Locke & Key

Anno: 2020 in corso

Paese: Usa

Episodi:  20, 2 stagioni, in corso

Genere: fantasy, comic, drammatico

Ideatore: Joe Hill

Soggetto: omonima graphic novel by Joe Hill & Gabriel Rodriguez

Cast: Darby Stanchfield, Connor Jessup, Emilia Jones, Jackson Robert Scott, Petrice Jones, Laysla De Oliveira, Griffin Gluck, Hallea Jones, Aaron Ashmore, Genevieve Kang, Sam Lesser, Felix Mallard, Cody Bird

Trama: i Locke (madre e tre figli) hanno appena perso il capofamiglia così si trasferiscono nella vecchia casa in un paesino sperduto del midwest statunitense. Qui dovranno fare i conti con i problemi quotidiani di tutti i nuovi arrivati ed un segreto di famiglia. Segreto che diventerà sempre più pericoloso in quanto consiste in delle chiavi magiche.

Come storia è intrigante. Protagonisti sono due adolescenti ed un bambino di nemmeno 10 anni, per cui è anche abbastanza piena di teen drama, ma ci può stare.

Effetti speciali, sigla, location e fotografia molto belli.

I problemi arrivano con delle soluzioni di trama alquanto discutibili. Tipo il bambino che anche se avvisato dai più grandi continua ad utilizzare queste chiavi magiche da solo, soprattutto se appena trovate. Oppure la ragazza che usa una chiave per bullizzare una compagna di scuola rea di farle delle battutine un po’ acide e poi quando veramente le servirebbe quel potere si dimentica di avere quella chiave. Queste chiavi che passano di mano neanche fossero delle banconote da $1, tra l’altro erano stati anche avvisati che solamente ai Locke non potevano essere state sottratte. La maggior parte delle volte ti ritrovi ad urlare contro ai protagonisti che stanno facendo delle stupidate e quindi a tifare per il villain che ha la vittoria facile.

La stupidagginepiù grande l’hanno fatta con il finale della prima stagione, quando pensano di aver sconfitto il nemico. E’ stato un totale nosense. Il villain doveva avere in testa una corona che però una volta sbattuto a terra è magicamente scomparsa e nessuno si è chiesto dove fosse finita (e nemmeno più tardi). Aprono un portale da dove possono arrivare dei demoni e se ne stanno tutti lì a guardare davanti alla porta aperta mentre un paio di demoni si schiantano contro le rocce alle loro spalle. Ed infatti poi uno riesce ad impossessarsi di uno di loro.

Ho continuato la visione della seconda stagione principalmente per il soggetto della trama che è davvero interessante e di comprare la graphic novel non ho voglia (anche perché oltre a costare parecchio non mi piace nemmeno come stile grafico). Ma anche qui ci sono abbastanza nosense. Tipo che il bimbo trova la chiave per la casa delle bambole identica alla loro casa che infatti poi si svela una specie di porta dimensionale dato che qualsiasi cosa uno metta nella casa delle bambole poi se lo ritrova nella casa vera e propria, e nonostante questo invece di prendere la casetta la lasciano ad un perfetto estraneo e lasciano lì pure la chiave. Ok lasciare l’oggetto, ma la chiave portatela via, no? Boh…

Altra cosa stranissima è il fatto che il bimbo rimane spessissimo a casa da solo. Una casa che si trova in mezzo al nulla.

A proposito del bimbo: ogni tanto ha degli sprazzi di intelligenza che sovrastano le menti di tutti gli adulti messe insieme, ma quanto è fastidiosa la sua vocetta???

Nel finale della seconda stagione abbiamo finalmente un piano che funziona, anche se prima di arrivarci ne hanno commessi di errori.

Comunque alla madre i figli riservano lo stesso trattamento che lei ha per loro: viene minacciata e loro la lasciano da sola, completamente ignara del pericolo.

La morte della fidanzata di Tyler è passata senza infamia e senza lode. Sinceramente mi stava irritando parecchio con la sua convinzione a non voler ricordare la magia. Quel poveretto del ragazzo ha cercato tutti i modi possibili un modo per fargliela ricordare e renderla partecipe degli eventi e lei invece era pure infastidita da tanta insistenza. Non mancherà.

Constatazione della confusione degli autori parte uno: ci hanno messo tutta la prima stagione per trovare una chiave per aprire il portale con il mondo dei demoni quando nella seconda stagione è bastato una specie di piccolo terremoto per allentare i cardini e quindi aprirla.

Constatazione della confusione degli autori parte due: il villain passa metà della seconda stagione a cercare di forgiare una nuova chiave con la quale crearsi un proprio esercito di semidemoni quando aveva la chiave e la corona del controllo delle ombre con le quali dominare sugli umani.

Constatazione della confusione degli autori parte tre: nella prima stagione quando il bimbo apprende del “potere” della chiave Ognidove esclama che vorrebbe andare sulla Tour Eiffel ed il villain gli dice che non può perché lì non ci sono porte (cosa che in realtà non è manco vera, vabbhè…) e nella seconda il suo compare apre una porta che dà sul deserto.

Ora, capisco che sia un fantasy, ma certe incongruenze non si possono vedere.

La cosa più bella sono le chiavi che sono visivamente ben fatte.

La mia preferita è la chiave Ognidove. Magari esistesse, così si potrebbe andare dove ci pare con solamente il bisogno di una porta.  

Mchan

Natale con uno sconosciuto

Anno: 2019-2020

Paese: Norvegia

Episodi:  12, 2 stagioni, conclusa

Genere: drammatico, commedia

Cast: Ida Elise Boch, Felix Sandman

Trama: Johanne è una trentenne che a Natale viene relegata al tavolo dei bimbi poiché single. Ma questo Natale vorrebbe cambiare la situazione.

L’incipit è abbastanza banalotto, anche se poi il finale della prima stagione ha un bel messaggio, ossia che l’importante è festeggiare con le persone care, che esse siano parenti, amici, conoscenti che ti hanno cambiato la vita e/o insegnato qualcosa, non necessariamente partner amorosi.

La prima stagione è carina ed appunto grazie al finale si lascia vedere senza problemi. Anche perché gli episodi durano una trentina di minuti che scorrono veloci.

La seconda stagione secondo me è stata fatta ad uso e consumo dei telespettatori. Va bene che il finale della prima era aperto, ma ci sono state molte scelte stupide e riempitive. Il finale della seconda, e per fortuna ultima, ribalta completamente il messaggio della prima.

Tutta la trama dei genitori è stata noiosa e ripetitiva.

Lei da ragazza emancipata, con un buon lavoro, molti amici ed una vita piena si è trasformata in una tipa insicura a tratti capricciosa ed infantile. Hanno rovinato il personaggio del Dottore solo per farli lasciare e far in modo che la colpa non ricadesse su di lei. Su alcune cose era pesante, ma su altre aveva ragione da vendere. Ma chi lascia che sia l’ex fidanzato della sua attuale ragazza a comprare i regali di Natale per i suoceri e soprattutto farli passare per loro?

Mi è piaciuta l’introduzione del vicino di casa anche se in finale non c’entrava nulla con lei. E’ stato solo un pretesto per farle fare delle cose e farle conoscere una persona che potevano benissimo evitare dato che lo ha trattato da schifo.

Il ritorno di Jonas non è stato male anche se si sono completamente dimenticati il perché della sua partenza dato che lo hanno cambiato e lo hanno fatto tornare prima. Va bene che l’attore che lo interpreta ha un buon seguito ed alla fine il suo personaggio era il meno peggio (per questo il finale non mi è dispiaciuto) però nella serie precedente avevo capito che Jonas doveva andarsene per ben 2 anni a Bali con la famiglia, dato che si sono sempre trasferiti spesso, e che per questo la mollava, invece ora se ne escono che è tornato in estate e che era a Bali con un amico. Mah…

Il problema dell’età tra i due (12 anni di differenza, in più per lei) in finale non è così tragico dato che lei sembra una ragazzina. Ha insistito tanto per fare la festa di Natale a casa sua, anche quando si era offerto il fratello di ospitare tutti e tra l’altro sarebbe stato più ragionevole non far spostare due bambini piccoli in piena notte, ma no, dovevano andare tutti da lei che non aveva mai cucinato in vita sua. Infatti ha bruciato la cena. Per non parlare della scena al supermercato quando voleva pagare una sola mandorla. Ma metterne una decina in un sacchetto e pesarle no? Va bene che te ne serviva una soltanto, ma se le metteva in una ciotola sono sicura che qualcuno le avrebbe mangiate invece di fare quella scena da pazza alla cassa.

Il problema è stato far combaciare il finale della prima stagione con la trama della seconda. Perché nell’ultima scena lei apriva la porta e sorrideva come se avesse visto qualcuno che le piaceva, invece poi si scopre che era solamente un fattorino con un mazzo di rose senza mittente. Ed il destinatario di quelle rose non si è scoperto fino al penultimo episodio della seconda stagione ed è stato molto forzato dato che non poteva assolutamente sapere l’indirizzo di casa dei genitori di lei quando non conosceva nemmeno quello di casa sua.

Comunque il ritorno del tizio con il lieto fine mi è sembrato molto fanservice.

Se si fossero fermati alla prima sarebbe stata una serie leggera e carina nonostante le trovate forzatamente comiche come la videochiamata dell’amica alla cena di Natale nell’ultimo episodio della seconda nella quale elogiava la vita sessuale della protagonista di fronte a parenti ed amici, compresi dei bimbi. Ed invece di attaccarle il telefono in faccia lei stava pure ad ascoltarla. Comportamento forzato per la gag imbarazzante. O come la scena nella sauna per nudisti dove si era recata con un papabile partner e ci ha trovato i genitori. Dire imbarazzante è un eufemismo.

Mchan

Ps: il titolo non si può sentire né quello inglese (che è la traduzione letterale di quello originale) né quello in italiano. Nessuno dei due c’entra con la trama della serie.

Burden of truth

Anno: 2018-2021

Paese: Canada

Episodi: 34, 4 stagioni, finito

Genere: drammatico, procedural

Cast: Kristen Kreuk, Peter Mooney, Star Slade, Nicola Correia-Damude, Meegwun Fairbrother, Anwen O’Driscoll, Sarah Thompson, David Lawrence Brown

Trama 1a stagione: Joanna è un brillante avvocato di città che torna al suo paese natale, Millwood, per una causa che hanno intentato contro un suo cliente. Il caso è semplice, infatti vince subito, ma poi le cose si complicano e si ritrova a voler parteggiare per la parte avversa.

Trama 2a stagione: Joanna lavora presso un nuovo studio legale nella città di Winnipeg, ma l’arresto della sua sorellastra per l’omicidio del padre la riporta a Millwood.

Trama 3a stagione: Joanna ha un proprio studio legale a Winnipeg, ma in una riunione di ex alunni incontra una sua vecchia amica che ha bisogno del suo aiuto così torna di nuovo a Millwood.

Trama 4a stagione: Joanna & Billy sono a Millwood per una causa contro la riapertura di una vecchia miniera di oro.

La prima stagione è stato abbastanza interessante e coinvolgente. Bel caso, bei personaggi secondari, bel conflitto interiore della protagonista. Unica pecca è che invece che nel 2020 sembrava di stare nel 1980, con ancora delle ragazzine discriminate e bullizzate solo perché malate. In una piccola comunità avrei gradito ed asupicato più empatia.

Anche la seconda non è stata male, a parte la prima metà che è stata lenta e sembrava non portare a nulla se non poi coinfluire con la trama più interessante del caso di omicidio.

La terza è stata lenta dall’inizio alla fine, con delle scelte di trama troppo ripetitive o stupide. Tipo l’amica che continuava ad andarle contro perché il tutto non si risolveva in due minuti come voleva lei, ma nel frattempo continuava a nasconderle dei fatti inerenti alla causa, davvero irritante. Lei la stava aiutando gratuitamente ed invece di ringraziarla la rimproverava di continuo. Oppure tutta la sottotrama del penultimo episodio che non ha aggiunto nulla a quella principale. Per non parlare della visita dei servizi sociali a casa di Joanna quando era incinta di nemmeno 8 settimane mi pare, per cui in teoria poteva pure non volerlo tenere e lei da avvocato li fa pure entrare pur sapendo che era un’intimidazione della controparte e che avrebbero aperto un fascicolo a proposito. E riguardo a ciò io sono rimasta scioccata dal fatto che i servizi sociali in Canada arrivino da chiunque solamente grazie ad una telefonata. Allora se ad uno sta sulle scatole un vicino può mandargli i servizi sociali un giorno sì e l’altro pure che tanto qualcosa di storto lo trovano di sicuro perché nessuno è perfetto. Soprattutto se il bambino nemmeno è nato. E tutto quel dare credito alla parola dell’ex capo della polizia che è stato indagato e condannato per omicidio, anche se ha scontato pochissimo, è stata una pessima scelta di scrittura.

La quarta è partita malissimo dal primo episodio per la scelta di un’ennesima scusa per poter far stare i protagonisti a Millwoood invece che nella città di Winnipeg dove hanno lo studio legale. A questo punto potevano farli trasferire e basta. Non è molto credibile che ogni anno, perché è questo il periodo di tempo che fanno trascorrere tra una stagione e l’altra, accetino un caso in quel posto così lontano da dove hanno lo studio. L’unica cosa positiva è come la trama giuridica della protagonista vada a fondersi con quella poliziesca dei personaggi secondari. Anche se è avvenuto nel corso degli ultimi episodi e si è risolto troppo in fretta.

Una cosa che non mi è piaciuta in generale è l’assenza di chimica tra i due protagonisti. Non so se perché lei debba essere sempre così fredda o perché i due non si sopportassero, però ho trovato Peter Mooney adorabile (forse anche perché ho un debole per i tipi così, i ragazzi della porta accanto con una bellezza nella norma, ma quel non so che che ti affascina) e lei davvero molto forzata nelle scene insieme. Pochissime effusioni e tutte molto tiepide, dialoghi al di fuori del lavoro quasi assenti dalla seconda stagione in poi. Mah…

Altra cosa è l’astio che hanno tutti gli abitanti di Millwood per la protagonista solo perché è la figlia di un uomo che ha rovinato la vita a molti di loro, ma lei che colpa ne ha che quando è successo era poco più di una bambina? Si prende addirittura un pugno in faccia per questo. Ma scherziamo? Tra l’altro nessuno ha il fegato di dirle cosa ha fatto realmente il padre di così terribile da essere odiato da praticamente tutti. E poi continuano ad odiarla anche per aver fatto chiudere l’acciaieria. Ok, molti hanno perso il lavoro, ma quelli stavano inquinando i terreni del circondario con dei rifiuti tossici, delle ragazzine si sono ammalate in modo irrimediabile e la gente difende comunque la fabbrica. Mah…

Il mio personaggio preferito è sicuramente il poliziotto, poi capo della polizia, Owen Beckbie, sempre in bilico tra dovere ed appartenenza alle sue origini, ma riesce a trovare un equilibrio rimanendo se stesso e mi piace molto.

Il finale con con un lieto fine per tutti va bene dato che non è stata rinnovata. In questo modo si dà una conclusione felice per tutti.

Mchan

Versailles

Anno: 2015-2018

Paese: Francia, Canada

Episodi:  10 a stagione, 3 stagioni, conclusa

Genere: drammatico, in costume, storico

Cast: George Blagden, Alexander Vlahos, Tygh Runyan, Stuart Bowman, Amira Casar, Evan Williams, Nomie Schmidt, Anna Brewster, Sarah Winter, Elisa Lasowski, Pip Torrens, Suzanne Clment, Maddison Jaizani, Jessica Clark

Trama: la vita del Re Sole, Luigi XIV, dal momento in cui ha deciso di costruire la reggia di Versailles fino alla vittoria sui protestanti.

Bello, bello, bello.

Ora non so quanto accuratamente sia stata rispettata la storia, da quello che mi ricordo hanno incluso più o meno tutto, ma tra le location, i costumi, la scenografia, la fotografia e le parrucche, era tutto davvero bellissimo. Soprattutto un plauso per le parrucche che di solito sono orrende mentre qui erano davvero stupende. Specialmente quelle principali. Ogni volta che apparivano Luigi e/o Filippo ero lì affascinata dai loro capelli. Molto più belli e ben curati di quelli delle donne.

Certo, che come location se hai la reggia di Versailles non puoi proprio sbagliare, ma anche le camere interne, sicuramente ricostruite, erano davvero ben fatte.

Alcuni episodi scorrono più veloci e fluidi di altri, ma c’è sempre la curiosità di sapere cosa accadrà, anche se la storia, a grandi linee, è abbastanza conosciuta.

Unico appunto i numerosi nudi integrali femminili. Oddio, nelle serie in costume ce ne sono sempre parecchi, però alcuni erano davvero fuori luogo. Soprattutto se paragonati a quelli maschili. Integrali di fronte inesistenti, sempre coperti da qualcosa, mentre per le donne non valeva lo stesso principio. A me non piacciono nè gli uni nè gli altri se non sono indispensabili, però gradirei un pari trattamento. E vabbhè…

Personaggio preferito: la principessa Elisabetta Carlotta del Palatinato. Davvero molto simpatica ed in qualche modo “moderna”.

Personaggi detestati: a parimerito lo Chevalier de Lorraine e Madame de Montespan. Praticamente identici nel loro essere degli amanti narcisisti, egoisti, arrivisti e presuntuosi. Entrambi sfruttano il loro ascendente per avere quello che vogliono e prevalere su tutto e tutti. Come trattano le altre persone è irritante ai massimi livelli.

Plauso anche alla musica della sigla.

Mchan

Walker

Anno: 2020 in corso

Paese: Usa

Episodi: 18 prima stagione, 2 stagioni, in corso

Genere: drammatico, poliziesco, azione

Cast: Jared Padalecki, Lindsay Morgan, Odette Annable, Coby Bell, Genevieve Padalecki, Violet Brinson, Keegan Allen

Trama: Walker è un Texas Ranger al quale hanno ucciso la moglie ed è rimasto con due figli adolescenti. Si dovrà districare tra il suo lavoro e la gestione dei ragazzi.

In teoria sarebbe il reboot del famoso quasi omonimo: Walker Texas Ranger. In pratica di uguale ha solo il nome del protagonista e l’ambientazione nel Texas.

Penso che se lo avessero chiamato in un altro modo non avrebbe avuto tutte le critiche che ha ricevuto dato che non è minimamente paragonabile all’originale.

Qui abbiamo un padre di due adolescenti al quale hanno ucciso la moglie che era il fulcro della famiglia, spessissimo si fa riferimento al fatto che aveva in mano lei le redini della casa e solo lei sapeva trattare certe cose. In più i casi polizieschi sono pochi, nemmeno uno ad episodio, e privi di qualsiasi verve od azione. Il protagonista esce sempre sconfitto dai conflitti corpo a corpo ed è impossibile non rimpiangere i combattimenti di Chuck Norris, seppur un po’ troppo sopra le righe. Jared è convincente solo quando è con i ragazzi. Anche se è molto apprezzabile con il cappello da ranger 😜

La partner è più convincente, solo che è davvero troppo bassa. Ma non c’era un’attrice un pochino più alta? Vero che Jared è 1 metro e 93, però poverino gli verrà la gobba a dover parlare sempre con partner più bassine.

Una cosa tenera è il fatto che sia la sua vera moglie nella vita reale ad interpretare la moglie morta nei flashback o nelle “apparizioni”. Come si guardano è dolcissimo 😍

I primi due episodi sono piacevoli, ma poi arriva la parte drama a fare da padrona. E per di più è costituita da molto teen drama. Le scelte che ogni volta fanno i figli sono una più stupida dell’altra e non sempre vengono ripresi o puniti per esse. Per esempio quando il figlio si è presentato nel bel mezzo di una sua missione sotto copertura facendola quasi saltare perché invece di tornarsene a casa come chiesto dal padre continuava a parlare ad alta voce facendolo quasi scoprire. Per una questione futilissima tra l’altro. Io posso capire il trauma dell’aver perso la madre da poco (nemmeno un anno), l’essere adolescente e tutto il rancore verso il padre, ma ha rischiato di fare ammazzare il padre, la partner del padre, l’amica che lo ha accompagnato e lui stesso.

Trovo il risentimento che hanno i figli riguardo il suo periodo sotto copertura esagerato. Che poi avrei capito se si sentissero così a causa del fatto che sia stato lontano da loro per molto tempo subito dopo la morte della madre ed invece loro ce l’hanno con lui perché non ha raccontato loro tutto quello che ha fatto. Ma stava sotto copertura, era lavoro mica era in vacanza. Mah. Tra l’altro poi veniamo a sapere che è praticamente a causa loro che ci sia andato…

Ultimi episodi un po’ fiacchi, escluso l’ultimissimo. La avrei chiusa prima.

La seconda pare avere meno episodi, meno della metà, vedremo come se la giocheranno che il cliffanger finale era abbastanza intrigante.

Mchan

Love, Victor

Anno: 2020 in corso

Paese: Usa

Episodi:  10 a stagione, 2 stagioni, in corso

Genere: drammatico

Soggetto: romanzo “Love, Simon” by Becky Albertalli

Cast: Michael Cimino, George Sear, Nick Robinson, Mason Gooding, Anthony Turpel, Rachel Hilson, Isabella Ferreira, Ana Ortiz, Bebe Wood, Lukas Cage, Sophia Bush, James Martinez, Mekhi Phifer

Trama: Victor è un sedicenne di origine latina appena trasferitosi dal Texas ad Atlanta. Pensava di poter essere finalmente sé stesso in questa nuova città ed invece non ha il coraggio di dire subito chi è realmente così si ritrova incastrato nelle “bugie” del passato.

Non so da dove iniziare per quanto questa serie sia cringe.

Sarò vecchia, ma ho trovato decine di scelte imbarazzanti.

Prima fra tutte lo sfruttare troppo la scia del consenso del film. Perché l’idea di base non è male, ma avrei evitato tutta quella parte riguardante Simon e la sua storia passata. Avrei utilizzato lo stesso escamotage delle mail con uno sconosciuto e basta. Invece Victor si scambia mail con Simon e questo si firma “Love, Simon”. Ok, il rimando al titolo del film e conseguentemente a quello della serie, ma secondo voi è normale che una persona impegnata si firmi “con amore” nella corrispondenza con un emerito sconosciuto? Capisco il verbo “to love” in inglese abbracci una miriade di sfaccettature, però… mah.

Tra l’altro questo fatto che Simon venga fatto passare dalla stessa Preside del liceo come un eroe è assurdo. Ma si può parlare del suo coming out ad un nuovo alunno come se avesse tipo vinto un Nobel? Che poi nel film non è stato il primo del liceo che lo ha fatto.

Victor, il protagonista, è carino giusto nei primi episodi che da metà stagione diventa irritante. Lo fanno diventare sessualmente confuso quando nel primo episodio era certissimo di essere gay. E poi perché fargli avere per forza una ragazza? Ma non era meglio che lui la reputasse solamente un’amica e che magari lei si prendeva una sbandata, ma non fargli fare la coppietta con tanto di presentazioni in famiglia? Che poi siamo nel 2020 ed un adolescente presenta dopo una paio di settimane la tipa con cui esce ai genitori, certo, molto credibile.

A proposito di famiglia, perché tutto quel drama in quella del protagonista? Non ce ne era già abbastanza con lui da solo? Poi tutto quel mistero sulla cosa cattivissima che avrebbe fatto il padre quando alla fine non era poi nulla di che e comunque era dipeso da ciò che aveva fatto la moglie. Quindi è inutile che lei lo minacci di rivelarlo o lo faccia sentire in colpa.

I nonni fatti arrivare per sì e no 10 minuti giusto per rimarcare che i vecchi religiosi sono bigotti e poi fatti sparire senza un reale dialogo sensato. Che bastavano i genitori di lui dato che non sono così aperti di mente come lo erano quelli di Simon.

Anche Mia, la ragazza/interesse amoroso, non spicca di simpatia, soprattutto con la sua futura matrigna. E quella ci ha pure provato a trovare un punto di incontro. Che poi è stato il padre ad essere stato piantato di punto in bianco dalla madre. Però è una quindicenne, quindi ci può pure stare dato che ultimamente tutti gli adolescenti nelle serie tv si comportano da bambini viziati e non vengono mai ripresi dai genitori. Questa ultima cosa è poi una normalità anche nella vita reale.

L’episodio ambientato a New York capisco che possa essere molto significativo, ma sinceramente non mi è piaciuto per via di un paio di cose. La prima è che si vedeva benissimo che l’attore che interpreta Simon non era lì con loro, ma probabilmente ha filmato le sue scene in un altro momento. Potevano fare di meglio dato che così l’ho trovato proprio slegato. A parte la scusa che hanno trovato per non farlo essere presente (un addio al celibato, e ci è andato senza il suo compagno? Mah…), ma visivamente vedere il gruppo sotto al palco e lui nelle retrovie, lontano dal suo ragazzo, è stato strano. Sembrava che avessero litigato. Ma poi andare a spifferare ai suoi coinquilini ciò che Victor gli ha scritto con la scusa che più persone possono dare consigli migliori è assurdo. Prima di tutto ha tradito la sua fiducia e poi se voleva parlare a più persone si sarebbe iscritto in un forum a tema, no? Nel 2020 sai quanti ne esistono. Se ha scelto di confessarsi proprio con Simon vuol dire che lo sentiva più affine a lui, no? Che poi hanno cambiato anche un dettaglio legato alla storia personale di Simon: lui ha avuto delle ragazze. Sia nel libro che nel film. Ed anche il coming out ai coinquilini l’ho trovato forzato. Se non se la sentiva di svelare il vero motivo per cui era lì perché forzarlo? Sta mania odierna di avere un certo obbligo a presentarsi dovendo dire tutto di sé non la capisco. Basta nome e cognome. Poi quando si diventerà più intimi (anche in amicizia) ci si racconteranno le altre cose. Altrimenti andiamo tutti in giro con un cartello appeso al collo con su scritto generalità, gusti sessuali, religione ed orientamento politico, che facciamo prima.

Unico personaggio davvero positivo al 100% per me è Felix, il vicino di casa e primo amico del protagonista.

Anche Benji, la crush del protagonista, non sarebbe stato male se non avessi proprio capito tutto il casino del viaggio per lavoro durante il quale è stato incoerentissimo.

Tra l’altro le storie dei personaggi secondari sarebbero anche interessanti da approfondire, ma la durata degli episodi è troppo breve. Sarò vecchia, ma questi episodi da 30 minuti scarsi in cui accade tutto troppo velocemente non riesco a capirla. Le serie tv derivanti da film dovrebbero avere lo scopo di approfondire alcuni temi, ma così è impossibile. Potevano tranquillamente girare un sequel.

Mchan

Ps: sto vedendo la seconda stagione, soprattutto perché ormai l’avevo scaricata, ma non starò a recensirla perché ho già dato abbastanza con questa.

In the dark

Anno: 2019  in corso

Paese: Usa

Episodi: 13 a stagione, 3 stagioni, in corso

Genere: giallo

Cast: Perry Mattfeld, Brooke Markham, Morgan Krantz, Casey Deidrick, Keston John, Rich Sommer, Kathleen York, Matt Murray, Ana Ayora, Dewhane Williams, Marianne Rendn, Nicki Micheaux,   

Trama: Murphy è una ragazza non vedente che una sera trova nel vicolo dietro casa, dove va sempre a fumare, il cadavere del suo migliore amico, un quindicenne spacciatore. Chiama la polizia, ma quando arrivano il corpo è scomparso. Si metterà ad indagare con i suoi amici.

La trama della prima stagione non è malaccio, anzi. C’è una buona dose di giallo mista ad una buona dose di dramma e commedia. Il problema è principalmente la protagonista che è davvero odiosa (e più va avanti e peggio diventa), ma viene compensata dai personaggi secondari che sono ben scritti: la sua migliore amica e coinquilina lesbica, l’amico morto che compare nei flashback, il poliziotto vedovo con la figlia adolescente non vedente, il cugino ambiguo del ragazzino morto, il tipo affascinante. Il finale ha anche un bel colpo di scena.

La seconda stagione già diventa leggermente surreale ed a tratti ridicola. Tra l’altro la trama non è nemmeno chissà quanto affascinante, la morte di quel tizio che si vede nel primo episodio che poi sarebbe una specie di spoiler del finale, francamente è la cosa meno interessante dell’intera stagione. Il tipo non prende mai una posizione di rilievo all’interno della cerchia dei personaggi protagonisti, anzi, per cui la ragione per cui è morto e chi è stato ad ucciderlo diventa irrilevante. Finisci che non te ne importa davvero nulla.

La terza la supera ancora di più. Gli autori tendono sempre a far filare tutto liscio alla protagonista che è sempre più detestabile. E ciò è irritante. La ragazza è non vedente, ma riesce sempre ad uscire da ogni situazione pericolosa praticamente indenne. Per non parlare del fatto che riesca a circuire qualsiasi essere umano maschile grazie al suo sex appeal, che per quanto sia carina l’attrice che la interpreta il personaggio è davvero brutto, ha indosso gli stessi abiti da tipo settimane (perché è in fuga), ad un certo punto si ritrova a dormire per strada e probabilmente non si lava da giorni. Mah… Per non parlare del fatto che come hanno detto ampliamente nella prima stagione lei non usa alcuna protezione mentre fa sesso, per cui tutti i tizi che vanno a letto con lei praticamente al primo incontro sono degli incoscienti, per non dire completi idioti (e sono stata diplomatica). Ma ancora peggio è il fatto che tutti gli uomini con cui ha avuto a che fare la difendono sempre e comunque (tranne uno) e fanno passare gli altri, soprattutto donne, per invidiose quando fanno loro notare che la tipa si comporta sempre in modo egoistico. Cosa che fa. E la cosa che mi ha irritato di più è che sfrutti la sua disabilità per ingannare la gente e ricattarla emotivamente. Praticamente tutti devono fare tutto ciò che vuole lei altrimenti lei minaccia di farlo comunque e con più fatica essendo non vedente. E siccome le altre persone si preoccuppano alla fine l’ha sempre vinta lei.

I poliziotti sono degli idioti. E ciò non è credibile dato che ci troviamo a Chicago, non in un paesino sperduto della campagna americana. Arrestano una non vedente per aver ucciso con un colpo di pistola abbastanza distante una boss della droga. Anche alle spalle tra l’altro. Tutto molto credibile (ironia modeOn). Ma loro sono convintissimi. Neanche l’esame balistico tengono in considerazione.

Tutta la terza stagione a cercare Jess, l’amica lesbica, ipotizzando addirittura che sia stata rapita ed ammazzata per poi ritrovarla viva e vegeta che voleva solamente allontanarsi dai suoi amici, che la posso anche capire dato che sono tutte relazioni tossiche quelle descritte in questa serie, vedesi come la protagonista cerca di nuovo di manipolarla per farle cambiare idea e tornare con loro, ma farglielo sapere no? Bastava un SMS cavolo! No. Questi autori non sono normali.

Ora scommetto che la quarta stagione sia tutta incentrata sul come far uscire di galera la protagonista nonostante sia colpevole di almeno una mezza dozzina di reati. Certo, non l’omicidio, ma spaccio e riciclaggio di denaro sporco sì. Ma devono farla uscire indenne da tutto come hanno sempre fatto facendole risolvere la qualsiasi per farla sembrare una eroina e non il personaggio pessimo che è in realtà.

Altra nota negativa, almeno per me,  il cane. Bel cucciolone, ma completamente inutile. Sa solo trovare l’uscita ed il bagno, altro non fa. In teoria dovrebbe avvisare della presenza di terze persone, soprattutto se sconosciute, capisco che non possa essere una specie di “Rex”, ma nemmeno starsene impassibile per il 90% delle situazioni. A volte sembra che sia lei a guidarlo mentre camminano e non il contrario.

Come già accennato sopra è stata rinnovata per una quarta stagione, che probabilmente non vedrò. Sono riuscita ad arrivare fino alla fine della terza stagione solamente perché lo hanno trasmesso in un orario in cui non c’era null’altro e nel frattempo giocavo con il cellulare.

Mchan

Ridatemi mia moglie

Anno: 2021

Paese: Italia

Episodi: 2, 1 stagione

Genere: drammatico, commedia

Regia: Alessandro Genovesi

Cast: Fabio De Luigi, Anita Caprioli, Diego Abatantuono, Diana Del Bufalo, Carla Signoris

Trama: Giovanni e Chiara sono sposati da 5 anni, nel giorno del suo compleanno lei decide di lasciarlo durante la festa con parenti ed amici.

Noioso.

Lento. Battute nemmeno l’ombra, almeno non di quelle divertenti. Davvero, non ho praticamente mai nemmeno sorriso. Anche tutto il fraintendimento sulla gravidanza è stato di un piattume… Poi ci sono i flashback che spuntano a caso e sono irritanti perché spezzano il racconto senza un motivo preciso.  

Il personaggio principale è troppo passivo. Ti viene voglia di urlare al televisore “Smuoviti!”.  A parte che è proprio la situazione ad essere surreale in modo irritante.

Alla protagonista viene la brillante idea di mollare il proprio marito nel giorno del suo compleanno. Ma si può? Non potevi sopportarlo un giorno in più? Tanto il motivo per cui lo molla è solamente che lo ritiene troppo noioso, per cui fa questo piccolo sacrificio e non mortificarlo davanti ad amici e parenti (anche se questi ultimi non lo hanno nemmeno capito). Tra l’altro non ha nemmeno il coraggio di prendersi le sue responsabilità e dirlo lei ai propri genitori, ma vuole che lo faccia lui.

L’amica di lei poi è odiosa, si comporta come se fosse stato lui a lasciare l’amica con chissà quale colpa quando non è così. Va bene sostenere l’amica, ma non con questo astio verso di lui. Anche la sorella non è proprio a posto. Sembra che se un uomo è gentile e premuroso è per forza di cose noioso e va mollato. Mah…

Mchan

Serie tv abbandonate

Mr Corman

Anno: 2021

Paese: Usa

Episodi: 10, 1 stagione

Genere: drammatico, commedia

Cast: Joseph Gordon-Levitt, Juno Temple, Debra Winger, Arturo Castro

Camping

Anno: 2018

Paese: Usa

Episodi: 8, 1 stagione, conclusa

Genere: commedia

Cast: Jennifer Garner, David Tennant, Juliette Lewis, Ione Skye, Chris Sullivan, Cheyenne Haynes, Arturo Del Puerto, Janicza Bravo, Brett Gelman  

Premetto che io non sono una persona che commenta una brutta visione con la frase: “Ho sprecato il mio tempo” nè che è solita mollare una serie alla prima puntata, ma stavolta non ce l’ho proprio fatta.

La prima serie è di un deprimente assurdo. A me piacciono i drama, mi piace commuovermi, ma qui era solamente una tristezza infinita persistente che almeno per il primo episodio e mezzo non si capiva dove volesse andare a parare.

La seconda l’ho stoppata a forse nemmeno metà della prima puntata. Non faceva ridere, non si capiva un accidenti di quello che stava succedendo ed è stata caotica nella presentazione dei personaggi. Non sono riuscita a capire nemmeno il nome dei due principali. Probabilmente non è proprio il mio genere, al limite del grottesco, per cui ho preferito passare ad altro.

Voi le avete viste? Avete dei pareri differenti? Perché magari sono io il problema, tutto può essere.

Mchan

High Flyers

Anno: 2020

Paese: Paesi Bassi

Episodi: 8, 1 stagione

Genere: drammatico

Cast: Joshua Stradowski, Sinem Kavus, Soy Kroon

Trama: Rutger, Guus e Laila sono tre aspiranti piloti della Royal Netherland Air Force. Si segue il loro addestramento fino alla prima missione in Medio Oriente.

L’ho trovata spesso con una trama un po’ carente di filo cronologico. Tipo che l’accademia è durata un paio di episodi, e ci sta a livello di narrativa visiva, ma è stata anche la percezione temporale ad essere così veloce. Idem per il seguente periodo di formazione come piloti sia in patria che negli Usa. Alla fine della serie sembra che sia passato un solo anno, invece che 4 o 5 come dovrebbe essere. Per esperienza so che l’accademia dell’aereonautica dura circa 4anni più un anno in Usa.

Anche l’età dei personaggi a volte è un po’ ambigua. Tipo che Laila in un flashback del 1997 dovrebbe avere una decina di anni, quindi ai giorni nostri, dove pare essere ambientata cronologicamente la serie, ne avrebbe una trentina, ma mi pare alquanto strano perché sembrano tutti e tre dei poco più che ventenni.

A parte questo, la serie è godibile, con una trama principale carina ed interessante. I personaggi principali sono ben delineati e non si cade nei classici cliché. Tipo lei è appunto una donna in un mondo prettamente maschile e pure musulmana (addirittura immigrata di prima generazione), ma non ci sono stati sopra più di tanto.

La trama secondaria invece l’ho capita poco. O meglio: l’ho capita, ma non mi ha entusiasmato granché, specialmente tutto ciò che ha riguardato la giornalista ossessionata da non si capisce bene cosa. All’inizio pareva volesse aprire un’inchiesta giornalistica sul processo ad una specie di terrorista filo russo, poi si è accanita contro il protagonista su di una questione abbastanza subdola, infine è completamente scomparsa dallo schermo. Mah…

Al momento non si sa ancora se ci sarà una seconda stagione, ma il forte favore del pubblico straniero potrebbe indurre i produttori a proseguire.

Mchan