Certaldo

E’ un comune nella Valdesa.

E’ diviso in due parti: la parte bassa (quella più moderna) e la parte alta (quella medioevale).

Naturalmente la parte più interessante è quella alta.

La si può raggiungere tramite una funicolare su rotaia che parte dalla piazza centrale della parte bassa, piazza Boccaccio dove si trova il comune.

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La cittadina è caratteristica per aver conservato l’urbanistica medioevale con le vie strette ed una totale assenza di piazza principale.

Gli edifici più importanti della città vecchia sono:

Il Palazzo Pretorio

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Sede del vicariato.

Ora ospita delle esposizioni temporanee di arte cotemporanea ed uno dei giardini è stato trasformato in un giardino giapponese dall’artista Hidetoshi Nagasawa ed ospita una casa da tè giapponese.

Porta al Sole

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In direzione sud è la porta principale del castello ed è decorata con lo stemma Mediceo.

Porta Alberti

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In direzione nord-ovest ha un arco gotico.

Porta del Rivellino

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In direzione sud-est si affaccia sulla via Francigena.

Questa cittadina è anche nota per aver dato i natali a Giovanni Boccaccio, che vi morì anche.

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La sua casa di affaccia sulla via principale a cui è stato dato il suo nome. Ora è la sede di una biblioteca.

Mchan

 

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Spettacolo a Mosca

Si è svolto nel teatro dell’albergo di Mosca e si chiama Russian National Dance Show Kostroma. Spiegava in balletto la storia della Russia ed è stato bellissimo. Si sono esibiti più di 50 artisti ed è stato magnifico. Non ci sono parole per descriverlo, bisogna solamente vederlo.

Non ho foto perché era assolutamente vietato farne. E purtroppo non ho potuto nemmeno comprare il dvd dello spettacolo (che vendevano all’uscita) perché avevamo finito i soldi contanti e non accettavano carte di credito 😦

Le immagini qui di sotto le ho trovate in rete.

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Mchan

Matrioske

Questo oggetto di legno nasce come giocattolo nel 1890. Esso è costituito da circa 8 raffigurazioni di una tipica contadina russa di dimensioni decrescenti, inserite l’una dentro l’altra. Di solito l’ultima rappresentava un neonato in fasce. Il nome gli venne dato dallo stesso creatore, il pittore S.V. Maljutin, e deriva dal nome proprio di donna Matriona, molto diffuso nella Russia prerivoluzionaria e che deriva dal latino mater.

Ultimamente la struttura rimane la stessa, ma le figure possono cambiare.

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Questa è quella che ho comprato io. E’ formata da solamente 5 pezzi e vi sono raffigurati dei ballerini classici dipinti a mano.

Da piccola ne avevo una versione tradizionale, ma non so più che fine abbia fatto perché ci giocavo quindi è finita di sicuro in qualche scatola con i miei vecchi giocattoli.

Questa invece è una semplice bambolina di legno con le fattezze di una ragazza in un tipico abito russo.

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Mchan

Mosca parte 6

Dopo aver fatto un giro in metro abbiamo passeggiato sulla via Staryj Arbat piena di negozi di souvenir. E’ una delle vie più antiche della città (1493), lunga circa un chilometro e di recente è stata resa isola pedonale.

Poi siamo andati alla Cattedrale del Cristo Salvatore distrutta nel 1932 e ricostruita di recente per volere della Chiesa, ma appoggiata anche dal Governo, simboleggia la rinascita della Russia e dei valori della fede ortodossa. Per questo sembra molto più moderna.

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Di dietro vi è il fiume Moscova con i suoi ponti.

Questo è quello denominato ponte degli innamorati.

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Come potete vedere anche qui c’è la mania dei lucchetti. Ma è una tradizione molto più antica della nostra, diventata trendy grazie ai libri di Federico Moccia. Infatti qui vengono le coppie appena sposate, letteralmente, hanno ancora su l’abito bianco, per poter siggillare la loro unione con questo rito. E per agevolarli sono stati messi degli alberi di ferro su cui poter attaccare i lucchetti.

Abbiamo pranzato e poi siamo andati all’aeroporto.

All’aeroporto a Mosca, per tornare in Italia sempre passando per la Germania (Francoforte), ci hanno addirittura fatto la tac tra un po’. Giuro! Praticamente ci hanno fatto entrare in un tubo, stile sportello per entrare alla posta, e sullo schermo dell’addetta appariva il nostro scheletro. Naturalmente prima di entrare lì dentro ci hanno fatto quasi spogliare. Via scarpe, cinte, gioielli ed indumenti con la zip. Quasi quasi stavo per chiedere all’addetta se mi faceva un cd con la scansione così evitavo il check up… :-P!

Mchan

Metro Mosca

Descrizione stazione metro Mosca su I racconti di Derrick Storm by Richard Castle

Stazione della metro Mayakovskaya

Linea ferroviaria Zamoskvoretskaya

“Nel 1932, quando cominciò la costruzione della metropolitana di Mosca, Iosif Stalin aveva promesso che le fermate della ferrovia cittadina sarebbero diventate dei monumenti artistici per ricordare quotidianamente alle masse la superiorità del sistema comunista. La stazione Mayakovskaya era il gioiello nella corona della Metro. Era un tale capolavoro di ingegneria che, quando fu inaugurata nel 1938, le fu conferito un Gran Premio all’Esposizione Universale di New York. Era progettata per mettere a proprio agio anche il viaggiatore più claustrofobico. Sepolto a più di trenta metri sotto la città, il soffitto della stazione conteneva trentacinque singole nicchie circolari con delle luci a incandescenza nascoste dietro ciascuna di esse. Le lampade brillavano con tale luminosità da dare l’impressione che dai vetri filtrasse la luce del sole estivo. Le travi di sostegno in acciaio erano rivestite da rodonite rosa. I muri erano decorati con quattro diverse tonalità di granito e marmo. Vari artisti avevano creato sulla volta trentaquattro mosaici, ciascuno esaltante l’impero sovietico. Durante la seconda guerra mondiale, la stazione era stata utilizzata come rifugio antiaereo e ne era uscita illesa. (…)

Quando Mosca era sotto l’assedio dei nazisti, nel 1941, Stalin si era rivolto ad una platea di dirigenti di partito e comuni cittadini moscoviti proprio all’interno di quella stazione, tenendo quello che poi sarebbe divenuto celebre come il discorso dei “fratelli e sorelle”. In esso, Stalin prediceva che, nonostante i nazisti sembrassero invincibili, sarebbero stati sconfitti”

Mchan

Weirdness Moscovita

All’interno del Cremlino vi è questa:

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Si chiama la Zarina delle Campane. Pesa 200 tonnellate, è alta 6,14m ed ha un diametro di 6,6m. E’ stata commissionata dalla zarina Anna, la nipote di Pietro Il Grande. Naturalmente non venne mai collocata in un campanile e non ha mai suonato.

Si è rotta nel 1737 quando era ancora nella fossa di colata.

Al momento è situata su di un basamento di pietra.

Mchan