Dolcetto alla banana

In questi giorni di quarantena la voglia di fare qualsiasi cosa per me è nulla. Di solito faccio moltissime cose, anche insieme, sembro tipo Rapunzel nella torre, invece da quando sono (siamo) obbligati a rimanere chiusi in casa non ho voglia di alzare un dito. Apatia assoluta. Mah…

Però l’altro giorno mi sono messa di punto ed ho provato questa nuova ricetta.

Ingredienti:

3 banane, 250g di farina, 200g di zucchero, 100g di olio di colza, 1 tazzina di latte, 3 uova, 1 bustina di lievito, cioccolata fondente q.b.

Procedimento:

Sbattere le uova con lo zucchero per almeno 8 minuti (sì, lo so, è un tempo lunghissimo, ma il risultato è di una consistenza vellutatissima), meglio con uno sbattitore elettrico.

Incorporare l’olio ed il latte, ma senza mescolare.

Incorporare la farina ed il lievito ed iniziare a mescolare dal basso verso l’alto.

Tagliare le banane a fettine e tritare il cioccolato.

Riempire lo o gli stampi da dolce per met (io ho usato degli stampini più piccoli, tipo da cupcake, così si mantiene più a lungo), aggiungere le banane, riempire di nuovo con l’impasto e finire con banane e cioccolata.

In forno preriscaldato a 180° per circa mezz’ora.

Il risultato è questo:

dolceallabanana

E voi come state passando il tempo? Siete apatici come me oppure avete rivoluzionato casa o (s)fortunatamente dovete uscire per andare al lavoro?

Mchan

Montenegro parte 4

Quest’oggi facciamo il giro in barca che non abbiamo fatto il primo giorno anche se il tempo non è dei migliori, molto nuvoloso. Il giro è carino, ma poteva essere meglio con il sole.

Poi andiamo a Bar od Antivar in italiano che è una cittadina molto carina. Si chiama così perché si trova proprio davanti alla nostra Bari. Il centro storico è tutto in salita ed i suoi resti sono davvero dei ruderi, ma è una passeggiata interessante.

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A pranzo andiamo in un localino piccino ma molto caratteristico ed ordiniamo le classiche polpette chiamate cevapcici che in realtà sono più simili a dei cannoli ed una melanzana speziata molto tradizionale.

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Poi ci dirigiamo verso il Lago Scutari al confine con l’Albania e qui abbiamo un’altra gita in barca con annesso spuntino con delle palline di pasta di pizza fritta con miele e formaggio. Una delizia.

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Durante il giro in barca, oltre che a mangiare, possiamo osservare alcune specie di uccelli che abitano in questi posti e quello che è chiamato l’Alcatraz del Montenegro ovvero Grmozur.

Mchan

Montenegro parte 3

Quest’oggi il programma prevede la visita dell’antica capitale di Cetinje con ingresso al palazzo reale. Davvero molto bello.

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Le immagini di sopra le ho dovute prendere in rete, tranne la facciata del palazzo, poiché è proibito fare fotografie all’interno. Comunque è davvero bellissimo ed è interessante sentire la storia di questa nazione dalla guida offerta dal palazzo.

Fortunatamente il tempo migliora dato che per il pomeriggio è prevista una gita in barca fino all’isola della Madonna dello Scalpello nel pieno delle Bocche del Cattaro, ma prima di arrivarci ci fermiamo a fare uno spuntino in un posto sulle montagne che si chiama Njegusci.

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E poi percorriamo le 25 curve che ci conducono a Kotor (o Cattaro).

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Il panorama è stupendo, ma percorrere queste strade è una vera impresa. Il nostro autista è stato davvero molto bravo dato che la corsia è piccolissima ed il senso di marcia è doppio con in più svariati pullman che la percorrono. Una volta ha dovuto indietreggiare per quasi tutta la lunghezza della stradina fino alla curva per farne passare uno.

Dopo le curve ci aspetta la barca per arrivare all’isolotto artificiale dove sorge la chiesetta della Madonna dello Scalpello.

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Poi torniamo nel centro storico di Kotor.

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Purtroppo c’è una marea di gente, tutti turisti sbarcati dalle navi da crociera che attraccano nel porto direttamente davanti al centro storico e questo è un grandissimo peccato. Anche perché la nostra accompagnatrice ci ha anche detto che ciò potrebbe causare l’uscita dai Patrimoni dell’Unesco di questo splendido posto. Capisco che il turismo è una ricchissima fonte di guadagno per i locali, ma ci sono enormi rischi per l’ambiente e per la sicurezza stessa della cittadina se si continua così. Un po’ come succede a Venezia da noi.

Mchan

The Witcher

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Anno: 2019 in corso

Paese: Usa, Polonia

Genere: fantastico, azione, avventura

Stagioni: 1 (8 episodi) in corso

Ideatore: Lauren Schmidt Hissrich

Soggetto: Saga di Geralt di Rovia by Andrzej Sapkowski

Cast: Henry Cavill, Anya Chalotra, Freya Allan, Joey Batey, MyAnna Buring

Trama: Geralt di Rivia è un witcher, ossia cacciatore di esseri sovrannaturali, che vaga per il Paese alla ricerca di ingaggi. Yennefer invece è una maga molto potente ed infine Cirilla, Ciri, è una principessa in fuga dal nemico che ha invaso il suo regno. Le loro vite e storie si intrecciano.

Premetto che non ho letto i libri e nemmeno giocato mai al videogioco, anzi, prima di questa serie non sapevo nemmeno che esistessero per cui mi baserò solamente su ciò che vedo e se sia fedele o meno ai su citati non ne ho la minima idea e naturalmente non mi interessa.

Dato che recensirò episodio per episodio ci saranno spoiler.

Primo episodio: in teoria un primo episodio dovrebbe essere introduttivo, spiegare un po’ il mondo fantastico in cui ci si trova. Qui lo è per metà. L’altra metà è piena di situazioni e dialoghi su cose che chi ha letto i libri o giocato ai videogiochi conosce, ma il resto del mondo no. Avrei preferito che Renfli o come si chiama, non fosse morta subito perché non se ne è capito il motivo. No, sul serio. Io non sono riuscita a capire come il protagonista dal volersene rimanere fuori sia invece arrivato a fare una strage. Bella tutta la parte della battaglia e dell’assalto di Cintra anche se un po’ troppo cruenta.

Secondo episodio: incontriamo Yennefer per la prima volta e tutta la parte dedicata a lei è buona. Invece la parte di Geralt è sempre confusionaria. Viene presentato questo re degli elfi, ma poi lo lasciano lì e capiamo solo che gli umani li hanno cacciati, sorte migliore di quando li hanno schiavizzati o trucidati. Nel frattempo Ciri/Cirilla/Fiona continua la sua fuga.

Terzo episodio: il caso di Geralt risulta più interessante ed è anche più utile alla trama orizzontale. Almeno finalmente capiamo che la storia di Yennefer è su di una linea temporale differente, ben una trentina di anni prima. Ma è proprio la sua storia a farmi storcere il naso. Lei è una maga potente e come una qualsiasi starletta dei giorni nostri si sottopone all’equivalente della nostra chirurgia estetica per risultare più bella. Se proprio dovevano trasformarla, che capisco che avere l’unica protagonista femminile praticamente uguale a Quasimodo non era l’ideale per il target a cui è indirizzata la serie, potevano farla diventare più bella man mano che si rendeva conto del suo potere magico o qualcosa del genere. Stendiamo un velo pietoso sulla sua scena di sesso completamente messa a caso, nonché assurda. Ciri/Cirilla/Fiona vaga ancora in mezzo ai boschi.

Quarto episodio: siamo a metà stagione e finalmente si capisce che anche Geralt e Ciri/Cirilla/Fiona viaggiano su due linee temporali differenti. Era ora! Ma rimane ancora troppo legato al libro il tutto. C’è una spiegazione minima per chi si è avvicinato a questo mondo solo ora. Sono stata dieci minuti buoni a chiedermi: “Che caspita è questa legge della sorpresa?” prima che venisse spiegata e comunque sempre in maniera troppo labile. Per non parlare della madre di Ciri/Cirilla/Fiona che si alza in levitazione con il suo amato per buoni 3minuti cantilenando parole sconosciute, per essere fermata solamente da Geralt, ma solo dopo aver bevuto non si sa cosa da una fialetta, e non viene spiegato il perché. Yennefer nel frattempo ha dei ripensamenti sulla sua scelta. Li avrei evitati. Poteva essere un bel personaggio con un carattere forte ed invece si sta rivelando la solita protagonista femminile che non si accetta ed a cui vengono i dubbi sulle scelte che ha fatto.

Quinto episodio: la prima scena tra Yennefer ed il mago/negoziante non l’ho capita. Penso che dovesse far intendere che lei compra degli incantesimi per poter rimanere giovane, potevano spiegarla meglio. In teoria sono passati 10 anni dall’episodio che riguardava Geralt nella puntata precedente, ma anche qui sono andata a deduzione su una battuta di Ranuncolo perché altrimenti non è spiegato bene nemmeno questo. La scena dell’orgia durante il primo incontro tra Geralt e Yennefer non l’ho capita. Tutto quel nudo e soft porno messo a casaccio potevano risparmiarselo. Non sono una bacchettona, ma se ci deve essere del nudo che almeno abbia un senso e non messo tanto per attirare attenzione da curiosità morbosa. Anche perché poi, nella scena di sesso tra i protagonisti invece erano entrambi vestiti di tutto punto. Tra l’altro lei è rimasta con le t***e al vento per tre quarti dell’episodio e proprio durante la scena di sesso non si spoglia, mah… Lei comunque è sempre più antipatica. Nel discorso con la sua mentore poi è stata di un arrogante. No, decisamente il personaggio peggiore.

Sesto episodio: quando pensavo di aver capito le linee temporali ecco che qualcuno dice qualcosa e mi sconvolge di nuovo le idee. Quindi, ricapitolando: ora Geralt e Yennefer si trovano sulla stessa linea temporale mentre Ciri/Cirilla è nel futuro (rispetto a loro). Belli i draghi!!! Yennefer ha stufato con sta storia che vuole diventare mamma ma gli altri brutti e cattivi glielo hanno impedito. Le è sempre stato detto sin dalla prima lezione che la magia aveva un costo ed il tizio che le ha dato la bellezza l’aveva avvisata che le avrebbe tolto la facoltà di diventare madre ed a lei era andato bene. A casa mia si dice: “Chi è causa del suo mal pianga sé stesso” e “A ‘na certa stacce”. Grande Geralt che le ha detto che sarebbe stata una cattiva madre. Ranuncolo è abbastanza inutile. Sì, carine le sue battute, ma non indispensabili, non penso mi mancherà.

Settimo episodio: non ne posso più di sentir frignare Yennefer! E basta! Tra l’altro ora si lamenta pure che Tassia l’ha portata alla scuola per maghe. Certo. Invece era meglio rimanere a casa sua a dormire nel porcile e lavorare come una schiava per la sua stessa famiglia. Che poi è stata la sua stessa madre a venderla per 4 soldi. Tassia le ha dato una camera tutta sua, un letto vero, dei vestiti puliti, pasti regolari ed un’istruzione, però è quella brutta e cattiva. Vabbè… Nella fonte con le altre “anguille” la doveva mandare. L’incontro tra lei ed il suo primo amore è completamente inutile. Frangilla è completamente esaltata 😨

Ottavo episodio: nel complesso bello ed intrigante. Dispiace per tutti quei maghi morti. L’incontro tra Geralt e Ciri/Cirilla mi ha lasciata un po’ perplessa. Lei che gli corre incontro senza mai averlo visto prima e nemmeno sapere come è fatto, soprattutto dopo tutto quello che ha passato, mah. Lui che ci mette tipo due giorni ad arrivare da lei, con una guerra in mezzo, mentre lei per arrivare lì ci ha messo tipo una settimana od anche più. Altro mah.

Il finale aperto porta ad una seconda stagione.

Sì, mi piacerebbe vederla, ma sinceramente non sto in trepidazione perché ci sono molte cose che secondo me non sono state ben fatte. Prima di tutto le linee temporali. Le ho odiate. Avrei preferito una gestione diversa. Poi il protagonista in alcune puntate appare solo per 10 minuti, troppe cose date per scontate e quindi non spiegate a dovere. La storia di Geralt, di come sia diventato un Witcher, accennata solo nell’ultimo episodio e lasciata a metà. Avrei preferito più mostri, in fondo sarebbe il lavoro del protagonista, invece sono stati pi un contorno.

Varie:

Henry Cavill nelle vesti di Geralt non è male, tanto non parla più di un paio di battute e comunque neanche si riconosce tra parrucca e lenti a contatto, per non parlare del fatto che sta sca**ato per 3/4 del tempo. Buoni gli effetti speciali, ma nel 2019 penso sia il minimo. La ragazzina che interpreta Ciri/Cirilla/Fiona sembra un elfo, troppo carina. L’attrice che interpreta Yennefer sinceramente non mi sembra tutta sta gran bellezza di viso, bellissimi invece sono i suoi costumi.

Bella la sigla iniziale, con un simbolo diverso ad ogni episodio inerente alla trama della puntata. L’unica cosa è che non ho capito il simbolo di Ciri/Cirilla dato che si tratta di un passero, ma a lei la chiamano sempre cucciola di leonessa, mah…

thewitcherlogos

Bella la musica e le ambientazioni, ma credo che queste ultime siano in CGI.

Mchan

Montenegro parte 2

Il giorno seguente dovevamo fare un giro in barca per vedere l’isola di Santo Stefano che è una sorta di Resort di lusso, ma pioveva a dirotto così abbiamo dovuto rinunciare e non ci siamo potuti godere nemmeno la visita del centro storico di Budva. Peccato.

L’unico posto che abbiamo visto senza bagnarci è stata la chiesa ortodossa.

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Comunque l’isolotto sono riuscita a fotografarlo dalla strada panoramica in un rarissimo sprazzo di sereno ;-P

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Dovevamo anche visitare Petrovac, ma siamo riusciti solamente ad arrivare al lungomare e ripararci dentro un ristorante in cui abbiamo pranzato con zuppa calda e carne alla griglia. Purtroppo nessuna foto che il locale era davvero molto buio.

Nel primo pomeriggio siamo tornate in albergo e dopo esserci asciugate abbiamo fatto un’altra passeggiata nei dintorni che si era rassenerato.

Mchan

Montenegro

Anni fa vedemmo (mia madre ed io) una puntata di Sereno Variabile dedicata al Montenegro. Sinceramente so pochissimo di quella che un tempo era la Jugoslavia, ma vedendo quel documentario mi innamorai subito dei luoghi così selvaggi ed affascinanti. Negli anni seguenti scegliemmo altre mete per le nostre vacanze, un po’ perché figuravano prima nella lista dei luoghi da visitare, un po’ per motivi economici, un po’ perché trovare un tour con solo il Montenegro non è facile.

Quest’estate ci siamo riuscite e quindi siamo partite molto volentieri alla volta di questo paese.

Il volo lo avevamo per la capitale Podgorica che distava circa un’ora da dove abbiamo alloggiato ovvero Budva, una cittadina in riva al mare, molto turstica. Ma la strada per raggiungerla è molto panoramica (si passa addirittura per una parte del lago Scutari e poi sulla costa) per cui non è stato noioso il tragitto.

L’hotel era un 4stelle, ma penso che i livelli degli alberghi siano un po’ come quelli francesi od inglesi ossia una stella in meno a quella effettiva. Infatti la camera era molto carina e spaziosa poiché composta da due ambienti, ma il bagno oltre a non avere il bidet (cosa a cui ormai sono abituata quando vado all’estero) aveva anche il piano della doccia allo stesso livello del pavimento per cui ogni volta si allagava tutto ed il ristorante era mediocre. Il menu è stato per lo più uguale per ogni sera in cui vi abbiamo cenato (ovvero 7volte), per non parlare della colazione che era davvero misera, ed il servizio lasciava molto a desiderare. Le bevande si dovevano ordinare ai camerieri che venivano al tavolo, ma spesso arrivavano a metà pasto e comunque erano sempre abbastanza svogliati, tranne il capo. Capisco che fosse fine stagione, ma siccome vivi di turismo e quando tutti i villeggianti se ne andranno resterai senza lavoro, dovresti essere un pochino più collaborativo. Anch’io lavoro a stagione e durante gli ultimi giorni mi comporto come i primi, dando il 100% nonostante la stanchezza accumulata.

Il bello dei tour organizzati è che non devi pensare praticamente a nulla se non a goderti il viaggio. Il brutto è che a volte hai del tempo libero che non ti serve e sei alloggiato non molto vicino ad un centro abitato.

In questo caso avevamo il pomeriggio del primo giorno completamente libero e l’albergo era nella provincia di Budva, a Becici, ma fortunatamente a pochi metri dal lungomare così ci siamo andate subito anche perché dovevamo ancora pranzare.

Non  che ci fossero molti locali tra cui scegliere. Ci siamo fiondate sul primo che abbiamo trovato con un menu visibile. In realtà era un self service, ma il cibo era buono.

Abbiamo scelto un mix di carne e verdure alla griglia accompagnate da una pinta di birra.

Poi abbiamo proseguito la passeggiata sul lungomare ed abbiamo scoperto questa chiesetta ortodossa dedicata a Sveti Toma:

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Mchan

 

The Americans

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Anno: 2013 – 2018

Paese: Usa

Genere: drammatico, thriller, spionaggio, storico

Stagioni: 6

Ideatore: Joe Weisberg

Cast: Keri Russell, Matthew Rhys, Noah Emmerich, Annet Mahendru, Susan Misner, Holly Taylor, Keidrich Sellati, Maximiliano Hernandez, Margo Martindale

Trama: Anni ’80, piena guerra fredda, Elizabeth e Philip sono due ufficiali sovietici mandati negli Usa sotto mentite spoglie. Un giorno arriva un nuovo vicino di casa: un agente dell’FBI.

Prima stagione: ho iniziato a vederla perché ne ho tanto sentito parlare ed allora avendola in chiaro su Rai 4 circa all’ora di pranzo le ho dato un’occhiata. I due attori principali mi piacciono molto, ma la storia e la resa è troppo pesante. Sinceramente non sono mai riuscita ad empatizzare con loro. Soprattutto con lei. Ma nemmeno con il tizio dell’FBI.

E poi avrei iniziato la serie da quando i due sono arrivati in America e non vent’anni dopo con i flashback del loro inizio. In più ci sono troppe cose che non vanno a livello di logica. I due escono sempre di notte lasciando i due figli da soli a casa, possibile che non se ne siano mai accorti? Per non parlare delle volte in cui il “lavoro” li segue a casa ed hanno degli scontri fisici con i figli che dormono di sopra e non sentono mai nulla.

Lei continua a dire che gli americani sono brutti e cattivi però serve un Paese che la fa prostituire pur di mandare avanti una missione (e che probabilmente, da quello che si è capito tra le righe, ha lasciato che un superiore la stuprasse quando era una giovane recluta), per non parlare del fatto di farla sposare con uno sconosciuto.

Non riesco a capire i loro problemi di coppia a scoppio ritardato. Spesso e volentieri tirano fuori delle cose, tipo mancanza di fiducia o comunicazione, che avrebbero dovuto affrontare nei primi anni di matrimonio, non dopo venti e due figli.   

Lei è tremendamente egoista: si deve fare tutto ciò che decide lei, se a lui non va o pensa che non sia giusto o sicuro lei lo fa comunque e lui allora è costretto ad assecondarla perché le loro vite sono legate a doppio filo volente o nolente. Se prendono lei è naturale che poi arrivino a lui essendo sposati. E nonostante tutto lei è sempre molto insicura ed insoddisfatta nei confronti di lui.  

La scelta di Gregory non l’ho proprio capita. Lui è un afroamericano che ha tradito il paese in cui è nato e cresciuto per degli ideali di un paese che lo avrebbe trattato anche peggio, perché in fatto di razzismo non è che i russi siano di meno degli americani. Ed invece di cogliere l’opportunità di poter scappare e rifugiarsi a Mosca dove gli avrebbero garantito un appartamento ed un lavoro, lui prima vorrebbe andarsene in California e poi, messo alle strette, decide di farsi uccidere in uno scontro a fuoco con la polizia. A questo punto io avrei preferito spararmi da sola un colpo in testa. E’ stato tutto così surreale.

Il matrimonio tra lui e la sua talpa: ce ne era davvero bisogno? No. Andavano a letto insieme di già e lei gli forniva tutte le informazioni che voleva senza battere ciglio. In più dopo tutti i divieti che lui le ha imposto (tenerlo segreto anche ai genitori, non vivere insieme) io non avrei mai accettato. Ma davvero la gente è così scema?

Il loro capo. Sarà pure una rompiballe, ma io non penso che all’epoca, con quella cultura, potevano permettersi di parlarle in quel modo così poco rispettoso. Figuriamoci pensare di poter reclamare per farsela cambiare. Nemmeno al giorno d’oggi si può fare una cosa del genere.

Troppe scene di sesso. Anche quando non ce n’è il minimo bisogno, ossia il 90% delle volte. Ce ne sono come minimo 3 ad episodio e ricordo che si tratta di una serie di spionaggio, e sono anche recitate come un porno di serie B. Non che voglia scene di nudo, ma vedere la partner femminile sempre con la lingerie addosso mentre lui immediatamente dopo si preoccupa di coprirsi subito con le lenzuola mentre torna al suo posto è imbarazzante. Oltre che ad essere ambientata negli anni ’80 sembra anche essere proprio girata in quel periodo.

L’unico input per poter guardare la seconda stagione è di scoprire cosa ha effettivamente visto la figlia nella sala lavanderia nell’ultima scena della prima stagione. Se abbia scoperto la doppia vita dei suoi genitori e come reagirà. Ma essendo la figlia un po’ tonta, come dimostrato in un episodio precedente, ho i miei dubbi possa venir fuori qualcosa di interessante. Tra l’altro quella scena mi è sembrata messa a casaccio, tanto per riempire l’episodio. Non ha avuto nessun seguito ed ha ulteriormente mostrato quanto siano tonti i figli. I genitori li mollano al centro commerciale e non li vanno a riprendere all’orario stabilito, non rispondono al telefono e quando i ragazzini finalmente riescono a tornare a casa non li trovano anche se ormai fuori è buio. Oltre al fatto che non trovano nemmeno un biglietto ed invece di chiamare la polizia si comportano come nulla fosse. Ma solo io ancora mi preoccupo se mia madre tarda anche solo di un quarto d’ora??? Mah…

Questa invece non va a livello di facilità nella visione: l’audio della televisione è sempre lasciato in originale con i sottotitoli ed è stressante. Io capisco i sottotitoli quando parlano in russo, ma alla tv americana anche no.

Tutto questo, aggiunto al fatto che non riesco proprio ad empatizzare con nessuno, né russi né americani, mi ha fatto decidere di non proseguire con la visione. 

Mchan