The summer I turned pretty

Anno: 2022 in corso

Paese: Usa

Episodi: 7, 1 stagione

Genere: drammatico, sentimentale

Soggetto: omonimo romanzo by Jenny Han

Cast: Lola Tung, Jackie Chung, Rachel Blanchard, Christopher Briney, Gavin Casalegno, Sean Kaufman, Alfredo Narciso, Minnie Mills, Colin Ferguson, Tom Everett Scott

Trama: Belly è una sedicenne che passa tutte le estati alla casa al mare della migliore amica della madre che ha due figli più o meno della stessa età. Di uno dei due ha una cotta da sempre e forse questa estate cambierà qualcosa.

Anche se sapevo già essere una serie per adolescenti e volendo vederla giusto per svagare un po’ la mente senza stare troppo a pensare alla trama, sinceramente l’ho trovata un po’ inverosimile in molti aspetti.

Ora, lasciamo stare il fatto che la protagonista sia cambiata fisicamente nel giro di un anno scolastico solo perché ha tolto occhiali e apparecchio, che è abbastanza superficiale come cosa, ma davvero questi ragazzi, nell’era dei social, perché la serie è ambientata ai giorni nostri, non hanno mai avuto interazioni? Eppure passano tutte le estati insieme da praticamente sempre e le loro mamme sono migliori amiche. Mah… Io ricordo che alla loro età con le mie amiche estive (che vedevo solo in estate andando sempre allo stesso posto) durante l’inverno ci telefonavamo ed addirittura scrivevamo lettere. Certo, magari non tutte le settimane, ma almeno una al mese, giusto per rimanere in contatto, e loro, con tutto il vantaggio della tecnologia odierna, non si sono mai scambiati nemmeno un WhatsApp? Ma quanto può essere inverosimile?

Comunque, per favorire la trama facciamo finta che non sia anormale.

Tutti commenti in giro che dicono che Conrad sia un amore tossico (che poi questa parola, tossico, riferita ad una persona e/o relazione secondo me è stra abusata e servirebbe un po’ più di educazione relazionale, altrimenti chiunque abbia dei problemi può essere definito tossico), ma per me l’unica “relazione tossica” che ha la protagonista è quella con la sua migliore amica. Nonostante sia il suo compleanno pretendeva di decidere tutto lei ed alla fine si è pure arrabbiata perché la protagonista si è fatta delle nuove amicizie. Per non parlare di quando la spingeva più verso uno dei due fratelli sui quali era indecisa, usando trucchetti per farli stare insieme durante la partita di beachvolley od addirittura creando su Instagram una pagina dedicata a loro due come coppia. E la madre di lei che la esorta pure a fare pace perché le amicizie sono per sempre mentre i ragazzi passano. Sì, ok, è vero, ma io un’amica del genere preferirei perderla. Soprattutto a quest’età dove è più facile fare nuove amicizie durature negli anni.   

Che poi cosa avrebbe di tossico Conrad? Non è che l’ha illusa, ha giocato con lei o la tratta male (e no, farle qualche dispetto e prenderla un po’ in giro non è trattarla male). Ha fatto il geloso del tipo con cui lei è uscita esattamente come gli altri due ragazzi. Ha i suoi problemi e si vede lontano un miglio, non ha voglia di parlarne e fa lo scontroso come il 90% degli adolescenti maschi.

E poi questo mettere per forza le etichette a tutto e tutti ha anche stancato. E se uno un giorno si sveglia ed ha la luna storta per affari suoi e quindi è scontroso non è detto che sia una pessima persona sempre e comunque. Ci vorrebbe un pochino più di empatia nella vita.

Momento più cringe secondo me è quando lei bacia il fratello minore del tipo che le piace e che l’ha rifiutata solo quel pomeriggio. Tra l’altro dopo aver “pensato/ricordato” che la madre dei due le aveva confidato che era da quando era nata che voleva che da grande si mettesse con uno dei suoi figli. Della serie: ‘ndo cojo cojo. Che se lo avesse fatto con due estranei pure pure, ma con due fratelli con i quali ci ricordi ogni 2×3 di esserci cresciuta insieme…

Anche il finale è così: per la protagonista i due fratelli sono interscambiabili. Nemmeno si degna di dire a quello che aveva baciato che nonostante tutto ha poi comunque scelto il fratello. Mah… In queste serie adolescenziali il rispetto per gli altri è completamente sparito. Ma ridatemi tutta la vita Dawson’s Creek nel quale si facevano migliaia di pippe mentali e c’era lo stesso uno scambio di coppie frequente, ma almeno un po’ di rimorsi li avevano.

Altro momento super cringe è stato la coreografia degli accompagnatori al ballo delle debuttanti. Sembrava di essere nel film Magic Mike. Che imbarazzo! Ma poi il senso???

Tralasciando tutte queste “pecche” alla fine è una serie che si lascia vedere facilmente, niente di troppo impegnativo e con una colonna sonora che strizza molto l’occhio ai teen odierni, anche se con qualche intrusione (tipo la mitica Teenage Dirtbag dei Wheatus, classe 2000, che io ho sempre adorato).

E stranamente la protagonista non è malaccio, anche se abbastanza manipolabile, ricordo invece che quella di To all the boys I loved before era antipaticissima (sia nel libro che nei film).

Una cosa davvero bella della serie  l’amicizia delle due mamme. E come l’una si preoccupi dei figli dell’altra e viceversa.

Il finale fa commuovere fino alle lacrime, anche se ti avevano preparato precedentemente.

Plus: Non capisco la fissa dell’autrice per i genitori di etnia mista e sempre la madre asiatica ed il padre caucasico.

Mchan

Ps: il titolo italiano (L’estate nei tuoi occhi) è osceno.

Surviving summer

Anno: 2022 in corso

Paese: Australia

Episodi: 10, 1 stagione

Genere: drammatico, sentimentale

Cast: Sky Katz, Kai Lewis, Lilliana Bowrey, Joao Gabriel Marinho, Savannah La Rain

Trama: Summer è un’adolescente costretta a trasferirsi in Australia da New York per via dei suoi comportamenti ribelli e dal fatto che la madre deve andare all’estero per lavoro. Qui conoscerà i membri di una specie del club del surf e si appassionerà allo sport.

Sinceramente non ho sopportato la protagonista dal minuto uno. E più andava avanti più risultava semplicemente fastidiosa. Prima di tutto perché non è che sia evoluta più di tanto durante l’arco della stagione e poi perché anche il motivo per cui era così alla fine non è stato proprio ben spiegato. Ok, la madre sempre in giro per lavoro, ma poi? Davvero non può essere solo questo, dato che comunque alla fine l’ha pure perdonata dicendole che in fondo quello era il suo lavoro, ma per arrivare lì non c’ stato nulla. Ha passato almeno 8 episodi su 10 a voler fuggire da quel posto, non ha mai parlato sul serio con nessuno perché i suoi problemi erano i più problematici di tutti. Nonostante la trama ci abbia fatto vedere che i suoi nuovi amici di problemi ne avevano anche loro, e non erano da meno dei suoi, lei sembrava non preoccuparsene. O meglio, lì per lì, quando ne veniva a conoscenza, sembrava che le importasse e capisse, ma poi tornava a comportarsi come prima. Quindi per me è un grande no come carattere.

Il resto dei ragazzi invece sono stati meglio gestiti. Soprattutto Poppy che è la mia preferita. Da migliore amica timida e sempre un passo indietro l’abbiamo vista diventare la migliore surfista del torneo e con una bella storia di background.

Altro personaggio male gestito è stato il protagonista maschile. Tutta la situazione del suo infortunio è stata nebulosa. E fino ad un certo punto ci poteva anche stare, ma poi si doveva fare chiarezza. La sua riappacificazione con il miglior amico è stata frettolosa e poco veritiera, infatti gli attriti ci sono stati anche dopo. Le sue infatuazioni molteplici e repentine. Se volevano rappresentare l’adolescente medio tutto ormoni e poco cervello ci sono riusciti in pieno. I genitori no comment. Completamente assenti per la maggior parte della situazione (si sono persi i ragazzi più di un paio di volte), per poi apparire e dettare regole a casaccio. Giusto per complicare la trama, mica per svolgere il proprio dovere.

Le competizioni un po’ troppo presenti.

Il finale assurdo.

Ci sarà una seconda stagione, ma non so proprio cosa si inventeranno.

Carina da vedere in estate perché i paesaggi sono spettacolari, anche se le luci sono un po’ troppo “nuvolose”, nel senso che dovrebbe essere estate ma sembra che sia autunno, comunque… Ed adattissima per svagare un po’ la mente.

Mchan

The Gilded Age

Anno: 2022 in corso

Paese: Usa

Episodi: 9, 1 stagione

Genere: drammatico, costume

Ideatore: Jullian Fellowes

Cast: Christine Baranski, Carrie Coon, Audra McDonald, Donna Murphy, Louisa Jacobson, Morgan Spector, Dene Benton, Taissa Farmiga, Harry Richardson, Blake Ritson, Thomas Cocquerel, Simon Jones, Jack Gilpin, Cynthia Nixon.

Trama: la vita dell’alta società di New York negli ultimi anni dell ‘800.

Iniziata solo per la bravissima Christine Baranski.

Primo episodio troppo lungo e noioso. Va bene la presentazione di tutti i personaggi, però è stato davvero troppo lungo.

Bei costumi, anche se alcuni sono un po’ troppo eccentrici, non so quanto possano essere veritieri, specialmente il mix di fantasie su uno stesso abito.

A metà stagione posso dire di non sopportare nessuno. Ma davvero nessuno all’infuori di Peggy, che comunque è un personaggio secondario.

Marian, che dovrebbe essere una delle protagoniste, è scialba, senza alcun spessore. Fa alcune cose molto a caso. Il suo entrare nel circolo della beneficenza è solo un modo per uscire di casa e l’unico che le zie approvano, perché non ho trovato nessuno spirito davvero altruistico in lei. E la sua trama amorosa è scontata e prevedibile.

La “vecchia” alta società è snob, classista e razzista, ma non è che i Russell, coloro che in teoria dovremmo “tifare”, siano da meno. Lei soprattutto. Odiosa come mai nessuna. Pensa che siccome ha il denaro allora le debbano aprire tutte le porte. Nella vita per farsi accettare servono anche altre qualità, tipo la gentilezza, l’umiltà e l’intelligenza. Tutte cose che lei non ha. Perché non puoi dirti intelligente se non capisci che più ostenti e meno sei apprezzata (da coloro che non hanno secondi fini come spillarti soldi per opere di carità ed affini).

Non parliamo poi di come tratta la figlia. Per lei è solamente una pedina per entrare ancora di più nell’ambiente a cui aspira tramite un matrimonio di convenienza.

L’unica cosa positiva è il rapporto d’amore con il marito, o meglio il fatto che lui la ami incondizionatamente tanto da non tradirla quando ne avrebbe l’opportunità, perché per il resto lo manovra come una marionetta.

E nel finale assumono anche dei modi da mafiosi davvero odiosi.

Il personaggio della Baranski mi ha abbastanza deluso. A parte il fatto che i suoi minuti on screen si contano sulle dita di una mano, ma non ha la stessa verve di altre sue interpretazioni passate. Nonostante questo ha comunque le migliori battute.

Mchan

Ps: la sigla è stupenda 😍

The great

Anno: 2020 in corso

Paese: Usa

Episodi: 20, 2 stagioni

Genere: drammatico, comico, storico, satira

Cast: Elle Fanning, Nicholas Hoult, Phoebe Fox, Charity Wakefield, Sebastian de Souza, Adam Godley, Belinda Bromilow, Gwilym Lee, Sacha Dhawan, Douglas Hodge, Gillian Anderson  

Trama: la vita di Caterina la Grande di Russia e suo marito Pietro II

La prima stagione mi era piaciuta molto, battute sagaci, bel feeling tra i due attori protagonisti, bellissimi costumi e scenografie, ed anche se la realtà storica era stata leggermente alterata poteva anche starci.

La seconda stagione non è solo liberamente ispirata alla realtà storica, ma va proprio nella più totale fantasia degli autori. E questa è una cosa che non sopporto nelle serie tv a carattere storico. Perché Caterina e Pietro sono vissuti realmente e non c’entrano minimamente con i due personaggi raccontati in questa serie. Potevano benissimo inventarsi un regno X con due regnanti Y e Z e raccontare le stesse cose in questo modo.

Tra l’altro potevano anche allungare di più le vicissitudini della prima stagione dato che è successo tutto molto velocemente. Sarà che nel frattempo sto leggendo la biografia di Caterina, ma davvero la sua storia reale é molto più avvincente così com’è.

Il culmine poi lo hanno raggiunto quando hanno introdotto il personaggio della madre di lei. Era veritiero il rapporto madre/figlia e l’attrazione che Pietro provava per lei, ma non la cronologia degli eventi. La madre la accompagna in Russia e se ne va subito dopo il matrimonio. E Pietro non era il figlio di Pietro il Grande, ma il nipote.

So che ci sarà una terza stagione, ma a questo punto non so proprio se proseguirò con la visione dato che finire di vedere la seconda è stato un tormento.

Sarà una mia fissazione, ma moltissime persone al mondo guardano queste serie tv storiche e pensano che ciò che vi è descritto sia realmente accaduto per cui mi dà davvero molto fastidio che cambino gli eventi, la loro cronologia ed anche il background culturale solo per accontentare il più possibile lo spettatore medio. Mi dispiace davvero molto perché sia Elle che Nicholas sono eccezionali, la cura dei dettagli è stupenda, ma non capisco davvero perché stravolgere così la reale storia che comunque aveva molto da offrire in termini di intrecci amorosi e lotta per il potere.

Mchan

With Love

Anno: 2021 in corso

Paese: Usa

Episodi: 5, 1 stagione

Genere: commedia, sentimentale

Cast: Emeraude Toubla, Isis King, Rome Flynn, Mark Indelicato, Desmond Chiam, Gloria Calderon Kellett, Constance Marie, Vincent Rodriguez III, Todd Grinnell, Benito Martinez, Andre Rojo, Renee Victor, Pepe Serna

Trama: le vicissitudini amorose dei componenti di una famiglia latina a Portland, Oregon.

Il primo episodio è divertente e carino ed i personaggi sono presentati tutti molto bene. Io sinceramente mi sarei fermata a questo. A parte l’eccessiva lunghezza degli episodi, 50 minuti, gli argomenti trattati sono ripetitivi. La coppia omosessuale ha continui screzi dovuti ad incomprensioni e mal assortimento di caratteri che guarda caso si appaiono in ogni finale di episodio per poi tornare in quello successivo. La cugina si arrabbia con il tizio che sta frequentando ed invece di parlarci se ne va. I genitori dei protagonisti dopo quasi 30anni di matrimonio nemmeno si parlano però poi succede una tragedia se lei si fa corteggiare da un altro. E non riescono a parlarsi nemmeno nel momento in cui lui lo scopre. Non c’è un vero e proprio dialogo chiaritore tra adulti. Sembra che nessuno, a parte i comprimari, abbia un lavoro.

La scelta di dividere gli episodi per feste comandate ci può anche stare, ma avrei raggruppato Natale e Capodanno che non è che sia successo chissà cosa nel secondo episodio. Invece poi da San Valentino si passa al 4 luglio e Sol non ha ancora conosciuto il figlio del compagno con il quale sta da 6 mesi. Tra l’altro ho trovato di pessimo gusto presentare la nuova compagna durante una festività. Di solito i figli di genitori divorziati passano le feste un anno con un genitore ed un anno con un altro, non mi sembra il caso di fare questo incontro in una giornata un po’ più speciale. Tra l’altro nei sei mesi precedenti non hanno trovato un weekend? Assurdo. Poi è normale che il ragazzino sia stranito dalla situazione.

La protagonista non riesco proprio a capirla: concede una chance ad un tizio che l’ha derisa al primo appuntamento (e sull’argomento visione dell’amore), quindi senza nemmeno conoscerla davvero, solo perché è figo e la prima volta che l’ha visto ha avuto le farfalle nello stomaco. Peccato che poi ci siano state delle bandiere rosse grandi quanto una casa, ma vabbè… Poi, pure sta storia decisa già dal minuto tipo 5 del primo episodio. Infatti poi va anche peggio, ma no, l’amore vince su tutto. Non è così. Secondo me con delle visioni così distanti della vita non si va da nessuna parte. Uno dei due sarà sicuramente costretto a sacrificare il suo e ciò non va bene perché prima o poi questo si ripercuoterà sia sulla persona sacrificante che sull’intera relazione. La teoria che gli opposti si attraggono può valere fino ad un certo punto. Non si può passare la vita a bisticciare o rimanere passivi.

Il fratello è semplicemente pessimo. Un altro che se non accade tutto come vuole lui mette il muso. Il fidanzato un santo. Addirittura essere contrariato che dopo un anno di festività con la sua famiglia il fidanzato voglia passare almeno il Ringraziamento con i suoi. Che poi fanno vedere che loro ci tengono tanto alla famiglia, sì, ma solo alla propria, quella dei propri partner può anche scomparire dalla faccia della terra.

Era partito davvero bene e poi si è perso. Se ne avessero fatto un film sarebbe stato meglio che di vedere per cinque ore le stesse vicissitudini ripetersi di continuo a me è venuta la noia. Per non parlare del conoscere più a fondo i personaggi che ti vengono in antipatia quasi tutti.

Gli unici carini i nonnini latinos e cattolicissimi, ma moderni, messi da parte praticamente già al secondo episodio. Invece secondo me potevano essere molto più protagonisti ed incisivi. Basti pensare alle poche battute della nonnina nel terzo episodio.

Il finale è un happy ending smielato che va benissimo se finisce qui come in teoria dovrebbe. Perché una seconda stagione non so su quali basi la possano scrivere.

Mchan

The Wheel of Time

Anno: 2021 in corso

Paese: Usa

Episodi: 8, 1 stagione

Genere: fantasy, avventura, azione

Ideatore: Rafe Lee Judkins

Soggetto: omonima saga cartacea by Robert Jordan

Cast: Rosamund Pike, Daniel Henney, Josha Stradowski, Zoe Robins, Madeleine Madden, Marcus Rutherford, Barney Harris, Kate Fleetwood, Priyanka Bose, Hammed Animashaun, Sophie Okonedo, Kae Alexander, Daryl McCormack, Alexandre Willaume, Michael McElhatton, Alvaro Morte  

Trama: Moiraine è una Aes Sedai, una donna con dei “poteri magici”, che sta cercando la reincarnazione del Drago, un ragazzo od una ragazza di all’incirca 20anni, insieme al suo fedelissimo custode Lan. Trova quattro potenziali reincarnazioni e li persuade a seguirla per raggiungere la Torre Bianca, la sede di tutte le Aes Sedai. Nel viaggio incontreranno vari pericoli ed addirittura si perderanno di vista dividendosi in tre gruppi, ma alla fine si ricongiungeranno tutti alla Torre Bianca avendo fatto nel frattempo nuove conoscenze ed anche svariati incontri spiacevoli.

Non ho letto ii libri da cui è stata tratta, ma mi è piaciuta molto. Anche svariate cose che ai lettori non sono andate giù a me invece non hanno infastidito. Tipo il non sapere da subito la vera identità del Drago Rinato. Questa suspence secondo me ha giovato alla serie, perché sinceramente se avessi saputo subito chi fosse stato (anche se lo avevo intuito), non penso che avrei proseguito la visione con la stessa curiosità. E sicuramente mi sarebbe importato molto di meno di tutto il resto dei personaggi.

Mi é piaciuto anche il fatto che le varie “profezie” siano state svelate pian piano, sempre per lo stesso motivo che se mi sveli tutto all’inizio, nel pilot, avrei potuto benissimo smettere di continuare la visione della serie.

L’unica cosa che avrei preferito approfondire è tutta la divisione delle Aes Sedain dato che sono state spiegate solamente quattro fazioni: la blu, la rossa, la verde e la gialla, ma mi pare di averne viste almeno altre due. Ed anche il motivo per cui i mantelli bianchi siano così ostili nei loro confronti.

Bella la scenografia come la fotografia. Paesaggi splendidi. Anche gli effetti speciali sono ben fatti. Stupenda la scena di lotta all’inizio del penultimo episodio. Il primo poteva essere leggermente meno cruento, ma trattandosi di un fantasy ci può stare.  

Il mio personaggio preferito al momento è Lan, prima di tutto perché Daniel Henney in questo ruolo è di una figaggine assurda.

Era un gran bbono (semicitazione di Penelope Garcia diventata per un secondo una romanaccia di settima generazione) anche ai tempi di Criminal Minds, ma qui si è decisamente superato. Tra l’altro superlativo nella scena del funerale del suo amico e collega. L’unica pecca è che ha una liason con il personaggio che meno tollero, Nynaeve. Bellissimo invece il suo rapporto con Moiraine. E felicissima che sia rimasto platonico perché è davvero bello e puro così.

In lotta per la pole position c’era anche Perrin, perché adoro che abbia un legame speciale con i lupi. E perché mi è sembrato un orsacchiotto dall’inizio.

Il protagonista mi è abbastanza indifferente, come la sua compagna di love story. E poi Josha roscio e con i riccioli non mi piace granché.

Moiraine è interessante, ma la recitazione della Pike non mi convince sempre, a volte, spesso, è troppo statica.

Il personaggio di Loial il Costruttore l’ho trovato inutile e superfluo. Non ha dato nulla alla trama e non è stato nemmeno ben presentato. Non si è praticamente detto nulla su di lui tranne che sa leggere bene le mappe.

Curiosa di vedere come gestiranno l’allontanamento volontario di uno degli attori dei protagonisti principali, se spiegheranno il suo cambiamento di connotati oppure lasceranno correre.

L’episodio finale è stato un po’ una montagna russa. Da una parte tutta la battaglia, tanto attesa, tra il Drago Rinato ed il Tenebroso è stata molto deludente. Più che uno scontro mi è sembrato una chiacchierata tra un venditore insistente ed il possibile futuro cliente che cercava di mandarlo via. Invece quello che è successo in città, agli altri tre superstiti, è stato più interessante, anche se comunque sembrava ugualmente fatto svolgere troppo in fretta.

Naturalmente la scena finale è un cliffhanger per la prossima stagione.

Sinceramente non ho capito le critiche efferate che gli sono state fatte. O meglio, le ho capite, ma prima di tutto non le condivido e poi non ne vedo il motivo. Sarà pure stato pubblicizzato come il nuovo Game of Thrones, ma prima di tutto si tratta appunto di marketing e poi non ha nulla a che vedere con esso. Io non l’ho visto, ma da quanto ho capito era di sicuro rivolto ad un pubblico più adulto. La ruota del tempo mi sembra di più un romanzo fantasy di formazione. Ci sono questi quattro ragazzi appena entrati nell’età adulta che intraprendono un viaggio, al massimo lo si può paragonare a Il signore degli anelli. Quindi andargli contro solo per “difendere” l’onore di fantasy con la F maiuscola di Game of Thrones lo trovo pretestuoso e puerile.

Sono state fatte critiche pesanti anche ai costumi (della serie: sciatti, pieni di fango, banali). Vero che il montone del protagonista era un po’ troppo contemporaneo, per il resto l’ho trovato consono. E mi è piaciuto soprattutto che i quattro ragazzi non abbiano avuto cambi di abito, perché l’ho trovato molto realistico dato che erano in viaggio/fuga e comunque provenivano da famiglie povere per cui i loro abiti semplici erano perfetti. Come è stato perfetto che ad un certo punto fossero logori e sporchi dopo essere stati in mezzo ai boschi per giorni.  

E le critiche alle location sono state anche peggio. Si sono lamentati perché sono stati usati troppi set in studio. A parte che non mi risulta dato che ci sono anche molte foto in rete dei backstage in spazi aperti per le riprese del viaggio (con tanto di trasferta in Repubblica Ceca), ma poi è normale che le stanze ed i palazzi siano ricostruiti in studio, come in ogni altra serie tv.

Riporto le critiche, anche se stupide, perché non erano giusto un paio, ma decine, per questo l’ho trovato davvero un accanirsi senza senso.

Ora attendo la seconda stagione anche se sarà una lunga attesa dato che mi pare stiano ancora girando.

Mchan

Only Murders in the Building

Anno: 2021 in corso

Paese: Usa

Episodi: 10, 1 stagione

Genere: giallo, commedia

Ideatori: John Hoffman & Steve Martin

Cast: Steve Martin, Martin Short, Selena Gomez, Aaron Dominguez, Amy Ryan, Sting (guest)

Trama: in una palazzina di New York viene ritrovato un cadavere dopo un finto allarme anti incendio. La vittima pare essersi suicidata, ma tre condomini non sono d’accordo poiché lo hanno incontrato solo poco prima in ascensore. Questo improbabile trio deciderà di seguire le indagini per conto proprio e mettere su un podcast sul caso.

Gli episodi sono brevi, una trentina di minuti l’uno, e molto scorrevoli. Ad ogni finale di puntata c’è un cliffhanger che ti fa venir voglia di vedere subito la prossima. La trama scorre e tutti i pezzi vengono poi incastrati pian piano fino al gran finale.

I tre protagonisti sono simpatici e ben affiatati. Steve Martin è sempre una garanzia di comicità ed anche Selena Gomez è nel personaggio, il terzo non mi pare di averlo mai visto, ma si amalgama bene con Steve dando vita a dei siparietti spassosi anche in pieno drama. Ecco, sono proprio le battute spiritose a rendere più leggera la trama ed a non renderlo il solito giallo.

Esilarante la scena dell’ascensore nell’ultimo episodio.

Apparizione guest di Sting che diventerà un improbabile indiziato. Molto autoironico.

Ci sarà una seconda stagione poiché c’è’ un cliffhanger finale, ma se rimane sugli stessi binari della prima andrà benone.

Mchan

The Big Leap

Anno: 2021 in corso

Paese: Usa

Episodi: 11, 1 stagione

Genere: drammatico, musicale

Ideatore: Liz Heldens

Soggetto: Big Ballet, reality britannico

Cast: Scott Foley, Piper Perabo, Simone Recasner, Ser’Darius Blain, Jon Rudnitsky, Raymond Cham Jr., Mallory Jansen, Kevin Daniels, Anna Grace Barlow, Adam Kaplan, Teri Polo

Trama: una decina di persone dalle vite più disparate si ritrovano a partecipare ad un reality sulla danza. Quasi tutti non sono ballerini professionisti e molti di loro sono stati scelti soprattutto per le loro storie personali da un produttore abbastanza senza scrupoli.

Inizio buono. Personaggi principali ben delineati e presentati. Forse potevano spiegare un po’ meglio il concept del reality che è abbastanza vago, come l’ingresso del resto dei partecipanti che sono solo poco più di comparse e che sono apparsi un po’ dal nulla. Tuttavia la trama è leggera, ma allo stesso tempo interessante e nonostante i protagonisti siano parecchi si riesce a seguire la storia di ognuno di loro abbastanza bene.

In molti hanno paragonato questa serie a quella di Unreal, ma oltre al concetto di raccontare il retroscena di un reality show non hanno nient’altro in comune. A parte che qui si vedono anche le famiglie e gli amici dei protagonisti e di conseguenza le loro interazioni, ma c’è’ anche molto meno cinismo. Il produttore, pur facendo il suo lavoro scrupolosamente, non è poi così sadico come nell’altro show e soprattutto ha “problemi” più comuni (flop show precedente, divorzio). In generale tutti i protagonisti sono più “umani”.  

C’è un po’ troppo drama amoroso negli under 30, più che altro è roba vista e rivista, invece le storie degli over 30 sono più godibili.

Il mio personaggio preferito è Mike. Lui ed i suoi amici sono davvero scritti bene, reali, con pregi e difetti, ma li ho trovati molto veri.

Di conseguenza la mia coppia preferita è quella formata da lui e Paula. C’è un bel misto di romanticismo e divertimento, niente di troppo smielato od inverosimile, potrebbero sul serio essere i vicini di casa di chiunque. Unica pecca: alla fine mi hanno fatto versare litri di lacrime…

Ripeto: peccato che nelle storie degli under 30 si è voluto puntare al drama più banale e pieno di cliché. Ed anche abbastanza ripetitivo.

La seconda stagione pare che si farà, ma sinceramente non ne sono contenta perché è stata perfetta così, un seguito rovinerebbe tutto anche perché cosa potrebbero raccontare di nuovo? Incentreranno tutto su altri concorrenti di una seconda stagione del reality? Ma che dinamiche diverse potrebbero raccontare? E poi da ciò che fanno capire nell’ultimo episodio arriverà di sicuro altro drama per gli under 30, prevedibilissimo e noiosissimo.

Mchan

Loki

Anno: 2021 in corso

Paese: Usa

Episodi: 6, 1 stagione

Genere: comic, fantascienza, avventura, azione

Ideatore: Michael Waldron

Soggetto: Stan Lee, Larry Lieber, Jack Kirby

Cast: Tom Hiddleston, Owen Nilson, Sophia Di Martino, Gugu Mbatha-Raw, Wunmi Mosaku, Sasha Lane, Richard E. Grant

Trama: Loki, dio dell’inganno e fratello di Thor, è stato catturato da una organizzazione chiamata ATB che si batte per evitare le variazioni della linea temporale. Ma scoprirà molto altro.  

Il primo episodio è praticamente un riassunto di tutto ciò che è  successo (nei vari film Marvel) prima che Loki fosse catturato anche se in gran parte raccontato durante il suo interrogatorio.

Poi sinceramente sono stati uno più noioso dell’altro. Ho fatto davvero molta fatica a stargli dietro. Pensavo che una serie incentrata su Loki avesse un’altra tipologia di trama. A parte qualche battuta spiritosa, che poi nemmeno chissà quante, è stato tutto un psicanalizzare i personaggi principali (Loki e Sylvie).

Azione poca, effetti speciali carini, ma tutto quel viola, quel verde e quel giallo della fotografia ad un certo punto mi stordivano. Per capire qualcosa ho sempre avuto bisogno dei commenti in rete. Mi è sembrata più una serie per chi conosce l’universo Marvel anche grazie ai fumetti che non un prodotto fruibile a tutti.

Finale: altro spiegone assurdo. Se volevo vedere una serie che parlasse della teoria del tempo non avrei scelto una con protagonista un villain dei comics. Su 50 e passa minuti solo 5 sono stati dedicati ad un po’ di azione. Ma abbastanza banalotto lo scontro tra lui e Sylvie, con tanto di diversivo sgamabilissimo.  

Sicuro che in cantiere ci sia già la seconda stagione, ma la passerò perché proprio non mi è piaciuta. Tuttavia in rete ho trovato solamente commenti positivi per cui evidentemente il problema ce l’ho avuto solo io.

Mchan

Locke & Key

Anno: 2020 in corso

Paese: Usa

Episodi:  20, 2 stagioni, in corso

Genere: fantasy, comic, drammatico

Ideatore: Joe Hill

Soggetto: omonima graphic novel by Joe Hill & Gabriel Rodriguez

Cast: Darby Stanchfield, Connor Jessup, Emilia Jones, Jackson Robert Scott, Petrice Jones, Laysla De Oliveira, Griffin Gluck, Hallea Jones, Aaron Ashmore, Genevieve Kang, Sam Lesser, Felix Mallard, Cody Bird

Trama: i Locke (madre e tre figli) hanno appena perso il capofamiglia così si trasferiscono nella vecchia casa in un paesino sperduto del midwest statunitense. Qui dovranno fare i conti con i problemi quotidiani di tutti i nuovi arrivati ed un segreto di famiglia. Segreto che diventerà sempre più pericoloso in quanto consiste in delle chiavi magiche.

Come storia è intrigante. Protagonisti sono due adolescenti ed un bambino di nemmeno 10 anni, per cui è anche abbastanza piena di teen drama, ma ci può stare.

Effetti speciali, sigla, location e fotografia molto belli.

I problemi arrivano con delle soluzioni di trama alquanto discutibili. Tipo il bambino che anche se avvisato dai più grandi continua ad utilizzare queste chiavi magiche da solo, soprattutto se appena trovate. Oppure la ragazza che usa una chiave per bullizzare una compagna di scuola rea di farle delle battutine un po’ acide e poi quando veramente le servirebbe quel potere si dimentica di avere quella chiave. Queste chiavi che passano di mano neanche fossero delle banconote da $1, tra l’altro erano stati anche avvisati che solamente ai Locke non potevano essere state sottratte. La maggior parte delle volte ti ritrovi ad urlare contro ai protagonisti che stanno facendo delle stupidate e quindi a tifare per il villain che ha la vittoria facile.

La stupidagginepiù grande l’hanno fatta con il finale della prima stagione, quando pensano di aver sconfitto il nemico. E’ stato un totale nosense. Il villain doveva avere in testa una corona che però una volta sbattuto a terra è magicamente scomparsa e nessuno si è chiesto dove fosse finita (e nemmeno più tardi). Aprono un portale da dove possono arrivare dei demoni e se ne stanno tutti lì a guardare davanti alla porta aperta mentre un paio di demoni si schiantano contro le rocce alle loro spalle. Ed infatti poi uno riesce ad impossessarsi di uno di loro.

Ho continuato la visione della seconda stagione principalmente per il soggetto della trama che è davvero interessante e di comprare la graphic novel non ho voglia (anche perché oltre a costare parecchio non mi piace nemmeno come stile grafico). Ma anche qui ci sono abbastanza nosense. Tipo che il bimbo trova la chiave per la casa delle bambole identica alla loro casa che infatti poi si svela una specie di porta dimensionale dato che qualsiasi cosa uno metta nella casa delle bambole poi se lo ritrova nella casa vera e propria, e nonostante questo invece di prendere la casetta la lasciano ad un perfetto estraneo e lasciano lì pure la chiave. Ok lasciare l’oggetto, ma la chiave portatela via, no? Boh…

Altra cosa stranissima è il fatto che il bimbo rimane spessissimo a casa da solo. Una casa che si trova in mezzo al nulla.

A proposito del bimbo: ogni tanto ha degli sprazzi di intelligenza che sovrastano le menti di tutti gli adulti messe insieme, ma quanto è fastidiosa la sua vocetta???

Nel finale della seconda stagione abbiamo finalmente un piano che funziona, anche se prima di arrivarci ne hanno commessi di errori.

Comunque alla madre i figli riservano lo stesso trattamento che lei ha per loro: viene minacciata e loro la lasciano da sola, completamente ignara del pericolo.

La morte della fidanzata di Tyler è passata senza infamia e senza lode. Sinceramente mi stava irritando parecchio con la sua convinzione a non voler ricordare la magia. Quel poveretto del ragazzo ha cercato tutti i modi possibili un modo per fargliela ricordare e renderla partecipe degli eventi e lei invece era pure infastidita da tanta insistenza. Non mancherà.

Constatazione della confusione degli autori parte uno: ci hanno messo tutta la prima stagione per trovare una chiave per aprire il portale con il mondo dei demoni quando nella seconda stagione è bastato una specie di piccolo terremoto per allentare i cardini e quindi aprirla.

Constatazione della confusione degli autori parte due: il villain passa metà della seconda stagione a cercare di forgiare una nuova chiave con la quale crearsi un proprio esercito di semidemoni quando aveva la chiave e la corona del controllo delle ombre con le quali dominare sugli umani.

Constatazione della confusione degli autori parte tre: nella prima stagione quando il bimbo apprende del “potere” della chiave Ognidove esclama che vorrebbe andare sulla Tour Eiffel ed il villain gli dice che non può perché lì non ci sono porte (cosa che in realtà non è manco vera, vabbhè…) e nella seconda il suo compare apre una porta che dà sul deserto.

Ora, capisco che sia un fantasy, ma certe incongruenze non si possono vedere.

La cosa più bella sono le chiavi che sono visivamente ben fatte.

La mia preferita è la chiave Ognidove. Magari esistesse, così si potrebbe andare dove ci pare con solamente il bisogno di una porta.  

Mchan