Uova di Fabergé

Esse furono una creazione dell’orafo Carl Fabergé realizzate per lo zar Alessandro III e poi per lo zar Nicola II e la moglie Alessandra.

Sono delle uova pasquali in smalto e pietre preziose o dure con all’interno delle sorprese. Un po’ il precursore delle odierne uova di pasqua di cioccolata con sopresa.

Sono delle vere e proprie opere d’arte e se non sono in qualche collezione privata si possono trovare in alcuni musei.

Io ne ho prese di due tipi:

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La più semplice è in ceramica con decorazioni dipinte a mano e si apre in orizzontale.

L’altra è più simile alle originali ed è in metallo smaltato impreziosito da brillanti con all’interno un cestino di fiori sempre in metallo smaltato e con brillantini. Si apre in verticale grazie ad un magnete ed anche il cestino è possibile rimuoverlo e sostituirlo con qualche altra sopresa grazie ad un magnete al di sotto.

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Spettacolo a Mosca

Si è svolto nel teatro dell’albergo di Mosca e si chiama Russian National Dance Show Kostroma. Spiegava in balletto la storia della Russia ed è stato bellissimo. Si sono esibiti più di 50 artisti ed è stato magnifico. Non ci sono parole per descriverlo, bisogna solamente vederlo.

Non ho foto perché era assolutamente vietato farne. E purtroppo non ho potuto nemmeno comprare il dvd dello spettacolo (che vendevano all’uscita) perché avevamo finito i soldi contanti e non accettavano carte di credito 😦

Le immagini qui di sotto le ho trovate in rete.

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Libro Russo

La stanza segreta dello Zar by Steve Berry

Seconda di copertina:

“Leningrado (San Pietroburgo) 1941. E’ l’ottava meraviglia del mondo e si trova all’interno del Palazzo di Caterina, la residenza estiva degli Zar. Tutti la conoscono come la Camera d’Ambra, perché è interamente rivestita di pannelli d’ambra: sei tonnellate in tutto. Eppure bastano 36 ore ad un gruppo selezionato di nazisti per smontarla, collocarla in 28 casse e spedirla in Germania, dove, alla fine della guerra, scompare. A tutt’oggi, nessuno sa dove sia finita.

Atlanta, oggi. Sconvolta dall’improvvisa morte del padre, sopravvissuto agli orrori dell’Olocausto, il giudice Rachel Cutler ha un terribile sospetto: che l’uomo sia stato ucciso perché aveva scoperto qualcosa sul destino della Camera d’Ambra. Possibile che fosse proprio quello il segreto che lo aveva ossessionato per tutta la vita? Decisa a scoprire la verità, Rachel parte per la Germania, dove è sicura di trovare qualche amico del padre in grado di aiutarla. Troverà invece ad attenderla un nido di spie, di killer professionisti e di uomini disposti a tutto pur di mettere mano su quel tesoro d’inestimabile valore…”

Quarta di copertina:

“Il genere di thriller che piace a me!” Dan Brown

“Straordinariamente appassionante, con personaggi indimenticabili ed una trama mozzafiato. Adrenalina allo stato puro” Clive Cussler

“Steve Berry trascina il lettore in un viaggio drammatico alla scoperta di un passato oscuro ed inquietante” James Rollins

Anche se non è affatto ambientato in Russia, ma la protagonista assoluta è la celeberrima Camera d’Ambra. Una ricostruzione dei fatti, o comunque delle dicerie attorno alla sua scomparsa, ben curata. Trama intrigante e non prevedibilissima.

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Matrioske

Questo oggetto di legno nasce come giocattolo nel 1890. Esso è costituito da circa 8 raffigurazioni di una tipica contadina russa di dimensioni decrescenti, inserite l’una dentro l’altra. Di solito l’ultima rappresentava un neonato in fasce. Il nome gli venne dato dallo stesso creatore, il pittore S.V. Maljutin, e deriva dal nome proprio di donna Matriona, molto diffuso nella Russia prerivoluzionaria e che deriva dal latino mater.

Ultimamente la struttura rimane la stessa, ma le figure possono cambiare.

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Questa è quella che ho comprato io. E’ formata da solamente 5 pezzi e vi sono raffigurati dei ballerini classici dipinti a mano.

Da piccola ne avevo una versione tradizionale, ma non so più che fine abbia fatto perché ci giocavo quindi è finita di sicuro in qualche scatola con i miei vecchi giocattoli.

Questa invece è una semplice bambolina di legno con le fattezze di una ragazza in un tipico abito russo.

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Mosca parte 6

Dopo aver fatto un giro in metro abbiamo passeggiato sulla via Staryj Arbat piena di negozi di souvenir. E’ una delle vie più antiche della città (1493), lunga circa un chilometro e di recente è stata resa isola pedonale.

Poi siamo andati alla Cattedrale del Cristo Salvatore distrutta nel 1932 e ricostruita di recente per volere della Chiesa, ma appoggiata anche dal Governo, simboleggia la rinascita della Russia e dei valori della fede ortodossa. Per questo sembra molto più moderna.

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Di dietro vi è il fiume Moscova con i suoi ponti.

Questo è quello denominato ponte degli innamorati.

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Come potete vedere anche qui c’è la mania dei lucchetti. Ma è una tradizione molto più antica della nostra, diventata trendy grazie ai libri di Federico Moccia. Infatti qui vengono le coppie appena sposate, letteralmente, hanno ancora su l’abito bianco, per poter siggillare la loro unione con questo rito. E per agevolarli sono stati messi degli alberi di ferro su cui poter attaccare i lucchetti.

Abbiamo pranzato e poi siamo andati all’aeroporto.

All’aeroporto a Mosca, per tornare in Italia sempre passando per la Germania (Francoforte), ci hanno addirittura fatto la tac tra un po’. Giuro! Praticamente ci hanno fatto entrare in un tubo, stile sportello per entrare alla posta, e sullo schermo dell’addetta appariva il nostro scheletro. Naturalmente prima di entrare lì dentro ci hanno fatto quasi spogliare. Via scarpe, cinte, gioielli ed indumenti con la zip. Quasi quasi stavo per chiedere all’addetta se mi faceva un cd con la scansione così evitavo il check up… :-P!

Mchan

Metro Mosca

Descrizione stazione metro Mosca su I racconti di Derrick Storm by Richard Castle

Stazione della metro Mayakovskaya

Linea ferroviaria Zamoskvoretskaya

“Nel 1932, quando cominciò la costruzione della metropolitana di Mosca, Iosif Stalin aveva promesso che le fermate della ferrovia cittadina sarebbero diventate dei monumenti artistici per ricordare quotidianamente alle masse la superiorità del sistema comunista. La stazione Mayakovskaya era il gioiello nella corona della Metro. Era un tale capolavoro di ingegneria che, quando fu inaugurata nel 1938, le fu conferito un Gran Premio all’Esposizione Universale di New York. Era progettata per mettere a proprio agio anche il viaggiatore più claustrofobico. Sepolto a più di trenta metri sotto la città, il soffitto della stazione conteneva trentacinque singole nicchie circolari con delle luci a incandescenza nascoste dietro ciascuna di esse. Le lampade brillavano con tale luminosità da dare l’impressione che dai vetri filtrasse la luce del sole estivo. Le travi di sostegno in acciaio erano rivestite da rodonite rosa. I muri erano decorati con quattro diverse tonalità di granito e marmo. Vari artisti avevano creato sulla volta trentaquattro mosaici, ciascuno esaltante l’impero sovietico. Durante la seconda guerra mondiale, la stazione era stata utilizzata come rifugio antiaereo e ne era uscita illesa. (…)

Quando Mosca era sotto l’assedio dei nazisti, nel 1941, Stalin si era rivolto ad una platea di dirigenti di partito e comuni cittadini moscoviti proprio all’interno di quella stazione, tenendo quello che poi sarebbe divenuto celebre come il discorso dei “fratelli e sorelle”. In esso, Stalin prediceva che, nonostante i nazisti sembrassero invincibili, sarebbero stati sconfitti”

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