Friends from college

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Anno: 2017-2018

Genere: commedia

Paese: Usa

Episodi: 8 + 8, 2 stagioni

Regia: Nicholas Stoller

Ideatori: Nicholas Stoller e Francesca Delbanco

Cast: Keegan-Michael Key, Cobie Smulders, Annie Parisse, Nat Faxon, Fred Savage, Jae Suh Park, Billy Eichner, Greg Germann, Sarah Chalke.

Trama: sei quarantenni, amici fin dai tempi del college, si ritrovano a vivere di nuovo tutti nella stessa città.

Serie più idiota non l’ho mai vista. Sul serio. Scene che ridicole è dir poco. I protagonisti dovrebbero avere quarant’anni, ma ne dimostrano 15 al massimo. Va bene cazzeggiare tra di loro ricordando i tempi del college, ma si comportano da idioti anche in situazioni pubbliche. Che poi si specifica pure che il college che hanno frequentato e dove si sono laureati è niente popodimeno che Harvard. Non è  che gli facciano una buona pubblicità, anzi. Fossi stata in quelli della prestigiosa università li avrei querelati.

Stupita che sia stata confermata per una seconda stagione, che tra l’altro parte slegatissima dalla prima. O ricordo male io perch l’ho vista davvero come riempitivo aspettando che iniziasse la prima serata in tv, ma nel finale della prima stagione non si menziona la storia clandestina di Ethan e Sam, mentre la seconda stagione inizia proprio da questo “scandalo”.

Anche se il finale della seconda lascia spazio ad un continuo, una terza stagione non 8 stata confermata, anzi Netflix ha proprio cancellato la serie.

Mchan

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Anno: 2017-2018

Genere: commedia nera

Paese: Usa

Episodi: 2 stagioni, 20 episodi

Ideatori: Adam Brooks e Paul Adelstein

Cast: Inbar Lavi, Rob Heaps, Parker Young, Marianne Rendon, Stephen Bishop, Brian Benben, Katherine LaNasa, Uma Thurman

Trama: una ragazza lavora presso un tipo chiamato “Il dottore” facendo invaghire di sé persone facoltose, le sposa e dopo un mese sparisce nel nulla con tutti i loro averi. Tre di queste persone si uniscono per scovarla.

La protagonista dovrebbe essere questa ragazza, Maddie, e come tale dovresti empatizzare con lei e tifare per lei. No, non succede. E’ odiosa sin dall’inizio. Sarà che a me le persone del genere fanno letteralmente ribrezzo, intendo coloro che si sposano solamente per puro interesse, ma lei lo fa proprio come lavoro. Fa innamorare di sé quei poveri malcapitati e poi li depreda di tutto. E quando li incontra faccia a faccia è anche stizzita del fatto che loro abbiano voluto rintracciarla. Ma davvero??? Che poi questi siano degli emeriti imbecilli, non cambia il giudizio. Perché non si riesce a simpatizzare neanche con loro. Sta tizia li ha circuiti, illusi e derubati e loro sono ancora attratti da lei. (Mia madre direbbe: “Manco ce l’avesse solo lei”). Ma tanto che quando si trova in difficoltà la aiutano pure. Ma io direttamente alla polizia sarei andata. Il motivo per cui non ci vanno poi è davvero stupidissimo. Praticamente “Il dottore” ha delle prove contro di loro. Prove di stupidaggini. Davvero quisquilie in confronto a ciò che gli è capitato. Per esempio il padre del primo tizio tradiva la moglie e pare abbia rubato un’idea al socio in affari. Quindi nemmeno colpe propriamente sue, poveretto. E quando glielo fanno ricordare (di avere queste prove contro di loro) sembra che siano prove contro crimini violentissimi quasi da pena capitale, tanto che si zittiscono subito e tornano con la coda tra le gambe. Assurdo. E non ne escono nemmeno quando l’FBI dà loro una via di fuga ingaggiandoli per incastrare questo “Dottore”, no, preferiscono allearsi con lei per fregare gli agenti. Vabbè…

Niente, arrivare alla fine della prima stagione è stato molto estrenuante, non penso proprio che vedrò la seconda.

Mchan

Rise

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Anno: 2018
Genere: drammatico, musicale
Paese: Usa
Episodi: 10
Ideatore: Jason Katims
Soggetto: Drama High by Michael Sokolove
Musiche: tratte dal musical Spring Awekening
Cast: Josh Radnor, Marley Shelton, Rosie Perez, Auli’i Cravalho, Damon J. Gillespie, Ted Sutherland, Amy Forsyth, Rarmian Newton, Joe TIppett, Shirley Rumierk, Casey Johnson, Taylor Richardson
Trama: in un liceo di periferia un professore vorrebbe inscenare un musical controverso osteggiato dall’associazione genitori. Le storie dei protagonisti del musical si fondono con quelle degli attori che li interpretano.
Anche se il finale potrebbe portare ad un seguito, nonostante non sia apertissimo, una seconda stagione non ci sarà. Secondo me non è una cattiva idea, seppure mi sia piaciuto non ne vedevo la necessità.
In molti lo hanno stroncato perché lo hanno paragonato a Glee. Ecco, non c’è nulla a che vedere tra le due serie. Questa è più cupa e malinconica, ma va bene così. Forse proprio perché non sono mai stata una fan di Glee, praticamente mai visto, ne ho potuto apprezzare il mood decisamente non euforico e giocoso. Qui si parla di tematiche abbastanza serie sia per gli adolescenti che per i loro genitori e si fa vedere come questi due mondi fatichino a comprendersi. Come la società pensa che dei ragazzini non siano capaci a comprendere la vita. E tutto partendo dal testo di un musical, ossia Spring Awakening. Le canzoni sono solo quelle del musical e si ripetono episodio dopo episodio, andando ad accompagnare i vari momenti della vita dei ragazzi che mentre preparano la messa in scena scoprono delle cose sul loro conto, affrontano drammi e nuovi amori, insomma crescono.
Sinceramente le canzoni del musical non le ho capite più di tanto, belle le musiche, ma proprio il testo ho faticato a comprenderlo.
Altra cosa che non mi è piaciuta più di tanto è il conflitto tra il professore regista e la professoressa a cui ha praticamente soffiato il posto che poi è diventata sua vice. Va bene per i primi due/tre episodi, ma poi basta. Invece si ripete fino all’ultima puntata ed è appunto ripetitivo e banale.
I ragazzi che interpretano gli adolescenti tutti abbastanza bravi.
Forse la canzone che mi ha emozionata di più è stata quella finale dato che mi ha fatto commuovere fino alle lacrime.

Mchan

Elite

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Anno: 2018
Paese: Spagna
Genere: drama, thriller
Ideatori: Carlos Montero e Dario Madrona
Cast: Maria Pedraza, Itzan Escamilla, Miguel Herran, Jaime Lorente, Danna Paola, Miguel Bernardeau, Aaron Piper, Ester Exposito, Omar Ayuso, Alvaro Rico, Mina El Hammani
Episodi: 8
Emittente: Netflix
Trama:
In un paesino non meglio specificato della Spagna dopo il crollo del soffitto di un liceo pubblico a tre studenti poveri viene concessa una borsa di studio per frequentare la migliore scuola privata della zona. I tre ragazzi, Nadia, Samuel e Christian, avranno non pochi problemi ad integrarsi e venire accettati dai compagni più facoltosi, ma c’è una ragazza che la pensa diversamente: Marina, la figlia del costruttore indagato per aver usato materiali scadenti nella costruzione del liceo crollato. Tra dispetti, scommesse, menàge a trois, innamoramenti e liti si arriva ad un omicidio ed all’indagine per scoprire il colpevole.
In realtà si parte con l’omicidio. Infatti la struttura narrativa ci fa vedere per prima cosa la scena del crimine e poi, grazie agli interrogatori dei vari sospettati, si ricostruisce tutta la trama.
Leggendo in rete alcune recensioni o comunque prime impressioni ho ritrovato vari articoli che lo eleggevano come nuovo Gossip Girl. Bhé, non c’entra proprio nulla. Qui, oltre all’omicidio, si parla di tantissime altre cose che non di inciuci vari tra sempre gli stessi personaggi. Magari alcune cose sono leggermente enfatizzate, tipo il menàge a trois per resuscitare una relazione a soli 16 anni che è un pochino forzata come situazione, anche se si tratta di adolescenti ricchi e viziati. Sicuramente ci sono molte situazioni per una cerchia così ristretta di personaggi, ma alla fine l’ho trovato abbastanza credibile. Ma soprattutto non edulcorato.
Il mio personaggio preferito: Guzmàn Nunier Osuna.
Perché? Perché penso che alla fine sia il più realistico. Non rimane incastonato nel solito cliché del figlio di papà ricco, viziato e borghese (di mentalità), ma ha molte altre sfaccettature che vengono fuori man mano che si prosegue con la storia.
Il più tenero? Samuel Garcìa Domìnguez.
E’ davvero un puro di cuore. Magari ingenuotto, ma buono e non gli riesce proprio di rimanere arrabbiato con chi gli ha fatto del male.
La mia coppia preferita:

****attenzione spoiler****
Omar e Ander
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Quanto sono teneri???
Ed anche la loro storia è emozionante e coinvolgente.
Il personaggio più odioso: Lu
E’ ricca, bella ed intelligente e per ottenere quello che vuole fa di tutto. Ma è anche un personaggio ben fatto e bello per questo. Nel senso che dietro la sua bastardaggine non c’è nessun passato doloroso o famiglia disagiata, lei è così: cattiva e basta. E funziona.
Menzione d’onore anche alla colonna sonora, davvero piacevole e trascinante.
Le uniche cose che non mi sono piaciute sono la discrepanza tra l’episodio 7 e 8 (secondo me c’è un piccolo buco di trama od un paio di scene tagliate) ed il finale.
Io avrei terminato con l’arresto del presunto colpevole, invece sono andati avanti con scene per me inutili, probabilmente per mettere le basi ad una seconda stagione che sinceramente ho paura a volere. E’ stata troppo bella ed intrigante la prima, penso che ne rimarrò sicuramente delusa, anche perché hanno rivelato tutto, cosa potrebbero far emergere ancora? Ecco, ho il timore che cambino qualcosa nella struttura dei personaggi ai fini della trama per una seconda stagione. Meglio una sola, quasi perfetta, ma le voci che girano danno già per confermata una seconda stagione 😦

Mchan

McMafia

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Anno: 2018

Paese: Uk, Usa

Genere: drama

Regia: James Watkins

Soggetto: libro omonimo by Misha Glenny

Ideatori: Hossein Amini e James Watkins

Cast: James Norton, David Strathaim, Juliet Rylance, Caio Blat, Aleksei Serebyakov, Maria Shukshina, Oshri Cohen.

Puntate: 8

Emittente: BBC (Uk), AMC (USA), Amazon (Italia)

 

Trama:

Alex Godman (James Norton) è un giovane broker russo naturalizzato inglese che vive e lavora nella City (Londra). I suoi genitori sono russi esiliati da Mosca 15 anni prima per via di conflitti di tipo mafioso. Purtroppo non hanno mai digerito l’esilio e, specialmente lo zio, cerca un modo per vendicarsi. La situazione gli si ritorce contro ed Alex si ritrova a dover difendere la propria famiglia e cercare vendetta a sua volta, nonostante abbia sempre rinnegato quel mondo tanto che si ostina a parlare inglese anche in famiglia, dove si ostinano a loro volta a parlare solo russo. Il tutto si svolge ai nostri giorni e come armi si utilizzano specialmente i soldi. Alex si ritroverà ad allearsi con un altro russo esiliato in Israele e con un trafficante messicano, invischiato in affari loschi quali traffico di droga e di ragazze, fabbriche di oggetti falsi e guerra per il controllo del territorio. Questo ci porta in giro per quasi tutto il mondo. Da Londra si arriva a Tel Aviv, poi c’è Mumbai, Il Cairo, Praga e naturalmente Mosca.

E’ molto intrigante. Molto contribuiscono le location, c’è, per esempio una scena di un evento mondano che si svolge proprio all’interno del British Museum, oppure una gita in barca nel mare della costa azzurra (in realtà girata in Croazia). E naturalmente scorci di Londra con l’appartamento dei genitori di Alex con vista su Harrods, le passeggiate davanti la Victoria & Albert Hall, le spiagge di Tel Aviv, il centro di Praga ed i vicoli di Mumbai.

L’ho trovato molto simile a The night manager per certi versi, la sigla, la fotografia.

Parla di una mafia più articolata, più internazionale, non ci sono sparatoie a raffica, ma molti morti sì. Ufficialmente il genere è drama, ma secondo me è più un thriller. Ogni volta che compare un personaggio sullo schermo non sai se sopravviverà alla fine dell’episodio.

L’unica pecca della versione che ho visto io sono i sottotitoli. Il primo episodio li aveva in italiano, il secondo in inglese, dal terzo sono scomparsi. Così ogni qualvolta che parlavano in russo od in ceco andavo ad intuito. Purtroppo non è una serie da guardare per svago, bisogna stare incollati con gli occhi allo schermo perché spesso e volentieri parlano in russo e bisogna seguire i sottotitoli (se ci sono). Questo va bene per quando si cambia lingua nella stessa scena, tipo le scene in famiglia dei Godman dove il padre non spiccica una parola in inglese per ostinazione, nemmeno davanti ai generi che non parlano russo mentre il figlio, sempre per testardaggine, non parla russo. Però quando le scene sono solamente tra due russi il doppiaggio secondo me era meglio.

Bello vedere finalmente James Norton in un ruolo più contemporaneo. Oltre che in smoking che sta davvero molto bene ;-P

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E vogliamo parlare di quanto sia affascinante l’attore che interpreta Joseph, la guardia del corpo israeliana? Ossia Oshri Cohen. Con quegli occhi chiari in contrasto con la pelle olivastra e barba e capelli neri?

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Questo è un suo selfie dal set

 

Plauso all’attrice che interpreta Oksana Godman, la madre del protagonista, Maria Shukshina. Davvero molto brava.

E’ brava anche l’attrice che interpreta la fidanzata del protagonista, Juliet Rylance, solo che secondo me è troppo “vecchia” rispetto a lui. Anche nei modi, non solamente nell’età. Dal quinto episodio poi diventa anche insopportabile.

Seconda serie? Perché no. In fondo il finale lascia le porte aperte e poi la storia è tratta solamente da una manciata di capitoli del libro omonimo. L’unico ostacolo sarebbero i costi (almeno così ho letto in rete). In effetti le location sono abbastanza sofisticate, dato l’ambiente trattato, e svariate, per non parlare delle molteplici comparse ed i mezzi di lusso.

Voi l’avete vista? Cosa ne pensate?

Mchan

My lovely serie tv

Confess

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Questa è una serie web tratta dal romanzo omonimo di Collen Hoover (in italiano: La confessione del cuore) del 2017 con Katie Leclerc e Ryan Cooper.

Siccome conta solo 7 episodi da una ventina di minuti l’uno è abbastanza veloce da seguire e somiglia ad un film un po’ più lungo. L’unica pecca è che non esiste una versione doppiata quindi bisogna vederla con i sottotitoli, però non è poi così difficoltoso perché le battute non sono pronunciate troppo di fretta, e se ve lo dice una che i sottotitoli li odia credetemi ;-P

Il libro ancora non l’ho letto (ma conto di farlo a breve) per cui non so se è fedele o meno, ma la storia è molto romantica. Il finale poi è dolcissimo. Per questo penso proprio che una seconda stagione non sia contemplata.

Piccola sinossi per non rovinarvi il finale:

Si inizia a Los Angeles in un ospedale. Adam, il grande e primo amore della protagonista, Auburn, sta morendo, ma lei non può rimanere al suo capezzale perché deve prendere un aereo per Portland. 10 anni dopo ci troviamo di nuovo nella città degli angeli con Auburn che passeggia e legge un cartello appeso su una porta che cerca personale. Bussa e si ritrova a lavorare per un artista molto in voga al momento, ed anche molto carino, il suo nome è Owen e si ispira a delle confessioni scritte su biglietti lasciatogli nella buca delle lettere. Naturalmente, neanche a dirlo, tra i due è amore a prima vista, però ci sono un bel po’ di ostacoli da superare: primi fra tutti la suocera ed il cognato di lei. Legati alla ragazza anche dopo la morte del figlio/fratello dal nipotino. E poi non aggiungo altro che altrimenti svelo tutto.

Mchan

My lovely series tv characters

L’anno scorso su parolepelate.com VampirettaFolle ha scritto un bel post riguardo ai personaggi delle serie tv dei quali potremmo innamorarci (o ci siamo innamorate) se fossero reali.

Questo il link: https://parolepelate.com/2016/10/17/parliamone-quando-lamore-brucia-il-telecomando/

Questi sono i miei:

Pacey Witter di Dawson’s Creek

Paceydawson'screek

Team Pacey fino all’ultimo episodio. Contenta per il suo lieto fine, probabilmente una delle pochissime, l’ho sempre preferito al protagonista. Perché? Perché era più reale. Con tutti i suoi difetti era comunque dolce e premuroso ed ha dovuto faticare molto per realizzare ciò che sognava. E poi lui c’era sempre. Era un po’ il classico principe azzurro che se non proprio soccore quanto meno supporta la fanciulla.

Seth Cohen di The O.C.

Seththeoc

Carino, goffo, un po’ nerd, con la battuta sempre pronta. Ma soprattutto un ottimo amico. La sua amicizia con il (co)protagonista Ryan è una delle più belle del piccolo schermo secondo me.

Logan Echolls di Veronica Mars

loganveronicamars

E’ un altro tipo di ragazzo non perfetto. Con una marea di difetti, ma premuroso.

Scotty di Brothers & Sisters

scottybrothers&sisters

Tralasciando la bellezza mozzafiato di Luke Macfarlene, lo trovo adorabile anche se è gay (il personaggio) quindi impossibile da conquistare. Anche lui combina un bel po’ di casini, ma è un buono vero.

Jamie Reagan di Blue Bloods

jamniebluebloods

Mi piace moltissimo il suo modo di ragionare e come si raffronta con la famiglia.

Fazio di Montalbano

faziomontalbano

E’ leale, intelligente, paziente, un po’ maniaco compulsivo con quei foglietti, ma lo si perdona. Un bravo collega ed un buon amico.

Stiles di Teen Wolf

Stilesteenwolf

Ecco, qui non sono proprio sicura della scissione della mia adorazione per il personaggio o per lui come attore 😛

E voi avete qualche personaggio che vi piace talmente tanto da pensare: se fosse reale potrei innamorarmene?

Mchan