With Love

Anno: 2021 in corso

Paese: Usa

Episodi: 5, 1 stagione

Genere: commedia, sentimentale

Cast: Emeraude Toubla, Isis King, Rome Flynn, Mark Indelicato, Desmond Chiam, Gloria Calderon Kellett, Constance Marie, Vincent Rodriguez III, Todd Grinnell, Benito Martinez, Andre Rojo, Renee Victor, Pepe Serna

Trama: le vicissitudini amorose dei componenti di una famiglia latina a Portland, Oregon.

Il primo episodio è divertente e carino ed i personaggi sono presentati tutti molto bene. Io sinceramente mi sarei fermata a questo. A parte l’eccessiva lunghezza degli episodi, 50 minuti, gli argomenti trattati sono ripetitivi. La coppia omosessuale ha continui screzi dovuti ad incomprensioni e mal assortimento di caratteri che guarda caso si appaiono in ogni finale di episodio per poi tornare in quello successivo. La cugina si arrabbia con il tizio che sta frequentando ed invece di parlarci se ne va. I genitori dei protagonisti dopo quasi 30anni di matrimonio nemmeno si parlano però poi succede una tragedia se lei si fa corteggiare da un altro. E non riescono a parlarsi nemmeno nel momento in cui lui lo scopre. Non c’è un vero e proprio dialogo chiaritore tra adulti. Sembra che nessuno, a parte i comprimari, abbia un lavoro.

La scelta di dividere gli episodi per feste comandate ci può anche stare, ma avrei raggruppato Natale e Capodanno che non è che sia successo chissà cosa nel secondo episodio. Invece poi da San Valentino si passa al 4 luglio e Sol non ha ancora conosciuto il figlio del compagno con il quale sta da 6 mesi. Tra l’altro ho trovato di pessimo gusto presentare la nuova compagna durante una festività. Di solito i figli di genitori divorziati passano le feste un anno con un genitore ed un anno con un altro, non mi sembra il caso di fare questo incontro in una giornata un po’ più speciale. Tra l’altro nei sei mesi precedenti non hanno trovato un weekend? Assurdo. Poi è normale che il ragazzino sia stranito dalla situazione.

La protagonista non riesco proprio a capirla: concede una chance ad un tizio che l’ha derisa al primo appuntamento (e sull’argomento visione dell’amore), quindi senza nemmeno conoscerla davvero, solo perché è figo e la prima volta che l’ha visto ha avuto le farfalle nello stomaco. Peccato che poi ci siano state delle bandiere rosse grandi quanto una casa, ma vabbè… Poi, pure sta storia decisa già dal minuto tipo 5 del primo episodio. Infatti poi va anche peggio, ma no, l’amore vince su tutto. Non è così. Secondo me con delle visioni così distanti della vita non si va da nessuna parte. Uno dei due sarà sicuramente costretto a sacrificare il suo e ciò non va bene perché prima o poi questo si ripercuoterà sia sulla persona sacrificante che sull’intera relazione. La teoria che gli opposti si attraggono può valere fino ad un certo punto. Non si può passare la vita a bisticciare o rimanere passivi.

Il fratello è semplicemente pessimo. Un altro che se non accade tutto come vuole lui mette il muso. Il fidanzato un santo. Addirittura essere contrariato che dopo un anno di festività con la sua famiglia il fidanzato voglia passare almeno il Ringraziamento con i suoi. Che poi fanno vedere che loro ci tengono tanto alla famiglia, sì, ma solo alla propria, quella dei propri partner può anche scomparire dalla faccia della terra.

Era partito davvero bene e poi si è perso. Se ne avessero fatto un film sarebbe stato meglio che di vedere per cinque ore le stesse vicissitudini ripetersi di continuo a me è venuta la noia. Per non parlare del conoscere più a fondo i personaggi che ti vengono in antipatia quasi tutti.

Gli unici carini i nonnini latinos e cattolicissimi, ma moderni, messi da parte praticamente già al secondo episodio. Invece secondo me potevano essere molto più protagonisti ed incisivi. Basti pensare alle poche battute della nonnina nel terzo episodio.

Il finale è un happy ending smielato che va benissimo se finisce qui come in teoria dovrebbe. Perché una seconda stagione non so su quali basi la possano scrivere.

Mchan

The Wheel of Time

Anno: 2021 in corso

Paese: Usa

Episodi: 8, 1 stagione

Genere: fantasy, avventura, azione

Ideatore: Rafe Lee Judkins

Soggetto: omonima saga cartacea by Robert Jordan

Cast: Rosamund Pike, Daniel Henney, Josha Stradowski, Zoe Robins, Madeleine Madden, Marcus Rutherford, Barney Harris, Kate Fleetwood, Priyanka Bose, Hammed Animashaun, Sophie Okonedo, Kae Alexander, Daryl McCormack, Alexandre Willaume, Michael McElhatton, Alvaro Morte  

Trama: Moiraine è una Aes Sedai, una donna con dei “poteri magici”, che sta cercando la reincarnazione del Drago, un ragazzo od una ragazza di all’incirca 20anni, insieme al suo fedelissimo custode Lan. Trova quattro potenziali reincarnazioni e li persuade a seguirla per raggiungere la Torre Bianca, la sede di tutte le Aes Sedai. Nel viaggio incontreranno vari pericoli ed addirittura si perderanno di vista dividendosi in tre gruppi, ma alla fine si ricongiungeranno tutti alla Torre Bianca avendo fatto nel frattempo nuove conoscenze ed anche svariati incontri spiacevoli.

Non ho letto ii libri da cui è stata tratta, ma mi è piaciuta molto. Anche svariate cose che ai lettori non sono andate giù a me invece non hanno infastidito. Tipo il non sapere da subito la vera identità del Drago Rinato. Questa suspence secondo me ha giovato alla serie, perché sinceramente se avessi saputo subito chi fosse stato (anche se lo avevo intuito), non penso che avrei proseguito la visione con la stessa curiosità. E sicuramente mi sarebbe importato molto di meno di tutto il resto dei personaggi.

Mi é piaciuto anche il fatto che le varie “profezie” siano state svelate pian piano, sempre per lo stesso motivo che se mi sveli tutto all’inizio, nel pilot, avrei potuto benissimo smettere di continuare la visione della serie.

L’unica cosa che avrei preferito approfondire è tutta la divisione delle Aes Sedain dato che sono state spiegate solamente quattro fazioni: la blu, la rossa, la verde e la gialla, ma mi pare di averne viste almeno altre due. Ed anche il motivo per cui i mantelli bianchi siano così ostili nei loro confronti.

Bella la scenografia come la fotografia. Paesaggi splendidi. Anche gli effetti speciali sono ben fatti. Stupenda la scena di lotta all’inizio del penultimo episodio. Il primo poteva essere leggermente meno cruento, ma trattandosi di un fantasy ci può stare.  

Il mio personaggio preferito al momento è Lan, prima di tutto perché Daniel Henney in questo ruolo è di una figaggine assurda.

Era un gran bbono (semicitazione di Penelope Garcia diventata per un secondo una romanaccia di settima generazione) anche ai tempi di Criminal Minds, ma qui si è decisamente superato. Tra l’altro superlativo nella scena del funerale del suo amico e collega. L’unica pecca è che ha una liason con il personaggio che meno tollero, Nynaeve. Bellissimo invece il suo rapporto con Moiraine. E felicissima che sia rimasto platonico perché è davvero bello e puro così.

In lotta per la pole position c’era anche Perrin, perché adoro che abbia un legame speciale con i lupi. E perché mi è sembrato un orsacchiotto dall’inizio.

Il protagonista mi è abbastanza indifferente, come la sua compagna di love story. E poi Josha roscio e con i riccioli non mi piace granché.

Moiraine è interessante, ma la recitazione della Pike non mi convince sempre, a volte, spesso, è troppo statica.

Il personaggio di Loial il Costruttore l’ho trovato inutile e superfluo. Non ha dato nulla alla trama e non è stato nemmeno ben presentato. Non si è praticamente detto nulla su di lui tranne che sa leggere bene le mappe.

Curiosa di vedere come gestiranno l’allontanamento volontario di uno degli attori dei protagonisti principali, se spiegheranno il suo cambiamento di connotati oppure lasceranno correre.

L’episodio finale è stato un po’ una montagna russa. Da una parte tutta la battaglia, tanto attesa, tra il Drago Rinato ed il Tenebroso è stata molto deludente. Più che uno scontro mi è sembrato una chiacchierata tra un venditore insistente ed il possibile futuro cliente che cercava di mandarlo via. Invece quello che è successo in città, agli altri tre superstiti, è stato più interessante, anche se comunque sembrava ugualmente fatto svolgere troppo in fretta.

Naturalmente la scena finale è un cliffhanger per la prossima stagione.

Sinceramente non ho capito le critiche efferate che gli sono state fatte. O meglio, le ho capite, ma prima di tutto non le condivido e poi non ne vedo il motivo. Sarà pure stato pubblicizzato come il nuovo Game of Thrones, ma prima di tutto si tratta appunto di marketing e poi non ha nulla a che vedere con esso. Io non l’ho visto, ma da quanto ho capito era di sicuro rivolto ad un pubblico più adulto. La ruota del tempo mi sembra di più un romanzo fantasy di formazione. Ci sono questi quattro ragazzi appena entrati nell’età adulta che intraprendono un viaggio, al massimo lo si può paragonare a Il signore degli anelli. Quindi andargli contro solo per “difendere” l’onore di fantasy con la F maiuscola di Game of Thrones lo trovo pretestuoso e puerile.

Sono state fatte critiche pesanti anche ai costumi (della serie: sciatti, pieni di fango, banali). Vero che il montone del protagonista era un po’ troppo contemporaneo, per il resto l’ho trovato consono. E mi è piaciuto soprattutto che i quattro ragazzi non abbiano avuto cambi di abito, perché l’ho trovato molto realistico dato che erano in viaggio/fuga e comunque provenivano da famiglie povere per cui i loro abiti semplici erano perfetti. Come è stato perfetto che ad un certo punto fossero logori e sporchi dopo essere stati in mezzo ai boschi per giorni.  

E le critiche alle location sono state anche peggio. Si sono lamentati perché sono stati usati troppi set in studio. A parte che non mi risulta dato che ci sono anche molte foto in rete dei backstage in spazi aperti per le riprese del viaggio (con tanto di trasferta in Repubblica Ceca), ma poi è normale che le stanze ed i palazzi siano ricostruiti in studio, come in ogni altra serie tv.

Riporto le critiche, anche se stupide, perché non erano giusto un paio, ma decine, per questo l’ho trovato davvero un accanirsi senza senso.

Ora attendo la seconda stagione anche se sarà una lunga attesa dato che mi pare stiano ancora girando.

Mchan

Only Murders in the Building

Anno: 2021 in corso

Paese: Usa

Episodi: 10, 1 stagione

Genere: giallo, commedia

Ideatori: John Hoffman & Steve Martin

Cast: Steve Martin, Martin Short, Selena Gomez, Aaron Dominguez, Amy Ryan, Sting (guest)

Trama: in una palazzina di New York viene ritrovato un cadavere dopo un finto allarme anti incendio. La vittima pare essersi suicidata, ma tre condomini non sono d’accordo poiché lo hanno incontrato solo poco prima in ascensore. Questo improbabile trio deciderà di seguire le indagini per conto proprio e mettere su un podcast sul caso.

Gli episodi sono brevi, una trentina di minuti l’uno, e molto scorrevoli. Ad ogni finale di puntata c’è un cliffhanger che ti fa venir voglia di vedere subito la prossima. La trama scorre e tutti i pezzi vengono poi incastrati pian piano fino al gran finale.

I tre protagonisti sono simpatici e ben affiatati. Steve Martin è sempre una garanzia di comicità ed anche Selena Gomez è nel personaggio, il terzo non mi pare di averlo mai visto, ma si amalgama bene con Steve dando vita a dei siparietti spassosi anche in pieno drama. Ecco, sono proprio le battute spiritose a rendere più leggera la trama ed a non renderlo il solito giallo.

Esilarante la scena dell’ascensore nell’ultimo episodio.

Apparizione guest di Sting che diventerà un improbabile indiziato. Molto autoironico.

Ci sarà una seconda stagione poiché c’è’ un cliffhanger finale, ma se rimane sugli stessi binari della prima andrà benone.

Mchan

The Big Leap

Anno: 2021 in corso

Paese: Usa

Episodi: 11, 1 stagione

Genere: drammatico, musicale

Ideatore: Liz Heldens

Soggetto: Big Ballet, reality britannico

Cast: Scott Foley, Piper Perabo, Simone Recasner, Ser’Darius Blain, Jon Rudnitsky, Raymond Cham Jr., Mallory Jansen, Kevin Daniels, Anna Grace Barlow, Adam Kaplan, Teri Polo

Trama: una decina di persone dalle vite più disparate si ritrovano a partecipare ad un reality sulla danza. Quasi tutti non sono ballerini professionisti e molti di loro sono stati scelti soprattutto per le loro storie personali da un produttore abbastanza senza scrupoli.

Inizio buono. Personaggi principali ben delineati e presentati. Forse potevano spiegare un po’ meglio il concept del reality che è abbastanza vago, come l’ingresso del resto dei partecipanti che sono solo poco più di comparse e che sono apparsi un po’ dal nulla. Tuttavia la trama è leggera, ma allo stesso tempo interessante e nonostante i protagonisti siano parecchi si riesce a seguire la storia di ognuno di loro abbastanza bene.

In molti hanno paragonato questa serie a quella di Unreal, ma oltre al concetto di raccontare il retroscena di un reality show non hanno nient’altro in comune. A parte che qui si vedono anche le famiglie e gli amici dei protagonisti e di conseguenza le loro interazioni, ma c’è’ anche molto meno cinismo. Il produttore, pur facendo il suo lavoro scrupolosamente, non è poi così sadico come nell’altro show e soprattutto ha “problemi” più comuni (flop show precedente, divorzio). In generale tutti i protagonisti sono più “umani”.  

C’è un po’ troppo drama amoroso negli under 30, più che altro è roba vista e rivista, invece le storie degli over 30 sono più godibili.

Il mio personaggio preferito è Mike. Lui ed i suoi amici sono davvero scritti bene, reali, con pregi e difetti, ma li ho trovati molto veri.

Di conseguenza la mia coppia preferita è quella formata da lui e Paula. C’è un bel misto di romanticismo e divertimento, niente di troppo smielato od inverosimile, potrebbero sul serio essere i vicini di casa di chiunque. Unica pecca: alla fine mi hanno fatto versare litri di lacrime…

Ripeto: peccato che nelle storie degli under 30 si è voluto puntare al drama più banale e pieno di cliché. Ed anche abbastanza ripetitivo.

La seconda stagione pare che si farà, ma sinceramente non ne sono contenta perché è stata perfetta così, un seguito rovinerebbe tutto anche perché cosa potrebbero raccontare di nuovo? Incentreranno tutto su altri concorrenti di una seconda stagione del reality? Ma che dinamiche diverse potrebbero raccontare? E poi da ciò che fanno capire nell’ultimo episodio arriverà di sicuro altro drama per gli under 30, prevedibilissimo e noiosissimo.

Mchan

Loki

Anno: 2021 in corso

Paese: Usa

Episodi: 6, 1 stagione

Genere: comic, fantascienza, avventura, azione

Ideatore: Michael Waldron

Soggetto: Stan Lee, Larry Lieber, Jack Kirby

Cast: Tom Hiddleston, Owen Nilson, Sophia Di Martino, Gugu Mbatha-Raw, Wunmi Mosaku, Sasha Lane, Richard E. Grant

Trama: Loki, dio dell’inganno e fratello di Thor, è stato catturato da una organizzazione chiamata ATB che si batte per evitare le variazioni della linea temporale. Ma scoprirà molto altro.  

Il primo episodio è praticamente un riassunto di tutto ciò che è  successo (nei vari film Marvel) prima che Loki fosse catturato anche se in gran parte raccontato durante il suo interrogatorio.

Poi sinceramente sono stati uno più noioso dell’altro. Ho fatto davvero molta fatica a stargli dietro. Pensavo che una serie incentrata su Loki avesse un’altra tipologia di trama. A parte qualche battuta spiritosa, che poi nemmeno chissà quante, è stato tutto un psicanalizzare i personaggi principali (Loki e Sylvie).

Azione poca, effetti speciali carini, ma tutto quel viola, quel verde e quel giallo della fotografia ad un certo punto mi stordivano. Per capire qualcosa ho sempre avuto bisogno dei commenti in rete. Mi è sembrata più una serie per chi conosce l’universo Marvel anche grazie ai fumetti che non un prodotto fruibile a tutti.

Finale: altro spiegone assurdo. Se volevo vedere una serie che parlasse della teoria del tempo non avrei scelto una con protagonista un villain dei comics. Su 50 e passa minuti solo 5 sono stati dedicati ad un po’ di azione. Ma abbastanza banalotto lo scontro tra lui e Sylvie, con tanto di diversivo sgamabilissimo.  

Sicuro che in cantiere ci sia già la seconda stagione, ma la passerò perché proprio non mi è piaciuta. Tuttavia in rete ho trovato solamente commenti positivi per cui evidentemente il problema ce l’ho avuto solo io.

Mchan

Locke & Key

Anno: 2020 in corso

Paese: Usa

Episodi:  20, 2 stagioni, in corso

Genere: fantasy, comic, drammatico

Ideatore: Joe Hill

Soggetto: omonima graphic novel by Joe Hill & Gabriel Rodriguez

Cast: Darby Stanchfield, Connor Jessup, Emilia Jones, Jackson Robert Scott, Petrice Jones, Laysla De Oliveira, Griffin Gluck, Hallea Jones, Aaron Ashmore, Genevieve Kang, Sam Lesser, Felix Mallard, Cody Bird

Trama: i Locke (madre e tre figli) hanno appena perso il capofamiglia così si trasferiscono nella vecchia casa in un paesino sperduto del midwest statunitense. Qui dovranno fare i conti con i problemi quotidiani di tutti i nuovi arrivati ed un segreto di famiglia. Segreto che diventerà sempre più pericoloso in quanto consiste in delle chiavi magiche.

Come storia è intrigante. Protagonisti sono due adolescenti ed un bambino di nemmeno 10 anni, per cui è anche abbastanza piena di teen drama, ma ci può stare.

Effetti speciali, sigla, location e fotografia molto belli.

I problemi arrivano con delle soluzioni di trama alquanto discutibili. Tipo il bambino che anche se avvisato dai più grandi continua ad utilizzare queste chiavi magiche da solo, soprattutto se appena trovate. Oppure la ragazza che usa una chiave per bullizzare una compagna di scuola rea di farle delle battutine un po’ acide e poi quando veramente le servirebbe quel potere si dimentica di avere quella chiave. Queste chiavi che passano di mano neanche fossero delle banconote da $1, tra l’altro erano stati anche avvisati che solamente ai Locke non potevano essere state sottratte. La maggior parte delle volte ti ritrovi ad urlare contro ai protagonisti che stanno facendo delle stupidate e quindi a tifare per il villain che ha la vittoria facile.

La stupidagginepiù grande l’hanno fatta con il finale della prima stagione, quando pensano di aver sconfitto il nemico. E’ stato un totale nosense. Il villain doveva avere in testa una corona che però una volta sbattuto a terra è magicamente scomparsa e nessuno si è chiesto dove fosse finita (e nemmeno più tardi). Aprono un portale da dove possono arrivare dei demoni e se ne stanno tutti lì a guardare davanti alla porta aperta mentre un paio di demoni si schiantano contro le rocce alle loro spalle. Ed infatti poi uno riesce ad impossessarsi di uno di loro.

Ho continuato la visione della seconda stagione principalmente per il soggetto della trama che è davvero interessante e di comprare la graphic novel non ho voglia (anche perché oltre a costare parecchio non mi piace nemmeno come stile grafico). Ma anche qui ci sono abbastanza nosense. Tipo che il bimbo trova la chiave per la casa delle bambole identica alla loro casa che infatti poi si svela una specie di porta dimensionale dato che qualsiasi cosa uno metta nella casa delle bambole poi se lo ritrova nella casa vera e propria, e nonostante questo invece di prendere la casetta la lasciano ad un perfetto estraneo e lasciano lì pure la chiave. Ok lasciare l’oggetto, ma la chiave portatela via, no? Boh…

Altra cosa stranissima è il fatto che il bimbo rimane spessissimo a casa da solo. Una casa che si trova in mezzo al nulla.

A proposito del bimbo: ogni tanto ha degli sprazzi di intelligenza che sovrastano le menti di tutti gli adulti messe insieme, ma quanto è fastidiosa la sua vocetta???

Nel finale della seconda stagione abbiamo finalmente un piano che funziona, anche se prima di arrivarci ne hanno commessi di errori.

Comunque alla madre i figli riservano lo stesso trattamento che lei ha per loro: viene minacciata e loro la lasciano da sola, completamente ignara del pericolo.

La morte della fidanzata di Tyler è passata senza infamia e senza lode. Sinceramente mi stava irritando parecchio con la sua convinzione a non voler ricordare la magia. Quel poveretto del ragazzo ha cercato tutti i modi possibili un modo per fargliela ricordare e renderla partecipe degli eventi e lei invece era pure infastidita da tanta insistenza. Non mancherà.

Constatazione della confusione degli autori parte uno: ci hanno messo tutta la prima stagione per trovare una chiave per aprire il portale con il mondo dei demoni quando nella seconda stagione è bastato una specie di piccolo terremoto per allentare i cardini e quindi aprirla.

Constatazione della confusione degli autori parte due: il villain passa metà della seconda stagione a cercare di forgiare una nuova chiave con la quale crearsi un proprio esercito di semidemoni quando aveva la chiave e la corona del controllo delle ombre con le quali dominare sugli umani.

Constatazione della confusione degli autori parte tre: nella prima stagione quando il bimbo apprende del “potere” della chiave Ognidove esclama che vorrebbe andare sulla Tour Eiffel ed il villain gli dice che non può perché lì non ci sono porte (cosa che in realtà non è manco vera, vabbhè…) e nella seconda il suo compare apre una porta che dà sul deserto.

Ora, capisco che sia un fantasy, ma certe incongruenze non si possono vedere.

La cosa più bella sono le chiavi che sono visivamente ben fatte.

La mia preferita è la chiave Ognidove. Magari esistesse, così si potrebbe andare dove ci pare con solamente il bisogno di una porta.  

Mchan

Natale con uno sconosciuto

Anno: 2019-2020

Paese: Norvegia

Episodi:  12, 2 stagioni, conclusa

Genere: drammatico, commedia

Cast: Ida Elise Boch, Felix Sandman

Trama: Johanne è una trentenne che a Natale viene relegata al tavolo dei bimbi poiché single. Ma questo Natale vorrebbe cambiare la situazione.

L’incipit è abbastanza banalotto, anche se poi il finale della prima stagione ha un bel messaggio, ossia che l’importante è festeggiare con le persone care, che esse siano parenti, amici, conoscenti che ti hanno cambiato la vita e/o insegnato qualcosa, non necessariamente partner amorosi.

La prima stagione è carina ed appunto grazie al finale si lascia vedere senza problemi. Anche perché gli episodi durano una trentina di minuti che scorrono veloci.

La seconda stagione secondo me è stata fatta ad uso e consumo dei telespettatori. Va bene che il finale della prima era aperto, ma ci sono state molte scelte stupide e riempitive. Il finale della seconda, e per fortuna ultima, ribalta completamente il messaggio della prima.

Tutta la trama dei genitori è stata noiosa e ripetitiva.

Lei da ragazza emancipata, con un buon lavoro, molti amici ed una vita piena si è trasformata in una tipa insicura a tratti capricciosa ed infantile. Hanno rovinato il personaggio del Dottore solo per farli lasciare e far in modo che la colpa non ricadesse su di lei. Su alcune cose era pesante, ma su altre aveva ragione da vendere. Ma chi lascia che sia l’ex fidanzato della sua attuale ragazza a comprare i regali di Natale per i suoceri e soprattutto farli passare per loro?

Mi è piaciuta l’introduzione del vicino di casa anche se in finale non c’entrava nulla con lei. E’ stato solo un pretesto per farle fare delle cose e farle conoscere una persona che potevano benissimo evitare dato che lo ha trattato da schifo.

Il ritorno di Jonas non è stato male anche se si sono completamente dimenticati il perché della sua partenza dato che lo hanno cambiato e lo hanno fatto tornare prima. Va bene che l’attore che lo interpreta ha un buon seguito ed alla fine il suo personaggio era il meno peggio (per questo il finale non mi è dispiaciuto) però nella serie precedente avevo capito che Jonas doveva andarsene per ben 2 anni a Bali con la famiglia, dato che si sono sempre trasferiti spesso, e che per questo la mollava, invece ora se ne escono che è tornato in estate e che era a Bali con un amico. Mah…

Il problema dell’età tra i due (12 anni di differenza, in più per lei) in finale non è così tragico dato che lei sembra una ragazzina. Ha insistito tanto per fare la festa di Natale a casa sua, anche quando si era offerto il fratello di ospitare tutti e tra l’altro sarebbe stato più ragionevole non far spostare due bambini piccoli in piena notte, ma no, dovevano andare tutti da lei che non aveva mai cucinato in vita sua. Infatti ha bruciato la cena. Per non parlare della scena al supermercato quando voleva pagare una sola mandorla. Ma metterne una decina in un sacchetto e pesarle no? Va bene che te ne serviva una soltanto, ma se le metteva in una ciotola sono sicura che qualcuno le avrebbe mangiate invece di fare quella scena da pazza alla cassa.

Il problema è stato far combaciare il finale della prima stagione con la trama della seconda. Perché nell’ultima scena lei apriva la porta e sorrideva come se avesse visto qualcuno che le piaceva, invece poi si scopre che era solamente un fattorino con un mazzo di rose senza mittente. Ed il destinatario di quelle rose non si è scoperto fino al penultimo episodio della seconda stagione ed è stato molto forzato dato che non poteva assolutamente sapere l’indirizzo di casa dei genitori di lei quando non conosceva nemmeno quello di casa sua.

Comunque il ritorno del tizio con il lieto fine mi è sembrato molto fanservice.

Se si fossero fermati alla prima sarebbe stata una serie leggera e carina nonostante le trovate forzatamente comiche come la videochiamata dell’amica alla cena di Natale nell’ultimo episodio della seconda nella quale elogiava la vita sessuale della protagonista di fronte a parenti ed amici, compresi dei bimbi. Ed invece di attaccarle il telefono in faccia lei stava pure ad ascoltarla. Comportamento forzato per la gag imbarazzante. O come la scena nella sauna per nudisti dove si era recata con un papabile partner e ci ha trovato i genitori. Dire imbarazzante è un eufemismo.

Mchan

Ps: il titolo non si può sentire né quello inglese (che è la traduzione letterale di quello originale) né quello in italiano. Nessuno dei due c’entra con la trama della serie.

Burden of truth

Anno: 2018-2021

Paese: Canada

Episodi: 34, 4 stagioni, finito

Genere: drammatico, procedural

Cast: Kristen Kreuk, Peter Mooney, Star Slade, Nicola Correia-Damude, Meegwun Fairbrother, Anwen O’Driscoll, Sarah Thompson, David Lawrence Brown

Trama 1a stagione: Joanna è un brillante avvocato di città che torna al suo paese natale, Millwood, per una causa che hanno intentato contro un suo cliente. Il caso è semplice, infatti vince subito, ma poi le cose si complicano e si ritrova a voler parteggiare per la parte avversa.

Trama 2a stagione: Joanna lavora presso un nuovo studio legale nella città di Winnipeg, ma l’arresto della sua sorellastra per l’omicidio del padre la riporta a Millwood.

Trama 3a stagione: Joanna ha un proprio studio legale a Winnipeg, ma in una riunione di ex alunni incontra una sua vecchia amica che ha bisogno del suo aiuto così torna di nuovo a Millwood.

Trama 4a stagione: Joanna & Billy sono a Millwood per una causa contro la riapertura di una vecchia miniera di oro.

La prima stagione è stato abbastanza interessante e coinvolgente. Bel caso, bei personaggi secondari, bel conflitto interiore della protagonista. Unica pecca è che invece che nel 2020 sembrava di stare nel 1980, con ancora delle ragazzine discriminate e bullizzate solo perché malate. In una piccola comunità avrei gradito ed asupicato più empatia.

Anche la seconda non è stata male, a parte la prima metà che è stata lenta e sembrava non portare a nulla se non poi coinfluire con la trama più interessante del caso di omicidio.

La terza è stata lenta dall’inizio alla fine, con delle scelte di trama troppo ripetitive o stupide. Tipo l’amica che continuava ad andarle contro perché il tutto non si risolveva in due minuti come voleva lei, ma nel frattempo continuava a nasconderle dei fatti inerenti alla causa, davvero irritante. Lei la stava aiutando gratuitamente ed invece di ringraziarla la rimproverava di continuo. Oppure tutta la sottotrama del penultimo episodio che non ha aggiunto nulla a quella principale. Per non parlare della visita dei servizi sociali a casa di Joanna quando era incinta di nemmeno 8 settimane mi pare, per cui in teoria poteva pure non volerlo tenere e lei da avvocato li fa pure entrare pur sapendo che era un’intimidazione della controparte e che avrebbero aperto un fascicolo a proposito. E riguardo a ciò io sono rimasta scioccata dal fatto che i servizi sociali in Canada arrivino da chiunque solamente grazie ad una telefonata. Allora se ad uno sta sulle scatole un vicino può mandargli i servizi sociali un giorno sì e l’altro pure che tanto qualcosa di storto lo trovano di sicuro perché nessuno è perfetto. Soprattutto se il bambino nemmeno è nato. E tutto quel dare credito alla parola dell’ex capo della polizia che è stato indagato e condannato per omicidio, anche se ha scontato pochissimo, è stata una pessima scelta di scrittura.

La quarta è partita malissimo dal primo episodio per la scelta di un’ennesima scusa per poter far stare i protagonisti a Millwoood invece che nella città di Winnipeg dove hanno lo studio legale. A questo punto potevano farli trasferire e basta. Non è molto credibile che ogni anno, perché è questo il periodo di tempo che fanno trascorrere tra una stagione e l’altra, accetino un caso in quel posto così lontano da dove hanno lo studio. L’unica cosa positiva è come la trama giuridica della protagonista vada a fondersi con quella poliziesca dei personaggi secondari. Anche se è avvenuto nel corso degli ultimi episodi e si è risolto troppo in fretta.

Una cosa che non mi è piaciuta in generale è l’assenza di chimica tra i due protagonisti. Non so se perché lei debba essere sempre così fredda o perché i due non si sopportassero, però ho trovato Peter Mooney adorabile (forse anche perché ho un debole per i tipi così, i ragazzi della porta accanto con una bellezza nella norma, ma quel non so che che ti affascina) e lei davvero molto forzata nelle scene insieme. Pochissime effusioni e tutte molto tiepide, dialoghi al di fuori del lavoro quasi assenti dalla seconda stagione in poi. Mah…

Altra cosa è l’astio che hanno tutti gli abitanti di Millwood per la protagonista solo perché è la figlia di un uomo che ha rovinato la vita a molti di loro, ma lei che colpa ne ha che quando è successo era poco più di una bambina? Si prende addirittura un pugno in faccia per questo. Ma scherziamo? Tra l’altro nessuno ha il fegato di dirle cosa ha fatto realmente il padre di così terribile da essere odiato da praticamente tutti. E poi continuano ad odiarla anche per aver fatto chiudere l’acciaieria. Ok, molti hanno perso il lavoro, ma quelli stavano inquinando i terreni del circondario con dei rifiuti tossici, delle ragazzine si sono ammalate in modo irrimediabile e la gente difende comunque la fabbrica. Mah…

Il mio personaggio preferito è sicuramente il poliziotto, poi capo della polizia, Owen Beckbie, sempre in bilico tra dovere ed appartenenza alle sue origini, ma riesce a trovare un equilibrio rimanendo se stesso e mi piace molto.

Il finale con con un lieto fine per tutti va bene dato che non è stata rinnovata. In questo modo si dà una conclusione felice per tutti.

Mchan

Versailles

Anno: 2015-2018

Paese: Francia, Canada

Episodi:  10 a stagione, 3 stagioni, conclusa

Genere: drammatico, in costume, storico

Cast: George Blagden, Alexander Vlahos, Tygh Runyan, Stuart Bowman, Amira Casar, Evan Williams, Nomie Schmidt, Anna Brewster, Sarah Winter, Elisa Lasowski, Pip Torrens, Suzanne Clment, Maddison Jaizani, Jessica Clark

Trama: la vita del Re Sole, Luigi XIV, dal momento in cui ha deciso di costruire la reggia di Versailles fino alla vittoria sui protestanti.

Bello, bello, bello.

Ora non so quanto accuratamente sia stata rispettata la storia, da quello che mi ricordo hanno incluso più o meno tutto, ma tra le location, i costumi, la scenografia, la fotografia e le parrucche, era tutto davvero bellissimo. Soprattutto un plauso per le parrucche che di solito sono orrende mentre qui erano davvero stupende. Specialmente quelle principali. Ogni volta che apparivano Luigi e/o Filippo ero lì affascinata dai loro capelli. Molto più belli e ben curati di quelli delle donne.

Certo, che come location se hai la reggia di Versailles non puoi proprio sbagliare, ma anche le camere interne, sicuramente ricostruite, erano davvero ben fatte.

Alcuni episodi scorrono più veloci e fluidi di altri, ma c’è sempre la curiosità di sapere cosa accadrà, anche se la storia, a grandi linee, è abbastanza conosciuta.

Unico appunto i numerosi nudi integrali femminili. Oddio, nelle serie in costume ce ne sono sempre parecchi, però alcuni erano davvero fuori luogo. Soprattutto se paragonati a quelli maschili. Integrali di fronte inesistenti, sempre coperti da qualcosa, mentre per le donne non valeva lo stesso principio. A me non piacciono nè gli uni nè gli altri se non sono indispensabili, però gradirei un pari trattamento. E vabbhè…

Personaggio preferito: la principessa Elisabetta Carlotta del Palatinato. Davvero molto simpatica ed in qualche modo “moderna”.

Personaggi detestati: a parimerito lo Chevalier de Lorraine e Madame de Montespan. Praticamente identici nel loro essere degli amanti narcisisti, egoisti, arrivisti e presuntuosi. Entrambi sfruttano il loro ascendente per avere quello che vogliono e prevalere su tutto e tutti. Come trattano le altre persone è irritante ai massimi livelli.

Plauso anche alla musica della sigla.

Mchan

Walker

Anno: 2020 in corso

Paese: Usa

Episodi: 18 prima stagione, 2 stagioni, in corso

Genere: drammatico, poliziesco, azione

Cast: Jared Padalecki, Lindsay Morgan, Odette Annable, Coby Bell, Genevieve Padalecki, Violet Brinson, Keegan Allen

Trama: Walker è un Texas Ranger al quale hanno ucciso la moglie ed è rimasto con due figli adolescenti. Si dovrà districare tra il suo lavoro e la gestione dei ragazzi.

In teoria sarebbe il reboot del famoso quasi omonimo: Walker Texas Ranger. In pratica di uguale ha solo il nome del protagonista e l’ambientazione nel Texas.

Penso che se lo avessero chiamato in un altro modo non avrebbe avuto tutte le critiche che ha ricevuto dato che non è minimamente paragonabile all’originale.

Qui abbiamo un padre di due adolescenti al quale hanno ucciso la moglie che era il fulcro della famiglia, spessissimo si fa riferimento al fatto che aveva in mano lei le redini della casa e solo lei sapeva trattare certe cose. In più i casi polizieschi sono pochi, nemmeno uno ad episodio, e privi di qualsiasi verve od azione. Il protagonista esce sempre sconfitto dai conflitti corpo a corpo ed è impossibile non rimpiangere i combattimenti di Chuck Norris, seppur un po’ troppo sopra le righe. Jared è convincente solo quando è con i ragazzi. Anche se è molto apprezzabile con il cappello da ranger 😜

La partner è più convincente, solo che è davvero troppo bassa. Ma non c’era un’attrice un pochino più alta? Vero che Jared è 1 metro e 93, però poverino gli verrà la gobba a dover parlare sempre con partner più bassine.

Una cosa tenera è il fatto che sia la sua vera moglie nella vita reale ad interpretare la moglie morta nei flashback o nelle “apparizioni”. Come si guardano è dolcissimo 😍

I primi due episodi sono piacevoli, ma poi arriva la parte drama a fare da padrona. E per di più è costituita da molto teen drama. Le scelte che ogni volta fanno i figli sono una più stupida dell’altra e non sempre vengono ripresi o puniti per esse. Per esempio quando il figlio si è presentato nel bel mezzo di una sua missione sotto copertura facendola quasi saltare perché invece di tornarsene a casa come chiesto dal padre continuava a parlare ad alta voce facendolo quasi scoprire. Per una questione futilissima tra l’altro. Io posso capire il trauma dell’aver perso la madre da poco (nemmeno un anno), l’essere adolescente e tutto il rancore verso il padre, ma ha rischiato di fare ammazzare il padre, la partner del padre, l’amica che lo ha accompagnato e lui stesso.

Trovo il risentimento che hanno i figli riguardo il suo periodo sotto copertura esagerato. Che poi avrei capito se si sentissero così a causa del fatto che sia stato lontano da loro per molto tempo subito dopo la morte della madre ed invece loro ce l’hanno con lui perché non ha raccontato loro tutto quello che ha fatto. Ma stava sotto copertura, era lavoro mica era in vacanza. Mah. Tra l’altro poi veniamo a sapere che è praticamente a causa loro che ci sia andato…

Ultimi episodi un po’ fiacchi, escluso l’ultimissimo. La avrei chiusa prima.

La seconda pare avere meno episodi, meno della metà, vedremo come se la giocheranno che il cliffanger finale era abbastanza intrigante.

Mchan