, anzi, quindi non ricordo i dettagli, come non ricordo praticolarmente la versione del 1996 con Gwyneth Paltrow nei panni della protagonista, ma mi è parso abbastanza fedele al libro. Per questo motivo dico che non ne avevamo bisogno.

Perché non aggiunge granché altro al precedente se non dei colori più sgargianti nei costumi. Risultando una scopiazzata del Marie Antoinette di Sofia Coppola per quanto riguarda appunto la fotografia e l’abbondanza di colori vivaci sia negli abiti che nella scenografia ed in particolar modo nella glassa dei dessert ogni presenti tanto da sembrare l’unico tipo di cibaria disponibile.

Tra l’altro non ci sono nemmeno dei nomi particolari nel cast. La protagonista femminile, Anya Taylor-Joy, io non l’avevo mai sentita nominare, quello maschile ha svariati lavori alle spalle, ma perché è anche abbastanza grande di età (classe 1983). Gli unici due che conosco sono Tanya Reynolds (Mrs Elton) e Connor Swindells (Robert Martin) perché entrambi nel cast della serie Netflix Sex Education.

Il cast sembra essere stato fatto in base alle “stranezze” fisiche degli attori. La protagonista ha dei lineamenti stranissimi (forse gli occhi troppo distanti?), l’attrice che interpreta Harriet praticamente non aveva le sopracciglia, Mrs. Elton il collo troppo lungo e Mr Knightley, oltre a diverse cicatrici sul volto, delle labbra strane.

So che sono frivolezze, ma io ho il vizio di farci caso all’estetica e queste “stranezze” mi distolgono di continuo l’attenzione dalla storia, per non parlare del fatto che mi abbiano fatto pensare ad un voler rendere un po’ grottesco il tutto. Sembrava di essere in un film di Tim Burton, solo più colorato.

L’unica cosa innovativa è stata la musica. Davvero ben utilizzata e particolare. Non ricordo di altri adattamenti con una colonna sonora così incisiva. Ed è molto emozionante la scena del ballo tra Emma e Mr. Knightley.

Per il resto avrei apprezzato una versione un po’ più moderna magari. Non come Clueless del 1995, ma qualcosa di più bizzarro fino in fondo.

E poi ci sono state due scene che non ho capito affatto. La prima è praticamente all’inizio ed è il nudo integrale (ma visto da dietro) di Mr. Knightley che non c’entrava praticamente nulla e la seconda è più che altro la perdita di sangue dal naso di Emma mentre parla con Mr. Knightley alla fine. Mah…

Mchan

To all the boys: P.s. I still love you

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Anno: 2020

Paese: Usa

Genere: sentimentale, drammatico

Regia: Michael Fimognari

Soggetto: omonimo libro by Jenny Han

Cast: Lara Condor, Noah Centineo, Jordan Fisher, Janel Parrish, Anna Cathcart, Ross Butler, John Corbett, Holland Taylor

 

Trama: Lara Jean e Peter sono una coppia ufficiale, ma hanno comunque tanti piccoli problemi. Primo fra tutti: l’arrivo di un vecchio amore di lei che è deciso a conquistarla.  

 

Lo so che riprodurre fedelmente la trama di un libro non va più di moda, per certi versi funziona, per altri no. Come in questo caso.

Già nel libro Lara Jean era insopportabile, ma nel film lo è decisamente di più. Sarà anche perché hanno fatto diventare Peter stupidotto. Sul serio, quello doveva essere il ragazzo più ambito della scuola? A volte sembrava un idiota.

Continua a non piacermi la linea ideologica che le ragazze devono avere tutto ciò che desiderano in una relazione ed i ragazzi le devono solamente accontentare altrimenti sono brutti e cattivi, ma è così che è strutturato anche il libro per cui… Però non è ammissibile che lei non riesca a dire a John Ambrose che è la fidanzata di Peter e non subisca alcuna conseguenza. Anche perché oltre a non aver svelato all’amico la sua relazione, non ha detto una parola a Peter sul fatto che abbia incontrato di nuovo John Ambrose e nel frattempo si arrabbia perché lui frequenta ancora la sua ex con la quale è praticamente cresciuto. Quanto meno irritante.

Per non parlare del fatto che è un continuo lamentarsi del fatto che probabilmente tutto quello che lei fa con Peter lui lo ha già fatto con la sua ex. In pratica lei vorrebbe che tutte le sue prime volte fossero prime volte anche per lui, ma così non può essere perché lui ha già avuto una ragazza e questo lei lo sapeva benissimo. Ora, io capisco che non si può decidere a tavolino di chi innamorarsi o meno, ma non si può nemmeno fare sempre una colpa al proprio ragazzo se prima di te ha avuto altre esperienze. Non si vive bene la relazione a questo modo. Anche perché se davvero questa cosa ti dà fastidio non dovevi proprio iniziare una relazione con un ragazzo che è stato già impegnato in passato. Ora voi mi direte che è una cosa tipica degli adolescenti ed io vi rispondo che io da adolescente non ci pensavo affatto a queste cose. Ok, io sono stata un’adolescente “atipica”, ma davvero le ex dei ragazzi che mi piacevano (e quello che avevano fatto insieme a loro) erano proprio l’ultimo dei miei pensieri. Tra l’altro poi lei non ne parla praticamente con nessuno per cui nessuno la consiglia. O le fa capire che con le pippe mentali non si va da nessuna parte (citofonare Dawson Leary).

A proposito di John Ambrose: perché farlo diventare di colore quando nel primo film era caucasico???

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E perché far mettere insieme Chrissy, la migliore amica di lei, con Trevor, il miglior amico di Peter???

Chrissy è una ragazza strambra nel libro e proprio per questo è perfetta per essere la miglior amica di Lara Jean. E non frequenta assolutamente nessuno della loro scuola. Per questo è spesso assente e distante da tutti gli eventi scolastici. Poi la scena del pranzo in falegnameria non l’ho proprio capita. Tra l’altro anche il fatto che Trevor sia asiatico stona molto con quello che è narrato nel libro e che è poi il fulcro del personaggio di Lara Jean. Lei è per metà caucasica e per metà coreana ed è proprio per questo che è insicura e goffa. Perché non c’è’ nessun altro come lei nella scuola. E va d’accordo con Chrissy perché lei è un po’ pazza e molto sopra le righe. Mettendo tutti questi altri personaggi di altre etnie la questione viene a mancare. Non può sentirsi emarginata né nel piccolo gruppo di amici né tra i compagni di scuola.

Stormy: il suo personaggio nel libro è fondamentale per la sfera emotiva di Lara Jean che è orfana di madre e la cui sorella maggiore al momento è dall’altra parte del mondo. E’ stata una sorta di nonna acquisita, con i suoi consigli e le sue storie d’amore tormentate. Qui invece diventa solo una vecchina con un paio di battute.

Il vestito di Lara Jean al ballo alla casa di riposo è un NO grosso come una casa.

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Ok, tutti i suoi outfit lasciano alquanto a desiderare, ma quell’abito era orrendo. L’attrice non ha un fisico da modella, e va anche bene, a me ricorda un po’ Hilary Duff, ma i costumisti servono a questo, no? A sminuire i difetti. Quell’abito non le faceva risaltare nulla. La gonna era troppo piatta, le avrei messo un po’ più di tulle sotto per farla cadere un po’ ad A dato che Lara Condor non ha un punto vita ben disegnato. E vogliamo parlare della scollatura? Troppo profonda. Ad un certo punto, quando salta al collo di Peter per baciarlo, ho avuto paura che le uscisse tutto di fuori. Per non parlare di tutti quei voilant sul seno, che è già pieno di suo, non servivano proprio.

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Una nota positiva: la sorella maggiore praticamente non si vede per tutto il film. Grazie. Insopportabile.

Avrei preferito un chiarimento sul video hard postato in rete da Gen quando si è incontrata con Lara Jean. È stato fatto passare tutto come se fosse uno stupido scherzo, invece è stato abbastanza grave.

Piccola nota: la casa sull’albero doveva essere molto più piccola. Prima di tutto perché i ragazzi dovevano trovarcisi un po’ scomodi essendo cresciuti e poi perché quel posto era davvero più grande della mia intera casa. Ma sul serio??? Che albero era? Un baobab? Invece di demolirla potevano venderla come depandance.

In finale penso che questo sia un film che va visto avendo letto il libro perché molti particolari non vengono spiegati e si fa fatica a capire certe scene. Tipo la scena del Capodanno Coreano. La tizia scontrosa a casa dei nonni materni delle sorelle Song – Covey è la loro cugina coetanea, ma decisamente più cool con la quale c’è quella classica rivalità che si ha con persone che si credono migliori solo perché più grandi. Ed il fatto che le due sorelle facciano vedere i soldi appena ricevuti dai nonni quando li sono andati a salutare  una specie di “rivalsa” perchè a loro due ha dato di più dato che avevano indossato abiti tradizionali coreani.

Mchan

My lovely book

Quest’anno mi è andata male con i libri. A parte che ho letto davvero poco per svariati motivi che però non includono la mancanza di tempo.

L’unico che mi ha fatto emozionare è stato Dov’ finita Audrey? di Sophie Kinsella.

Il titolo originale mi piace di più: Finding Audrey.

Quarta di copertina:

“Audrey ha 14 anni e da tempo non esce più di casa. Porta sempre grandi occhiali scuri per non guardare nessuno negli occhi. A scuola le è successo qualcosa di brutto ed ora è in terapia per combattere l’ansia e gli attacchi di panico. Ma qualcosa cambia quando incontra Linus, un amico di suo fratello. Per la prima volta nasce in lei qualcosa di diverso, e piano piano riesce a trovare il modo di comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa la scintilla che aiuterà non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata”

Parla di una ragazzina di 14 anni e della sua stramba famiglia. Tutto parte dalla madre che minaccia (e poi attua) di buttare dalla finestra il computer del figlio maggiore perché teme che possa diventare uno di quei ragazzi che non si staccano dallo schermo. In effetti ultimamente Frank, questo il nome del primogenito, passa moltissimo tempo davanti al pc per giocare ad un videogioco online poiché  vorrebbe partecipare ad un torneo internazionale. Audrey invece non esce mai di casa e porta tutto il giorno gli occhiali da sole. E’ reduce da un brutto episodio di bullismo che l’ha costretta a lasciare la scuola ed ad andare da una psicoterapeuta per via degli attacchi di panico di cui è affetta. Unica pecca di questo libro è che la faccenda è solamente accennata e la si capisce solo da stralci di conversazione per cui è abbastanza difficile riuscire a capire sul serio Audrey e le sue paranoie.

Mentre la madre ha lasciato il lavoro per dedicarsi completamente ai figli, in particolare ad Audrey, e non si dà pace nella lotta contro la tecnologia, il fratello cerca in tutti i modi di eludere i divieti e le punizioni dei genitori e sarà proprio lui a far conoscere alla sorellina un ragazzo speciale: Linus (sì, il nome è orribile), un suo compagno di scuola e di giochi online.

Ed è proprio grazie a questo ragazzo che Audrey si apre di nuovo al mondo intorno a lei. Lui la aiuterà a mettere in pratica i consigli e gli esercizi che le ha affidato la psicoterapeuta e ben presto tra di loro sboccierà un sentimento molto tenero.

La storia d’amore non è la trama principale del romanzo, ma è dolcissima. Ed anche se a volte non sembra che i due protagonisti siano due adolescenti dei nostri giorni ci si passa sopra perché sono teneri ed anche perché in fondo si spera sempre che ci possa essere ancora un sentimento così.  

Mchan