Love & Monsters

Anno: 2020

Paese: Usa, Canada

Regia: Michael Matthews

Genere: azione, avventura, commedia, fantascienza

Cast: Dylan O’Brien, Jessica Henwick, Dan Ewing, Ariana Greenblatt, Michael Rooker

Trama: per contrastare lo scontro di un asteroide le varie nazioni terrestri si coalizzano e puntano contro di esso tutti i missili possibili. Il mondo rimarrà salvo, ma non la popolazione. Infatti le radiazioni hanno colpito tutti gli esseri a sangue freddo rendendoli dei veri e propri mostri assassini. Sette anni dopo l’umanità è costretta a vivere rinchiusa in dei bunker sotterranei in quelle che chiamano “colonie”. Joyle è rimasto orfano e lontano dalla sua fidanzata Aimee, che ritrova solamente via radio poco tempo prima. Nella sua colonia tutti hanno trovato la loro metà della mela e lui si sente solo e soprattutto inutile dato che a differenza degli altri non esce mai in superficie per rifornirsi del necessario per poter sopravvivere poiché è un fifone. Ma un giorno si stufa di questa sua situazione e decide che raggiungerà la sua bella a 7 giorni di distanza. Una volta fuori si imbatterà in vari pericoli, ma troverà anche un amico inaspettato: Boy, un cagnolino che lo salverà ppiù di una volta. Incontrerà anche un duo abbastanza singolare: un uomo maturo ed una bimba di 8 anni che sono diretti al nord e che gli insegneranno molte cose.

Sicuramente non è un film da Oscar, ma si lascia vedere.

Dylan nella parte del ragazzino pauroso ma avventuroso ci sta sempre bene. Il rapporto con il cagnolino è bellissimo. Il personaggio della bimba è super simpatico ed anche tenero.

I mostri sono ben fatti, grazie alla CGI, infatti fanno ribrezzo.

Belli anche i disegni che fa il protagonista in una sorta di “manuale dei mostri”.

La parte più tenera e commovente è stata affidata ad un robot. Scelta strana, ma azzeccata.

Alla fine c’è anche una piccola sopresa nella trama che altrimenti sarebbe stata forse un po’ banale. Tuttavia è lineare e ben sviluppata. Forse l’unica pecca è il fatto di non vedere poi così tanti mostri come ci si sarebbe aspettati. Soprattutto dato che derivano dagli esseri più popolosi della terra ovvero insetti e rettili.

Sinceramente ho trovato la visione molto più gradevole, nonostante i mostri orridi, di molte commedie romantiche che ho visto di recente. Quindi la consiglio se volete passare un paio d’ore di svago.

Mchan

Ps: qui il link di una clip del backstage di una scena con un mostro, davvero interessante

Cupcake al cioccolato

Per festeggiare la mia mamma ho deciso di farle dei dolcetti:

Questi sono gli ingredienti:

200g di cioccolato fondente

150g di burro

250ml di latte

2 uova

290g di zucchero

230g di farina

1 bustina di lievito

Per prima cosa ho fatto sciogliere il cioccolato ed il burro. Poi ho aggiunto le uova e lo zucchero, dopo aver bene amalgamato ho aggiunto il latte e poi la farina con il lievito.

In forno a 180° per 30 minuti circa in pirottini piccoli. Me ne sono usciti più di 2 dozzine. Calcolate che non li dovete riempire fino al bordo perché si gonfiano.

Mchan

His dark materials

Anno: 2019 in corso

Episodi: 15, 2 stagioni in corso

Paese: Usa, Uk

Genere: fantasy, avventura

Ideatore: Jack Thorne

Soggetto: omonima saga by Philip Pullman

Cast: Dafne Keen, Ruth Wilson, James McAvoy, Anne-Marie Duff, Clarke Peters, James Cosmo, Ariyon Bakare, Will Keen, Lucian Msamati, Gary Lewis, Lewin Lloyd, Daniel Frogson, Lin-Manuel Miranda, Ruta Gedmintas, Amir Wilson, Lia Williams, Nina Sosanya, Andrew Scott

Trama: Lyra è un’orfana che vive al Jordan College di Oxford, in questo mondo ogni umano ha un Daemon, una sorta di spirito a forma di animale parlante da cui non può essere separato, il suo si chiama Pan e fin quando è una bimba cambia forma di continuo. Suo zio è un ricercatore ed esploratore che ha trovato al Nord un fenomeno denominato Polvere, che è ritenuta pericolosa ed eretica dal Magisterium, la forma di governo di questo mondo. Un giorno arriva al College una signora molto affasicnante e ricca che la vuole assumere come assistente e portarla a Londra. Nel frattempo molti bambini vengono rapiti da un’entità sconosciuta, compreso il miglior amico di Lyra. Così la piccola deciderà di unirsi agli Gyziani per trovare i bimbi perduti e partirà verso il Nord.    

Ho iniziato questa serie perché il film “La bussola d’oro” del 2007 mi era piaciuto molto, nonostante abbia sempre letto pareri negativi, per cui volevo vedere come proseguiva la storia dato che i sequel non hanno mai visto la luce. Sinceramente sono rimasta delusa. Sia dalla trama che non discosta molto da quella del film se non per l’aggiunta di Will ed il suo “mondo”, sia dalla resa.

L’introduzione del film e tutta la scena tra Lord Asriel e gli accademici sono state molto più esaustive riguardo la polvere ed i vari mondi. Lascia tuttavia molte domande, ma decisamente meno che nella serie in cui è tutto molto offuscato.

I Daemon, il cui legame con l’essere umano è il fulcro della narrazione, sono molto messi in disparte, spesso scompaiono proprio. Il più delle volte fungono da interlocutori solo quando quel personaggio si ritrova da solo ed altrimenti non potrebbe parlare con nessun altro. Perfino Pan, che è il Daemon della protagonista, spesso e volentieri non appare.

Se non fosse stato rinnovato per la seconda stagione non avrebbe dato nulla di più alla trama del film nonostante le 8 ore di durata complessiva.

Seguono considerazioni episodio per episodio. Quindi spoiler.

Il primo episodio non mi è sembrato chissà cosa di eccezionale o discostante dal film, anzi.

Le uniche cose positive sono la fotografia degli esterni e la scelta degli attori per i personaggi adulti, perché la ragazzina, che in Logan aveva fatto un buon lavoro, non mi piace affatto in questo ruolo. Invece Ruth Wilson è sempre perfetta come villain. Altra cosa che mi è piaciuta è stata la presentazione dei Gyziani con la cerimonia della stabilizzazione del Daemon, molto carina.

Il secondo episodio l’ho trovato noioso e ripetitivo, nonché lunghissimo. Non avevo capito che quel tizio viaggiasse attraverso i mondi fino a che non l’ho letto nei commenti in rete. Pensavo che la scena con il tipico bus a due piani di Londra ed il tizio in bici con la t-shirt fosforescente fosse un refuso. La rivelazione della paternità di Lyra è stata fatta troppo presto. Tutta quella tiritera sull’ascensore chiuso con la chiave e poi scappano dalle scale antincendio. O.O? Non mi piace molto che i Daemon quando in scena ci sono molte persone praticamente spariscono. Dovrebbero stare sempre accanto ai loro umani ed invece non si vedono quasi mai. Capisco la difficoltà del CGI, ma è una parte fondamentale della storia.

Tuttavia meglio il Daemon di Mrs. Coulter della serie che quello del film:

Film vs. Serie

Terzo: la rivelazione della storia dei genitori di Lyra da parte della sua vecchia balia ovvero Ma Costa ha spiegato un bel po’ di cose. Ma fatto nascere anche delle perplessità: la scusa che la bimba non somigliasse al marito di Mrs. Coulter è abbastanza tirata, a meno che il tale non fosse di colore od asiatico, ma questo non ci è dato saperlo. E poi perché non riunire la famiglia quando il su detto marito è morto? Anche perché da come sono stati rappresentati cronologicamente i fatti la piccola era ancora neonata a quel tempo. Mah… Speriamo che ci spieghino meglio più avanti, altrimenti questa spiegazione risulta davvero strana. I simboli sull’aletiometro potevano farli un pochino più nitidi che non è che si capiscano molto.

Quarto: perché il coniglio si chiama Ester ma il doppiaggio italiano le ha dato una voce maschile? E perché ogni tanto è marroncino ed altre volte è grigio scuro? Di nuovo problemi con i Daemon: Lyra e Farder Coram camminano in mezzo al villaggio pieno di gente, ma i loro Daemon sono gli unici che si vedono, a parte quelli della “polizia” del Magisterium. Idem quando lei è nella locanda con l’areonauta. E poi se l’aletiometro è illegale perché loro ci “giocano” in mezzo alla strada dove può vederli chiunque? Finalmente l’orso!!! Bene che si iniziano a scoprire un po’ di altarini.

Quinto: posso non sopportare più gli adulti che lasciano che i ragazzi prendano in giro o proprio bullizzino i compagni, o come in questo caso un altro adulto, senza dire una parola che sia una? Si chiama educazione, specie in questo caso, dato che il ragazzo se l’è presa con una persona adulta e “fragile”. Tutta questa storia del mondo alternativo, che poi sarebbe il nostro, da una parte toglie un po’ di spazio alla trama principale, che procede troppo lentamente, ma dall’altra parte è qualcosa di nuovo per chi come me conosce la trama grazie al film. Dato che non si discostano molto, questo porta un più alla narrazione di qualcosa di già visto. Finalmente mostrano il Pan fifone che ricordavo. Anche la morte del piccolo Billy Costa è stata una sorpresa oltre che tristissima. Però mi è dispiaciuto non abbiano approfondito la questione della mancanza del Daemon, è sempre il solito problema: tutto questo “mondo” si basa sui Daemon, ma non traspare per nulla sullo schermo.

Sesto: non ci ho trovato il pathos che avrei voluto. A parte la scena tra madre e figlia, molto di impatto, la Wilson fantastica. Continua a non esserci una vera e propria interazione tra umano e Daemon. Dopo che Lyra è stata fatta uscire dalla macchina separatrice mi sarei aspettata un abbraccio con Pan, un stringerlo e non lasciarlo più per lo spavento appena scampato, invece nulla. Anche la scena della battaglia tra Gyziani e Tartari non è stata granché. La trama di Will messa da parte ci può stare dato che c’era molto da raccontare del mondo di Lyra, che per ora rimane quello principale.

Settimo: anche qui tutto decisamente sotto tono. La lotta tra i due orsi in uno spazio così angusto senza che abbiano rotto qualcosa l’ho trovata assurda. E comunque abbastanza sciatta sotto ogni punto di vista, con addirittura la parte più importante, ossia la vittoria di Iorek, avvenuta praticamente off screen. La storia dell’armatura completamente trascurata, addirittura hanno combattuto senza. Meno male che si chiamano “orsi corazzati”. Unica nota positiva dell’episodio: hanno cambiato la voce di Ester, ora è femminile.

La battaglia degli orsi nel film

Ottavo ed ultimo: la morte di Roger non mi ha colpita più di tanto dato che non sopportavo né il personaggio né l’attore (sorry, but not sorry). Più che altro ho trovato impressionante il comportamento di Lord Asriel. Ma d’altronde si era invaghito di Mrs. Coulter, tra sociopatici ci si intende. E no, lei non è meglio di lui solo perché alla fine non vuole lasciare la figlia da sola dato che si è bellamente dimenticata di lei per più di 10 anni. Lyra continuo a non sopportarla. Prima dice che vuole combattere e poi quando inizia la battaglia si accuccia e si copre le orecchie. Mah… Decidetevi: od è coraggiosa od è una bimba. Decisamente meglio la caratterizzazione nel film. E poi è caduta tipo mille volte e non si è mai fatta nulla. La questione del peccato che rimanda alla religione non mi fa impazzire, anzi. Tra l’altro fa sembrare che peccare sia una cosa che ci viene indotta quando in realtà abbiamo il libero arbitrio, per cui… E comunque non la trovo una questione da fantasy per ragazzi. Anche perché non è come in “Le cronache di Narnia” che ci sono dei rimandi e/o parallelismi, qui si fa esplicito riferimento ad Adamo ed Eva ed il serpente tentatore.

Il finale ci sta. Anche ben fatto. Fa voglia di aspettare la seconda stagione e contemporaneamente potrebbe anche finire così.

Sicuramente la seconda stagione la vedró, anzi è già in pronto visione, perché vorrei capire dove si vuole andare a parare con la storia di Will e perché Lyra è così importante.


Mchan

#amorenoncorrisposto by Sarah Ockler

Anno: 2014

Titolo originale: #scandal

Quarta di copertina:

“Un ballo, un bacio ed una foto su internet. E se la tua vita cambiasse con un click?”

“Lucy ha imparato un’importante lezione dai giornali di gossip che tanto ama: evitare i riflettori e custodire gelosamente i segreti. Un sistema che ha funzionato per tutto il liceo. Ecco perché, quando la sua migliore amica Ellie si ammala poco prima del ballo di fine anno e le chiede di accompagnare il suo fidanzato Cole, Lucy preferisce non dirle che per la serata aveva in mente tutt’altro. E soprattutto che è segretamente innamorata di Cole dalla notte dei tempi.

Ma quando lui la bacia alla fine del ballo, Lucy sa di dover confessare ad Ellie ciò che è successo. Prima ancora che riesca a parlarle, però, qualcuno posta sulla sua pagina Facebook le foto del bacio con Cole, insieme ad un sacco di commenti maliziosi. Nel giro di due giorni, Lucy ha già la fama di una poco di buono, una narcisista, una che pugnala gli amici alle spalle. Cosa potrà fare per tenersi Cole e non perdere la faccia?”

“Un incredibile successo del passaparola”

“Un intrigante storia di amore ed amicizia che offre al tempo stesso un’interessante analisi dei social media”

Prima di tutto il titolo non c’entra nulla. Ma vabbè, ormai siamo abituati ai titoli italiani che poco rispecchiano la trama del romanzo. Meno male che viene indicato anche il titolo originale.

Secondo: Lucy non ama affatto i giornali di gossip, anzi.

Terzo: non bacia solamente Cole. Nel senso che i due finiscono a dormire insieme, come hanno fatto altre centinaia di volte essendo migliori amici da anni, ma qualcuno li fotografa e sembra che siano stati insieme biblicamente.

Parte davvero bene, il tipico equivoco che fa scaturire un bel po’ di reazioni, ma poi si perde. Prima di tutto l’aggiunta inutile di una sorella maggiore attrice super famosa che per nella cittadina dove vivono e sono cresciute nessuno conosce con la sua vera identità. Alquanto improbabile che nemmeno i vicini di casa si siano accorti che questa super star super paparazzata ovunque in quel di Los Angeles va e viene dalla villetta accanto.

Secondo: a Lucy viene letteralmente rubato il cellulare alla festa dopo il ballo scolastico e lei non denuncia nulla. Nemmeno blocca il numero o cambia password agli account social. Niente.

Terzo: la sua migliore amica Ellie le conferma ciò che le aveva detto Cole ossia che i due si erano lasciati già da un paio di settimane, ma non lo dice a nessun altro facendo così in modo che la povera Lucy continui ad essere additata come traditrice di amiche. Con una migliore amica del genere chi ha bisogno di nemici?

Quarto: la Preside del suo liceo se la prende con lei per via del polverone scaturato dall’aver postato dal suo account Facebook foto di liceali in atteggiamenti equivoci. Ok, lei spiega la situazione, ossia che le hanno rubato il cellulare, la Preside le crede, ma poi non fa nulla nemmeno lei per “salvarla” dalla gogna mediatica e pubblica. Viene letteralmente bullizzata a scuola e nessuno muove un dito. Viene aperta una pagina Facebook denigratoria nei suoi riguardi ed anche qui la colpa la si dà in primis a lei. Addirittura durante un evento scolastico, alla presenza del corpo docente, i suoi compagni di scuola la chiamano “troia” e nessuno si degna di farli smettere. Se non ci fossero stati quei due amici contati a sostenerla sarebbe stata da sola contro l’intera scuola.

Uniche note positive che ha guadagnato da questa vicenda: la ritrovata sorellanza con la sorella maggiore, alcuni nuovi amici inaspetatti e l’amore di Cole. Che nonostante tutto le è stato vicino, seppur silenziosamente ed anche un po’ in ombra, ma questo di comune accordo.

In finale è un libro leggero, scorre anche bene, affronta un tema delicato, quello che oggi chiamiamo RevengePorn (anche se qui non è un video hard ad essere postato e non da un ragazzo mollato, ma il senso è più o meno uguale), e più in generale dei rischi dei social che a volte possono rovinare reputazioni e vite. Peccato che il tutto avvenga in un modo un po’ banalotto e facilmente evitabile.

Mchan

Motherland – Fort Salem

Anno: 2020 in corso

Episodi: 10, 1 stagione  

Paese: Usa

Genere: fantasy, drammatico

Ideatore: Eliot Laurence

Cast: Taylor Hickson, Ashley Nicole Williams, Jessica Sutton, Amalia Holm, Demetria McKinney, Lyne Reneé

Trama: in un mondo alternativo le streghe di Salem hanno siglato un accordo con i loro persecutori e così hanno formato un esercito volto a proteggere la nazione dagli attacchi stranieri. Le tre protagoniste sono le nuove reclute dell’Accademia di Salem.

Innanzitutto grazie a Kasabake per averla consigliata.

Vi linko il post in cui ne parla:

https://comecerchinellacqua.wordpress.com/2020/12/12/good-vision-from-kasabake-le-streghe-patriote-degli-accordi-di-salem/

Di seguito le mie considerazioni generali.

Più sotto quelle episodio per episodio. Così evito di spoilerare praticamente tutto.

Abigail, Tally, Scylla, Raelle

Raelle si comporta da bambina viziata. Insopportabile. Se non voleva entrare nell’istituzione che ha ucciso sua madre poteva benissimo non rispondere alla chiamata. Per non parlare di tutta quella scena perché la sua fidanzatina non è stata invitata al matrimonio. Già lei è praticamente un più uno che non ha mai visto gli sposi nemmeno in cartolina, dovevano per forza portare anche un’altra tizia? Mica è una festa tra adolescenti e/o universitari. Tra l’altro lei a Scylla la vede tutti i santi giorni all’accademia. Capisco che dovevano trovare un escamotage per farla partecipare all’evento, ma l’ho trovato puerile.

La mia preferita, almeno fino agli ultimi due episodi, è stata Tally, perché è dolcissima, ma anche un po’ ingenua e tuttavia molto forte.

Abigail mi fa un po’ compassione, con tutto il peso della sua ingombrante famiglia da sopportare, per non parlare della madre rompiballe e sempre insoddisfatta. Comunque trovo alquanto strano che con tutta la fissazione per la dinastia la madre abbia avuto una sola figlia. Tuttavia rimane il personaggio più fedele a sé stesso nonostante una crescita evidente.

Scylla la prenderei a schiaffi una frase sì e l’altra pure. E’ di una indisponenza più unica che rara. E va bene che avrà un background significativo, ma non è una scusante per la sua affiliazione ad una cellula terroristica che uccide persone innocenti.

Apro una parentesi su di un argomento che noto sempre di più ultimamente: giustificare il villain di turno per via di una ship. Io lo trovo assurdo. Sarò troppo fiscale io, ma se una persona  ha fatto del male, specialmente ucciso innocenti, non ci sono santi, deve pagare, chissene se ama una persona. Anche i serial killer ed i terroristi hanno una famiglia o dei compagni di vita che amano, ma pur sempre degli assassini rimangono. Ed ancora chissene se si tratta di una serie tv. Io “giudico” i comportamenti di un personaggio su ciò che provo e credo nella vita reale. Non faccio due pesi e due misure solo perché è finzione. Tra l’altro questa serie ha come tematiche delle situazioni abbastanza reali: parla di femminismo, di terrorismo, c’è un parallelo con i nostri giorni davvero impossibile da non notare.

La questione del battaglione formato da 3 persone ricorda un pochino Charmed con il suo Potere del Trio. Che poi vale solo per l’accademia perché non si capisce se le streghe più anziane stiano ancora in quell’assetto e se così fosse la madre di Raelle dovrebbe aver avuto delle compagne di battaglia alle quali la figlia potrebbe porre domande. Ed anche Scylla non si è capito perché ha la stanza singola.

Avrei preferito ci fossero anche delle “lezioni” di teoria e non solo allenamento perché così magari avremmo potuto apprendere qualcosa di più del mondo delle streghe, invece loro agiscono come se tutti sappiano tutto e l’ho trovato un po’ stressante. Tipo che ci ho impiegato quasi 3 episodi a capire che i poteri derivano esclusivamente dai loro canti, che è anche alquanto limitante, ma vabbhè… Tra l’altro hanno solamente una manciata di poteri: il canto che genera delle raffiche di vento, il blocco delle serrature, la guarigione e il poter volare grazie alla Salva però. Ed anche le storie delle vecchie battaglie sono raccontate un po’ a casaccio.

E poi non ho capito se esistono altre streghe al di fuori di loro americane. Mi pare nel 3° episodio fanno cenno ad un gruppo in Est Europa, però poi parlano di missioni in giro per il mondo, boh…

Le streghe/linfa vitale del Generale sono alquanto inquietanti.

Fotografia stupenda. Sigla interessante ed accattivante.

La linea temporale è confusa. Non si capisce bene da quanto tempo stiano al campo, quindi molte situazioni e reazioni risultano strane.

L’avviso con il numero tipo Telefono Amico per i suicidi è una buona iniziativa. Non è molto inerente pperché tutti i suicidi avvengono per induzione non controllabile dal povero malcapitato, però è buono che comunque venga pubblicizzato in un prodotto televisivo rivolto ad un pubblico molto giovane.

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Ed ora i dettagli:

Il primo episodio è molto lento per i miei gusti. Però c’è una buona descrizione delle 3 protagoniste ed è abbastanza intrigante.

Il secondo è praticamente un continuo. Che Scylla avesse dei doppi fini lo avevo intuito dal primo momento in cui l’ho vista, però non si sa bene lo scopo finale del suo avvicinamento a Raelle quindi si crea suspance.

Nel terzo arrivano i maschi e la cosa mi ha fatto un po’ storcere il naso dato che era partita come una serie tutta al femminile, con ragazze forti, indipendenti e “salvatrici”, ma con il loro arrivo ci spiegano che sono loro ad incrementare i poteri delle streghe grazie all’attrazione sessuale. Cosa abbastanza incoerente dato che hanno incluso addirittura come protagonista una lesbica. E poi non mi è piaciuto il messaggio lasciato passare che le donne hanno comunque bisogno degli uomini e non solo per forgiare le armi, ma proprio per aumentare il loro potere. Era partita molto bene, ma in questo caso ha fatto uno scivolone bello e buono.

Quarto: la scena del ballo è stata di un cringe assurdo. Ma poi la capa dice a Tally che ballando sscoprirà cosa davvero desidera ed infatti finisce col tizio. Che io avrei mollato lì dopo averlo visto flirtare con un’altra ad un evento dove partecipavano tutti dopo addirittura che si era quasi dichiarato per me, ma vabbhè… Comunque alla fine Raelle conclude la danza con un ragazzo e non è nemmeno il tizio gay, quindi?

Del quinto mi è piaciuto il rito del matrimonio, tranne la parte iniziale che sembrava una marcia militare, ma la parte orale è stata bella. Anche interessante che duri solo 5 anni. Avrei voluto sapere perché. La morte della sposa era abbastanza prevedibile, almeno per me, tutta quella scena sul rimanere da sola puzzava alquanto. Ed infatti… Mi sa che vedo troppi gialli/thriller.

Sesto: ma il marchio che hanno le streghe non è uguale per tutte? A me è sembrato che quello di Tally fosse identico a quello di Abigail, per cui ora perché la madre di quest’ultima se ne esce che ogni stirpe ha il proprio? Il simil fungo è alquanto inquietante. Ah, ed avevo anche capito che Scylla non era morta, ma l’avevano fatta prigioniera. Dopo la rivelazione di Tally era il minimo.

Settimo: io non ce la faccio più del teen drama. Avrei preso Raelle a sberle. Non voleva entrare nell’esercito, ma ha risposto alla chiamata, poi voleva andare subito in battaglia per praticamente suicidarsi e non si fida mai di nessuno. Se vuole può benissimo andarsene che sta diventando una palla al piede per le sue compagne di brigata alle quali non porta il minimo rispetto. Mi piace il fratello della bimba malata ed il rapporto che sta instaurando con Abigail, sembra stia scalfendo la sua corazza emotiva. Come nell’episodio precedente aveva fatto la tipa che la madre aveva messo a sua guardia del corpo che però è sparita. La bimba invece è inquietante, spero sia la “malattia” a farla agire così. Scylla non meriterà la tortura, nessuno merita di essere torturato fisicamente e psicologicamente, ma santarellina non è per nulla.

Ottavo: finalmente Tally rivela a Raelle cosa ha scoperto, anzi è proprio quest’ultima a leggerlo nei suoi pensieri e che fa? Le dà della bugiarda invidiosa. Certo, continuiamo a credere ad una che non si è mai aperta con te veramente invece che alla tua collega di brigata che metterà la sua vita nelle tue mani in battaglia. Poi Tally, potevo capire se fosse stata Abigail, ma Tally è sempre stata carina con lei e Scylla. Finalmente un po’ di azione. Voglio saperne di più sulla time line della lavagna. Molto interessante.

Continuo a non capire se ci siano altre streghe, magari avversarie, nel mondo. L’addestramento/missione di questo episodio implicherebbe di sì. Ma la questione della bimba? Perché è stata accantonata così?

Nono: mi ha dato un po’ di riempitivo. La Alder è un po’ ambigua a volte. La bimba continua ad essere terrificante.

Decimo ed ultimo: io non capisco mai quando gli scrittori fanno ribellare i soldati. E’ incoerente. E’ vero che puoi essere o meno in accordo con gli ordini ed il loro svolgimento, ma da soldato devi solo che eseguire e se non ti aggrada non fai quella scelta di vita. In questo caso Tally è stata particolarmente colpita dal fatto che aveva individuato degli innocenti all’interno del camion e lo hanno totalmente e deliberatamente ignorato, ma è così che va. E’ entrata in un esercito, non al campo scout. Che poi fa tante storie e comunque ci rimane male se non è entrata al College. Mah… Ed alla fine addirittura sacrifica la sua vita per colei che diceva di detestare. Pensavo che Anacostia si fosse fusa il cervello liberando Scylla ed invece l’ha usata per scoprire la base della Spreed, brava! Che la madre di Raelle fosse ancora viva lo avevo capito da quando il padre le ha detto che aveva lasciato l’amuleto a casa prima di partire per la missione che poi l’ha uccisa. Ma se vuole la figlia perché non se l’ andata a prendere da sola? Spero ce lo spieghino nella prossima stagione. Bello il finale con Abigail che si sacrifica anche se il bimbo che scende dall’elicottero e non vuole più risalire è stata un escamotage un po’ banalotto e stupido dato che Raelle poteva caricarselo in spalla invece di perdere tempo a cercare di convincerlo. Ma poi cosa significa quella scena in cui loro camminano ed il terreno cambia al loro passaggio? Ed i nuovi cattivi? Mai sentiti prima, ma sono i nemici giurati delle streghe da praticamente sempre.

Quindi una seconda stagione è obbligatoria. Spero ci chiariscano le cose in sospeso e ci sia meno teen drama.

Mchan

A week away

Anno: 2021

Regia: Roman White

Paese: Usa

Genere: musicale, sentimentale

Cast: Bailee Madison, Kevin Quinn, David Koechner, Sherri Sheperd

Trama: Will è un adolescente orfano e problematico che è finito per l’ennesima volta ai servizi sociali perché ha rubato un’auto. Qui incontra Kristin e suo figlio George che lo accolgono e lo portano per una settimana in un campo estivo cattolico.

A parte che è un mix tra Camp Rock ed High School Musical, con tanto di protagonista maschile fac simile di Zac Efron.

Pieno di cliché, che tuttavia non danno fastidio quanto la moltitudine di canzoni semi religiose che non c’entrano quasi mai nulla con la trama. E sono fastidiose in quanto interrompono i pochi dialoghi presenti.

Gli unici brani sensati sono il duetto tra i due protagonisti ed il breve pezzo che canta lui quando torna al campo.

Tra l’altro la scena del duetto dei due protagonisti è piena di sbagli temporali. All’inizio si incontrano di prima mattina, da come parlano, ma la luce solare è potente, poi vanno nel bosco e nel finale sono sul pontile con un sole arancione che sembrerebbe tramonto, ma possibile che siano stati tutta la giornata fuori? No, dato che quando tornano al campo è di nuovo mattinata. Praticamente hanno voluto sfruttare la luce particolare del sole arancione per la scena del semi balletto, bellissima a livello scenico, ma cronologicamente assurda.

Altra scena assurda è stata la canzone con i consigli agli amici imbranati, a parte che si ripetevano le stesse 3 frasi per un tempo infinito, ma poi erano a meno di mezzo metro di distanza e si confidavano sulle rispettive paure di non piacere all’altro. Ed hanno fatto passare che l’uno non sentisse l’altro.

Altra scena che non ho capito è stata quella in cui il protagonista va ad allenarsi per un gioco ed inizia una canzone che doveva rispecchiare il suo stato d’animo, ma che poi continua con tutti gli altri adolescenti spostando la scena in giro per il campeggio con ragazzi che giocano e scherzano modificando totalmente il senso iniziale del brano.

Il fatto che sia un campo religioso non mi ha entusiasmato anche perché era un fattore insignificante, non ha dato nulla se non insensate e fastidiose canzoncine. A questo punto avrei preferito fosse più presente la fede.

Diciamo che in generale sembra più un abbozzo di situazioni ed idee che non un film compiuto.

Il finale scontato e banale era prevedibile. Ma è decisamente la cosa meno discutibile.

Ora, io capisco pure che il target di riferimento sia una fascia di età dai 12 ai 18 anni, ma anche gli adolescenti hanno il diritto di vedere un film che non sia fatto tanto per, ma con un minimo di criterio. Altrimenti poi non ci lamentiamo se non apprezzeranno il buon cinema da più grandicelli. E quindi porteranno i film più adulti a scendere di qualità.

Mchan

L’altra metà

Anno: 2020

Paese: Usa

Regia: Alice Wu

Genere: commedia, sentimentale, drammatico

Cast: Leah Lewis, Alexxis Lemire, Wolfgang Novogratz, Daniel Diemer, Collin Chou, Enrique Murciano, Becky Ann Baker

Trama:  Paul, un liceale innamorato di una sua coetanea Aster, chiede aiuto ad Ellie, la più brillante del corso di letteratura, per poter riuscire ad esprimere i suoi sentimenti tramite una lettera. Lei dapprima rifiuta, essendo lei stessa segretamente innamorata della ragazza, ma poi accetta per motivi economici.

Che dire? Tanto bel e buon materiale sprecato. La trama era interessante, ma la resa è stata noiosa. I dialoghi lenti, le musiche inesistenti, tempi morti a non finire. Meno male che l’ho visto di pomeriggio altrimenti mi sarei abbioccata. Il doppiaggio italiano poi non ha aiutato proprio. Le voci femminili monotono, quella del protagonista maschile non ho capito perché ha un lieve accento tedesco.

Avrei anche preferito più qui pro quo e meno scene nosense come quella più o meno centrale nella quale Aster arriva a casa di Paul per vederlo, ma poi se ne va via con Ellie, senza nemmeno salutare il ragazzo. Per non parlare del fatto che per tutta la scena nelle terme Aster è nuda, ma magicamente quando vengono riprese dall’alto mentre fanno i morti a galla indossa una t-shirt. E la scena rivelatrice in chiesa è stata assurda. Neanche fossimo negli anni ’50 che il ragazzo deve chiedere prima il permesso di sposarsi al padre ed alla comunità e poi eventualmente chiederlo alla diretta interessata. E ricordo che avevano sì e no 17 anni.

Comunque il miglior personaggio, nonostante il doppiaggio tremendo, per me è Paul. Un ragazzo dal cuore d’oro. Uno di quelli che potremmo definire “puri”.

Tuttavia ho constatato che invece è piaciuto a moltissime persone, che chiedono addirittura una seconda parte, per cui non so… Che poi non so nemmeno di cosa potrebbe parlare questa seconda parte, ma vabbè…

Mchan

Colazione in riva al mare

Il titolo originale è decisamente più azzeccato: Lettera from Lighthouse Cottage, ma capisco il voler evocare il libro più celebre dell’autrice Colazione da Darcy. Anche se sull’evocare i libri precedenti dell’autrice i traduttori/editori italiani ci hanno un po’ troppo preso la mano che in ogni titolo ci infilano o la “colazione” o “in riva al mare” (in questo caso entrambi), che uno va anche in confusione.

Seconda di copertina:

“Il sole splende sulla piccola e tranquilla località di mare di Sandybridge: accoglienti negozi di souvenir, una sala da thè ed un favoloso fish and chips. E’ il posto dove Grace è cresciuta, anche se al momento non ne è troppo contenta. Finché è rimasta a Sandybridge, ha aiutato i suoi genitori a scovare dei tesori vintage per il loro negozio d’antiquariato, ma il suo desiderio è sempre stato quello di poter girare il mondo. Ed ad un certo punto lo ha fatto: ha cominciato a viaggiare per lavoro, si è innamorata, ha costruito una famiglia. Allora perché si trova di nuovo in quella cittadina sul mare, che si era lasciata alle spalle, ed a rivedere Charlie, il suo migliore amico quando era adolescente? Forse viaggiare in giro per il mondo non era quello di cui Grace aveva veramente bisogno. Forse quello che cercava è sempre stato a portata di mano…”

Quarta di copertina:

“Dall’autrice di Colazione da Darcy un romanzo dolce e delicato che parla d’amicizia e del primo amore”

“Un romanzo magico, sull’amicizia che dura dai tempi dell’infanzia, sul primo amore ed i sogni per il futuro”

“Questo romanzo mi è molto piaciuto. Soprattutto perché non fa ricorso al sesso per raccontare una storia d’amore. Amo la scrittura “innocente” di questa autrice e la sua fervida immaginazione. Grazie per averci regalato queste pagine”

Trama:

Grace vive in un paesino sulla costa inglese. Durante l’estate dei suoi 15 anni conosce colui che diverrà il suo migliore amico, Charlie, ed inizierà ad uscire con il suo primo amore, Danny. Loro saranno anche i due uomini più importanti della sua vita. Quell’estate sarà magica anche perché troverà una vecchia macchina da scrivere davvero particolare. Quando le mette nel rullo un foglio essa vi scrive sopra una premonizione sotto forma di lettera. Grace deciderà di chiamarla Remy e vi farà ricorso ad ogni svolta importante della sua vita.

L’inizio è intrigante, diciamo che fino a metà la trama è interessante e ben sviluppata, poi diventa tutto abbastanza surreale.

Se il primo messaggio di Remy diceva che l’uomo della sua vita sarebbe stato colui che l’avesse chiamata per la prima volta Gracie, allora perché sposare Simon??? Un uomo conosciuto molto tempo dopo. E che non l’ha mai chiamata così. Tra l’altro ho trovato stranissimo che nessuno prima dei suoi 15 anni l’avesse chiamata in questo modo. Nemmeno i genitori. Eppure Gracie è il vezzeggiativo perfetto del nome Grace, ma vabbè…

Il racconto in prima persona non ha dato modo di conoscere più a fondo i caratteri dei coprotagonisti. Mi sarebbe piaciuto sapere cosa provavano, ma anche solo come sono arrivati alle scelte che hanno fatto durante la loro vita.

Grace all’inizio è simpatica, ma poi diventa noiosa ed un bel po’ egoista. Di nuovo il racconto in prima persona non aiuta, dato che sono sempre gli altri a fare qualcosa per lei, lei il massimo che ha fatto di altruistico è stato rimanere ad aiutare la madre dopo la morte del padre, ma pur sempre perché comunque la vita che aveva a Londra non era più soddisfacente come prima.

I salti temporali, dal presente al passato, non mi sono piaciuti perché sono stati troppo rivelatori del finale. Va bene che avevo capito come andava a finire già da quella prima lettera, ma rimaneva comunque il dubbio di una svolta diversa dato le continue scelte sbagliate della protagonista.

Il finale poi è stato davvero banale. Oltre che ultra fantasioso. Sandybridge, da località anonima di costiera è diventata patria di multimilionari che però invece di emigrare o comprare ville lussuose sono rimasti lì e vivono in case modeste. E caso strano, spoiler, li conosce tutti lei, la protagonista.

No, capisco che si tratti di un romanzo romantico, ma è decisamente sotto la media delle altre opere dell’autrice.

Quindi lo consiglio solamente a chi ha voglia di svagarsi per un paio d’ore, si legge davvero con molta facilità, ma null’altro. Anche se ci sarebbe un messaggio, che alla fine, dopo svariate batoste, la vita ti riserva sempre qualcosa di bello, è vanificato dal fatto che quella cosa bella lei l’avrebbe potuta avere fin da subito, ma ogni volta ha fatto la scelta sbagliata. E ciò è  abbastanza frustante per chi legge. Ogni volta che sbagliava l’interpretazione dell’ennesima lettera di Remy prendevo a capocciate il libro. Che poi se avesse avuto un finale diverso l’avrei anche potuto capire, ma se nonostante tutto il finale doveva essere quello allora non si può non dare della completa imbecille alla protagonista.

Mchan