Motherland – Fort Salem

Anno: 2020 in corso

Episodi: 10, 1 stagione  

Paese: Usa

Genere: fantasy, drammatico

Ideatore: Eliot Laurence

Cast: Taylor Hickson, Ashley Nicole Williams, Jessica Sutton, Amalia Holm, Demetria McKinney, Lyne Reneé

Trama: in un mondo alternativo le streghe di Salem hanno siglato un accordo con i loro persecutori e così hanno formato un esercito volto a proteggere la nazione dagli attacchi stranieri. Le tre protagoniste sono le nuove reclute dell’Accademia di Salem.

Innanzitutto grazie a Kasabake per averla consigliata.

Vi linko il post in cui ne parla:

https://comecerchinellacqua.wordpress.com/2020/12/12/good-vision-from-kasabake-le-streghe-patriote-degli-accordi-di-salem/

Di seguito le mie considerazioni generali.

Più sotto quelle episodio per episodio. Così evito di spoilerare praticamente tutto.

Abigail, Tally, Scylla, Raelle

Raelle si comporta da bambina viziata. Insopportabile. Se non voleva entrare nell’istituzione che ha ucciso sua madre poteva benissimo non rispondere alla chiamata. Per non parlare di tutta quella scena perché la sua fidanzatina non è stata invitata al matrimonio. Già lei è praticamente un più uno che non ha mai visto gli sposi nemmeno in cartolina, dovevano per forza portare anche un’altra tizia? Mica è una festa tra adolescenti e/o universitari. Tra l’altro lei a Scylla la vede tutti i santi giorni all’accademia. Capisco che dovevano trovare un escamotage per farla partecipare all’evento, ma l’ho trovato puerile.

La mia preferita, almeno fino agli ultimi due episodi, è stata Tally, perché è dolcissima, ma anche un po’ ingenua e tuttavia molto forte.

Abigail mi fa un po’ compassione, con tutto il peso della sua ingombrante famiglia da sopportare, per non parlare della madre rompiballe e sempre insoddisfatta. Comunque trovo alquanto strano che con tutta la fissazione per la dinastia la madre abbia avuto una sola figlia. Tuttavia rimane il personaggio più fedele a sé stesso nonostante una crescita evidente.

Scylla la prenderei a schiaffi una frase sì e l’altra pure. E’ di una indisponenza più unica che rara. E va bene che avrà un background significativo, ma non è una scusante per la sua affiliazione ad una cellula terroristica che uccide persone innocenti.

Apro una parentesi su di un argomento che noto sempre di più ultimamente: giustificare il villain di turno per via di una ship. Io lo trovo assurdo. Sarò troppo fiscale io, ma se una persona  ha fatto del male, specialmente ucciso innocenti, non ci sono santi, deve pagare, chissene se ama una persona. Anche i serial killer ed i terroristi hanno una famiglia o dei compagni di vita che amano, ma pur sempre degli assassini rimangono. Ed ancora chissene se si tratta di una serie tv. Io “giudico” i comportamenti di un personaggio su ciò che provo e credo nella vita reale. Non faccio due pesi e due misure solo perché è finzione. Tra l’altro questa serie ha come tematiche delle situazioni abbastanza reali: parla di femminismo, di terrorismo, c’è un parallelo con i nostri giorni davvero impossibile da non notare.

La questione del battaglione formato da 3 persone ricorda un pochino Charmed con il suo Potere del Trio. Che poi vale solo per l’accademia perché non si capisce se le streghe più anziane stiano ancora in quell’assetto e se così fosse la madre di Raelle dovrebbe aver avuto delle compagne di battaglia alle quali la figlia potrebbe porre domande. Ed anche Scylla non si è capito perché ha la stanza singola.

Avrei preferito ci fossero anche delle “lezioni” di teoria e non solo allenamento perché così magari avremmo potuto apprendere qualcosa di più del mondo delle streghe, invece loro agiscono come se tutti sappiano tutto e l’ho trovato un po’ stressante. Tipo che ci ho impiegato quasi 3 episodi a capire che i poteri derivano esclusivamente dai loro canti, che è anche alquanto limitante, ma vabbhè… Tra l’altro hanno solamente una manciata di poteri: il canto che genera delle raffiche di vento, il blocco delle serrature, la guarigione e il poter volare grazie alla Salva però. Ed anche le storie delle vecchie battaglie sono raccontate un po’ a casaccio.

E poi non ho capito se esistono altre streghe al di fuori di loro americane. Mi pare nel 3° episodio fanno cenno ad un gruppo in Est Europa, però poi parlano di missioni in giro per il mondo, boh…

Le streghe/linfa vitale del Generale sono alquanto inquietanti.

Fotografia stupenda. Sigla interessante ed accattivante.

La linea temporale è confusa. Non si capisce bene da quanto tempo stiano al campo, quindi molte situazioni e reazioni risultano strane.

L’avviso con il numero tipo Telefono Amico per i suicidi è una buona iniziativa. Non è molto inerente pperché tutti i suicidi avvengono per induzione non controllabile dal povero malcapitato, però è buono che comunque venga pubblicizzato in un prodotto televisivo rivolto ad un pubblico molto giovane.

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Ed ora i dettagli:

Il primo episodio è molto lento per i miei gusti. Però c’è una buona descrizione delle 3 protagoniste ed è abbastanza intrigante.

Il secondo è praticamente un continuo. Che Scylla avesse dei doppi fini lo avevo intuito dal primo momento in cui l’ho vista, però non si sa bene lo scopo finale del suo avvicinamento a Raelle quindi si crea suspance.

Nel terzo arrivano i maschi e la cosa mi ha fatto un po’ storcere il naso dato che era partita come una serie tutta al femminile, con ragazze forti, indipendenti e “salvatrici”, ma con il loro arrivo ci spiegano che sono loro ad incrementare i poteri delle streghe grazie all’attrazione sessuale. Cosa abbastanza incoerente dato che hanno incluso addirittura come protagonista una lesbica. E poi non mi è piaciuto il messaggio lasciato passare che le donne hanno comunque bisogno degli uomini e non solo per forgiare le armi, ma proprio per aumentare il loro potere. Era partita molto bene, ma in questo caso ha fatto uno scivolone bello e buono.

Quarto: la scena del ballo è stata di un cringe assurdo. Ma poi la capa dice a Tally che ballando sscoprirà cosa davvero desidera ed infatti finisce col tizio. Che io avrei mollato lì dopo averlo visto flirtare con un’altra ad un evento dove partecipavano tutti dopo addirittura che si era quasi dichiarato per me, ma vabbhè… Comunque alla fine Raelle conclude la danza con un ragazzo e non è nemmeno il tizio gay, quindi?

Del quinto mi è piaciuto il rito del matrimonio, tranne la parte iniziale che sembrava una marcia militare, ma la parte orale è stata bella. Anche interessante che duri solo 5 anni. Avrei voluto sapere perché. La morte della sposa era abbastanza prevedibile, almeno per me, tutta quella scena sul rimanere da sola puzzava alquanto. Ed infatti… Mi sa che vedo troppi gialli/thriller.

Sesto: ma il marchio che hanno le streghe non è uguale per tutte? A me è sembrato che quello di Tally fosse identico a quello di Abigail, per cui ora perché la madre di quest’ultima se ne esce che ogni stirpe ha il proprio? Il simil fungo è alquanto inquietante. Ah, ed avevo anche capito che Scylla non era morta, ma l’avevano fatta prigioniera. Dopo la rivelazione di Tally era il minimo.

Settimo: io non ce la faccio più del teen drama. Avrei preso Raelle a sberle. Non voleva entrare nell’esercito, ma ha risposto alla chiamata, poi voleva andare subito in battaglia per praticamente suicidarsi e non si fida mai di nessuno. Se vuole può benissimo andarsene che sta diventando una palla al piede per le sue compagne di brigata alle quali non porta il minimo rispetto. Mi piace il fratello della bimba malata ed il rapporto che sta instaurando con Abigail, sembra stia scalfendo la sua corazza emotiva. Come nell’episodio precedente aveva fatto la tipa che la madre aveva messo a sua guardia del corpo che però è sparita. La bimba invece è inquietante, spero sia la “malattia” a farla agire così. Scylla non meriterà la tortura, nessuno merita di essere torturato fisicamente e psicologicamente, ma santarellina non è per nulla.

Ottavo: finalmente Tally rivela a Raelle cosa ha scoperto, anzi è proprio quest’ultima a leggerlo nei suoi pensieri e che fa? Le dà della bugiarda invidiosa. Certo, continuiamo a credere ad una che non si è mai aperta con te veramente invece che alla tua collega di brigata che metterà la sua vita nelle tue mani in battaglia. Poi Tally, potevo capire se fosse stata Abigail, ma Tally è sempre stata carina con lei e Scylla. Finalmente un po’ di azione. Voglio saperne di più sulla time line della lavagna. Molto interessante.

Continuo a non capire se ci siano altre streghe, magari avversarie, nel mondo. L’addestramento/missione di questo episodio implicherebbe di sì. Ma la questione della bimba? Perché è stata accantonata così?

Nono: mi ha dato un po’ di riempitivo. La Alder è un po’ ambigua a volte. La bimba continua ad essere terrificante.

Decimo ed ultimo: io non capisco mai quando gli scrittori fanno ribellare i soldati. E’ incoerente. E’ vero che puoi essere o meno in accordo con gli ordini ed il loro svolgimento, ma da soldato devi solo che eseguire e se non ti aggrada non fai quella scelta di vita. In questo caso Tally è stata particolarmente colpita dal fatto che aveva individuato degli innocenti all’interno del camion e lo hanno totalmente e deliberatamente ignorato, ma è così che va. E’ entrata in un esercito, non al campo scout. Che poi fa tante storie e comunque ci rimane male se non è entrata al College. Mah… Ed alla fine addirittura sacrifica la sua vita per colei che diceva di detestare. Pensavo che Anacostia si fosse fusa il cervello liberando Scylla ed invece l’ha usata per scoprire la base della Spreed, brava! Che la madre di Raelle fosse ancora viva lo avevo capito da quando il padre le ha detto che aveva lasciato l’amuleto a casa prima di partire per la missione che poi l’ha uccisa. Ma se vuole la figlia perché non se l’ andata a prendere da sola? Spero ce lo spieghino nella prossima stagione. Bello il finale con Abigail che si sacrifica anche se il bimbo che scende dall’elicottero e non vuole più risalire è stata un escamotage un po’ banalotto e stupido dato che Raelle poteva caricarselo in spalla invece di perdere tempo a cercare di convincerlo. Ma poi cosa significa quella scena in cui loro camminano ed il terreno cambia al loro passaggio? Ed i nuovi cattivi? Mai sentiti prima, ma sono i nemici giurati delle streghe da praticamente sempre.

Quindi una seconda stagione è obbligatoria. Spero ci chiariscano le cose in sospeso e ci sia meno teen drama.

Mchan

A week away

Anno: 2021

Regia: Roman White

Paese: Usa

Genere: musicale, sentimentale

Cast: Bailee Madison, Kevin Quinn, David Koechner, Sherri Sheperd

Trama: Will è un adolescente orfano e problematico che è finito per l’ennesima volta ai servizi sociali perché ha rubato un’auto. Qui incontra Kristin e suo figlio George che lo accolgono e lo portano per una settimana in un campo estivo cattolico.

A parte che è un mix tra Camp Rock ed High School Musical, con tanto di protagonista maschile fac simile di Zac Efron.

Pieno di cliché, che tuttavia non danno fastidio quanto la moltitudine di canzoni semi religiose che non c’entrano quasi mai nulla con la trama. E sono fastidiose in quanto interrompono i pochi dialoghi presenti.

Gli unici brani sensati sono il duetto tra i due protagonisti ed il breve pezzo che canta lui quando torna al campo.

Tra l’altro la scena del duetto dei due protagonisti è piena di sbagli temporali. All’inizio si incontrano di prima mattina, da come parlano, ma la luce solare è potente, poi vanno nel bosco e nel finale sono sul pontile con un sole arancione che sembrerebbe tramonto, ma possibile che siano stati tutta la giornata fuori? No, dato che quando tornano al campo è di nuovo mattinata. Praticamente hanno voluto sfruttare la luce particolare del sole arancione per la scena del semi balletto, bellissima a livello scenico, ma cronologicamente assurda.

Altra scena assurda è stata la canzone con i consigli agli amici imbranati, a parte che si ripetevano le stesse 3 frasi per un tempo infinito, ma poi erano a meno di mezzo metro di distanza e si confidavano sulle rispettive paure di non piacere all’altro. Ed hanno fatto passare che l’uno non sentisse l’altro.

Altra scena che non ho capito è stata quella in cui il protagonista va ad allenarsi per un gioco ed inizia una canzone che doveva rispecchiare il suo stato d’animo, ma che poi continua con tutti gli altri adolescenti spostando la scena in giro per il campeggio con ragazzi che giocano e scherzano modificando totalmente il senso iniziale del brano.

Il fatto che sia un campo religioso non mi ha entusiasmato anche perché era un fattore insignificante, non ha dato nulla se non insensate e fastidiose canzoncine. A questo punto avrei preferito fosse più presente la fede.

Diciamo che in generale sembra più un abbozzo di situazioni ed idee che non un film compiuto.

Il finale scontato e banale era prevedibile. Ma è decisamente la cosa meno discutibile.

Ora, io capisco pure che il target di riferimento sia una fascia di età dai 12 ai 18 anni, ma anche gli adolescenti hanno il diritto di vedere un film che non sia fatto tanto per, ma con un minimo di criterio. Altrimenti poi non ci lamentiamo se non apprezzeranno il buon cinema da più grandicelli. E quindi porteranno i film più adulti a scendere di qualità.

Mchan

L’altra metà

Anno: 2020

Paese: Usa

Regia: Alice Wu

Genere: commedia, sentimentale, drammatico

Cast: Leah Lewis, Alexxis Lemire, Wolfgang Novogratz, Daniel Diemer, Collin Chou, Enrique Murciano, Becky Ann Baker

Trama:  Paul, un liceale innamorato di una sua coetanea Aster, chiede aiuto ad Ellie, la più brillante del corso di letteratura, per poter riuscire ad esprimere i suoi sentimenti tramite una lettera. Lei dapprima rifiuta, essendo lei stessa segretamente innamorata della ragazza, ma poi accetta per motivi economici.

Che dire? Tanto bel e buon materiale sprecato. La trama era interessante, ma la resa è stata noiosa. I dialoghi lenti, le musiche inesistenti, tempi morti a non finire. Meno male che l’ho visto di pomeriggio altrimenti mi sarei abbioccata. Il doppiaggio italiano poi non ha aiutato proprio. Le voci femminili monotono, quella del protagonista maschile non ho capito perché ha un lieve accento tedesco.

Avrei anche preferito più qui pro quo e meno scene nosense come quella più o meno centrale nella quale Aster arriva a casa di Paul per vederlo, ma poi se ne va via con Ellie, senza nemmeno salutare il ragazzo. Per non parlare del fatto che per tutta la scena nelle terme Aster è nuda, ma magicamente quando vengono riprese dall’alto mentre fanno i morti a galla indossa una t-shirt. E la scena rivelatrice in chiesa è stata assurda. Neanche fossimo negli anni ’50 che il ragazzo deve chiedere prima il permesso di sposarsi al padre ed alla comunità e poi eventualmente chiederlo alla diretta interessata. E ricordo che avevano sì e no 17 anni.

Comunque il miglior personaggio, nonostante il doppiaggio tremendo, per me è Paul. Un ragazzo dal cuore d’oro. Uno di quelli che potremmo definire “puri”.

Tuttavia ho constatato che invece è piaciuto a moltissime persone, che chiedono addirittura una seconda parte, per cui non so… Che poi non so nemmeno di cosa potrebbe parlare questa seconda parte, ma vabbè…

Mchan

Colazione in riva al mare

Il titolo originale è decisamente più azzeccato: Lettera from Lighthouse Cottage, ma capisco il voler evocare il libro più celebre dell’autrice Colazione da Darcy. Anche se sull’evocare i libri precedenti dell’autrice i traduttori/editori italiani ci hanno un po’ troppo preso la mano che in ogni titolo ci infilano o la “colazione” o “in riva al mare” (in questo caso entrambi), che uno va anche in confusione.

Seconda di copertina:

“Il sole splende sulla piccola e tranquilla località di mare di Sandybridge: accoglienti negozi di souvenir, una sala da thè ed un favoloso fish and chips. E’ il posto dove Grace è cresciuta, anche se al momento non ne è troppo contenta. Finché è rimasta a Sandybridge, ha aiutato i suoi genitori a scovare dei tesori vintage per il loro negozio d’antiquariato, ma il suo desiderio è sempre stato quello di poter girare il mondo. Ed ad un certo punto lo ha fatto: ha cominciato a viaggiare per lavoro, si è innamorata, ha costruito una famiglia. Allora perché si trova di nuovo in quella cittadina sul mare, che si era lasciata alle spalle, ed a rivedere Charlie, il suo migliore amico quando era adolescente? Forse viaggiare in giro per il mondo non era quello di cui Grace aveva veramente bisogno. Forse quello che cercava è sempre stato a portata di mano…”

Quarta di copertina:

“Dall’autrice di Colazione da Darcy un romanzo dolce e delicato che parla d’amicizia e del primo amore”

“Un romanzo magico, sull’amicizia che dura dai tempi dell’infanzia, sul primo amore ed i sogni per il futuro”

“Questo romanzo mi è molto piaciuto. Soprattutto perché non fa ricorso al sesso per raccontare una storia d’amore. Amo la scrittura “innocente” di questa autrice e la sua fervida immaginazione. Grazie per averci regalato queste pagine”

Trama:

Grace vive in un paesino sulla costa inglese. Durante l’estate dei suoi 15 anni conosce colui che diverrà il suo migliore amico, Charlie, ed inizierà ad uscire con il suo primo amore, Danny. Loro saranno anche i due uomini più importanti della sua vita. Quell’estate sarà magica anche perché troverà una vecchia macchina da scrivere davvero particolare. Quando le mette nel rullo un foglio essa vi scrive sopra una premonizione sotto forma di lettera. Grace deciderà di chiamarla Remy e vi farà ricorso ad ogni svolta importante della sua vita.

L’inizio è intrigante, diciamo che fino a metà la trama è interessante e ben sviluppata, poi diventa tutto abbastanza surreale.

Se il primo messaggio di Remy diceva che l’uomo della sua vita sarebbe stato colui che l’avesse chiamata per la prima volta Gracie, allora perché sposare Simon??? Un uomo conosciuto molto tempo dopo. E che non l’ha mai chiamata così. Tra l’altro ho trovato stranissimo che nessuno prima dei suoi 15 anni l’avesse chiamata in questo modo. Nemmeno i genitori. Eppure Gracie è il vezzeggiativo perfetto del nome Grace, ma vabbè…

Il racconto in prima persona non ha dato modo di conoscere più a fondo i caratteri dei coprotagonisti. Mi sarebbe piaciuto sapere cosa provavano, ma anche solo come sono arrivati alle scelte che hanno fatto durante la loro vita.

Grace all’inizio è simpatica, ma poi diventa noiosa ed un bel po’ egoista. Di nuovo il racconto in prima persona non aiuta, dato che sono sempre gli altri a fare qualcosa per lei, lei il massimo che ha fatto di altruistico è stato rimanere ad aiutare la madre dopo la morte del padre, ma pur sempre perché comunque la vita che aveva a Londra non era più soddisfacente come prima.

I salti temporali, dal presente al passato, non mi sono piaciuti perché sono stati troppo rivelatori del finale. Va bene che avevo capito come andava a finire già da quella prima lettera, ma rimaneva comunque il dubbio di una svolta diversa dato le continue scelte sbagliate della protagonista.

Il finale poi è stato davvero banale. Oltre che ultra fantasioso. Sandybridge, da località anonima di costiera è diventata patria di multimilionari che però invece di emigrare o comprare ville lussuose sono rimasti lì e vivono in case modeste. E caso strano, spoiler, li conosce tutti lei, la protagonista.

No, capisco che si tratti di un romanzo romantico, ma è decisamente sotto la media delle altre opere dell’autrice.

Quindi lo consiglio solamente a chi ha voglia di svagarsi per un paio d’ore, si legge davvero con molta facilità, ma null’altro. Anche se ci sarebbe un messaggio, che alla fine, dopo svariate batoste, la vita ti riserva sempre qualcosa di bello, è vanificato dal fatto che quella cosa bella lei l’avrebbe potuta avere fin da subito, ma ogni volta ha fatto la scelta sbagliata. E ciò è  abbastanza frustante per chi legge. Ogni volta che sbagliava l’interpretazione dell’ennesima lettera di Remy prendevo a capocciate il libro. Che poi se avesse avuto un finale diverso l’avrei anche potuto capire, ma se nonostante tutto il finale doveva essere quello allora non si può non dare della completa imbecille alla protagonista.

Mchan

Sai tenere un segreto?

LIBRO

Autrice: Sophie Kinsella
Anno: 2003

Titolo originale: Can you keep a secret?

Quarta di copertina:

Emma Corrigan è una ragazza come tante altre. Una vita senza grandi scosse, un lavoro da assistente marketing in un’importante multinazionale, un boyfriend simpatico. Ma, come tutte, sogna una vita diversa, e soprattutto ha i suoi piccoli segreti. Od almeno li aveva… fino a quando, nel suo primo viaggio di lavoro, si trova ad affrontare un volo molto turbolento ed il panico si impadronisce di lei. Così, ormai in preda ad un incontrollabile nervosismo, Emma racconta tutto di sè – ma proprio tutto – al vicino di posto. Un americano che ascolta divertito i suoi segreti più intimi. Tanto, in fondo lui chi è, se non un perfetto sconosciuto? Emma, naturalmente, sopravvive ed il mattino seguente si reca in ufficio, ormai dimentica della brutta avventura, pronta ad accogliere assieme ai colleghi il famoso fondatore della società per la quale lavora, in visita alla filiale inglese. Quando lui finalmente fa la sua apparizione, Emma si accorge con orrore che non è altri che… l’uomo dell’aereo. E lei gli ha confidato tutto di sé. Lui saprà tenere il segreto?

Con questa commedia sofisticata e brillante, l’autrice affronta il tema delle relazioni umane e sentimentali con il suo particolarissimo piglio fresco ed autentico.   

Ho riletto il romanzo prima di vedere il film da esso tratto perché non me lo ricordavo molto bene. Ad essere sincera lo ricordavo migliore. E’ abbastanza lento nella prima parte, però poi si riprende e ci sono anche delle situazioni divertenti ed i personaggi sono ben sviluppati. Anche se il punto di vista in prima persona permette di conoscerli solamente attraverso ciò che pensa di loro la protagonista.

Comunque di fondo il messaggio è abbastanza profondo. Parla di quanto sia importante l’onestà tra le persone, ma anche di quanto alcune piccole bugie siano altrettanto fonfamentali. Ma soprattutto di quanto sia essenziale essere sinceri con sé stessi.

FILM

Anno: 2019

Paese: Usa

Regia: Elise Duran

Genere: commedia, sentimentale

Soggetto: omonimo libro by Sophie Kinsella

Cast: Alexandra Daddario, Tyler Hoechlin, Judah Friedlander, Laverne Cox, Kimiko Glenn, Sunita Mani

Trama: è simile a quella del libro, ma hanno tolto un bel po’ di cose. Ed hanno lasciato la narrazione in prima persona della protagonista dato che non c’è scena in cui lei non sia presente.

Alcune situazioni sono affrettate, altre sono posticipate rispetto al libro, ma ci può stare.

Anche il cambio di location da Londra a New York ci può stare dato che la produzione è americana.

La scelta della Daddario come protagonista non mi è piaciuta. Già lei non mi fa impazzire in versione fashion figuriamoci in versione sciatta e grezza come è stata rappresentata la protagonista qui.

Connor, il suo fidanzato, doveva essere una sorta di Ken di Barbie, bellissimo ed intelligente, magari petulante, ma decisamente non bruttino e quasi deficiente.

Il cambio di etnia di Lissy, la migliore amica, fatta diventare indiana, ci può stare, ma almeno avessero scelto un’attrice più carina che questa non lo è ed è pure anonima.

Tyler è un figo, ma vicino alla Daddario sparisce per quanto è massiccia lei. E non dovrebbe perché Jack dovrebbe essere un uomo alto, di presenza, imponente.

Non ho capito il cambio di nome dell’azienda da Panther a Panda che poi ha poco a che fare con il motto (anch’esso cambiato da “Non fermarti” a “Non pausarti” od una cosa simile). Non mi pare che i panda siano sinonimo di attività sportiva.

Come non ho capito il cambio di sesso dell’amica del lavoro da Kate a Casey, completamente no sense dato che non lo hanno fatto diventare nemmeno gay ed in più hanno tolto la parte dei segreti che lo riguarda.

Per non parlare del perché il collega di lavoro di Lissy Jean Paul sia diventato Omar.

L’amica ricca Jemima dovrebbe indossare abiti firmati, non osceni/volgari.

Il taglio del loro primo appuntamento non l’ho capito dato che così è venuto meno il comparare le loro vite.

Lei è abbastanza sciatta anche al loro primo appuntamento.

La scelta di farli finire a letto insiemegià al primo appuntamento non mi è piaciuta. Si è tolto tutto il fulcro della storia. Anche il fatto di fargli passare tutto quel tempo assieme dopo è strano dato che escono insieme, ma lei non gli chiede mai nulla di intimo.

Le cose che lui dice nell’intervista e che descrivono lei nel libro sono più pesanti ed intime, non si limitano a come si veste e che musica ascolta (che sono stupidaggini e non capisco come i colleghi abbiano subito pensato a lei). Per questo risulta più offensiva la questione. Poi fargli dire che lei mette sempre un fiore tra i capelli e farglielo mettere solamente in quella scena è pessima come scelta. Tra l’altro è l’unica scena in cui lei ha i capelli leggermente acconciati, altrimenti li ha sempre sciolti e scompigliati.

La scelta di eliminare completamente tutta la parte riguardante i genitori è stata un grosso Cosa? O.O  Senza di loro si perde un bel pezzo della personalità di Emma, del perché agisce in quel dato modo. Ed anche quanto Jack tenga a lei quando interviene a suo favore svelando ai suoi ciò che davvero prova la loro figlia.

La scena in ascensore con Emma, Connor e Casey potevano risparmiarsela. Oltre ad essere imbarazzante era anche volgare e no, queste cose non fanno ridere.

La storia di Alice, la figlia segreta del socio Pete, che viene quasi scoperta da un tabloid è meglio della versione cartacea nella quale è vittima di un incidente stradale e lui ha dovuto raggiungerla per assicurarle le cure migliori (parlando tra l’altro in codice di piano B). La Scozia (dove è ambientato nel libro) non è il terzo mondo, penso che un ospedale valga l’altro, anche perché poi la rassicura dicendo che é stata una cosa da niente.

Sul finale niente da dire, è differente dal libro, ma abbastanza carino.

In conclusione: Nel giro di un’ora succede tutto quello che accade in 2/3 del libro, ma è come se non fosse successo nulla di che. Hanno saltato tutti i punti più salienti e comici ed è rimasta la parte noiosa. In generale è un po’ piatto. Capisco bene chi lo ha paragonato ad un film romantico per adolescenti. Non che il libro fosse un trattato sulla psiche umana, ma sicuramente più divertente e piacevole da leggere.

Scusate se sono stata un po’ pesante con le critiche, ma non sopporto quando un film con soggetto un libro si discosti da esso senza un motivo. Perché la maggior parte delle cose che hanno cambiato sono state senza senso e non hanno aggiunto nulla alla trama, anzi, in qualche caso hanno anche alterato il senso finale. E poi ultimamente non riesco a passare sopra a nemmeno il più piccolo dettaglio sbagliato, sarà colpa di questo periodo, non so…

Mchan

Sanditon

Anno: 2019

Paese: Uk

Episodi: 8, una stagione, conclusa, forse

Genere: letterario, costume, sentimentale, drammatico

Soggetto: omonimo romanzo incompiuto by Jane Austen

Ideatore: Andrew Davies

Cast: Rose Williams, Theo James, Kate Ashfield, Crystal Clarke, Kris Marshall, Turlough Convery, Jack Fox, Alexandra Roach, Lily Sacofsky, Charlotte Spencer, Mark Stanley, Anne Reid, Leo Suter

Trama: Charlotte, una giovane proveniente da una famiglia umile e di campagna, viene invitata a stare a casa di una coppia di Sanditon, un paesino sulla costa che è in fase di crescita. Qui incontrerà molte persone diverse.

Dato che l’omonimo romanzo incompiuto di Jane Austen conta 11 capitoli, poco più di 120 pagine, gli sceneggiatori sono andati molto di fantasia per cui avremo solamente il luogo ed i personaggi menzionati dall’autrice, mentre la trama probabilmente e giustamente non ha molto a che fare con il romanzo originale.

Sinceramente trovo che gli episodi durino un po’ troppo.

Già nel primo troviamo praticamente tutta la trama di quel poco che ci è arrivato del romanzo originale. Avrei preferito che i personaggi fossero presentati un po’ meglio, anche perché si è andati a perdere tutta la caratterizzazione dei fratelli di Mr. Parker (una sorella è stata totalmente eliminata, ma può anche andare), mi riferisco a quelli che vengono ritratti come malati cronici, ma comunque sempre al centro di qualche opera che sia benefica o favori ad amici di amici. Ed andando avanti non migliora, questo tratto del carattere dei fratelli Parker è solo poco più di un accenno, quando invece era la caratteristica principale.

Il personaggio di Theo James, Sidney, nel romanzo è stato solamente accennato quindi hanno dovuto “inventarselo” da zero, ma trovo che lo abbiano reso troppo simile a Mr. Darcy. E di Mr. Darcy ce ne è solo uno. Anche se Theo ha il suo perché 😜

La sua scena di nudo ci poteva stare. Quella degli altri, al mare con altre persone, un po’ di  meno.

Ho paura che anche Charlotte diventi troppo Elizabeth Bennet con l’andare avanti della narrazione. E su di lei il suo carattere non penso che vada bene. Charlotte proviene da una famiglia modesta e molto numerosa, mi piacerebbe rimanesse ingenua e sognatrice.

Mi è piaciuta l’amicizia con Miss Lambe, almeno all’inizio. Ma in generale il suo personaggio è abbastanza noioso, nonostante sia la protagonista principale.

A proposito di Miss Lambe mi è dispiaciuto che sia stata praticamente messa da parte negli ultimi due episodi. A parte un leggero flirt con Arthur Parker, spento praticamente sul nascere, è stata lasciata dietro le quinte. Anche Charlotte non l’ha più frequentata. Al contrario la sera dell’ultimo ballo è andata a consolare Miss Esther Denham, con la quale ha scambiato sì e no due parole nei primi due episodi e poi più nulla.

Lady Denham è odiosa. Ma è tipico di chi è ricco ed avanti con l’età dire tutto quello che gli passa per la mente senza stare a pensare che potrebbe essere offensivo ed inappropriato.

I fratelli Denham sono ambigui, ma è stato spiegato praticamente subito che non sono davvero fratello e sorella (sono i figli del primo matrimonio dei loro genitori, fratellastri grazie al secondo), quindi non capisco lo stupore dei commenti su di loro. A volte penso che la gente non segua davvero ciò che accade sullo schermo perché molti commenti sono evitabili (parlo in generale, mi è capitato spesso di trovare gente che chiede spiegazioni su questioni facili da comprendere o comunque spiegate benissimo da frasi o dialoghi dei diretti interessati). Tuttavia tra i due lei è decisamente meglio descritta. Ed ha rubato la scena alla protagonista essendo molto più interessante e complessa, nonché con una storia d’amore, seppure troppo frettolosa, decisamente più emozionante. A parte il fatto che secondo me sia esteticamente stupenda. E poi Mr. Babington è adorabile.

scusate la sfocatezza dell’immagine, ma di meglio non ho trovato

Anche Clara è stata resa ambigua. Anche se il suo personaggio nel romanzo non è ben delineato, ma a me non è sembrato che la Austen volesse andare in questa direzione. Tuttavia nella trama generale della serie tv ha il suo perché.

Mr. Stringer è carino, ma sinceramente non mi sa di nulla. Se gli avessero dato dei dialoghi e delle situazioni un po’ più considerevoli forse sarebbe stato un buon antagonista per il cuore di Charlotte, ma a parte sguardi dolci e languidi non fa e non mi dice nulla.

Non concordo con chi ha detto che nel quarto episodio, durante un loro litigio (molto stile Elizabeth/Darcy) Sidney abbia esagerato. Sinceramente a me è parsa Charlotte partire in quarta contro di lui basandosi solamente da ciò che ha sentito da terze persone che avevano anche un buon motivo per denigrarlo, proprio in pieno stile Pride&Prejudice. Invece la faccenda della schiavitù era un buono spunto che purtroppo è stato lasciato appeso.

Il personaggio di Lady Susan, introdotta a praticamente due episodi dalla fine, potevano evitarselo. Tra l’altro a me è sembrata solo antipatica e pettegola. È andata fino a Sanditon solamente per farsi i fatti di Charlotte, che da cretina quale è ha raccontato cose sue intime alla prima che ha incontrato ad un ballo. In un’epoca in cui non si dicevano certe cose nemmeno alle sorelle, mah… Tuttavia mi è piaciuto che si sia tenuto il modo di fare dell’epoca per la maggior parte delle situazioni.

Il finale è stato a dir poco orrendo, soprattutto se non si aveva la certezza del rinnovo. Come situazione è molto verosimile di quel periodo (la maggior parte delle persone non si sposava per amore, ma per interessi), però è venuto a mancare lo spirito di Jane Austen che ha sempre dato un lieto fine a tutti i suoi protagonisti principali. E comunque non mi è  piaciuto nemmeno il fatto che lui l’abbia rincorsa solo per farsi dire di non essere odiato da lei.

Ora pare che il rinnovo sia arrivato, ma sinceramente non so cosa aspettarmi dalla seconda stagione. Avrei preferito un paio di episodi in più che un’intera stagione. Sicuramente troveranno il modo di liberare Sidney dal fidanzamento con Lady Campion, ma come? A me piacerebbe se invece continuassero su questa via e Charlotte finisse con Mr. Stringer (sorry Theo 😜) ed approfondissero il futuro di Miss Lambe. O magari si saltasse di un anno ed arrivasse una delle sorelle di Charlotte a Sanditon per l’estate. In fondo si chiama Sanditon, quindi il protagonista deve essere il luogo.

Costumi e location bellissimi. Magari la fotografia è un po’ triste, con colori spenti e luci sul seppia, ma in generale è stata conservata l’atmosfera dell’epoca.

L’unica location che non mi è piaciuta è stata Trafalgar House, ossia la casa di Mr. Parker dato che nel libro era descritta come una residenza su di una scogliera mentre è stata resa come una casa in pieno paese, con gli edifici ai lati e di fronte distanti pochi metri. Addirittura il cantiere è poco lontano.

Altra cosa che mi è piaciuta è stato l’introduzione di usi e costumi dell’epoca diversi dal solito thè e/o ballo.

Mchan

Ps: Crystal Clarke aka Miss Lambe nella realtà è così:

Perché nella serie è così?

Pastéis de nata

Questi dolcini sono tipici del Portogallo e di Lisbona in particolare. Io li ho mangiati lì per la prima volta e più precisamente nel loro locale storico a Belém.

Ne ho parlato qui:

https://mylovelytrips.wordpress.com/2012/09/28/lisboa/

In una delle ultime linee di prodotti stranieri di Lidl ho trovato la loro versione surgelata. In realtà c’era anche la versione da banco, ma come al solito di questi prodotti un po’ particolari ne sfornano solamente un tot (molto misero) al giorno e sinceramente di andare a fare la spesa appena aprono non ne ho proprio voglia. Che poi non è neanche detto si trovino già così presto. È un po’ un terno al lotto l’orario della sfornata dei prodotti da forno.

La confezione è carinissima, c’è il tipico tram di Lisboa.

Il prodotto è piccolissimo e ci vuole un’infinità di tempo per cuocerlo. Sulla confezione consigliano tipo 10minuti, io li ho lasciati anche il doppio del tempo e nel centro la crema era ancora freddina.

Ultimamente ho trovato una ricetta di una crema super veloce da fare su youtube, quindi magari potrei provare a farli anche da sola a casa. Vedremo…

Mchan

Yesterday

Anno: 2019

Paese: Uk

Genere: sentimentale, musicale, commedia, fantastico

Regia: Danny Boyle

Cast: Himesh Patel, Lily James, Joel Fry, Kate McKinnon, Ed Sheeran, Alexander Arnold, James Corden

Trama: Jack è un cantatutore squattrinato della provincia inglese che un giorno si ritrova ad essere l’unico a ricordare le canzoni dei Beatles. Per tutto il resto del mondo essi non sono mai esistiti. Una volta capito ciò fa finta di aver scritto lui i loro brani e diventa famosissimo.

Sinceramente mi aspettavo di meglio. Il trailer era intrigante e divertente, mentre il film è stata una delusione totale. La trama era fiacca e ci si è persi in miriadi di situazioni stupide invece che magari approfondire la parte riguardante la scrittura dei brani. Tipo il fatto che siano scomparse anche altre cose: la Coca Cola, gli Oasis, Harry Potter. Menzionate, ma comunque non approfondite.

Hanno messo in mezzo troppe canzoni dei Beatles quando ne bastavano la metà. Che poi alcuni arrangiamenti non mi sono nemmeno piaciuti, tipo Help, ed altri non si capiva nemmeno che canzone fosse. Perché non tutti sono fan sfegatati dei Beatles tanto da conoscerne qualsiasi brano a mena dito, tra l’altro in una scena Jack afferma di non ricordare benissimo ogni minima parola di ogni minima canzone tanto da inventarne qualcuna per cui si fa doppiamente fatica a riconoscere i brani.

La storia d’amore non era male, ma è stata sviluppata malissimo. Non ho capito perché hanno fatto andare lei a Liverpool, salvo poi farla andare via praticamente con un nulla di fatto, se non proprio due di picche, e subito dopo farla mettere con un altro tizio. Tuttavia Lily James castana secondo me sta meglio che bionda.

Ed Sheeran è stato un po’  moscio. Più che altro le sue scene sono state un po’ mosce. Ma la sua canzone mi è piaciuta.

L’agente era davvero pessima. A livelli grotteschi.

La scena con John Lennon vivo e vegeto non aveva nessuna verve nè guizzo. Piattume totale. Che poi gli hanno fatto dire che lui ha comunque avuto dei problemi a far accettare la sua amata da non si sa bene chi ed alla fine è rimasto solo con un cane in una casa in mezzo al nulla. Sarà pure stato felice nella sua vita, ma quell’immagine era di una tristezza infinita.

Il finale non è stato male, ma pure qui totale assenza di qualsiasi cosa. Il rivale che gli lascia la ragazza senza nemmeno recriminargli qualcosa. Nessuno che gli chieda qualcosa in merito alle dichiarazioni fatte. Tutto completamente slegato dalla verosomiglianza.

Mchan

My lovely song 2

Questa canzone è abbastanza datata e sicuramente l’avrò sentita in precedenza, ma non avevo dato molta importanza al testo. Quest’anno l’ho ascoltata in una serie tv con i sottotitoli per cui ho potuto comprendere meglio il testo e mi è piaciuto moltissimo.

La serie tv è Zoey’s Extraordinary Playlist. In rete ho letto che è stata usata anche in un’altra serie tv: How I met your mother.

Vi lascio il link video sia dell’originale che della versione nelle due serie tv.

I’m gonna be (500 miles) by The Proclaimers  testo

When I wake up, well I know I’m gonna be,

I’m gonna be the man who wakes up next you

When I go out, yeah I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who goes along with you

If I get drunk, well I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who gets drunk next to you

And if I haver up, yeah I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who’s havering to you

But I would walk 500 miles

And I would walk 500 more

Just to be the man who walks a thousand miles

To fall down at your door

When I’m working, yes I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who’s working hard for you

And when the money, comes in for the work I do

I’ll pass almost every penny on to you

When I come home (when I come home) well I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who comes back home to you

And if I grow-old (when I grow-old) well I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who’s growing old with you

But I would walk 500 miles

And I would walk 500 more

Just to be the man who walks a thousand miles

To fall down at your door

Da da da (da da da)

Da da da (da da da)

Da da da dun diddle un diddle un diddle uh da

Da da da (da da da)

Da da da (da da da)

Da da da dun diddle un diddle un diddle uh da

When I’m lonely, well I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who’s lonely without you

And when I’m dreaming, well I know I’m gonna dream

I’m gonna dream about the time when I’m with you

When I go out (when I go out) well I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who goes along with you

And when I come home (when I come home) yes I know I’m gonna be

I’m gonna be the man who comes back home with you

I’m gonna be the man who’s coming home with you

But I would walk 500 miles

And I would walk 500 more

Just to be the man who walks a thousand miles

To fall down at your door

Da da da (da da da)

Da da da (da da da)

Da da da dun diddle un diddle un diddle uh da

Da da da (da da da)

Da da da (da da da)

Da da da dun diddle un diddle un diddle uh da

Da da da (da da da)

Da da da (da da da)

Da da da dun diddle un diddle un diddle uh da

Da da da (da da da)

Da da da (da da da)

Da da da dun diddle un diddle un diddle uh da

And I would walk 500 miles

And I would walk 500 more

Just to be the man who walks a thousand miles

To fall down at your door

Mchan