Burden of truth

Anno: 2018-2021

Paese: Canada

Episodi: 34, 4 stagioni, finito

Genere: drammatico, procedural

Cast: Kristen Kreuk, Peter Mooney, Star Slade, Nicola Correia-Damude, Meegwun Fairbrother, Anwen O’Driscoll, Sarah Thompson, David Lawrence Brown

Trama 1a stagione: Joanna è un brillante avvocato di città che torna al suo paese natale, Millwood, per una causa che hanno intentato contro un suo cliente. Il caso è semplice, infatti vince subito, ma poi le cose si complicano e si ritrova a voler parteggiare per la parte avversa.

Trama 2a stagione: Joanna lavora presso un nuovo studio legale nella città di Winnipeg, ma l’arresto della sua sorellastra per l’omicidio del padre la riporta a Millwood.

Trama 3a stagione: Joanna ha un proprio studio legale a Winnipeg, ma in una riunione di ex alunni incontra una sua vecchia amica che ha bisogno del suo aiuto così torna di nuovo a Millwood.

Trama 4a stagione: Joanna & Billy sono a Millwood per una causa contro la riapertura di una vecchia miniera di oro.

La prima stagione è stato abbastanza interessante e coinvolgente. Bel caso, bei personaggi secondari, bel conflitto interiore della protagonista. Unica pecca è che invece che nel 2020 sembrava di stare nel 1980, con ancora delle ragazzine discriminate e bullizzate solo perché malate. In una piccola comunità avrei gradito ed asupicato più empatia.

Anche la seconda non è stata male, a parte la prima metà che è stata lenta e sembrava non portare a nulla se non poi coinfluire con la trama più interessante del caso di omicidio.

La terza è stata lenta dall’inizio alla fine, con delle scelte di trama troppo ripetitive o stupide. Tipo l’amica che continuava ad andarle contro perché il tutto non si risolveva in due minuti come voleva lei, ma nel frattempo continuava a nasconderle dei fatti inerenti alla causa, davvero irritante. Lei la stava aiutando gratuitamente ed invece di ringraziarla la rimproverava di continuo. Oppure tutta la sottotrama del penultimo episodio che non ha aggiunto nulla a quella principale. Per non parlare della visita dei servizi sociali a casa di Joanna quando era incinta di nemmeno 8 settimane mi pare, per cui in teoria poteva pure non volerlo tenere e lei da avvocato li fa pure entrare pur sapendo che era un’intimidazione della controparte e che avrebbero aperto un fascicolo a proposito. E riguardo a ciò io sono rimasta scioccata dal fatto che i servizi sociali in Canada arrivino da chiunque solamente grazie ad una telefonata. Allora se ad uno sta sulle scatole un vicino può mandargli i servizi sociali un giorno sì e l’altro pure che tanto qualcosa di storto lo trovano di sicuro perché nessuno è perfetto. Soprattutto se il bambino nemmeno è nato. E tutto quel dare credito alla parola dell’ex capo della polizia che è stato indagato e condannato per omicidio, anche se ha scontato pochissimo, è stata una pessima scelta di scrittura.

La quarta è partita malissimo dal primo episodio per la scelta di un’ennesima scusa per poter far stare i protagonisti a Millwoood invece che nella città di Winnipeg dove hanno lo studio legale. A questo punto potevano farli trasferire e basta. Non è molto credibile che ogni anno, perché è questo il periodo di tempo che fanno trascorrere tra una stagione e l’altra, accetino un caso in quel posto così lontano da dove hanno lo studio. L’unica cosa positiva è come la trama giuridica della protagonista vada a fondersi con quella poliziesca dei personaggi secondari. Anche se è avvenuto nel corso degli ultimi episodi e si è risolto troppo in fretta.

Una cosa che non mi è piaciuta in generale è l’assenza di chimica tra i due protagonisti. Non so se perché lei debba essere sempre così fredda o perché i due non si sopportassero, però ho trovato Peter Mooney adorabile (forse anche perché ho un debole per i tipi così, i ragazzi della porta accanto con una bellezza nella norma, ma quel non so che che ti affascina) e lei davvero molto forzata nelle scene insieme. Pochissime effusioni e tutte molto tiepide, dialoghi al di fuori del lavoro quasi assenti dalla seconda stagione in poi. Mah…

Altra cosa è l’astio che hanno tutti gli abitanti di Millwood per la protagonista solo perché è la figlia di un uomo che ha rovinato la vita a molti di loro, ma lei che colpa ne ha che quando è successo era poco più di una bambina? Si prende addirittura un pugno in faccia per questo. Ma scherziamo? Tra l’altro nessuno ha il fegato di dirle cosa ha fatto realmente il padre di così terribile da essere odiato da praticamente tutti. E poi continuano ad odiarla anche per aver fatto chiudere l’acciaieria. Ok, molti hanno perso il lavoro, ma quelli stavano inquinando i terreni del circondario con dei rifiuti tossici, delle ragazzine si sono ammalate in modo irrimediabile e la gente difende comunque la fabbrica. Mah…

Il mio personaggio preferito è sicuramente il poliziotto, poi capo della polizia, Owen Beckbie, sempre in bilico tra dovere ed appartenenza alle sue origini, ma riesce a trovare un equilibrio rimanendo se stesso e mi piace molto.

Il finale con con un lieto fine per tutti va bene dato che non è stata rinnovata. In questo modo si dà una conclusione felice per tutti.

Mchan

Versailles

Anno: 2015-2018

Paese: Francia, Canada

Episodi:  10 a stagione, 3 stagioni, conclusa

Genere: drammatico, in costume, storico

Cast: George Blagden, Alexander Vlahos, Tygh Runyan, Stuart Bowman, Amira Casar, Evan Williams, Nomie Schmidt, Anna Brewster, Sarah Winter, Elisa Lasowski, Pip Torrens, Suzanne Clment, Maddison Jaizani, Jessica Clark

Trama: la vita del Re Sole, Luigi XIV, dal momento in cui ha deciso di costruire la reggia di Versailles fino alla vittoria sui protestanti.

Bello, bello, bello.

Ora non so quanto accuratamente sia stata rispettata la storia, da quello che mi ricordo hanno incluso più o meno tutto, ma tra le location, i costumi, la scenografia, la fotografia e le parrucche, era tutto davvero bellissimo. Soprattutto un plauso per le parrucche che di solito sono orrende mentre qui erano davvero stupende. Specialmente quelle principali. Ogni volta che apparivano Luigi e/o Filippo ero lì affascinata dai loro capelli. Molto più belli e ben curati di quelli delle donne.

Certo, che come location se hai la reggia di Versailles non puoi proprio sbagliare, ma anche le camere interne, sicuramente ricostruite, erano davvero ben fatte.

Alcuni episodi scorrono più veloci e fluidi di altri, ma c’è sempre la curiosità di sapere cosa accadrà, anche se la storia, a grandi linee, è abbastanza conosciuta.

Unico appunto i numerosi nudi integrali femminili. Oddio, nelle serie in costume ce ne sono sempre parecchi, però alcuni erano davvero fuori luogo. Soprattutto se paragonati a quelli maschili. Integrali di fronte inesistenti, sempre coperti da qualcosa, mentre per le donne non valeva lo stesso principio. A me non piacciono nè gli uni nè gli altri se non sono indispensabili, però gradirei un pari trattamento. E vabbhè…

Personaggio preferito: la principessa Elisabetta Carlotta del Palatinato. Davvero molto simpatica ed in qualche modo “moderna”.

Personaggi detestati: a parimerito lo Chevalier de Lorraine e Madame de Montespan. Praticamente identici nel loro essere degli amanti narcisisti, egoisti, arrivisti e presuntuosi. Entrambi sfruttano il loro ascendente per avere quello che vogliono e prevalere su tutto e tutti. Come trattano le altre persone è irritante ai massimi livelli.

Plauso anche alla musica della sigla.

Mchan

Walker

Anno: 2020 in corso

Paese: Usa

Episodi: 18 prima stagione, 2 stagioni, in corso

Genere: drammatico, poliziesco, azione

Cast: Jared Padalecki, Lindsay Morgan, Odette Annable, Coby Bell, Genevieve Padalecki, Violet Brinson, Keegan Allen

Trama: Walker è un Texas Ranger al quale hanno ucciso la moglie ed è rimasto con due figli adolescenti. Si dovrà districare tra il suo lavoro e la gestione dei ragazzi.

In teoria sarebbe il reboot del famoso quasi omonimo: Walker Texas Ranger. In pratica di uguale ha solo il nome del protagonista e l’ambientazione nel Texas.

Penso che se lo avessero chiamato in un altro modo non avrebbe avuto tutte le critiche che ha ricevuto dato che non è minimamente paragonabile all’originale.

Qui abbiamo un padre di due adolescenti al quale hanno ucciso la moglie che era il fulcro della famiglia, spessissimo si fa riferimento al fatto che aveva in mano lei le redini della casa e solo lei sapeva trattare certe cose. In più i casi polizieschi sono pochi, nemmeno uno ad episodio, e privi di qualsiasi verve od azione. Il protagonista esce sempre sconfitto dai conflitti corpo a corpo ed è impossibile non rimpiangere i combattimenti di Chuck Norris, seppur un po’ troppo sopra le righe. Jared è convincente solo quando è con i ragazzi. Anche se è molto apprezzabile con il cappello da ranger 😜

La partner è più convincente, solo che è davvero troppo bassa. Ma non c’era un’attrice un pochino più alta? Vero che Jared è 1 metro e 93, però poverino gli verrà la gobba a dover parlare sempre con partner più bassine.

Una cosa tenera è il fatto che sia la sua vera moglie nella vita reale ad interpretare la moglie morta nei flashback o nelle “apparizioni”. Come si guardano è dolcissimo 😍

I primi due episodi sono piacevoli, ma poi arriva la parte drama a fare da padrona. E per di più è costituita da molto teen drama. Le scelte che ogni volta fanno i figli sono una più stupida dell’altra e non sempre vengono ripresi o puniti per esse. Per esempio quando il figlio si è presentato nel bel mezzo di una sua missione sotto copertura facendola quasi saltare perché invece di tornarsene a casa come chiesto dal padre continuava a parlare ad alta voce facendolo quasi scoprire. Per una questione futilissima tra l’altro. Io posso capire il trauma dell’aver perso la madre da poco (nemmeno un anno), l’essere adolescente e tutto il rancore verso il padre, ma ha rischiato di fare ammazzare il padre, la partner del padre, l’amica che lo ha accompagnato e lui stesso.

Trovo il risentimento che hanno i figli riguardo il suo periodo sotto copertura esagerato. Che poi avrei capito se si sentissero così a causa del fatto che sia stato lontano da loro per molto tempo subito dopo la morte della madre ed invece loro ce l’hanno con lui perché non ha raccontato loro tutto quello che ha fatto. Ma stava sotto copertura, era lavoro mica era in vacanza. Mah. Tra l’altro poi veniamo a sapere che è praticamente a causa loro che ci sia andato…

Ultimi episodi un po’ fiacchi, escluso l’ultimissimo. La avrei chiusa prima.

La seconda pare avere meno episodi, meno della metà, vedremo come se la giocheranno che il cliffanger finale era abbastanza intrigante.

Mchan

Love, Victor

Anno: 2020 in corso

Paese: Usa

Episodi:  10 a stagione, 2 stagioni, in corso

Genere: drammatico

Soggetto: romanzo “Love, Simon” by Becky Albertalli

Cast: Michael Cimino, George Sear, Nick Robinson, Mason Gooding, Anthony Turpel, Rachel Hilson, Isabella Ferreira, Ana Ortiz, Bebe Wood, Lukas Cage, Sophia Bush, James Martinez, Mekhi Phifer

Trama: Victor è un sedicenne di origine latina appena trasferitosi dal Texas ad Atlanta. Pensava di poter essere finalmente sé stesso in questa nuova città ed invece non ha il coraggio di dire subito chi è realmente così si ritrova incastrato nelle “bugie” del passato.

Non so da dove iniziare per quanto questa serie sia cringe.

Sarò vecchia, ma ho trovato decine di scelte imbarazzanti.

Prima fra tutte lo sfruttare troppo la scia del consenso del film. Perché l’idea di base non è male, ma avrei evitato tutta quella parte riguardante Simon e la sua storia passata. Avrei utilizzato lo stesso escamotage delle mail con uno sconosciuto e basta. Invece Victor si scambia mail con Simon e questo si firma “Love, Simon”. Ok, il rimando al titolo del film e conseguentemente a quello della serie, ma secondo voi è normale che una persona impegnata si firmi “con amore” nella corrispondenza con un emerito sconosciuto? Capisco il verbo “to love” in inglese abbracci una miriade di sfaccettature, però… mah.

Tra l’altro questo fatto che Simon venga fatto passare dalla stessa Preside del liceo come un eroe è assurdo. Ma si può parlare del suo coming out ad un nuovo alunno come se avesse tipo vinto un Nobel? Che poi nel film non è stato il primo del liceo che lo ha fatto.

Victor, il protagonista, è carino giusto nei primi episodi che da metà stagione diventa irritante. Lo fanno diventare sessualmente confuso quando nel primo episodio era certissimo di essere gay. E poi perché fargli avere per forza una ragazza? Ma non era meglio che lui la reputasse solamente un’amica e che magari lei si prendeva una sbandata, ma non fargli fare la coppietta con tanto di presentazioni in famiglia? Che poi siamo nel 2020 ed un adolescente presenta dopo una paio di settimane la tipa con cui esce ai genitori, certo, molto credibile.

A proposito di famiglia, perché tutto quel drama in quella del protagonista? Non ce ne era già abbastanza con lui da solo? Poi tutto quel mistero sulla cosa cattivissima che avrebbe fatto il padre quando alla fine non era poi nulla di che e comunque era dipeso da ciò che aveva fatto la moglie. Quindi è inutile che lei lo minacci di rivelarlo o lo faccia sentire in colpa.

I nonni fatti arrivare per sì e no 10 minuti giusto per rimarcare che i vecchi religiosi sono bigotti e poi fatti sparire senza un reale dialogo sensato. Che bastavano i genitori di lui dato che non sono così aperti di mente come lo erano quelli di Simon.

Anche Mia, la ragazza/interesse amoroso, non spicca di simpatia, soprattutto con la sua futura matrigna. E quella ci ha pure provato a trovare un punto di incontro. Che poi è stato il padre ad essere stato piantato di punto in bianco dalla madre. Però è una quindicenne, quindi ci può pure stare dato che ultimamente tutti gli adolescenti nelle serie tv si comportano da bambini viziati e non vengono mai ripresi dai genitori. Questa ultima cosa è poi una normalità anche nella vita reale.

L’episodio ambientato a New York capisco che possa essere molto significativo, ma sinceramente non mi è piaciuto per via di un paio di cose. La prima è che si vedeva benissimo che l’attore che interpreta Simon non era lì con loro, ma probabilmente ha filmato le sue scene in un altro momento. Potevano fare di meglio dato che così l’ho trovato proprio slegato. A parte la scusa che hanno trovato per non farlo essere presente (un addio al celibato, e ci è andato senza il suo compagno? Mah…), ma visivamente vedere il gruppo sotto al palco e lui nelle retrovie, lontano dal suo ragazzo, è stato strano. Sembrava che avessero litigato. Ma poi andare a spifferare ai suoi coinquilini ciò che Victor gli ha scritto con la scusa che più persone possono dare consigli migliori è assurdo. Prima di tutto ha tradito la sua fiducia e poi se voleva parlare a più persone si sarebbe iscritto in un forum a tema, no? Nel 2020 sai quanti ne esistono. Se ha scelto di confessarsi proprio con Simon vuol dire che lo sentiva più affine a lui, no? Che poi hanno cambiato anche un dettaglio legato alla storia personale di Simon: lui ha avuto delle ragazze. Sia nel libro che nel film. Ed anche il coming out ai coinquilini l’ho trovato forzato. Se non se la sentiva di svelare il vero motivo per cui era lì perché forzarlo? Sta mania odierna di avere un certo obbligo a presentarsi dovendo dire tutto di sé non la capisco. Basta nome e cognome. Poi quando si diventerà più intimi (anche in amicizia) ci si racconteranno le altre cose. Altrimenti andiamo tutti in giro con un cartello appeso al collo con su scritto generalità, gusti sessuali, religione ed orientamento politico, che facciamo prima.

Unico personaggio davvero positivo al 100% per me è Felix, il vicino di casa e primo amico del protagonista.

Anche Benji, la crush del protagonista, non sarebbe stato male se non avessi proprio capito tutto il casino del viaggio per lavoro durante il quale è stato incoerentissimo.

Tra l’altro le storie dei personaggi secondari sarebbero anche interessanti da approfondire, ma la durata degli episodi è troppo breve. Sarò vecchia, ma questi episodi da 30 minuti scarsi in cui accade tutto troppo velocemente non riesco a capirla. Le serie tv derivanti da film dovrebbero avere lo scopo di approfondire alcuni temi, ma così è impossibile. Potevano tranquillamente girare un sequel.

Mchan

Ps: sto vedendo la seconda stagione, soprattutto perché ormai l’avevo scaricata, ma non starò a recensirla perché ho già dato abbastanza con questa.

In the dark

Anno: 2019  in corso

Paese: Usa

Episodi: 13 a stagione, 3 stagioni, in corso

Genere: giallo

Cast: Perry Mattfeld, Brooke Markham, Morgan Krantz, Casey Deidrick, Keston John, Rich Sommer, Kathleen York, Matt Murray, Ana Ayora, Dewhane Williams, Marianne Rendn, Nicki Micheaux,   

Trama: Murphy è una ragazza non vedente che una sera trova nel vicolo dietro casa, dove va sempre a fumare, il cadavere del suo migliore amico, un quindicenne spacciatore. Chiama la polizia, ma quando arrivano il corpo è scomparso. Si metterà ad indagare con i suoi amici.

La trama della prima stagione non è malaccio, anzi. C’è una buona dose di giallo mista ad una buona dose di dramma e commedia. Il problema è principalmente la protagonista che è davvero odiosa (e più va avanti e peggio diventa), ma viene compensata dai personaggi secondari che sono ben scritti: la sua migliore amica e coinquilina lesbica, l’amico morto che compare nei flashback, il poliziotto vedovo con la figlia adolescente non vedente, il cugino ambiguo del ragazzino morto, il tipo affascinante. Il finale ha anche un bel colpo di scena.

La seconda stagione già diventa leggermente surreale ed a tratti ridicola. Tra l’altro la trama non è nemmeno chissà quanto affascinante, la morte di quel tizio che si vede nel primo episodio che poi sarebbe una specie di spoiler del finale, francamente è la cosa meno interessante dell’intera stagione. Il tipo non prende mai una posizione di rilievo all’interno della cerchia dei personaggi protagonisti, anzi, per cui la ragione per cui è morto e chi è stato ad ucciderlo diventa irrilevante. Finisci che non te ne importa davvero nulla.

La terza la supera ancora di più. Gli autori tendono sempre a far filare tutto liscio alla protagonista che è sempre più detestabile. E ciò è irritante. La ragazza è non vedente, ma riesce sempre ad uscire da ogni situazione pericolosa praticamente indenne. Per non parlare del fatto che riesca a circuire qualsiasi essere umano maschile grazie al suo sex appeal, che per quanto sia carina l’attrice che la interpreta il personaggio è davvero brutto, ha indosso gli stessi abiti da tipo settimane (perché è in fuga), ad un certo punto si ritrova a dormire per strada e probabilmente non si lava da giorni. Mah… Per non parlare del fatto che come hanno detto ampliamente nella prima stagione lei non usa alcuna protezione mentre fa sesso, per cui tutti i tizi che vanno a letto con lei praticamente al primo incontro sono degli incoscienti, per non dire completi idioti (e sono stata diplomatica). Ma ancora peggio è il fatto che tutti gli uomini con cui ha avuto a che fare la difendono sempre e comunque (tranne uno) e fanno passare gli altri, soprattutto donne, per invidiose quando fanno loro notare che la tipa si comporta sempre in modo egoistico. Cosa che fa. E la cosa che mi ha irritato di più è che sfrutti la sua disabilità per ingannare la gente e ricattarla emotivamente. Praticamente tutti devono fare tutto ciò che vuole lei altrimenti lei minaccia di farlo comunque e con più fatica essendo non vedente. E siccome le altre persone si preoccuppano alla fine l’ha sempre vinta lei.

I poliziotti sono degli idioti. E ciò non è credibile dato che ci troviamo a Chicago, non in un paesino sperduto della campagna americana. Arrestano una non vedente per aver ucciso con un colpo di pistola abbastanza distante una boss della droga. Anche alle spalle tra l’altro. Tutto molto credibile (ironia modeOn). Ma loro sono convintissimi. Neanche l’esame balistico tengono in considerazione.

Tutta la terza stagione a cercare Jess, l’amica lesbica, ipotizzando addirittura che sia stata rapita ed ammazzata per poi ritrovarla viva e vegeta che voleva solamente allontanarsi dai suoi amici, che la posso anche capire dato che sono tutte relazioni tossiche quelle descritte in questa serie, vedesi come la protagonista cerca di nuovo di manipolarla per farle cambiare idea e tornare con loro, ma farglielo sapere no? Bastava un SMS cavolo! No. Questi autori non sono normali.

Ora scommetto che la quarta stagione sia tutta incentrata sul come far uscire di galera la protagonista nonostante sia colpevole di almeno una mezza dozzina di reati. Certo, non l’omicidio, ma spaccio e riciclaggio di denaro sporco sì. Ma devono farla uscire indenne da tutto come hanno sempre fatto facendole risolvere la qualsiasi per farla sembrare una eroina e non il personaggio pessimo che è in realtà.

Altra nota negativa, almeno per me,  il cane. Bel cucciolone, ma completamente inutile. Sa solo trovare l’uscita ed il bagno, altro non fa. In teoria dovrebbe avvisare della presenza di terze persone, soprattutto se sconosciute, capisco che non possa essere una specie di “Rex”, ma nemmeno starsene impassibile per il 90% delle situazioni. A volte sembra che sia lei a guidarlo mentre camminano e non il contrario.

Come già accennato sopra è stata rinnovata per una quarta stagione, che probabilmente non vedrò. Sono riuscita ad arrivare fino alla fine della terza stagione solamente perché lo hanno trasmesso in un orario in cui non c’era null’altro e nel frattempo giocavo con il cellulare.

Mchan

Ridatemi mia moglie

Anno: 2021

Paese: Italia

Episodi: 2, 1 stagione

Genere: drammatico, commedia

Regia: Alessandro Genovesi

Cast: Fabio De Luigi, Anita Caprioli, Diego Abatantuono, Diana Del Bufalo, Carla Signoris

Trama: Giovanni e Chiara sono sposati da 5 anni, nel giorno del suo compleanno lei decide di lasciarlo durante la festa con parenti ed amici.

Noioso.

Lento. Battute nemmeno l’ombra, almeno non di quelle divertenti. Davvero, non ho praticamente mai nemmeno sorriso. Anche tutto il fraintendimento sulla gravidanza è stato di un piattume… Poi ci sono i flashback che spuntano a caso e sono irritanti perché spezzano il racconto senza un motivo preciso.  

Il personaggio principale è troppo passivo. Ti viene voglia di urlare al televisore “Smuoviti!”.  A parte che è proprio la situazione ad essere surreale in modo irritante.

Alla protagonista viene la brillante idea di mollare il proprio marito nel giorno del suo compleanno. Ma si può? Non potevi sopportarlo un giorno in più? Tanto il motivo per cui lo molla è solamente che lo ritiene troppo noioso, per cui fa questo piccolo sacrificio e non mortificarlo davanti ad amici e parenti (anche se questi ultimi non lo hanno nemmeno capito). Tra l’altro non ha nemmeno il coraggio di prendersi le sue responsabilità e dirlo lei ai propri genitori, ma vuole che lo faccia lui.

L’amica di lei poi è odiosa, si comporta come se fosse stato lui a lasciare l’amica con chissà quale colpa quando non è così. Va bene sostenere l’amica, ma non con questo astio verso di lui. Anche la sorella non è proprio a posto. Sembra che se un uomo è gentile e premuroso è per forza di cose noioso e va mollato. Mah…

Mchan

Serie tv abbandonate

Mr Corman

Anno: 2021

Paese: Usa

Episodi: 10, 1 stagione

Genere: drammatico, commedia

Cast: Joseph Gordon-Levitt, Juno Temple, Debra Winger, Arturo Castro

Camping

Anno: 2018

Paese: Usa

Episodi: 8, 1 stagione, conclusa

Genere: commedia

Cast: Jennifer Garner, David Tennant, Juliette Lewis, Ione Skye, Chris Sullivan, Cheyenne Haynes, Arturo Del Puerto, Janicza Bravo, Brett Gelman  

Premetto che io non sono una persona che commenta una brutta visione con la frase: “Ho sprecato il mio tempo” nè che è solita mollare una serie alla prima puntata, ma stavolta non ce l’ho proprio fatta.

La prima serie è di un deprimente assurdo. A me piacciono i drama, mi piace commuovermi, ma qui era solamente una tristezza infinita persistente che almeno per il primo episodio e mezzo non si capiva dove volesse andare a parare.

La seconda l’ho stoppata a forse nemmeno metà della prima puntata. Non faceva ridere, non si capiva un accidenti di quello che stava succedendo ed è stata caotica nella presentazione dei personaggi. Non sono riuscita a capire nemmeno il nome dei due principali. Probabilmente non è proprio il mio genere, al limite del grottesco, per cui ho preferito passare ad altro.

Voi le avete viste? Avete dei pareri differenti? Perché magari sono io il problema, tutto può essere.

Mchan

High Flyers

Anno: 2020

Paese: Paesi Bassi

Episodi: 8, 1 stagione

Genere: drammatico

Cast: Joshua Stradowski, Sinem Kavus, Soy Kroon

Trama: Rutger, Guus e Laila sono tre aspiranti piloti della Royal Netherland Air Force. Si segue il loro addestramento fino alla prima missione in Medio Oriente.

L’ho trovata spesso con una trama un po’ carente di filo cronologico. Tipo che l’accademia è durata un paio di episodi, e ci sta a livello di narrativa visiva, ma è stata anche la percezione temporale ad essere così veloce. Idem per il seguente periodo di formazione come piloti sia in patria che negli Usa. Alla fine della serie sembra che sia passato un solo anno, invece che 4 o 5 come dovrebbe essere. Per esperienza so che l’accademia dell’aereonautica dura circa 4anni più un anno in Usa.

Anche l’età dei personaggi a volte è un po’ ambigua. Tipo che Laila in un flashback del 1997 dovrebbe avere una decina di anni, quindi ai giorni nostri, dove pare essere ambientata cronologicamente la serie, ne avrebbe una trentina, ma mi pare alquanto strano perché sembrano tutti e tre dei poco più che ventenni.

A parte questo, la serie è godibile, con una trama principale carina ed interessante. I personaggi principali sono ben delineati e non si cade nei classici cliché. Tipo lei è appunto una donna in un mondo prettamente maschile e pure musulmana (addirittura immigrata di prima generazione), ma non ci sono stati sopra più di tanto.

La trama secondaria invece l’ho capita poco. O meglio: l’ho capita, ma non mi ha entusiasmato granché, specialmente tutto ciò che ha riguardato la giornalista ossessionata da non si capisce bene cosa. All’inizio pareva volesse aprire un’inchiesta giornalistica sul processo ad una specie di terrorista filo russo, poi si è accanita contro il protagonista su di una questione abbastanza subdola, infine è completamente scomparsa dallo schermo. Mah…

Al momento non si sa ancora se ci sarà una seconda stagione, ma il forte favore del pubblico straniero potrebbe indurre i produttori a proseguire.

Mchan

Trying

Anno: 2020

Paese: Uk

Episodi: 16, 2 stagioni, in corso

Genere: drammatico, sentimentale, commedia

Ideatore: Andy Wolton

Cast: Rafe Spall, Esther Smith, Imelda Staunton, Ophelia Lovibond, Oliver Chris

Trama: Nikki e Jason sono una coppia che non riesce ad avere dei figli in modo naturale per questo hanno deciso di ricorrere all’adozione, ma il percorso non sarà facile.

Come idea non è male. La prima stagione scorre abbastanza velocemente, anche grazie al minutaggio ridotto degli episodi (circa 30min, ma anche meno). Conosciamo i due protagonisti, il loro background famigliare e ci avventuriamo con loro nei meandri della burocrazia per poter adottare dei bambini.

Unica nota stonata, a mio gusto, è lei. Secondo me il suo carattere è troppo enfatizzato. Io sinceramente non le affiderei nemmeno una pianta di plastica, figuriamoci un bambino.

La seconda stagione perde il fulcro della trama che dovrebbe essere l’adozione. Anzi, sembra che essa sia solamente un escamotage per le varie scene comiche e siparietti che dovrebbero far ridere, ma che a me sanno solo di grottesco. I due protagonisti risultano davvero troppo stupidi ed immaturi. L’assistente sociale scompare ed i due vengono praticamente lasciati da soli ad affrontare una possibile adozione, che naturalmente sembrerà andare a monte. Solo nell’ultimo episodio l’assistente sociale si rifà viva per sconvolgere ciò che stavano facendo ed affidargli una bimba che non sanno dove mettere perché hanno tutti i dormitoi pieni. Questi bambini sembrano dei pacchi postali.  

Anche il fatto di come funziona l’adozione è un po’ assurdo. Io non sono un’esperta, ma non penso che si possa scegliere un bambino da un catalogo. Giuro che succede questo. Anche perché giusto nella puntata con la commissione si diceva che l’unico interesse doveva essere quello del bambino, che i due possibili genitori dovevano volere solo il bene del bimbo ed adottare per togliere il minore da una situazione non piacevole e non per avere dei bambini anche se biologicamente non si può.

Questi bimbi sembrano davvero degli oggetti inanimati da spostare a seconda della disponibilità dei letti degli istituti. Assurdo. E pensare che per tutta la prima stagione ci hanno ammorbato sul fatto che i potenziali genitori dovevano essere “preparati” perché i bambini venivano da delle situazioni difficili ed avevano bisogno di tutte le attenzioni, materiali o meno, possibili. Mentre nell’ultima puntata della seconda stagione l’assistente sociale praticamente dice loro: “Non abbiamo più posto in struttura, prendetevi questa bimba per un paio di giorni, poi vediamo”. Vabbè…

E tralasciamo come viene trattata la coppia. Il centro di tutto è  lei. Lui è solamente un suo valletto. Non ha diritto di decidere su nulla. Se solo prova ad avere un’idea contraria a quella di lei, litigano. Per me non è così che dovrebbe funzionare una relazione.

Mchan  

The Baker & The Beauty

Anno: 2020

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale

Episodi: 9, 1 stagione, conclusa

Soggetto: omonima serie televisiva israeliana by Assi Azar

Cast: Victor Rasuk, Nathalie Kelley, Dan Bucatinsky, David Del Rio, Michelle Veintimilla, Belissa Escobedo, Lisa Vidal, Carlos Gomez

Trama: Daniel è un fornaio figlio di immigrati cubani. Lavora nel forno di famiglia con il padre, la madre ed il fratello minore Mateo. Ha anche una sorella che frequenta il liceo: Nathalie. E’ fidanzato con Vanessa da 4 anni, ma durante la cena per il loro anniversario lei gli fa la proposta di matrimonio davanti a tutto il ristorante e lui le risponde negativamente. Lei, infuriata, se ne va, mentre lui incontra una bellissima ragazza che lo invita a finire la serata con lei ed i suoi amici. Lei è Noa, una modella/influenzer/imprenditrice/figlia di papà, tra i due scoccherà subito la scintilla.

A parte la velocità con la quale è avvenuto il tutto, questa serie era partita abbastanza bene, ma poi si è persa appresso alla storia d’amore dei due protagonisti che sinceramente trovo piatta e vista e rivista. Sono molto più interessanti i personaggi secondari, compresa la fidanzata mollata al primo episodio, che non la coppietta. Che però sono trattati da cornice. Anche la storia del coming out della sorellina aveva del potenziale se non l’avessero buttato in caciara. Come hanno buttato lì la malattia degenerativa della madre della protagonista per poi non parlarne più. E’ tutto un mostrare il mondo glamour di lei e cercare di farci entrare anche lui. Che poi non ho capito: lei si è innamorata di lui perché era un uomo semplice e lontano dallo showbusiness e invece poi cerca di cambiarlo procurandogli un provino per un programma televisivo culinario. Per non parlare del fatto che ad un certo punto le viene offerto un ruolo in un film che però sarà girato in Marocco e vuole che lui vada con lei, ma lui le dice che non può per via dell’attività di famiglia (si tratterebbe di 3 mesi di riprese) e lei gli risponde come se ciò non significasse nulla. E tralasciamo che ha praticamente fatto outing alla sorella di lui e manco si è scusata. Nel quinto episodio poi abbiamo la fiera dell’ipocrisia. La sorellina che difende a spada tratta i due piccioncini solo perché lei è famosa (perché diciamo che il fratello ci ha messo solo due secondi a rimpiazzare la fidanzata storica ed è comprensibile che quest’ultima ne sia risentita), lui che rinfaccia alla propria famiglia di approfittarsi della celebrità di Noa per rendiconto personale quando è lui stesso a farlo dato che ha addirittura accettato un’auto in regalo solo perché era il nuovo fidanzato della it-girl.

L’ultimo episodio poi non ho ben capito se sia stato girato/ideato quando giá si sapeva della cancellazione e così è stato reso con l’happy ending per far felice gli spettatori oppure no. Perché tutta la storia della vendita dello stabile di famiglia l’ho trovata superflua ed anche un bel po’ sconclusionata. Fino a due secondi prima il loro sogno era ingrandire il locale annettendo una caffetteria e basta un’offerta per farli ripensare a tutto. Tra l’altro loro in quello stabile ci abitano pure, quindi quanto gli hanno offerto per fargli comprare una casa nuova e poter vivere di rendita??? Perché non hanno minimamente parlato di aprire un’altra attività, semplicemente di smettere di lavorare. E vogliono pure che la figlia più piccola vada all’università. Mah…

Bonus: adoro quando i genitori di lui parlano in spagnolo/cubano.

Come già preannunciato la serie è stata cancellata alla fine della prima stagione. Varie celebrità si sono dichiarate dispiaciute da ciò, ma sinceramente se il focus della serie fosse stata la famiglia di Daniel avrei potuto capire, ma il focus è la coppia e come ho già detto sono noiosi e banali. La loro storia si poteva trattare in un film per la tv di un paio di ore, non in un’intera serie di 9 puntate.

Mchan