Spinning out

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Anno: 2020

Paese: Usa

Genere: drama, sportivo

Ideatore: Samantha Stratton

Stagioni: 1, 10 episodi, in corso forse

Cast: Kaya Scodelario, Willow Shields, Evan Roderick, David James Elliott, Sarah Wright Olsen, Svetlana Efremova, Amanda Zhou, Mitchell Edwards, January Jones, Will Kemp, Kaitlyn Leeb, Johnny Weir

Sono stata attratta da questa serie targata Netflix a causa dell’ambientazione perché il pattinaggio artistico mi è sempre piaciuto moltissimo, anche se non ho mai avuto la possibilità di praticarlo.

Avviso che commenterò episodio per episodio per cui ci saranno spoiler.

Ruoli e nomi (mi e vi semplicheranno la lettura):

Protagonista femminile: Kat

Madre protagonista femminile: Carol

Sorella protagonista femminile: Serena

Migliore amica protagonista femminile: Jenny

Amico protagonista femminile: Marcus

Protagonista maschile: Justin

Allenatrice protagonista maschile: Dasha

Allenatore sorella protagonista femminile: Mitch

Matrigna protagonista maschile: Mandy

Padre protagonista maschile: James

 

Il primo episodio è bello intrigante. Oltre al mondo del pattinaggio agonistico c’è’ anche la tematica del bipolarismo che è abbastanza inusuale. In più c’è tutto il conflitto tra madre e figlia che hanno la stessa malattia ma che la affrontano in modi differenti. E vengono presentati tutti i personaggi in maniera bilanciata.

Nel secondo la trama prosegue bene, anche se il fatto di svelare che i due protagonisti sono stati a letto insieme lo avrei lasciato ad un pochino più avanti perché viene già delineata la loro trama. Oddio, che i due siano destinati a finire insieme lo avevo intuito già dalla fine del primo episodio, però così è proprio scontato.

Il terzo ci svela un po’ del passato di lui. Che poi, sinceramente bastava la situazione di lei a creare drama, il fatto che la madre di Justin sia morta quando lui era un adolescente rende il tutto un po’ troppo pesante.

Perché di drammi ne abbiamo a iosa. La protagonista è bipolare come la madre e da promettente pattinatrice singola, dopo un incidente in pista ora è costretta a gareggiare in duo. In più la sua famiglia è povera, la madre è single ed ha avuto le figlie da due padri diversi che si sono eclissati e spesso e volentieri non prende le medicine. La migliore amica di lei, anch’essa pattinatrice, ha avuto una brutta lesione dalla quale fatica a guarire e che tiene nascosta a tutti. Il nuovo allenatore della sorella è ambiguo e lei, la sorella, è un’adolescente stupidina e messa su di un piedistallo dalla madre. Poi ci si mette anche il protagonista maschile con la madre morta e la sua propensione al suicidio. Preferivo rimanesse un ragazzo viziato dal padre ricco con una matrigna decente per una volta.

Quarto episodio ed ennesimo modus operandi: i due protagonisti hanno una discussione all’inizio e fanno pace alla fine. E’ successo per due episodi di fila. Ho paura che non ce ne libereremo fino alla fine. Unica nota positiva è che finalmente ci fanno vedere che i pattinatori non si allenano solamente sul ghiaccio, ma anche in palestra, alla sbarra ed a scuola di recitazione per l’interpretazione. E poi… Io adoro Marcus dalla primissima inquadratura praticamente, però detesto quando gli autori creano questi finti rivali per il protagonista maschile. Era meglio far rimanere il vecchio fidanzato che non creare questa possibile nuova fiamma solo per mezzo episodio.

Quinto e sesto: ho già detto che adoro la matrigna di Justin? La adoro! E lui invece la tratta sempre così male, poverina. Mitch alla fine non è poi così male, sembrava davvero pessimo all’inizio, speriamo non si riveli come di primo impatto nel finale. Finalmente Carol prende in mano la sua vita e ci fanno vedere un qualcosina del padre di Serena. In realtà ci fanno solamente vedere la sua fuga, che devo dire è stata pessima. Lasci una bimba (non contando Kat che comunque non era sua figlia) con una persona così instabile? E non ti fai più vivo per una decina di anni? E poi torni come se non fosse accaduto nulla? Mah… Mi è piaciuto anche il padre di Justin, il figlio un bel po’ meno. Caspita, dovrebbe avere più di una ventina d’anni e si comporta come se ne avesse 12. Che male c’è se il padre e la matrigna mettono al mondo un altro bambino? La madre è morta da anni e Mandy è giovane, ha tutto il diritto di volere un figlio suo dopo che comunque sta crescendo tre figli non suoi. Perché anche se lui cerca di tenerla a distanza lei si preoccupa per lui e cerca sempre di aiutarlo nel rapporto con il padre. Non appena ho visto la ragazza di colore ho subito capito che sarebbe stata il nuovo interesse amoroso di Marcus. Ma quanto è scontato? E poi quella sua battuta su Kat perché bianca è di un razzismo assurdo. Perché sì: anche le persone di colore possono essere razziste e lei lo è stata. Perché  Marcus non avrebbe potuto avere una ragazza bianca? E lui che si giustifica pure. Io l’avrei mandata a quel paese. Il litigio tra Kat e Jenny è leggermente tirato. Avrei capito se Jenny si fosse palesemente dichiarata innamorata o cotta per Justin con l’amica, ma non mi pare lo abbia mai fatto, quindi avercela con lei perché lo ha “conquistato” mi sembra esagerato. Che poi dicono di essere tanto amiche, ma le cose importanti non è che se le confessino molto.

Settimo: quanto non sopporto il padre di Serena. Sei stato via per dieci anni, ora torni e oltre a voler portare via la figlia dalla madre, si è ricordato alla buon’ora che Carol è mentalmente instabile, pretende di decidere cosa sia meglio per lei a livello sportivo. La battuta sul “Sono io suo padre e decido io cosa può mangiare o meno” è stata pessima. Mitch non è solo il nuovo ragazzo di Carol, ma anche l’allenatore di Serena e se dice che non può mangiare un determinato alimento così va fatto. Soprattutto se il giorno dopo ha una gara. Altrimenti nessun atleta avrebbe bisogno di un allenatore. La storia di Dasha è stata triste, ma avrei preferito l’avesse raccontata a Justin, non a Serena. Ok, che per la ragazza è stato un insegnamento molto profondo, ma mi sarebbe piaciuto di più che il suo rapporto con il ragazzo fosse più intimo che non semplice allenatrice/atleta. Anche il finale non mi è molto piaciuto. Lei si è sottoposta ad un intervento ed invece di raggiungerla in ospedale lui si limita ad un semplice messaggio in segreteria. Passando a Kat: che diamine le passa per la testa? Buttare le medicine nel water, perché??? A parte lo spreco, che bastava non prenderle punto, tanto non c’è nessuno che la controlla e deve far finta di averle ingerite, ma è prassi per film e telefilm un gesto del genere. Ma vogliamo parlare dell’incoerenza? Ha rotto le scatole alla madre per anni, hanno sempre litigato proprio per questo e fa la stessa identica cosa. No, non ci siamo. Infine Jenny: povera Jenny, certo che ha tirato un bel po’ la corda con il trascurare l’anca malconcia, ma cadere così è stato davvero tristissimo.

Ottavo: va bene che la serie è di genere drama, però qui ce ne è davvero troppo! Soprattutto in questo episodio. Che Jenny non sarebbe potuta tornare a pattinare lo avevamo capito e ci sta anche tutto il suo risentimento e la sua rabbia, però il discorso che ha fatto anche no. Lei dice che ha rinunciato al college e non ha prospettive di lavoro. Però ha solamente vent’anni quindi potrebbe benissimo iscriversi all’università e comunque la famiglia ha il negozio di articoli sportivi quindi non è propriamente senza alcuna prospettiva. Nel tutto si aggiunge il fratello che è gay e sicuramente non lo ha ancora detto alla famiglia poiché profondamente religiosa.

Per la quota LGBT+ c’erano già il migliore amico di Justin e quello di Marcus, un altro mi sembra eccessivo, oltrettutto un altro ragazzo, fosse stata una ragazza lo avrei pure capito di più. Il padre di Serena si dimostra per quello che è sempre stato: un tipo inaffidabile e la abbandona di nuovo. A Mandy si rompono le acque prematuramente e le viene praticato un parto cesareo, la piccola è viva, ma naturalmente necessita di molte cure neonatali. I flashback di Marcus sono tremendi. Ma come può una persona pensare di chiamare la polizia solo perché vede una coppia di colore con bimbo al seguito davanti ad una casa? Dolcis in fundus: Kat è completamente impazzita perché non prende le medicine. E l’unica che si è accorta che c’era qualcosa che non andava è stata Alana, la nuova ragazza di Marcus. Ok, che ha detto di avere un cugino bipolare, però mi sembra assurdo che sia Marcus che Justin che la conoscono da tempo non si siano minimamente accorti che qualcosa non andava. Magari non arrivare alla conclusione che sia bipolare, ma che avesse assunto qualche droga sì. Dasha ha salvato l’episodio con il suo “rapimento” del fattorino.

Nono: posso non capire perché Kat non può dire alle persone a lei più vicine che ha il bipolarismo? Soprattutto dopo il crollo dell’episodio precedente? E posso non capire perché Marcus, poverino, non poteva inventarsi una bugia con il coach? Non serviva dirgli della malattia di Kat bastava inventarsi che la ragazza aveva bevuto o si era drogata e lui per aiutarla era finito nei pasticci. Tanto semplice. Invece, no. Bisogna essere super orgogliosi e venire espulsi dalla squadra di sci e così veder svanire tutto. Certo… Meno male che alla fine è rinsavito. E pure Kat, meno male che ha aggiustato tutto dato che aveva creato un bel casino. Il dottore pervertito… Che dire? Ne avremmo fatto volentieri a meno, aggiungiamo altro drama dato che ce ne è così poco, no? Tra l’altro è una cosa campata in aria dato che fino alla settimana prima Serena usciva con Drew, il fratello di Justin, mah… Continuo ad adorare Mandy! 💕

Decimo ed ultimo: le trame di tutti si risolvono più o meno bene, per cui anche se non dovesse essere rinnovata per una seconda stagione non c’è poi molto in sospeso. Avrei fatto a meno dell’ulteriore aggravamento della salute della neonata, di cui si preoccupa solo Mandy tra l’altro. Gli altri familiari sono tutti alla pista di pattinaggio. Mi dispiace moltissimo per Mitch che alla fine si è rivelato una brava persona. Kat poteva fare a meno di incolparlo per nulla, tra l’altro senza prove, avrebbe dovuto aspettare la risposta all’altro lato del numero sconosciuto e non partire in quarta contro quel poveretto. Jenny, non ho capito la reazione finale. Si erano chiarite con Kat, aveva compreso la situazione e poi non le crede e le rinfaccia di essere malata. Mah… Finale happy ending per i due protagonisti, ma lo avevo predetto dal primo episodio per cui niente di eclatante per quanto mi riguarda. Quei flash sul futuro (di Carol e Dasha) dell’ultima scena non li ho capiti. E ne avrei fatto volentieri a meno.

 

Varie:

La sigla è troppo lunga, sfiora i 2minuti, ed è tremendamente lenta e noiosa. Sempre le stesse immagini. Se uno volesse vedere gli episodi uno dopo l’altro è quasi un’agonia. Io non la reggo per due episodi alla volta, figuriamoci.

Le mamme sulle tribune mi hanno ricordato quelle di quella serie pseudo reality Dance’s Moms, pettegole e senza un tubo da fare. Oltre a delle vere vipere.

Mi piacciono i flashback, riescono a spiegare meglio i caratteri dei personaggi senza lunghi discorsi tirati fuori dal nulla.

Finalmente un prodotto ambientato in montagna, in pieno inverno, dove i personaggi indossano abiti pesanti, cappotti imbottiti, guanti, sciarpe e cappelli. Che di questi tempi non è poi così scontato. Ho visto film ambientati negli stessi posti in cui i protagonisti se ne andavano in giro senza giaccone o con abiti scollati mentre intorno c’era la neve. Ho avuto i brividi solo a guardarli.

Ed a proposito di abiti: il costume bordeaux di Kat (quello del tango) non è male, anche se è la copia spudorata di quello di una coppia reale di pattinatori sul ghiaccio (i canadesi Tessa Virtue & Scott Moir), quello blu invece non mi è piaciuto affatto, soprattutto lo scollo, mentre ho adorato entrambi i costumi che Jenny ha usato per le sue performances.

La cosa che mi ha fatto storcere il naso è stato il fatto che la famiglia della protagonista non avesse nessun controllo da parte dei servizi sociali, per esempio. La madre spesso e volentieri non prendeva le medicine, cambiava di continuo lavoro, sempre per la questione che non si curava e le hanno lasciato comunque l’affido della figlia minorenne. Mah…

Dasha, o meglio il nome che ha dato al suo gatto è stato mitico.

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Che poi quel gatto è davvero un piccolo bastardello dato che vuole il letto tutto per sé.

Ogni tanto si perdono nei dettagli, come con la scelta dell’attrice per quando Kat è piccola. Possibile che nessuno si sia accorto che la ragazzina ha gli occhi marroni mentre Kaya Scodelario li ha celesti???

Alcune trame sono state introdotte e poi lasciate nel nulla, come quella del fratello di Jenny o della madre del miglior amico di Marcus.

In molti si sono lamentati del fatto che non ci hanno fatto vedere l’esibizione finale, ma a me non è che sia importato più di tanto. Anche perché sarebbe stata la stessa che avevano eseguito un paio di episodi prima come lo è stata quella del programma breve che invece hanno fatto vedere.  

Il mio personaggio preferito è Dasha, perché ha avuto sia momenti drama che battute adorabilmente simpatiche, ma mi è piaciuta moltissimo anche Mandy, una matrigna dolce e premurosa che non si vede spesso sullo schermo.

Mchan

Élite 2 parte 2

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In questo post passo alle impressioni sui personaggi.

Samuel: si dimostra di nuovo il ragazzo semplice e troppo buono quale era nella prima stagione. Nonostante il fratello lo abbia tradito mettendo incinta e volendo scappare con la sua ragazza lui cerca in tutti i modi di farlo uscire di prigione (lavorando per pagargli la cauzione ed un buon avvocato) e scagionarlo dall’accusa di omicidio della su detta. La pseudo relazione con Carla lo snatura un pochino, ma penso che sia la dimostrazione di ci che sia disposto a fare per il fratello e spero che non si invaghisca di lei sul serio.

Carla: rimane la manipolatrice di sempre anche se a tratti sembra in bilico tra il nascondere a tutti i costi ciò che ha contribuito a commettere ed una sorta di pentimento. Continua però a non piacermi. Anche perché è proprio l’attrice che la interpreta a non piacermi. Bellissima, ma troppo impostata. I momenti con Samuel sono anche carini, ma arriva sempre qualcosa a rovinarli, che sia una frase od un atteggiamento.

Guzman: capisco la sua rabbia per la morte della sorella, ma non il suo prendersela per forza con Samuel. La sorella non era affatto una santa, anzi era una bella ipocrita che a fare la ribelle con le spalle coperte dai soldi di papino siam capaci tutti. La storia con Nadia carina, ma anche qui siam tornati indietro ed è comunque qualcosa di visto e rivisto: il ragazzo belloccio, ricco, viziato e vizioso che si innamora della povera e timida ragazza intelligente e con dei valori che lo redime e lo rende migliore. Poco importa se poi questi valori sono andati a farsi benedire. Era il mio personaggio preferito nella prima stagione, ma in questa ha fatto un involuzione, peccato.

Nadia: io la trovo incoerente e saccente a volte. E poi l’idea di trucco degli autori o make-up artist è sul serio solo un rossetto scuro? Io non ci trovo molta differenza dalla Nadia a casa o scuola e quella in disco, se non appunto il rossetto di una tonalità più scura. Che poi si lamenta che i genitori la tengano sotto chiave, ma a me è sembrato che non si sia persa mezza festa in discoteca.

Lu: non si può non adorarla. E’ una bitch (inteso come st****etta) fatta e finita, ma è anche il personaggio più coerente con sé stesso e che ti fa sorridere per le sue uscite. Ho letto molti commenti negativi sul suo buttare parole in inglese in mezzo alle frasi di tanto in tanto. Secondo me rispecchia un po’ il modo di parlare degli adolescenti. In rete si leggono di continuo termini inglesi messi in mezzo al posto della loro traduzione e perfino io da adolescente con le mie amiche buttavamo termini in inglese o spagnolo (perché lo studiavamo) in mezzo ai nostri discorsi o nei messaggi. Forse lei lo fa troppo spesso ed in frasi in cui non ci azzeccano granché (tipo nella scena al distributore automatico), ma chiamare la propria amica bitch si usa (od usava) anche se è orribile prendendola letteralmente (da adolescenti inorridivamo quando lo sentivamo, ma si usava). Oppure pensate a quante persone chiamano qualcuno queen/king o BFF od i termini in inglese che si usano nei siti per cercare lavoro che non si capisce un tubo di quello che uno dovrebbe saper fare, sembra chissà che ed invece è un lavoro comune. Comunque nonostante sia una bella viperetta non meritava il tradimento da parte di Gusman né come l’ha lasciata, appunto confessandoglielo. Lei a lui teneva sul serio.

Polo: hanno provato a farci impietosire con la storia degli attacchi di panico, ma con me non ci sono riusciti. Resta odioso lo stesso. Sono stata felice che non sia annegato nella piscina solo perché altrimenti il colpevole della morte di Marina poteva rimanere Nano.

Omar: non si può  non provare empatia per questo povero ragazzo (in tutti i sensi). Prima piega la testa ai voleri del padre ed è comunque vessato da esso e quando reagisce viene buttato fuori di casa. Stavo per piangere con lui. Come non si può non emozionarsi ogni volta che ha una scena con Ander. Il loro bacio in mezzo alla pista da ballo è stato dolcissimo. Quei due attori hanno una chimica pazzesca. E’ per questo che il “tradimento” di Ander è stato nosense.

Ander: già detto che è adorabile con Omar. Quindi perché farlo andare con Polo??? Ok che era un momento di crisi tra di loro e che si sta parlando di adolescenti guidati solo dagli ormoni nella maggior parte dei casi, ma hanno rovinato un bellissimo rapporto perché  comunque c’era fiducia e supporto. Però ho adorato la scena in ospedale quando ha incontrato la madre di lui: una gaffe dopo l’altra, imbarazzo puro, ma carino. Mi è un po’ calato nel finale quando non ha avuto il coraggio di confessare ciò che sapeva al suo migliore amico Guzman dopo una sua domanda diretta, tra l’altro.

Christian: si è visto solo nel primo episodio e sinceramente non se ne è sentita la mancanza. Stupido ed arrivista, non ha avuto il coraggio di dire la verità  per scagionare il suo vecchio amico nemmeno quando hanno cercato di ucciderlo per farlo tacere. Anche peggio del vero omicida. Avrei preferito fosse lui il ragazzo scomparso ed a dire di Carla morto.

Nano: non mi è mai stato granché simpatico, ma non meritava di rimanere in cercere.

I nuovi personaggi pensavo che non mi sarebbero affatto piaciuti perché palesemente fatti arrivare per raccontare qualcosa di nuovo e riempire un po’ di spazio, ma alla fine li ho apprezzati e pure dal primo momento. A parte una.

Valerio: fratello a metà (come piace definirsi a lui stesso) di Lu, spuntato un po’ dal nulla, buono per la trama con Guzman, di meno per l’incesto con la sorella. Davvero troppo anche per una serie eccessiva come questa.

Rebeka: tipetta tosta, ma con cuore. Mi è piaciuta molto l’amicizia disinteressata con Nadia, una cosa rara e poi finalmente vediamo quest’ultima interagire normalmente con un’altra ragazza, e l’aiuto che dà a Samuel, che nemmeno i suoi amici di vecchia data. Purtroppo non è stata sfruttata al massimo o comunque non come avrei voluto.

Cayetana: inutile. Ok che ci voleva una nuova “amica” per Lu dopo che il rapporto con Carla si è lacerato, ma la sua story line è stupida e non ha senso ai fini di quella principale. Tanto che nel primo episodio non c’era nemmeno. E poi che cavolo vuol dire il suo nome? In uno scontro con la madre le rinfaccia di averglielo messo per trasmetterle ambizione, ma il suo significato non ha nulla a che fare con essa. Ed in rete non ho nemmeno trovato dei personaggi famosi che lo abbiano. Che senso ha sparare quella battuta se poi non la si spiega? Mah. Ed ha anche leggermente stufato con la sua scusa che è cresciuta con la storia di Cenerentola. Al 90% delle bimbe di tutto il mondo viene raccontata questa fiaba ed anche altre simili, ma non tutte mentono ed organizzano una cena per spillare soldi alle persone più ricche che tra l’altro sono anche i genitori dei suoi compagni di scuola. Questo si chiama reato di frode. E no, non mi fa pena, nemmeno quando si abbraccia il nonno moribondo. Mi fa pena lui con una nipote così superficiale e subdola.

Piccola considerazione leggermente superficiale: ma perché le case dei ricchi sono tutte uguali? E tra l’altro bruttissime? Tutte moderne, grigie, di cemento e vetro e con svariate piscine sia all’interno che all’esterno. Non si capisce mai nell’immediato in che casa si svolge la scena che si sta guardando.

Mchan

Élite 2

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Seconda stagione della serie spagnola che ho recensito qui:

https://mylovelytrips.wordpress.com/2018/10/15/elite/

Cast: Itzan Escamilla, Miguel Bernardeau, Miguel Herran, Jaime Lorente, Alvaro Rico, Danna Paola, Aron Piper, Mina El Hammani, Ester Exposito, Omar Ayuso, Claudia Salas, Georgina Amoros, Jorge Lopez.

Siccome ho iniziato a buttare giù le mie impressioni mentre la stavo guardando ne è venuto un bel papiro per cui la dividerò in 2 parti. Nella prima parlerò degli episodi e delle impressioni in generale mentre nella seconda analizzerò cosa mi è piaciuto o meno dei personaggi.

Quindi Parte 1:

Inizio con il botto.

Primo episodio davvero molto alto a livello di hype.

Io personalmente non mi sarei mai aspettata la scomparsa di Samuel. In più introduzione di due nuovi personaggi ben fatta.

Secondo episodio sullo stesso livello, con delle scelte un po’ discutibili, ma ci stanno.

Al terzo finalmente torna ad esserci una buona soundtrack che nei primi due era carente.

Quarto: un casino di situazioni. L’unico personaggio che è stato messo da parte è stato Valerio, per il resto tutti gli altri hanno avuto il loro momento e l’evoluzione della loro trama. Ma nessuna mi è piaciuta, a parte il finale. Il momento “pasta” di Samuel e Carla mi è piaciuto anche se loro come coppia è proprio un no grosso come una casa. Nadia e Guzman so che piacciono a praticamente tutti tranne che a me. Almeno non in questo inizio di stagione. Poi il loro primo rapporto fisico avvenuto così di fretta è un altro grandissimo no. Lei sempre più ipocrita, il discorso al fratello poteva benissimo risparmiarselo. Ora che tocca a lei stare a casa a lavorare, Omar deve tornare a farsi vessare perché poverina lei non può più fare come le pare. Certo. Io l’avrei mandata a quel paese. Grandissima egoista. Dolcissima la madre di Ander che accoglie Omar in casa loro.

Quinto e sesto: mi è dispiaciuto molto per come è stata mollata Lu, ma si è rifatta subito tornando ad essere la bastarda di sempre con la minaccia a Nadia. Anche Rebeka poverina sempre friendzonata da Samuel che come tutti i ragazzi non percepisce mai un tubo, eppure sembra una bella persona al di là del modo di porsi sempre molto rozzo. Non ho capito la confessione di Valerio a Nadia, si è tirato la zappa sui piedi da solo. Bel finale di episodio.

Settimo: il discorso di sputtanamento di Lu poteva anche starci, anche se ha leggermente esagerato, ma il mandare il video in rete anche no. Valerio non lo doveva proprio fare il video, tanto Lu già lo sapeva che i due erano finiti a letto (più o meno) insieme, così ha fatto solo una carognata bella e buona. Il padre di Nadia secondo me è scemo o lo fa perché con tutti quei farfugliamenti della figlia lui non ha detto nulla né indagato ulteriormente specialmente alla bugia del velo regalato, mah… I momenti Omander (Omar&Ander) sono i più teneri della serie.

Ottavo ed ultimo: un capolavoro di colpi di scena. E chi se lo aspettava che Samuel e Guzman fossero stati complici per tutto quel tempo? Davvero bello. Però poi al finale ecco che si fanno di nuovo prendere dalla smania di dover andare avanti ed il colpevole rimane libero. E comunque io l’ho sempre pensato che Cayetana era un personaggio inutile, infatti l’unica cosa rilevante che ha fatto poteva risparmiarsela.

Ad un certo punto ho pensato che alla fine della stagione non si sarebbe arrivati a capo di nulla e che questa sia soltanto un tramite per poter fare la terza. In parte avevo ragione, si scopre il vero colpevole (che comunque noi telespettatori già sapevamo), ma è ancora a piede libero per via di quella inutile fino all’ultimo episodio di Cayetana. Io avrei preferito vederlo dietro alle sbarre e nella terza stagione esplorare le reazioni alla notizia shock che l’assassino di Marina era un insospettabile come Polo. Vabbè.

Per la prossima stagione, che spero sia l’ultima, mi auguro che Polo venga processato e condannato per ciò che ha fatto. Di vedere di nuovo in azione Guzman insieme a Samuel come amici, una bella story line per Rebeka e che non ci siano nuovi arrivi. E nemmeno ritorni quali quello di Nano o Christian, che sinceramente non ne ho sentito la mancanza.

Come serie è eccessiva lo ammetto e l’ho già detto nelle mie considerazioni sulla prima stagione, ma tutte le critiche che ho letto in giro le trovo leggermente esagerate. Praticamente in linea con lo show ;-P

Purtroppo i giovani di oggi non è che siano lontanissimi da come li dipingono gli spagnoli. Hanno gli smartphone a 11 anni, se non prima, e con essi la possibilità di un profilo sui social. E le foto che postano sono al limite del porno a volte. Le ragazze specialmente stanno sempre in pose sexy, con la bocca a papera e mezze svestite che così acchiappano più like. Ce le siamo già scordate le ragazzine 15enni che si prostituivano per le ricariche telefoniche? O quella 11enne che scambiava messaggi hot su Whatsapp sempre per la stessa ricompensa? Od ancora i branchi di 14/15enni che stupravano le coetanee? Queste cose ci sono e se ne dovrebbe parlare anche oltre quella mezz’oretta in un programma trash quando la notizia è fresca tra una litigata per il nulla cosmico e la visita ginecologica della svip di turno. Ma soprattutto non in quarta serata, quando la maggior parte degli italiani sta dormendo che l’indomani deve lavorare.

Ed i giovani si drogano. Che sia marijuana o cocaina od eroina, lo fanno (lo dicono delle ricerche portate in Parlamento). E la sostanza dipende molto dal ceto sociale. E’ inutile mettere la testa sotto la sabbia e pensare che tutto sia solo esagerazione funzionale alla drammatizzazione e non realtà. L’esagerazione è il ritrovarsi il tutto nella stessa piccola cerchia di conoscenti, ma è questo il punto funzionale allo show. Il vero problema è che noi italiani non siamo abituati a tutto questo perché ci propinano suore e preti che risolvono tutto con una bella preghiera ed un sermone (in senso lato, mai visto fiction con i su detti protagonisti). La trama più scandalosa che abbiamo avuto (che io ricordi) è stata la relazione tra Marco ed Eva de I Cesaroni e loro erano “parenti” solo perché i genitori si sono sposati quando loro erano già adolescenti. Ma anche là il problema più grande è stato che il figlio più piccolo era stato preso a giocare nei pulcini della Lazio invece che in quelli della Roma, squadra per cui tifavano in famiglia. Gli adolescenti delle nostre fiction sono sempre purissimi ed innocentissimi, un po’ come l’idea di figlio che hanno la maggior parte dei genitori di oggi che invece di mettere un freno ad eventuali comportamenti discutibili sono ultra permissivi e pensano che i loro pargoli abbiano sempre ragione.

E poi trovo allucinante che dopo aver criticato tutto il trash della serie per amor di ship si riesca a giustificare addirittura un incesto. Io alla scena del piedino tra Valerio e Lu alla cena di famiglia stavo quasi per vomitare.

Mchan

The Runaways

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Anno: 2017 in corso

Paese: Usa

Episodi: 23, 2 stagioni

Genere: supereroi, azione

Ideatore: Josh Schwartz, Stephanie Savage

Soggetto: Runaways fumetti by Brian K. Vaughan e Adrian Alphona

Cast: Rhenzy Feliz, Lyrica Okano, Virginia Gardner, Ariela Barer, Gregg Sulkin, Allegra Acosta, Angel Parker, Randy Sands, Brittany Ishibashi, James Yaegashi, Kevin Weisman, Brigid Brannagh, Annie Wersching, Kip Pardue, James Marsters, Ever Carradine, Julian McMahon

 

Questa serie ha appassionato molte persone da quanto ho letto in rete. Sinceramente a me no.

Ho finito la prima stagione perché volevo vedere dove si andava a parare e se migliorava, ma così non è stato, anzi, il finale di stagione è stato davvero brutto.

L’inizio è stato interessante. Il doppio episodio un po’ lento, ma ci stava. Più si proseguiva più il tutto diventava strano. Purtroppo l’ambientazione data non è  facilmente intuibile. Io non ho capito se si trattava di giorni nostri oppure un futuro non lontano.

I ragazzi apprendono che i genitori fanno dei riti strani ed invece di affrontarli subito, caspita sono i loro genitori non degli estranei, cercano di capirci di più, ma ognuno a modo suo. Non c’è molto dialogo tra di loro. Mi è sembrato quasi una di quelle teenband anni ’90 con 5 ragazzi/e messi insieme a caso, l’importante era che fossero diversi come stili. Infatti qui abbiamo la tizia che brilla e levita, l’altra che ha la superforza, un’altra ancora che ha la bacchetta magica, uno che ha dei guanti spara laser, un nerd ed una che ha un legame telepatico con un dinosauro. Ed anche qui, hanno questi “poteri” e non si fanno domande da dove vengono. Tutto normale, quando comunque non vivono nel mondo degli X-men, solo loro sono “diversi”.

Tutto ruota sul sapere di più sui segreti dei loro genitori, un segreto che hanno visto già nel primo episodio e non scoprono chissà cosa di altro. Noi spettatori sì, scopriamo perché hanno eseguito dei “sacrifici”, ma loro no. Si fermano alla scomparsa di un tot di adolescenti.

Il vero scontro si ha tra il penultimo e l’ultimo episodio, ma anche qui nulla di che. Parlano con i genitori, mostrano loro i poteri che hanno e poi scappano perché solo una di loro deve contrastare il vero cattivo della storia. E questo scontro avviene completamente off screen.

Poi, tutti ad adorare il cucciolo di dinosauro, solo io l’ho trovato assurdo??? Totalmente inutile, tra l’altro. E poi tutti che alla sua scoperta: “Ah, un cucciolo di dinosauro con cui hai un contatto telepatico, bene. Stavamo dicendo…” Scusate??? O.O

Solo io starei là a fare mille domande? Come lo hanno creato? Perché? Perché Gert riesce ad avere un contatto telepatico solo con lei? No, tutto normale.

Come Nico che scopre che la madre ha una bacchetta magica. Invece di riempirla di domande su come sia possibile un oggetto simile nel nostro mondo lei non chiede nulla. Mah…

Poi ok che sono adolescenti e si comportano da tali, ma un po’ di coerenza. Gert è una femminista radicale, ma quando si tratta di agghindarsi per il ballo di fine anno od una festa dell’associazione di beneficenza dei genitori non batte ciglio. Chase è stato sempre trattato malissimo dal padre sia psicologicamente che fisicamente, ma gli bastano un paio di ore nel laboratorio a lavorare insieme ai guanti spara laser che il padre diventa il migliore del mondo da proteggere ad ogni costo. A Nico basta un “Ti insegno ad usare la bacchetta magica” per fare pace con la madre che odiava perché troppo ossessiva.

Per tutte queste stramberie non sono riuscita a rimanerne affascinata. Perché va bene che si tratta di fantascienza, ma un minimo di logica, soprattutto quando ambienti la storia in un mondo reale ed abbastanza contemporaneo.

Mchan

The Resident

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Anno: 2018 in corso

Paese: Usa

Episodi: 37, 2 stagioni

Genere: drammatico, medico

Ideatori: Amy Holden Jones, Hayley Schore, Roshan Sethi

Cast: Matt Czuchry, Emily VanCamp, Manish Dayal, Shaunette Renée Wilson, Bruce Greenwood, Malcolm-Jamal Warner, Merrin Dungey, Melina Kanakaredes

 

A primo impatto il protagonista, Conrad, mi è sembrato un dr. House più giovane. Modi bruschi, genialità nelle diagnosi, scontroso con i colleghi. Fortunatamente lui non ha dipendenze ed essendo ancora uno specializzando spesso deve essere più diplomatico anche se non gli riesce molto bene. Molto meglio il coprotagonista, il dr. Pavresh, al primo anno da specializzando, con due lauree sia ad Harvard che a Yale, ma modesto e più empatico.

Sembrerebbe l’ennesima serie televisiva sullo staff di un ospedale, con intrallazzi amorosi e casi clinici, ed invece qui c’è anche un po’ di trama orizzontale diversa dal solito: la mala sanità. Sì, perché evidentemente non l’abbiamo solamente qui da noi, ma come si dice tutto mondo è paese. Certo, tra la loro e la nostra ci passa un mondo dato che la loro deriva per di più dal voler monetizzare sulle cure ai pazienti e così vediamo richieste di esami clinici costosissimi e spesso non indispensabili, trovare le scuse più fantasiose per non dover curare gli indigenti, tagli di personale esperto a favore di appena diplomati ma meno costosi e decisamente più pericolosi, medici illustri che cercano di circuire i malati per dirottarli nelle loro cliniche private.

Ma i due casi che tengono in piedi la trama orizzontale della prima stagione sono il dr. Bell, il primario di chirurgia che viene soprannominato Dr. Morte perché ultimamente quando opera si verificano molti errori mortali che naturalmente o vengono affibbiati agli assistenti oppure vengono coperti dicendo che si è trattato di complicazioni durante l’intervento. In realtà il dottore ha un tremore alle mani che però maschera in tutti i modi possibili, anche minacciando una specializzanda per farla operare al posto suo, poiché ha bisogno di soldi e quindi non può permettersi di smettere di operare. L’altro è quello della dr. Hunt, un’oncologa che sperimenta dei trattamenti massicci sui pazienti malati di cancro, se non addirittura diagnosticare il tumore a pazienti sani per poi potersi vantare di averli fatti guarire.

Contro questi “cattivi” ci sono i nostri due protagonisti maschili di sopra, un’infermiera giovane ma espertissima, Nic, ed una specializzanda immigrata che nelle prime puntate sembra più un robot che una persona, Mina.

Naturalmente ogni episodio ha anche il suo caso specifico, ma in quell’ospedale nessuno è al sicuro quindi non mi affezionarei troppo ai malati.

I personaggi sono tutti interessanti. Ci sono alcuni clichè come il dr. Pavresh che è di origini indiane il cui padre fa il tassista oppure la dr. Mina che cerca in tutti i modi di reprimere ogni emozione perché altrimenti non sarebbe una brava chirurga, però tolto questo sono piacevoli da seguire.

Cose che non vanno: a parte ritrovarmi Melina Kanakaredes alias Stella Bonasera di C.S.I. New York nei panni di una bastarda egoista, la storia d’amore tra i due protagonisti, Conrad e Nic, è leggermente surreale. All’inizio noi sappiamo che i due sono stati insieme, ma poi si sono lasciati, solo che tendono a comportarsi come se stessero ancora insieme preoccupandosi l’uno dell’altro anche se lei continua a respingerlo ogni volta che lui fa un passetto in più, cosa di cui invece pareva lamentarsi durante la relazione. Ci sono cose non dette anche se si incontrano tutti i giorni sul lavoro ed interagiscono. Lei addirittura continua ad indossare un anello che le ha regalato lui e cade dal pero quando una ex di lui le dice che è l’anello della madre e che è importante. Ok, non glielo avrà detto che era l’anello della madre, ma si poteva intuire dato che era antico e comunque regalare un anello significa qualcosa di importante oppure al giorno d’oggi è una cosa banale? Sono io troppo antica? Vabbè… Questo ospedale ha una marea di difetti, a cominciare dalle molteplici morti sospette, eppure continua ad avere pazienti, soprattutto quelli facoltosi che potrebbero andare da qualche altra parte. I medici fatti e finiti, non gli specializzandi, sono tutti interessati solamente ai profitti e non alla salute dei pazienti, non ce ne è uno a cui i nostri paladini possano chiedere aiuto. Mah…       

Mchan

Ps: ho capito perché ai pronti soccorsi degli ospedali statunitensi arrivano sempre in fin di vita: una risonanza magnetica, che qui da noi prescrive anche il medico di famiglia, costa ben $10,000. Diecimila. Certo che una persona della medio borghesia, per non parlare di quelli di fascia più bassa, non si fa curare se non arrivata al limite della sopportazione del dolore.

Riviera

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Anno: 2017 in corso

Paese: Uk

Episodi: 20, 2 stagioni

Genere: drammatico, thriller

Ideatore: Neil Jordan

Cast: Julia Stiles, Lena Olin, Iwan Rheon, Adrian Lester, Anthony LaPaglia, Dimitri Leonidas, Roxane Duran, Yigal Naor, Amr Waked

Come ambientazione mi ricorda molto The night manager e la sigla invece Non uccidere.

E’ partito benissimo: uno yacht che esplode, una mogliettina disperata, una ex moglie vipera, dei figli problematici, una location da favola e tantissimi segreti ed intrighi. Tutto bene fino agli ultimi due episodi.

I colpi di scena ci stavano benissimo, i doppiafaccia, i guai con la giustizia, il problema viene quando tutto si risolve in breve tempo e non si riesce nemmeno a capire il motivo.

Scusate ma mi è impossibile parlare senza spoilerare il finale, per cui…

———————spoiler———————-

Georgina è stato un bel personaggio con i suoi alti e bassi, ma con tutte le sue decisioni ed azioni coerenti. Da mogliettina praticamente trofeo che si interessava solamente a come spendere il denaro del neo marito più vecchio e facoltoso, a vedova disperata perché in realtà i suoi sentimenti erano veri e non solo di convenienza, a donna determinata a scoprire la verità sia sulla morte del marito che sui suoi affari loschi e per arrivare a questa verità ha dovuto sperimentare anche situazioni nuove e lasciar emergere il suo lato oscuro. Il finale però è davvero da psicopatica. Già lo scatto d’ira rivolto a quel povero bimbo che aveva rapito non è stato carino, ma poteva starci la tensione del momento, ma il suo gesto finale è veramente estremo.

Tralasciamo il fatto che Adam, il suo figliastro, ha cercato di violentarla e lei comunque ha continuato a frequentarlo ed ad appoggiarsi a lui, ma ucciderlo solo perché aveva un labile legame con la morte del padre… Mah… Tra l’altro tutto il procedimento per il quale lei è arrivata a questa conclusione è stato davvero un mistero. E’ salita sullo yacht, ha letto una lettera del marito, ha visto i documenti falsi, dei quadri ed ha capito che Adam era in qualche modo coinvolto nella vicenda.

In molti commenti si dispiacciono per la morte di Adam, sinceramente non mi è  mai piaciuto come personaggio. L’ho sempre trovato viscido. Poi, da quando ha lasciato che quel poveraccio del capo della sicurezza della villa venisse ucciso, per salvare lui tra l’altro, l’ho proprio messo nella lista dei cattivi.

Irina, la ex moglie vipera, è stata anch’essa un bel personaggio. Subdula, approfittatrice, manipolatrice ed arrivista, comunque una valida “cattiva” e fautrice di uno dei colpi di scena più  belli della serie.

Adriana, la figlia più piccola, all’inizio viene fatto vedere che ha dei problemi di autolesionismo di cui poi non si parla più se non nel penultimo o terzultimo episodio mi pare, ma comunque se ne fa solamente un cenno ed invece mi sarebbe piaciuto se ne parlasse un po’ di più, magari tralasciando la parte lesbo che è stata anche questa trattata superficialmente. Diciamo che come personaggio poteva dare di più, ma è stata comunque utile alla trama.

Kristos, il secondogenito, all’inizio sembra avere un buon rapporto con la matrigna, le dice lui della morte del padre andandola a prendere all’aeroporto, poi d’un tratto sembra sopportarla a fatica. Questo non l’ho ben capito. Comunque è il personaggio maschile più interessante.

Robert, l’amico di Georgina, non è stato male, ambiguo al punto giusto, ma sempre fedele e leale. Peccato per la sua fine.

Il poliziotto francese secondo me ha fin troppo spazio, specialmente la sua vita privata di cui non ci importa nulla e che non apporta nulla alla trama principale.

La storia di Fatima e della sorella gemella non l’ho capita, è servita alla trama principale, più che altro alla trama di Kristos facendo venir fuori il suo lato più umano ed al bluff di Irina, ma è iniziata e finita senza avere un senso.

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Mchan

Macgyver 2.0

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Anno: 2016 in corso

Episodi: 66, 3 stagioni in corso

Paese: Usa

Genere: drammatico su wikipedia, per me è azione/commedia

Ideatori: Lee David Zlotoff e Peter M. Lenkov

Cast: Lucas Till, George Eads, Sandrine Holt, Tristin Mays, Justin Hires, Meredith Eaton, Isabel Lucas

MacGyver l’originale l’ho visto da piccola, non ricordo molto dei singoli episodi, ricordo solo che mi affascinava come riusciva a creare degli oggetti ingegnosi da delle cose semplici che si potevano trovare nelle case di tutti.

Ho iniziato a seguire la nuova versione sinceramente pensando che non fosse un reboot con una versione più giovane del protagonista, ma una specie di prequel.

Naturalmente mi sono dovuta ricredere immediatamente, ma non ne sono rimasta delusa come la maggior parte dei telespettatori. Sì, perché in giro non c’è una recensione positiva che sia una. Ma ci sono abituata a vedere serie tv, e ritenerle valide, che la maggior parte del pubblico snobba, e siccome sono abbastanza testarda e non mi interessa essere considerata controcorrente continuo a guardare ciò che più mi aggrada anche se non lo vede nessun altro.

La trama è semplicissima: ogni episodio inizia con Mac e Jack che sono in missione da qualche parte nel mondo, la maggioranza di queste scene è solo da introduzione o da siparietto comico perché il vero caso della puntata inizia quando tornano alla base.

I casi sono al limite dell’assurdo ed i due se la cavano sempre per il rotto della cuffia e sempre grazie alle invenzioni create dal nulla di Mac, ma nel frattempo si ride per le continue battute tra i due che si amano e si odiano, e si scommette entro quanto tempo Mac distruggerà l’ennesimo cellulare di Jake, per la sua somma gioia.

I comprimari funzionano, il capo Matty anche, un po’ meno la trama orizzontale. Ci vogliono ben due stagioni per trovare il padre di Mac e si risolve tutto in un unico episodio. Un po’ troppo frettoloso.

Quindi per me la serie funziona e mi piace che è lei stessa a non prendersi troppo sul serio, guardate il poster che ho messo. Mac è un po’ saccente a volte, ma la faccia scanzonata di Lucas rimedia ed i sottotitoli riguardo le località sono imperdibili. Dispiace per il personaggio della Lucas che è durato meno di una stagione, lei non era il massimo dell’espressività, ma Samantha poteva essere approfondita di più anche perché mandare Riley sul campo non mi è mai parsa un’idea brillante. E dispiace anche che George ci lascerà nella terza stagione. A vederlo non sembrerebbe un tipo difficile, eppure…

Mchan