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Anime:

Anno: 2016
Regia: Makoto Shinkai
Genere: animazione, fantastico, sentimentale, drammatico
Soggetto e sceneggiatura: Makoto Shinkai
Trama: Mitsuha Miyamizu è una studentessa del liceo che vive in una piccola cittadina di montagna sulle rive di un lago artificiale chiamata Itomori. Appartiene ad una famiglia che si occupa del tempio per cui ha svariati obblighi ed essendo anche figlia del sindaco della cittadina non è molto popolare tra i compagni di scuola.
Taki Tachibana invece è un liceale di città che vive con il padre e lavora part time in un ristorante italiano.
I due ragazzi, di tanto in tanto si svegliano l’uno nel corpo dell’altra e così si scambiano ii posti. All’inizio sono entrambi molto scioccati, pensano addirittura ad un sogno molto realistico, ma pian piano comprendono che si tratta di realtà ed iniziano a lasciarsi dei messaggi su ciò che hanno fatto durante la giornata dato che al risveglio non ricordano nulla.
Entrambi migliorano la vita dell’altro apportando un po’ delle loro caratteristiche, per esempio Taki risulta più calmo e gentile mentre Mitsuha più sicura di sé.
Un giorno cambia tutto. Si tratta di un giorno molto importante per entrambi: lui ha un appuntamento con la ragazza che gli piace e lei vedrà il passaggio di una cometa.
Da quel giorno i due non si scambieranno più di posto, anzi, i messaggi che lei gli aveva lasciato sul cellulare di colpo spariscono e lui pian piano non ricorderà più nulla di lei, però continuerà a disegnare i paesaggi del luogo dove lei viveva.
Un giorno decide di trovare quei luoghi e si mette in viaggio. Arriverà ad una scoperta incredibile…

Spoiler
Scopre che la cittadina è stata spazzata via da un pezzo della cometa che è caduto proprio lì e che praticamente tutti i suoi abitanti sono morti, compresa Mitsuha, ma la cosa ancora più incredibile è che la tragedia sia successa tre anni prima.
Nel frattempo il passato di lei cambia, al risveglio di quel giorno è lui a ritrovarsi nel suo corpo e conscio della tragedia che sta per abbattersi sulla cittadina cerca in tutti i modi di salvare più gente possibile. Naturalmente all’inizio viene presa per pazza e fino all’ultimo tutto sembra andare come effettivamente è andata tre anni prima.
Il vero Taki guidato da una specie di sesto senso si avvia verso un luogo mistico dove era stato con la nonna della ragazza e qui accade una specie di miracolo dato che i due mondi seppur con tre anni di distanza si incrociano ed in qualche modo i due ragazzi riescono a vedersi e comunicare seppure per pochi attimi.
Quando si risveglia non ricorderà più nulla di tutto ciò che è accaduto, ma gli rimarrà la sensazione di dover trovare qualcuno.
Passano gli anni, lui si laurea ed è in cerca di lavoro quando sul treno della metro la incontra. All’inizio è solo una sensazione, ma lo spinge a scendere ed inseguirla. Quando si incontrano entrambi non sanno bene cosa li ha spinti a rincorrersi, ma la prima cosa che si chiedono imbarazzati è: Come ti chiami?

L’ho trovato davvero delizioso. Magari un poco incomprensibile di primo achitto dato che alcune cose sono legate alle tradizioni tipiche ed ai vocaboli giapponesi, ma alla fine le sensazioni lasciate sono positive e commoventi.
Ho trovato gli sfondi stupendi, davvero molto realistici. Ad un certo punto c’erano degli alberi che per qualche secondo ho pensato fossero reali sul serio.
I protagonisti sono ben strutturati ed i comprimari tenuti un po’ sullo sfondo, ma il punto centrale sono i due ragazzi protagonisti ed il loro legame e tutto ciò che esso comporta. Perché oltre la storia d’amore c’è anche la crescita interiore ed il conflitto tra tradizioni e modernità.
L’unica cosa che non mi è piaciuta più di tanto è stata la costante reazione di lui al risveglio nel corpo di lei. Ok, la prima volta ci stava anche, ma poi ad una certa anche basta, soprattutto quando veniva “scoperto” dalla sorellina di lei.
Mi ha ricordato leggermente un film che adoro: La casa sul lago del tempo del 2006 di Alejandro Agresti con Keanu Reeves e Sandra Bullock, che tra l’altro è un remake di un film coreano del 2000.

Libro:

Autore: Makoto Shinkai

Terza di copertina:
“Mitsuha, una liceale che vive in una città di montagna, si ritrova, in sogno, nei panni di un ragazzo. Una stanza mai vista prima, amici che non conosce e Tokyo che si estende davanti a lei.
Nel frattempo, Taki, un liceale che abita proprio a Tokyo, vive la stessa esperienza, ritrovandosi, in sogno, nel corpo di una ragazza, in una città sperduta fra le montagne.
Presto si accorgeranno dello “scambio” onirico, ma…
L’incontro di due realtà così diverse mette in moto gli ingranaggi del destino”

Quarta di copertina:
“Ogni tanto, la mattina, appena sveglia mi capita di ritrovarmi a piangere, senza sapere perché”
“Il romanzo originale, scritto da Makoto Shinkai, regista dell’omonimo film. Uno dei più grandi successi dell’animazione contemporanea”

Estratto:
“Dove risiedono i ricordi di una persona?
Nelle stesse connessioni sinaptiche del cervello? I ricordi si trovano anche nei bulbi oculari e nei polpastrelli? Oppure esiste da qualche parte una massa spirituale, invisibile ed indefinita come una nebbia, ed è lì che risiedono i ricordi? Una cosa che si potrebbe chiamare cuore, mente o anima.
E’ possibile estrarla e reinserirla come si farebbe con una scheda di memoria per un sistema operativo?”

Riprende fedelmente la trama dell’anime, ma grazie alle note è un pochino più facile capire alcuni vocaboli/giochi di parole giapponesi.

Manga:

Conta 3 volumi ed è fedelissimo all’anime. Stesso character design e stessi panorami.

Mchan

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Lovely Tag

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REGOLE:

Rispondere alle domande del TAG;

Usare l’immagine del TAG;

Nominare e taggare il creatore del TAG e chi vi ha nominati

Sono consentite fino a 3 risposte per argomento e possono essere affiancate a immagini

Taggare 10 amici blogger e avvisarli

Divertirvi

Chi mi ha taggato: Oriana de I discorsi dell’ascensore.

https://oriana75.wordpress.com/2017/05/01/lovely-tag/

Creatore: Shio, blogger che non conosco. L’immagine la vedete in cima all’articolo.

Questo tag l’ho visto in maggio, ma lo ripropongo ora perché sapete benissimo che per me il mese dell’amore e del romanticismo è febbraio.

Domande e risposte:

1- Il vostro Lovely letterario: autori o autrici che con le loro qualità vi fanno battere il cuore attraverso i loro romanzi.

Prima fra tutte Jane Austen.

E poi Cecelia Ahern e più recentemente Morgan Matson.

2- Il vostro Lovely sportivo: personaggi legati al mondo dello sport, che siano ancora in attività o in vita non importa, basta che sono riusciti a farvi sognare con le loro imprese.

Il mio “primo amore” sportivo è stato Valerio Vermiglio, pallavolista e lo porto ancora nel cuore.

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3- Il vostro Lovely cinematografico: attori o attrici che si sono guadagnati un posto d’onore nella vostra top ten cinematografica (magari raccontando anche con quale interpretazione).

Da piccola adoravo Julia Roberts e Brad Pitt.

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Al momento ho un amore sconfinato per Colin Firth <3<3<3

colinfirth

4- Il vostro Lovely musicale: il cantante, la cantante, il gruppo, il cantautore/trice che vi fa sognare con la loro musica.

Ronan Keating ed al momento Ed Sheeran.

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Niente, sto leggermente in fissa con i tipi irlandesi.

5- Il vostro Lovely fumettistico: I vostri idoli fumettistici! Da La Pimpa a Bonelli a Toriyama, chiunque abbia fatto breccia nel vostro cuore e per questo sono diventati i vostri preferiti.

Più che fumetti parlerei di manga. Peach Girl di Miwa Ueda e Mars di Fuyumi Souryo.

6- Il vostro Lovely serial TV: gli attori che hanno fatto battere il vostro cuore (scrivete anche la serie che hanno interpretato così possiamo guardarla se interessati), ma mi raccomando, solo attori di serie TV.

Ce ne sono diversi, ma il primissimo è sicuramente Joshua Jackson alias Pacey Witter di Dawson’s Creek, soprattutto per il personaggio che fisicamente è decisamente migliorato con il tempo 😛

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7- Il vostro Lovely teatrale: Il teatro, il grande teatro e i suoi grandi interpreti, che siano di prosa, di musical o di danza classica il discorso non cambia, basta che vi hanno emozionato.

Qualsiasi balletto. Adoro la danza classica.

8- Il vostro Lovely televisivo: I personaggi della TV italiana che non vi stancate mai di seguire, ovviamente se la seguite xD

Boh. Da piccola adoravo Gerry Scotti, al momento non seguo più programmi televisivi che non siano serie tv straniere tra l’altro.

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9- Il vostro Lovely fantastico: Il personaggio di fantasia che più amate. Non l’attore o l’attrice che lo interpreta, ma proprio il suo personaggio, esempio Harry Potter.

Jacob Black (altrimenti chiamato ilmioadoratoJacob) di Twilight.

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10- Il vostro Lovely di sempre: Colui o colei che hanno superato le barriere del tempo, che nonostante gli anni che passano, continuate a seguirlo ed ad amarlo come il primo giorno (o che avete amato e ora non c’è più).

Mi ripeto: Ronan Keating.

Ritenetevi taggati tutti.

Mchan

Weirdness fraterne

Mio fratello è stato per una settimana a Tokyo (e quando me lo ha detto volevo infilarmi nella valigia, ma niente, non ci stavo 😛 ), il suo è stato un viaggio di lavoro, ma pur sempre a Tokyo è andato e praticamente tutto spesato (ed io rosico). Ok, gli unici momenti liberi erano tipo dopo le h19 di sera e con la sveglia alle h6e30 voglia di andarsene in giro a fare bisbocce ce ne era poca (ma anche se avesse dovuto lavorare mezza giornata che mio fratello è un pigrone) comunque nei suoi pellegrinaggi in cerca di un posto dove mangiare qualcosa che non fosse crudo un po’ della città lo ha girato (grazie anche alla giornata dedicata al tour organizzato organizzata, scusate la ripetizione, dagli ospiti). Ed io rosico parte 2 😦

Comunque è riuscito a trovare anche paio di minuti per portarmi qualcosa (e che si sia ricordato di me è già una gran cosa). Cosa avrà mai scelto? Per una volta nella sua vita si è ricordato della mia passione per i manga (che continua a chiamare fumetti, ma vabbé…) e mi ha comprato appunto un manga.

mangagiapponese

Ecco, ora io il giapponese non lo conosco ed è anche un bel po’ di tempo che non compro manga quindi non ho la minima idea di che cosa tratti questo.

Sfogliandolo ho solo potuto constatare che fortunatamente non è porno (fiuuu) e che la protagonista è una ragazzina fissata con le biciclette.

Dico io: ma non poteva limitarsi a comprarmi una delle tante sciocchezze che vendono alle macchinette???

Mchan

Ps: ma a voi vi sembra normale che abbia incontrato delle adorabili giapponesine vestite con il loro abito tradizionale e non abbia scattato loro una foto perché avevano in mano lo smartphone e non sarebbe stato carino averlo nello scatto? Solo mio fratello… -.-‘

 

Weirdness feat my lovely trips

Rimasta orfana delle competizioni in televisione grazie alle Olimpiadi, ma soprattutto molto ma molto annoiata, mi sono chiesta il perché mi piacessero alcuni sport piuttosto che altri. E devo dire che un aiuto me lo ha dato anche la programmazione mattiniera di Italia 1.

A parte il tiro con l’arco e l’equitazione che ho praticato quindi è abbastanza intuibile il motivo d’interesse, ed a parte il nuoto che è comunque un belvedere, rimangono:

Tuffi: belvedere come il nuoto ma poi adoro la Cagnotto, quindi penso proprio che sia l’ultimo anno che li seguo con interesse.

Nuoto sincronizzato: avevo un’amica che lo praticava.

Pallavolo: anche qui non è male come panoramica. Ma penso che il motivo principale sia l’aver visto da piccola Mila&Shiro e Mimì e le ragazze della pallavolo.

Ginnastica ritmica: anche qui c’è di mezzo un cartone Hilary.

Hilary

Scherma: ed ecco chi mi ha dato spunto per il post. Lady Oscar.

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Ma quanto erano belli i cartoni di una volta?

Con delle belle trame orizzontali. Io vedo i miei nipoti che impareranno pure l’inglese, l’alfabeto, i numeri, la fisica, la meccanica (giuro!) e tante altre cose, ma non conoscono affatto cosa sia un racconto e l’attesa per vedere come va a finire una situazione. Ecco, magari le partite interminabili di Holly&Benji anche no, però…

E voi quali cartoni animati vedevate da piccoli? Quali vi hanno fatto appassionare ad un argomento trattato?

Mchan

Wolf Children

Ho visto prima l’anime e poi ho letto il manga.

Anime by Mamoru Hosoda

Manga by Yu, Yoshiyuki Sadamoto, Mamoru Hosoda

Anno 2012

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La storia è tenera, anche se ad un certo punto il repentino cambio caratteriale dei due bambini non l’ho apprezzato molto.

Tutto inizia quando la protagonista, Hana, incontra un ragazzo misterioso all’università. I due si frequentano e si innamorano. Ma lui ha un segreto: è un uomo-lupo. Praticamente può trasformarsi in lupo e viceversa a suo piacimento. Quando lei rimane incinta iniziano i primi problemi dato che non sanno se il piccolo ha le sembianze di un lupo o di un umano, per cui decidono di non andare da un dottore e di partorire in casa. La primogenita nasce umana e senza complicazioni, dopo un anno viene alla luce il maschietto, sempre con lo stesso metodo di non andare dai medici, ma avviene anche la scomparsa del padre. Ora Hana se la dovrà cavare da sola con due bambini piccoli, un lavoro part-time che presto abbandonerà per badare ai bimbi ed il loro segreto da custodire. Infatti i due piccoli si “trasformano” in lupachiotti nei momenti più impensabili così fanno una vita abbastanza relegata in casa. Fino a quando Hana non capisce che non può più continuare a fare l’eremita in una grande città come Tokyo, specialmente vivendo di soli risparmi, e così decide di trasferirsi in campagna, in un posto isolato in cui i suoi bambini possono vivere all’aria aperta senza essere guardati da occhi indiscreti. Ma ad un certo punto devono comunque fare la conoscenza degli altri abitanti vicini ed andare a scuola. Ecco, se all’inizio la femmina, Yuki, era la più selvatica, capricciosa ed “arrogante”, mentre il fratello Ame era cagionevole, mingherlino e pauroso, con l’avvento della scuola cambiano completamente carattere. Yuki diventa più quieta mentre Ame comincia a voler trascorrere molto più tempo nei boschi.

Non vi svelo il finale, ma è dolceamaro.

Sicuramente è una bella storia sulla forza e l’amore di una madre che da sola deve crescere i propri figli e proteggerli dal mondo esterno, ma ci sono alcune cose che hanno disturbato la delicatezza della storia.

A parte la scena all’inizio quando lui le svela il suo segreto (e si trovano in un parco) e subito dopo sono a casa di lei, sul letto, nudi, e lui, in forma di lupo, le chiede se ha paura di lui. Mi è parso un pochino troppo tardi per fargli chiedere una cosa del genere, all’inizio ho pensato ad un errore di traduzione o di adattamento dei dialoghi, ma succede la stessa cosa nel manga, per cui…

Ma il punto centrale che secondo me ha proprio stonato è il cambio di carattere di Ame. Quello di Yuki potevo anche capirlo, quando inizia la scuola e frequenta le altre bambine si rende conto di essere un po’ troppo maschiaccio e per farsi accettare comincia a comportarsi più da femmina. Mentre lui all’inizio era proprio un pauroso cronico. Non voleva nemmeno rimanere a vivere in campagna. E’ vero che c’è stato un episodio in cui si è sentito un pochino più forte in quanto lupacchiotto, ma è stato troppo radicale.

E poi troviamo di nuovo un genitore troppo permissivo. A cominciare dall’inizio, quando bastava che Yuki facesse un po’ di capricci per dargliela vinta, oppure quando i due bimbi in forma di lupacchiotti vandalizzassero la casa e la madre non diceva nulla. Per poi continuare qualche tempo più tardi quando Ame non andava praticamente mai a scuola e lei di nuovo nulla da dire, si arrabbiava la sorella, ma non la madre, pazzesco. Infine il bambino ha lasciato definitivamente la scuola, alla sola età di 10 anni, e se ne andava tutti i giorni in giro per il bosco da solo. Alla fine la cosa l’hanno giustificata dicendo che nell’età di lupo a 10 anni si è già adulti. Vabbé. Per non parlare del fatto che ad un certo punto c’è un grosso temporale e la scuola chiama i genitori per far andare a prendere i figli prima dell’orario di uscita consueto e nel preciso instante in cui la madre sta per uscire Ame decide di sparire nel bosco e lei lo insegue. Naturalmente non lo trova e invece di tornare indietro ed andare a prendere l’altra figlia continua a cercarlo perdendosi nel bosco e lasciando la figlia da sola a scuola per tutta la notte. Assurdo, se solo si pensa che fino a due secondi prima ogni volta che il bimbo scompariva nel bosco a lei non importava granché e lo lasciava fare.

Altra cosa un po’ stupida, una sciocchezza però ci si fa caso, è che i bambini indossano sempre gli stessi abiti. Il maschio poi sembra una copia in miniatura del padre sia come colori che come abbiglliamento, mentre la femmina fortunatamente fisicamente cambia un pochino, ma per ben 4 anni di seguito indossa lo stesso abito in ogni occasione. So che questo espediente viene usato spessissimo negli anime per riciclare i disegni, ma la bimba cresce quindi non c’è nulla da riciclare e poi alla madre questo non accade, lei cambia abiti spesso.

Il manga non si discosta di praticamente nulla dall’anime. Le differenze sono prettamente stilistiche: nel primo i disegni dei personaggi sono più dolci, nel secondo i paesaggi sono decisamente più spettacolari. La scena più bella poi è stata quella della corsa nella neve che sulla carta è stata descritta in meno di due pagine e naturalmente non aveva lo stesso effetto.

Mchan

5 cm al secondo

E’ il titolo di un altro anime di Makoto Shinkai e si riferisce alla velocità di caduta dei petali dei fiori di ciliegio.

Stavolta ho visto prima l’anime e poi letto il manga (in 2volumi)

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L’anime è diviso in 3 capitoli.

Il primo è lento, troppo lento ed a tratti surreale. Prima di tutto un tredicenne prende da solo più treni per arrivare dalla sua amichetta dopo la scuola impiegandoci in previsione 3ore e praticamente più di 7 a causa dei ritardi causati dalla neve, non faceva prima a saltare la scuola od ad andarci in un giorno di festa? Mah… Poi si ritrova a dover rimanere lì e non avvisa affatto i genitori. La ragazza che lo aspetta indossa la gonna dell’uniforme della scuola e sotto ha solamente dei calzettoni a metà polpaccio, con quel freddo cane, ari mah… Invece di portarlo a casa sua trascorrono la notte in un capanno abbandonato. Terzo mah…

Il secondo è quello che mi è piaciuto di più. Il punto di vista cambia, si sposta su di una ragazza che ha una cotta per il protagonista ma che non riesce a dichiararsi. Sarà che mi ci sono immedesimata, ma mi è piaciuto molto.

Il terzo è quello che mi è piaciuto di meno, ma che soprattutto ho capito di meno. Ci si sposta di luogo e di tempo, 10 anni dopo circa a Tokyo. Troviamo sempre lui che pensa all’amichetta dell’inizio (il suo amore eterno ed impossibile) mentre un’altra gli scrive dei messaggi. Ad un certo punto si semi incontrano, ma sembra che non si riconoscano. Poi vediamo lei che fa capire che si sta per sposare. Infine lui che si licenzia dal lavoro e finisce così.

Mah al cubo! 😛

Sarò tarda io ma non l’ho capito. Comunque i disegni sono bellissimi, forse potevano fare di più per i personaggi, ma i fondali sono davvero belli.

Veniamo al manga. Autori: Makoto Shinkai e Yukiko Seike.

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I capitoli sono quasi quadruplicati (11) e la trama riprende molto l’anime, è praticamente uguale a parte la terza parte.

Avendo più tempo/spazio le storie sono più particolareggiate a parte quella di mezzo che rimane fedelissima all’anime senza nessuna aggiunta, ma comunque si riusciva a capire bene già di suo.

La terza parte ha finalmente una trama più comprensibile.

L’ultimo capitolo è dedicato interamente alla ragazza della seconda parte e fa vedere come è proseguita la sua vita dopo la partenza di lui. Mi è piaciuto molto, infatti me la auguravo proprio una cosa del genere. Lo ammetto: ho un debole per questo personaggio 😛

Il finale poi fa ben sperare per il mio personaggio preferito!

Comunque i protagonisti dovrebbero essere i due amichetti d’infanzia ed invece risulta molto più protagonista la ragazza della seconda parte che non il grande amore del protagonista maschile che si vede poco o niente e non viene per nulla approfondita la sua vita dopo la partenza all’ultimo anno delle elementari. Nemmeno quando si vedono in terza media si sa qualcosa in più di lei.

Lui non lo sopporto proprio, comunque. Sarà che ha lo stesso carattere della maggior parte dei ragazzi che mi sono piaciuti ed essendo leggermente maturata al momento mi risulterebbero tutti abbastanza irritanti se dovessi conoscerli ora. E’ il classico ragazzo che non parla e non sa esprimere i propri sentimenti, che va avanti per inerzia. Mi dispiace ma ho già dato abbastanza grazie. Forse, anzi probabilmente, è proprio per questo che mi piace molto la ragazza della seconda parte.

Lei, l’amichetta d’infanzia, è inclassificabile dato che non si parla affatto di ciò che pensa e nemmeno si descrive molto per come è.

I disegni sono similissimi a quelli dell’anime, l’unico difetto è che non si riescono molto a distinguere le ragazze, a parte quella della seconda parte, dato che sia l’amichetta d’infanzia che la ragazza che ha nella terza parte hanno i capelli lunghi, neri e con la frangetta. Avrei preferito delle differenze, oltre agli occhiali, perché, specialmente all’inizio facevo fatica a distinguerle.

Trama: vi lascio il link di wikipedia perché è davvero molto lunga.

https://it.wikipedia.org/wiki/5_cm_per_second

Mchan

Mimi wo Sumaseba

In italiano: Sussurri del cuore

E’ un manga di Aoi Hiiragi del 1989. Nel 1995 è stato trasposto in lungometraggio dallo Studio Ghibli di Hayao Miyazaki ed Isao Takahata, sotto la regia di Yoshifumi Kondo.

In Italia la Luckyred lo ha distribuito nel 2011 con il titolo I sospiri del mio cuore.

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Protagonista femminile: Shizuku Tsukishima, ragazzina delle medie, primo anno, ha una sorella maggiore, appassionata di lettura.

Protagonista maschile: Seiji Amasawa, ragazzino delle medie, compagno di scuola della protagonista, ha un fratello maggiore, nipote del padrone del negozio strano.

Io ho letto prima il manga, comprato una decina di anni or sono, e poi visto l’anime, trovato un paio di anni fa, però inizio a parlare di quest’ultimo per poi far notare le differenze.

Trama anime:

E’ estate e la protagonista ha una missione: leggere 20 libri entro l’inizio della scuola. Per farlo si reca quasi ogni giorno in biblioteca e ne prende in prestito anche più di un paio alla volta. Guardando le schede di prestito si accorge che c’è un nome che compare molto spesso e ciò la incuriosisce. Un giorno, mentre si deve recare alla biblioteca comunale dove lavora il padre per portargli il pranzo, si imbatte in uno strano gatto randagio e lo segue fino a trovarsi davanti un negozio molto particolare (io sinceramente non ho capito cosa vendesse, comunque…). Qui fa la conoscenza del padrone, un nonnino anziano, e rimane affascinata da una bambola raffigurante un gatto con fattezze umane. Quando ricomincia la scuola torna spesso in quel negozio ma lo trova sempre chiuso. Un giorno vi trova davanti il gatto randagio e si ferma. Dopo un po’ arriva un giovane, il protagonista maschile, un tizio con cui ha avuto modo di discutere un paio di volte prima di allora ma di cui non conosce il nome. Gli chiede notizie del nonnino e della bambola, denominata Barone, e lui la fa entrare nel negozio per poterla ammirare. Quando si fa buio lei lo va a cercare e lo trova intento ad intagliare del legno per costruire un violino. Infatti veniamo a conoscenza del fatto che il suo sogno è quello di diventare un liutaio e per esaudirlo vorrebbe andare in Italia. La protagonista si invaghisce di lui e si rende conto di quanto la sua vita sia priva di aspettative. Il giorno seguente lui le comunica che sta per partire per un paio di mesi e lei decide che prima del suo ritorno deve impegnarsi a scrivere un romanzo, dato che sembra essere l’unica cosa che la interessi. Così passa le settimane seguenti a scrivere e documentarsi tralasciando lo studio ed addirittura il mangiare ed il sonno. Quando finisce il suo romanzo lo fa leggere al nonnino, ma non ne è pienamente soddisfatta lei stessa. E qui arriva il primo vero messaggio dell’anime: il nonnino le dice che lei è come una pietra grezza che ha bisogno di tempo per diventare preziosa e brillante e lo stesso vale per suo nipote.

Ecco, il tutto ha avuto un senso solamente alla fine.

Ho trovato l’inizio destabilizzante con una colonna sonora country su dei fondali di una metropoli giapponese. Le battute a dir poco imbarazzanti, dei traduttori davvero pessimi. Ma si può dire: Spegni la luce a dovere??? O.O Sembrava di essere nel diciannovesimo secolo. I genitori di lei allucinanti (non mi viene altro termine). Presi solamente da loro stessi, è dovuta arrivare la sorella maggiore a rimettere in riga la casa e la sorella minore. Quando la scuola li ha chiamati per comunicargli i voti pessimi della figlia non hanno battuto ciglio, sono andati appresso ad una dodicenne che non ha fornito alcuna spiegazione se non che doveva fare quello che stava facendo, punto. E poi tutta la storia della canzone, che sinceramente non ho capito poi molto. In teoria era una canzone inglese che la protagonista ha tradotto? Non l’hanno spiegato poi molto bene. Comunque l’ho trovata irritante.

Trama manga:

La trama è pressoché identica se non per il fatto che la canzone tradotta non esiste (e meno male), i genitori sono più presenti (e meno male parte seconda), anche la sorella maggiore ha una sua storia e gli incontri/scontri verbali con il protagonista maschile sono leggermente più verosimili. I due si incontrano per la prima volta a scuola dove lui la prende in giro per il fatto che lei leggesse storie di fate, poi si incontrano in biblioteca e bisticciano sempre sullo stesso punto. Altra cosa differente è che lui ha la passione per la pittura e non deve affatto partire, però suo padre è contrario lo stesso perché vorrebbe che diventasse un medico e prendesse in mano le redini della clinica di famiglia così è costretto a dipingere in segreto nel negozio del nonnino.

Inutile dire che ho preferito il manga, anche se non c’è alcun messaggio finale. E’ semplicemente il racconto di un primo amore adolescenziale.

Mchan

Ps: mi sono piaciuti i così detti Easter Eggs che lo Studio Ghibli ha inserito nell’anime.