Parmigiana

Le zucchine sono le mie verdure preferite. Così quando scopro nuove ricette le provo sempre. Stavolta è toccata alla parmigiana di zucchine, che è similissima all’originale con le melanzane.

Ingredienti: zucchine, passata di pomodoro, olio, sale, mozzarella, parmigiano.

Le dosi sono a piacere perché dipende da quanta e come la volete fare. Io ho scelto le monoporzioni e con una zucchina abbastanza grande me ne sono venute due giuste giuste.

Procedimento: per prima cosa ho leggermente grigliato le zucchine tagliate fini. Nella ricetta originale andavano messe direttamente a crudo, ma ho pensato che una grigliata avrebbe evitato l’effetto bollito. Poi ho preso due cocottine ed ho leggermente oliato il fondo, quindi ho iniziato a fare gli strati di zucchine, passata, mozzarella e parmigiano. Il sale e l’olio li ho messi a strati alterni. In forno finché non cuociono, circa una decina di minuti.

Questo  il risultato:

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Mchan

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Lost in Austen

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Anno: 2008

Genere: drammatico, sentimentale

Paese: Uk

Episodi: 4

Regia: Dan Zeff

Cast: Jemima Rooper, Alex Kingston, Hugh Bonneville, Elliot Cowen, Gemma Arterton, Morven Christie, Christina Cole, Lindsay Duncan, Tom Riley

Trama: Amanda è una ragazza che vive a Londra nel 21° secolo, ma che è cresciuta leggendo e rileggendo le opere della Austen, in particolare Orgoglio & Pregiudizio. Il suo ragazzo le chiede di sposarla, ma non nel modo romantico che ha in mente lei così rifiuta. Una sera dal suo bagno esce fuori una ragazza vestita come nel 1800, altri non è che la sua eroina Elizabeth Bennet. Le due si scambiano di posto e per Amanda inizia l’avventura di vivere nelle pagine del suo libro preferito in prima persona.

Come idea era molto carina, l’esecuzione ha molte cose negative.

Per prima cosa Amanda appare nella soffitta dei Bennet con i suoi abiti moderni e nessuno di loro sembra farci caso. In teoria sarebbe un’amica di Elizabeth in visita, una sorta di scambio di case, ma nessuno ha mai sentito parlare di lei prima e comunque ha degli abiti decisamente inusuali, porta i jeans, ma tutti ci passano sopra, basta loro la spiegazione che è così che ci si veste nel luogo da dove proviene lei. Sì, ok, ma i pantaloni??? Una ragazza??? Nel 1800??? Per non parlare del colore dei capelli, un rosso ciclamino, e del fatto che non li leghi mai. Ora, lei trascorre un bel po’ di tempo lì con loro e li porta sempre sciolti. Una cosa che all’epoca non era possibile fare se non in giovane età. E poi nessuno si cura più di tanto di dove sia finita Elizabeth e del perché non scriva loro. Va bene la madre e le sorelle minori, possiamo anche passare sopra al padre, ma Jane??? Erano molto unite loro due.

Seconda questione: le paranoie di Amanda. All’inizio è molto preoccupata del fatto che tutto debba andare per forza come nella trama originale. Ma si tratta di finzione, non di un viaggio nel tempo, quindi la sua preoccupazione risulta inutile e fastidiosa. Tra l’altro già a metà della seconda puntata accadono molti fatti completamente differenti rispetto al libro. E tutta la sua preoccupazione iniziale scompare di colpo.

Terzo: mi sarebbe piaciuto vedere più interazione tra Amanda e le sorelle Bennet, perché ad un certo punto la signora Bennet la rimprovera di aver contagiato le sue figlie, ma non si capisce come dato che ci ha parlato sì e no due volte.

Quarto: la scena di Mr Darcy che esce fradicio dal laghetto potevano risparmiarsela. Anche perché è Amanda a chiedergli di fare questa cosa e lui acconsente. No, non è affatto da Mr Darcy. Va bene il belvedere, ma l’ho trovata davvero fuori luogo. Fosse avvenuta accidentalmente si poteva anche capire, ma una cosa del genere no.

Quinto: mi sarebbe piaciuto anche vedere come se la cavava Elizabeth nel mondo moderno. Ci è stata mostrata solamente alla fine, ma non ci sono state mostrate le sue reazioni a tutte le nostre modernità.

E poi arriva il tasto dolente, ciò che mi è piaciuto di meno di tutto lo show: Mr Darcy e Mr Wickham. Come interpreti andavano anche bene, ma la caratterizzazione dei personaggi proprio no. Hanno demonizzato il primo, facendogli dire delle cose ripugnanti nei confronti della protagonista che lì per lì si arrabbiava e gliene cantava quattro a sua volta, ma dopo soli 5 minuti era lì che pendeva lo stesso dalle sue labbra, come una qualsiasi donzella di romanzi Harmony. Ed hanno cercato di riabilitare il secondo. No, non ci siamo. Wickham è un farabutto, affascinante sì, ma pur sempre farabutto e perfido, non mi può diventare compassionevole, innocente e generoso.

Mchan

Dorayaki

Questi dolcetti giapponesi sono molto versatili e soprattutto facilissimi da fare.

Ingredienti: 2 uova, 30g di zucchero, 1 cucchiaio di miele, 110g di farina, 1/2 cucchiaio di lievito per dolci, 50ml di latte.

Procedimento: rompere le uova in una ciotola, aggiungere lo zucchero, il miele, la farina, il lievito ed il latte, mescolare. Lasciare riposare il composto ottenuto per circa 15minuti. Far scaldare sul fuoco una padella antiaderente. Con un cucchiaio od un mestolo mettere un po’ del composto nella padella calda cercando di comporre un cerchio. Quando si formano le bolle sulla parte superiore del dolce girare ed attendere alcuni secondi.

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Una volta cotti si possono spalmare con marmellate, confetture, nutella, panna, crema, frutta fresca, miele.

Io ci ho spalmato la nutella, naturalmente, comunque sono davvero buonissimi!

Altra cosa: io ho dimezzato le dosi perché non avevo abbastanza uova e non mi andava di scendere a comprarle (;-P), ma forse ho fatto proprio bene dato che ne sono usciti una ventina e per 2 persone sono andati più che bene. Ci abbiamo fatto merenda per 2 giorni! 🙂

Voi li avete mai fatti?

Mchan

Serie tv time

Queste due serie hanno avuto solamente una stagione, ma sinceramente non fanno disperare per un seguito.

Life Sentence

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Anno: 2018

Genere: commedia drammatica

Paese: Usa

Episodi: 13

Ideatori: Erin Cardillo e Richard Keith

Cast: Lucy Hale, Elliot Knight, Dylan Walsh, Gillian Vigman, Jayson Blair, Brooke Lyons, Carlos PenaVega

Trama: Stella è una ventenne che ha appena scoperto di essere definitivamente guarita dal cancro dopo aver vissuto 8 anni come malata terminale. La sua vita, e quella dei suoi famigliari, cambierà completamente.

Come idea non era male. Questa ragazza e tutta la sua famiglia hanno sempre vissuto pensando che potesse morire da un momento all’altro, per cui tutto ha sempre ruotato intorno a lei. Quando il pericolo è passato si sono tolti tutti dei sassolini dalle scarpe. Il problema è che questo pericolo è passato troppo velocemente, un momento prima stavano dando una festa di addio alla loro “bambina” e quello dopo pouf, tumore sconfitto per sempre. Leggermente impossibile.

E poi nessuna terapia per reintegrare questa ragazza alla vita normale. Sì, buffo vedere su quante cose le abbiano mentito per assicurarle una vita rosea, seppur breve, ma lei fondamentalmente continua a vivere come prima. Ok, deve lavorare per mantenersi, ma non ho notato nulla di davvero significativo, a parte una marea di problemi di cuore e situazioni sbrigate nel giro di un paio di episodi.

Tra l’altro ho trovato pessimo l’insistere del bel dottore sul farla lasciare con il marito. Ok, si è sposata praticamente dopo un paio di settimane dal primo incontro, ma lui, il dottore, l’ha conosciuta sposata ed ho trovato fuori luogo il suo pressing, anche dopo svariate volte che lei aveva comunque scelto il marito. Per me una persona che non rispetta le relazioni altrui, non dovrebbe far essere passata come il principe azzurro. Perché comunque così è passato. In generale ci sono stati un po’ troppi tira e molla anche da parte dei genitori di lei, nell’arco di 13 episodi sono stati davvero troppi.

Il finale non è molto aperto per fortuna dato che non ci sarà un seguito. Di cui, ripeto, io non sentivo la necessità.

Forse è stato trattato tutto con un po’ troppa leggerezza, avrei preferito un po’ più di profondità nell’affrontare certi argomenti. Sì, ci sta la battuta e la risata, ma gli episodi assurdi sono stati davvero molti.

 

Plain du Coeur

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Anno: 2018

Genere: commedia

Paese: Francia

Episodi: 8

Ideatori: Nomie Saglio e Julien Teisseire

Cast: Zita Harrot, Josphine Drai, Sabrina Ouazani, Marc Ruchmann, Syrus Shahidi, Ivan Naubron, Guillaume Labb, Tom Dingler  

Trama: Elsa è una ragazza sui 30 anni, che dopo 2 anni dall’essere stata lasciata dal suo fidanzato si ritrova a vivere a casa del padre e con una vita sentimentale nulla. Il fatto che l’ex frequenti lo stesso suo giro di amici non aiuta, specialmente quando lui sta già seriamente con un’altra. Così le sue due più care amiche le pagano un gigolò per rimetterla in gioco.

Come idea è carina, ma la serie a volte ha dei tempi morti, forse sarebbe stato meglio un film come formato, dato che è autoconclusiva.

I personaggi sono tutti ben caratterizzati e ce ne sono per tutti i gusti. Le migliori amiche sono diverse tra di loro e quindi dalla protagonista ed hanno un rapporto più stretto probabilmente perché sono anche cognate. Quindi a volte è come se la protagonista venisse lasciata da sola, od almeno è questo quello che ho percepito io. Anche le storie parallele sono ben sviluppate, quindi alla fine la visione è piacevole e poi gli episodi durano circa una mezz’oretta per cui si lasciano guardare uno dietro l’altro senza problemi.

Il finale è perfino leggermente sorprendente.

Mchan

Weirdness praghesi parte 2

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Una bella cittadina di biscotti glassati, un albero di Natale fatto di cristalli e venduto in una gioielleria, la faccia di un gorilla fatta con delle matite ed i tavolini all’aperto di alcuni locali che hanno delle pelli di montone come cuscini, naturalmente per riscaldare i clienti. Che anche se c’erano circa 2 gradi la gente pranzava fuori lo stesso.

Mchan

Weirdness praghesi

Nel cortile del castello c’era questo fabbro che creava dei ferri di cavallo con i chiodi.

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Davvero un bel ragazzo ;-P

Invece sul ponte San Carlo abbiamo incontrato questa sposina asiatica che stava facendo le foto con l’abito da sposa molto scollato, poverina si stava morendo di freddo, tra una foto e l’altra l’assistente del fotografo arrivava con il piumino a coprirla, ma con ai piedi quelle comodissime scarpe da ginnastica, tanto non si vedevano.

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La foto l’ho fatta da dietro che da davanti non mi sembrava molto carino.

Questa invece è un’istallazione vicino al nostro albergo.

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Mentre questo è uno stand di Trdlo, oltre a vedere dal vivo ed in diretta come si fa il dolce tipico è caratterizzato dall’insegna che hanno tutti i forni che lo vendono.

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Mchan

Praga varie

Se pensate che Praga sia una città economica perché il cambio tra Euro e Corona è molto favorevole, vi sbagliate di grosso. Un euro equivale a circa 23 corone, ma i prezzi sono simili a quelli nostrani.

Basti pensare che una cioccolata calda, di quelle stile macchinetta dell’ufficio, viene 60 corone ossia circa €3, idem il loro dolce tipico, il trdlo.

Anche nei supermercati i prezzi sono simili.

E nei negozi di marca è lo stesso. Siamo entrate da H&M ed i prezzi sui cartellini erano semplicemente convertiti. Anzi, a volte in corone veniva addirittura di più.

In molti negozi si può anche pagare in Euro, ma il cambio è più alto. Per esempio, sul bancomat stava a 23 corone = €1 mentre in un negozio con lo stesso €1 si prendevano solo 21 corone.

Altra cosa a sfavore è la mancanza di gentilezza delle persone addette al pubblico. Davvero, sembrava che ti stessero tutti a fare un favore a parlare inglese. Nemmeno in Francia ho trovato tutta questa ostilità, e loro sono molto patriottici e pignoli.

Altra cosa che mi ha dato fastidio è stato quando un commerciante ci ha chiesto da dove venivamo e poi, siccome avevamo comprato un bel po’ di cose, tutti regalini natalizi che il periodo era quello, ci ha detto che noi italiani siamo tutti ricchi. E abbiamo speso un centinaio di euro, non di più. L’ho trovato abbastanza di cattivo gusto.

L’unica persona davvero gentile che abbiamo incontrato è stata la receptionist del nostro albergo. Una ragazza davvero molto carina. E non penso lo fosse perché era il suo lavoro dato che un’altra tizia che lavorava lì se avesse potuto ci avrebbe cacciato a calci l’ultimo giorno perché eravamo nella hall e le davamo fastidio.

I marciapiedi sono scomodissimi. Sono fatti da sanpietrini piccoli e per nulla piallati in superficie, anzi, sono leggermente bombati. Sono stati la rovina dei miei poveri piedi. Figuratevi poi come è stato trascinarci sopra una valigia di ben 15kg! Una tragedia, specialmente al ritorno che ero anche molto stanca ed affaticata.

praga-marcapiede

Io sinceramente non ho preso mai i mezzi pubblici perché comunque l’albergo era in un buon punto e mentre si camminava per raggiungere la meta abbiamo visto anche molte altre cose che altrimenti non avremmo visto. E poi ho dato una sbirciata alla mappa dei mezzi pubblici ed i nomi erano davvero impossibili da decifrare, almeno per me.

Una delle poche cose positive è stata questa:

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Sono degli spazzini all’opera nella piazza del vecchio municipio. Sicuramente un ottimo metodo per tirar fuori dai sanpietrini la sporcizia. Da prendere ad esempio, non come i nostri camioncini con le spazzole che la sporcizia la spostano di lato.

Mchan