Spagna del Nord parte 11

Finalmente arriviamo a Santiago de Compostela, meta finale del pellegrinaggio le cui tappe abbiamo toccato anche noi.
L’albergo è a circa un paio di km dal centro e proprio sul cammino, per cui percorrendoli a piedi, come abbiamo fatto, abbiamo percorso l’ultimissimo tratto anche noi.
Come vi dicevo andiamo subito a fare una passeggiata al centro, soprattutto per andare ad abbracciare San Tiago (il nostro San Giacomo, ebbene sì, Tiago sta per Giacomo e non per Diego, come si potrebbe pensare per assonanza).
La statua del Santo si trova nella cattedrale, proprio sopra l’altare e ci si arriva da una porta laterale. I pellegrini, appena arrivano in città, vengono ad abbracciarla.
Poi torniamo fuori che se rimaniamo per la messa facciamo tardi, quindi preferiamo passeggiare ancora un pochino per le vie del centro.
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Il giorno seguente ci aspetta la guida e ci fa fare un giro molto più approfondito del centro storico, compreso il mercato che è davvero molto bellino.
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Devo dire che la città è molto curata, ci sono svariati negozietti di artigianato e non solo di semplici souvenir, molte trattorie ed anche un paio di piccoli teatri interessanti.
Naturalmente i segni del cammino sono ovunque.
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Mchan

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Palazzo Barberini

Oggi è la prima domenica del mese.
Molti musei sono gratuiti, siccome vorrebbero abolirla ne approfitto per un ultima visita, nel mentre che sono per musei vi lascio con la descrizione di un palazzo che mi piace moltissimo.
Si trova in via Quattro Fontane, proprio dietro l’omonima piazza.
Risale alla prima metà del 1600 e tra gli autori del progetto vi sono Bernini e Borromini.
Al momento ospita la Galleria Nazionale d’Arte Antica e l’Istituto Italiano di Numismatica ed è di proprietà dello Stato Italiano.
La facciata è formata da sette campate che si ripetono su tre piani di arcate sostenute da colonne rappresentanti tutti e tre gli stili classici, ossia dorico, ionico e corinzio.
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All’interno vi si trovano svariate opere d’arte.
Le più famose sono sicuramente La Fornarina di Raffaello.

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foto presa dal web

Dipinto olio su tavola del 1518 circa.
Sull’identità della modella circola una specie di leggenda per la quale sarebbe da attribuire a Margherita Luti, la figlia di un fornaio di Trastevere, da qui Fornarina, molto amata dal pittore.
Molti esperti però asseriscono che la donna altro non sia che la raffigurazione di Venere, non da meno il cespuglio di mirto dipinto alle sue spalle è proprio una pianta dedicata alla dea.

Il Narciso di Caravaggio

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foto presa dal web

Dipinto olio su tela del 1598 circa.
Il soggetto del quadro è un episodio della mitologia greca ripresa da le Metamorfosi di Ovidio, letto in chiave moderna, per l’epoca.
Narciso è un giovane innamorato di sé stesso (da qui il narcisismo) ritratto mentre si specchia nell’acqua di una fonte. Per l’epoca questa prospettiva, una simmetria verticale, era davvero innovativa.

Il trionfo della Divina Provvidenza ed il compiersi dei suoi fini sotto il pontificato di papa Urbano VIII Barberini di Pietro da Cortona.
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Si tratta di un affresco situato sul soffitto del grande salone del piano nobile.
Esso rappresenta appunto ciò che è scritto nel titolo.
Al centro c’è la Divina Provvidenza con uno scettro e circondata da un alone luminoso. Dietro vi sono Giustizia, Pietà, Potenza, Verità, Bellezza e Pudicizia, mentre al di sopra vola l’Immortalità che regge una corona di stelle.
Al di sopra di tutto le tre virtù teologali, Fede, Speranza e Carità, che reggono una corona d’alloro entro cui volano le api simbolo della famiglia Barberini.
Ci sono anche la dea Roma che allude al papato e la Gloria con le chiavi di San Pietro.
Agli angoli ci sono dei medaglioni decorati con scene allegoriche: la Prudenza di Fabio Massimo con due orsi (la sagacia), la Temperanza di Scipione con un liocorno (la purezza), la Storia di Muzio Scevola con un leone (la forza), la Giustizia di Tito Manlio con l’ippogrifo (la ferocia e la perspicacia).
Ai lati ci sono allusioni al buon governo.

Vi lascio con il link al sito ufficiale:

http://galleriabarberini.beniculturali.it/

Mchan

Cibo Oviedo

La sera, in albergo, ci è toccata la cena servita con insalata di verdure tiepide, uovo sodo e tonno, di nuovo lo stufato di carne e come dolce una mousse al limone.
Mentre il giorno successivo siamo andati in un localino tipico in centro e nel menu c’era di nuovo insalata, pesce con patate al forno e dolce di riso. Una pappetta di riso con della cannella sopra.
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Poi abbiamo preso del sidro. E ce lo hanno servito così:
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Davvero molto folkloristico.
Andando in giro per il mercato abbiamo visto che il dolce tipico della città in realtà è questo:
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Si chiama carbayòn ed è stato creato intorno al 1920.
Sembrerebbe un’Eclaire, in realtà è fatto di pasta sfoglia riempita con una crema al cognac e mandorle tritate e ricoperto con glassa alla cannella.
Mchan

Weirdness Oviedo

La sera del nostro arrivo in hotel, in centro, dopo cena abbiamo fatto una passeggiata fino a Plaza de la Escandelera dove è posta una statua di Botero: la maternità.
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Questi cavalli chiamati Los Asturcones (una varietà di cavalli spagnoli) di Manuel Valdés Blasco.
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E questa panchina arcobaleno.
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Mchan

Spagna del Nord parte 10

Poco fuori la città di Oviedo si possono trovare ancora dei resti medievali.
I principali sono due chiese che abbiamo raggiunto dopo aver camminato per circa 20minuti su un sentiero.
La prima, Santa Maria de Naranco, l’ho trovata deliziosa. In principio era una residenza da caccia di un reale della zona, poi è stata trasformata in chiesa. Lo stile è pre romanico ed è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1985. Ci si può entrare solamente su prenotazione, perché anche se sembra completamente aperta in realtà ha delle spesse porte di legno con un custode che le apre e le richiude una volta che si è entrati. Il che è anche leggermente inquietante…
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La seconda, San Miguel de Lillo, seppure molto più affascinante dal punto di vista di uno studioso per via degli affreschi, o meglio dei pochi residui di essi, sinceramente non mi ha conquistata affatto. Anch’essa in stile pre romanico era molto più piccola ed angusta e c’era una puzza di muffa allucinante. Stavo per sentirmi male. Ed in più non si potevano fare foto, nemmeno senza flash, per cui vi lascio un altro dettaglio della prima chiesetta.

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Una costruzione tipica della regione sono queste specie di granai chiamati horreo.
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E’ una struttura in legno o pietra poggiata su dei pilastri per evitare che vi entrino i topi dato che il loro scopo principale è quello di conservazione dei frutti della terra (quindi frutta, verdura, cereali).
Se ne possono vedere a centinaia lungo le vie principali e nelle campagne. Davvero molto suggestivi.
Mchan

Spagna del Nord parte 9

Oviedo è il capoluogo della regione del Principato delle Asturie e città natale della regina Letitia, ma anche di Fernando Alonso, pilota di Formula 1.
Sede universitaria e di numerose chiese medievali ed edifici barocchi.
La nostra visita è stata sotto una pioggerellina costante e molto fastidiosa. Per cui sinceramente mi è rimasto impresso poco o niente.
La cattedrale romanico/gotica è intitolata al Santo Salvatore.
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Essa conserva il sudario di Oviedo.
Poi ci sono varie statue di bronzo che rappresentano i mestieri tipici dei cittadini della città, quali pescatore, contadina, pescivendola, lattaia, venditrici di ceste, etc…
In particolare le statue della lattaia, del pescatore e della pescivendola sono poste nella stessa piazza e le ultime due una di fronte all’altra e la leggenda vuole che i primi due siano marito e moglie, mentre la terza sarebbe l’amante. Comunque la lattaia sarà cornuta, ma è molto intelligente dato che con sé ha un ombrello ;-P


Altro posto in cui ci hanno portato in città è questo centro commerciale/centro congressi molto nuovo, ma sinceramente un pugno in un occhio.
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Ed anche abbastanza bruttino a vedersi, dato che già aveva le colature di ruggine dalla struttura.
Dentro un comunissimo centro commerciale, però ho trovato Primark!!! I miei acquisti si sono limitati ad una borsetta ed un pacchetto di Polo perché il tempo era limitato e pure lo spazio nella valigia 😦
Mchan

Spagna del Nord parte 8

Rieccomi!!!
Ricomincia il tour della Spagna del Nord.
Dove eravamo rimasti?
https://mylovelytrips.wordpress.com/2018/05/19/spagna-del-nord-parte-7/
Nel pomeriggio arriviamo a Comillas dove visitiamo El Capricho, una costruzione ad opera del maestro Gaudì.
Questa abitazione privata, oggi museo, gli era stata commissionata da un rampollo di una ricca famiglia tornata dall’America. Lo stile è quello unico ed inconfondibile del maestro, purtroppo il proprietario non ne ha potuto giovare se non per un paio di mesi dato che è morto poco dopo la fine dei lavori.
Il progetto era imponente ed articolato. La casa è piccola, ma dotata di tutti i comfort del tempo (fine 1800) e piena di dettagli.
Semplicemente spettacolare!!! <3<3<3
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La visita guidata è stata piacevole e fondamentale per carpire i segreti del genio nascosti nei più piccoli dettagli.
Mchan