Movies time

Queste sono due commedie che ho visto di recente e di cui consiglio la visione se si vuole svagare la mente per un paio di ore.

Tavolo n°19

Anno: 2017

Genere: commedia

Paese: Usa

Regia: Jeffrey Blitz

Cast: Anna Kendrick, Lisa Kudrow, Craig Robinson, Tony Revolori, Stephen Merchant, June Squibb, Wyatt Russell, Amanda Crew, Charles Green

Trama: Eloise si reca al matrimonio di colei che era la sua più vecchia amica e di cui ha contribuito all’organizzazione nonostante abbia appena rotto con il di lei fratello e sia stata confinata al temibilissimo tavolo n°19, ossia quello più vicino ai bagni e destinato agli ospiti non proprio desiderati. Qui incontrerà la vecchia tata della sposa, un lontano cugino con la fedina penale non molto pulita, il figlio adolescente di una conoscente ed una coppia di colleghi del padre della sposa o dello sposo, non mi ricordo più sorry! All’inizio c’è’ imbarazzo ed anche un po’ di attrito, ma poi si riveleranno dei fantastici nuovi amici.

Sinceramente non mi aspettavo granché da questo film, lo avevo nella watchlist solo per via di Anna Kendrick, invece si è rivelato una piacevole visione. Fortunatamente sono andata solamente a matrimoni di parenti nella mia vita per cui l’esperienza di essere nel tavolo degli ospiti abbastanza indesiderati non l’ho mai provata. Questi invitati finiranno per vivere un ricevimento a sé, un po’ per l’isolamento sia fisico che sociale del loro tavolo sia perché si troveranno a vivere alcune situazioni che li porteranno lontano dai festeggiamenti. Ma il tutto avrà un risvolto positivo per tutti i membri di questa stramba compagnia ed il finale se da una parte sarà scontato, da un’altra sarà terapeutico.

La parte del finale che riguarda la protagonista non è che mi piaccia molto, più che altro non mi piace come ci si sia arrivati, mi è sembrato un po’ forzato.

Il vestito di Eloise è di gran lunga più bello di quello delle damigelle per cui è stata fortunata ad essere stata declassata a semplice invitata 😜

Little Italy

Anno: 2018

Paese: Canada

Genere: commedia, sentimentale

Regia: Donald Petrie

Cast: Emma Roberts, Hayden Christensen, Alyssa Milano, Adam Ferrara, Gary Basaraba, Linda Kash, Andrew Phung, Cristina Rosato, Danny Aiello, Andrea Martin, Jane Seymour, Amrit Kaur, Vas Saranga

Trama: Little Italy canadese. Due famiglie di origine italiana condividono la gestione di una pizzeria in piena armonia. Almeno fino a quando non hanno vinto il premio per la miglior pizza del quartiere. Proprio in questa occasione i due padri ed amici litigano e da quel giorno separano l’attività ed aprono le ostilità. A farne le spese i figli Nicoletta / Nikki e Leo, che da migliori amici vengono separati. Solo il ritorno di lei dopo un periodo a Londra sarà occasione di riunione per le famiglie.

Pensavo fosse il classico film stracolmo di stereotipi su noi italiani, invece mi sono leggermente ricreduta. O meglio, alcuni stereotipi ci sono, ma non sono irritanti. Le due famiglie sono nel campo della ristorazione ed il loro unico piatto è la pizza, la nonna di lei è abbastanza cattolica praticante, lui va in giro su una vespa, i due da piccoli giocavano a calcio, tutti hanno un caretterino abbastanza fumantino, ma poteva di sicuro andare peggio. Ora non so se il doppiaggio ci abbia salvato da varie parole dette proprio in italiano, perché ho letto in giro che lui ha una pronuncia migliore di altri.

Non ho capito perché lei sia andata a Londra per diventare una chef e non a Parigi, dove praticamente vanno tutti nei film di questo genere. Perché la Seymour è inglese? Per fare la battutina su Gordon Ramsey? Vabbè…

Il tizio pretendente di Nikki con la fissa per le scarpe da donna è stato messo un po’ a casaccio. Da come l’avevano presentata sembrava che la madre le dovesse fare avere appuntamenti con decine di ragazzi di origine italiana ed invece c’è stato solamente lui. Evitabilissimo.

La scena dell’arresto di Leo da parte della poliziotta è stata terrificante. Di un cringe assurdo.

Bello il momento tra Leo ed il Luigi asiatico.

Spoiler: la storia clandestina dei nonnini mi è piaciuta tantissimo!!! Che teneri! 😍

Hayden Christensen moro è un grande no. Che poi non è che noi italiani siamo tutti mori o bruni. Comunque non mi è piaciuto nemmeno visivamente vicino a Emma Roberts, non so, c’era qualcosa che stonava, forse la differenza di età.  

Alyssa Milano come madre sulla quarantina e passa è stata un po’ strana da vedere.

Finale prevedibile, ma non è che ci si possa aspettare chissà cosa da questo genere di film.

Mchan

Gilmore Girls Revival – Fall

Anno: 2016

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale, drammatico

Ideatori: Amy Sherman-Palladino e Daniel Palladino

Cast: Lauren Graham, Alexis Bledel, Kelly Bishop, Scott Patterson, Keiko Agena, Liza Well,  Jared Padalecki, Matt Czuchry, Milo Ventimiglia, Todd Lowe, Melissa McCarthy, David Sutcliffe, Liz Torres, Sean Gunn, Yanic Truesdale, Michael Winters, Kathleen Wilhoite, Vanessa Marano

Trama: Le ragazze Gilmore son tornate e con loro tutti i personaggi buffi e particolari della cittadina dove abitano.

Ribadisco: voglio la sigla!!!!!!!!!

Tutta la prima parte non l’ho capita. Riempitivo. Gli amici di Logan io manco me li ricordavo e non sentivo certo il bisogno di rivederli. Se volevano far andare Rory a letto con Logan bastava che arrivasse solo lui. E comunque non è che se scioglie il fidanzamento casca il mondo. Quindi non capisco perché si comportino come una sorta di Romeo & Giulietta dei giorni nostri. Se lui la amasse sul serio mollerebbe la fidanzata e starebbe con lei, non la tratterebbe come un’amante. Ha fatto bene lei a dare un taglio.

Per una fissata con le serie come la sottoscritta è stato carino vedere una piccola reunion di Parenthood (che mi era piaciuta moltissimo!).  

Bello il discorso di Luke al rientro di Lorelai. Anche se mi sono sembrati un po’ forzati nell’abbraccio. Uno ti fa un discorso del genere, ti chiede di sposarlo dopo che praticamente lo hai costretto a farlo e lo abbracci in quel modo? Come minimo doveva saltargli al collo.

Carino che abbiano intitolato il libro di Rory come la serie.

Cristopher è un bel vedere (e poi non è invecchiato di una ruga), ma davvero dopo quasi un anno???

Dean. Jared è un altro bel vedere, ma anche questa apparizione l’ho trovata senza senso.

Non potevamo avere più Paris??? O Lane???

Sookie che vive sempre lì, ma che non la vedono da due anni è assurdo.

Ma April, che è sempre la figlia di Luke, se la sono dimenticata per il matrimonio???

Jess sta ancora sotto un treno per Rory. Ok, ma allora perché non dare più spazio a lui ed alla loro situazione che non a decine di scene inutili???

Il ricordo di nonno Gilmore è sempre il top.

Lorelai più che al suo matrimonio sembrava dovesse andare ad un funerale con quel vestito. Potevano scegliere un altro colore. Per non parlare di come era vestita Rory. Ok, era un matrimonio all’ultimo momento e quello “ufficiale” ci sarebbe stato comunque il giorno seguente, ma Rory era praticamente in tuta da casa. 5 minuti per mettersi almeno un paio di jeans non poteva trovarli???

E vogliamo parlare dei testimoni di nozze? Passi Michel per Lorelai, che comunque c’è sempre stato anche se sarebbe stata più indicata Sookie dato che era la sua migliore amica, ma davvero Lane per Luke??? Non Jess??? Mah…

Paul ha finalmente messo fine al suo e nostro strazio. Non posso credere che sia quasi passato un anno e lei non lo aveva ancora lasciato.

Il discorso di Lorelai non mi è piaciuto. Finalmente Rory ammette le sue colpe con quel povero ragazzo e lei la giustifica dicendo che in fondo se lo meritava perché non era quello giusto. Ma davvero??? Quel poveretto a parte essere alquanto anonimo ed anche un pochino ameba, non aveva fatto del male a nessuno, quindi no, non si meritava di non essere manco ricordato con il suo nome di battesimo.

Il figlio è sicuramente di Logan. Non ci sono dubbi alcuni.

La sigla!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Alla fine ce l’hanno fatta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Considerazioni finali:

Forse, anzi, molto probabilmente sono cresciuta da quando vidi la serie per la prima volta circa 15 anni fa, sarò anche diventata più cinica e puntigliosa per questo noto una marea di dettagli che se all’epoca ci ridevo o passavo sopra al momento mi irritano e basta. Per non parlare della mancanza di rispetto per la maggior parte delle persone con cui si relazionano le protagoniste. Questo mettersi costantemente su un piedistallo e ritenersi più intelligenti ed in generale migliori di tutti gli altri quando sono delle persone normali ed anche un tantino strambe tanto quanto gli altri mi dà fastidio.

Ai Palladino non era piaciuto come i loro sostituti avevano fatto finire la serie originale. Sinceramente nemmeno io sono stata entusiasta, ma non è che loro abbiano fatto di meglio con questo revival, anzi.    

E non sono affatto d’accordo con chi dice che non bisogna fare i paragoni con la serie originale perché è un revival ossia un sequel non un reboot. Se volevano raccontare questa identica storia non tenendo conto di come si sono evoluti i personaggi nella serie originale potevano benissimo cerare una serie con personaggi ex novo, siccome hanno voluto dare un seguito alle storie già precedentemente raccontate si devono attenere al carattere ed ai fatti già visti.

Un seguito anche no, grazie.

Mchan

Gilmore Girls Revival – Summer

Anno: 2016

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale, drammatico

Ideatori: Amy Sherman-Palladino e Daniel Palladino

Cast: Lauren Graham, Alexis Bledel, Kelly Bishop, Scott Patterson, Keiko Agena, Liza Well,  Jared Padalecki, Matt Czuchry, Milo Ventimiglia, Todd Lowe, Melissa McCarthy, David Sutcliffe, Liz Torres, Sean Gunn, Yanic Truesdale, Michael Winters, Kathleen Wilhoite, Vanessa Marano

Trama: Le ragazze Gilmore son tornate e con loro tutti i personaggi buffi e particolari della cittadina dove abitano.

La sigla. Io esigo la sigla!!!

Ma Michel quante ferie arretrate aveva??? Sarà stato via almeno un paio di mesi.

Miss Patty: ma è davvero lei??? La stessa identica attrice??? Sul serio???

Ma April non era così da piccola. Almeno io non me la ricordo così ansiosa ed insicura.

Ma ai Palladino un personaggio giovane senza problemi di sorta dava così fastidio??? E’ una commedia e tutte le situazioni più positive sono state affidate ai soliti strani abitanti di Stars Hollow, poi ci sono i protagonisti e coprotagonisti (quelli che si vedono che Lane è stata completamente trascurata) che hanno decine di problemi o personali o professionali od entrambi come Rory.

Certo che Rory è proprio snob all’ennesima potenza. Tra l’altro è abbastanza strano che lei abbia passato tutta la sua vita prima del college in quella cittadina e non abbia alcuna amicizia con dei suoi coetanei a parte Lane.

Ma poi che c’è di male a tornare a “casa” quando non ti va bene la vita che ti sei costruito altrove? Almeno lì hai i parenti, non vedo perché uno deve per forza finire da solo sotto un ponte invece che tornare dove è cresciuto e dove può trovare aiuto sia economico che psicologico. Tra l’altro se nessuno dei giovani tornasse quel posto sarebbe pieno di pensionati.  

Certo che è normalissimo che tua nonna ti dica che è libera tutta la settimana tranne il giovedì perché ha la riunione con le Figlie della rivoluzione (o quello che è) e tu cosa fai? Ti presenti lì proprio quel giorno.

Il musical è stato solo un riempimento di tempo. Che potevano sfruttare meglio per altre dinamiche.

Tipo la relazione tra Lorelai e Luke. Io non so se sia vero quello che era uscito all’epoca, ossia che i due attori non si sopportavano per cui le loro scene risultavano complicate da girare, ma in teoria dovrebbero essere una coppia (oltre a dei professionisti) ed insieme hanno avuto pochissime scene. Ho visto più Taylor di Luke in questo episodio.

Bentrovato Jess! Non ho mai avuto molta simpatia per lui, ma il suo scambio di battute con Rory è stato uno dei più normali e verosimili di tutto il revival!

Paul continuo a ricordarti.

Lorelai che fa il secondo discorso sensato di tutta la sua vita.

Into the wild doveva andarci la figlia non lei. Non l’ho davvero capita.

Tra l’altro se Rory vuole fare la scrittrice e dice che deve per forza scrivere della storia sua e della madre perché è l’unico argomento che conosce bene, allora non andrà molto lontano con la sua carriera dato che non potrà mica scrivere della sua vita per sempre. O si inventa una saga basata sulla sua vita, o meglio sulla vita della madre, oppure scriverà un solo libro e si ritroverà ugualmente nella cameretta di quando era bambina che detesta così tanto.

Che poi trovo anche comprendibilissimo che per scrivere un romanzo basato sulla propria vita bisogna necessariamente andare a vivere a New York, più specificatamente nel Queens, in un appartamento con almeno 2 stanze, che scrivere in salone pare brutto. Il tutto spesato da chi? Mammina o nonnina? Naturalmente sono ironica/sarcastica.

Mchan

Gilmore Girls Revival – Spring

Anno: 2016

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale, drammatico

Ideatori: Amy Sherman-Palladino e Daniel Palladino

Cast: Lauren Graham, Alexis Bledel, Kelly Bishop, Scott Patterson, Keiko Agena, Liza Well,  Jared Padalecki, Matt Czuchry, Milo Ventimiglia, Todd Lowe, Melissa McCarthy, David Sutcliffe, Liz Torres, Sean Gunn, Yanic Truesdale, Michael Winters, Kathleen Wilhoite, Vanessa Marano

Trama: Le ragazze Gilmore son tornate e con loro tutti i personaggi buffi e particolari della cittadina dove abitano.

La sigla, dov’è la sigla???????????

La signora Kim è sempre la stessa, una piacevole conferma. E finalmente vediamo il signor Kim!!!

I dialoghi sono leggermente migliorati rispetto all’episodio precedente, almeno hanno un filo logico.

Adoro che si continui a ricordare nonno Gilmore.

La questione matrimonio non l’ho capita. Ma perché quasi nel 2020 ancora ci si deve sposare per poter essere realizzati come coppia??? Capisco Emily e la sua mentalità abbastanza arretrata e tradizionale, ma Lorelai e la psicologa che le va dietro anche no.

Ma Michel? Perché quella mezza sfuriata e poi pouf! fatto sparire nel nulla??? Preferivo un chiarimento tra lui e Lorelai che quel sogno astruso di quest’ultima su e con Paul Anka.

Ma perché Rory & Lorelai vanno in giro per New York a fare ricerche per un articolo sulle file indossando scarpe con i tacchi??? Per non parlare di come è vestita Rory.

Tralasciamo tutto il discorso sull’avventura di una notte di Rory, che siamo tornati al no sense. Se volevano far tirare fuori l’argomento Logan con la madre potevano usare qualche altro escamotage, tipo Lorelai che risponde al telefono della figlia perché lei è in bagno, quello che hanno scelto è stato molto cringe.

Penso che sia una delle poche volte che Lorelai faccia un discorso sensato da madre. Ed ha ampiamente ragione. Rory si lamenta di non avere un lavoro stabile, ma non accetta di fare un colloquio con un giornale online che la chiama in continuazione. E finalmente quando accetta di farlo non si prepara quindi viene scartata. E si arrabbia pure. Ma che razza di autoconsiderazione ha di sé stessa? Potevo capirla a 20 anni, ma a 30, con una vita precaria anche no. Anche se è leggermente non credibile che una con il suo cognome e la sua istruzione sia ancora a quei livelli.  

Una miriade di commenti in rete affermano che la situazione lavorativa di Rory sia molto attuale. Probabilmente sì, ma per quelle persone che non hanno avuto l’educazione scolastica che ha avuto lei ed il cervello che continuano a dirci che lei abbia. Il Preside del suo liceo l’ha riempita di complimenti per gli articoli scritti, ma allora perché nessun giornale l’ha mai assunta stabilmente??? Ci sono dei tasselli che ci mancano. Una non può essere un genio, una penna brillante e non avere uno straccio di impiego da praticamente sempre. Delle due una. Perché ripeto non si tratta di una poveretta che ha studiato in un’università di quarta categoria e con zero conoscenze. Non facciamo gli ipocriti, già il nome Yale sul diploma di laurea è un bel punteggio in più rispetto agli altri. E’ stata anche redattore del giornale universitario. Non parliamo poi del fatto che i nonni conoscono mezzo stato. E’ proprio questo volercela per forza far passare per una ragazza comune che nonostante il suo essere brillante non ce la fa a realizzarsi che mi fa storcere il naso ogni volta. Se volevano darle uno stampo più vicino ai reali millenial bastava la sua situazione sentimentale. Lo avrei apprezzato di più, perché anche se è lontana dal mio modo di essere potrei anche capirla ed empatizzare con lei, ma il troppo stroppia. Tra l’altro sono passati tipo 4 mesi e questo povero Paul ancora è in stand-by. Sì, perché io continuo a ricordarmi di lui, poverino.

No, continua a non piacermi per la maggioranza delle situazioni.

Mchan

Gilmore Girls Revival – Winter

Anno: 2016

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale, drammatico

Ideatori: Amy Sherman-Palladino

Cast: Lauren Graham, Alexis Bledel, Kelly Bishop, Scott Patterson, Keiko Agena, Liza Well,  Jared Padalecki, Matt Czuchry, Milo Ventimiglia, Todd Lowe, Melissa McCarthy, David Sutcliffe, Liz Torres, Sean Gunn, Yanic Truesdale, Michael Winters, Kathleen Wilhoite, Vanessa Marano

Trama: Le ragazze Gilmore son tornate e con loro tutti i personaggi buffi e particolari della cittadina dove abitano.

Dov’è la sigla???

Ascoltavo l’intro, con i dialoghi/frasi che in teoria dovevano essere le più significative di tutta la serie e non facevo altro che ripetere: VOGLIO LA SIGLA!!! Quindi, no, l’inizio non mi è piaciuto affatto. Anche perché ci ho capito ben poco. Quelle frasi messe lì senza un minimo di senso, almeno io non l’ho capito, anche no grazie. Sigla, punto.

Tornare a Starshollow è stato carino, la cittadina è sempre un piacevole sfondo. La chiacchierata iniziale tra madre e figlia era ok, poi il declino. A parte qualche scena.

A parte che c’è un dubbio che mi attanaglia: quella era davvero Miss Patty??? Sicuri??? No, perché io me la ricordavo diversa, ma vabbhè.

I personaggi non si sono evoluti di una virgola, sembra che siano stati messi in ibernazione per 10 anni. Ce lo dicono loro stessi che sono passati una decina di anni, Rory ora ha 32 anni, e nel frattempo non è successo nulla di significativo praticamente a nessuno di loro (tranne un paio di eccezioni, ma di personaggi secondari).

Lorelai e Luke sono allo stesso punto di come li avevamo lasciati. E tirare fuori il volere un bambino, alla soglia dei 50 anni e con tutto il tempo che hanno avuto a disposizione, lo trovo stupido.

Tutta quella pantomima sul fidanzato di Rory, il povero Paul (io mi ricordo il tuo nome!), non mi ha fatto ridere nemmeno un po’. Prima di tutto perché è irrispettoso verso una persona, che anche se sia la più noiosa del mondo sono comunque 2 anni che Rory ci sta insieme e senza che nessuno le abbia puntato una pistola alla testa. Deve addirittura appuntarsi di ricordarsi di lasciarlo. Ma magari lui scoprisse l’intrallazzo che ha con Logan e la lasciasse lui.

Che lei abbia una relazione con Logan, mentre è fidanzata, non mi ha scandalizzata più di tanto. Già in passato era stata con Dean mentre lui era ancora sposato. Piuttosto avrei voluto vedere o comunque capire come si sia arrivati a questo dato che ricordo fosse stata lei a lasciarlo.

Ma poi davvero l’hanno fatta fare avanti ed indietro da Londra, e ripeto Londra, per almeno 3 volte nell’arco di un paio di settimane??? Con quali soldi? Dato che l’hanno dipinta come una lavoratrice precaria. Ma poi neanche fosse una business manager. Però allo stesso tempo non ha avuto il tempo di fare una scappata per Natale. Mah…

Finalmente scopriamo che Michel ha una vita!!!

Rory che molla le sue cose in 3 case diverse, mah… Non poteva spedire tutto a casa dei nonni? Già in passato era andata ad abitare nella loro depandance e comunque lì c’è di sicuro molto più spazio che in casa di Lane. Cioè, davvero riempi la casa della tua amica sposata, con 2 figli ed una band che prova in salotto, di roba tua quando puoi benissimo mettere tutto nella mega villa dei tuoi nonni??? Se il tutto è stato un escamotage per includere l’amica nella narrazione potevano benissimo fare in modo che Rory la chiamasse per farsi aiutare o che andasse a casa sua semplicemente per una chiacchiera. No, non ci siamo.

In generale ho trovato molte cose/discorsi messi un po’ a casaccio o per riempire un po’ di tempo o per includere personaggi che potevano anche essere un pochino più spalmati nei 4 episodi.

Paris. Meno male che la sua vita si è evoluta in questi 10 anni nonostante lei sia rimasta tale e quale. Ed ho adorato le sue allusioni sia alla serie How to get away with a murder sia a Buffy – The Vampire Slayer.

Il tributo a Nonno Gilmore, ossia Edward Herrmann, è stato bellissimo!!! E, sì, è mancato tanto 😢

Meno quello che Lorelai ha fatto al funerale di suo padre. No, davvero. Non ha mai sentito l’espressione: se non hai nulla di carino da dire, taci? Oppure poteva benissimo dire di dover andare in bagno. Ok, era un po’ alticcia, ma cavolo! Poi si soprende se la madre è incacchiata nera con lei. Tra l’altro è anche abbastanza egoista a lasciare la madre da sola dopo che ha appena perso il marito con il quale ha praticamente passato tutta la sua vita. Da quanto ho capito dal funerale la rivede solo quando va da lei a cena con la figlia, ovvero passano ben 4 mesi. Mah…

Ma Paul Anka è immortale??? Bello cucciolone 😍🐶

Emily con i jeans. Emily con i jeans. Emily con i jeans. Sono ancora scioccata.

Molti commenti che ho letto erano indirizzati all’aspetto invecchiato dei protagonisti. Bhè, sono passati 10 anni, meno male che gli attori abbiano i segni del tempo che passa.  

Mchan

Perry Mason

Anno: 2020

Episodi: 8, 1 stagione in corso

Paese: Usa

Genere: drammatico, poliziesco, giudiziario, in costume

Regia: Tim Van Patten, Deniz Gamze Erguven

Cast: Matthew Rhys, Juliet Rylance, Chris Chalk, Shea Whigham, Tatiana Maslany, John Lithgow

Trama: 1932. Tutto ruota attorno al processo alla madre di un bambino prima rapito e poi trovato morto dopo aver pagato il riscatto. Tutti gli uomini implicati nel rapimento sembrano essere morti, al procuratore non resta che incolpare e processare la giovane madre, rea di essersi dichiarata colpevole in preda al dolore per il figlio appena perduto. A credere alla donna solamente un vecchio avvocato caduto in disgrazia ed i suoi aiutanti: la segretaria/socia/tuttofare Della Street e l’investigatore privato Perry Mason.

All’inizio chi pensa che possa essere come il Perry Mason cartaceo di Erle Stanley Gardner o televisivo della serie anni ’90 verrà spiazzato. In comune hanno solamente il nome, per il resto cambia tutto. Prima di tutto l’ambientazione. Qui siamo nel 1932 a Los Angeles ed il protagonista non è affatto un brillante avvocato bensì un investigatore privato squattrinato e con una miriade di problemi. C’è un unico caso che si spalma su tutti gli episodi. La prima puntata purtroppo non è molto coinvolgente, o meglio viene solo presentato il caso, per il resto è un po’ deludente. Bisogna vedere la seconda puntata per avere un quadro migliore sui personaggi. Anche perché è qui che viene presentato il passato tormentato di Mason e la carismatica religiosa Sister Alice.

E’ solo alla fine del 5° episodio che Mason diventa quello che la maggior parte della gente conosce grazie alle serie tv per via di cause di forza maggiore.

Le ambientazioni sono molto belle, molto cinematografiche. Matthew Rhys è bravissimo, ha delle espressioni perfette. Bravissime anche le due coprotagoniste femminili, Juliet Rylance e Tatiana Maslany.

La narrazione risulta a tratti lenta, ma è abbastanza in linea con l’atmosfera di quel periodo storico.

Il caso è complicato e spesso passa in secondo piano per far posto alle vicissitudini personali dei vari personaggi, ma è comunque ben strutturato. Io ho trovato un po’ difficoltoso stare dietro a tutti i personaggi, ce ne sono davvero molti e spesso gli uomini si assomigliano.

Peccato per il passato di Sister Alice accennato nei primi episodi e realmente fatto vedere con un flashback solamente nel penultimo, avrebbe meritato più considerazione anche ai fini delle azioni e delle interazioni tra lei e la madre.

E’ consigliata la visione di un episodio dietro l’altro o quantomeno uno al giorno. Comunque continua. Io ho lasciato passare una settimana tra il terzo ed il quarto ed ho faticato a rientrare in trama.

Una seconda stagione ci sta tutta, magari con un paio di casi invece che con uno unico.

Mchan

Un giorno di pioggia a New York

Anno: 2019

Regia: Woody Allen

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale

Cast: Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Rebecca Hall, Cherry Jones, Jude Law, Diego Luna, Liev Schreiber, Suki Waterhouse

Trama: una giovane coppia deve trascorrere un romantico weekend a New York, dove lui è nato e cresciuto, solo che saranno divisi da vari impedimenti e la vacanza non sarà come avevano progettato.

Probabilmente sono io che ho dei problemi con Allen, ma questo è il terzo film suo che vedo ed il secondo che non mi piace (e comunque il terzo mi ha lasciato abbastanza indifferente). Non so nemmeno da dove partire.

La storia è banale. Sul serio, due innamorati che dovrebbero passare insieme l’intero weekend in una città che per uno dei due è molto importante e che guarda caso vengono separati da una multitudine di eventi improvvisi. Che novità!

La città che dovrebbe essere protagonista come ho letto praticamente ovunque, viene solamente citata dal protagonista e vista sul serio solo nelle ultime due scene, tipo. Davvero, ditemi dov’è che avete visto New York in questa pellicola. Strade e locali che potevano essere in qualunque altra città al mondo. Anzi. Io mi immagino (anche grazie ai vari stralci di essa visti in tv o sui social) una NY attiva, fremente, piena di gente e di colori. Qui era spoglia, lenta e quasi desertica. Stotaro sarà anche un genio della fotografia, ma a me non è piaciuta affatto, troppo calda, sembrava quasi anni ’70. In generale non sembrava ambientato ai giorni nostri. Ho capito che era contemporaneo solo quando hanno tirato fuori gli smartphone. Addirittura la protagonista femminile nell’intervistare il regista invece di registrare la conversazione prende appunti.

Continuo a trovare Chalamet scialbo. Non so se fosse il contesto, ma non mi sa di nulla.

Elle Fanning è stata bravissima se l’intento era quello di dipingere Ashleigh come una svampita stupidotta. Anche se una ragazza 21enne del suo ceto sociale così stupidina ed ingenua nel 2020 è leggermente anacronistico.

Selena Gomez non mi è piaciuta. Non so se sia il doppiaggio, una voce troppo rude, tuttavia anche il suo personaggio è antipatico. Prende in giro una perfetta sconosciuta solamente per il suo luogo di nascita, con battute davvero offensive ed anche abbastanza razziste. Poi, all’inizio pensavo che dato il suo essere così grezzo ed anche abbastanza arrogante verso persone benestanti fosse tipo del Bronx, invece poi si scopre che è abbiente anche lei. E lasciamo stare i suoi outfit che sono orrendi. I pantaloncini corti e la Tshirt, senza un minimo di giacchetto, in pieno autunno a New York poi sono davvero ridicoli.

E vogliamo parlare dei personaggi di contorno? La storia di Jude Law non l’ho capita e secondo me è stata anche messa a casaccio giusto per riempire delle scene e far perdere tempo alla protagonista perché alla fine non ha portato a nulla, anzi si è pure risolta in maniera frettolosa.

Il fratello maggiore di lui che si accorge solamente dopo essere andato a convivere ed ad un passo dal matrimonio che la risata della fidanzata è assurda è giustappunto assurdo.

Lui che si nasconde dagli zii al museo ci sta, ma non che appena lo scovano poi si passi alla scena in cui lui è al telefono con la madre giustificandosi di non averle detto di essere in città. Non poteva semplicemente dire agli zii di non farne parola con la madre? Mica avevano una cimice addosso.

Tutto il discorso della madre di lui è stato un grosso Embhè? Davvero si vuole giustificare il comportamento di una persona dicendo che probabilmente lo ha nei geni? Siamo negli anni ’90? No, all’epoca non c’erano gli smartphone, per cui è completamente senza senso. Perché che lei fosse stata una escort o meno non ci cambia nulla dato che l’abbiamo vista solamente in un paio di scene. E poi ci sono una miriade di persone che hanno il vizio del gioco e delle scommesse e non per questo le loro madri sono state tutte delle donne di facili costumi.

Probabilmente l’unica scena leggermente più verosimile è stata quella di Ashleigh e l’attore che vengono interrotti dalla fidanzata di lui. Anche se vista e rivista. Mancava giusto il cornicione.

Io ad un certo punto pensavo che fosse una parodia di un film romantico, sul serio. Delle soluzioni così strambe penso di non averle mai viste tutte insieme.

Comunque non ho capito perché il 95% delle comparse fosse caucasico. Sul serio? A NY? Praticamente di verosimiglianza in questa pellicola non c’è nulla.

Mchan

Zoey’s extraordinary playlist

Anno: 2020

Episodi: 12, 1 stagione in corso

Paese: Usa

Genere: drammatico, commedia, musical, sentimentale

Cast: Jane Levy, Skylar Astin, Lauren Graham, Alex Newell, Peter Gallagher, Mary Steenburgen

Coreografie: Mandy Moore

Trama: un’informatica di San Francisco acquisisce uno strano “potere”: può venire a conoscenza di ciò che un’altra persona prova nel profondo sentendola cantare. Praticamente si ritrova a vivere in un perenne musical. Dapprima odia questa nuova situazione essendo una persona molto pratica, quando mette su le cuffie ascolta solo dei Podcast sulla tecnologia, ma poi si accorge che potrebbe esserle d’aiuto.

Mi sono approcciata a questa serie tv perché è saltata fuori nella home di RaiPlay come prodotto disponibile esclusivamente sulla piattaforma. Siccome ero in mancanza di serie leggere ho deciso di darle una chance, al massimo avrei mollato dopo la prima puntata. Ed invece mi ha proprio preso. Certo, se non amate i musical lasciate perdere perché le parti cantate sono davvero molte, ma almeno hanno un senso dato il “potere” della protagonista.

La trama è abbastanza semplice: lei si ritrova con questo “potere” che non vuole e che è abbastanza invadente perché non può decidere nulla, si ritrova a dover ascoltare i sentimenti altrui ed a “doverli” aiutare in qualche modo, però poi le sarà di aiuto nel rapporto con il capo ed i colleghi, con il tizio per cui ha una cotta e con i famigliari. Bellissima la trama del padre che è malato terminale di una malattia neurologica e per questo non riesce più ad esprimersi a parole, oltre a praticamente non riuscire più a muoversi e mangiare cibi solidi, con il quale è legatissima e grazie al suo nuovo “potere” riesce a comunicarci. In generale tutte le scene con il padre, un formidabile Peter Gallagher, sono bellissime e commoventi. C’è anche il triangolo sentimentale, ma passa in secondo piano rispetto alla miriade di tematiche che sono affrontate, sì con la leggerezza del musical, ma anche con molto rispetto e delicatezza. Non c’è mai l’idea che siano buttate lì a casaccio giusto per riempire quei 5minuti di episodio. L’unica pecca, se così possiamo chiamarla, è il fatto che le scene musical siano davvero molto marcate. Quindi si vede gente che di punto in bianco molla tutto e si mette a ballare e cantare in coreografie corali, oppure esagerando appositamente la mimica facciale e questo un pochino potrebbe disturbare anche perché nel mezzo c’è la protagonista che è come se fosse in un flashmob che non può fermare.

Grazie ai sottotitoli in italiano quando ci sono le performance canore si capisce meglio cosa quella determinata persona vuole esprimere, non so voi ma io non sopporto quando in una serie o film c’è una canzone che è determinante per la trama e non mettono i sottotitoli in italiano. Perché io posso anche capirlo l’inglese, ma non coglierne davvero tutto il senso esclusivamente ad un primo ascolto. E comunque ci sono anche persone che magari non lo hanno studiato o che non lo comprendono, che è vero che siamo nel 2020, ma non è scontato che tutti capiscano e comprendino l’italiano, nostra lingua madre, figuriamoci l’inglese.

Per questo non mi è piaciuto che non li abbiano messi durante la canzone “Fight song” interpretata dagli studenti sordomuti con la lingua dei segni. Perché io personalmente non conoscevo il brano ed ho scoperto di quale canzone si trattasse solamente grazie ai commenti in rete. Quindi non ho potuto capire appieno cosa volessero dire.

La performance alle pompe funebri non mi è piaciuta affatto. L’ho trovata un po’ grottesca.

In generale tutte le scene con Peter Gallagher sono commoventi e la sua versione di “Perfect” di Ed Sheeran in duetto con la moglie, interpretata da una bravissima Mary Steenburgen, ha fatto scendere un paio di lacrimuccie.

L’episodio pi divertente è stato quello in cui il “potere” si è invertito per cui è diventata lei quella a dover cantare le emozioni che provava ed è stato abbastanza esilarante.

La scena più divertente è stata quella in cui Max, uno dei due spasimanti, le organizza un flashmob per dichiararsi e lei non lo capisce finché lui non le risponde ad uno dei suoi commenti. In realtà penso che nemmeno gli spettatori lo avevano capito, io non l’avevo capito, perché è davvero simile ad una delle scene che lei vive da quando ha il “potere”.

Come va a finire non ve lo dico, anche se è abbastanza intuibile, ma vi posso dire che ne hanno confermato una seconda stagione e la cosa non mi dispiace affatto 😜

Mchan

Ps: #teamMax dal primo istante che li ho visti insieme in scena. E poi Skylar è troppo carino!!! 😍

Pps/spoiler: gli ultimi 10 minuti dell’ultimo episodio ho pianto come una fontana, ma sono stati bellissimi lo stesso.

Emily in Paris

Anno: 2020

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale

Episodi: 10, 1 stagione in corso

Cast: Lily Collins, Ashley Park, Philippine Leroy-Beaulieu, Lucas Bravo, Camille Razat

Trama: Emily è l’assistente di una donna in carriera che sta per partire per Parigi dove rimarrà per lavoro un intero anno. Solo che alla vigilia della partenza si accorge di essere incinta così rinuncia all’incarico ed esso va ad Emily, anche se non conosce una sola parola di francese.

Fortunatamente la trama è leggermente diversa da quella rilasciata come promo, che leggere di una 25enne mandata a Parigi ad occuparsi di un intera azienda era abbastanza sconcertante. Sì che è abbastanza usuale vedere nei prodotti televisivi che negli Stati Uniti si fa carriera da giovanissimi, praticamente subito dopo essere usciti all’università, anche se non penso sia realmente così, ma almeno qui si è cambiata un po’ la rotta.

Il primo episodio non è pieno stereotipi, di più. Che poi i francesi si siano leggermente, ma nemmeno tanto, offesi mi pare il minimo, ma secondo me non ne escono bene nemmeno gli americani. A parte una buona dose di ignoranza degli autori (vedi il fumare in ufficio che sarebbe vietato, o comunque il fumare tutti indistintamente, io ci sono stata l’anno scorso a Parigi e tutti questi fumatori non li ho visti), esce anche una certa arroganza di fondo degli americani (e pensare che tacciano i francesi di essa). Per esempio nella scena in cui Emily sbaglia il piano perché negli Usa il piano terra non esiste, invece di incassare la spiegazione del tizio che la sta accompagnando lo apostrofa come “strano” in tono negativo. A casa mia si dice: “Paese che vai, usanze che trovi”. Io sono stata un mese in Irlanda e mi faceva strano quando dovevo attraversare guardare prima a sinistra e spesso lo dimenticavo, ma di sicuro non inveivo contro gli automobilisti se mi suonavano il clacson, quando non rischiavano di mettermi direttamente sotto. In generale lei è davvero fastidiosa. Non ha imparato il francese, e va bene che aveva poco tempo, ma non coglie quando la correggono ed invece di preoccuparsi di iscriversi ad un corso pensa solo a passeggiare per la città e farsi foto con sfondi panoramici incantevoli. E se da una parte è vero che i francesi sono molto restii a parlare una lingua che non sia la loro, ed io ve lo posso affermare conscientemente dato che sono stata oltralpe almeno 5volte e fortunatamente un po’ di francese lo mastico che nemmeno al McDonald’s in pieno centro riescono a capire l’inglese. Dall’altra parte è anche sì vero che gli americani pensano che l’inglese lo parlino tutti nel resto del mondo, cosa avvalorata dalle loro produzioni televisive e cinematografiche in cui scorazzano in giro per il mondo e li capiscono tutti, perfino il contadino del posto più sperduto. Quindi tra le due “fazioni” non saprei proprio quale scegliere. Fortuna che gli episodi durano una mezz’oretta, anche perché non è che abbiano chissà quale trama. Tuttavia dal primo avrei sperato un qualcosa di più. Potevano risparmiarci l’incontro con il vicino di casa belloccio che è palese al 99% che sarà il nuovo interesse amoroso della protagonista, e pure la tata/nuova amica che caso strano è mezza americana pure lei. Se si fosse trovata un’amica francese sarebbe stato più carino.

Gli outfit della Collins (deliziosa) sono carini, anche quello scelto per andare al lavoro il primo giorno, anche se molto da turista con la Tour Eiffel stampata sopra, però molto in linea con il carattere della protagonista.

Unica scena sensata quella tra lei ed il nuovo collega con i capelli bianchi, mi pare si chiami Luc, in cui lui le fa notare che anche se loro sono stati non tanto gentili anche lei ha le sue colpe ovvero una visione ristretta e piena di pregiudizi nonché una diversa attitudine al lavoro. Tra l’altro è anche poco empatica, arriva in un nuovo posto di lavoro, con una qualifica per la quale non ha i requisiti, e pretende che siano tutti gentili e disponibili con colei che da quanto ho capito è lì perché la società per cui lavora vorrebbe prendere il controllo su quella parigina.

Tuttavia, non felici di essersi inimicati una buona parte di francesi si sono inimicati anche i loro stessi compatrioti con una battuta infelice sulla qualità della pizza di una catena di Pizzerie di Chicago. Complimenti. Inventarsi un nome a caso, no?

Continuerò la visione, sperando non continuino con la gara a chi sia migliore tra Usa e Francia, giusto perché ogni episodio dura una mezz’oretta ed è facile incastrarlo in qualche momento morto della giornata.

Mchan

Ps: a difesa della comedy ho letto che si tratta appunto di una commedia, però vedere tutti, ma proprio tutti i personaggi francesi così negativi non è una cosa carina a mio avviso. Che poi secondo me neanche la protagonista sia il massimo della simpatia è un altro conto. Ed il fatto che la interpreti Lily Collins che è considerata adorabile (anche dalla sottoscritta) la rende immune dalle critiche della rete perché non ne ho letta mezza.

Carnival Row

Anno: 2019

Paese: Usa

Genere: fantasy, drammatico, noir

Episodi: 8, 1 stagione in corso

Ideatore: Ren Echevarria, Travis Beacham

Cast: Orlando Bloom, Cara Delevingne, Simon McBurney, Tamzin Merchant, David Gyasi, Indira Varma, Jared Harris, Karla Crome

Trama: in un mondo immaginario, ma visivamente steampunk/vittoriano, convivono, non facilmente, umani ed esseri fatati o critch.

1° episodio: introduttivo ed interessante, ben fatto. Bellissime ambientazioni e tematiche attualissime. Ben presentati tutti i personaggi.

2° episodio: prosegue bene anche se a me lei (Cara Delevingne) non piace e trovo che sappia fare solo l’espressione da arrabbiata.

3° episodio: flashback troppo lungo. Un intero episodio esclusivamente sul passato dei due protagonisti è troppo. Tra l’altro avevano spacciato la storia d’amore dei due come qualcosa di romanticissimo invece non è stata altro che una storia di un paio di notti insieme.

4° episodio: come pensavo si torna alla trama del presente e sinceramente io mi sono persa un po’ di punti. Anche perché non c’è un riepilogo e non è che uno debba per forza guardare tutta la serie in una sola giornata.

5° episodio: prosegue bene anche se lei mi sta sempre più antipatica e la storia del segreto di lui era scontatissima. Però sono troppo curiosa di sapere chi sia il serial killer e perché lo faccia.

7° ed 8° episodio: troppo lunga la questione della prigione. Ed anche scritta male. Vi pare possibile che Philo venga messo insieme agli umani e venga detto loro che sia mezzosangue apposta per farlo pestare e lui che fa? Dà loro le spalle. Certo, proprio sveglio il tipo. Poi quell’altra che prima lo ha denunciato e poi va in centrale e ritratta perché il poliziotto le dice che verrà giustiziato per aver mentito a tutti sulla sua identità. Ma che non lo sapevi come funzionava? Sei nata e cresciuta in quel mondo, mah… Altra stupidaggine gli danno la possibilità di uscire e lui invece di mentire su una cosa che non c’era modo di dimostrare, afferma la sua natura di mezzosangue e rimane dentro. Così il vero assassino è libero di circolare e di uccidere ancora dato che tutti si sono convinti che sia stato lui a commettere gli omicidi. Genio. Per non parlare della scena di Vignette che si finge suicida per scappare e comunque non ci riesce. Completamente inutile. Invece io avrei voluto vedere qualcosa in più di Agreus ed Imogen. Bellissima la scena di seduzione/sesso, ma in generale proprio tutto il loro rapporto anche se è un po’ Bella & la Bestia style. Unica pecca il farli fare scoprire subito dal fratello. Avrei preferito che avessero avuto un po’ più di tempo. Finale discreto, anche se pure qui non ho apprezzato la scelta di Philo di finire confinato con Vignette e tutti gli altri crinch, poteva essere più di aiuto di fuori secondo me. Anche perché lui comunque avrà anche il sangue misto, ma nell’aspetto è umano al 100% avendo subito l’amputazione delle ali per cui prevedo una sorta di “razzismo” anche da quella parte della barricata. Bene che Agreus ed Imogen siano riusciti a scappare, ma mi dispiacerebbe non vederli nella prossima stagione, quindi spero che trovino un modo per farli tornare.

Varie: ho adorato ambientazione e costumi. Anche la trama molto bella e “significante”. Tra le due coppie principali ho preferito quella dei coprotagonisti a quella dei protagonisti, una storia in crescendo, con una trama più profonda e meno drama. Tuttavia non ho capito perché non abbiano trovato il modo di integrarli nella stessa trama, e no, il fatto che Philo sia nato nella casa della famiglia di Imogen non conta dato che non hanno minimamente dato un seguito alla questione.

A volte è stato troppo lento. Hanno messo troppa carne al fuoco per poi non approfondire, tipo la banda di ribelli alla quale si unisce all’inizio Vignette. Ad un certo punto scompare nel nulla.

Sophie & Jonah fratellastri e quindi incesto, ma sul serio??? Wow, che roba innovativa (ironia modeon). I due partiti principali ed opposti che si alleano e nessuno che dissenta, altro mah.

La seconda stagione ci sta tutta, prima di tutto perché il finale è abbastanza aperto, con un possibile proseguo della vicenda e poi perché comunque ci sono ancora molte cose che non sono state spiegate tipo tutta la questione della “setta” dei Pouck.  

Menzione speciale per la sigla dei titoli di testa: semplicemente stupenda! 😍

Mchan