Ridatemi mia moglie

Anno: 2021

Paese: Italia

Episodi: 2, 1 stagione

Genere: drammatico, commedia

Regia: Alessandro Genovesi

Cast: Fabio De Luigi, Anita Caprioli, Diego Abatantuono, Diana Del Bufalo, Carla Signoris

Trama: Giovanni e Chiara sono sposati da 5 anni, nel giorno del suo compleanno lei decide di lasciarlo durante la festa con parenti ed amici.

Noioso.

Lento. Battute nemmeno l’ombra, almeno non di quelle divertenti. Davvero, non ho praticamente mai nemmeno sorriso. Anche tutto il fraintendimento sulla gravidanza è stato di un piattume… Poi ci sono i flashback che spuntano a caso e sono irritanti perché spezzano il racconto senza un motivo preciso.  

Il personaggio principale è troppo passivo. Ti viene voglia di urlare al televisore “Smuoviti!”.  A parte che è proprio la situazione ad essere surreale in modo irritante.

Alla protagonista viene la brillante idea di mollare il proprio marito nel giorno del suo compleanno. Ma si può? Non potevi sopportarlo un giorno in più? Tanto il motivo per cui lo molla è solamente che lo ritiene troppo noioso, per cui fa questo piccolo sacrificio e non mortificarlo davanti ad amici e parenti (anche se questi ultimi non lo hanno nemmeno capito). Tra l’altro non ha nemmeno il coraggio di prendersi le sue responsabilità e dirlo lei ai propri genitori, ma vuole che lo faccia lui.

L’amica di lei poi è odiosa, si comporta come se fosse stato lui a lasciare l’amica con chissà quale colpa quando non è così. Va bene sostenere l’amica, ma non con questo astio verso di lui. Anche la sorella non è proprio a posto. Sembra che se un uomo è gentile e premuroso è per forza di cose noioso e va mollato. Mah…

Mchan

Eravamo canzoni

Anno: 2021

Paese: Spagna

Regia: Juana Macas

Genere: commedia, sentimentale

Soggetto: romanzo “Canciones y Recuerdos” by Elisabet Benavent

Cast: Mara Valverde, Alex Gonzalez, Elisabet Casanovas, Susana Abaitua, Miri Perez-Cabrero, Eva Ugarte

Trama: Macarena, detta Maca, è l’assistente di una influencer. Ha due migliori amiche e tutte e tre sono in un periodo di crisi esistenziale. Lei è stanca di essere sottopagata e quasi schiavizzata dalla sua datrice di lavoro, per non parlare delle continue umiliazioni, Adriana è in crisi matrimoniale e Jimena è alla costante ricerca del suo amore perduto.

Credo di non aver visto film più brutto.

A cominciare dal titolo che non c’entra assolutamente nulla con la trama. Pensavo fosse un musical, ma non lo è, allora ho pensato che comunque ci si riferisse in qualche modo a delle canzoni, ma nulla. La musica non è praticamente contemplata se non come normale soundtrack.

Ed in questo caso non è colpa dei traduttori italiani perché è letteralmente quello originale: “Fuimos Canciones”

Della trama non ne parliamo. Non si approfondisce nulla. La protagonista che a volte parla direttamente con lo spettatore non è male, ma non associata anche a flashback dove la lei presente interagisce con il passato ed i dialoghi con le due parti di lei stessa (stile diavoletto ed angioletto). Un po’ troppo.

Il motivo per cui ce l’ha con il suo ex non si sa bene fino alla fine, ma è comunque ridicolo al confronto con l’astio che prova per lui e con tutto quello che gli fa per vendicarsi. E vuole anche apparire come una novella femminista emancipata. Sembra solamente una bambina dell’asilo. E poi, passi anche parlare male di lui alla nuova fidanzata (stupido, ma ci può stare), ma tutta quella scenata nel suo posto di lavoro aizzando anche i suoi studenti contro di lui l’ho trovato davvero al limite dello psicopatico.

Le storie delle due amiche sono portate avanti con molta superficialità. La prima, la sposata, sembra avere solo scene di sesso. Non si capisce che reali problemi abbia con il marito ed il perché sia arrivata dove è arrivata alla fine. La seconda è assurda. Praticamente il suo ragazzo è morto e lei pensa che si sia rincarnato in qualcun altro e lo sta cercando. Prima di tutto la reincarnazione non funziona come pensa lei. Lo cerca in altri uomini adulti. In teoria ci si rincarna in neonati. Secondo le basta una minima cosa che il nuovo tizio ha in comune con il suo ex per partire in quarta per poi interrompere altrettanto bruscamente quando vede o sente una cosa “sbagliata”. E le sue amiche invece di aiutarla pagano un tizio per sembrare la reincarnazione tanto cercata. Da malati.

Salvo solamente il finale che nella sua assurdità almeno non è scaduto nel banale.

Mchan

Serie tv abbandonate

Mr Corman

Anno: 2021

Paese: Usa

Episodi: 10, 1 stagione

Genere: drammatico, commedia

Cast: Joseph Gordon-Levitt, Juno Temple, Debra Winger, Arturo Castro

Camping

Anno: 2018

Paese: Usa

Episodi: 8, 1 stagione, conclusa

Genere: commedia

Cast: Jennifer Garner, David Tennant, Juliette Lewis, Ione Skye, Chris Sullivan, Cheyenne Haynes, Arturo Del Puerto, Janicza Bravo, Brett Gelman  

Premetto che io non sono una persona che commenta una brutta visione con la frase: “Ho sprecato il mio tempo” nè che è solita mollare una serie alla prima puntata, ma stavolta non ce l’ho proprio fatta.

La prima serie è di un deprimente assurdo. A me piacciono i drama, mi piace commuovermi, ma qui era solamente una tristezza infinita persistente che almeno per il primo episodio e mezzo non si capiva dove volesse andare a parare.

La seconda l’ho stoppata a forse nemmeno metà della prima puntata. Non faceva ridere, non si capiva un accidenti di quello che stava succedendo ed è stata caotica nella presentazione dei personaggi. Non sono riuscita a capire nemmeno il nome dei due principali. Probabilmente non è proprio il mio genere, al limite del grottesco, per cui ho preferito passare ad altro.

Voi le avete viste? Avete dei pareri differenti? Perché magari sono io il problema, tutto può essere.

Mchan

High Flyers

Anno: 2020

Paese: Paesi Bassi

Episodi: 8, 1 stagione

Genere: drammatico

Cast: Joshua Stradowski, Sinem Kavus, Soy Kroon

Trama: Rutger, Guus e Laila sono tre aspiranti piloti della Royal Netherland Air Force. Si segue il loro addestramento fino alla prima missione in Medio Oriente.

L’ho trovata spesso con una trama un po’ carente di filo cronologico. Tipo che l’accademia è durata un paio di episodi, e ci sta a livello di narrativa visiva, ma è stata anche la percezione temporale ad essere così veloce. Idem per il seguente periodo di formazione come piloti sia in patria che negli Usa. Alla fine della serie sembra che sia passato un solo anno, invece che 4 o 5 come dovrebbe essere. Per esperienza so che l’accademia dell’aereonautica dura circa 4anni più un anno in Usa.

Anche l’età dei personaggi a volte è un po’ ambigua. Tipo che Laila in un flashback del 1997 dovrebbe avere una decina di anni, quindi ai giorni nostri, dove pare essere ambientata cronologicamente la serie, ne avrebbe una trentina, ma mi pare alquanto strano perché sembrano tutti e tre dei poco più che ventenni.

A parte questo, la serie è godibile, con una trama principale carina ed interessante. I personaggi principali sono ben delineati e non si cade nei classici cliché. Tipo lei è appunto una donna in un mondo prettamente maschile e pure musulmana (addirittura immigrata di prima generazione), ma non ci sono stati sopra più di tanto.

La trama secondaria invece l’ho capita poco. O meglio: l’ho capita, ma non mi ha entusiasmato granché, specialmente tutto ciò che ha riguardato la giornalista ossessionata da non si capisce bene cosa. All’inizio pareva volesse aprire un’inchiesta giornalistica sul processo ad una specie di terrorista filo russo, poi si è accanita contro il protagonista su di una questione abbastanza subdola, infine è completamente scomparsa dallo schermo. Mah…

Al momento non si sa ancora se ci sarà una seconda stagione, ma il forte favore del pubblico straniero potrebbe indurre i produttori a proseguire.

Mchan

Bagnoregio

 Dato che eravamo in giro nella provincia di Viterbo, nel pomeriggio ci siamo recate in questo paesino nominato “La città che muore”.

Abbiamo parcheggiato, a pagamento, in centro, appena abbiamo visto un infopoint dove acquistare il biglietto per entrare nella cittadella. Il prezzo è di €5 a persona e sinceramente l’ho trovato eccessivo. Anche perché non c’è’ praticamente nulla da vedere una volta arrivati in cima. Si paga solo per attraversare il ponte, dopo aver camminato per chilometri. Poi nel paesino ci sono solamente B&B e locali per mangiare. Null’altro.   

Ecco, visto una volta, mai più.

Tra l’altro è molto più bello il panorama della cittadella arroccata sulla roccia visto dal belvedere che non quello che si vede una volta lì.

Mchan

Sant’Angelo

Paesino situato nella provincia di Viterbo, a circa due ore da Roma.

E’ famoso perché ultimamente, per riportarlo un po’ in vita, si sono inventati di decorare i muri delle case del centro con dei murales che raffigurano le fiabe più conosciute.

Devo dire che è molto suggestivo, soprattutto perché anche i cittadini, quei pochi rimasti, hanno decorato i balconi delle loro case con fiori ed oggetti fiabeschi.

Alcuni murales sono davvero molto belli.

Cappuccetto Rosso

Altri sono un po’ troppo banali, tipo ricreare il personaggio paro paro della versione cinematografica della fiaba.  

Molti sono “incastrati” con finestre/balconi/porte delle case:

Alice nel paese delle meraviglie
Hansel & Gretel

Alcuni sono ingegnosi tipo questo che è stato fatto su di uno sportello della centralina della luce:

Don Chisciotte

Alcuni hanno all’interno dei luoghi del posto:

La bella addormentata nel bosco

La pecca di questo posto è che non c’è’ molto altro. Ed in piena settimana, seppure i primi di settembre, erano aperti solamente un bar, due paninari, un forno ed un negozio di souvenir (l’unico). E solo per metà giornata. Ci sarebbe anche una trattoria che è aperta solamente nel weekend. Perfino l’ufficio della Proloco era chiuso. Eppure di visitatori ce ne erano parecchi dato che le scuole erano ancora chiuse e la giornata molto bella.

Noi ci siamo andate senza aspettarci granché, ma sarebbe carino se cercassero di valorizzarlo un po’ di più. Anche perché non c’è da pagare nulla per entrare in paese, nemmeno il parcheggio, per cui se ampliassero i servizi in offerta ne gioverebbero solamente.

Mchan

Trying

Anno: 2020

Paese: Uk

Episodi: 16, 2 stagioni, in corso

Genere: drammatico, sentimentale, commedia

Ideatore: Andy Wolton

Cast: Rafe Spall, Esther Smith, Imelda Staunton, Ophelia Lovibond, Oliver Chris

Trama: Nikki e Jason sono una coppia che non riesce ad avere dei figli in modo naturale per questo hanno deciso di ricorrere all’adozione, ma il percorso non sarà facile.

Come idea non è male. La prima stagione scorre abbastanza velocemente, anche grazie al minutaggio ridotto degli episodi (circa 30min, ma anche meno). Conosciamo i due protagonisti, il loro background famigliare e ci avventuriamo con loro nei meandri della burocrazia per poter adottare dei bambini.

Unica nota stonata, a mio gusto, è lei. Secondo me il suo carattere è troppo enfatizzato. Io sinceramente non le affiderei nemmeno una pianta di plastica, figuriamoci un bambino.

La seconda stagione perde il fulcro della trama che dovrebbe essere l’adozione. Anzi, sembra che essa sia solamente un escamotage per le varie scene comiche e siparietti che dovrebbero far ridere, ma che a me sanno solo di grottesco. I due protagonisti risultano davvero troppo stupidi ed immaturi. L’assistente sociale scompare ed i due vengono praticamente lasciati da soli ad affrontare una possibile adozione, che naturalmente sembrerà andare a monte. Solo nell’ultimo episodio l’assistente sociale si rifà viva per sconvolgere ciò che stavano facendo ed affidargli una bimba che non sanno dove mettere perché hanno tutti i dormitoi pieni. Questi bambini sembrano dei pacchi postali.  

Anche il fatto di come funziona l’adozione è un po’ assurdo. Io non sono un’esperta, ma non penso che si possa scegliere un bambino da un catalogo. Giuro che succede questo. Anche perché giusto nella puntata con la commissione si diceva che l’unico interesse doveva essere quello del bambino, che i due possibili genitori dovevano volere solo il bene del bimbo ed adottare per togliere il minore da una situazione non piacevole e non per avere dei bambini anche se biologicamente non si può.

Questi bimbi sembrano davvero degli oggetti inanimati da spostare a seconda della disponibilità dei letti degli istituti. Assurdo. E pensare che per tutta la prima stagione ci hanno ammorbato sul fatto che i potenziali genitori dovevano essere “preparati” perché i bambini venivano da delle situazioni difficili ed avevano bisogno di tutte le attenzioni, materiali o meno, possibili. Mentre nell’ultima puntata della seconda stagione l’assistente sociale praticamente dice loro: “Non abbiamo più posto in struttura, prendetevi questa bimba per un paio di giorni, poi vediamo”. Vabbè…

E tralasciamo come viene trattata la coppia. Il centro di tutto è  lei. Lui è solamente un suo valletto. Non ha diritto di decidere su nulla. Se solo prova ad avere un’idea contraria a quella di lei, litigano. Per me non è così che dovrebbe funzionare una relazione.

Mchan  

Medaglie Paralimpiadi

Volevo ricordare e congratularmi anche con gli atleti paraolimpici.

Purtroppo non ho potuto seguire in diretta o semi le gare, ma solo via social. Peccato non gli sia stato dato il giusto spazio perché le loro imprese sono state magnifiche e le loro storie sono un esempio per tutti noi, specialmente in questo periodo.

Portabandiera: Federico Morlacchi & Bebe Vio.

1a giornata:

Bronzo – Francesco Bettella, 100m dorso S1

Oro – Carlotta Gilli, 100m farfalla S13

Argento – Alessia Berra, 100m farfalla S13

Oro – Francesco Bocciardo, 200m stile libero S5

Bronzo – Monica Boggioni, 200m stile libero S5

2a giornata:

Oro – Francesco Bocciardo, 100m stile libero S5

Bronzo – Monica Boggioni, 100m stile libero S5

Argento – Luigi Beggiato, 100m stile libero S4

Oro – Stefano Raimondi, 100m rana SB9

Argento – Carlotta Gilli, 100m dorso S13

Argento – Giulia Terzi/Arjola Trini/Luigi Beggiato/Antonio Fantin, 4x50m mista stile libero

3a giornata:

Bronzo – Sara Morganti su Royal Delight, individual test Grado 1 equitazione

Argento – Carlotta Gilli, 400m stile libero S13

4a giornata:

Bronzo – Veronica Plebani, triathlon PTS2

Argento – Anna Barbaro & Charlotte Bonin (guida), triathlon PTVI

Bronzo – Stefano Raimondi, 100m stile libero S10

Argento – Xenia Francesca Palazzo, 200m misti SM8

Oro – Bebe Vio, fioretto B

5a giornata:

Bronzo – Giovanni Achenza, triathlon PTWC

Argento – Giulia Terzi, 400m stile libero S7

Oro – Simone Barlaam, 50m stile libero S9

Bronzo – Carolina Costa, judo +70kg B2

Oro – Arjola Trimi, 50m dorso S3

Bronzo – Carlotta Gilli, 50m stile libero S13

Argento – Bebe Vio/Andreea Mogos/Loredana Trigilia, fioretto a squadre

Argento – Giulia Ghiretti, 100m rana SB4

Oro – Xenia Francesca Palazzo/Vittoria Bianco/Giulia Terzi/Alessia Scortechini, 4x100m stile libero

6a giornata:

Bronzo – Maria Andrea Virgilio, compound open tiro con l’arco

Bronzo – Andrea Liverani, tiro a segno carabina 10m SH2

Bronzo – Oney Tapia, getto del peso F11

Bronzo – Sara Morganti su Royal Delight, test individuale freestyle grado 1 misto

Oro – Arjola Trimi, 100m stile libero S3

Oro – Carlotta Gilli, 200m misti SM13

Argento – Antonio Fantin/Simone Ciulli/Simone Barlaam/Stefano Raimondi, 4x100m stile libero

7a giornata:

Argento – Assunta Legnante, lancio del disco F4

Argento – Francesca Porcellato, ciclismo crono H1-3

Argento – Luca Mazzone, ciclismo crono H2

Argento – Fabrizio Cornegliani, ciclismo crono H1

Argento – Giorgio Farroni, ciclismo crono T1-2

Oro – Giulia Terzi, 100m stile libero S6

Argento – Alberto Amodeo, 400m stile libero S8

Bronzo – Xenia Francesca Palazzo, 400m stile libero S8

Argento – Stefano Raimondi, 100m farfalla S10

8a giornata:

Bronzo – Luca Mazzone, ciclismo su strada H1-2

Bronzo – Michela Brunelli/Giada Rossi, tennis tavolo doppio

Oro – Antonio Fantin, 100m stile libero S6

Bronzo – Katia Aere, ciclismo su strada H5

Bronzo – Xenia Francesca Palazzo, 50m stile libero S8

9a giornata:

Bronzo – Oney Tapia, lancio del disco F11

Oro – Luca Mazzone/Diego Colombari/Paolo Cecchetto, ciclismo su strada a squadre

Argento – Antonio Fantin, 400m stile libero S6

Argento – Simone Barlaam, 100m farfalla S9

Argento – Vincenza Petrilli, tiro con l’arco ricurvo W2

Bronzo – Francesco Bettella, 50m dorso S1

Argento – Martina Caironi, salto in lungo

Argento – Stefano Raimondi, 100m dorso S10

Argento – Arjola Trimi, 50m stile libero S4

Bronzo – Luigi Beggiato, 50m stile libero S4

10a giornata:

Argento – Assunta Legnante, getto del peso F12

Bronzo – Ndiaga Dieng, 1500m piani T20

Argento – Stefano Raimondi, 200m misti SM10

Bronzo – Federico Mancarella, canoa velocità 200m KL2

Bronzo – Monica Boggioni, 200m misti SM5

Bronzo – Giulia Terzi, 50m farfalla S7

Bronzo – Riccardo Menciotti/Stefano Raimondi/Simone Barlaam/Antonio Fantin + Federico Bicelli/Federico Morlacchi, staffetta 4x100m mista

11a giornata:

Argento – Elisabetta Mijno/Stefano Trevisani, tiro con l’arco ricurvo a squadre miste

Bronzo – Monica Graziana Contraffatto, 100m T63

Argento – Martina Caironi, 100m T63

Oro – Ambra Sabatini, 100m T63

Bellissime e bravissime!!!!!!!! 🎉

Mchan

Flower by Elizabeth Craft & Shea Olsen

  

Seconda di copertina:

“Charlotte vive con la nonna ed è una ragazza con la testa sulle spalle: bravissima a scuola, lavora in un negozio di fiori per pagarsi gli studi e nel tempo libero si prepara per l’ammissione alla prestigiosa università di Stanford. E’ molto concentrata e non si concede distrazioni, niente uscite serali e soprattutto niente ragazzi: la sua più grande paura è infatti quella di fare la fine di tutte le donne della sua famiglia, che hanno rinunciato a seguire le proprie aspirazioni a causa dell’amore. Una sera, all’ora di chiusura, entra nel suo negozio un misterioso ed affascinante cliente, ombroso ma gentile, che le fa strane domande. Nonostante ne rimanga colpita, Charlotte è sicura di non rivederlo mai più… Ed invece la mattina dopo le viene recapitato in classe un mazzo di rose purpuree, i suoi fiori preferiti. A mandarglieli è stato proprio Tate, il ragazzo della sera prima, che inizia a corteggiarla in modo molto discreto ma deciso. Charlotte, dopo le resistenze iniziali, decide di uscire con lui per una sola sera. Ma appena fuori dal ristorante vengono assaliti da una folla di paparazzi che grida il nome di Tate… Chi è davvero quel misterioso ragazzo e cosa nasconde dietro quei bellissimi occhi malinconici?”

Quarta di copertina:

“Charlotte pensa di avere tutto sotto controllo. Poi incontra Tate. E niente sarà mai più come prima”

“Un best seller internazionale. Tradotto in 18 paesi. Romanticissimo, travolgente, un romanzo unico”

“Un romanzo che fa sognare, desiderare, sospirare. Eccezionale”

“Impossibile non innamorarsi di Tate, garantito”

“Una bellissima storia sul primo grande amore e su come trovare la propria strada nella vita”

Sinceramente pensavo fosse molto diverso quando l’ho acquistato. A sapere che il livello di trama e scrittura fosse quello di una fanfiction non lo avrei mai fatto.

La storia è raccontata dal punto di vista della protagonista: Charlotte, quindi i personaggi secondari servono solo da contorno e non vengono affatto approfonditi. Da praticamente l’inizio tutte le sue interazioni sono con il protagonista maschile e sono piene e strapiene di cliché. Lui è un divo, ma lei non lo riconosce. Lui si infatua di lei a prima vista e fa di tutto per conoscerla e portarla fuori anche se lei è una semplice ragazzina liceale. Lei ha una famiglia disastrata e fino a quel momento si è concentrata solamente sullo studio per poter migliorare il suo futuro. Questo vuol dire che a 17 anni e passa non è mai uscita con un ragazzo. Ma basta quell’incontro e cambia tutto. Da risoluta a non voler averci nulla a che fare, le è bastato un parere della sua datrice di lavoro per accettare di uscirci. Da tipa che non ha mai baciato un ragazzo, le è bastato uno sfioramento di labbra per volerci andare a letto praticamente al secondo appuntamento. E lui da tipo che se la sarebbe portata a letto immediatamente, tanto da portarla a casa sua già al secondo appuntamento, appena scopre che è a lui che lei ha dato il suo primo bacio la allontana. L’incoerenza regna sovrana. Insieme al nosense: lui dice di aver avuto un colpo di fulmine, ma nemmeno una settimana dopo che hanno deciso di stare insieme le rifà il guardaroba (e ci potrebbe anche stare), ma soprattutto la porta dal parrucchiere più in voga della città e le rifà completamente il look. Scusate ma io qui ci vedo un semaforo rosso grande quanto una casa. Sarà che sono troppo cresciuta per questo tipo di narrativa, ma è davvero tutto troppo surreale e scritto come se le autrici avessero 15 anni. Perché ripeto: se una persona dice di aver perso la testa per te non ti vuole cambiare completamente l’aspetto nel giro di nemmeno tre appuntamenti.

Naturalmente ci sarà il lieto fine dopo una serie infinita di tira e molla dovuti ad incomprensioni che ovviamente non si possono far chiarire subito.

Mchan

The Baker & The Beauty

Anno: 2020

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale

Episodi: 9, 1 stagione, conclusa

Soggetto: omonima serie televisiva israeliana by Assi Azar

Cast: Victor Rasuk, Nathalie Kelley, Dan Bucatinsky, David Del Rio, Michelle Veintimilla, Belissa Escobedo, Lisa Vidal, Carlos Gomez

Trama: Daniel è un fornaio figlio di immigrati cubani. Lavora nel forno di famiglia con il padre, la madre ed il fratello minore Mateo. Ha anche una sorella che frequenta il liceo: Nathalie. E’ fidanzato con Vanessa da 4 anni, ma durante la cena per il loro anniversario lei gli fa la proposta di matrimonio davanti a tutto il ristorante e lui le risponde negativamente. Lei, infuriata, se ne va, mentre lui incontra una bellissima ragazza che lo invita a finire la serata con lei ed i suoi amici. Lei è Noa, una modella/influenzer/imprenditrice/figlia di papà, tra i due scoccherà subito la scintilla.

A parte la velocità con la quale è avvenuto il tutto, questa serie era partita abbastanza bene, ma poi si è persa appresso alla storia d’amore dei due protagonisti che sinceramente trovo piatta e vista e rivista. Sono molto più interessanti i personaggi secondari, compresa la fidanzata mollata al primo episodio, che non la coppietta. Che però sono trattati da cornice. Anche la storia del coming out della sorellina aveva del potenziale se non l’avessero buttato in caciara. Come hanno buttato lì la malattia degenerativa della madre della protagonista per poi non parlarne più. E’ tutto un mostrare il mondo glamour di lei e cercare di farci entrare anche lui. Che poi non ho capito: lei si è innamorata di lui perché era un uomo semplice e lontano dallo showbusiness e invece poi cerca di cambiarlo procurandogli un provino per un programma televisivo culinario. Per non parlare del fatto che ad un certo punto le viene offerto un ruolo in un film che però sarà girato in Marocco e vuole che lui vada con lei, ma lui le dice che non può per via dell’attività di famiglia (si tratterebbe di 3 mesi di riprese) e lei gli risponde come se ciò non significasse nulla. E tralasciamo che ha praticamente fatto outing alla sorella di lui e manco si è scusata. Nel quinto episodio poi abbiamo la fiera dell’ipocrisia. La sorellina che difende a spada tratta i due piccioncini solo perché lei è famosa (perché diciamo che il fratello ci ha messo solo due secondi a rimpiazzare la fidanzata storica ed è comprensibile che quest’ultima ne sia risentita), lui che rinfaccia alla propria famiglia di approfittarsi della celebrità di Noa per rendiconto personale quando è lui stesso a farlo dato che ha addirittura accettato un’auto in regalo solo perché era il nuovo fidanzato della it-girl.

L’ultimo episodio poi non ho ben capito se sia stato girato/ideato quando giá si sapeva della cancellazione e così è stato reso con l’happy ending per far felice gli spettatori oppure no. Perché tutta la storia della vendita dello stabile di famiglia l’ho trovata superflua ed anche un bel po’ sconclusionata. Fino a due secondi prima il loro sogno era ingrandire il locale annettendo una caffetteria e basta un’offerta per farli ripensare a tutto. Tra l’altro loro in quello stabile ci abitano pure, quindi quanto gli hanno offerto per fargli comprare una casa nuova e poter vivere di rendita??? Perché non hanno minimamente parlato di aprire un’altra attività, semplicemente di smettere di lavorare. E vogliono pure che la figlia più piccola vada all’università. Mah…

Bonus: adoro quando i genitori di lui parlano in spagnolo/cubano.

Come già preannunciato la serie è stata cancellata alla fine della prima stagione. Varie celebrità si sono dichiarate dispiaciute da ciò, ma sinceramente se il focus della serie fosse stata la famiglia di Daniel avrei potuto capire, ma il focus è la coppia e come ho già detto sono noiosi e banali. La loro storia si poteva trattare in un film per la tv di un paio di ore, non in un’intera serie di 9 puntate.

Mchan