Anagni

Anagni è un comune in provincia di Frosinone noto come la città dei papi perché ha dato i natali a quattro pontefici (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII).

E’ un borgo molto piccolino e facilmente visitabile in mezza giornata.

I suoi monumenti più famosi sono la Cattedrale di Santa Maria Annunziata

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E’ in stile romanico al di fuori e gotico all’interno.

Essa fu sede di importanti eventi storici tra cui varie canonizzazioni ed alcune scomuniche.

Il campanile è alto 30m ed ospita 5 campane.

All’interno vi sono tre navate ed un pavimento a mosaico cosmatesco, dal nome della famiglia di marmorari che lo ha creato.

L’unica nota stonata sono le sedie di plastica trasparente che sono state messe al posto delle più classiche panche in legno.

La cripta è un vero e proprio gioiello.

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E’ dedicata a San Magno, patrono della cittadina, ed è conosciuta come la Cappella Sistina del Medioevo poiché  interamente dipinta con affreschi che rappresentano la storia della salvezza dell’uomo dalla sua origine al suo giudizio. Gli autori sono ben 3, ma sono tutti ignoti.

Accanto vi è  l’Oratorio di San Tommaso Becket, che ha preso il posto di un antico mitreo.

Altro posto significativo e di interesse è il Palazzo di Bonifacio VIII

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Si trova vicinissimo alla Cattedrale, si chiama di Bonifacio VIII, ma in realtà era del nipote Pietro II Caetani.

Le sale visitabili sono solamente quattro dato che l’edificio ospita la Casa Madre delle Suore Cistercensi della Carità.

Salendo una scala elicoidale in pietra si arriva al fulcro del museo: le sale denominate delle Oche e delle Scacchiere.

Nella prima il nome è dato dal soggetto dell’affresco sul muro. Anche se in realtà le specie di uccelli raffigurate sono ben 12.

Al momento al centro della sala c’è un’opera di arte moderna che raffigura una scacchiera dalla forma dell’Europa ed ai lati due figure a grandezza naturale che sono il Papa Bonifacio VIII ed il Re Filippo IV.

Anche il nome della seconda sala prende il nome dal soggetto dell’affresco sulla parete. Qui al momento sono posizionate varie sedie probabilmente perchè vi si tengono dei congressi ed una lastra con inciso il versetto del XX canto del Purgatorio di Dante su Papa Bonifacio VIII.

“Veggio in Alagna intrar lo fiordaliso,

e nel vicario suo Cristo esser catto.

Veggiolo un’altra volta esser deriso;

veggio rinovellar l’aceto e ‘l fiele,

e tra vivi ladroni esser anciso.”

Mchan

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Weirdness praghesi parte 2

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Una bella cittadina di biscotti glassati, un albero di Natale fatto di cristalli e venduto in una gioielleria, la faccia di un gorilla fatta con delle matite ed i tavolini all’aperto di alcuni locali che hanno delle pelli di montone come cuscini, naturalmente per riscaldare i clienti. Che anche se c’erano circa 2 gradi la gente pranzava fuori lo stesso.

Mchan

Weirdness praghesi

Nel cortile del castello c’era questo fabbro che creava dei ferri di cavallo con i chiodi.

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Davvero un bel ragazzo ;-P

Invece sul ponte San Carlo abbiamo incontrato questa sposina asiatica che stava facendo le foto con l’abito da sposa molto scollato, poverina si stava morendo di freddo, tra una foto e l’altra l’assistente del fotografo arrivava con il piumino a coprirla, ma con ai piedi quelle comodissime scarpe da ginnastica, tanto non si vedevano.

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La foto l’ho fatta da dietro che da davanti non mi sembrava molto carino.

Questa invece è un’istallazione vicino al nostro albergo.

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Mentre questo è uno stand di Trdlo, oltre a vedere dal vivo ed in diretta come si fa il dolce tipico è caratterizzato dall’insegna che hanno tutti i forni che lo vendono.

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Mchan

Praga varie

Se pensate che Praga sia una città economica perché il cambio tra Euro e Corona è molto favorevole, vi sbagliate di grosso. Un euro equivale a circa 23 corone, ma i prezzi sono simili a quelli nostrani.

Basti pensare che una cioccolata calda, di quelle stile macchinetta dell’ufficio, viene 60 corone ossia circa €3, idem il loro dolce tipico, il trdlo.

Anche nei supermercati i prezzi sono simili.

E nei negozi di marca è lo stesso. Siamo entrate da H&M ed i prezzi sui cartellini erano semplicemente convertiti. Anzi, a volte in corone veniva addirittura di più.

In molti negozi si può anche pagare in Euro, ma il cambio è più alto. Per esempio, sul bancomat stava a 23 corone = €1 mentre in un negozio con lo stesso €1 si prendevano solo 21 corone.

Altra cosa a sfavore è la mancanza di gentilezza delle persone addette al pubblico. Davvero, sembrava che ti stessero tutti a fare un favore a parlare inglese. Nemmeno in Francia ho trovato tutta questa ostilità, e loro sono molto patriottici e pignoli.

Altra cosa che mi ha dato fastidio è stato quando un commerciante ci ha chiesto da dove venivamo e poi, siccome avevamo comprato un bel po’ di cose, tutti regalini natalizi che il periodo era quello, ci ha detto che noi italiani siamo tutti ricchi. E abbiamo speso un centinaio di euro, non di più. L’ho trovato abbastanza di cattivo gusto.

L’unica persona davvero gentile che abbiamo incontrato è stata la receptionist del nostro albergo. Una ragazza davvero molto carina. E non penso lo fosse perché era il suo lavoro dato che un’altra tizia che lavorava lì se avesse potuto ci avrebbe cacciato a calci l’ultimo giorno perché eravamo nella hall e le davamo fastidio.

I marciapiedi sono scomodissimi. Sono fatti da sanpietrini piccoli e per nulla piallati in superficie, anzi, sono leggermente bombati. Sono stati la rovina dei miei poveri piedi. Figuratevi poi come è stato trascinarci sopra una valigia di ben 15kg! Una tragedia, specialmente al ritorno che ero anche molto stanca ed affaticata.

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Io sinceramente non ho preso mai i mezzi pubblici perché comunque l’albergo era in un buon punto e mentre si camminava per raggiungere la meta abbiamo visto anche molte altre cose che altrimenti non avremmo visto. E poi ho dato una sbirciata alla mappa dei mezzi pubblici ed i nomi erano davvero impossibili da decifrare, almeno per me.

Una delle poche cose positive è stata questa:

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Sono degli spazzini all’opera nella piazza del vecchio municipio. Sicuramente un ottimo metodo per tirar fuori dai sanpietrini la sporcizia. Da prendere ad esempio, non come i nostri camioncini con le spazzole che la sporcizia la spostano di lato.

Mchan

 

Praga parte 4

Ultimo giorno.

Siccome il volo l’ho preso nel primo pomeriggio, abbiamo ancora una mattinata per girare un po’.

Siamo tornate alla piazza dell’orologio che la prima volta che ci siamo state era pomeriggio inoltrato e poi era sabato e c’era un casino di gente.

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Girando per la piazza abbiamo scovato il Duomo di San Nicola, davvero molto carino. Il lampadario poi è spettacolare.

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Per prendere il bus di ritorno all’aeroporto siamo passate dentro la stazione Hlavn – Ndraz che è molto carina, in stile liberty, e vi si trova addirittura un pianoforte che può suonare chiunque. In quel momento lo stava suonando un ragazzo davvero molto bravo.

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Mchan

Praga parte 3

Il programma per la giornata era quello di andare nel quartiere ebraico. E ci siamo arrivate, ma probabilmente non ci siamo orientate molto bene dato che abbiamo visto solamente un paio di sinagoghe.

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Comunque anche il quartiere merita. Davvero bellissimi palazzi.

Alla fine ci ritroviamo sul ponte Carlo così lo attraversiamo e ci dirigiamo verso la chiesa di Nostra Signora Vittoriosa dove si trova la statua del Bambino Gesù di Praga, originario della Spagna e donato alle Carmelitane nel 1628.

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Questa statua ha circa 300 vestiti, tutti particolarmente ricamati.

Le uniche che possono “cambiarlo” sono le suore carmelitane e lo fanno spesso dato che per ogni periodo dell’anno ecclesiastico corrisponde un determinato colore.

Al momento, dato che ci si trovava in periodo di Avvento, l’abito è viola.

Questo Bambino lo si prega particolarmente per la nascita di bambini. Infatti le mura accanto alla sua cappella sono piene di “grazie”.

Mentre torniamo al ponte San Carlo andiamo a vedere il famoso muro di Lennon.

Sinceramente una delusione totale. Pensavo ci fosse molta più arte, invece era solo pieno di scritte una sovrapposta all’altra e non si capiva nulla. E siccome ognuno può scrivere cosa gli pare, quando gli pare e dove gli pare, le cose che ci sono oggi è possibile che non ci siano più domani, anche se sono delle belle opere, tipo un ritratto dell’artista che ho visto in rete. In più c’erano dei tizi che si stavano praticamente facendo il book fotografico sotto l’unica parte dipinta decentemente per cui l’unica foto che ho potuto fare è stata questa.

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A pranzo torniamo nei pressi dell’hotel e ci fermiamo in un ristorantino tipico.

Purtroppo c’è un grave problema di comprensione, i camerieri non parlano un inglese decente, tanto che si limitano a chiedere le ordinazioni e basta. Per questo abbiamo finito con ordinare tipo 1kg di costolette a testa.

pranzo torniamo nei pressi dell’hotel e ci fermiamo in un ristorantino tipico.

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Fortuna che hanno l’usanza della doggy bag, così ce le siamo portate via e ci abbiamo cenato.

Per digerire abbiamo fatto una lunga camminata e siamo finite su una via pedonale dove ci sono moltissimi negozi di marca, la Na Prikope. Abbiamo notato che qui ci sono molte Gallerie dello shopping o negozi stile Rinascente, dove si entra in un palazzo e ci sono svariati stand di marchi diversi.

Il negozio che ha attirato la nostrra attenzione è Hemley’s, un negozio di giocattoli inglese, che abbiamo visitato anche a Londra. L’originale è più grande e più fornito, ma anche questo è molto carino e ci sono svariate curiosità, tra cui statue a grandezza naturale dei supereroi Marvel ed una giostra di cavalli nel bel mezzo.

Questa è mia madre che fa la fangirl con la statua di Thor.

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Mchan