Lovely Tag

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REGOLE:

Rispondere alle domande del TAG;

Usare l’immagine del TAG;

Nominare e taggare il creatore del TAG e chi vi ha nominati

Sono consentite fino a 3 risposte per argomento e possono essere affiancate a immagini

Taggare 10 amici blogger e avvisarli

Divertirvi

Chi mi ha taggato: Oriana de I discorsi dell’ascensore.

https://oriana75.wordpress.com/2017/05/01/lovely-tag/

Creatore: Shio, blogger che non conosco. L’immagine la vedete in cima all’articolo.

Questo tag l’ho visto in maggio, ma lo ripropongo ora perché sapete benissimo che per me il mese dell’amore e del romanticismo è febbraio.

Domande e risposte:

1- Il vostro Lovely letterario: autori o autrici che con le loro qualità vi fanno battere il cuore attraverso i loro romanzi.

Prima fra tutte Jane Austen.

E poi Cecelia Ahern e più recentemente Morgan Matson.

2- Il vostro Lovely sportivo: personaggi legati al mondo dello sport, che siano ancora in attività o in vita non importa, basta che sono riusciti a farvi sognare con le loro imprese.

Il mio “primo amore” sportivo è stato Valerio Vermiglio, pallavolista e lo porto ancora nel cuore.

valeriovermiglio

3- Il vostro Lovely cinematografico: attori o attrici che si sono guadagnati un posto d’onore nella vostra top ten cinematografica (magari raccontando anche con quale interpretazione).

Da piccola adoravo Julia Roberts e Brad Pitt.

bradpitt

Al momento ho un amore sconfinato per Colin Firth <3<3<3

colinfirth

4- Il vostro Lovely musicale: il cantante, la cantante, il gruppo, il cantautore/trice che vi fa sognare con la loro musica.

Ronan Keating ed al momento Ed Sheeran.

ronankeating&amp;edsheeran

Niente, sto leggermente in fissa con i tipi irlandesi.

5- Il vostro Lovely fumettistico: I vostri idoli fumettistici! Da La Pimpa a Bonelli a Toriyama, chiunque abbia fatto breccia nel vostro cuore e per questo sono diventati i vostri preferiti.

Più che fumetti parlerei di manga. Peach Girl di Miwa Ueda e Mars di Fuyumi Souryo.

6- Il vostro Lovely serial TV: gli attori che hanno fatto battere il vostro cuore (scrivete anche la serie che hanno interpretato così possiamo guardarla se interessati), ma mi raccomando, solo attori di serie TV.

Ce ne sono diversi, ma il primissimo è sicuramente Joshua Jackson alias Pacey Witter di Dawson’s Creek, soprattutto per il personaggio che fisicamente è decisamente migliorato con il tempo 😛

Joshua-Jackson

7- Il vostro Lovely teatrale: Il teatro, il grande teatro e i suoi grandi interpreti, che siano di prosa, di musical o di danza classica il discorso non cambia, basta che vi hanno emozionato.

Qualsiasi balletto. Adoro la danza classica.

8- Il vostro Lovely televisivo: I personaggi della TV italiana che non vi stancate mai di seguire, ovviamente se la seguite xD

Boh. Da piccola adoravo Gerry Scotti, al momento non seguo più programmi televisivi che non siano serie tv straniere tra l’altro.

gerryscotti

9- Il vostro Lovely fantastico: Il personaggio di fantasia che più amate. Non l’attore o l’attrice che lo interpreta, ma proprio il suo personaggio, esempio Harry Potter.

Jacob Black (altrimenti chiamato ilmioadoratoJacob) di Twilight.

JacobBlack

10- Il vostro Lovely di sempre: Colui o colei che hanno superato le barriere del tempo, che nonostante gli anni che passano, continuate a seguirlo ed ad amarlo come il primo giorno (o che avete amato e ora non c’è più).

Mi ripeto: Ronan Keating.

Ritenetevi taggati tutti.

Mchan

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Weirdness fraterne

Mio fratello è stato per una settimana a Tokyo (e quando me lo ha detto volevo infilarmi nella valigia, ma niente, non ci stavo 😛 ), il suo è stato un viaggio di lavoro, ma pur sempre a Tokyo è andato e praticamente tutto spesato (ed io rosico). Ok, gli unici momenti liberi erano tipo dopo le h19 di sera e con la sveglia alle h6e30 voglia di andarsene in giro a fare bisbocce ce ne era poca (ma anche se avesse dovuto lavorare mezza giornata che mio fratello è un pigrone) comunque nei suoi pellegrinaggi in cerca di un posto dove mangiare qualcosa che non fosse crudo un po’ della città lo ha girato (grazie anche alla giornata dedicata al tour organizzato organizzata, scusate la ripetizione, dagli ospiti). Ed io rosico parte 2 😦

Comunque è riuscito a trovare anche paio di minuti per portarmi qualcosa (e che si sia ricordato di me è già una gran cosa). Cosa avrà mai scelto? Per una volta nella sua vita si è ricordato della mia passione per i manga (che continua a chiamare fumetti, ma vabbé…) e mi ha comprato appunto un manga.

mangagiapponese

Ecco, ora io il giapponese non lo conosco ed è anche un bel po’ di tempo che non compro manga quindi non ho la minima idea di che cosa tratti questo.

Sfogliandolo ho solo potuto constatare che fortunatamente non è porno (fiuuu) e che la protagonista è una ragazzina fissata con le biciclette.

Dico io: ma non poteva limitarsi a comprarmi una delle tante sciocchezze che vendono alle macchinette???

Mchan

Ps: ma a voi vi sembra normale che abbia incontrato delle adorabili giapponesine vestite con il loro abito tradizionale e non abbia scattato loro una foto perché avevano in mano lo smartphone e non sarebbe stato carino averlo nello scatto? Solo mio fratello… -.-‘

 

Weirdness feat my lovely trips

Rimasta orfana delle competizioni in televisione grazie alle Olimpiadi, ma soprattutto molto ma molto annoiata, mi sono chiesta il perché mi piacessero alcuni sport piuttosto che altri. E devo dire che un aiuto me lo ha dato anche la programmazione mattiniera di Italia 1.

A parte il tiro con l’arco e l’equitazione che ho praticato quindi è abbastanza intuibile il motivo d’interesse, ed a parte il nuoto che è comunque un belvedere, rimangono:

Tuffi: belvedere come il nuoto ma poi adoro la Cagnotto, quindi penso proprio che sia l’ultimo anno che li seguo con interesse.

Nuoto sincronizzato: avevo un’amica che lo praticava.

Pallavolo: anche qui non è male come panoramica. Ma penso che il motivo principale sia l’aver visto da piccola Mila&Shiro e Mimì e le ragazze della pallavolo.

Ginnastica ritmica: anche qui c’è di mezzo un cartone Hilary.

Hilary

Scherma: ed ecco chi mi ha dato spunto per il post. Lady Oscar.

lady-oscar

Ma quanto erano belli i cartoni di una volta?

Con delle belle trame orizzontali. Io vedo i miei nipoti che impareranno pure l’inglese, l’alfabeto, i numeri, la fisica, la meccanica (giuro!) e tante altre cose, ma non conoscono affatto cosa sia un racconto e l’attesa per vedere come va a finire una situazione. Ecco, magari le partite interminabili di Holly&Benji anche no, però…

E voi quali cartoni animati vedevate da piccoli? Quali vi hanno fatto appassionare ad un argomento trattato?

Mchan

Wolf Children

Ho visto prima l’anime e poi ho letto il manga.

Anime by Mamoru Hosoda

Manga by Yu, Yoshiyuki Sadamoto, Mamoru Hosoda

Anno 2012

WolfChildrenposter

La storia è tenera, anche se ad un certo punto il repentino cambio caratteriale dei due bambini non l’ho apprezzato molto.

Tutto inizia quando la protagonista, Hana, incontra un ragazzo misterioso all’università. I due si frequentano e si innamorano. Ma lui ha un segreto: è un uomo-lupo. Praticamente può trasformarsi in lupo e viceversa a suo piacimento. Quando lei rimane incinta iniziano i primi problemi dato che non sanno se il piccolo ha le sembianze di un lupo o di un umano, per cui decidono di non andare da un dottore e di partorire in casa. La primogenita nasce umana e senza complicazioni, dopo un anno viene alla luce il maschietto, sempre con lo stesso metodo di non andare dai medici, ma avviene anche la scomparsa del padre. Ora Hana se la dovrà cavare da sola con due bambini piccoli, un lavoro part-time che presto abbandonerà per badare ai bimbi ed il loro segreto da custodire. Infatti i due piccoli si “trasformano” in lupachiotti nei momenti più impensabili così fanno una vita abbastanza relegata in casa. Fino a quando Hana non capisce che non può più continuare a fare l’eremita in una grande città come Tokyo, specialmente vivendo di soli risparmi, e così decide di trasferirsi in campagna, in un posto isolato in cui i suoi bambini possono vivere all’aria aperta senza essere guardati da occhi indiscreti. Ma ad un certo punto devono comunque fare la conoscenza degli altri abitanti vicini ed andare a scuola. Ecco, se all’inizio la femmina, Yuki, era la più selvatica, capricciosa ed “arrogante”, mentre il fratello Ame era cagionevole, mingherlino e pauroso, con l’avvento della scuola cambiano completamente carattere. Yuki diventa più quieta mentre Ame comincia a voler trascorrere molto più tempo nei boschi.

Non vi svelo il finale, ma è dolceamaro.

Sicuramente è una bella storia sulla forza e l’amore di una madre che da sola deve crescere i propri figli e proteggerli dal mondo esterno, ma ci sono alcune cose che hanno disturbato la delicatezza della storia.

A parte la scena all’inizio quando lui le svela il suo segreto (e si trovano in un parco) e subito dopo sono a casa di lei, sul letto, nudi, e lui, in forma di lupo, le chiede se ha paura di lui. Mi è parso un pochino troppo tardi per fargli chiedere una cosa del genere, all’inizio ho pensato ad un errore di traduzione o di adattamento dei dialoghi, ma succede la stessa cosa nel manga, per cui…

Ma il punto centrale che secondo me ha proprio stonato è il cambio di carattere di Ame. Quello di Yuki potevo anche capirlo, quando inizia la scuola e frequenta le altre bambine si rende conto di essere un po’ troppo maschiaccio e per farsi accettare comincia a comportarsi più da femmina. Mentre lui all’inizio era proprio un pauroso cronico. Non voleva nemmeno rimanere a vivere in campagna. E’ vero che c’è stato un episodio in cui si è sentito un pochino più forte in quanto lupacchiotto, ma è stato troppo radicale.

E poi troviamo di nuovo un genitore troppo permissivo. A cominciare dall’inizio, quando bastava che Yuki facesse un po’ di capricci per dargliela vinta, oppure quando i due bimbi in forma di lupacchiotti vandalizzassero la casa e la madre non diceva nulla. Per poi continuare qualche tempo più tardi quando Ame non andava praticamente mai a scuola e lei di nuovo nulla da dire, si arrabbiava la sorella, ma non la madre, pazzesco. Infine il bambino ha lasciato definitivamente la scuola, alla sola età di 10 anni, e se ne andava tutti i giorni in giro per il bosco da solo. Alla fine la cosa l’hanno giustificata dicendo che nell’età di lupo a 10 anni si è già adulti. Vabbé. Per non parlare del fatto che ad un certo punto c’è un grosso temporale e la scuola chiama i genitori per far andare a prendere i figli prima dell’orario di uscita consueto e nel preciso instante in cui la madre sta per uscire Ame decide di sparire nel bosco e lei lo insegue. Naturalmente non lo trova e invece di tornare indietro ed andare a prendere l’altra figlia continua a cercarlo perdendosi nel bosco e lasciando la figlia da sola a scuola per tutta la notte. Assurdo, se solo si pensa che fino a due secondi prima ogni volta che il bimbo scompariva nel bosco a lei non importava granché e lo lasciava fare.

Altra cosa un po’ stupida, una sciocchezza però ci si fa caso, è che i bambini indossano sempre gli stessi abiti. Il maschio poi sembra una copia in miniatura del padre sia come colori che come abbiglliamento, mentre la femmina fortunatamente fisicamente cambia un pochino, ma per ben 4 anni di seguito indossa lo stesso abito in ogni occasione. So che questo espediente viene usato spessissimo negli anime per riciclare i disegni, ma la bimba cresce quindi non c’è nulla da riciclare e poi alla madre questo non accade, lei cambia abiti spesso.

Il manga non si discosta di praticamente nulla dall’anime. Le differenze sono prettamente stilistiche: nel primo i disegni dei personaggi sono più dolci, nel secondo i paesaggi sono decisamente più spettacolari. La scena più bella poi è stata quella della corsa nella neve che sulla carta è stata descritta in meno di due pagine e naturalmente non aveva lo stesso effetto.

Mchan

5 cm al secondo

E’ il titolo di un altro anime di Makoto Shinkai e si riferisce alla velocità di caduta dei petali dei fiori di ciliegio.

Stavolta ho visto prima l’anime e poi letto il manga (in 2volumi)

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L’anime è diviso in 3 capitoli.

Il primo è lento, troppo lento ed a tratti surreale. Prima di tutto un tredicenne prende da solo più treni per arrivare dalla sua amichetta dopo la scuola impiegandoci in previsione 3ore e praticamente più di 7 a causa dei ritardi causati dalla neve, non faceva prima a saltare la scuola od ad andarci in un giorno di festa? Mah… Poi si ritrova a dover rimanere lì e non avvisa affatto i genitori. La ragazza che lo aspetta indossa la gonna dell’uniforme della scuola e sotto ha solamente dei calzettoni a metà polpaccio, con quel freddo cane, ari mah… Invece di portarlo a casa sua trascorrono la notte in un capanno abbandonato. Terzo mah…

Il secondo è quello che mi è piaciuto di più. Il punto di vista cambia, si sposta su di una ragazza che ha una cotta per il protagonista ma che non riesce a dichiararsi. Sarà che mi ci sono immedesimata, ma mi è piaciuto molto.

Il terzo è quello che mi è piaciuto di meno, ma che soprattutto ho capito di meno. Ci si sposta di luogo e di tempo, 10 anni dopo circa a Tokyo. Troviamo sempre lui che pensa all’amichetta dell’inizio (il suo amore eterno ed impossibile) mentre un’altra gli scrive dei messaggi. Ad un certo punto si semi incontrano, ma sembra che non si riconoscano. Poi vediamo lei che fa capire che si sta per sposare. Infine lui che si licenzia dal lavoro e finisce così.

Mah al cubo! 😛

Sarò tarda io ma non l’ho capito. Comunque i disegni sono bellissimi, forse potevano fare di più per i personaggi, ma i fondali sono davvero belli.

Veniamo al manga. Autori: Makoto Shinkai e Yukiko Seike.

5cmpersecondmanga

I capitoli sono quasi quadruplicati (11) e la trama riprende molto l’anime, è praticamente uguale a parte la terza parte.

Avendo più tempo/spazio le storie sono più particolareggiate a parte quella di mezzo che rimane fedelissima all’anime senza nessuna aggiunta, ma comunque si riusciva a capire bene già di suo.

La terza parte ha finalmente una trama più comprensibile.

L’ultimo capitolo è dedicato interamente alla ragazza della seconda parte e fa vedere come è proseguita la sua vita dopo la partenza di lui. Mi è piaciuto molto, infatti me la auguravo proprio una cosa del genere. Lo ammetto: ho un debole per questo personaggio 😛

Il finale poi fa ben sperare per il mio personaggio preferito!

Comunque i protagonisti dovrebbero essere i due amichetti d’infanzia ed invece risulta molto più protagonista la ragazza della seconda parte che non il grande amore del protagonista maschile che si vede poco o niente e non viene per nulla approfondita la sua vita dopo la partenza all’ultimo anno delle elementari. Nemmeno quando si vedono in terza media si sa qualcosa in più di lei.

Lui non lo sopporto proprio, comunque. Sarà che ha lo stesso carattere della maggior parte dei ragazzi che mi sono piaciuti ed essendo leggermente maturata al momento mi risulterebbero tutti abbastanza irritanti se dovessi conoscerli ora. E’ il classico ragazzo che non parla e non sa esprimere i propri sentimenti, che va avanti per inerzia. Mi dispiace ma ho già dato abbastanza grazie. Forse, anzi probabilmente, è proprio per questo che mi piace molto la ragazza della seconda parte.

Lei, l’amichetta d’infanzia, è inclassificabile dato che non si parla affatto di ciò che pensa e nemmeno si descrive molto per come è.

I disegni sono similissimi a quelli dell’anime, l’unico difetto è che non si riescono molto a distinguere le ragazze, a parte quella della seconda parte, dato che sia l’amichetta d’infanzia che la ragazza che ha nella terza parte hanno i capelli lunghi, neri e con la frangetta. Avrei preferito delle differenze, oltre agli occhiali, perché, specialmente all’inizio facevo fatica a distinguerle.

Trama: vi lascio il link di wikipedia perché è davvero molto lunga.

https://it.wikipedia.org/wiki/5_cm_per_second

Mchan

Mimi wo Sumaseba

In italiano: Sussurri del cuore

E’ un manga di Aoi Hiiragi del 1989. Nel 1995 è stato trasposto in lungometraggio dallo Studio Ghibli di Hayao Miyazaki ed Isao Takahata, sotto la regia di Yoshifumi Kondo.

In Italia la Luckyred lo ha distribuito nel 2011 con il titolo I sospiri del mio cuore.

sussurridelcuore

Protagonista femminile: Shizuku Tsukishima, ragazzina delle medie, primo anno, ha una sorella maggiore, appassionata di lettura.

Protagonista maschile: Seiji Amasawa, ragazzino delle medie, compagno di scuola della protagonista, ha un fratello maggiore, nipote del padrone del negozio strano.

Io ho letto prima il manga, comprato una decina di anni or sono, e poi visto l’anime, trovato un paio di anni fa, però inizio a parlare di quest’ultimo per poi far notare le differenze.

Trama anime:

E’ estate e la protagonista ha una missione: leggere 20 libri entro l’inizio della scuola. Per farlo si reca quasi ogni giorno in biblioteca e ne prende in prestito anche più di un paio alla volta. Guardando le schede di prestito si accorge che c’è un nome che compare molto spesso e ciò la incuriosisce. Un giorno, mentre si deve recare alla biblioteca comunale dove lavora il padre per portargli il pranzo, si imbatte in uno strano gatto randagio e lo segue fino a trovarsi davanti un negozio molto particolare (io sinceramente non ho capito cosa vendesse, comunque…). Qui fa la conoscenza del padrone, un nonnino anziano, e rimane affascinata da una bambola raffigurante un gatto con fattezze umane. Quando ricomincia la scuola torna spesso in quel negozio ma lo trova sempre chiuso. Un giorno vi trova davanti il gatto randagio e si ferma. Dopo un po’ arriva un giovane, il protagonista maschile, un tizio con cui ha avuto modo di discutere un paio di volte prima di allora ma di cui non conosce il nome. Gli chiede notizie del nonnino e della bambola, denominata Barone, e lui la fa entrare nel negozio per poterla ammirare. Quando si fa buio lei lo va a cercare e lo trova intento ad intagliare del legno per costruire un violino. Infatti veniamo a conoscenza del fatto che il suo sogno è quello di diventare un liutaio e per esaudirlo vorrebbe andare in Italia. La protagonista si invaghisce di lui e si rende conto di quanto la sua vita sia priva di aspettative. Il giorno seguente lui le comunica che sta per partire per un paio di mesi e lei decide che prima del suo ritorno deve impegnarsi a scrivere un romanzo, dato che sembra essere l’unica cosa che la interessi. Così passa le settimane seguenti a scrivere e documentarsi tralasciando lo studio ed addirittura il mangiare ed il sonno. Quando finisce il suo romanzo lo fa leggere al nonnino, ma non ne è pienamente soddisfatta lei stessa. E qui arriva il primo vero messaggio dell’anime: il nonnino le dice che lei è come una pietra grezza che ha bisogno di tempo per diventare preziosa e brillante e lo stesso vale per suo nipote.

Ecco, il tutto ha avuto un senso solamente alla fine.

Ho trovato l’inizio destabilizzante con una colonna sonora country su dei fondali di una metropoli giapponese. Le battute a dir poco imbarazzanti, dei traduttori davvero pessimi. Ma si può dire: Spegni la luce a dovere??? O.O Sembrava di essere nel diciannovesimo secolo. I genitori di lei allucinanti (non mi viene altro termine). Presi solamente da loro stessi, è dovuta arrivare la sorella maggiore a rimettere in riga la casa e la sorella minore. Quando la scuola li ha chiamati per comunicargli i voti pessimi della figlia non hanno battuto ciglio, sono andati appresso ad una dodicenne che non ha fornito alcuna spiegazione se non che doveva fare quello che stava facendo, punto. E poi tutta la storia della canzone, che sinceramente non ho capito poi molto. In teoria era una canzone inglese che la protagonista ha tradotto? Non l’hanno spiegato poi molto bene. Comunque l’ho trovata irritante.

Trama manga:

La trama è pressoché identica se non per il fatto che la canzone tradotta non esiste (e meno male), i genitori sono più presenti (e meno male parte seconda), anche la sorella maggiore ha una sua storia e gli incontri/scontri verbali con il protagonista maschile sono leggermente più verosimili. I due si incontrano per la prima volta a scuola dove lui la prende in giro per il fatto che lei leggesse storie di fate, poi si incontrano in biblioteca e bisticciano sempre sullo stesso punto. Altra cosa differente è che lui ha la passione per la pittura e non deve affatto partire, però suo padre è contrario lo stesso perché vorrebbe che diventasse un medico e prendesse in mano le redini della clinica di famiglia così è costretto a dipingere in segreto nel negozio del nonnino.

Inutile dire che ho preferito il manga, anche se non c’è alcun messaggio finale. E’ semplicemente il racconto di un primo amore adolescenziale.

Mchan

Ps: mi sono piaciuti i così detti Easter Eggs che lo Studio Ghibli ha inserito nell’anime.

 

Il giardino delle parole

Il giardino delle parole

anime by Makoto Shinkai

manga by Makoto Shinkai e Midori Motohashi

ilgiardinodelleparole

Ho letto prima il manga e poi visto l’anime (al contrario di come sono stati realizzati). Mi è piaciuto di più il manga. Il film l’ho trovato troppo lento e privo di dialoghi interessanti. E sebbene il manga lo riprenda alquanto fedelmente, ho trovato più profondità nei pensieri e nei dialoghi di questo. Anche il finale mi è piaciuto di più.

Trama: Takao è un ragazzo insoddisfatto, che ha fretta di crescere e ben pochi amici. In un giorno di pioggia decide di saltare la lezione scolastica e di fermarsi in un giardino. Qui, sotto un gazebo, conoscerà Yukino, che ha qualche anno più di lui ma lo colpisce immediatamente per il suo fascino malinconico. Proprio quando tra i due comincerà a nascere un sentimento vero, Takao farà delle scoperte sorprendenti sull’identità di Yukino.

Lo consiglio a chi è amante del genere. I panorami, i fondali, la pioggia che cade, sono tutti realizzati magnificamente. Ipnotizzante la pioggia che cade sul lago…

Mchan

Ps: in un commento in rete ho letto questa chicca: “Shinkai sviluppa un mediometraggio che racconta una storia in cui (come ha detto lui stesso) cerca di rappresentare il valore originario della parola amore in giapponese: solitaria tristezza, oppure, desiderare qualcuno in solitudine” Che poesia che è la lingua giapponese!