Pride Month – Fiction Rai

Giugno ormai è consacrato ad essere il mese dell’orgoglio della comunita LGBTQ+.

Così ho pensato di parlare di due fiction Rai che hanno trattato nella trama l’argomento.

La prima è La Compagnia del Cigno che conta 2 stagioni.

Nella prima, che ho preferito, la trama si concentrava sui sette giovani protagonisti che frequentano il Conservatorio Verdi di Milano. Uno di essi ha uno zio, a cui è affidato, che è omosessuale. E la cosa che più mi è piaciuta del personaggio, oltre al fatto che è simpaticissimo e tenerissimo, è che sia stato rappresentato senza farlo diventare una macchietta. Perché di solito i gay vengono sempre fatti vestire con abiti dai colori sgargianti e pieni di lustrini, mostrando solo una piccola percentuale di quel mondo. Invece Daniele, nome del personaggio interpretato da Alessandro Roja, è un uomo comune con un lavoro da impiegato. E la sua storia romantica con Daniele2, nome del suo compagno interpretato da Michele Rosiello, è molto bella e “normale”, passatemi il termine. E, cosa strana per un prodotto targato Rai e con un target molto giovane, vengono anche mostrate delle scene in cui i due sono a letto insieme. Che sembra una vera rivoluzione a sentir dall’opinione che l’italiano medio ha della tv di Stato.

Purtroppo la seconda stagione cala notevolmente di qualità sia di trama che di recitazione. Non so se sia dovuto al Covid che ne ha spezzettato le riprese od ad una vera e propria mancanza di idee. Comunque la parte più interessante è un’altra volta quella dei due compagni: uno che si ritrova il nipote futuro padre a poco più di 18 anni e l’altro che vorrebbe l’affidamento di un bambino. Peccato non si sia approfondito meglio questo aspetto perché sarebbe stato davvero interessante vedere confrontarsi con la burocrazia ed il pregiudizio delle autorità in maniera più cospicua. Invece c’è stato solamente un piccolo accenno e poi è finita, come si suol dire, a tarallucci e vino. Anche il carattere euforico del personaggio di Daniele lo zio è stato più marcato e quindi stereotipato. Ma nel complesso rimangono una bellissima rappresentazione del mondo LGBTQ+.

La seconda fiction si chiama Vivi e lascia vivere.

Di questa salvo solamente la trama riguardante il figlio maschio della protagonista: un ragazzino che per tutta la vita ha voluto compiacere il padre giocando a pallanuoto, ma che una volta che esso è venuto a mancare trova finalmente il coraggio di dedicarsi a ciò che più gli piace, ossia il nuoto sincronizzato. E più avanti si scopre anche gay. Togliendo il fatto abbastanza stereotipato che un ragazzo che si interessa ad uno sport che fino a poco tempo fa era prettamente femminile, alla fine sia anche omosessuale, la sua storia mi è piaciuta perché è stata anche una storia di crescita e consapevolezza personale.

Entrambe si possono rivedere su Rai Play.

Mchan

His dark materials

Anno: 2019 in corso

Episodi: 15, 2 stagioni in corso

Paese: Usa, Uk

Genere: fantasy, avventura

Ideatore: Jack Thorne

Soggetto: omonima saga by Philip Pullman

Cast: Dafne Keen, Ruth Wilson, James McAvoy, Anne-Marie Duff, Clarke Peters, James Cosmo, Ariyon Bakare, Will Keen, Lucian Msamati, Gary Lewis, Lewin Lloyd, Daniel Frogson, Lin-Manuel Miranda, Ruta Gedmintas, Amir Wilson, Lia Williams, Nina Sosanya, Andrew Scott

Trama: Lyra è un’orfana che vive al Jordan College di Oxford, in questo mondo ogni umano ha un Daemon, una sorta di spirito a forma di animale parlante da cui non può essere separato, il suo si chiama Pan e fin quando è una bimba cambia forma di continuo. Suo zio è un ricercatore ed esploratore che ha trovato al Nord un fenomeno denominato Polvere, che è ritenuta pericolosa ed eretica dal Magisterium, la forma di governo di questo mondo. Un giorno arriva al College una signora molto affasicnante e ricca che la vuole assumere come assistente e portarla a Londra. Nel frattempo molti bambini vengono rapiti da un’entità sconosciuta, compreso il miglior amico di Lyra. Così la piccola deciderà di unirsi agli Gyziani per trovare i bimbi perduti e partirà verso il Nord.    

Ho iniziato questa serie perché il film “La bussola d’oro” del 2007 mi era piaciuto molto, nonostante abbia sempre letto pareri negativi, per cui volevo vedere come proseguiva la storia dato che i sequel non hanno mai visto la luce. Sinceramente sono rimasta delusa. Sia dalla trama che non discosta molto da quella del film se non per l’aggiunta di Will ed il suo “mondo”, sia dalla resa.

L’introduzione del film e tutta la scena tra Lord Asriel e gli accademici sono state molto più esaustive riguardo la polvere ed i vari mondi. Lascia tuttavia molte domande, ma decisamente meno che nella serie in cui è tutto molto offuscato.

I Daemon, il cui legame con l’essere umano è il fulcro della narrazione, sono molto messi in disparte, spesso scompaiono proprio. Il più delle volte fungono da interlocutori solo quando quel personaggio si ritrova da solo ed altrimenti non potrebbe parlare con nessun altro. Perfino Pan, che è il Daemon della protagonista, spesso e volentieri non appare.

Se non fosse stato rinnovato per la seconda stagione non avrebbe dato nulla di più alla trama del film nonostante le 8 ore di durata complessiva.

Seguono considerazioni episodio per episodio. Quindi spoiler.

Il primo episodio non mi è sembrato chissà cosa di eccezionale o discostante dal film, anzi.

Le uniche cose positive sono la fotografia degli esterni e la scelta degli attori per i personaggi adulti, perché la ragazzina, che in Logan aveva fatto un buon lavoro, non mi piace affatto in questo ruolo. Invece Ruth Wilson è sempre perfetta come villain. Altra cosa che mi è piaciuta è stata la presentazione dei Gyziani con la cerimonia della stabilizzazione del Daemon, molto carina.

Il secondo episodio l’ho trovato noioso e ripetitivo, nonché lunghissimo. Non avevo capito che quel tizio viaggiasse attraverso i mondi fino a che non l’ho letto nei commenti in rete. Pensavo che la scena con il tipico bus a due piani di Londra ed il tizio in bici con la t-shirt fosforescente fosse un refuso. La rivelazione della paternità di Lyra è stata fatta troppo presto. Tutta quella tiritera sull’ascensore chiuso con la chiave e poi scappano dalle scale antincendio. O.O? Non mi piace molto che i Daemon quando in scena ci sono molte persone praticamente spariscono. Dovrebbero stare sempre accanto ai loro umani ed invece non si vedono quasi mai. Capisco la difficoltà del CGI, ma è una parte fondamentale della storia.

Tuttavia meglio il Daemon di Mrs. Coulter della serie che quello del film:

Film vs. Serie

Terzo: la rivelazione della storia dei genitori di Lyra da parte della sua vecchia balia ovvero Ma Costa ha spiegato un bel po’ di cose. Ma fatto nascere anche delle perplessità: la scusa che la bimba non somigliasse al marito di Mrs. Coulter è abbastanza tirata, a meno che il tale non fosse di colore od asiatico, ma questo non ci è dato saperlo. E poi perché non riunire la famiglia quando il su detto marito è morto? Anche perché da come sono stati rappresentati cronologicamente i fatti la piccola era ancora neonata a quel tempo. Mah… Speriamo che ci spieghino meglio più avanti, altrimenti questa spiegazione risulta davvero strana. I simboli sull’aletiometro potevano farli un pochino più nitidi che non è che si capiscano molto.

Quarto: perché il coniglio si chiama Ester ma il doppiaggio italiano le ha dato una voce maschile? E perché ogni tanto è marroncino ed altre volte è grigio scuro? Di nuovo problemi con i Daemon: Lyra e Farder Coram camminano in mezzo al villaggio pieno di gente, ma i loro Daemon sono gli unici che si vedono, a parte quelli della “polizia” del Magisterium. Idem quando lei è nella locanda con l’areonauta. E poi se l’aletiometro è illegale perché loro ci “giocano” in mezzo alla strada dove può vederli chiunque? Finalmente l’orso!!! Bene che si iniziano a scoprire un po’ di altarini.

Quinto: posso non sopportare più gli adulti che lasciano che i ragazzi prendano in giro o proprio bullizzino i compagni, o come in questo caso un altro adulto, senza dire una parola che sia una? Si chiama educazione, specie in questo caso, dato che il ragazzo se l’è presa con una persona adulta e “fragile”. Tutta questa storia del mondo alternativo, che poi sarebbe il nostro, da una parte toglie un po’ di spazio alla trama principale, che procede troppo lentamente, ma dall’altra parte è qualcosa di nuovo per chi come me conosce la trama grazie al film. Dato che non si discostano molto, questo porta un più alla narrazione di qualcosa di già visto. Finalmente mostrano il Pan fifone che ricordavo. Anche la morte del piccolo Billy Costa è stata una sorpresa oltre che tristissima. Però mi è dispiaciuto non abbiano approfondito la questione della mancanza del Daemon, è sempre il solito problema: tutto questo “mondo” si basa sui Daemon, ma non traspare per nulla sullo schermo.

Sesto: non ci ho trovato il pathos che avrei voluto. A parte la scena tra madre e figlia, molto di impatto, la Wilson fantastica. Continua a non esserci una vera e propria interazione tra umano e Daemon. Dopo che Lyra è stata fatta uscire dalla macchina separatrice mi sarei aspettata un abbraccio con Pan, un stringerlo e non lasciarlo più per lo spavento appena scampato, invece nulla. Anche la scena della battaglia tra Gyziani e Tartari non è stata granché. La trama di Will messa da parte ci può stare dato che c’era molto da raccontare del mondo di Lyra, che per ora rimane quello principale.

Settimo: anche qui tutto decisamente sotto tono. La lotta tra i due orsi in uno spazio così angusto senza che abbiano rotto qualcosa l’ho trovata assurda. E comunque abbastanza sciatta sotto ogni punto di vista, con addirittura la parte più importante, ossia la vittoria di Iorek, avvenuta praticamente off screen. La storia dell’armatura completamente trascurata, addirittura hanno combattuto senza. Meno male che si chiamano “orsi corazzati”. Unica nota positiva dell’episodio: hanno cambiato la voce di Ester, ora è femminile.

La battaglia degli orsi nel film

Ottavo ed ultimo: la morte di Roger non mi ha colpita più di tanto dato che non sopportavo né il personaggio né l’attore (sorry, but not sorry). Più che altro ho trovato impressionante il comportamento di Lord Asriel. Ma d’altronde si era invaghito di Mrs. Coulter, tra sociopatici ci si intende. E no, lei non è meglio di lui solo perché alla fine non vuole lasciare la figlia da sola dato che si è bellamente dimenticata di lei per più di 10 anni. Lyra continuo a non sopportarla. Prima dice che vuole combattere e poi quando inizia la battaglia si accuccia e si copre le orecchie. Mah… Decidetevi: od è coraggiosa od è una bimba. Decisamente meglio la caratterizzazione nel film. E poi è caduta tipo mille volte e non si è mai fatta nulla. La questione del peccato che rimanda alla religione non mi fa impazzire, anzi. Tra l’altro fa sembrare che peccare sia una cosa che ci viene indotta quando in realtà abbiamo il libero arbitrio, per cui… E comunque non la trovo una questione da fantasy per ragazzi. Anche perché non è come in “Le cronache di Narnia” che ci sono dei rimandi e/o parallelismi, qui si fa esplicito riferimento ad Adamo ed Eva ed il serpente tentatore.

Il finale ci sta. Anche ben fatto. Fa voglia di aspettare la seconda stagione e contemporaneamente potrebbe anche finire così.

Sicuramente la seconda stagione la vedró, anzi è già in pronto visione, perché vorrei capire dove si vuole andare a parare con la storia di Will e perché Lyra è così importante.


Mchan

Motherland – Fort Salem

Anno: 2020 in corso

Episodi: 10, 1 stagione  

Paese: Usa

Genere: fantasy, drammatico

Ideatore: Eliot Laurence

Cast: Taylor Hickson, Ashley Nicole Williams, Jessica Sutton, Amalia Holm, Demetria McKinney, Lyne Reneé

Trama: in un mondo alternativo le streghe di Salem hanno siglato un accordo con i loro persecutori e così hanno formato un esercito volto a proteggere la nazione dagli attacchi stranieri. Le tre protagoniste sono le nuove reclute dell’Accademia di Salem.

Innanzitutto grazie a Kasabake per averla consigliata.

Vi linko il post in cui ne parla:

https://comecerchinellacqua.wordpress.com/2020/12/12/good-vision-from-kasabake-le-streghe-patriote-degli-accordi-di-salem/

Di seguito le mie considerazioni generali.

Più sotto quelle episodio per episodio. Così evito di spoilerare praticamente tutto.

Abigail, Tally, Scylla, Raelle

Raelle si comporta da bambina viziata. Insopportabile. Se non voleva entrare nell’istituzione che ha ucciso sua madre poteva benissimo non rispondere alla chiamata. Per non parlare di tutta quella scena perché la sua fidanzatina non è stata invitata al matrimonio. Già lei è praticamente un più uno che non ha mai visto gli sposi nemmeno in cartolina, dovevano per forza portare anche un’altra tizia? Mica è una festa tra adolescenti e/o universitari. Tra l’altro lei a Scylla la vede tutti i santi giorni all’accademia. Capisco che dovevano trovare un escamotage per farla partecipare all’evento, ma l’ho trovato puerile.

La mia preferita, almeno fino agli ultimi due episodi, è stata Tally, perché è dolcissima, ma anche un po’ ingenua e tuttavia molto forte.

Abigail mi fa un po’ compassione, con tutto il peso della sua ingombrante famiglia da sopportare, per non parlare della madre rompiballe e sempre insoddisfatta. Comunque trovo alquanto strano che con tutta la fissazione per la dinastia la madre abbia avuto una sola figlia. Tuttavia rimane il personaggio più fedele a sé stesso nonostante una crescita evidente.

Scylla la prenderei a schiaffi una frase sì e l’altra pure. E’ di una indisponenza più unica che rara. E va bene che avrà un background significativo, ma non è una scusante per la sua affiliazione ad una cellula terroristica che uccide persone innocenti.

Apro una parentesi su di un argomento che noto sempre di più ultimamente: giustificare il villain di turno per via di una ship. Io lo trovo assurdo. Sarò troppo fiscale io, ma se una persona  ha fatto del male, specialmente ucciso innocenti, non ci sono santi, deve pagare, chissene se ama una persona. Anche i serial killer ed i terroristi hanno una famiglia o dei compagni di vita che amano, ma pur sempre degli assassini rimangono. Ed ancora chissene se si tratta di una serie tv. Io “giudico” i comportamenti di un personaggio su ciò che provo e credo nella vita reale. Non faccio due pesi e due misure solo perché è finzione. Tra l’altro questa serie ha come tematiche delle situazioni abbastanza reali: parla di femminismo, di terrorismo, c’è un parallelo con i nostri giorni davvero impossibile da non notare.

La questione del battaglione formato da 3 persone ricorda un pochino Charmed con il suo Potere del Trio. Che poi vale solo per l’accademia perché non si capisce se le streghe più anziane stiano ancora in quell’assetto e se così fosse la madre di Raelle dovrebbe aver avuto delle compagne di battaglia alle quali la figlia potrebbe porre domande. Ed anche Scylla non si è capito perché ha la stanza singola.

Avrei preferito ci fossero anche delle “lezioni” di teoria e non solo allenamento perché così magari avremmo potuto apprendere qualcosa di più del mondo delle streghe, invece loro agiscono come se tutti sappiano tutto e l’ho trovato un po’ stressante. Tipo che ci ho impiegato quasi 3 episodi a capire che i poteri derivano esclusivamente dai loro canti, che è anche alquanto limitante, ma vabbhè… Tra l’altro hanno solamente una manciata di poteri: il canto che genera delle raffiche di vento, il blocco delle serrature, la guarigione e il poter volare grazie alla Salva però. Ed anche le storie delle vecchie battaglie sono raccontate un po’ a casaccio.

E poi non ho capito se esistono altre streghe al di fuori di loro americane. Mi pare nel 3° episodio fanno cenno ad un gruppo in Est Europa, però poi parlano di missioni in giro per il mondo, boh…

Le streghe/linfa vitale del Generale sono alquanto inquietanti.

Fotografia stupenda. Sigla interessante ed accattivante.

La linea temporale è confusa. Non si capisce bene da quanto tempo stiano al campo, quindi molte situazioni e reazioni risultano strane.

L’avviso con il numero tipo Telefono Amico per i suicidi è una buona iniziativa. Non è molto inerente pperché tutti i suicidi avvengono per induzione non controllabile dal povero malcapitato, però è buono che comunque venga pubblicizzato in un prodotto televisivo rivolto ad un pubblico molto giovane.

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Ed ora i dettagli:

Il primo episodio è molto lento per i miei gusti. Però c’è una buona descrizione delle 3 protagoniste ed è abbastanza intrigante.

Il secondo è praticamente un continuo. Che Scylla avesse dei doppi fini lo avevo intuito dal primo momento in cui l’ho vista, però non si sa bene lo scopo finale del suo avvicinamento a Raelle quindi si crea suspance.

Nel terzo arrivano i maschi e la cosa mi ha fatto un po’ storcere il naso dato che era partita come una serie tutta al femminile, con ragazze forti, indipendenti e “salvatrici”, ma con il loro arrivo ci spiegano che sono loro ad incrementare i poteri delle streghe grazie all’attrazione sessuale. Cosa abbastanza incoerente dato che hanno incluso addirittura come protagonista una lesbica. E poi non mi è piaciuto il messaggio lasciato passare che le donne hanno comunque bisogno degli uomini e non solo per forgiare le armi, ma proprio per aumentare il loro potere. Era partita molto bene, ma in questo caso ha fatto uno scivolone bello e buono.

Quarto: la scena del ballo è stata di un cringe assurdo. Ma poi la capa dice a Tally che ballando sscoprirà cosa davvero desidera ed infatti finisce col tizio. Che io avrei mollato lì dopo averlo visto flirtare con un’altra ad un evento dove partecipavano tutti dopo addirittura che si era quasi dichiarato per me, ma vabbhè… Comunque alla fine Raelle conclude la danza con un ragazzo e non è nemmeno il tizio gay, quindi?

Del quinto mi è piaciuto il rito del matrimonio, tranne la parte iniziale che sembrava una marcia militare, ma la parte orale è stata bella. Anche interessante che duri solo 5 anni. Avrei voluto sapere perché. La morte della sposa era abbastanza prevedibile, almeno per me, tutta quella scena sul rimanere da sola puzzava alquanto. Ed infatti… Mi sa che vedo troppi gialli/thriller.

Sesto: ma il marchio che hanno le streghe non è uguale per tutte? A me è sembrato che quello di Tally fosse identico a quello di Abigail, per cui ora perché la madre di quest’ultima se ne esce che ogni stirpe ha il proprio? Il simil fungo è alquanto inquietante. Ah, ed avevo anche capito che Scylla non era morta, ma l’avevano fatta prigioniera. Dopo la rivelazione di Tally era il minimo.

Settimo: io non ce la faccio più del teen drama. Avrei preso Raelle a sberle. Non voleva entrare nell’esercito, ma ha risposto alla chiamata, poi voleva andare subito in battaglia per praticamente suicidarsi e non si fida mai di nessuno. Se vuole può benissimo andarsene che sta diventando una palla al piede per le sue compagne di brigata alle quali non porta il minimo rispetto. Mi piace il fratello della bimba malata ed il rapporto che sta instaurando con Abigail, sembra stia scalfendo la sua corazza emotiva. Come nell’episodio precedente aveva fatto la tipa che la madre aveva messo a sua guardia del corpo che però è sparita. La bimba invece è inquietante, spero sia la “malattia” a farla agire così. Scylla non meriterà la tortura, nessuno merita di essere torturato fisicamente e psicologicamente, ma santarellina non è per nulla.

Ottavo: finalmente Tally rivela a Raelle cosa ha scoperto, anzi è proprio quest’ultima a leggerlo nei suoi pensieri e che fa? Le dà della bugiarda invidiosa. Certo, continuiamo a credere ad una che non si è mai aperta con te veramente invece che alla tua collega di brigata che metterà la sua vita nelle tue mani in battaglia. Poi Tally, potevo capire se fosse stata Abigail, ma Tally è sempre stata carina con lei e Scylla. Finalmente un po’ di azione. Voglio saperne di più sulla time line della lavagna. Molto interessante.

Continuo a non capire se ci siano altre streghe, magari avversarie, nel mondo. L’addestramento/missione di questo episodio implicherebbe di sì. Ma la questione della bimba? Perché è stata accantonata così?

Nono: mi ha dato un po’ di riempitivo. La Alder è un po’ ambigua a volte. La bimba continua ad essere terrificante.

Decimo ed ultimo: io non capisco mai quando gli scrittori fanno ribellare i soldati. E’ incoerente. E’ vero che puoi essere o meno in accordo con gli ordini ed il loro svolgimento, ma da soldato devi solo che eseguire e se non ti aggrada non fai quella scelta di vita. In questo caso Tally è stata particolarmente colpita dal fatto che aveva individuato degli innocenti all’interno del camion e lo hanno totalmente e deliberatamente ignorato, ma è così che va. E’ entrata in un esercito, non al campo scout. Che poi fa tante storie e comunque ci rimane male se non è entrata al College. Mah… Ed alla fine addirittura sacrifica la sua vita per colei che diceva di detestare. Pensavo che Anacostia si fosse fusa il cervello liberando Scylla ed invece l’ha usata per scoprire la base della Spreed, brava! Che la madre di Raelle fosse ancora viva lo avevo capito da quando il padre le ha detto che aveva lasciato l’amuleto a casa prima di partire per la missione che poi l’ha uccisa. Ma se vuole la figlia perché non se l’ andata a prendere da sola? Spero ce lo spieghino nella prossima stagione. Bello il finale con Abigail che si sacrifica anche se il bimbo che scende dall’elicottero e non vuole più risalire è stata un escamotage un po’ banalotto e stupido dato che Raelle poteva caricarselo in spalla invece di perdere tempo a cercare di convincerlo. Ma poi cosa significa quella scena in cui loro camminano ed il terreno cambia al loro passaggio? Ed i nuovi cattivi? Mai sentiti prima, ma sono i nemici giurati delle streghe da praticamente sempre.

Quindi una seconda stagione è obbligatoria. Spero ci chiariscano le cose in sospeso e ci sia meno teen drama.

Mchan

Sanditon

Anno: 2019

Paese: Uk

Episodi: 8, una stagione, conclusa, forse

Genere: letterario, costume, sentimentale, drammatico

Soggetto: omonimo romanzo incompiuto by Jane Austen

Ideatore: Andrew Davies

Cast: Rose Williams, Theo James, Kate Ashfield, Crystal Clarke, Kris Marshall, Turlough Convery, Jack Fox, Alexandra Roach, Lily Sacofsky, Charlotte Spencer, Mark Stanley, Anne Reid, Leo Suter

Trama: Charlotte, una giovane proveniente da una famiglia umile e di campagna, viene invitata a stare a casa di una coppia di Sanditon, un paesino sulla costa che è in fase di crescita. Qui incontrerà molte persone diverse.

Dato che l’omonimo romanzo incompiuto di Jane Austen conta 11 capitoli, poco più di 120 pagine, gli sceneggiatori sono andati molto di fantasia per cui avremo solamente il luogo ed i personaggi menzionati dall’autrice, mentre la trama probabilmente e giustamente non ha molto a che fare con il romanzo originale.

Sinceramente trovo che gli episodi durino un po’ troppo.

Già nel primo troviamo praticamente tutta la trama di quel poco che ci è arrivato del romanzo originale. Avrei preferito che i personaggi fossero presentati un po’ meglio, anche perché si è andati a perdere tutta la caratterizzazione dei fratelli di Mr. Parker (una sorella è stata totalmente eliminata, ma può anche andare), mi riferisco a quelli che vengono ritratti come malati cronici, ma comunque sempre al centro di qualche opera che sia benefica o favori ad amici di amici. Ed andando avanti non migliora, questo tratto del carattere dei fratelli Parker è solo poco più di un accenno, quando invece era la caratteristica principale.

Il personaggio di Theo James, Sidney, nel romanzo è stato solamente accennato quindi hanno dovuto “inventarselo” da zero, ma trovo che lo abbiano reso troppo simile a Mr. Darcy. E di Mr. Darcy ce ne è solo uno. Anche se Theo ha il suo perché 😜

La sua scena di nudo ci poteva stare. Quella degli altri, al mare con altre persone, un po’ di  meno.

Ho paura che anche Charlotte diventi troppo Elizabeth Bennet con l’andare avanti della narrazione. E su di lei il suo carattere non penso che vada bene. Charlotte proviene da una famiglia modesta e molto numerosa, mi piacerebbe rimanesse ingenua e sognatrice.

Mi è piaciuta l’amicizia con Miss Lambe, almeno all’inizio. Ma in generale il suo personaggio è abbastanza noioso, nonostante sia la protagonista principale.

A proposito di Miss Lambe mi è dispiaciuto che sia stata praticamente messa da parte negli ultimi due episodi. A parte un leggero flirt con Arthur Parker, spento praticamente sul nascere, è stata lasciata dietro le quinte. Anche Charlotte non l’ha più frequentata. Al contrario la sera dell’ultimo ballo è andata a consolare Miss Esther Denham, con la quale ha scambiato sì e no due parole nei primi due episodi e poi più nulla.

Lady Denham è odiosa. Ma è tipico di chi è ricco ed avanti con l’età dire tutto quello che gli passa per la mente senza stare a pensare che potrebbe essere offensivo ed inappropriato.

I fratelli Denham sono ambigui, ma è stato spiegato praticamente subito che non sono davvero fratello e sorella (sono i figli del primo matrimonio dei loro genitori, fratellastri grazie al secondo), quindi non capisco lo stupore dei commenti su di loro. A volte penso che la gente non segua davvero ciò che accade sullo schermo perché molti commenti sono evitabili (parlo in generale, mi è capitato spesso di trovare gente che chiede spiegazioni su questioni facili da comprendere o comunque spiegate benissimo da frasi o dialoghi dei diretti interessati). Tuttavia tra i due lei è decisamente meglio descritta. Ed ha rubato la scena alla protagonista essendo molto più interessante e complessa, nonché con una storia d’amore, seppure troppo frettolosa, decisamente più emozionante. A parte il fatto che secondo me sia esteticamente stupenda. E poi Mr. Babington è adorabile.

scusate la sfocatezza dell’immagine, ma di meglio non ho trovato

Anche Clara è stata resa ambigua. Anche se il suo personaggio nel romanzo non è ben delineato, ma a me non è sembrato che la Austen volesse andare in questa direzione. Tuttavia nella trama generale della serie tv ha il suo perché.

Mr. Stringer è carino, ma sinceramente non mi sa di nulla. Se gli avessero dato dei dialoghi e delle situazioni un po’ più considerevoli forse sarebbe stato un buon antagonista per il cuore di Charlotte, ma a parte sguardi dolci e languidi non fa e non mi dice nulla.

Non concordo con chi ha detto che nel quarto episodio, durante un loro litigio (molto stile Elizabeth/Darcy) Sidney abbia esagerato. Sinceramente a me è parsa Charlotte partire in quarta contro di lui basandosi solamente da ciò che ha sentito da terze persone che avevano anche un buon motivo per denigrarlo, proprio in pieno stile Pride&Prejudice. Invece la faccenda della schiavitù era un buono spunto che purtroppo è stato lasciato appeso.

Il personaggio di Lady Susan, introdotta a praticamente due episodi dalla fine, potevano evitarselo. Tra l’altro a me è sembrata solo antipatica e pettegola. È andata fino a Sanditon solamente per farsi i fatti di Charlotte, che da cretina quale è ha raccontato cose sue intime alla prima che ha incontrato ad un ballo. In un’epoca in cui non si dicevano certe cose nemmeno alle sorelle, mah… Tuttavia mi è piaciuto che si sia tenuto il modo di fare dell’epoca per la maggior parte delle situazioni.

Il finale è stato a dir poco orrendo, soprattutto se non si aveva la certezza del rinnovo. Come situazione è molto verosimile di quel periodo (la maggior parte delle persone non si sposava per amore, ma per interessi), però è venuto a mancare lo spirito di Jane Austen che ha sempre dato un lieto fine a tutti i suoi protagonisti principali. E comunque non mi è  piaciuto nemmeno il fatto che lui l’abbia rincorsa solo per farsi dire di non essere odiato da lei.

Ora pare che il rinnovo sia arrivato, ma sinceramente non so cosa aspettarmi dalla seconda stagione. Avrei preferito un paio di episodi in più che un’intera stagione. Sicuramente troveranno il modo di liberare Sidney dal fidanzamento con Lady Campion, ma come? A me piacerebbe se invece continuassero su questa via e Charlotte finisse con Mr. Stringer (sorry Theo 😜) ed approfondissero il futuro di Miss Lambe. O magari si saltasse di un anno ed arrivasse una delle sorelle di Charlotte a Sanditon per l’estate. In fondo si chiama Sanditon, quindi il protagonista deve essere il luogo.

Costumi e location bellissimi. Magari la fotografia è un po’ triste, con colori spenti e luci sul seppia, ma in generale è stata conservata l’atmosfera dell’epoca.

L’unica location che non mi è piaciuta è stata Trafalgar House, ossia la casa di Mr. Parker dato che nel libro era descritta come una residenza su di una scogliera mentre è stata resa come una casa in pieno paese, con gli edifici ai lati e di fronte distanti pochi metri. Addirittura il cantiere è poco lontano.

Altra cosa che mi è piaciuta è stato l’introduzione di usi e costumi dell’epoca diversi dal solito thè e/o ballo.

Mchan

Ps: Crystal Clarke aka Miss Lambe nella realtà è così:

Perché nella serie è così?

My lovely song 2

Questa canzone è abbastanza datata e sicuramente l’avrò sentita in precedenza, ma non avevo dato molta importanza al testo. Quest’anno l’ho ascoltata in una serie tv con i sottotitoli per cui ho potuto comprendere meglio il testo e mi è piaciuto moltissimo.

La serie tv è Zoey’s Extraordinary Playlist. In rete ho letto che è stata usata anche in un’altra serie tv: How I met your mother.

Vi lascio il link video sia dell’originale che della versione nelle due serie tv.

I’m gonna be (500 miles) by The Proclaimers  testo

When I wake up, well I know I’m gonna be,

I’m gonna be the man who wakes up next you

When I go out, yeah I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who goes along with you

If I get drunk, well I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who gets drunk next to you

And if I haver up, yeah I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who’s havering to you

But I would walk 500 miles

And I would walk 500 more

Just to be the man who walks a thousand miles

To fall down at your door

When I’m working, yes I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who’s working hard for you

And when the money, comes in for the work I do

I’ll pass almost every penny on to you

When I come home (when I come home) well I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who comes back home to you

And if I grow-old (when I grow-old) well I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who’s growing old with you

But I would walk 500 miles

And I would walk 500 more

Just to be the man who walks a thousand miles

To fall down at your door

Da da da (da da da)

Da da da (da da da)

Da da da dun diddle un diddle un diddle uh da

Da da da (da da da)

Da da da (da da da)

Da da da dun diddle un diddle un diddle uh da

When I’m lonely, well I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who’s lonely without you

And when I’m dreaming, well I know I’m gonna dream

I’m gonna dream about the time when I’m with you

When I go out (when I go out) well I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who goes along with you

And when I come home (when I come home) yes I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who comes back home with you

I’m gonna be the man who’s coming home with you

But I would walk 500 miles

And I would walk 500 more

Just to be the man who walks a thousand miles

To fall down at your door

Da da da (da da da)

Da da da (da da da)

Da da da dun diddle un diddle un diddle uh da

Da da da (da da da)

Da da da (da da da)

Da da da dun diddle un diddle un diddle uh da

Da da da (da da da)

Da da da (da da da)

Da da da dun diddle un diddle un diddle uh da

Da da da (da da da)

Da da da (da da da)

Da da da dun diddle un diddle un diddle uh da

And I would walk 500 miles

And I would walk 500 more

Just to be the man who walks a thousand miles

To fall down at your door

Mchan

LoveLife

Anno: 2020

Paese: Usa

Genere: drama, sentimentale, commedia

Episodi: 10, 1 stagione, in corso

Ideatore: Sam Boyd

Cast: Anna Kendrick, Zoe Chao, Sasha Compre, Peter Vack, Lesley Manville (narratore)

Trama: la vita amorosa e non di una ragazza, Derby, dal 2012 ai giorni nostri.

Confesso di averla iniziata solo per Anna Kendrick, ma non mi ha deluso affatto, nè lei nè la trama. Ogni episodio percorre all’incirca un anno della vita della protagonista che si destreggia tra amori ed ambizioni lavorative. Vengono esplorate anche le vite dei suoi più cari amici ed il rapporto che li lega.

Le uniche cose che non mi sono piaciute sono state: la scena finale del primo episodio, troppo rivelativa del futuro della protagonista, ed il finale.

Il penultimo episodio è stato dolceamaro, ma veritiero. Spesso e volentieri idealizziamo un amore, specialmente se siamo stati lasciati, e tendiamo a rincorrerlo per poi accorgerci solo in seguito che non era poi così perfetto. Oppure che siamo cambiati, sia noi che lui, e quello che ci attraeva all’epoca dopo anni non ci attrae più, od ancora che ciò che è diventato è troppo lontano dal nostro essere e/o vivere.

L’ultimo episodio invece è stato un po’ insensato. A parte che viene a conoscenza del matrimonio di quella che era la sua migliore amica solo tramite l’arrivo della partecipazione, ma poi per tutto l’episodio sembra che sia tornata indietro per quanto riguarda la carriera. In teoria era una responsabile del settore e continua a vivere in un micro appartamento ed a non potersi permettere una babysitter per il figlio (per non parlare di un taxi) dato che se lo trascina in giro per la città. Ora, io capisco che New York sia una città abbastanza cara, ma allora spostati un po’ più in periferia, dove ci sono anche più scuole abbordabili da quanto ho capito, invece di andare in giro con un passeggino comunque troppo ingombrante per  l’età del bambino (ad un anno ancora con la navetta). E vogliamo parlare del fatto che beva moltissimo nonostante stia continuando ad allattare? Io gli americani non riesco a capirli. Non hanno una via di mezzo per certe questioni. In alcune serie le gestanti vengono demonizzate anche se solo si avvicinano ad un bicchiere di vino per via della frequente sindrome del feto alcolico, a volte si fanno anche commenti negativi sui genitori che bevono un bicchiere di vino a cena con i figli alla stessa tavola (assurdo), mentre qui abbiamo una madre che allatta ancora che beve di tutto e di più. Mah…

Anche l’ultimo monologo della voce narrante mi ha trovata in disaccordo. Perché se da una parte è vero che l’amore non è solo farfalle nello stomaco e fuochi artificiali, dall’altra è anche sì vero che non può essere semplicemente sentirsi a proprio agio mentre si passeggia con una persona. Ci vuole un compromesso.

E’ stata confermata una seconda stagione, ma già hanno specificato che cambierà la protagonista. Quindi rimarrà solo il format. Non mi pare una cattiva idea dato che il personaggio di Darby ha dato tutto quello che doveva dare (c’è stato addirittura un flashback del suo amore liceale). Però mi piacerebbe che si rimanesse nello stesso ambiente. Che si vada ad esplorare più dettagliatamente la vita di un altro personaggio già conosciuto in questa stagione. Tipo uno degli amici di Derby, in modo che Anna potrebbe anche fare una piccola apparizione ogni tanto.  

Mchan

Lovesick

Anno: 2014 – 2018

Paese: Uk

Genere: drama, sentimentale, commedia

Episodi: 22, 3 stagioni, conlcusa

Ideatore: Tom Edge

Cast: Johnny Flynn, Antonia Thomas, Daniel Ings, Joshua McGuire, Hannah Britland

Trama: Dylan è un ragazzo quasi trentenne che scopre di essere affetto da clamidia. Il dottore gli consiglia di contattare le sue passate partner sessuali per informarle. Dylan stila una lista in ordine alfabetico ed inizia ad informarle, iniziando così anche un “viaggio” nei ricordi.

Questa serie non mi ricordo chi me l’abbia consigliata, ma è stata davvero piacevole da guardare. Leggera, romantica, divertente, ma con delle situazioni verosimili. Certo, ad un certo punto diventa un pochino ripetitiva, ma gli episodi durano una mezz’oretta scarsa e volano via. La scusa della clamidia, è appunto una scusa. Alla fine la trama di ogni episodio si concentra sulla storia dei tre amici: Dylan, Evie e Luke (+ Angus). Con vari flashback si torna indietro nel tempo e si scopre come sono arrivati fino a quel punto del presente.

La terza stagione mi è piaciuta di meno rispetto alle precedenti perché l’ho trovata a volte no sense ed il filo che accompagnava tutte le puntate, la ragazza da informare, si è andato a perdere.

Il finale poi, è stato davvero scialbo. Non so se si aspettavano una conferma per la quarta stagione, che non è arrivata, ma far venire tutti quei complessi ad Evie solo per aver visto il suo amore del college (tra l’altro sposato e con figlio) è stato un grosso What???

Che poi quel “ti amo” di Dylan sul finale io non l’ho trovato chissà che rivelazione/dichiarazione dato che lo aveva detto anche alla ragazza precedente.

Per non parlare di Luke che passa tutto il tempo a relazionarsi con le ragazze con cui ha avuto un’avventura (a che pro? Erano sue compagne di università, se volevano delucidazioni potevano chiederle prima, sapevano dove trovarlo) per poi finire a scoprirsi innamorato della sua copia al femminile che però di lui non ne vuole sapere, fino a cambiare idea giusto nel finale.

Non ci siamo proprio. Avrei sperato in un finale più coinvolgente, ma in generale tutta la seconda parte di stagione è stata in calando.

In molti lo hanno paragonato ad How I met your mother e forse sì, un po’ lo ricorda, ma qui non c’è alcunissimo mistero su chi sia il grande amore del protagonista dato che viene rivelato praticamente subito.

Sicuramente il cambio di titolo ha giovato, perché Scrotal Recall non si poteva sentire.

Il mio personaggio preferito è stato Luke. Bel percorso, personaggio ben scritto, simpatico e tenero allo stesso tempo.

La migliore interprete secondo me è stata Antonia Thomas nei panni di Evie. A parte che è davvero bellissima, ma è anche molto espressiva e si riusciva a capire ogni emozione anche solo dallo sguardo.

Il personaggio che ho amato di meno è stato proprio il protagonista. Johnny Flynn è un bel ragazzo, il suo sguardo da cucciolo è tenerissimo, ma Dylan è proprio il classico ragazzo che si fa andar bene tutto basta non gli si richieda alcun impegno.

Si innamora di ogni ragazza che frequenta, anche solo per un paio di giorni. A questo punto meglio Luke che ammette subito di voler farci sesso e basta con le ragazze che conquista.   

Mchan

Ps: il murales di piastrelle con disegnata sopra la mappa dell’Europa del locale dove vanno di solito a prendere il caff Dylan & Luke è bellissimo!

The Wilds

Anno: 2020

Paese: Usa

Episodi: 10, 1 stagione

Genere: teen, drammatico, thriller, avventura

Ideatore: Sarah Streicher

Cast: Sophia Taylor Ali, Shannon Berry, Jenna Clause, Reign Edwards, Mia Healey, Helena Howard, Erana James, Sarah Pidgeon, Rachel Griffiths

Trama: 8 adolescenti provenienti da parti diverse degli Stati Uniti si ritrovano su di un’isola deserta dopo essere state vittime di uno strano incidente aereo di cui nessuna ricorda qualcosa. Dovranno imparare a collaborare ed a fare i conti con i propri “demoni”, mentre qualcuno le osserva.

Ho letto che sarebbe una sorta di Lost in chiave teen, non avendo mai visto il primo non posso pronunciarmi in merito, quindi posso esprimermi senza alcun pregiudizio.

Il pilot non è male, a parte il fatto che sia raccontato dalla ragazza più noiosa e fastidiosa del gruppo. Vi annuncio che io Leah non l’ho sopportata fin dal primo episodio e più si va avanti più mi sta antipatica. Soprattutto perché gli sceneggiatori ne hanno voluto fare la tipa più intelligente e perspicace del gruppo. A me sembra solamente la tipica adolescente che non ha mai avuto un problema in vita sua e che appena ne ha uno, tra l’altro stupidissimo come l’essere lasciata dal tizio di cui si era invaghita, ne fa un dramma a livelli altissimi. Ed il bello è che fa pure la morale alle altre. Mi dispiace ma non sono proprio riuscita ad empatizzare con lei, perché anche se cerco di ricordarmi che ha 16 anni, è comunque petulante con la sua storia che a confronto con le altre è tipo l’avere un’unghia incarnita. Tra l’altro trovo stupido che le adolescenti statunitensi non conoscano le basi delle leggi del loro Paese. Sanno che a 16 anni possono guidare, a 21 possono bere e non che se anche uno ha appena compiuto 18 anni e l’altro partner ancora è minorenne i genitori di quest’ultimo, se sono particolarmente bastardi, possono denunciare il primo di aggressione sessuale e questo sarà marchiato a vita da questa denuncia andando dritto nell’elenco dei maniaci sessuali consultabile da chiunque. Dicono tanto che Law & Order: SVU sia uno dei telefilm più visti negli Usa, ma non dagli sceneggiatori di tutte le altre serie tv che non siano prodotte da Dick Wolf. Tra l’altro il tizio in questione di anni ne ha anche ben più di 18, sulla trentina, quindi è normalissimo che appena ha saputo la vera età della ragazza sia fuggito a gambe levate. Ma poi vogliamo parlare del pesciolino rosso con manie di suicidio? Ma davvero? Tralasciando tutta la parte che riguarda Leah, la puntata è intrigante e ti fa venir voglia di proseguire.

Come si presagiva dal pilot le altre ragazze hanno dei background molto più interessanti.

Più specificatamente Rachel è un’atleta a livello agonistico quasi qualificata per le Olimpiadi che ha dei problemi con il suo fisico (non consone alla disciplina di tuffatrice) e per questo vittima di controllo dell’alimentazione, nonché in perenne competizione con la sorella intellettualmente più avanti. Nora è la sua sorella gemella, molto intelligente ma anche lei si sente trascurata dai suoi genitori per via dei traguardi sportivi dell’altra. Martha è una nativa americana molto insicura ed un po’ ingenua che poi si scopre aver presumibilmente subito degli abusi sessuali dal suo fisioterapista. Tony è lesbica, ha la madre in riabilitazione quindi è in una famiglia affidataria e dei problemi con il controllo della rabbia. Dot ha appena perso il padre che ha accudito praticamente da sola ed a cui ha dovuto praticare l’eutanasia per via della malattia degenerativa incurabile. Shelby proviene da una famiglia profondamente religiosa che la vuole sempre perfetta ed è una lesbica repressa. Fatin è un prodigio della musica classica con una madre oppressiva ed un padre fedifrago.

Nella seconda puntata la narrazione passa a Rachel. Ecco, questo fatto che in ogni episodio i fatti siano raccontati da una ragazza diversa non mi ha convinto molto. Prima di tutto perché falsa abbastanza l’arco narrativo. Nel senso che non è che i fatti siano raccontati da un altro punto di vista, ma rimangono gli stessi. La trama prosegue e cambia il punto di vista e ti ritrovi, magari un po’ più avanti, a conoscere il background di una ragazza ma solo tipo dopo due settimane che sono naufragate. Come se prima tutte le sue emozioni, i suoi “demoni”, fossero stati congelati. Soprattutto quando ad un certo punto, al quinto episodio, si torna da Leah e poi si prosegue con Janette (ossia il pre naufragio pilotato) e Shelby. Se devi far conoscere una ragazza alla volta almeno finisci il giro prima di tornare da una che abbiamo già sentito. Tra l’altro negli episodi di Rachel e di Tony si fa cenno alla sorte rispettivamente di Nora e Martha (ne parlano al passato, come se fossero morte), ma per vedere effettivamente cosa è capitato loro si è dovuto aspettare ben fino al penultimo episodio.

Nell’episodio di Rachel c’è anche uno spoiler enorme: si vede che le hanno dovuto tagliare una mano. A parte lo spoiler troppo anticipato secondo me (siamo alla seconda puntata), non è neanche molto verosimile che l’arto le si sia cicatrizzato così perfettamente dopo circa un solo mese.

Altra cosa strana il fatto della protesi di Shelby. A parte tutta la sua famiglia abbastanza ipocrita. Una famiglia cristiana con un capofamiglia fissato con l’aspetto fisico e che fanno partecipare la figlia ai concorsi di bellezza, però poi le fanno la morale sul fatto che si deve accettare per come è dato che è così che l’ha voluta Dio. Praticamente un ossimoro. Ma tornando alla protesi. Probabilmente il fatto che il dentista abbia loro consigliato di aspettare la maggiore età perché magari sarebbero usciti i denti del giudizio ed il palato sarebbe cambiato ci sta pure, ma che l’operazione sarebbe stata dolorosissima è un po’ una fandonia. Oppure loro non credono e non vogliono l’anestesia. No, perché mio cugino è dentista ed è andato proprio in Usa a studiare il nuovo metodo di impiantologia delle protesi e non è così terrificante come hanno fatto credere loro. Costa parecchio, ma è un’operazione fattibilissima.

Poi non ho capito il senso di mettere all’inizio dell’episodio la scritta che ci sarebbero state immagini possibilmente sensibili riguardanti il suicidio di un’adolescente (facendomi stare in ansia tutto il tempo per le sorti delle ragazze che non avevano ancora parlato) dato che l’unico suicidio che c’è stato è accaduto off-screen. E non mi è affatto piaciuto che non sia stato minimamente analizzato, è stato fatto passare come una notizia generica e non come una tragedia per poi mettere la scritta a fine episodio di contattare degli specialisti se si hanno di questi pensieri o si conoscono persone che li hanno. Io penso che di certi argomenti o si parla bene o si evita, non si può buttare lì una questione così delicata tanto per e poi passare oltre.  

Idem per quanto riguarda la storia di Martha che addirittura scompare, e probabilmente muore addirittura, ma senza farci vedere nulla o farci sapere nulla. C’è solo una scena nella quale si parla di una possibile denuncia da parte dei suoi genitori e di una scatola dove vengono riposte le sue cose.

Tralasciando il fatto che Shelby alla fine del suo episodio voglia vedere Leah quando non se l’è minimamente calcolata per tutto il tempo in cui sono state sull’isola. Volevano mettere di nuovo Leah in primo piano facendole arrivare il bigliettino con la scritta che aveva ragione, ma lo hanno fatto con la ragazza sbagliata. Shelby è sempre stata a contatto solo con Martha, Tony e Dot, con lei ci avrà scambiato sì e no due parole, l’ho trovato proprio insensato come gesto.

In generale l’ultimo episodio è strutturato malissimo secondo me. Ci sono tantissime domande aperte, l’unica ragazza che riappare è come al solito Leah, le altre non si capisce che fine abbiano fatto e perché non si ribellino all’essere praticamente imprigionate da circa un mese. Nessuna che indaghi sul perché vengano interrogate su ciò che è successo sull’isola quando la priorità doveva essere solo il motivo per cui sono finite lì, cosa abbiano fatto fino all’arrivo dei “soccorsi” non penso che sia così vitale per le indagini di polizia, no? Soprattutto le loro cose più intime. Nessuna poi che chieda di parlare con i genitori. Viene detto loro che non possono vederli perché si trovano su suolo straniero per cui ci sono delle pratiche burocratiche da sbrigare, ma almeno una telefonata a mammina e papino vogliamo fargliela fare? Va bene che la maggior parte di loro non ha buoni rapporti con i genitori, ma dopo un fatto del genere un minimo di voglia di sentirli e dir loro che si sta bene dovrebbe esserci. Diciamo che la caratterizzazione delle adolescenti, in quanto proprio adolescenti, lascia un po’ a desiderare. Sono teenager solo quando fa comodo loro, altrimenti sono dei geni in ogni disciplina.

Poi ci sta che si voglia lasciare il finale aperto per una seconda stagione, ma in questo caso è fin troppo aperto. Anche perché mi pare di aver capito che la riconferma  arrivata solamente una volta messa in onda per cui non era scontato un seguito, quindi od avevano filmato un finale alternativo più concludente oppure avrebbero lasciato il tutto in questo modo che non è assolutamente soddisfacente.  

La tizia dietro il tutto, Gretchen Klein, è abbastanza psicopatica, ma io adoro Rachel Griffiths e l’ho trovata come al solito bravissima. Quello che ho trovato abbastanza sconclusionato è stato il suo discorso per “reclutare” Nora. Va bene che stiamo sempre parlando di adolescenti abbastanza condizionabili, anche se fatte passare per intelligentissime, però era davvero assurdo. Parlava del potere del patriarcato partendo dalla cultura della confraternita. Non vorrei essere pignola, ma le confraternite esistono anche in versione femminile e non sono meno inquietanti e/o bullizzanti. Ed è comunque strambo perché Nora ha una famiglia amorevole, dove il padre non è un dittatore, è intelligente e potrebbe ambire ad un futuro appagante senza troppi problemi, quindi questa cosa della questione “femminista” non l’ho capita. Potevo capirla più con soggetti come Fatin o Shelby, abbastanza represse e “maltrattate” dalla figura paterna.

Ricapitolando: penso che il concept sia buono, le protagoniste tutto sommato mi sono piaciute (a parte Leah, ma ci può stare, alla fine è una su 8), le storie personali sono abbastanza verosimili, il problema è nel finale e nel senso che si è voluto dare a tutto il percorso. E’ come se fosse venuto fuori a casaccio. Gli autori hanno avuto questa idea del naufragio indotto di un gruppo di adolescenti con varie problematiche seguite tipo Grande Fratello, ma poi non hanno saputo dargli un senso reale oltre al “esperimento socioculturale” campato in aria. Peccato.

Vedrò la seconda stagione? Probabilmente. Se non altro per capire che fine hanno fatto le due ragazze che non si sono più viste, anche se ho la sensazione che si concetreranno sul secondo naufragio (quello dei maschi) e su Leah la super intelligentona che risolverà il mistero.

Mchan

Profilage

Anno: 2009 in corso

Paese: Francia, Belgio

Genere: crime

Episodi: 102, 10 stagioni

Ideatori: Fanny Robert & Sophie Lebarbier

Cast: Odile Vuillemin, Guillaume Cramoisan, Philippe Bas, Jean-Michel Martial, Vanessa Valence, Raphael Ferret, Juliette Roudet, Sophie de Furst, Diane Dassigny

Questa serie francese giunta alla decima stagione parla di una criminologa che si trova a collaborare con una squadra omicidi. Questa serie mi è piaciuta molto, nonostante un po’ di difetti verso la fine del primo arco narrativo. Il personaggio principale è carismatico e funziona. L’attrice è bravissima. All’inizio è davvero molto sopra le righe, ma funziona perché è comunque empatica. I suoi outfit sono strambi, ma hanno un loro senso e mi piace che riutilizzi gli stessi capi anche nelle stagioni successive. La sua storia personale è intrigante, anche se un po’ inverosimile, viene rapita più volte ed ad un certo punto le viene riscontrata la schizofrenia dalla quale si cura a tratti, od almeno è quello che ci fanno vedere. Fortunatamente evitiamo la relazione con il partner poliziotto, che altrimenti sarebbe stata un cliché, ed abbiamo in cambio un vero rapporto di amicizia (secondo me il più bel rapporto d’amicizia tra un uomo ed una donna all’interno di una serie televisiva, mai scalfito da un’attrazione reciproca o flirt). In alcune stagioni i casi di episodio sono stati meno consistenti per dare spazio alla trama orizzontale, ma in linea di massima ogni stagione ha sempre avuto una media molto alta. Ripeto: uniche pecche le storie un po’ ripetute (la prima protagonista è stata rapita due/tre volte), il finale di stagione quasi sempre con un probabile morto e poi il cambio di protagonista. Niente contro il nuovo personaggio, anche se carismaticamente parlando dieci spanne sotto l’altra, ma il fatto che anche lei abbia una miriade di problemi personali, con altrettanti rapimenti, la fa diventare una sorta di brutta copia della precedente. I comprimari hanno delle solide trame personali, oltre che personalità ben delineate. Anche se il personaggio dell’informatico è un po’ troppo fuori di testa. Lo fanno innamorare della collega, poi della sorella di questa ed infine della figlia. Ed il tutto senza mandarlo in terapia nemmeno per una seduta. Hanno sviluppato bene anche il personaggio della sorella della poliziotta che all’inizio è solo una comparsa tanto per creare un po’ di movimento nella vita della tipa, ma poi diviene protagonista ufficiale con una trama credibile e non solo come toppa per la dipartita dell’altra.

Il finale della penultima stagione non l’ho capito molto bene. Non ho compreso se la protagonista sia morta o meno. Spero in una delucidazione all’inizio della stagione seguente. Io posso capire che le attrici interpreti delle protagoniste si possano stufare di dover recitare sempre lo stesso personaggio e quindi decidere di lasciare la serie, però dopo tutte le varie peripezie che il personaggio ha affrontato, e soprattutto dopo che all’inizio della stagione era già fuori dalla squadra, in un’altra città con un’altra vita e nonostante sia tornata, falla morire non la trovo una grande idea. Nemmeno far arrivare una nuova criminologa donna sinceramente. Ecco, questo riciclaggio di idee mi fa storcere un po’ il naso e desistire dal proseguire la visione.

Edit: ho scoperto ora che il finale è volutamente aperto poiché l’attrice che interpreta la protagonista non solo ha deciso di lasciare la serie, ma voleva anche che il personaggio morisse per non aver proprio nessuna chance di poter tornare in futuro. Gli autori però non erano d’accordo così hanno creato questo finale aperto ed ad interpretazione, ma sinceramente pure troppo.

Voi l’avete vista?

Fatemi sapere 😁

Mchan

Blue Bloods

Anno: 2010 in corso

Paese: Usa

Episodi: 177, 10 stagioni

Genere: crime, drammatico

Ideatori: Robin Green e Mitchell Burgess

Cast: Tom Selleck, Donnie Wahlberg, Bridget Moynahan, Will Estes, Len Cariou, Amy Carlson, Nicholas Turturro, Sami Gayle, Jennifer Esposito, Marisa Ramirez, Vanessa Ray, Tony Terraciano, Andrew Terraciano, Abigail Hawk, Gregory Jbara, Robert Clohessy, Steven R. Schirripa  

Trama: la famiglia Reagan, di origini irlandesi, ha una tradizione famigliare come componenti del corpo di polizia della città di New York e di domeniche passate insieme. Generazioni e caratteri che si scontrano, ma che si vogliono bene e si rispettano.

Avete presente quando una serie parte bene e poi vi scade? Così è stato con questa. All’inizio è stato interessante vedere come 3 diverse visioni potessero comunque convivere. Le storie personali dei protagonisti. Ma ad un certo punto risulta un bel po’ ripetitivo. Da una parte abbiamo il capofamiglia che è anche capo della polizia di New York, il primogenito è detective, l’unica figlia femmina è procuratore e l’ultimo genito un agente con laurea in giurisprudenza ad Harvard, per questo farà presto carriera.

Gli scontri riguardano sempre padre e figlio maggiore contro figlia. Perché vedono le questioni da due prospettive diverse. I primi sono istintivi e poco diplomatici, mentre lei è più ligia alle regole. L’altro figlio rimane sempre un po’ nel mezzo. A mitigare la situazione, che a volte si fa un po’ pesante, ci pensava la moglie del primogenito finché non hanno deciso di farla morire. Scelta che non ho capito per nulla.

Ma la scelta che mi ha fatto allontanare è stata il far fidanzare il figlio piccolo con la sua partner. A parte la banalità della cosa, ma lei è davvero antipaticissima. Io non l’ho mai sopportata, né da semplice partner né tantomeno da fidanzata. Il loro rapporto è sempre stato un continuo punzecchiarsi ed un continuo voler essere la migliore da parte di lei. Quando poi lo hanno promosso e trasferito, lei ha voluto trasfersi nello stesso distretto (nonstante lo stesso padre di lui, nonché capo della polizia, glielo abbia sconsigliato) e naturalmente hanno dovuto tenere la relazione segreta perché lui era il suo capo. E nonostante lei ribadisca più volte che non vuole favoritismi in quanto fidanzata del figlio del capo assoluto, con i fatti dimostra tutto il contrario. Prima di tutto si reca di continuo in ufficio da lui per fargli conoscere la sua opinione su qualsiasi decisione lui prenda, che è sempre il contrario di quello che pensa lui. E poi gli va a riferire ciò che dicono i colleghi sottoposti (che all’inizio non lo potevano vedere) spronandolo a prendere dei provvedimenti su cose di cui non avrebbe mai dovuto venire a conoscenza. E’ davvero una piattola. Poi, dopo essersi sposati, spingeva affinché prendessero in affitto un appartamento a costo agevolato solo grazie al loro cognome dando contro al neomarito che non ha mai voluto questo tipo di favori. Per non parlare del fatto che voleva farsi aggiungere il cognome di lui dopo il suo. E qui altra incoerenza. Non voleva prendere direttamente il cognome di lui perché voleva essere indipendente (il classico atteggiamento da femminista spicciola), però lo voleva aggiungere. A che pro? Se non vuoi favoritismi questa cosa la eviti. E poi quando il comandante del distretto ha detto loro che essendo sposati dovevano dividersi lavorativamente parlando hanno leggermente storto la bocca. Che pesantezza!

Non credo di aver mai visto un personaggio più fastidioso ed incoerente, forse l’unica che può giocarsela è Iris di The Flash. Per questo da quando è fissa nel cast non riesco più a seguire la serie. Ho anche saltato la puntata con il loro matrimonio. Se la becco in tv e non c’é null’altro ok, altrimenti non mi interessa di saltare degli episodi.

Ultimamente mi sta dando fastidio anche il rapporto tra il capofamiglia e la figlia. Entrambi si scontrano spesso per lavoro, avendo due visioni opposte, ma ci poi si ripercuote anche nella vita famigliare e questa situazione la ripetono in loop. E’ estenuante. Ogni fine episodio sembra che si riappacificano comprendendo che devono tenere fuori il lavoro dal loro rapporto e l’episodio successivo sono da capo a dodici. In teoria i due dipartimenti dovrebbero collaborare e non farsi la guerra.

Anche la situazione più bella di ogni puntata, ossia la scena della tavolata della domenica, man mano che si va avanti con le stagioni è sempre più relegata ad una manciata di minuti a fine episodio se non serve a far scatenare qualche litigio. Peccato.

Nonostante tutto continuo ad amare Tom Selleck nei panni del capo famiglia nonché capo della polizia. Stranamente in questa veste non mi ha fatto rimpiangere affatto i bei tempi di Magnum P.I.   😜😁

Mchan