Only Murders in the Building

Anno: 2021 in corso

Paese: Usa

Episodi: 10, 1 stagione

Genere: giallo, commedia

Ideatori: John Hoffman & Steve Martin

Cast: Steve Martin, Martin Short, Selena Gomez, Aaron Dominguez, Amy Ryan, Sting (guest)

Trama: in una palazzina di New York viene ritrovato un cadavere dopo un finto allarme anti incendio. La vittima pare essersi suicidata, ma tre condomini non sono d’accordo poiché lo hanno incontrato solo poco prima in ascensore. Questo improbabile trio deciderà di seguire le indagini per conto proprio e mettere su un podcast sul caso.

Gli episodi sono brevi, una trentina di minuti l’uno, e molto scorrevoli. Ad ogni finale di puntata c’è un cliffhanger che ti fa venir voglia di vedere subito la prossima. La trama scorre e tutti i pezzi vengono poi incastrati pian piano fino al gran finale.

I tre protagonisti sono simpatici e ben affiatati. Steve Martin è sempre una garanzia di comicità ed anche Selena Gomez è nel personaggio, il terzo non mi pare di averlo mai visto, ma si amalgama bene con Steve dando vita a dei siparietti spassosi anche in pieno drama. Ecco, sono proprio le battute spiritose a rendere più leggera la trama ed a non renderlo il solito giallo.

Esilarante la scena dell’ascensore nell’ultimo episodio.

Apparizione guest di Sting che diventerà un improbabile indiziato. Molto autoironico.

Ci sarà una seconda stagione poiché c’è’ un cliffhanger finale, ma se rimane sugli stessi binari della prima andrà benone.

Mchan

Perfect by Cecelia Ahern

Seconda di copertina:

“Celestine è in fuga. Fino a poche settimane fa era una delle ragazze più in vista della città: aveva una famiglia che la amava, un fidanzato meraviglioso ed un destino invidiabile. Ora la sua esistenza si è trasformata in un interminabile incubo. La sua vita dorata non esiste più.

Celestine è finita in cima alla lista dei ricercati della Gilda. E’ il nemico Numero Uno. Lei infatti è l’unica a possedere le prove che potrebbero distruggere per sempre il sistema che stabilisce chi è perfetto e chi Fallato. Chi merita un futuro e chi no. Perfino il giudice Crevan, capo del tribunale che l’ha condannata, è al suo inseguimento. L’uomo crede di poter facilmente mettere alle strette una come Celestine, una ragazza che ha perso tutto: famiglia, fidanzato, amici. Ma si sbaglia. Il tenebroso Carrick non l’ha abbandonata ed anzi è più determinato che mai a sostenerla, qualunque sia la scelta di Celestine.

Perché adesso a decidere sarà lei.

Scappare e mettersi in salvo, o rischiare tutto, tornare nella tana del leone e demolire il sistema dall’interno?”

Quarta di copertina:

“Dopo tutto quello che mi è successo forse dovrei essere diversa. Ma quando la Gilda ti marchia, non ti cambia come persona: cambia solo la percezione che gli altri hanno di te”

“Provocatorio ed intenso. Un romanzo potente, che esplora la perfezione in ogni suo crudele aspetto”

Quote:

“C’è la persona che pensi dovresti essere, e poi c’è quella che sei veramente. Io ho perso la cognizione di entrambe”

“Forse i combattenti più tenaci sono proprio quelli che sanno nutrire perché sono legati a qualcosa che è nel profondo del loro essere, qualcosa per cui lottare, qualcosa che vale la pena salvare”

“Per costruire un’amicizia a volte serve una vita intera, ma per farsi un nemico basta un secondo”

“Una cosa è sapere che i Fallati sono marchiati e devono vivere da cittadini di serie B, un’altra è doverli guardare mentre esibiscono i segni cicatrizzati di queste punizioni. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. E’ facile vivere tranquillamente la propria vita se non ti sbattono in faccia la dura realtà delle cose”

“Ma per una volta non voglio fare progetti. Non voglio avere aspettative, voglio solo affrontare le cose un passo alla volta, e lasciare i balzi ed i salti per quando sarà necessario. Voglio godermi il sole sulla pelle, il vento sul viso, il tocco delle mani di Carrick sul corpo, il suono delle voci dei miei familiari, i loro gesti affettuosi, ed il valore e la lealtà dei miei nuovi amici. Sono cose semplici, diranno alcuni, ma dipende da dove vivi e da quali sono le leggi a cui devi sottostare, perché ottenere tutto questo non è stato affatto facile per nessuno di noi”

“C’è LA PERSONA che pensi dovresti essere, e poi c’è quella che sei veramente. Io non so bene chi dovrei essere, ma adesso so chi sono veramente.

E posso dire che questo è un modo perfetto per ricominciare”

Come già preannunciato nello scorso post questo secondo ed ultimo capitolo della saga dei Fallati è più ricco di azione. Ma è comunque un altro pugno nello stomaco, specialmente nella seconda parte.

Celestine, la protagonista, prende più sicurezza di sé e finalmente riesce ad essere un passo avanti a chi la vuole eliminare dalla faccia della terra ed a chi prova a prendersi gioco di lei.

Cresce sotto molti punti di vista.

Anche in questo caso la storia è raccontata in prima persona per cui si segue solo il punto di vista e le vicende della protagonista, ma a differenza del primo libro non l’ho trovato disturbante, anzi. Non è stato male scoprire ciò che avevano fatto gli altri quando lo è venuto a sapere lei poiché ha tenuto alta la suspence. Se lei non si fidava di qualcuno anche il lettore non si fidava del tutto poiché proprio come la protagonista non poteva sapere cosa stesse facendo o pensando quel personaggio.

Il finale è un happy ending, ma di questi tempi è bello leggere qualcosa che finisce bene nonostante le premesse anche se è troppo happy ending su tutta la linea quindi risulta abbastanza irreale.

Per quanto riguarda una possibile trasposizione cinematografica non ho trovato altre news, però penso che si potrebbe tranquillamente fare un film unico dato che è decisamente molto più interessante e dinamico il secondo libro.   

Mchan

Flawed by Cecelia Ahern

Seconda di copertina:

“In un futuro non molto lontano, il giudice Crevan è a capo della Gilda, uno speciale tribunale con il compito di condurre una spietata crociata contro l’immoralità. E’ lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a fuoco con una F sulla pelle e da allontanare dalla società civile.

Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche la fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan.

Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D’un tratto, ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più, perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di soccorrere il pover’uomo e quel gesto si ripercuote su di lei con conseguenze drammatiche.

Allontanata dalla famiglia, arrestata ed umiliata, la ragazza viene trascinata in tribunale davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna ad essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un ragazzo misterioso ed affascinante: l’unico amico su cui d’ora in poi Celestine potrà contare”

Quarta di copertina:

“Eravamo solo noi due, in cima al mondo addormentato. Noi due invincibili, intoccabili. E’ stato il momento “più” perfetto della mia vita.

E’ stato l’ultimo momento perfetto della mia vita”

“Flawed è uno dei migliori romanzi distopici in circolazione. E’ reale e potente” The Guardian

“Una lettura IMPERDIBILE per tutti gli appassionati di young adult” Voya

Quote:

“FALLATO: difettoso, danneggiato, imperfetto, deturpato, guasto, malsano, fragile, carente, incompleto, invalido; (relativo a persona) che è incline alle debolezze”

“Sono una ragazza che crede nelle definizioni, nella logica, nel bianco e nero.

Tenetelo bene a mente”

“Mai fidarsi di chi, senza essere stato invitato a farlo, si siede a capotavola in casa altrui”

“Non mi interessavano molto i romanzi, prima. Preferivo la vita reale. La matematica. Le soluzioni. Le cose che hanno un effetto concreto sulla vita. Ma ora capisco perché tante persone leggono, perché amano perdersi nelle storie altrui. A volte una frase mi colpisce, mi fulmina, perché descrive una sensazione, un sentimento che ho provato ma non ho mai espresso ad alta voce. Vorrei entrare nelle pagine e dire ai personaggi che li capisco, che non sono soli, che io non sono sola, e che va bene provare quello che provano”

“Ho capito che le persone non sono crudeli. O comunque non tutte le persone (…). Le persone hanno semplicemente un forte istinto di conservazione. E se una cosa non li riguarda da vicino, non si lasciano coinvolgere più di tanto”

“Alla gente piace prendere le difese dei più deboli, ma non quando le cose si fanno più pericolose”

Ci ho messo un bel po’ per finire questo libro perché è stato davvero come un pugno nello stomaco.

Così attuale, così vicino a ciò che penso e sono.

Cecelia si riconferma una scrittrice che sa parlare al cuore delle persone, od almeno al mio di sicuro.

Nei ringraziamenti dice che lo ha scritto di getto, in sole sei settimane, ma ci ha davvero messo tutto ciò che poteva. C’è una giovane ragazza con i suoi sogni ed il suo futuro a portata di mano che dall’oggi al domani perde letteralmente tutto. C’è la sua famiglia che nonostante tutto le sta accanto. Ci sono gli amici, od almeno coloro che riteneva tali, che le si rivoltano contro. Tutta la società le va contro e solo perché ha mostrato un po’ di empatia verso la persona sbagliata. Ma sbagliata perché e per chi? Nel leggere qual’era la punizione riservata a queste persone ritenute difettose poiché hanno commesso un errore di giudizio ho sempre pensato che fosse esagerata, che nemmeno ad un omicida si riservava tanto ed ad un certo punto lo dicono anche nel libro in una conversazione tra appunto fallati. Eppure tutta la società lo accetta. Dimenticando anche, e soprattutto, che potrebbe accadere a chiunque, perché nessuno è perfetto. E la cosa ancora più assurda è che quella stessa società tratta queste persone marchiate come se non fossero più persone. Ci sono delle regole molto rigide, da dover osservare non solo in società, ma anche in casa propria.

Come in ogni romanzo distopico si esagera, ma in finale il messaggio è preciso: tanto potere in mano di una sola persona (od una manciata di individui) non è mai sano.

L’unica pecca per quanto mi riguarda è la narrazione in prima persona. In questo modo sappiamo perfettamente cosa pensa e prova la protagonista, ma molto poco di tutti gli altri. Ed addirittura di alcuni non sappiamo praticamente nulla perché lei non li incontra per lunghissimi periodi di tempo.

Il mio personaggio preferito è il nonnino. Il primo della famiglia ad aver capito il vero carattere del giudice Crevan ed ad avergli tenuto testa.  

Quello che non ho capito è la sorella minore Juniper.

Il personaggio che non mi è piaciuto affatto è Art. Oltre, naturalmente, a suo padre: il giudice Crevan.

Nella seconda di copertina c’era scritto che la Warner Bros. ne aveva comprato i diritti per girarne un film, ma al momento non ci sono altre informazioni al riguardo. Sinceramente non mi dispiacerebbe e non sarebbe nemmeno troppo difficile da produrre dato che è ambientato in un mondo praticamente identico al nostro se non per queste regole. Non è un futuro fantascientifico con tecnologie avanzate e si svolge quasi tutto in due, massimo tre location.

Naturalmente c’è un seguito poiché il finale è aperto. Lo sto leggendo ed al momento c’è molta più azione.

Magari prossimamente ve ne parlerò.

Mchan

Encanto

Anno: 2021

Paese: Usa

Genere: animazione, musicale, fantastico

Regia: Byron Howard e Jared Bush e Charise Castro-Smith

Trama: Colombia. Tutti i membri della famiglia Madrigal possiedono un talento tranne Mirabel che un giorno scoprirà un qualcosa di sinistro: crepe in tutta la loro casita magica, ma non verrà creduta da nessuno. Comincerà ad investigare sulla questione da sola.

Credo di essere una delle poche persone a cui non sia piaciuto poi così tanto.

Belli i colori, i dettagli, l’atmosfera, ma il resto è un grande MEH!

Le parole delle canzoni non si capivano proprio tutte e sinceramente non me ne è rimasta in testa nemmeno una. Anzi, a poche ore dalla visione faccio fatica a ricordare anche solo un accenno. La più osannata e riportata ovunque “Non si parla di Bruno” l’ho trovata davvero sconclusionata. Il tema dell’inizio era appunto il motivo per cui non si dovesse nemmeno nominare il povero zio Bruno, ma nel finale si è passati a cantare dell’arrivo del corteggiatore di Isabella. Mah.

Poi non si doveva nemmeno nominare, ma pare che l’unica che non sappia nulla sul conto dello zio rinnegato sia solamente la protagonista. Eppure più tardi spiegheranno che fu “esiliato” quando lei era abbastanza grande da poterlo ricordare.

Molte idee, ma anche tanto confuse.

E’ un film rivolto ai bambini, ma le cose fondamentali sono scritte tra le righe. Un po’ troppo difficile da poter essere comprese anche da loro senza la spiegazione degli adulti.

Il motivo per cui la protagonista non ha nessun talento rimane ignoto.

Il finale è troppo frettoloso. Va bene non avere un vero e concreto cattivo, ma risolvere tutto a tarallucci e vino in meno di 5minuti è troppo mediocre e da un colosso come la Disney mi aspetto di più.

Altra cosa che non ho capito sono i talenti (che poi dovrebbero essere “doni”, ma vabbhè…).

Dovrebbero aiutare la popolazione del villaggio, ma alcuni sono davvero inutili. Tipo quello della cugina Dolores. Che senso ha poter sentire i sussurri di tutti? Sul serio? Impicciarsi dei fatti altrui sarebbe utilissimo? Tralasciamo poi il fatto che le abbiano fatto avere una cotta per lo spasimante della cugina che non ha portato a nulla in fatto di trama, minuti sprecati.

Anche quello del fratello Camilo è senza senso. Oltre ad essere, per me, fastidiosissimo vederlo cambiare identità così a casaccio di continuo. Non credo diverta nemmeno i bambini.
Quello della zia Pepa (controllo meteo) sarebbe utile se non dipendesse dal suo umore. Praticamente se è perennemente felice rischiano tutti di morire per siccità. Mah…  

Altro particolare per me disturbante: i tre figli di Abuela sono gemelli, ma una di loro è roscia e nessuno dei due genitori lo è. Mah.

Quindi per me non è sicuramente il film del secolo od addirittura il più bello della Disney in assoluto come ho letto in giro.

Mchan

The Big Leap

Anno: 2021 in corso

Paese: Usa

Episodi: 11, 1 stagione

Genere: drammatico, musicale

Ideatore: Liz Heldens

Soggetto: Big Ballet, reality britannico

Cast: Scott Foley, Piper Perabo, Simone Recasner, Ser’Darius Blain, Jon Rudnitsky, Raymond Cham Jr., Mallory Jansen, Kevin Daniels, Anna Grace Barlow, Adam Kaplan, Teri Polo

Trama: una decina di persone dalle vite più disparate si ritrovano a partecipare ad un reality sulla danza. Quasi tutti non sono ballerini professionisti e molti di loro sono stati scelti soprattutto per le loro storie personali da un produttore abbastanza senza scrupoli.

Inizio buono. Personaggi principali ben delineati e presentati. Forse potevano spiegare un po’ meglio il concept del reality che è abbastanza vago, come l’ingresso del resto dei partecipanti che sono solo poco più di comparse e che sono apparsi un po’ dal nulla. Tuttavia la trama è leggera, ma allo stesso tempo interessante e nonostante i protagonisti siano parecchi si riesce a seguire la storia di ognuno di loro abbastanza bene.

In molti hanno paragonato questa serie a quella di Unreal, ma oltre al concetto di raccontare il retroscena di un reality show non hanno nient’altro in comune. A parte che qui si vedono anche le famiglie e gli amici dei protagonisti e di conseguenza le loro interazioni, ma c’è’ anche molto meno cinismo. Il produttore, pur facendo il suo lavoro scrupolosamente, non è poi così sadico come nell’altro show e soprattutto ha “problemi” più comuni (flop show precedente, divorzio). In generale tutti i protagonisti sono più “umani”.  

C’è un po’ troppo drama amoroso negli under 30, più che altro è roba vista e rivista, invece le storie degli over 30 sono più godibili.

Il mio personaggio preferito è Mike. Lui ed i suoi amici sono davvero scritti bene, reali, con pregi e difetti, ma li ho trovati molto veri.

Di conseguenza la mia coppia preferita è quella formata da lui e Paula. C’è un bel misto di romanticismo e divertimento, niente di troppo smielato od inverosimile, potrebbero sul serio essere i vicini di casa di chiunque. Unica pecca: alla fine mi hanno fatto versare litri di lacrime…

Ripeto: peccato che nelle storie degli under 30 si è voluto puntare al drama più banale e pieno di cliché. Ed anche abbastanza ripetitivo.

La seconda stagione pare che si farà, ma sinceramente non ne sono contenta perché è stata perfetta così, un seguito rovinerebbe tutto anche perché cosa potrebbero raccontare di nuovo? Incentreranno tutto su altri concorrenti di una seconda stagione del reality? Ma che dinamiche diverse potrebbero raccontare? E poi da ciò che fanno capire nell’ultimo episodio arriverà di sicuro altro drama per gli under 30, prevedibilissimo e noiosissimo.

Mchan

My lovely movie 3

Famiglia all’improvviso

Anno: 2016

Paese: Uk/Francia

Genere: commedia, drammatico

Regia: Hugo Gélin

Cast: Omar Sy, Gloria Colston, Clmence Posy, Antoine Bertrand

Trama: Sam è uno scapolone che si gode la vita nel sud della Francia. Un giorno si presenta da lui una sua ex avventura che gli lascia una bimba di pochi mesi dicendo che è il padre. Lui la raggiunge a Londra, dove abita, ma non la trova. Rimane nella città inventandosi stuntman e cresce la bimba per ben 8 anni prima che la madre torni a riprendersela.

Io adoro Omar Sy perché come sa essere lui, passatemi il termine, “cazzaro” credo solo l’Eddie Murphy dei primi tempi, ma qui si è davvero superato. Perché sì, inizia sulla linea della leggerezza con lui donnaiolo ed abbastanza irresponsabile che si ritrova con una neonata, da solo in una terra straniera (dalla Francia a Londra, lui che non spiccica una parola di inglese), ma poi diventa sempre più drammatico con questa bimba che a volte sembra più responsabile di lui fino all’arrivo della madre biologica che dopo 8 anni in giro a ritrovare sè stessa si ricorda di avere una bimba e la rivuole indietro mettendo in campo la più atroce delle rivelazioni. Ma questo padre un po’ pazzerello ama davvero molto la sua figlioletta, nonostante tutto, e sarà proprio questo grande amore incondizionato il bello di tutto il film.

Non voglio spoilerare nulla, ma è davvero un bell’esempio di amore tra genitori e figli.

E nel finale piangerete. Anche perché nulla sarà come appare.

Mchan  

My lovely trip

Questa è stata la cosa più dolce che ho visto:

Ben Jackson, un allevatore australiano, quest’estate ha perso sua zia, una persona a cui teneva moltissimo. Purtroppo a causa delle restrizioni anti Covid non ha potuto presenziare al suo funerale così ha disposto a forma di cuore del mangime per pecore in un campo e le ha lasciate libere di pascolare. La visione dall’alto è tenerissima ed è quello che lui aveva progettato affinché la sua amata zia potesse vederlo dalle nuvole.

Mchan

My lovely movie 2

Anno: 2017

Paese: Uk/Usa

Genere: biografico, drammatico, sentimentale

Regia: Andy Serkis

Cast: Andrew Garfield, Claire Foy, Tom Hollander, Hugh Bonneville, Ed Speleers, Dean-Charles Chapman, Stephen Mangan, Jonathan Hyde, Ben Lloyd-Hughes

Trama: storia vera di Robin & Diane Cavendish.

Inghilterra 1960 circa. Lui a soli 28 anni si ammala di poliomielite rimanendo paralizzato dal collo in giù. I due sono appena sposati e lei è alla fine della prima gravidanza. I medici gli danno solamente tre mesi di vita, ma lui decide di combattere e di uscire dalla clinica (a quei tempi gli afflitti da questa malattia dovevano rimanere confinati nelle case di cura) per poi diventare attivista dei diritti dei disabili e “cavia” di alcuni dispositivi per favorire l’autonomia delle persone paralizzate come la sedia a rotelle con respiratore incorporato. La moglie gli starà accanto per tutta la vita.

L’Amore quello con la A maiuscola. Diane poteva scegliere di proseguire la sua giovane vita senza troppi problemi lontano da un neo marito che avrebbe sempre avuto bisogno di cure costanti, costose e continue. Invece è rimasta. E’ rimasta accanto ad un uomo malato, sofferente, ma sempre ottimista verso il futuro sia proprio che dell’intera categoria di persone costrette ad essere attaccate notte e giorno ad un respiratore artificiale. In un’epoca in cui la tecnologia non era così avanzata come oggi, infatti la maggior parte degli apparecchi li hanno inventati apposta per lui, ed anche il concetto di disabile non era accettato dalla società, si tenevano nascosti in strutture apposite. Ma lui è sopravvissuto oltre quei 3 miseri mesi di vita che i medici gli avevano predetto. E’ riuscito a cambiare un po’ la vita di tutti coloro che versavano nelle sue stesse condizioni ed ha visto il figlio crescere. E’ morto nel 1994, più di 35 anni dopo la previsione dei medici ed ha vissuto la vita fino in fondo, quindi questo non è solamente un film sull’amore tra due persone o tra padre e figlio, ma anche per la vita stessa vissuta al meglio possibile.

E sì, verserete un bel po’ di lacrime.

Mchan