Weirdness praghesi parte 2

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Una bella cittadina di biscotti glassati, un albero di Natale fatto di cristalli e venduto in una gioielleria, la faccia di un gorilla fatta con delle matite ed i tavolini all’aperto di alcuni locali che hanno delle pelli di montone come cuscini, naturalmente per riscaldare i clienti. Che anche se c’erano circa 2 gradi la gente pranzava fuori lo stesso.

Mchan

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Weirdness praghesi

Nel cortile del castello c’era questo fabbro che creava dei ferri di cavallo con i chiodi.

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Davvero un bel ragazzo ;-P

Invece sul ponte San Carlo abbiamo incontrato questa sposina asiatica che stava facendo le foto con l’abito da sposa molto scollato, poverina si stava morendo di freddo, tra una foto e l’altra l’assistente del fotografo arrivava con il piumino a coprirla, ma con ai piedi quelle comodissime scarpe da ginnastica, tanto non si vedevano.

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La foto l’ho fatta da dietro che da davanti non mi sembrava molto carino.

Questa invece è un’istallazione vicino al nostro albergo.

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Mentre questo è uno stand di Trdlo, oltre a vedere dal vivo ed in diretta come si fa il dolce tipico è caratterizzato dall’insegna che hanno tutti i forni che lo vendono.

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Mchan

Praga varie

Se pensate che Praga sia una città economica perché il cambio tra Euro e Corona è molto favorevole, vi sbagliate di grosso. Un euro equivale a circa 23 corone, ma i prezzi sono simili a quelli nostrani.

Basti pensare che una cioccolata calda, di quelle stile macchinetta dell’ufficio, viene 60 corone ossia circa €3, idem il loro dolce tipico, il trdlo.

Anche nei supermercati i prezzi sono simili.

E nei negozi di marca è lo stesso. Siamo entrate da H&M ed i prezzi sui cartellini erano semplicemente convertiti. Anzi, a volte in corone veniva addirittura di più.

In molti negozi si può anche pagare in Euro, ma il cambio è più alto. Per esempio, sul bancomat stava a 23 corone = €1 mentre in un negozio con lo stesso €1 si prendevano solo 21 corone.

Altra cosa a sfavore è la mancanza di gentilezza delle persone addette al pubblico. Davvero, sembrava che ti stessero tutti a fare un favore a parlare inglese. Nemmeno in Francia ho trovato tutta questa ostilità, e loro sono molto patriottici e pignoli.

Altra cosa che mi ha dato fastidio è stato quando un commerciante ci ha chiesto da dove venivamo e poi, siccome avevamo comprato un bel po’ di cose, tutti regalini natalizi che il periodo era quello, ci ha detto che noi italiani siamo tutti ricchi. E abbiamo speso un centinaio di euro, non di più. L’ho trovato abbastanza di cattivo gusto.

L’unica persona davvero gentile che abbiamo incontrato è stata la receptionist del nostro albergo. Una ragazza davvero molto carina. E non penso lo fosse perché era il suo lavoro dato che un’altra tizia che lavorava lì se avesse potuto ci avrebbe cacciato a calci l’ultimo giorno perché eravamo nella hall e le davamo fastidio.

I marciapiedi sono scomodissimi. Sono fatti da sanpietrini piccoli e per nulla piallati in superficie, anzi, sono leggermente bombati. Sono stati la rovina dei miei poveri piedi. Figuratevi poi come è stato trascinarci sopra una valigia di ben 15kg! Una tragedia, specialmente al ritorno che ero anche molto stanca ed affaticata.

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Io sinceramente non ho preso mai i mezzi pubblici perché comunque l’albergo era in un buon punto e mentre si camminava per raggiungere la meta abbiamo visto anche molte altre cose che altrimenti non avremmo visto. E poi ho dato una sbirciata alla mappa dei mezzi pubblici ed i nomi erano davvero impossibili da decifrare, almeno per me.

Una delle poche cose positive è stata questa:

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Sono degli spazzini all’opera nella piazza del vecchio municipio. Sicuramente un ottimo metodo per tirar fuori dai sanpietrini la sporcizia. Da prendere ad esempio, non come i nostri camioncini con le spazzole che la sporcizia la spostano di lato.

Mchan

 

Praga parte 4

Ultimo giorno.

Siccome il volo l’ho preso nel primo pomeriggio, abbiamo ancora una mattinata per girare un po’.

Siamo tornate alla piazza dell’orologio che la prima volta che ci siamo state era pomeriggio inoltrato e poi era sabato e c’era un casino di gente.

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Girando per la piazza abbiamo scovato il Duomo di San Nicola, davvero molto carino. Il lampadario poi è spettacolare.

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Per prendere il bus di ritorno all’aeroporto siamo passate dentro la stazione Hlavn – Ndraz che è molto carina, in stile liberty, e vi si trova addirittura un pianoforte che può suonare chiunque. In quel momento lo stava suonando un ragazzo davvero molto bravo.

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Mchan

Praga parte 3

Il programma per la giornata era quello di andare nel quartiere ebraico. E ci siamo arrivate, ma probabilmente non ci siamo orientate molto bene dato che abbiamo visto solamente un paio di sinagoghe.

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Comunque anche il quartiere merita. Davvero bellissimi palazzi.

Alla fine ci ritroviamo sul ponte Carlo così lo attraversiamo e ci dirigiamo verso la chiesa di Nostra Signora Vittoriosa dove si trova la statua del Bambino Gesù di Praga, originario della Spagna e donato alle Carmelitane nel 1628.

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Questa statua ha circa 300 vestiti, tutti particolarmente ricamati.

Le uniche che possono “cambiarlo” sono le suore carmelitane e lo fanno spesso dato che per ogni periodo dell’anno ecclesiastico corrisponde un determinato colore.

Al momento, dato che ci si trovava in periodo di Avvento, l’abito è viola.

Questo Bambino lo si prega particolarmente per la nascita di bambini. Infatti le mura accanto alla sua cappella sono piene di “grazie”.

Mentre torniamo al ponte San Carlo andiamo a vedere il famoso muro di Lennon.

Sinceramente una delusione totale. Pensavo ci fosse molta più arte, invece era solo pieno di scritte una sovrapposta all’altra e non si capiva nulla. E siccome ognuno può scrivere cosa gli pare, quando gli pare e dove gli pare, le cose che ci sono oggi è possibile che non ci siano più domani, anche se sono delle belle opere, tipo un ritratto dell’artista che ho visto in rete. In più c’erano dei tizi che si stavano praticamente facendo il book fotografico sotto l’unica parte dipinta decentemente per cui l’unica foto che ho potuto fare è stata questa.

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A pranzo torniamo nei pressi dell’hotel e ci fermiamo in un ristorantino tipico.

Purtroppo c’è un grave problema di comprensione, i camerieri non parlano un inglese decente, tanto che si limitano a chiedere le ordinazioni e basta. Per questo abbiamo finito con ordinare tipo 1kg di costolette a testa.

pranzo torniamo nei pressi dell’hotel e ci fermiamo in un ristorantino tipico.

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Fortuna che hanno l’usanza della doggy bag, così ce le siamo portate via e ci abbiamo cenato.

Per digerire abbiamo fatto una lunga camminata e siamo finite su una via pedonale dove ci sono moltissimi negozi di marca, la Na Prikope. Abbiamo notato che qui ci sono molte Gallerie dello shopping o negozi stile Rinascente, dove si entra in un palazzo e ci sono svariati stand di marchi diversi.

Il negozio che ha attirato la nostrra attenzione è Hemley’s, un negozio di giocattoli inglese, che abbiamo visitato anche a Londra. L’originale è più grande e più fornito, ma anche questo è molto carino e ci sono svariate curiosità, tra cui statue a grandezza naturale dei supereroi Marvel ed una giostra di cavalli nel bel mezzo.

Questa è mia madre che fa la fangirl con la statua di Thor.

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Mchan

Praga parte 2

La colazione in hotel non è malaccio. Non c’ una grandissima scelta, ma le cose che mi piacciono sì, per cui alla fine non è male. Unica pecca è che le marmellate sono servite in delle grandi boules e si devono prendere e posizionare sul piatto e solo quando si arriva al tavolo spalmare per bene sul pane, per cui diventa tutto un po’ troppo appiccicoso.

Il programma della giornata è ben pianificato, ma guardando la cartina mi accorgo che una delle cose che volevo visitare nel pomeriggio è proprio dietro l’angolo per cui stravolgo un pochino i piani e parto da lì.

L’attrazione in questione è la Casa Danzante vicino al ponte Jiraskuv.

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Ne avevo tanto sentito parlare come una di quelle cose da vedere assolutamente, ma sinceramente non è poi così imperdibile. Forse un architetto od amante dell’architettura ci può  trovare qualcosa di straordinario, armonico e quant’altro, ma io ci ho visto solamente un edificio un po’ strano.

Proseguiamo sul lungo fiume ed i palazzi che vediamo sono decisamente molto belli.

Da qui scorgiamo il ponte San Carlo.

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Lo percorriamo e siamo al di là del fiume Moldava, nella Città Vecchia.

Dopo una lunga strada in salita si arriva al castello.

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Arriviamo giusto un tempo per il cambio della guardia che si svolge ogni ora nelle postazioni vicino al cancello, mentre alle h12 c’è la versione in pompa magna nel cortile principale.

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Poi ci mettiamo in fila e dopo essere stati controllati dai militari con un metal detector portatile entriamo nella struttura.

Sì, perché il castello si compone di vari edifici e si estende su 45 ettari. In origine la sede dei principi e dei re boemi, dal 1918  la sede del Presidente della Repubblica.

Appena si entra si rimane affascinati dalla facciata della cattedrale gotica di San Vito.

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Un bellissimo benvenuto.

Per visitare l’interno dei vari edifici si deve fare un biglietto.

Noi abbiamo scelto un percorso più  easy (ce ne sono di diversi) con solamente 4 tappe.

Quindi iniziamo con il castello vecchio.

Carino, ma abbastanza spoglio.

Unica stanza davvero degna di mensione è la stanza degli scrivani (??? non so se sia davvero il suo nome) con il soffitto decorato dai vari stemmi e le librerie di legno contenenti i tomi originali.

Seconda tappa: la Basilica di San Giorgio, santo particolarmente apprezzato in questa sede dato che c’erano riferimenti e statue un po’ ovunque.

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Terza tappa: il Vicolo d’oro, ovvero una stradina dove un tempo abitavano gli orafi ed i mastri fabbri.

Per questo c’è un piccolo ma carinissimo museo delle armi e delle armature.

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Poi ci sono svariate ricostruzioni di case di vari artigiani ed infine la casa di Kafka, che sinceramente non è poi chissà cosa.

Una volta usciti ci si ritrova nella torre delle torture.

Piccola pausa pranzo ad uno stand del mercatino natalizio posizionato nel cortile davanti la Basilica. Stavolta puntiamo su qualcosa di caldo e più leggero come il goulash.

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Davvero ottimo. A vederlo non sembrerebbe, ma era davvero squisito. Caldissimo e saporito.

Dopo esserci rifocillate entriamo nella nostra ultima tappa: la Cattedrale di San Vito.

Fondata nel 1344, i lavori durarono circa 600 anni.

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Semplicemente bellissima.

Non ci sono parole per descrivere la maestosità della struttura, l’armonicità degli elementi architettonici, la luminosità delle vetrate e la preziosità degli ornamenti.

Dopo tutto questo bel vedere decidiamo di tornare verso la piazza principale per assaggiare il dolce tipico della città: un trdlo.

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Si tratta di un cilindro di pastra sfoglia ricoperto di zucchero e cannella.

Molto buono, ma anche questo molto grande, talmente che anche stasera a nanna senza cena.

Mchan

Praga

Nel periodo natalizio abbiamo, mia madre ed io, visitato la capitale della Repubblica Ceca.

Abbiamo scelto un hotel in zona Città Nuova, ma comunque molto vicino alle varie attrazioni ed alla stazione ferroviaria di Hlavìn – Ndraz dove siamo arrivati con la navetta diretta dall’aeroporto.

Piccola dritta: se la prendete anche voi fate, se possibile, i biglietti di ritorno direttamente all’andata al bancone dell’info point che poi costano quasi il doppio. Noi all’andata abbiamo pagato 77 corone ed al ritorno 120. Tra l’altro ci erano anche finiti i soldi perché comunque pensavamo di spendere un centinaio di corone per il viaggio di ritorno, per l’esattezza avevamo 118 corone, quindi ne mancavano solamente due, ma l’autista, che fa anche i biglietti a bordo, era fiscalissimo ed al massimo ci avrebbe fatto pagare 1 euro (per 2 corone quando ne vale almeno 23), meno male che c’era una signora del luogo, molto gentile, che ci ha prestato il denaro mancante.

Allora, dicevamo. Abbiamo preso i soldi al bancomat dell’aeroporto, però li dà solamente di grosso taglio e dovete anche stare attenti all’importo perché in schermata ci sono solamente grossi cifre, quelle più piccole dovete scriverle voi. Io stavo quasi per prendere €400 di corone, meno male che è apparsa la schermata con la cifra in euro e sono tornata indietro.

Poi abbiamo comprato i biglietti per l’Airport Express con il bancomat perché non cambiavano le banconote di valore così elevato (1000 corone) e siamo arrivati alla stazione principale. Da qui ci siamo incamminate per l’hotel.

Il primo locale che ho visto, o meglio la pubblicità, è stato questo:

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Non ho potuto non fare una foto. Ci sono proprio abbonata ai pub irlandesi ;-P

Una volta in albergo ci hanno dato subito la camera anche se l’orario del check – in non era ancora iniziato, meno male perché così abbiamo posato i bagagli, ci siamo rinfrescate e siamo uscite subito per andare a mangiare qualcosa.

La nostra meta è stata piazza Venceslao dove c’erano i mercatini natalizi e gli stand con il cibo tipico. In realtà i mercatini erano soprattutto stand con cibo, un po’ deluse dalla cosa.

Quindi ci mettiamo in coda per prendere qualcosa da mangiare che nel frattempo si sono fatte le h14. Decidiamo di iniziare il nostro soggiorno culinario con un bel wusterone e delle patate in padella.

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Buonissimo, ma troppo. Tanto che a cena digiuniamo.

Lasciata la piazza principale ci dirigiamo in un’altra piazza altrettanto importante: la piazza del vecchio municipio dove si trovano appunto il vecchio municipio e l’orologio astronomico.

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Sinceramente pensavo che l’orologio astronomico fosse qualcosa di più  particolare. Invece sono semplicemente delle figure che si affacciano alla finestrella.

Anche in questa piazza c’è il mercatino natalizio ed è decisamente più carino. Ci sono tantissimi stand di cibo, ma anche di prodotti artigianali come palline ed addobbi di vetro e di legno, sculture di ferro e accessori di vello.

In più c’è’ un enorme albero di natale nel centro.

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Verso l’ora di cena torniamo in camera e ci addormentiamo subito dato che siamo stanche morte.

Mchan