Swiped

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Anno: 2018

Paese: Usa

Regia: Ann Deborah Fishman

Genere: commedia

Cast: Noah Centineo, Kendall Ryan Sanders, Nathan Gamble, Kalani Hilliker, Leigh-Allyn Baker, Kristen Johnston, George Hamilton, Alana Stewart, Maddy Curley, Shelby Wulfert, Christian Hutcherson, Steve Daron
 

E niente, Netflix non azzecca nemmeno questo film.

Non solo è scritto con i piedi, ma è anche girato peggio e ci deve essere voluto dell’impegno eh. Anche mio nipote di 11 anni si sarebbe accorto delle decine di incongruenze.

La trama è stupida e vista e rivista già di base.

Il nerd che si ritrova a dover dividere la camera nel campus universitario con il tipo sciupafemmine. Entrambi frequentano lo stesso corso di informatica ed al secondo viene la brillante idea di voler sviluppare l’ennesima app di incontri, però stavolta non deve apparire nessun dato, nemmeno il nome di battesimo perché è praticamente una app di incontri sessuali. In più le ragazze devono accedervi con una foto profilo in lingerie. Idea maschilista al massimo, ma che praticamente tutte le ragazze del campus accettano. Evviva il girlpower (naturalmente ironico).

L’app diventa virale e tutti si complimentano con il tizio sciupafemmine, Lance, perché il nerd, James, che l’ha programmata vuole rimanere anonimo. Lui l’ha fatto solo perché l’altro gli ha promesso di pagargli l’iscrizione al MIT, prestigiosa università che non può permettersi pur essendo un genio. E qui parte la prima cretinata: se sei davvero un genio che a soli 17 anni ha già programmato ben 17 app l’università ti prende lo stesso, al massimo avrai il debito studentesco per il resto della tua vita (almeno dalle altre decine di serie tv e film americani che ho visto) e comunque lui dice che la famiglia non ha soldi e poi fanno vedere che vive a casa dei nonni che è praticamente un villone ed allora ti chiedi perché non gliela ha pagata lui l’università. Vabbè…

La storia dell’app continua anche se le ragazze si lamentano che i ragazzi le portano solamente e direttamente a letto. Allora perché continuate ad usarla???

Tutti i momenti con gli adulti (che fondamentalmente sono parenti di James) sono stupidi ed inutili. Ad un certo punto lui dà loro un questionario per conoscere le usanze in campo relazionale dei loro tempi e loro invece che rispondere scrivendo sul foglio si mettono a farlo a voce e nel frattempo si lamentano delle domande troppo intime, che comunque scelgono loro a quale rispondere. O.O???

Ma poi a 18 anni davvero non sai che 40/50 anni prima gli approcci e le relazioni erano nettamente differenti? Ci voleva un’indagine sul campo? Mah.

La madre di James è di un patetico e ridicolo a livelli assurdi. Poi all’inizio se ne esce con una frase francese e tu pensi che magari serva a farti capire che ha origini francesi o canadesi e che serva alla trama e verso la fine ne dice un’altra in spagnolo. Completamente inutili.

In generale tutte le battute non fanno ridere affatto.

I dialoghi tra Lance ed i suoi due amici latin lovers sono completamente nosense.

C’è una scena in cui James cerca di creare una app per le ragazze e la sua crush Anna dice probabilmente l’unica cosa sensata di tutto il film: ossia che sarebbe meglio relazionarsi faccia a faccia con una persona e non sceglierla su di una app, ma la snobbano. Poi, praticamente il giorno dopo, lui chiede ancora consigli per migliorare l’app alle ragazze (cosa ripetitiva) e poi dice la stessa cosa, cambio scena, si ritorna da loro e parlano ancora della app. What???

Anna è irritante ed ineducatissima quando lui spiega la nuova app e lei invece di starlo a sentire legge un libro, ma invece di farla passare per una cosa sbagliata è come se così si volesse far emergere la sua intelligenza. No, non ci siamo. Sarà pi9 intelligente del resto delle sue compagne, ma rimane ineducata e snob.

La storia che la professoressa di informatica vuole sapere a tutti i costi i codici dell’app per poi condividerli con il resto della classe è ridicola. E non credo che sia neppure legale.

Il tizio guru dell’informatica dei cui video è dipendente James è completamente inutile.

Il finale che cerca di riabilitare Lance poi è stupidissimo. Con quella ragazza non ci ha mai scambiato mezza parola e d’un tratto ci vuole provare sul serio. Lui.

Unica nota positiva il fatto che la crush di James sia una ragazza normale e non la solita bellona senza cervello che però alla fine capisce di volere un ragazzo intelligente al proprio fianco.

Considerazione finale: ma davvero nessun abbonato si lamenta con Netflix di questi film che dire scadenti è un complimento??? Io se pagassi l’abbonamento e mi rifilassero mese dopo mese un film peggio dell’altro mi incavolerei. Va bene che sono film leggeri tanto per svagarsi un paio d’ore, ma qui si rasenta il ridicolo. Ci sono adolescenti che scrivono trame migliori per le loro fanfiction (ed io detesto il genere). Ma almeno un po’ di senso logico. Tra l’altro  abbastanza simile come idea di base con la commedia The perfect date rilasciata giusto un paio di mesi fa e con lo stesso protagonista, Noah Centineo, al quale consiglierei di provare altre produzioni che rischia di rimanere incastrato nel solito ruolo.

Detto ciò non lo consiglio a nessuno, almeno che non voleste vedere come non si dovrebbe girare un film.

Mchan

Ps: Sì,  lo so, sono abbastanza masochista se continuo a vedere questo genere di film, ma la speranza è l’ultima a morire.

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Chi porteresti su di un’isola deserta?

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Anno: 2019

Regia: Jota Linares

Genere: drammatico

Cast: Pol Monen, Jaime Lorente, Maria Pedraza, Andrea Ros

Trama: tre coinquilini e la fidanzata di uno di loro trascorrono la loro ultima serata insieme nell’appartamento di Madrid prima di partire ognuno per la propria strada. Tra amori non corrisposti, amori nascosti, rancori e tradimenti, la loro giovinezza lascerà il posto all’età adulta.

Questa è la trasposizione di una piece treatrale. E si vede.

Il fulcro di tutto è l’appartamento. Escono solamente un paio di volte e la seconda è completamente superflua, vanno solo ad ubriacarsi e prendere della droga.

I protagonisti sono due ragazzi e due ragazze: Eze, Marcos, Celeste e Marta.

Marcos e Marta stanno insieme, ma hanno dei problemi di coppia anche se stanno per  andare a convivere ad Oviedo.

Celeste ed Eze sono solamente migliori amici anche se lei vorrebbe qualcosa di più.

Il clou della trama si ha quando decidono di fare uno stupido gioco: Chi porteresti con te su di un’isola deserta? E se la prima manche va via tranquilla, i nomi da fare sono due, la seconda ha qualche intoppo e crea molto astio poiché tra quei due nomi se ne deve eliminare uno.

Sono ubriachi e fatti, per questo usciranno fuori verità nascoste, invidie, rancori e molte cattiverie gratuite.

Avrei preferito si soffermassero di più su questo punto. Sullo scambio di pensieri senza filtri dovuti dall’aver assunto troppo alcool. Con più aneddoti dei loro fastidi non manifestati, perché così si sarebbe davvero potuto capire la totale rottura finale. Certo, c’è stata la “notizia bomba”, ma ci ha potuto giustificare solamente tre di loro.

La scena finale, avanti di un tot di anni (non ricordo bene di quanto), non è  stata malaccio, però aveva più il sapore di un raccontiamo un finale che chiuda la trama, tra l’altro non facendo vedere le nuove vite di tutti, ma appunto facendole raccontare da Celeste ad Eze, in un incontro un po’ surreale a mio avviso.

Scena secondo me completamente inutile è stata una delle prime con Marcos che va sul tetto ed ha una conversazione completamente nosense con una vicina di casa che non aveva mai calcolato prima di allora.

Oltre a quella nel locale dove comprano la droga.

Mchan

The Last summer

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Anno: 2019

Regia: William Bindley

Genere: commedia, sentimentale

Cast: KJ Apa, Maia Mitchell, Jacob Latimore, Halston Sage, Tyler Posey, Sosie Bacon, Mario Revolori, Wolfgang Novogratz, Jacob McCarthy, Prendi Golightly, Audrey Grace Marshall, Greer Grammer, Jackie Sandler, Gabrielle Anwar, Ed Quinn.

Trama: viene raccontata l’estate prima del college di un gruppo di 18enni.

Abbiamo un gruppetto di appena diplomati che sta vivendo l’ultima estate prima di partire o comunque andare all’università.
Come concetto non è male. Ci sono le classiche emozioni di una persona che dall’adolescenza passa all’età adulta, anche se gli anni del college non sono poi una cosa così da adulti, si è ancora abbastanza spensierati.
Il problema, come nella maggior parte dei film Netflix, è la realizzazione.
Troppi personaggi a mio parere e ciò consegue che si è potuto entrare in sintonia ed esplorare fino in fondo solo i protagonisti. La cui trama tra l’altro è la più banale.
Abbiamo questo ragazzo, Griffin, che torna da una specie di collegio (questo argomento è trattato con superficialità e si va molto ad intuito sinceramente) e rivede la ragazza della quale era innamorato alle medie, Phoebe. Naturalmente il suo intento principale è conquistarla e ci riesce (anche in maniera molto carina a mio avviso, cioè lui è davvero tenero), ma poco dopo arrivano dei problemi che non dipendono da loro bensì dai loro genitori. Ma la questione è trattata abbastanza di fretta perché ci sono altre storie da raccontare.
E sono queste:
2 amiche completamente diverse, la classica bella e ricca e l’amica bruttina e sfigata, la prima presa in un’università cittadina e la seconda che deve lavorare per pagarsi gli studi e che comunque non sa ancora dove frequentare.
2 amici di cui uno mollato con la fidanzata storica del liceo perché andranno in 2 università differenti e l’altro che ha una lista di ragazze da conquistare prima che finisca l’estate.
Altri 2 amici, ma stavolta nerd, che si fingeranno esperti broker per sentirsi meno sfigati e finalmente rimorchiare delle ragazze.
Un ragazzo che pratica skate bord.
Quest’ultimo completamente inutile.

Oltre ad essere troppi per soli 1h e 49m di film, sono anche scollegati. Non è una corale con gente che si conosce ed interagisce. Hanno solo frequentato lo stesso liceo e qualcuno si conosce pure (tipo la tipa ricca e bella che era la fidanzata del ragazzo del secondo duo di amici), ma le connessioni sono minime. Alla fine quel che ne viene fuori è un’accozzaglia di storie di ragazzini che non portano a granché dato che sono tutte sviluppate molto superficialmente proprio perché il tempo è risicato.

Anche la colonna sonora, a mio avviso, non ha nulla da dire. Pensate che l’unico brano che ha attirato la mia attenzione è stato Let’s hurt tonight dei One Republic del 2016 e già usato come main theme del film Collateral Beauty.

Quindi è un film che si può vedere, ma non imperdibile.

Mchan

My lovely book & movie

Ogni Giorno (Everyday)
Il libro by David Levithan:
Quarta di copertina:
“Ogni giorno sono una persona diversa. E’ sempre stato così”
“Da quando è nato, A si risveglia ogni giorno in un nuovo corpo. Per ventiquattr’ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile: per la prima volta innamorato, A cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione, fino a convincere Rhiannon che è tutto vero, che quella che ogni giorno si presenta da lei è la stessa persona, anche se in un corpo diverso. Rhiannon s’innamora a sua volta dell’anima di A, ma dimenticare il suo involucro è difficile, e pian piano la relazione con i mille volti di A si fa più delicata di un vetro sottile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le regole, inizia a lasciare nelle esistenze quotidiane tracce e strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge…”
Bello, devo ammettere che avrei fatto a meno della parte in cui lo perseguitano, ma comunque non ha tolto granché alla trama principale.
Mi è piaciuto il fatto di illustrare la vita di una decina di tipi diversi di adolescenti. Illustrare e non giudicare. Infatti A vive la giornata nei loro corpi cercando di non cambiare nulla delle loro scelte, rispettando le loro personalità.
“Nel corso degli anni ho partecipato a numerose funzioni e sono servite tutte a convincermi che le religioni hanno in comune più di quanto non vogliano ammettere. Le credenze sono su per giù le stesse; solo le storie differiscono. Tutti vogliono credere in un potere superiore. Tutti vogliono appartenere a qualcosa di più grande e tutti chiedono di farlo in compagnia. Tutti reclamano la presenza di una forza buona sulla Terra e per unirsi a quella forza hanno bisogno di un incentivo. (…) gli esseri umani si somigliano per il 98%, a prescindere dalla loro religione e dal sesso, dalla razza o dall’estrazione culturale. (…) Per chissà quale ragione, però, noi preferiamo concentrarci sul 2% che ci differenzia, e la stragrande maggioranza dei conflitti nel mondo avviene per tale ragione”
“Arriviamo ad un incrocio dove alcuni protestano contro il raduno (nota: Gay Pride). Stento a capirli. E’ come protestare contro chi ha i capelli rossi. L’esperienza mi dice che il desiderio è il desiderio. L’amore è l’amore. Non mi sono mai innamorato di un genere sessuale. Mi sono innamorato d’individui”
Da questo libro hanno tratto un film:
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Anno: 2018
Regia: Michael Sucsy
Sceneggiatura: Jesse Andrews
Genere: drammatico, fantastico, sentimentale
Cast: Angourie Rice, Justice Smith, Owen Teague
Devo dire abbastanza fedele, ma ci sono alcune cose che non mi sono piaciute granché.
Prima di tutto è troppo Rhiannon centrico, mentre il libro era tutto dal punto di vista di A, il che metteva in risalto il messaggio che si voleva far passare (od almeno quello che ho capito io, ovvero che l’amore non conosce né razza né genere, è superiore ad ogni tipo di preconcetto). E poi non hanno riprodotto quelle due persone con cui si notava la cosa. Una veramente l’hanno fatta vedere, ma snaturata da come appare nel libro. Sono stati davvero molto belli i passaggi nel libro quando A si ritrova nel corpo di un ragazzo gay dichiarato che partecipa al Gay Pride con il suo fidanzato e quando si ritrova in quello di una transgender. Passaggi fondamentali anche per capire quanto A rispetti le vite e le scelte dei corpi in cui si ritrova per un solo giorno.
Altra cosa che differisce dal libro è il finale. E’ vero che A trova un ragazzo a Rhiannon, degno di lei e con il quale hanno molto in comune, ma non che è il suo amico di scuola. Quel ragazzo è completamente estraneo a lei, ed è giusto così. Anche perché nel film comunque lei si innamora di Alexander perché in lui c’è A. Prima di allora non se lo era calcolato minimamente ed infatti la sua amica ne è rimasta alquanto stupefatta. Mentre nel libro si percepisce il fatto che Rhiannon possa innamorarsi di questo ragazzo perché hanno molte cose in comune, perché potrebbe essere il suo tipo ideale (ed è proprio per questo che A lo ha scelto)

Mchan

My lovely anime character

Prendendo spunto da un post di VampirettaFolle su Parole Pelate.
Parliamone | Quando l’Amore Brucia nell’Animazione
Sicuramente il primo personaggio non in carne ed ossa, ma in carta ed acrilico, per cui ho preso una cotta è stato Marzio/Mamoru di Sailor Moon.
milordmamoru
Così maturo e misterioso. Anche se a posteriori non ho mai ben capito cosa ci trovasse in una petulante, frignona e mocciosa come Bunny/Ukino.
Poi è arrivato Ferio di Rayearth.
ferio
Quanto lo shippavo con Fuu, che era anche la mia preferita tra le tre guerriere.
ferio2
Ps: sì, lo so che le immagini sono tratte dal manga omonimo, ma di immagini dal anime non ne ho trovate.

Un’altro personaggio maschile che mi piaceva tantissimo era Daisuke di Un fiocco per cambiare.
daiki
Tipico ragazzino preadolescente che nonostante abbia intrinseco dentro di sé il non dover apparire troppo carino/gentile verso le ragazze aiuta la protagonista e si offende anche se lei fa di testa sua e non lo avverte o chiama per una mano.

Ah! E naturalmente come non annoverare Syrio il cavaliere del Drago de I cavalieri dello zodiaco?
syrio
Mai vista la serie per intero, però se capitava uno sguardo al bel tenebroso e sfigato lo buttavo.

Dei principi Disney non ho mai avuto un preferito da piccola se non per il Principe Filippo de La Bella Addormentata nel Bosco. L’unico che ha realmente combattuto per la sua bella. Che i principi Disney erano tutti abbastanza amorfi, servivano solo per far brillare la principessa di turno.
princephilipp
Negli ultimi anni però, praticamente da quando è uscito il film, mi sono ritrovata ad adorare Flynn di Rapunzel. Che non è nemmeno un principe tra l’altro. Ma è scanzonato al punto giusto ed alla fine si sacrifica sul serio per lei. E poi come non si può adorare la sua faccia quando la guarda mentre ballano nella piazza del villaggio? Che poi è anche il punto nel quale scopre di provare qualcosa di forte che non pensava avesse mai potuto provare per qualcuno.
foto

Mchan

My lovely movie

The longest ride
Od in italiano: La risposta è nelle stelle, che non c’entra nulla con la trama, almeno del film che il libro non l’ho letto e naturalmente ora non vedo l’ora di leggere.
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Anno: 2015
Regia: George Tillman Jr.
Soggetto: omonimo libro by Nicholas Sparks
Cast: Britt Robertson, Scott Eastwood, Jack Huston, Oona Chaplin
Trama: Sophia (Britt Robertson) è una diligente universitaria proveniente da una famiglia di emigrati polacchi di New York che studia nel Nord Carolina. Una sera, trascinata dalle amiche, va a vedere un rodeo nel quale gareggia Luke (Scott Eastwood) tornato sul toro dopo un grave infortunio. Tra i due scatta subito la scintilla, ma lei è leggermente restia perché ha intensione di tornare a New York una volta laureata di lì a poco.
Alla fine cede e durante il loro primo appuntamento salvano un anziano vittima di un incidente stradale. Lo portano all’ospedale e lei si ritrova con una scatola piena di lettere. Inizia a leggerle e scopre la storia d’amore tra l’anziano, Ira, e sua moglie. I due sono ebrei e lei è scappata alla persecuzione dei nazisti. Anche tra loro è stato amore a prima vista e lui ha sempre scritto delle romanticissime lettere. Il racconto va avanti con le due storie parallele che si intrecciano ed è come se la prima insegnasse qualcosa alla giovane coppia.
Naturalmente non è tutto rose e fiori per nessuna delle due coppie, anche perché scopriamo subito che la moglie di Ira è morta e Luke continua a rischiare la vita gareggiando nei rodei creando molte tensioni con Sophia.
Il finale è da happy ending sicuramente, ma non è troppo mieloso.

thelongestride

Perché è stato uno dei film più romantici che ho visto quest’anno?
Perché la storia tra Sophia e Luke potrà anche sembrare un po’ banale all’inizio, lei è la ragazza studiosa e lui è il misterioso cowboy, ma mi è piaciuto che Sophia all’inizio abbia resistito, o meglio non lo abbia richiamato immediatamente perché già conscia del suo prossimo futuro lavorativo lontano dal Nord Carolina. Poi certo, lo ha chiamato e ci è uscita, ma la decisione è stata ben soppesata. Anche Luke non è il classico ragazzo misterioso e dalla professione pericolosa, c’è molto di più. Prima di tutto è un gentiluomo ed a volte addirittura imbarazzato dall’emancipazione di lei, ragazza di città.
E poi c’è la storia di Ira e Ruth che è dolcissima e probabilmente la principale fonte di romanticismo di tutto il film secondo me dato che è stata anche la parte che più mi ha commosso.
Naturalmente ho molto apprezzato anche le interpretazioni dei principali protagonisti (anche perché di secondari ce ne erano ben pochi). A me piace moltissimo la Robertson, carina, semplice e fresca, e poi che dire di Scott? Che volete dire ad un ragazzo del genere?
Scott-Eastwood
Scusate, ma anche gli occhi vogliono la loro parte ogni tanto ;-P
Ora non mi resta che leggere il libro. Di solito Sparks non delude, sempre che ti piaccia il genere.
Mchan

Giornata della memoria

Lo so che è domani, ma volevo consigliarvi la visione di questo film stasera sul Nove.

Il bambino con il pigiama a righe

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Anno: 2008

Regia: Mark Herman

Cast: Asa Butterfield, David Thewlis, Vera Farmiga, Jack Scanlon, Amber Beattie, Rupert Friend, David Hayman, Jim Norton

Trama: durante la seconda guerra mondiale il figlio del comandante di un campo di concentramento diventa amico di un bambino ebreo che si trova oltre il filo spinato.

Io l’ho trovato bellissimo e dolcissimo. Nonché pieno di spunti di riflessione.

Per il finale preparate un intero pacco di fazzoletti, ogni volta che ci ripenso mi sale il magone.

Mchan