Gilmore Girls Revival – Fall

Anno: 2016

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale, drammatico

Ideatori: Amy Sherman-Palladino e Daniel Palladino

Cast: Lauren Graham, Alexis Bledel, Kelly Bishop, Scott Patterson, Keiko Agena, Liza Well,  Jared Padalecki, Matt Czuchry, Milo Ventimiglia, Todd Lowe, Melissa McCarthy, David Sutcliffe, Liz Torres, Sean Gunn, Yanic Truesdale, Michael Winters, Kathleen Wilhoite, Vanessa Marano

Trama: Le ragazze Gilmore son tornate e con loro tutti i personaggi buffi e particolari della cittadina dove abitano.

Ribadisco: voglio la sigla!!!!!!!!!

Tutta la prima parte non l’ho capita. Riempitivo. Gli amici di Logan io manco me li ricordavo e non sentivo certo il bisogno di rivederli. Se volevano far andare Rory a letto con Logan bastava che arrivasse solo lui. E comunque non è che se scioglie il fidanzamento casca il mondo. Quindi non capisco perché si comportino come una sorta di Romeo & Giulietta dei giorni nostri. Se lui la amasse sul serio mollerebbe la fidanzata e starebbe con lei, non la tratterebbe come un’amante. Ha fatto bene lei a dare un taglio.

Per una fissata con le serie come la sottoscritta è stato carino vedere una piccola reunion di Parenthood (che mi era piaciuta moltissimo!).  

Bello il discorso di Luke al rientro di Lorelai. Anche se mi sono sembrati un po’ forzati nell’abbraccio. Uno ti fa un discorso del genere, ti chiede di sposarlo dopo che praticamente lo hai costretto a farlo e lo abbracci in quel modo? Come minimo doveva saltargli al collo.

Carino che abbiano intitolato il libro di Rory come la serie.

Cristopher è un bel vedere (e poi non è invecchiato di una ruga), ma davvero dopo quasi un anno???

Dean. Jared è un altro bel vedere, ma anche questa apparizione l’ho trovata senza senso.

Non potevamo avere più Paris??? O Lane???

Sookie che vive sempre lì, ma che non la vedono da due anni è assurdo.

Ma April, che è sempre la figlia di Luke, se la sono dimenticata per il matrimonio???

Jess sta ancora sotto un treno per Rory. Ok, ma allora perché non dare più spazio a lui ed alla loro situazione che non a decine di scene inutili???

Il ricordo di nonno Gilmore è sempre il top.

Lorelai più che al suo matrimonio sembrava dovesse andare ad un funerale con quel vestito. Potevano scegliere un altro colore. Per non parlare di come era vestita Rory. Ok, era un matrimonio all’ultimo momento e quello “ufficiale” ci sarebbe stato comunque il giorno seguente, ma Rory era praticamente in tuta da casa. 5 minuti per mettersi almeno un paio di jeans non poteva trovarli???

E vogliamo parlare dei testimoni di nozze? Passi Michel per Lorelai, che comunque c’è sempre stato anche se sarebbe stata più indicata Sookie dato che era la sua migliore amica, ma davvero Lane per Luke??? Non Jess??? Mah…

Paul ha finalmente messo fine al suo e nostro strazio. Non posso credere che sia quasi passato un anno e lei non lo aveva ancora lasciato.

Il discorso di Lorelai non mi è piaciuto. Finalmente Rory ammette le sue colpe con quel povero ragazzo e lei la giustifica dicendo che in fondo se lo meritava perché non era quello giusto. Ma davvero??? Quel poveretto a parte essere alquanto anonimo ed anche un pochino ameba, non aveva fatto del male a nessuno, quindi no, non si meritava di non essere manco ricordato con il suo nome di battesimo.

Il figlio è sicuramente di Logan. Non ci sono dubbi alcuni.

La sigla!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Alla fine ce l’hanno fatta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Considerazioni finali:

Forse, anzi, molto probabilmente sono cresciuta da quando vidi la serie per la prima volta circa 15 anni fa, sarò anche diventata più cinica e puntigliosa per questo noto una marea di dettagli che se all’epoca ci ridevo o passavo sopra al momento mi irritano e basta. Per non parlare della mancanza di rispetto per la maggior parte delle persone con cui si relazionano le protagoniste. Questo mettersi costantemente su un piedistallo e ritenersi più intelligenti ed in generale migliori di tutti gli altri quando sono delle persone normali ed anche un tantino strambe tanto quanto gli altri mi dà fastidio.

Ai Palladino non era piaciuto come i loro sostituti avevano fatto finire la serie originale. Sinceramente nemmeno io sono stata entusiasta, ma non è che loro abbiano fatto di meglio con questo revival, anzi.    

E non sono affatto d’accordo con chi dice che non bisogna fare i paragoni con la serie originale perché è un revival ossia un sequel non un reboot. Se volevano raccontare questa identica storia non tenendo conto di come si sono evoluti i personaggi nella serie originale potevano benissimo cerare una serie con personaggi ex novo, siccome hanno voluto dare un seguito alle storie già precedentemente raccontate si devono attenere al carattere ed ai fatti già visti.

Un seguito anche no, grazie.

Mchan

Gilmore Girls Revival – Summer

Anno: 2016

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale, drammatico

Ideatori: Amy Sherman-Palladino e Daniel Palladino

Cast: Lauren Graham, Alexis Bledel, Kelly Bishop, Scott Patterson, Keiko Agena, Liza Well,  Jared Padalecki, Matt Czuchry, Milo Ventimiglia, Todd Lowe, Melissa McCarthy, David Sutcliffe, Liz Torres, Sean Gunn, Yanic Truesdale, Michael Winters, Kathleen Wilhoite, Vanessa Marano

Trama: Le ragazze Gilmore son tornate e con loro tutti i personaggi buffi e particolari della cittadina dove abitano.

La sigla. Io esigo la sigla!!!

Ma Michel quante ferie arretrate aveva??? Sarà stato via almeno un paio di mesi.

Miss Patty: ma è davvero lei??? La stessa identica attrice??? Sul serio???

Ma April non era così da piccola. Almeno io non me la ricordo così ansiosa ed insicura.

Ma ai Palladino un personaggio giovane senza problemi di sorta dava così fastidio??? E’ una commedia e tutte le situazioni più positive sono state affidate ai soliti strani abitanti di Stars Hollow, poi ci sono i protagonisti e coprotagonisti (quelli che si vedono che Lane è stata completamente trascurata) che hanno decine di problemi o personali o professionali od entrambi come Rory.

Certo che Rory è proprio snob all’ennesima potenza. Tra l’altro è abbastanza strano che lei abbia passato tutta la sua vita prima del college in quella cittadina e non abbia alcuna amicizia con dei suoi coetanei a parte Lane.

Ma poi che c’è di male a tornare a “casa” quando non ti va bene la vita che ti sei costruito altrove? Almeno lì hai i parenti, non vedo perché uno deve per forza finire da solo sotto un ponte invece che tornare dove è cresciuto e dove può trovare aiuto sia economico che psicologico. Tra l’altro se nessuno dei giovani tornasse quel posto sarebbe pieno di pensionati.  

Certo che è normalissimo che tua nonna ti dica che è libera tutta la settimana tranne il giovedì perché ha la riunione con le Figlie della rivoluzione (o quello che è) e tu cosa fai? Ti presenti lì proprio quel giorno.

Il musical è stato solo un riempimento di tempo. Che potevano sfruttare meglio per altre dinamiche.

Tipo la relazione tra Lorelai e Luke. Io non so se sia vero quello che era uscito all’epoca, ossia che i due attori non si sopportavano per cui le loro scene risultavano complicate da girare, ma in teoria dovrebbero essere una coppia (oltre a dei professionisti) ed insieme hanno avuto pochissime scene. Ho visto più Taylor di Luke in questo episodio.

Bentrovato Jess! Non ho mai avuto molta simpatia per lui, ma il suo scambio di battute con Rory è stato uno dei più normali e verosimili di tutto il revival!

Paul continuo a ricordarti.

Lorelai che fa il secondo discorso sensato di tutta la sua vita.

Into the wild doveva andarci la figlia non lei. Non l’ho davvero capita.

Tra l’altro se Rory vuole fare la scrittrice e dice che deve per forza scrivere della storia sua e della madre perché è l’unico argomento che conosce bene, allora non andrà molto lontano con la sua carriera dato che non potrà mica scrivere della sua vita per sempre. O si inventa una saga basata sulla sua vita, o meglio sulla vita della madre, oppure scriverà un solo libro e si ritroverà ugualmente nella cameretta di quando era bambina che detesta così tanto.

Che poi trovo anche comprendibilissimo che per scrivere un romanzo basato sulla propria vita bisogna necessariamente andare a vivere a New York, più specificatamente nel Queens, in un appartamento con almeno 2 stanze, che scrivere in salone pare brutto. Il tutto spesato da chi? Mammina o nonnina? Naturalmente sono ironica/sarcastica.

Mchan

Gilmore Girls Revival – Spring

Anno: 2016

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale, drammatico

Ideatori: Amy Sherman-Palladino e Daniel Palladino

Cast: Lauren Graham, Alexis Bledel, Kelly Bishop, Scott Patterson, Keiko Agena, Liza Well,  Jared Padalecki, Matt Czuchry, Milo Ventimiglia, Todd Lowe, Melissa McCarthy, David Sutcliffe, Liz Torres, Sean Gunn, Yanic Truesdale, Michael Winters, Kathleen Wilhoite, Vanessa Marano

Trama: Le ragazze Gilmore son tornate e con loro tutti i personaggi buffi e particolari della cittadina dove abitano.

La sigla, dov’è la sigla???????????

La signora Kim è sempre la stessa, una piacevole conferma. E finalmente vediamo il signor Kim!!!

I dialoghi sono leggermente migliorati rispetto all’episodio precedente, almeno hanno un filo logico.

Adoro che si continui a ricordare nonno Gilmore.

La questione matrimonio non l’ho capita. Ma perché quasi nel 2020 ancora ci si deve sposare per poter essere realizzati come coppia??? Capisco Emily e la sua mentalità abbastanza arretrata e tradizionale, ma Lorelai e la psicologa che le va dietro anche no.

Ma Michel? Perché quella mezza sfuriata e poi pouf! fatto sparire nel nulla??? Preferivo un chiarimento tra lui e Lorelai che quel sogno astruso di quest’ultima su e con Paul Anka.

Ma perché Rory & Lorelai vanno in giro per New York a fare ricerche per un articolo sulle file indossando scarpe con i tacchi??? Per non parlare di come è vestita Rory.

Tralasciamo tutto il discorso sull’avventura di una notte di Rory, che siamo tornati al no sense. Se volevano far tirare fuori l’argomento Logan con la madre potevano usare qualche altro escamotage, tipo Lorelai che risponde al telefono della figlia perché lei è in bagno, quello che hanno scelto è stato molto cringe.

Penso che sia una delle poche volte che Lorelai faccia un discorso sensato da madre. Ed ha ampiamente ragione. Rory si lamenta di non avere un lavoro stabile, ma non accetta di fare un colloquio con un giornale online che la chiama in continuazione. E finalmente quando accetta di farlo non si prepara quindi viene scartata. E si arrabbia pure. Ma che razza di autoconsiderazione ha di sé stessa? Potevo capirla a 20 anni, ma a 30, con una vita precaria anche no. Anche se è leggermente non credibile che una con il suo cognome e la sua istruzione sia ancora a quei livelli.  

Una miriade di commenti in rete affermano che la situazione lavorativa di Rory sia molto attuale. Probabilmente sì, ma per quelle persone che non hanno avuto l’educazione scolastica che ha avuto lei ed il cervello che continuano a dirci che lei abbia. Il Preside del suo liceo l’ha riempita di complimenti per gli articoli scritti, ma allora perché nessun giornale l’ha mai assunta stabilmente??? Ci sono dei tasselli che ci mancano. Una non può essere un genio, una penna brillante e non avere uno straccio di impiego da praticamente sempre. Delle due una. Perché ripeto non si tratta di una poveretta che ha studiato in un’università di quarta categoria e con zero conoscenze. Non facciamo gli ipocriti, già il nome Yale sul diploma di laurea è un bel punteggio in più rispetto agli altri. E’ stata anche redattore del giornale universitario. Non parliamo poi del fatto che i nonni conoscono mezzo stato. E’ proprio questo volercela per forza far passare per una ragazza comune che nonostante il suo essere brillante non ce la fa a realizzarsi che mi fa storcere il naso ogni volta. Se volevano darle uno stampo più vicino ai reali millenial bastava la sua situazione sentimentale. Lo avrei apprezzato di più, perché anche se è lontana dal mio modo di essere potrei anche capirla ed empatizzare con lei, ma il troppo stroppia. Tra l’altro sono passati tipo 4 mesi e questo povero Paul ancora è in stand-by. Sì, perché io continuo a ricordarmi di lui, poverino.

No, continua a non piacermi per la maggioranza delle situazioni.

Mchan

Gilmore Girls Revival – Winter

Anno: 2016

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale, drammatico

Ideatori: Amy Sherman-Palladino

Cast: Lauren Graham, Alexis Bledel, Kelly Bishop, Scott Patterson, Keiko Agena, Liza Well,  Jared Padalecki, Matt Czuchry, Milo Ventimiglia, Todd Lowe, Melissa McCarthy, David Sutcliffe, Liz Torres, Sean Gunn, Yanic Truesdale, Michael Winters, Kathleen Wilhoite, Vanessa Marano

Trama: Le ragazze Gilmore son tornate e con loro tutti i personaggi buffi e particolari della cittadina dove abitano.

Dov’è la sigla???

Ascoltavo l’intro, con i dialoghi/frasi che in teoria dovevano essere le più significative di tutta la serie e non facevo altro che ripetere: VOGLIO LA SIGLA!!! Quindi, no, l’inizio non mi è piaciuto affatto. Anche perché ci ho capito ben poco. Quelle frasi messe lì senza un minimo di senso, almeno io non l’ho capito, anche no grazie. Sigla, punto.

Tornare a Starshollow è stato carino, la cittadina è sempre un piacevole sfondo. La chiacchierata iniziale tra madre e figlia era ok, poi il declino. A parte qualche scena.

A parte che c’è un dubbio che mi attanaglia: quella era davvero Miss Patty??? Sicuri??? No, perché io me la ricordavo diversa, ma vabbhè.

I personaggi non si sono evoluti di una virgola, sembra che siano stati messi in ibernazione per 10 anni. Ce lo dicono loro stessi che sono passati una decina di anni, Rory ora ha 32 anni, e nel frattempo non è successo nulla di significativo praticamente a nessuno di loro (tranne un paio di eccezioni, ma di personaggi secondari).

Lorelai e Luke sono allo stesso punto di come li avevamo lasciati. E tirare fuori il volere un bambino, alla soglia dei 50 anni e con tutto il tempo che hanno avuto a disposizione, lo trovo stupido.

Tutta quella pantomima sul fidanzato di Rory, il povero Paul (io mi ricordo il tuo nome!), non mi ha fatto ridere nemmeno un po’. Prima di tutto perché è irrispettoso verso una persona, che anche se sia la più noiosa del mondo sono comunque 2 anni che Rory ci sta insieme e senza che nessuno le abbia puntato una pistola alla testa. Deve addirittura appuntarsi di ricordarsi di lasciarlo. Ma magari lui scoprisse l’intrallazzo che ha con Logan e la lasciasse lui.

Che lei abbia una relazione con Logan, mentre è fidanzata, non mi ha scandalizzata più di tanto. Già in passato era stata con Dean mentre lui era ancora sposato. Piuttosto avrei voluto vedere o comunque capire come si sia arrivati a questo dato che ricordo fosse stata lei a lasciarlo.

Ma poi davvero l’hanno fatta fare avanti ed indietro da Londra, e ripeto Londra, per almeno 3 volte nell’arco di un paio di settimane??? Con quali soldi? Dato che l’hanno dipinta come una lavoratrice precaria. Ma poi neanche fosse una business manager. Però allo stesso tempo non ha avuto il tempo di fare una scappata per Natale. Mah…

Finalmente scopriamo che Michel ha una vita!!!

Rory che molla le sue cose in 3 case diverse, mah… Non poteva spedire tutto a casa dei nonni? Già in passato era andata ad abitare nella loro depandance e comunque lì c’è di sicuro molto più spazio che in casa di Lane. Cioè, davvero riempi la casa della tua amica sposata, con 2 figli ed una band che prova in salotto, di roba tua quando puoi benissimo mettere tutto nella mega villa dei tuoi nonni??? Se il tutto è stato un escamotage per includere l’amica nella narrazione potevano benissimo fare in modo che Rory la chiamasse per farsi aiutare o che andasse a casa sua semplicemente per una chiacchiera. No, non ci siamo.

In generale ho trovato molte cose/discorsi messi un po’ a casaccio o per riempire un po’ di tempo o per includere personaggi che potevano anche essere un pochino più spalmati nei 4 episodi.

Paris. Meno male che la sua vita si è evoluta in questi 10 anni nonostante lei sia rimasta tale e quale. Ed ho adorato le sue allusioni sia alla serie How to get away with a murder sia a Buffy – The Vampire Slayer.

Il tributo a Nonno Gilmore, ossia Edward Herrmann, è stato bellissimo!!! E, sì, è mancato tanto 😢

Meno quello che Lorelai ha fatto al funerale di suo padre. No, davvero. Non ha mai sentito l’espressione: se non hai nulla di carino da dire, taci? Oppure poteva benissimo dire di dover andare in bagno. Ok, era un po’ alticcia, ma cavolo! Poi si soprende se la madre è incacchiata nera con lei. Tra l’altro è anche abbastanza egoista a lasciare la madre da sola dopo che ha appena perso il marito con il quale ha praticamente passato tutta la sua vita. Da quanto ho capito dal funerale la rivede solo quando va da lei a cena con la figlia, ovvero passano ben 4 mesi. Mah…

Ma Paul Anka è immortale??? Bello cucciolone 😍🐶

Emily con i jeans. Emily con i jeans. Emily con i jeans. Sono ancora scioccata.

Molti commenti che ho letto erano indirizzati all’aspetto invecchiato dei protagonisti. Bhè, sono passati 10 anni, meno male che gli attori abbiano i segni del tempo che passa.  

Mchan

Bodyguard

Anno: 2018

Paese: Uk

Episodi: 6, 1 stagione conclusa

Genere: drammatico, thriller, politico

Regia: Thomas Vincent, John Strickland

Ideatore: Jed Mercurio

Cast: Richard Madden, Keeley Hawes, Gina McKee, Sophie Rundle

E’ una serie televisiva della BBC del 2018, mandata in onda in chiaro su Rai3 in agosto.

Protagonisti sono gli attori Richard Madden nel ruolo della guardia del corpo e Keeley Hawes in quello della segretaria di Stato britannico ossia ministro degli Affari Interni. Od almeno così ho capito io, non sono molto sicura di questo perché se vado a guardare sulla Treccani mi dice che la dicitura segretario di Stato si riferisce al ministro deggli Affari Esteri, ma nella serie lei lavora in un edificio con scritto Home Office (letteralmente Uffici di casa) per cui a me fa pensare di più agli Affari Interni, anche perché lei si occupa di terrorismo interno, però poi mette becco anche nelle faccende in Medio Oriente, quindi non ci ho capito nulla sul suo ruolo. Forse ha giurisdizione in entrambi i campi.

Il primo episodio parte bene, anche se lentamente, con un attacco terroristico ad un treno sventato grazie al protagonista David Budd che per questo motivo viene promosso e da guardia del corpo di ospiti stranieri diventa responsabile della sicurezza della segretaria di Stato. Di lui veniamo a conoscenza del fatto che sia un padre di due bambini, un maschio ed una femmina,  in età da elementari e che sia separato dalla moglie. Presto si scopre anche che è affetto dal disturbo da stress post traumatico in quanto è stato in Afghanistan e che non vuole farsi curare per non perdere il lavoro.

Come ogni buon agente prima di presentarsi al suo primo giorno di lavoro fa le sue ricerche sulla sua nuova “protetta” e scopre che ha delle idee che sono completamente in disaccordo con le sue. Ma una volta in campo svolge il suo lavoro egregiamente anche se ostacolato da lei stessa.

Così conosciamo lei, Julia/Lavanda (che per almeno fino a metà del secondo episodio io ho capito La Wanda), una donna abbastanza fredda ed arrogante che si lamenta della scrupolosità di lui perché le fa perdere tempo. E conosciamo le sue idee politiche tramite un discorso/intervista alla tv che lui poi riguarda in modo ossessivo, ma che io sinceramente non ho capito.

E poi veniamo a conoscenza degli intrighi politici tra le varie agenzie governative.

Episodio fulcro è stato l’attentato alla scuola dei figli di lui, che sebbene lei sapesse tutto non ha praticamente mosso un dito. Ok, gli obiettivi intercettati erano più di uno, ma sarebbe bastato mettere almeno una volante della polizia appostata vicino ad ognuno di essi, invece che inseguire il furgone trovato non si sa come (almeno io non l’ho capito) e solo dopo farsi raggiungere dalla polizia che naturalmente è arrivata solamente all’ultimo secondo e con una sola auto e per miracolo non c’è stata una strage.

Una scena che non ho capito è stata quella tra lui e la moglie, quando lui praticamente le piomba in casa di mattina e scopre che i figli hanno passato la notte fuori perché lei si è incontrata con un altro uomo. Prima lei dice che lo sta frequentando, poi che i figli lo conoscono come “amico” e dopo ancora, quando giustamente lui si arrabbia perché non gli è stato detto nulla, si giustifica dicendo che lo sta vedendo da soli un paio di giorni. Ah, bhè, normalissimo vedere un tizio solo da un paio di giorni e presentarlo subito ai figli. Va bene che ha detto loro che è solo un amico, ma lo trovo alquanto affrettato lo stesso.

Non capisco perché la maggior parte della gente si sia offesa del fatto che i terrorristi siano musulmani, che poi in realtà all’inizio sul treno lui dice uomo asiatico, il che potrebbe anche stare ad indicare un cinese, per indicare meglio il soggetto in questione sarebbe stata più indicata la dicitura “uomo mediorentale”. Purtroppo si tratta di fatti attuali. In Gran Bretagna la maggior parte degli attentati sono compiuti da uomini mediorentali di fede musulmana ed è comunque su questo che si basa la trama della serie. Non è mancanza di fantasia o avvalersi di cliché per comodità: è la cruda e dura realtà. Io non mi offendo mica se in alcune serie criminali tedesche o statunitensi ci sono italiani mafiosi. Io capisco che l’essere associati sempre e solo ad una cosa negativa non sia bello, ma in questo periodo storico è la realtà. Se avessero messo degli attentati dinamitardi in mano a cinesi o russi (i soliti altri ostili al mondo occidentale) sarebbe stata fantasia perché non è il loro modus operandi.

Il secondo episodio procede tra alti e bassi. Bella la scena della sparatoia, meno quella di sesso. E non perché non fosse plausibile una loro attrazione, d’altronde dopo quella situazione era anche abbastanza scontata, ma perché è stata proprio recitata malissimo. Lui un pesce lesso con la bocca sempre aperta, lei che si è vista pochissimo. Praticamente le uniche cose inquadrate erano la schiena di lui ed i loro visi in primissimo piano. Poi non ho capito come diamine ha fatto lei dall’indossare una blusa verde durante il primo bacio e primo approccio all’avere su l’accappatoio durante la scena sul letto. Che poi è anche abbastanza ridicolo che due persone facciano sesso lui con ancora su la camicia e lei in accappatoio nel letto.

Altra scena strana è stata quella al ristorante. Lei era lì con il suo amante/sottoposto (non ho ben capito che ruolo ha nel suo ufficio, ma è sempre con lei) che ok, l’ha ingannata fingendo un’uscita con altre persone per poi rimanere da solo con lei, ma la reazione di lei di volersene andare perché si vergognava non l’ho capita. Si vergognava di cosa? Era a cena, in un ristorante praticamente vuoto, c’era solamente un altro tavolo occupato da una coppia, ed erano entrambi single, quindi di cosa si doveva vergognare? Io fossi stato in lui l’avrei mollata io lì. Tra l’altro poi che fa? Torna a casa e chiede alla guardia del corpo di rimanere a cena da lei ed alla fine indugia pure offrendogli un thè. Questo comportamento dovrebbe essere molto più ambiguo e poco professionale dato che gli altri agenti che aspettano lui di fuori potrebbero fraintendere tutto questo ritardo, no?

Altra cosa che non ho capito è il motivo per cui dovrebbero ucciderla. Ok, ha delle idee non condivisibili, ma cosa concludono facendola fuori? Il partito metterebbe al suo posto un’altra persona con le stesse idee, no?    

Avrei tanto voluto vedere il resto, ed è anche per questo che ho postato così tardi la mia recensione, ma mi sono persa la messa in onda in chiaro per via di un’altra serie mandata lo stesso giorno ed alla stessa ora e fatalità è praticamente l’unica serie tv di cui la Rai non ha il Replay su Rai Play. Ad averlo saputo avrei visto questa in “diretta” e l’altra in On Demand, anche perché non l’ho nemmeno trovata da nessunissima parte in streaming 😦

Qualcuno di voi l’ha vista? Sa se vale la pena vedere il resto con i sottotitoli? (unica versione che ho trovato) Perché la trama è abbastanza intrigante, nonostante il livello recitativo del protagonista.

Mchan

Valeria

valeriaposter

Anno: 2020

Genere: commedia, sentimentale

Paese: Spagna

Regia: Diana Gómez, Silma López, Paula Malia

Ideatore: María López Castaño

Soggetto: serie di libri “La saga di Valeria” by Elísabet Benavent

Episodi: 8, 1 stagione, confermata la seconda

Cast: Diana Gómez, Silma López, Paula Malia, Teresa Riott, Maxi Iglesias, Ibrahim Al Shami J, Juanlu González, Aitor Luna,

 

Trama: le vicende di Valeria e delle sue tre amiche nella Madrid dei giorni nostri.

 

Un Sex and the City spagnolo e più moderno.

Non avendo mai amato l’originale, non riesco a gradire questo. Eppure la vicinanza geografica ed anagrafica doveva aiutare, ma sinceramente non sono riuscita a riconoscermi in nessuna delle quattro protagoniste. Quella principale poi ha un comportamento lontanissimo dai miei principi ed anche se adoro Maxi Iglesias alias Víctor (ed è proprio per lui che ho iniziato e continuato a vederlo) non riesco a vederci nulla di romantico nella loro liason. Lei è sposata, lo ha detto dal principio e lui continua lo stesso a provarci. Anche se quella da biasimare è comunque lei che flirta con lui tramite messaggini ed appuntamenti romantici con il marito a casa che l’aspetta. Marito che non ha alcuna colpa se non quella di essere un pochino noioso dopo 6 anni di matrimonio sia dentro che fuori dal letto. Matrimonio che fino all’ultimo episodio non si capisce perché ci sia stato a nemmeno 25 anni. Non siamo mica negli anni ’50 che non si poteva convivere semplicemente, non che una convivenza non sia lo stesso doverosa di rispetto, ma magari lei lo avrebbe lasciato anche senza un altro pronto se era davvero così stanca del loro rapporto. Con un matrimonio una ci pensa un po’ di più a rompere definitivamente la storia. Poi lui ci prova pure a cercare di recuperare, di andarle incontro, ma lei fa praticamente muro. Quindi per quanto Maxi/Víctor sia attraente, affascinante e quant’altro, io non riesco a non stare dalla parte del povero Adri che ignaro di tutto viene anche velatamente accusato della situazione di stallo nel matrimonio.

Le altre ragazze sono un po’ troppo stereotipate. C’è Lola la mangiatrice di uomini, molto aggressiva sia visivamente che verbalmente che comunque ha la storyline più interessante secondo il mio punto di vista. Poi c’è Nerea, la lesbica, che vive ancora con i genitori pur avendo un lavoro dignitoso come quello dell’avvocato ed ai quali non ha ancora confessato le sue preferenze sessuali. Infine c’è Carmen che parte come una ragazza timida e goffa con una cotta per un suo collega d’ufficio che però diventa relazione nel giro di un paio di episodi (se non proprio già al secondo) ed il cui carattere si dimostra più sfacciato del previsto.

Ho trovato insensate le sigle iniziali, o meglio gli stacchetti di introduzione all’episodio. Si tratta di una manciata di secondi nei quali ci sono oggetti messi a caso e poi appare la scritta “Valeria” che è il titolo della serie. Unica che salvo è quella del settimo episodio perché tutti gli oggetti che vi compaiono (un pacchetto ed una teglia di coscia di agnello) alla fine sono presenti nella trama.

Le cose che mi sono piaciute di più sono state la colonna sonora, varia e ben collocata, ma soprattutto brani spagnoli già noti e non musica inglese creata apposta come nella maggior parte delle nostre produzioni che ti domandi sempre in che epoca siano collocati dato che mai nessuno ascolta musica italiana né del momento né tantomeno del passato. E poi i costumi. O per meglio dire la scelta degli abiti. Possono piacere o meno (per esempio a me piace solo lo stile di Nerea), ma almeno sono verosimili. Molto stile Zara od H&M, però sicuramente in linea con le disponibilità economiche dei personaggi.

Le scene di sesso sono frequenti e molto esplicite, a volte sembra un porno, non c’è episodio in cui non si vede un nudo, principalmente di donna però. Ecco, se c’è una cosa che non capisco è perché in una serie con un target femminile, ideata e diretta da donne, tratta da un romanzo scritto da una donna e con protagoniste principalmente delle donne si debba vedere per un buon 80% delle scene di sesso un nudo femminile. Capisco che l’unico maschio davvero figo sia Víctor/Maxi che però flirta soltanto (nei primi 6 episodi), ma non è che le ragazze siano delle bombe sexy e comunque se fosse stato al contrario, ovvero una serie con un target maschile e protagonisti uomini avremmo di sicuro visto più donne nude lo stesso.

L’episodio che mi è piaciuto meno è stato il 4° dato che era incentrato esclusivamente su Valeria, le sue amiche non pervenute per nulla, ed in più la scena iniziale di sesso tra la sorella di lei ed il marito è stata messa un po’ a casaccio. Ho addirittura pensato di aver sbagliato a scaricare l’episodio e che fosse di un’altra serie. Poi è arrivato lo stacchetto iniziale, ma continuavo a domandarmi chi fossero i due visti all’inizio dato che la sorella di lei si era vista in mezza scena tipo due episodi prima.

Seguito a ruota dall’ultimo perché è solamente qui che ci svelano come sia iniziata la storia tra la protagonista ed il marito e quindi vengono spiegate un bel po’ di cose. Tipo il perché si siano sposati così giovani. Avrei preferito saperlo prima, anche se il mio giudizio iniziale non è che migliori più di tanto. Soprattutto dopo che lei in una delle scene finali asserisce di aver preso una decisione (non vi spoleiro quale), quando non è affatto così perché è stato lui a decidere.

L’episodio più simpatico é stato il 5° con la visione del racconto di Lola del suo primo incontro con Víctor diversa a seconda di chi la stesse ascoltando.

Il finale è naturalmente aperto e la seconda stagione confermata, ma era abbastanza scontato.

I libri da cui è tratta sinceramente non li ho letti. Ho letto solamente qualche pagina dei primi capitoli del primo libro su Google Books Anteprime e sinceramente lì si capivano meglio dal principio i dissapori tra i due coniugi. Altre differenze rilevanti sono i tempi di conoscenza delle quattro amiche che da quello che ho capito si conoscono fin dal liceo (almeno con Nerea è così), mentre nella serie si incontrano dopo l’università.

Ne consiglio la visione? Se vi piace il genere un po’ drama ed un po’ esplicito e vi è piaciuto Sex & the City allora sì. Comunque sono solamente 8 episodi della durata di circa 40 minuti ciascuno che scorrono via molto facilmente.

Vedrò la seconda stagione? Probabilmente sì. Ragione principale naturalmente Maxi Iglesias. Scusate, ma ho davvero un debole per questo ragazzo ;-P

Mchan  

Movies time summertime

Questi due film mi è capitato di vederli per caso, soprattutto perché Raiplay non mi funzionava più sulla smarttv 😦

Sono entrambi produzioni Netflix, quindi capite che avendo bocciato praticamente tutte le altre loro produzioni che ho guardato non mi ci sono approcciata nel migliore dei modi.

Feel the beat

feelthebeatposter

Anno: 2020

Genere: sentimentale, musicale, drammatico

Paese: Usa

Regia: Elissa Down

Cast: Sofia Carson, Enrico Colantoni, Wolfgang Novogratz, Brandon Kyle Goodman, Donna Lynne Champlin

Trama: una ballerina di Broadway torna nel suo paese natale dopo un provino fallito. La sua ex insegnante di ballo la coinvolge in una competizione, ma le allieve non sono propriamente delle campionesse.

 

I film sulla danza non mi dispiacciono, ma il trailer di questo non mi ha entusiasmato, soprattutto per la protagonista. Bellissima ragazza, per carità, ma con una faccia da scocciata perenne e nel contempo supponente. All’inizio pensavo facesse parte del personaggio, poi siccome ho letto sotto commenti di gente che avrebbe visto il film solo perché c’era lei, che era bellissima, bravissima e chi più ne ha più ne metta, ma io non l’avevo mai nemmeno sentita nominare, l’ho googlata per vedere cosa avesse fatto in passato. Sono uscite anche alcune foto ed aveva la stessa espressione supponente anche quando calcava il red carpet. Quindi avevo deciso di passarlo, ma poi ho ceduto perché avevo bisogno di vedere qualcosa di easy e questo era il primo nella lista.

Ora veniamo al film. La trama è un po’ trita e ritrita: la solita ragazza di provincia che tenta la fortuna nella grande metropoli e che scoraggiata torna a casa. In questo caso più che scoraggiata è stata tanto sfortunata da fare un torto alla sua provinatrice non sapendo chi fosse. Comunque la cosa piacevole del film sono le ragazzine a cui la protagonista deve insegnare a ballare. Non sono perfette, non sono nemmeno eccelse, ma sono dolcissime. Prima di tutto perché fanno gruppo, non ce ne è mai una che si crede superiore alle altre, si supportano ed è carinissimo da vedere. Come il fatto che nel gruppo ci sia una bimba sordomuta e tutte hanno imparato la lingua dei segni per poter comunicare con lei. Anche i più piccolini sono teneri, il maschietto ha una faccetta troppo simpatica.

Purtroppo tutto il fulcro è la competizione e naturalmente la storia della protagonista, perché avrei preferito vedere più le bimbe. Soprattutto perché alcune scene erano superflue e buttate lì a caso. Tipo quella della presa. Ok farla fare ai bimbi più piccoli dato che faceva parte della loro coreografia, ma poi tirare in ballo la ragazzina e la sua cotta non c’entrava nulla. Uno perché non era nella loro coregrafia, due perché il ragazzo era un atleta e non un ballerino, quindi aveva zero esperienza e non è stato credibile che l’abbia tenuta su in aria senza problemi per alcuni secondi quando una presa ad angelo del genere (tipo quella di Dirty Dancing per la quale Patrick e Baby si sono allenati per giorni) richiede molto esercizio. E poi il fine della scena, far avvicinare di nuovo la ragazzina alla protagonista, non è che fosse fondamentale. O comunque potevano trovare un altro modo.

Un’altra cosa che mi ha fatto storcere il naso per praticamente tutto il film è stato il fatto che la protagonista non si sia degnata di imparare i nomi delle allieve ed ha inventato dei soprannomi ed i genitori, che assistevano alle lezioni, non le hanno detto nulla. Alcuni erano davvero poco lusinghieri come quello dato alla ragazzina di colore: mangiaunghie (perché insicura), o peggio quello dato alla bimba sordomuta: manine, davvero poco carino ed anche leggermente denigratorio.

Il finale è ad happy ending, ma non così scontato. Alla fine il compromesso che hanno trovato mi è piaciuto.

 

Sotto il sole di Riccione 

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Anno: 2020

Paese: Italia

Genere: commedia, sentimentale

Regia: YouNuts!

Cast: Cristiano Caccamo, Andrea Roncato, Lorenzo Zurzolo, Isabella Ferrari, Luca Ward, Saul Nanni, Ludovica Martino, Fotin Peluso, Matteo Oscar Giuggioli, Davide Calgaro, Giulia Schiavo, Maria Luisa De Crescenzo, Claudia Tranchese

Trama: sulla riviera romagnola, in estate, un gruppo di ventenni cerca l’amore.

 

A questo film mi sono approcciata ancora peggio che al precedente. Prima di tutto perché Netflix Italia non ha sfornato chissà che capolavori in precedenza, c’è la partecipazione di Mediaset, la regia è affidata a sconosciuti, c’è la firma di Vanzina ed ho letto che ci si è ispirati a Sapore di Mare, film del lontano 1983 e del genere cinepanettone estivo. Poi però ho deciso di dargli una chance per via del giovane cast. Qualche nome lo avevo già visto nelle fiction Rai, degli altri ho letto lodi in rete per serie che non sono affatto il mio genere.

Devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. Leggero, ma non volgare, i ragazzi sono stati tutti bravi, quindi positivamente stupita.

Certo, ci sono dei dettagli che sinceramente potevano rendere meglio. Tipo l’happy ending per tutte le coppie. A mio gusto avrei preferito un pochino più di drama nella rottura per quella di Caccamo ed avrei evitato tutto quel lovvo tra Marco & Guenda, dato che fino a due secondi prima lei non se lo filava di striscio, sarebbe stato carino vedere un interesse da parte di lei in crescendo e non uno tutto in un botto solo perché lui si è dichiarato in mondovisione. E seppure la loro sia stata la coppia più carina di tutte, avrei evitato la notte insieme tra Vincenzo e Camilla e subito dopo lui che le appoggia il fatto di partire per il Canada. Ma non stava cercando il grande amore lui? Iniziare una relazione a distanza con una ragazza che ha lasciato il suo ex storico per te, per giunta come primissima relazione, non mi pare una grande idea. Poi, come dicevo, è sempre una questione di gusto personale.

Altra considerazione personalissima: il titolo è ripreso da un brano (tormentone estivo di un paio di anni fa) dei The Giornalisti. Ed in generale tutta la colonna sonora è composta da loro brani o da quelli di Tommaso Paradiso, loro ex frontman, di cui vi è  anche un cammeo. Ecco, io avrei evitato. Sarò di parte perché a me la loro musica non piace (sorry, but not sorry 😜), ma è davvero troppo invadente.     

Mchan

To all the boys: P.s. I still love you

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Anno: 2020

Paese: Usa

Genere: sentimentale, drammatico

Regia: Michael Fimognari

Soggetto: omonimo libro by Jenny Han

Cast: Lara Condor, Noah Centineo, Jordan Fisher, Janel Parrish, Anna Cathcart, Ross Butler, John Corbett, Holland Taylor

 

Trama: Lara Jean e Peter sono una coppia ufficiale, ma hanno comunque tanti piccoli problemi. Primo fra tutti: l’arrivo di un vecchio amore di lei che è deciso a conquistarla.  

 

Lo so che riprodurre fedelmente la trama di un libro non va più di moda, per certi versi funziona, per altri no. Come in questo caso.

Già nel libro Lara Jean era insopportabile, ma nel film lo è decisamente di più. Sarà anche perché hanno fatto diventare Peter stupidotto. Sul serio, quello doveva essere il ragazzo più ambito della scuola? A volte sembrava un idiota.

Continua a non piacermi la linea ideologica che le ragazze devono avere tutto ciò che desiderano in una relazione ed i ragazzi le devono solamente accontentare altrimenti sono brutti e cattivi, ma è così che è strutturato anche il libro per cui… Però non è ammissibile che lei non riesca a dire a John Ambrose che è la fidanzata di Peter e non subisca alcuna conseguenza. Anche perché oltre a non aver svelato all’amico la sua relazione, non ha detto una parola a Peter sul fatto che abbia incontrato di nuovo John Ambrose e nel frattempo si arrabbia perché lui frequenta ancora la sua ex con la quale è praticamente cresciuto. Quanto meno irritante.

Per non parlare del fatto che è un continuo lamentarsi del fatto che probabilmente tutto quello che lei fa con Peter lui lo ha già fatto con la sua ex. In pratica lei vorrebbe che tutte le sue prime volte fossero prime volte anche per lui, ma così non può essere perché lui ha già avuto una ragazza e questo lei lo sapeva benissimo. Ora, io capisco che non si può decidere a tavolino di chi innamorarsi o meno, ma non si può nemmeno fare sempre una colpa al proprio ragazzo se prima di te ha avuto altre esperienze. Non si vive bene la relazione a questo modo. Anche perché se davvero questa cosa ti dà fastidio non dovevi proprio iniziare una relazione con un ragazzo che è stato già impegnato in passato. Ora voi mi direte che è una cosa tipica degli adolescenti ed io vi rispondo che io da adolescente non ci pensavo affatto a queste cose. Ok, io sono stata un’adolescente “atipica”, ma davvero le ex dei ragazzi che mi piacevano (e quello che avevano fatto insieme a loro) erano proprio l’ultimo dei miei pensieri. Tra l’altro poi lei non ne parla praticamente con nessuno per cui nessuno la consiglia. O le fa capire che con le pippe mentali non si va da nessuna parte (citofonare Dawson Leary).

A proposito di John Ambrose: perché farlo diventare di colore quando nel primo film era caucasico???

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E perché far mettere insieme Chrissy, la migliore amica di lei, con Trevor, il miglior amico di Peter???

Chrissy è una ragazza strambra nel libro e proprio per questo è perfetta per essere la miglior amica di Lara Jean. E non frequenta assolutamente nessuno della loro scuola. Per questo è spesso assente e distante da tutti gli eventi scolastici. Poi la scena del pranzo in falegnameria non l’ho proprio capita. Tra l’altro anche il fatto che Trevor sia asiatico stona molto con quello che è narrato nel libro e che è poi il fulcro del personaggio di Lara Jean. Lei è per metà caucasica e per metà coreana ed è proprio per questo che è insicura e goffa. Perché non c’è’ nessun altro come lei nella scuola. E va d’accordo con Chrissy perché lei è un po’ pazza e molto sopra le righe. Mettendo tutti questi altri personaggi di altre etnie la questione viene a mancare. Non può sentirsi emarginata né nel piccolo gruppo di amici né tra i compagni di scuola.

Stormy: il suo personaggio nel libro è fondamentale per la sfera emotiva di Lara Jean che è orfana di madre e la cui sorella maggiore al momento è dall’altra parte del mondo. E’ stata una sorta di nonna acquisita, con i suoi consigli e le sue storie d’amore tormentate. Qui invece diventa solo una vecchina con un paio di battute.

Il vestito di Lara Jean al ballo alla casa di riposo è un NO grosso come una casa.

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Ok, tutti i suoi outfit lasciano alquanto a desiderare, ma quell’abito era orrendo. L’attrice non ha un fisico da modella, e va anche bene, a me ricorda un po’ Hilary Duff, ma i costumisti servono a questo, no? A sminuire i difetti. Quell’abito non le faceva risaltare nulla. La gonna era troppo piatta, le avrei messo un po’ più di tulle sotto per farla cadere un po’ ad A dato che Lara Condor non ha un punto vita ben disegnato. E vogliamo parlare della scollatura? Troppo profonda. Ad un certo punto, quando salta al collo di Peter per baciarlo, ho avuto paura che le uscisse tutto di fuori. Per non parlare di tutti quei voilant sul seno, che è già pieno di suo, non servivano proprio.

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Una nota positiva: la sorella maggiore praticamente non si vede per tutto il film. Grazie. Insopportabile.

Avrei preferito un chiarimento sul video hard postato in rete da Gen quando si è incontrata con Lara Jean. È stato fatto passare tutto come se fosse uno stupido scherzo, invece è stato abbastanza grave.

Piccola nota: la casa sull’albero doveva essere molto più piccola. Prima di tutto perché i ragazzi dovevano trovarcisi un po’ scomodi essendo cresciuti e poi perché quel posto era davvero più grande della mia intera casa. Ma sul serio??? Che albero era? Un baobab? Invece di demolirla potevano venderla come depandance.

In finale penso che questo sia un film che va visto avendo letto il libro perché molti particolari non vengono spiegati e si fa fatica a capire certe scene. Tipo la scena del Capodanno Coreano. La tizia scontrosa a casa dei nonni materni delle sorelle Song – Covey è la loro cugina coetanea, ma decisamente più cool con la quale c’è quella classica rivalità che si ha con persone che si credono migliori solo perché più grandi. Ed il fatto che le due sorelle facciano vedere i soldi appena ricevuti dai nonni quando li sono andati a salutare  una specie di “rivalsa” perchè a loro due ha dato di più dato che avevano indossato abiti tradizionali coreani.

Mchan

The Witcher

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Anno: 2019 in corso

Paese: Usa, Polonia

Genere: fantastico, azione, avventura

Stagioni: 1 (8 episodi) in corso

Ideatore: Lauren Schmidt Hissrich

Soggetto: Saga di Geralt di Rovia by Andrzej Sapkowski

Cast: Henry Cavill, Anya Chalotra, Freya Allan, Joey Batey, MyAnna Buring

Trama: Geralt di Rivia è un witcher, ossia cacciatore di esseri sovrannaturali, che vaga per il Paese alla ricerca di ingaggi. Yennefer invece è una maga molto potente ed infine Cirilla, Ciri, è una principessa in fuga dal nemico che ha invaso il suo regno. Le loro vite e storie si intrecciano.

Premetto che non ho letto i libri e nemmeno giocato mai al videogioco, anzi, prima di questa serie non sapevo nemmeno che esistessero per cui mi baserò solamente su ciò che vedo e se sia fedele o meno ai su citati non ne ho la minima idea e naturalmente non mi interessa.

Dato che recensirò episodio per episodio ci saranno spoiler.

Primo episodio: in teoria un primo episodio dovrebbe essere introduttivo, spiegare un po’ il mondo fantastico in cui ci si trova. Qui lo è per metà. L’altra metà è piena di situazioni e dialoghi su cose che chi ha letto i libri o giocato ai videogiochi conosce, ma il resto del mondo no. Avrei preferito che Renfli o come si chiama, non fosse morta subito perché non se ne è capito il motivo. No, sul serio. Io non sono riuscita a capire come il protagonista dal volersene rimanere fuori sia invece arrivato a fare una strage. Bella tutta la parte della battaglia e dell’assalto di Cintra anche se un po’ troppo cruenta.

Secondo episodio: incontriamo Yennefer per la prima volta e tutta la parte dedicata a lei è buona. Invece la parte di Geralt è sempre confusionaria. Viene presentato questo re degli elfi, ma poi lo lasciano lì e capiamo solo che gli umani li hanno cacciati, sorte migliore di quando li hanno schiavizzati o trucidati. Nel frattempo Ciri/Cirilla/Fiona continua la sua fuga.

Terzo episodio: il caso di Geralt risulta più interessante ed è anche più utile alla trama orizzontale. Almeno finalmente capiamo che la storia di Yennefer è su di una linea temporale differente, ben una trentina di anni prima. Ma è proprio la sua storia a farmi storcere il naso. Lei è una maga potente e come una qualsiasi starletta dei giorni nostri si sottopone all’equivalente della nostra chirurgia estetica per risultare più bella. Se proprio dovevano trasformarla, che capisco che avere l’unica protagonista femminile praticamente uguale a Quasimodo non era l’ideale per il target a cui è indirizzata la serie, potevano farla diventare più bella man mano che si rendeva conto del suo potere magico o qualcosa del genere. Stendiamo un velo pietoso sulla sua scena di sesso completamente messa a caso, nonché assurda. Ciri/Cirilla/Fiona vaga ancora in mezzo ai boschi.

Quarto episodio: siamo a metà stagione e finalmente si capisce che anche Geralt e Ciri/Cirilla/Fiona viaggiano su due linee temporali differenti. Era ora! Ma rimane ancora troppo legato al libro il tutto. C’è una spiegazione minima per chi si è avvicinato a questo mondo solo ora. Sono stata dieci minuti buoni a chiedermi: “Che caspita è questa legge della sorpresa?” prima che venisse spiegata e comunque sempre in maniera troppo labile. Per non parlare della madre di Ciri/Cirilla/Fiona che si alza in levitazione con il suo amato per buoni 3minuti cantilenando parole sconosciute, per essere fermata solamente da Geralt, ma solo dopo aver bevuto non si sa cosa da una fialetta, e non viene spiegato il perché. Yennefer nel frattempo ha dei ripensamenti sulla sua scelta. Li avrei evitati. Poteva essere un bel personaggio con un carattere forte ed invece si sta rivelando la solita protagonista femminile che non si accetta ed a cui vengono i dubbi sulle scelte che ha fatto.

Quinto episodio: la prima scena tra Yennefer ed il mago/negoziante non l’ho capita. Penso che dovesse far intendere che lei compra degli incantesimi per poter rimanere giovane, potevano spiegarla meglio. In teoria sono passati 10 anni dall’episodio che riguardava Geralt nella puntata precedente, ma anche qui sono andata a deduzione su una battuta di Ranuncolo perché altrimenti non è spiegato bene nemmeno questo. La scena dell’orgia durante il primo incontro tra Geralt e Yennefer non l’ho capita. Tutto quel nudo e soft porno messo a casaccio potevano risparmiarselo. Non sono una bacchettona, ma se ci deve essere del nudo che almeno abbia un senso e non messo tanto per attirare attenzione da curiosità morbosa. Anche perché poi, nella scena di sesso tra i protagonisti invece erano entrambi vestiti di tutto punto. Tra l’altro lei è rimasta con le t***e al vento per tre quarti dell’episodio e proprio durante la scena di sesso non si spoglia, mah… Lei comunque è sempre più antipatica. Nel discorso con la sua mentore poi è stata di un arrogante. No, decisamente il personaggio peggiore.

Sesto episodio: quando pensavo di aver capito le linee temporali ecco che qualcuno dice qualcosa e mi sconvolge di nuovo le idee. Quindi, ricapitolando: ora Geralt e Yennefer si trovano sulla stessa linea temporale mentre Ciri/Cirilla è nel futuro (rispetto a loro). Belli i draghi!!! Yennefer ha stufato con sta storia che vuole diventare mamma ma gli altri brutti e cattivi glielo hanno impedito. Le è sempre stato detto sin dalla prima lezione che la magia aveva un costo ed il tizio che le ha dato la bellezza l’aveva avvisata che le avrebbe tolto la facoltà di diventare madre ed a lei era andato bene. A casa mia si dice: “Chi è causa del suo mal pianga sé stesso” e “A ‘na certa stacce”. Grande Geralt che le ha detto che sarebbe stata una cattiva madre. Ranuncolo è abbastanza inutile. Sì, carine le sue battute, ma non indispensabili, non penso mi mancherà.

Settimo episodio: non ne posso più di sentir frignare Yennefer! E basta! Tra l’altro ora si lamenta pure che Tassia l’ha portata alla scuola per maghe. Certo. Invece era meglio rimanere a casa sua a dormire nel porcile e lavorare come una schiava per la sua stessa famiglia. Che poi è stata la sua stessa madre a venderla per 4 soldi. Tassia le ha dato una camera tutta sua, un letto vero, dei vestiti puliti, pasti regolari ed un’istruzione, però è quella brutta e cattiva. Vabbè… Nella fonte con le altre “anguille” la doveva mandare. L’incontro tra lei ed il suo primo amore è completamente inutile. Frangilla è completamente esaltata 😨

Ottavo episodio: nel complesso bello ed intrigante. Dispiace per tutti quei maghi morti. L’incontro tra Geralt e Ciri/Cirilla mi ha lasciata un po’ perplessa. Lei che gli corre incontro senza mai averlo visto prima e nemmeno sapere come è fatto, soprattutto dopo tutto quello che ha passato, mah. Lui che ci mette tipo due giorni ad arrivare da lei, con una guerra in mezzo, mentre lei per arrivare lì ci ha messo tipo una settimana od anche più. Altro mah.

Il finale aperto porta ad una seconda stagione.

Sì, mi piacerebbe vederla, ma sinceramente non sto in trepidazione perché ci sono molte cose che secondo me non sono state ben fatte. Prima di tutto le linee temporali. Le ho odiate. Avrei preferito una gestione diversa. Poi il protagonista in alcune puntate appare solo per 10 minuti, troppe cose date per scontate e quindi non spiegate a dovere. La storia di Geralt, di come sia diventato un Witcher, accennata solo nell’ultimo episodio e lasciata a metà. Avrei preferito più mostri, in fondo sarebbe il lavoro del protagonista, invece sono stati pi un contorno.

Varie:

Henry Cavill nelle vesti di Geralt non è male, tanto non parla più di un paio di battute e comunque neanche si riconosce tra parrucca e lenti a contatto, per non parlare del fatto che sta sca**ato per 3/4 del tempo. Buoni gli effetti speciali, ma nel 2019 penso sia il minimo. La ragazzina che interpreta Ciri/Cirilla/Fiona sembra un elfo, troppo carina. L’attrice che interpreta Yennefer sinceramente non mi sembra tutta sta gran bellezza di viso, bellissimi invece sono i suoi costumi.

Bella la sigla iniziale, con un simbolo diverso ad ogni episodio inerente alla trama della puntata. L’unica cosa è che non ho capito il simbolo di Ciri/Cirilla dato che si tratta di un passero, ma a lei la chiamano sempre cucciola di leonessa, mah…

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Bella la musica e le ambientazioni, ma credo che queste ultime siano in CGI.

Mchan

Spinning out

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Anno: 2020

Paese: Usa

Genere: drama, sportivo

Ideatore: Samantha Stratton

Stagioni: 1, 10 episodi, in corso forse

Cast: Kaya Scodelario, Willow Shields, Evan Roderick, David James Elliott, Sarah Wright Olsen, Svetlana Efremova, Amanda Zhou, Mitchell Edwards, January Jones, Will Kemp, Kaitlyn Leeb, Johnny Weir

Sono stata attratta da questa serie targata Netflix a causa dell’ambientazione perché il pattinaggio artistico mi è sempre piaciuto moltissimo, anche se non ho mai avuto la possibilità di praticarlo.

Avviso che commenterò episodio per episodio per cui ci saranno spoiler.

Ruoli e nomi (mi e vi semplicheranno la lettura):

Protagonista femminile: Kat

Madre protagonista femminile: Carol

Sorella protagonista femminile: Serena

Migliore amica protagonista femminile: Jenny

Amico protagonista femminile: Marcus

Protagonista maschile: Justin

Allenatrice protagonista maschile: Dasha

Allenatore sorella protagonista femminile: Mitch

Matrigna protagonista maschile: Mandy

Padre protagonista maschile: James

 

Il primo episodio è bello intrigante. Oltre al mondo del pattinaggio agonistico c’è’ anche la tematica del bipolarismo che è abbastanza inusuale. In più c’è tutto il conflitto tra madre e figlia che hanno la stessa malattia ma che la affrontano in modi differenti. E vengono presentati tutti i personaggi in maniera bilanciata.

Nel secondo la trama prosegue bene, anche se il fatto di svelare che i due protagonisti sono stati a letto insieme lo avrei lasciato ad un pochino più avanti perché viene già delineata la loro trama. Oddio, che i due siano destinati a finire insieme lo avevo intuito già dalla fine del primo episodio, però così è proprio scontato.

Il terzo ci svela un po’ del passato di lui. Che poi, sinceramente bastava la situazione di lei a creare drama, il fatto che la madre di Justin sia morta quando lui era un adolescente rende il tutto un po’ troppo pesante.

Perché di drammi ne abbiamo a iosa. La protagonista è bipolare come la madre e da promettente pattinatrice singola, dopo un incidente in pista ora è costretta a gareggiare in duo. In più la sua famiglia è povera, la madre è single ed ha avuto le figlie da due padri diversi che si sono eclissati e spesso e volentieri non prende le medicine. La migliore amica di lei, anch’essa pattinatrice, ha avuto una brutta lesione dalla quale fatica a guarire e che tiene nascosta a tutti. Il nuovo allenatore della sorella è ambiguo e lei, la sorella, è un’adolescente stupidina e messa su di un piedistallo dalla madre. Poi ci si mette anche il protagonista maschile con la madre morta e la sua propensione al suicidio. Preferivo rimanesse un ragazzo viziato dal padre ricco con una matrigna decente per una volta.

Quarto episodio ed ennesimo modus operandi: i due protagonisti hanno una discussione all’inizio e fanno pace alla fine. E’ successo per due episodi di fila. Ho paura che non ce ne libereremo fino alla fine. Unica nota positiva è che finalmente ci fanno vedere che i pattinatori non si allenano solamente sul ghiaccio, ma anche in palestra, alla sbarra ed a scuola di recitazione per l’interpretazione. E poi… Io adoro Marcus dalla primissima inquadratura praticamente, però detesto quando gli autori creano questi finti rivali per il protagonista maschile. Era meglio far rimanere il vecchio fidanzato che non creare questa possibile nuova fiamma solo per mezzo episodio.

Quinto e sesto: ho già detto che adoro la matrigna di Justin? La adoro! E lui invece la tratta sempre così male, poverina. Mitch alla fine non è poi così male, sembrava davvero pessimo all’inizio, speriamo non si riveli come di primo impatto nel finale. Finalmente Carol prende in mano la sua vita e ci fanno vedere un qualcosina del padre di Serena. In realtà ci fanno solamente vedere la sua fuga, che devo dire è stata pessima. Lasci una bimba (non contando Kat che comunque non era sua figlia) con una persona così instabile? E non ti fai più vivo per una decina di anni? E poi torni come se non fosse accaduto nulla? Mah… Mi è piaciuto anche il padre di Justin, il figlio un bel po’ meno. Caspita, dovrebbe avere più di una ventina d’anni e si comporta come se ne avesse 12. Che male c’è se il padre e la matrigna mettono al mondo un altro bambino? La madre è morta da anni e Mandy è giovane, ha tutto il diritto di volere un figlio suo dopo che comunque sta crescendo tre figli non suoi. Perché anche se lui cerca di tenerla a distanza lei si preoccupa per lui e cerca sempre di aiutarlo nel rapporto con il padre. Non appena ho visto la ragazza di colore ho subito capito che sarebbe stata il nuovo interesse amoroso di Marcus. Ma quanto è scontato? E poi quella sua battuta su Kat perché bianca è di un razzismo assurdo. Perché sì: anche le persone di colore possono essere razziste e lei lo è stata. Perché  Marcus non avrebbe potuto avere una ragazza bianca? E lui che si giustifica pure. Io l’avrei mandata a quel paese. Il litigio tra Kat e Jenny è leggermente tirato. Avrei capito se Jenny si fosse palesemente dichiarata innamorata o cotta per Justin con l’amica, ma non mi pare lo abbia mai fatto, quindi avercela con lei perché lo ha “conquistato” mi sembra esagerato. Che poi dicono di essere tanto amiche, ma le cose importanti non è che se le confessino molto.

Settimo: quanto non sopporto il padre di Serena. Sei stato via per dieci anni, ora torni e oltre a voler portare via la figlia dalla madre, si è ricordato alla buon’ora che Carol è mentalmente instabile, pretende di decidere cosa sia meglio per lei a livello sportivo. La battuta sul “Sono io suo padre e decido io cosa può mangiare o meno” è stata pessima. Mitch non è solo il nuovo ragazzo di Carol, ma anche l’allenatore di Serena e se dice che non può mangiare un determinato alimento così va fatto. Soprattutto se il giorno dopo ha una gara. Altrimenti nessun atleta avrebbe bisogno di un allenatore. La storia di Dasha è stata triste, ma avrei preferito l’avesse raccontata a Justin, non a Serena. Ok, che per la ragazza è stato un insegnamento molto profondo, ma mi sarebbe piaciuto di più che il suo rapporto con il ragazzo fosse più intimo che non semplice allenatrice/atleta. Anche il finale non mi è molto piaciuto. Lei si è sottoposta ad un intervento ed invece di raggiungerla in ospedale lui si limita ad un semplice messaggio in segreteria. Passando a Kat: che diamine le passa per la testa? Buttare le medicine nel water, perché??? A parte lo spreco, che bastava non prenderle punto, tanto non c’è nessuno che la controlla e deve far finta di averle ingerite, ma è prassi per film e telefilm un gesto del genere. Ma vogliamo parlare dell’incoerenza? Ha rotto le scatole alla madre per anni, hanno sempre litigato proprio per questo e fa la stessa identica cosa. No, non ci siamo. Infine Jenny: povera Jenny, certo che ha tirato un bel po’ la corda con il trascurare l’anca malconcia, ma cadere così è stato davvero tristissimo.

Ottavo: va bene che la serie è di genere drama, però qui ce ne è davvero troppo! Soprattutto in questo episodio. Che Jenny non sarebbe potuta tornare a pattinare lo avevamo capito e ci sta anche tutto il suo risentimento e la sua rabbia, però il discorso che ha fatto anche no. Lei dice che ha rinunciato al college e non ha prospettive di lavoro. Però ha solamente vent’anni quindi potrebbe benissimo iscriversi all’università e comunque la famiglia ha il negozio di articoli sportivi quindi non è propriamente senza alcuna prospettiva. Nel tutto si aggiunge il fratello che è gay e sicuramente non lo ha ancora detto alla famiglia poiché profondamente religiosa.

Per la quota LGBT+ c’erano già il migliore amico di Justin e quello di Marcus, un altro mi sembra eccessivo, oltrettutto un altro ragazzo, fosse stata una ragazza lo avrei pure capito di più. Il padre di Serena si dimostra per quello che è sempre stato: un tipo inaffidabile e la abbandona di nuovo. A Mandy si rompono le acque prematuramente e le viene praticato un parto cesareo, la piccola è viva, ma naturalmente necessita di molte cure neonatali. I flashback di Marcus sono tremendi. Ma come può una persona pensare di chiamare la polizia solo perché vede una coppia di colore con bimbo al seguito davanti ad una casa? Dolcis in fundus: Kat è completamente impazzita perché non prende le medicine. E l’unica che si è accorta che c’era qualcosa che non andava è stata Alana, la nuova ragazza di Marcus. Ok, che ha detto di avere un cugino bipolare, però mi sembra assurdo che sia Marcus che Justin che la conoscono da tempo non si siano minimamente accorti che qualcosa non andava. Magari non arrivare alla conclusione che sia bipolare, ma che avesse assunto qualche droga sì. Dasha ha salvato l’episodio con il suo “rapimento” del fattorino.

Nono: posso non capire perché Kat non può dire alle persone a lei più vicine che ha il bipolarismo? Soprattutto dopo il crollo dell’episodio precedente? E posso non capire perché Marcus, poverino, non poteva inventarsi una bugia con il coach? Non serviva dirgli della malattia di Kat bastava inventarsi che la ragazza aveva bevuto o si era drogata e lui per aiutarla era finito nei pasticci. Tanto semplice. Invece, no. Bisogna essere super orgogliosi e venire espulsi dalla squadra di sci e così veder svanire tutto. Certo… Meno male che alla fine è rinsavito. E pure Kat, meno male che ha aggiustato tutto dato che aveva creato un bel casino. Il dottore pervertito… Che dire? Ne avremmo fatto volentieri a meno, aggiungiamo altro drama dato che ce ne è così poco, no? Tra l’altro è una cosa campata in aria dato che fino alla settimana prima Serena usciva con Drew, il fratello di Justin, mah… Continuo ad adorare Mandy! 💕

Decimo ed ultimo: le trame di tutti si risolvono più o meno bene, per cui anche se non dovesse essere rinnovata per una seconda stagione non c’è poi molto in sospeso. Avrei fatto a meno dell’ulteriore aggravamento della salute della neonata, di cui si preoccupa solo Mandy tra l’altro. Gli altri familiari sono tutti alla pista di pattinaggio. Mi dispiace moltissimo per Mitch che alla fine si è rivelato una brava persona. Kat poteva fare a meno di incolparlo per nulla, tra l’altro senza prove, avrebbe dovuto aspettare la risposta all’altro lato del numero sconosciuto e non partire in quarta contro quel poveretto. Jenny, non ho capito la reazione finale. Si erano chiarite con Kat, aveva compreso la situazione e poi non le crede e le rinfaccia di essere malata. Mah… Finale happy ending per i due protagonisti, ma lo avevo predetto dal primo episodio per cui niente di eclatante per quanto mi riguarda. Quei flash sul futuro (di Carol e Dasha) dell’ultima scena non li ho capiti. E ne avrei fatto volentieri a meno.

 

Varie:

La sigla è troppo lunga, sfiora i 2minuti, ed è tremendamente lenta e noiosa. Sempre le stesse immagini. Se uno volesse vedere gli episodi uno dopo l’altro è quasi un’agonia. Io non la reggo per due episodi alla volta, figuriamoci.

Le mamme sulle tribune mi hanno ricordato quelle di quella serie pseudo reality Dance’s Moms, pettegole e senza un tubo da fare. Oltre a delle vere vipere.

Mi piacciono i flashback, riescono a spiegare meglio i caratteri dei personaggi senza lunghi discorsi tirati fuori dal nulla.

Finalmente un prodotto ambientato in montagna, in pieno inverno, dove i personaggi indossano abiti pesanti, cappotti imbottiti, guanti, sciarpe e cappelli. Che di questi tempi non è poi così scontato. Ho visto film ambientati negli stessi posti in cui i protagonisti se ne andavano in giro senza giaccone o con abiti scollati mentre intorno c’era la neve. Ho avuto i brividi solo a guardarli.

Ed a proposito di abiti: il costume bordeaux di Kat (quello del tango) non è male, anche se è la copia spudorata di quello di una coppia reale di pattinatori sul ghiaccio (i canadesi Tessa Virtue & Scott Moir), quello blu invece non mi è piaciuto affatto, soprattutto lo scollo, mentre ho adorato entrambi i costumi che Jenny ha usato per le sue performances.

La cosa che mi ha fatto storcere il naso è stato il fatto che la famiglia della protagonista non avesse nessun controllo da parte dei servizi sociali, per esempio. La madre spesso e volentieri non prendeva le medicine, cambiava di continuo lavoro, sempre per la questione che non si curava e le hanno lasciato comunque l’affido della figlia minorenne. Mah…

Dasha, o meglio il nome che ha dato al suo gatto è stato mitico.

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Che poi quel gatto è davvero un piccolo bastardello dato che vuole il letto tutto per sé.

Ogni tanto si perdono nei dettagli, come con la scelta dell’attrice per quando Kat è piccola. Possibile che nessuno si sia accorto che la ragazzina ha gli occhi marroni mentre Kaya Scodelario li ha celesti???

Alcune trame sono state introdotte e poi lasciate nel nulla, come quella del fratello di Jenny o della madre del miglior amico di Marcus.

In molti si sono lamentati del fatto che non ci hanno fatto vedere l’esibizione finale, ma a me non è che sia importato più di tanto. Anche perché sarebbe stata la stessa che avevano eseguito un paio di episodi prima come lo è stata quella del programma breve che invece hanno fatto vedere.  

Il mio personaggio preferito è Dasha, perché ha avuto sia momenti drama che battute adorabilmente simpatiche, ma mi è piaciuta moltissimo anche Mandy, una matrigna dolce e premurosa che non si vede spesso sullo schermo.

Mchan