My lovely book

Quest’anno mi è andata male con i libri. A parte che ho letto davvero poco per svariati motivi che però non includono la mancanza di tempo.

L’unico che mi ha fatto emozionare è stato Dov’ finita Audrey? di Sophie Kinsella.

Il titolo originale mi piace di più: Finding Audrey.

Quarta di copertina:

“Audrey ha 14 anni e da tempo non esce più di casa. Porta sempre grandi occhiali scuri per non guardare nessuno negli occhi. A scuola le è successo qualcosa di brutto ed ora è in terapia per combattere l’ansia e gli attacchi di panico. Ma qualcosa cambia quando incontra Linus, un amico di suo fratello. Per la prima volta nasce in lei qualcosa di diverso, e piano piano riesce a trovare il modo di comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa la scintilla che aiuterà non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata”

Parla di una ragazzina di 14 anni e della sua stramba famiglia. Tutto parte dalla madre che minaccia (e poi attua) di buttare dalla finestra il computer del figlio maggiore perché teme che possa diventare uno di quei ragazzi che non si staccano dallo schermo. In effetti ultimamente Frank, questo il nome del primogenito, passa moltissimo tempo davanti al pc per giocare ad un videogioco online poiché  vorrebbe partecipare ad un torneo internazionale. Audrey invece non esce mai di casa e porta tutto il giorno gli occhiali da sole. E’ reduce da un brutto episodio di bullismo che l’ha costretta a lasciare la scuola ed ad andare da una psicoterapeuta per via degli attacchi di panico di cui è affetta. Unica pecca di questo libro è che la faccenda è solamente accennata e la si capisce solo da stralci di conversazione per cui è abbastanza difficile riuscire a capire sul serio Audrey e le sue paranoie.

Mentre la madre ha lasciato il lavoro per dedicarsi completamente ai figli, in particolare ad Audrey, e non si dà pace nella lotta contro la tecnologia, il fratello cerca in tutti i modi di eludere i divieti e le punizioni dei genitori e sarà proprio lui a far conoscere alla sorellina un ragazzo speciale: Linus (sì, il nome è orribile), un suo compagno di scuola e di giochi online.

Ed è proprio grazie a questo ragazzo che Audrey si apre di nuovo al mondo intorno a lei. Lui la aiuterà a mettere in pratica i consigli e gli esercizi che le ha affidato la psicoterapeuta e ben presto tra di loro sboccierà un sentimento molto tenero.

La storia d’amore non è la trama principale del romanzo, ma è dolcissima. Ed anche se a volte non sembra che i due protagonisti siano due adolescenti dei nostri giorni ci si passa sopra perché sono teneri ed anche perché in fondo si spera sempre che ci possa essere ancora un sentimento così.  

Mchan

La trilogia delle gemme movies

I film sono tratti dall’omonima saga letteraria della scrittrice tedesca Kerstin Gier.

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Vi avviso che non sono riuscita ad evitare gli spoiler.

Ruby Red

Anno: 2013

Regia: Felix Fuchssteiner

Paese: Germania

Genere: sentimentale, fantasy

Cast: Maria Ehrich, Jannis Niewohner, Peter Simonischek, Florian Bartholomai, Josefine Preuss, Gottfried John, Johannes von Matuschka, Jennifer Lotsi, Veronica Ferres, Laura Berlin, Katharina Thalbach, Axel Milberg,Justine del Corte, Johannes Silberschneider, Kostja Ullman

 

L’incipit è abbastanza intrigante: una sedicenne che ha appena scoperto di avere il potere di poter viaggiare nel tempo.

Ed il primo film non è malaccio anche se ha decine di cliché. Il problema sono i seguiti. Per non parlare dei loro titoli.

L’intera saga inizia con una coppia che fugge portando con sè uno strano marchingegno. E poi si passa a sedici anni dopo, al compleanno della cugina della protagonista durante il quale ci vengono presentati tutti i personaggi principali a cominciare dalla famiglia bislacca.

Sì, perché la protagonista, Gwendolyn, vive in una casa agiata a Londra con la madre, il fratello, la nonna, la prozia, la zia e la cugina che è nata solamente un giorno prima di lei, ma che è la cocca della famiglia poiché  pensano tutti che abbia il gene che porta a viaggiare nel tempo.

E qui arriva il primo cliché: Gwendolyn è la classica ragazzina sciatta, goffa e particolarmente sfigata. Mentre la cugina, Charlotte, è bellissima, aggraziata e popolarissima a scuola. E le due non si sopportano affatto.

Però ben presto si accorgono di aver sbagliato cugina, dato che in realtà è  proprio Gwen ad avere il gene del viaggiatore e deve essere addestrata il più presto possibile perché la Loggia, una losca specie di setta che controlla i viaggiatori, ha un’importante missione da affidare a lei ed al suo partner Gedeon, che è il secondo cliché ossia un ragazzo più grande e molto affascinante che si è preparato a tutto ciò con Charlotte e quindi, terzo cliché, non sopporta Gwen a prescindere. E poi c’è un continuo discutere su quanto lei sia inadeguata ed inferiore intellettualmente alla cugina, ma che colpa ha lei? Si tratta di un gene mica di un amuleto. Mah…

Comunque questa missione è talmente urgente che non c’è tempo per preparare la poverina che viene immediatamente catapultata nel passato. Ecco, parliamone. A parte il fatto che questa missione è importantissima e tutti seguono gli ordini senza porre alcuna domanda, a parte Gwen, ma questo viaggiare nel tempo è stupido. Non si va più indietro del 1700 e quando ci si reca in un’epoca passata ci si ritrova nello stesso luogo del presente. Quindi non si spostano da Londra. Secondo me un grande spreco di potenziale.

La trama va avanti con i due protagonisti che naturalmente, quarto cliché, sono attratti l’uno dall’altra ed iniziano a flirtare nel mentre che continuano a viaggiare nel tempo controllati dalla Loggia. Infatti c’è un congegno chiamato cronografo con cui possono mandarli dove vogliono loro altrimenti i viaggiatori non potrebbero controllare questo potere.

Il film finisce con Gwen che va al ballo della scuola in un abito fantastico, viene ammirata da tutti e conquista anche il bel Gedeon che la raggiunge e balla con lei, quinto cliché.

Il significato del titolo viene svelato nel film: ogni viaggiatore è associato ad una pietra preziosa e Gwen è il rubino rosso (Ruby Red).

A parte la marea di cliché il film è guardabile e scorrevole e stavo anche per dare una chance ai libri se non avessi visto il seguito.

Ruby Red II – Il segreto di Zaffiro

Anno: 2014

Regia: Felix Fuchssteiner e Katharina Schode

Paese: Germania

Genere: sentimentale, fantasy

Cast: Maria Ehrich, Jannis Niewohner, Peter Simonischek, Florian Bartholomai, Josefine Preuss, Gottfried John, Johannes von Matuschka, Jennifer Lotsi, Veronica Ferres, Laura Berlin, Katharina Thalbach, Axel Milberg,Justine del Corte, Johannes Silberschneider, Kostja Ullman

 

Iniziamo dal titolo che spero sia solo frutto della fantasia malata dei traduttori italiani dato che di segreto non c’è un bel nulla.

Zaffiro è Lucy, la ragazza della coppia vista nella prima scena del primo film, che altri non è che la madre naturale di Gwen. E questo è il segreto (di pulcinella, aggiungo io) che è centro della trama di questo film. Film inutile a mio avviso. La trama va avanti e poi ritorna indietro, un po’ come i viaggiatori. Gwen continua a fare tutto ciò che le dicono i tizi della Loggia e con Gedeon la situazione è assurda. Io capisco che il pubblico a cui è indirizzata questa saga sia Young Adult quindi adolescente, ma anche loro hanno un cervello. A parte che hanno aggiunto questa scena del sesso tra i due protagonisti che, guarda caso, vengono interrotti e subito dopo c’è un qui pro quo per cui nessuno dei due prende l’iniziativa di chiamare l’altro. Quindi arrivano i dubbi e tutte quelle pippe mentali che nella seconda decade degli anni 2000 risultano un po’ ridicoli. Ma comunque continuano a fare un passo avanti e due indietro per quanto riguarda la loro relazione.

L’arrivo del fratellino di Gedeon è completamente inutile. Pensavo mettesse i bastioni tra le ruote alla loro relazione ed invece nulla. Ci riescono benissimo da soli.

Finalmente Lucy e Paul riescono a dire a Gwen la verità: ossia che sono i suoi genitori biologici ed il tutto è gestito davvero in modo mediocre. Si poteva fare decisamente meglio.

Ruby Red III – Verde Smeraldo

Anno: 2016

Regia: Felix Fuchssteiner e Katharina Schode

Paese: Germania

Genere: sentimentale, fantasy

Cast: Maria Ehrich, Jannis Niewohner, Peter Simonischek, Florian Bartholomai, Josefine Preuss, Gottfried John, Johannes von Matuschka, Jennifer Lotsi, Veronica Ferres, Laura Berlin, Katharina Thalbach, Axel Milberg,Justine del Corte, Johannes Silberschneider, Kostja Ullman

 

Stavolta il titolo non l’ho capito manco in originale. In realtà ci sarebbe un cavaliere di smeraldo all’inizio che però muore praticamente subito e la cosa non ha molto senso od affinità con quanto succede dopo. Mah…

E poi c’è questo grande problema dei viaggi. Lucy e Paul viaggiano grazie ad un secondo cronografo che hanno rubato (la famosa prima scena del primo film), ma poi lo danno a Gwen e comunque continuano a viaggiare. Come possano farlo non ci è dato saperlo. Le linee temporali sono peggio di quelle di The Flash, Gwen addirittura infrange la prima e più importante regola di ogni viaggiatore del tempo ossia di non interferire con la vita o la morte di qualcuno dando addirittura il vaccino per il vaiolo ad un tizio che vedeva come fantasma nella sua scuola. Ah! C’è anche questa cosa che Gwen vede i fantasmi, ma non chiede a nessuno delucidazioni a riguardo. Diciamo che questo “potere” è un po’ messo tanto per farle avere degli aiuti extra. E la sua migliore amica che sa tutto e pure lei tratta la cosa come se fosse normale.

Nel frattempo la relazione tra lei e Gedeon è sempre altalenante per via di problemi immaginari che però si risolvono tutti nel finale.

Arriva l’ennesimo cliché con la cugina che da antipatica e bastarda diventa tutto ad un tratto complice. Tra l’altro Gwen le ruba pure l’interesse amoroso, che comunque sembra non avere una preferenza, basta che sia la sua partner nei viaggi nel tempo, od almeno l’impressione è quella.

Il cattivone della storia è un uomo che ha solamente il potere di leggere nella mente e manipolare gli altri, ma nulla di eccessivo, eppure non riescono a fermarlo. Gedeon gli punta contro una spada quando lui è di spalle, ma indugia talmente tanto che quello si accorge della sua presenza e riesce a salvarsi. Ed io lì davanti alla televisione che mi sono cadute le braccia.

Ancora un altro cliché con Gwen che impara a combattere nel giro di un paio di incontri con il padre biologico. E da ragazzina goffa mi diventa tutto di un botto Lara Croft di Tomb Raider con tanto di tutina di pelle nera attillata. E naturalmente il finale è scontatissimo. Caso strano, dopo essere stata deufradata del cronografo, scopre che riesce a viaggiare nel tempo anche senza il suo aiuto ed arriva proprio in tempo per fermare il cattivone, salvare l’amato e tutta l’umanità. Wow, che fortuna! (ironia modeon)

E poi le scene finali dei due ultimi film non le ho capite. Perché ambientarle negli anni ’20? Con tanto di siparietto di balletto dell’epoca tremendamente imbarazzante. Mah…

Ultimo appunto: la copia spudorata dei titoli di coda della Twilight saga con le immagini in bianco e nero dei personaggi corredate dei nomi veri e fittizi, perfino di quelli che si sono visti in una sola scena nel primo film.

 

Il bello è che la trilogia ha decine di problemi, ma ho letto solo di fan che si lamentano perché il finale non è lo stesso dei libri. Ed il finale non è che cambi moltissimo, si tratta solamente di uno scambio di azioni. Ossia invece che di Gedeon che beve il filtro per diventare eterno è Gwen che lo beve per ritornare vulnerabile. Comunque il nocciolo rimane lo stesso: decidono di rimanere insieme per sempre.

Forse sarò io che sono troppo vecchia per questi Young Adult, però durante queste vacanze natalizie ho rivisto tutta la saga di Narnia e ne sono rimasta affascinata come la prima volta.

Oppure di recente ho riletto la saga dei Lupi di Mercy Falls di Maggie Stiefvater e non l’ho trovata così piena di luoghi comuni ed incongruenze.

Mchan

End of the year book Tag 2019

booktag

Questo tag l’ho preso da catysworld https://catysworld9.wordpress.com/2019/09/27/end-of-the-year-book-tag-2019/

1. Ci sono libri che hai iniziato quest’anno e devi ancora finire?

Solo l’ultimo che sto leggendo: Morte a Pemberley by P.D. James

2. C’è un libro autunnale che ti aiuta a passare dall’estate al periodo finale dell’anno?

No. Non leggo mai per stagioni.

3. C’è una nuova uscita che stai ancora aspettando?

Il terzo libro della saga Flawed di Cecelia Ahern e l’ultimo della saga by Reichs & Brennan.

4. Quali sono i 3 libri che vuoi leggere prima della fine dell’anno?

Ormai è tardi e comunque non importa quando finisco di leggere un libro a meno che da esso non sia stato tratto un film di prossima uscita e voglia leggerlo prima di vedere la trasposizione cinematografica.

5. Hai già pianificato qualche lettura del 2020?

I libri che ho comprato e che ancora non ho letto.

Mchan

To all the boys I’ve loved before trilogy

To all the boys I love before by Jenny Han

In italiano: Tutte le volte che ho scritto ti amo

Quarta di copertina:

“Lara Jean tiene le sue lettere d’amore in una cappelliera. Non sono lettere che qualcuno ha scritto per lei, ma quelle che lei ha scritto: una per ogni ragazzo di cui si è innamorata. L’ultimo si chiama Josh, che è il suo migliore amico, nonché il ragazzo di sua sorella. Un giorno, scopre che tutte le sue lettere d’amore sono state spedite. E quel che è peggio, ricevute. Improvvisamente, la sua vita diventa molto complicata, ma anche molto, molto più interessante…”

“Se le persone ti conoscessero, Lara Jean, si innamorerebbero di te” Josh, tu mi spezzi il cuore. Sei un bugiardo. Perché tu mi conosci, mi conosci meglio di chiunque altro, e non mi ami”

 

Lara Jean è un’adolescente americana per metà coreana. Ha due sorelle, una maggiore, Margot, ed una minore, Kitty. Vivono solo con il padre poiché la madre è morta quando erano piccole. E’ l’inizio del penultimo anno di liceo e nella vita di Lara Jean avviene un enorme cambiamento: sua sorella Margot, colei che ha sempre fatto loro da guida e da madre, sta per partire per frequentare l’università in Scozia. Lontanissimo da casa. In più per un dispetto della sua sorellina le lettere che aveva scritto a 5 ragazzi di cui si era innamorata sono state spedite. Una è arrivata niente di meno che all’ormai ex ragazzo di sua sorella, il vicino di casa sempre molto premuroso e gentile con tutte loro, ed un’altra al ragazzo più popolare della scuola: Peter.

Con quest’ultimo inscenerà una storia finta per non dover fare i conti con l’altro. E si ritroverà ad essere odiata dalla ex di Peter ed ad avere suo malgrado una frequentazione abbastanza reale alla fine. Peter si dimostra un ragazzo dolce ed attento, ma un’imprevisto rovinerà tutto proprio sul più bello.

 

P.S. I still love you by Jenny Han

In italiano: P.S. Ti amo ancora

Quarta di copertina:

“Lara Jean non si aspettava di innamorarsi davvero di Peter. All’inizio era solo una recita per far ingelosire qualcun altro. E invece, alla fine, quello che fingevano di provare si è trasformato in una storia d’amore. Una storia vera, di quelle che possono spezzare il cuore.

Naturalmente Lara Jean pensa che sarà lei a farsi male, che un giorno Peter tornerà con la sua ex. Poi però un ragazzo proveniente dal passato arriva a scombussolare le sue certezze. Una ragazza può amare due ragazzi?

A volte innamorarsi è la parte più semplice dell’amore”

“Adesso ho capito che voglio amare ed essere amata semza mezze misure. Voglio farlo fino in fondo, e per farlo occorre rischiare”

 

A parte che innamorarsi è sicuramente la parte più semplice dell’amore.

Ho trovato questo capitolo superfluo. E’ stato carino vedere Peter innamorato di Lara Jean, ma avrei fatto volentieri a meno di tutte le paturnie di quest’ultima.

 

 

Always and Forever, Lara Jean by Jenny Han

In italiano: Tua per sempre, Lara Jean

Quarta di copertina:

“Lara Jean sta vivendo il miglior ultimo anno di liceo che una ragazza possa sognare. E’ perdutamente innamorata del suo fidanzato, Peter, con cui andrà in gita a New York e poi al mare per un’intera settimana. Dopo il matrimonio di papà con la signora Rothschild, frequenterà un’università così vicina da poter tornare a casa ogni weekend a sfornare torte al cioccolato. Purtroppo, però, il destino ha altri piani, e Lara Jean, che detesta il cambiamento più di qualsiasi altra cosa, dovrà ripensare al proprio futuro.

Quando il cuore e la testa dicono cose diverse, chi si dovrebbe ascoltare?”

“Quando ci chiederanno come ci siamo incontrati, cosa risponderemo? Immagino che tutto sia cominciato con una lettera d’amore che non pensavo di spedire”

Non riesco proprio a capire perché la protagonista sia sempre così  ossessionata dall’apparenza. Ma cosa ti importa di come rispondere ad una ipotetica domanda sul come vi siete incontrati? Che poi nel libro quest’ultimo estratto viene preceduto da una serie di circostanze che potevano anche andar bene su di loro, ma che per lei non erano giuste perché capitate ad altre coppie. Lei voleva la risposta più originale ed unica possibile. Egocentrica.

Ho visto prima il primo film e poi letto i libri.

Le trame sono abbastanza uguali, forse il film è leggermente meglio perché prima di tutto ha un lieto fine, mentre nel primo libro la storia tra lei e Peter rimane in sospeso, e poi perché ci sono molti più dialoghi tra i due. Pensavo che leggendo il libro avrei trovato più complicità tra i due ragazzi, più situazioni amichevoli, ed invece li ho trovati più complici nel film.

E poi la sorella maggiore nel film appare molto di meno ed è un bene perché è antipaticissima, saccente, presuntuosa ed irritante come poche. Ed il fatto che invece la protagonista la adori è ancora più  irritante anche perché la tratta sempre con acidità ed anche un pizzico di cattiveria.

Come storia romantica è abbastanza carina anche se trovo estenuante che sia sempre lui a dover fare qualcosa per lei che oltre a sfornare biscotti non ha mai fatto nulla di carino per lui. Perfino andare alle sue partite è una concessione che gli fa e non ci va sempre. Sarà che io le tipe del genere che ricercano di continuo certezze dal proprio fidanzato come se a loro fosse tutto dovuto e non ricambiato non le sopporto (e ne ho anche conosciute parecchie, mia madre le apostrofa sempre: “Manco ce l’avessero d’oro”).

Margot non l’ho sopportata nel primo e l’ho proprio detestata nell’ultimo. Io capisco la gelosia per la nuova compagna del padre, ma lei è davvero esagerata dato che è stata lei per prima l’egoista ad andarsene dall’altra parte del mondo lasciando il padre a vedersela con una bimba che fino al giorno prima aveva cresciuto lei. Quindi ora che ha trovato una compagna che la sorellina adora dovrebbe solo che starsene zitta. Anche perché non puoi lamentarti di come tiene la casa se tu tra una settimana te ne sei già riandata via.

Il padre è uno smidollato che si fa comandare dalle figlie, specialmente la minore, e poi fa la voce grossa solo quando gli fa comodo ossia quando la protagonista si azzarda a fare qualcosa da adulta tipo andare in vacanza con il fidanzato da maggiorenne. Stessa cosa quando la maggiore vuole dormire nella stessa stanza con il ragazzo, ma non la rimprovera minimamente quando dice cose poco carine sulla sua futura moglie.

Kitty, la più piccola, è simpatica e tipicamente infantile, ma anche molto viziata. Sta perennemente davanti alla TV e nemmeno controllata e va sempre a dormire quando le pare. Anche la protagonista dice di non andare mai a dormire prima di mezzanotte. Durante l’anno scolastico? Mia madre non me lo avrebbe mai permesso. Che poi dice anche di alzarsi prestissimo tutte le mattine poiché sforna biscotti praticamente tutti i giorni oltre a preparare colazione e lunch box. Mah…

Ripeto: il primo ed il secondo libro potevano benissimo essere un volume unico ed il terzo manca di un’evoluzione del rapporto che arriva solamente alla fine, ma è troppo fiabesco. E poi avrei preferito sapere qualcosa in più sull’anno che ha saltato. Non solo accenni. L’incontro tra Margot e Peter. Il primo Natale. Le cene a casa di lui. Stanno sempre da lei e poi è normale che la madre di lui non fosse entusiasta della loro relazione.

Per cui alla fine come libri si fanno leggere anche con una certa scorrevolezza, ma hanno tanti piccoli difetti che non li rendono indimenticabili.

Oppure sono diventata troppo vecchia io per leggere Young Adult romantici 😜😟

Mchan

Il ladro gentiluomo by Alessia Gazzola

Seconda di copertina:

“Alice Allevi, finalmente Specialista in Medicina Legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l’affascinante ed imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell’Istituto di Medicina Legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola.

Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un’autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L’ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, ed Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla ed i guai per Alice iniziano a farsi enormi…”

Eccoci con l’ultimo capitolo della saga di Alice Allevi. Meno male. Perché non è  solamente l’ultimo in ordine di tempo, ma anche l’ultimo in senso più letterale dato che l’autrice ha deciso di lasciare Alice per un po’ di tempo e concentrarsi su altri argomenti.

Perché meno male? Perché  stava diventando patetica ed irritante. Oltre che tremendamente fanservice come dimostrato dall’accostamento a Lino Guanciale di Claudio Conforti. Un richiamo alla serie tv che ne è stata tratta dove appunto l’attore Lino Guanciale interpreta il Dr. Conforti. Per non parlare dei continui battibecchi sulla qualunque tra i due protagonisti amorosi. Sono troppo diversi, come si dice a Roma non c’azzeccano nulla tra di loro, ma lei continua a volerli far stare insieme e farli bisticciare perché naturalmente hanno due visioni completamente diverse su tutto che ogni volta finiscono con il discutere. Secondo me una relazione “sana” non può funzionare a questo modo. Alla fine o uno dei due cede o non si parlano più per non ricominciare con le discussioni.

E poi vogliamo parlare di Alice che continua ad essere tremendamente infantile? E può anche andar bene nella vita privata, ognuno è libero di viversi le relazioni come crede, ma sul lavoro no. Soprattutto se come lavoro fai il medico legale dove hai delle responsabilità. Brama per un incarico tutto suo e poi quando glielo affidano la prima cosa che fa è programmare l’autopsia in  modo che possa assistervi anche Claudio e la prima cosa che pensa è come fare a farsi correggere le sue analisi sui tessuti da una collega lontana. Ha sempre bisogno di un supporto morale e fisico e se glielo fanno presente si arrabbia e si offende.

Poi l’errore che ha fatto praticamente il primo giorno di lavoro nella nuova sede è qualcosa di assurdo. Assurdo perché gravissimo e lei invece di prendersi le proprie responsabilità fa la vittima, come se tutto il mondo ce l’avesse con lei senza una motivazione più che valida.

Se l’intento era quello di divertire il lettore con le disavventure della protagonista non funziona più. Perché  Alice non è più un’allieva. Ora è una dottoressa responsabile del suo lavoro e tutte queste disattenzioni non sono accettabili. E tra l’altro non sembra nemmeno preparata nel suo campo.

Varie: per un motivo o per un altro lei a lavoro ci sta poco o niente. Non so come faccia. In 4 mesi si è presa svariati weekend lunghi, malattie e permessi vari. Ed è pure l’ultima arrivata. Mah…

Ha il conto sempre in rosso, ma si può permettere un corso online di russo che molla dopo un paio di lezioni e compra uan maglietta costosissima di cui non ha affatto bisogno e che appena uscita dal negozio già sa che non metterá mai.

E poi la trama del giallo è completamente relegata ai primi ed ultimi capitoli. Nel mezzo ci troviamo solo ed esclusivamente la vita amorosa della protagonista e di conseguenza tutti i suoi patemi. A me sinceramente ha annoiato. Per non parlare del finale. Oltre a rinunciare ad un posto fisso sebbene lontano da casa, e qui posso anche comprenderla, per tornare a Roma a fare la “studentessa” sotto una Direttrice che le ha apertamente detto in faccia di non sopportarla e nemmeno stimarla a livello professionale (e non ci vuole molto…), implora (perché è così che è andata) il suo lui, il dr. Conforti, di portarla con sè a Washington dove lui si trasferirà per lavoro per la durata di un anno. E niente, l’ennesima “donna” che rinuncia a tutto per seguire il suo compagno. Perché lei cosa potrà fare negli States che per sua ammissione non conosce nemmeno la lingua?

Quindi sì, sono contenta che questa “saga” sia conclusa anche se mi dispiace molto per la debacle degli ultimi capitoli.

Mchan

My lovely manga characters

Dopo gli anime ecco i manga che adoravo da adolescente!
Siccome molti manga che ho letto li avevo presi dopo aver visto l’anime a loro ispirato, parlerò solamente di quelli che un anime o non ce l’hanno o non è stato importato qui da noi.
Quindi iniziamo con Mars di Foyumi Souryo.
Il protagonista principale di questo manga è Rei Kashino. Punto.


Non esiste nessun altro. Kira? Who?
A parte gli scherzi, che se non ci fosse la piccola, fragile, talentuosa e compassionevole Kira parleremo del nulla, ma davvero lui regge benissimo l’intera trama. E’ carismatico, bello, ribelle, arrogante quanto basta, misterioso, problematico, affascinante, responsabile, premuroso, maturo ed innamorato pazzo. Cosa volete di più? Non resta che tanta, tantissima invidia per Kira, ma di quella positiva che lei è talmente buona e deliziosa che non si riesce a volerle del male.
Peach Girl by Miwa Ueda.
Ho già detto l’anno scorso che adoro questo manga ed uno dei motivi principali è sicuramente uno dei protagonisti maschili, ossia Kairi Okayasu. Anche se non è il principale interesse amoroso della protagonista ed a volte sia leggermente ambiguo e superficiale a me piace molto.
kairi
Sunadokei by Hinako Ashihara.
Daigo Kitamura, il protagonista maschile. Già dai suoi modi amichevoli e l’atteggiamento dinoccolato è entrato nel mio cuoricino di adolescente, poi la presenza si è consolidata man mano che proseguiva la storia e lui era sempre così premuroso e generoso. Perfino il lavoro che ha scelto da adulto è lo specchio del suo carattere: il maestro.

sunadokei2
Mchan

My lovely book & movie

Ogni Giorno (Everyday)
Il libro by David Levithan:
Quarta di copertina:
“Ogni giorno sono una persona diversa. E’ sempre stato così”
“Da quando è nato, A si risveglia ogni giorno in un nuovo corpo. Per ventiquattr’ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile: per la prima volta innamorato, A cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione, fino a convincere Rhiannon che è tutto vero, che quella che ogni giorno si presenta da lei è la stessa persona, anche se in un corpo diverso. Rhiannon s’innamora a sua volta dell’anima di A, ma dimenticare il suo involucro è difficile, e pian piano la relazione con i mille volti di A si fa più delicata di un vetro sottile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le regole, inizia a lasciare nelle esistenze quotidiane tracce e strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge…”
Bello, devo ammettere che avrei fatto a meno della parte in cui lo perseguitano, ma comunque non ha tolto granché alla trama principale.
Mi è piaciuto il fatto di illustrare la vita di una decina di tipi diversi di adolescenti. Illustrare e non giudicare. Infatti A vive la giornata nei loro corpi cercando di non cambiare nulla delle loro scelte, rispettando le loro personalità.
“Nel corso degli anni ho partecipato a numerose funzioni e sono servite tutte a convincermi che le religioni hanno in comune più di quanto non vogliano ammettere. Le credenze sono su per giù le stesse; solo le storie differiscono. Tutti vogliono credere in un potere superiore. Tutti vogliono appartenere a qualcosa di più grande e tutti chiedono di farlo in compagnia. Tutti reclamano la presenza di una forza buona sulla Terra e per unirsi a quella forza hanno bisogno di un incentivo. (…) gli esseri umani si somigliano per il 98%, a prescindere dalla loro religione e dal sesso, dalla razza o dall’estrazione culturale. (…) Per chissà quale ragione, però, noi preferiamo concentrarci sul 2% che ci differenzia, e la stragrande maggioranza dei conflitti nel mondo avviene per tale ragione”
“Arriviamo ad un incrocio dove alcuni protestano contro il raduno (nota: Gay Pride). Stento a capirli. E’ come protestare contro chi ha i capelli rossi. L’esperienza mi dice che il desiderio è il desiderio. L’amore è l’amore. Non mi sono mai innamorato di un genere sessuale. Mi sono innamorato d’individui”
Da questo libro hanno tratto un film:
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Anno: 2018
Regia: Michael Sucsy
Sceneggiatura: Jesse Andrews
Genere: drammatico, fantastico, sentimentale
Cast: Angourie Rice, Justice Smith, Owen Teague
Devo dire abbastanza fedele, ma ci sono alcune cose che non mi sono piaciute granché.
Prima di tutto è troppo Rhiannon centrico, mentre il libro era tutto dal punto di vista di A, il che metteva in risalto il messaggio che si voleva far passare (od almeno quello che ho capito io, ovvero che l’amore non conosce né razza né genere, è superiore ad ogni tipo di preconcetto). E poi non hanno riprodotto quelle due persone con cui si notava la cosa. Una veramente l’hanno fatta vedere, ma snaturata da come appare nel libro. Sono stati davvero molto belli i passaggi nel libro quando A si ritrova nel corpo di un ragazzo gay dichiarato che partecipa al Gay Pride con il suo fidanzato e quando si ritrova in quello di una transgender. Passaggi fondamentali anche per capire quanto A rispetti le vite e le scelte dei corpi in cui si ritrova per un solo giorno.
Altra cosa che differisce dal libro è il finale. E’ vero che A trova un ragazzo a Rhiannon, degno di lei e con il quale hanno molto in comune, ma non che è il suo amico di scuola. Quel ragazzo è completamente estraneo a lei, ed è giusto così. Anche perché nel film comunque lei si innamora di Alexander perché in lui c’è A. Prima di allora non se lo era calcolato minimamente ed infatti la sua amica ne è rimasta alquanto stupefatta. Mentre nel libro si percepisce il fatto che Rhiannon possa innamorarsi di questo ragazzo perché hanno molte cose in comune, perché potrebbe essere il suo tipo ideale (ed è proprio per questo che A lo ha scelto)

Mchan

Your name

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Anime:

Anno: 2016
Regia: Makoto Shinkai
Genere: animazione, fantastico, sentimentale, drammatico
Soggetto e sceneggiatura: Makoto Shinkai
Trama: Mitsuha Miyamizu è una studentessa del liceo che vive in una piccola cittadina di montagna sulle rive di un lago artificiale chiamata Itomori. Appartiene ad una famiglia che si occupa del tempio per cui ha svariati obblighi ed essendo anche figlia del sindaco della cittadina non è molto popolare tra i compagni di scuola.
Taki Tachibana invece è un liceale di città che vive con il padre e lavora part time in un ristorante italiano.
I due ragazzi, di tanto in tanto si svegliano l’uno nel corpo dell’altra e così si scambiano ii posti. All’inizio sono entrambi molto scioccati, pensano addirittura ad un sogno molto realistico, ma pian piano comprendono che si tratta di realtà ed iniziano a lasciarsi dei messaggi su ciò che hanno fatto durante la giornata dato che al risveglio non ricordano nulla.
Entrambi migliorano la vita dell’altro apportando un po’ delle loro caratteristiche, per esempio Taki risulta più calmo e gentile mentre Mitsuha più sicura di sé.
Un giorno cambia tutto. Si tratta di un giorno molto importante per entrambi: lui ha un appuntamento con la ragazza che gli piace e lei vedrà il passaggio di una cometa.
Da quel giorno i due non si scambieranno più di posto, anzi, i messaggi che lei gli aveva lasciato sul cellulare di colpo spariscono e lui pian piano non ricorderà più nulla di lei, però continuerà a disegnare i paesaggi del luogo dove lei viveva.
Un giorno decide di trovare quei luoghi e si mette in viaggio. Arriverà ad una scoperta incredibile…

Spoiler
Scopre che la cittadina è stata spazzata via da un pezzo della cometa che è caduto proprio lì e che praticamente tutti i suoi abitanti sono morti, compresa Mitsuha, ma la cosa ancora più incredibile è che la tragedia sia successa tre anni prima.
Nel frattempo il passato di lei cambia, al risveglio di quel giorno è lui a ritrovarsi nel suo corpo e conscio della tragedia che sta per abbattersi sulla cittadina cerca in tutti i modi di salvare più gente possibile. Naturalmente all’inizio viene presa per pazza e fino all’ultimo tutto sembra andare come effettivamente è andata tre anni prima.
Il vero Taki guidato da una specie di sesto senso si avvia verso un luogo mistico dove era stato con la nonna della ragazza e qui accade una specie di miracolo dato che i due mondi seppur con tre anni di distanza si incrociano ed in qualche modo i due ragazzi riescono a vedersi e comunicare seppure per pochi attimi.
Quando si risveglia non ricorderà più nulla di tutto ciò che è accaduto, ma gli rimarrà la sensazione di dover trovare qualcuno.
Passano gli anni, lui si laurea ed è in cerca di lavoro quando sul treno della metro la incontra. All’inizio è solo una sensazione, ma lo spinge a scendere ed inseguirla. Quando si incontrano entrambi non sanno bene cosa li ha spinti a rincorrersi, ma la prima cosa che si chiedono imbarazzati è: Come ti chiami?

L’ho trovato davvero delizioso. Magari un poco incomprensibile di primo achitto dato che alcune cose sono legate alle tradizioni tipiche ed ai vocaboli giapponesi, ma alla fine le sensazioni lasciate sono positive e commoventi.
Ho trovato gli sfondi stupendi, davvero molto realistici. Ad un certo punto c’erano degli alberi che per qualche secondo ho pensato fossero reali sul serio.
I protagonisti sono ben strutturati ed i comprimari tenuti un po’ sullo sfondo, ma il punto centrale sono i due ragazzi protagonisti ed il loro legame e tutto ciò che esso comporta. Perché oltre la storia d’amore c’è anche la crescita interiore ed il conflitto tra tradizioni e modernità.
L’unica cosa che non mi è piaciuta più di tanto è stata la costante reazione di lui al risveglio nel corpo di lei. Ok, la prima volta ci stava anche, ma poi ad una certa anche basta, soprattutto quando veniva “scoperto” dalla sorellina di lei.
Mi ha ricordato leggermente un film che adoro: La casa sul lago del tempo del 2006 di Alejandro Agresti con Keanu Reeves e Sandra Bullock, che tra l’altro è un remake di un film coreano del 2000.

Libro:

Autore: Makoto Shinkai

Terza di copertina:
“Mitsuha, una liceale che vive in una città di montagna, si ritrova, in sogno, nei panni di un ragazzo. Una stanza mai vista prima, amici che non conosce e Tokyo che si estende davanti a lei.
Nel frattempo, Taki, un liceale che abita proprio a Tokyo, vive la stessa esperienza, ritrovandosi, in sogno, nel corpo di una ragazza, in una città sperduta fra le montagne.
Presto si accorgeranno dello “scambio” onirico, ma…
L’incontro di due realtà così diverse mette in moto gli ingranaggi del destino”

Quarta di copertina:
“Ogni tanto, la mattina, appena sveglia mi capita di ritrovarmi a piangere, senza sapere perché”
“Il romanzo originale, scritto da Makoto Shinkai, regista dell’omonimo film. Uno dei più grandi successi dell’animazione contemporanea”

Estratto:
“Dove risiedono i ricordi di una persona?
Nelle stesse connessioni sinaptiche del cervello? I ricordi si trovano anche nei bulbi oculari e nei polpastrelli? Oppure esiste da qualche parte una massa spirituale, invisibile ed indefinita come una nebbia, ed è lì che risiedono i ricordi? Una cosa che si potrebbe chiamare cuore, mente o anima.
E’ possibile estrarla e reinserirla come si farebbe con una scheda di memoria per un sistema operativo?”

Riprende fedelmente la trama dell’anime, ma grazie alle note è un pochino più facile capire alcuni vocaboli/giochi di parole giapponesi.

Manga:

Conta 3 volumi ed è fedelissimo all’anime. Stesso character design e stessi panorami.

Mchan

The DUFF

by Kody Keplinger
in italiano:
Quanto ti ho odiato (libro)
Seconda di copertina:
“Bianca Piper ha diciassette anni, è cinica ma leale e sa benissimo di non essere la più carina tra le sue amiche. D’altronde sa anche di essere più sveglia ed intelligente rispetto a molte sue coetanee, che si lasciano incantare dal fascino di ragazzi come Wesley Rush, il più corteggiato e viscido della scuola. Bianca infatti detesta Wesley. Ma dato che le cose in famiglia non vanno granché bene e Bianca è alla disperata ricerca di una distrazione, un giorno si ritrova a baciare proprio Wesley. E… scopre che le piace! Tanto che, sempre più desiderosa di fuggire dai propri problemi famigliari, finisce per farci sesso e per ricorrere a questo “diversivo” ogni volta che qualcosa va storto. Ma quando viene fuori che Wesley è bravo ad ascoltare e che anche la sua, di vita, è più scombinata del previsto, Bianca intuisce che la situazione le sta sfuggendo di mano e si rende conto con terrore che potrebbe essersi innamorata proprio del nemico…”
Quarta di copertina:
“E se ti innamorassi del più odioso dei tuoi compagni di scuola?”
“Bestseller del New York Times tradotto in 22 mesi”
“Ben scritto, irriverente, un esordio sincero” Publisher Weekly
“Un rapporto complesso tra due ragazzi che si odiano eppure fanno sesso… Gli adolescenti della Keplinger sono irriverenti, credibili, e il senso dell’umorismo non manca mai” Kirkus Reviews
“Le ragazze più grandi ed anche i lettori più riluttanti ameranno questo libro” School Library Journal
“Un libro irriverente, ironico, intelligente! Ora un film di successo!”
L’A.S.S.O. nella manica (film)
theduffposter
Anno: 2015
Regia: Ari Sandel
Genere: commedia
Cast: Mae Whitman, Robbie Amell, Bella Thorne, Nick Eversman
Trama:
Bianca Piper è una comune adolescente che ha per amiche due ragazze molto più popolari e carine. Wesley Rush è il suo vicino di casa che una sera, ad una festa, le svela di essere l’amica sfigata e bruttina che di solito le ragazze più carine si portano appresso per risaltare ancora di più. Bianca litiga con le amiche e chiede aiuto a Wesley per conquistare Toby, il ragazzo che le piace. Ma ne rimarrà delusa quando lui la userà solamente per avvicinarsi alle sue amiche.

DUFF: acronimo di Designated Ugly Fat Friend (la brutta grassa amica designata)
ASSO: acronimo di Amica Sfigata Strategicamente Oscena
A parte che la seconda di copertina praticamente svela tutta la trama e la parola irriverente stra usata per definirlo, tra l’altro a sproposito, il romanzo non è malaccio. Certo, chi ha visto prima il film, come la sottoscritta si ritrova con solamente l’idea di base uguale perché le storie sono sviluppate molto diversamente.
E sinceramente mi è piaciuto di più il film. Anche perché il finale del libro è troppo veloce, con poche spiegazioni reali. Ok, parliamo di adolescenti che per natura sono impulsivi e poco razionali, ma sono cresciuta guardando Dawson’s Creek. Voglio dire: Dawson’s Creek, capite che un minimo di spiegazione finale la esigo. Non mi piace quando le cose succedono rapidamente o che le persone facciano pace senza un minimo di dialogo.

Mchan

Summer Book parte 2

Will ti presento Will by John Green & David Levithan

Quarta di copertina:

“Una sera, nel più improbabile angolo di Chicago, due ragazzi di nome Will Grayson si incontrano. Will e Will non potrebbero essere più diversi, ma dal momento in cui i loro mondi collidono, le loro vite, già piuttosto complicate, prendono direzioni inaspettate, portandoli a scoprire cose completamente nuove sull’amicizia, l’amore e, soprattutto, su loro stessi. E’ difficile credere ad una coincidenza, ma è più difficile credere a qualsiasi altra cosa”

“Da David Levithan e John Green, autore di Colpa delle stelle, un romanzo divertente, frizzante e riflessivo”

Carino. Sinceramente mi ero aspettata tutt’altro, più interazione tra i due ragazzi, ma alla fine è stato carino vedere la loro crescita come persone. Anche se il vero protagonista del romanzo è un ragazzone di nome Tiny, il vero punto forte del romanzo.

 

Fangirl by Rainbow Rowell

Quarta di copertina:

“So scrivere amore, ma non lo so dire”

“Approdata all’università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcool e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere la fanfiction di cui migliaia di sostenitori attendono il seguito. Ma una compagna di stanza scontrosa con il suo ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fanfiction siano solo un plagio, ed un affascinante aspirante scrittore che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita….”

“Una ragazza timida che scrive storie romantiche saprà riconoscere il vero amore quando se lo troverà davanti?”

Avrebbe del potenziale, ma anche molti difetti.

Prima di tutto se avessi una sorella gemella come quella che ha Cath cambierei famiglia. Odiosa.

Secondo si dice che Cath scriva almeno un paio di pagine al giorno della sua fanfiction chiamata Carry on, Simon, alla quale sta lavorando già da un paio di anni, per cui alla fine questa storia è lunga quanto la Divina Commedia, assurdo. Tra l’altro per scrivere queste paia di pagine ci mette quasi mezza giornata, non fa altro nella vita.

La storia tra lei ed il ragazzo è carina giusto perchè è carino, premuroso ed affascinante lui, perché altrimenti sarebbe davvero noiosa con lei che pensa solamente a scrivere la fanfiction manco fosse il bestseller dell’anno, anche perché lo pubblica gratis in rete. Lei è davvero mono tematica.

La storia del padre è commovente, quella della madre lasciata a metà. Secondo me si poteva approfondire un pochino di più.

Mchan