My lovely manga characters

Dopo gli anime ecco i manga che adoravo da adolescente!
Siccome molti manga che ho letto li avevo presi dopo aver visto l’anime a loro ispirato, parlerò solamente di quelli che un anime o non ce l’hanno o non è stato importato qui da noi.
Quindi iniziamo con Mars di Foyumi Souryo.
Il protagonista principale di questo manga è Rei Kashino. Punto.


Non esiste nessun altro. Kira? Who?
A parte gli scherzi, che se non ci fosse la piccola, fragile, talentuosa e compassionevole Kira parleremo del nulla, ma davvero lui regge benissimo l’intera trama. E’ carismatico, bello, ribelle, arrogante quanto basta, misterioso, problematico, affascinante, responsabile, premuroso, maturo ed innamorato pazzo. Cosa volete di più? Non resta che tanta, tantissima invidia per Kira, ma di quella positiva che lei è talmente buona e deliziosa che non si riesce a volerle del male.
Peach Girl by Miwa Ueda.
Ho già detto l’anno scorso che adoro questo manga ed uno dei motivi principali è sicuramente uno dei protagonisti maschili, ossia Kairi Okayasu. Anche se non è il principale interesse amoroso della protagonista ed a volte sia leggermente ambiguo e superficiale a me piace molto.
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Sunadokei by Hinako Ashihara.
Daigo Kitamura, il protagonista maschile. Già dai suoi modi amichevoli e l’atteggiamento dinoccolato è entrato nel mio cuoricino di adolescente, poi la presenza si è consolidata man mano che proseguiva la storia e lui era sempre così premuroso e generoso. Perfino il lavoro che ha scelto da adulto è lo specchio del suo carattere: il maestro.

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Mchan

My lovely book & movie

Ogni Giorno (Everyday)
Il libro by David Levithan:
Quarta di copertina:
“Ogni giorno sono una persona diversa. E’ sempre stato così”
“Da quando è nato, A si risveglia ogni giorno in un nuovo corpo. Per ventiquattr’ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile: per la prima volta innamorato, A cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione, fino a convincere Rhiannon che è tutto vero, che quella che ogni giorno si presenta da lei è la stessa persona, anche se in un corpo diverso. Rhiannon s’innamora a sua volta dell’anima di A, ma dimenticare il suo involucro è difficile, e pian piano la relazione con i mille volti di A si fa più delicata di un vetro sottile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le regole, inizia a lasciare nelle esistenze quotidiane tracce e strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge…”
Bello, devo ammettere che avrei fatto a meno della parte in cui lo perseguitano, ma comunque non ha tolto granché alla trama principale.
Mi è piaciuto il fatto di illustrare la vita di una decina di tipi diversi di adolescenti. Illustrare e non giudicare. Infatti A vive la giornata nei loro corpi cercando di non cambiare nulla delle loro scelte, rispettando le loro personalità.
“Nel corso degli anni ho partecipato a numerose funzioni e sono servite tutte a convincermi che le religioni hanno in comune più di quanto non vogliano ammettere. Le credenze sono su per giù le stesse; solo le storie differiscono. Tutti vogliono credere in un potere superiore. Tutti vogliono appartenere a qualcosa di più grande e tutti chiedono di farlo in compagnia. Tutti reclamano la presenza di una forza buona sulla Terra e per unirsi a quella forza hanno bisogno di un incentivo. (…) gli esseri umani si somigliano per il 98%, a prescindere dalla loro religione e dal sesso, dalla razza o dall’estrazione culturale. (…) Per chissà quale ragione, però, noi preferiamo concentrarci sul 2% che ci differenzia, e la stragrande maggioranza dei conflitti nel mondo avviene per tale ragione”
“Arriviamo ad un incrocio dove alcuni protestano contro il raduno (nota: Gay Pride). Stento a capirli. E’ come protestare contro chi ha i capelli rossi. L’esperienza mi dice che il desiderio è il desiderio. L’amore è l’amore. Non mi sono mai innamorato di un genere sessuale. Mi sono innamorato d’individui”
Da questo libro hanno tratto un film:
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Anno: 2018
Regia: Michael Sucsy
Sceneggiatura: Jesse Andrews
Genere: drammatico, fantastico, sentimentale
Cast: Angourie Rice, Justice Smith, Owen Teague
Devo dire abbastanza fedele, ma ci sono alcune cose che non mi sono piaciute granché.
Prima di tutto è troppo Rhiannon centrico, mentre il libro era tutto dal punto di vista di A, il che metteva in risalto il messaggio che si voleva far passare (od almeno quello che ho capito io, ovvero che l’amore non conosce né razza né genere, è superiore ad ogni tipo di preconcetto). E poi non hanno riprodotto quelle due persone con cui si notava la cosa. Una veramente l’hanno fatta vedere, ma snaturata da come appare nel libro. Sono stati davvero molto belli i passaggi nel libro quando A si ritrova nel corpo di un ragazzo gay dichiarato che partecipa al Gay Pride con il suo fidanzato e quando si ritrova in quello di una transgender. Passaggi fondamentali anche per capire quanto A rispetti le vite e le scelte dei corpi in cui si ritrova per un solo giorno.
Altra cosa che differisce dal libro è il finale. E’ vero che A trova un ragazzo a Rhiannon, degno di lei e con il quale hanno molto in comune, ma non che è il suo amico di scuola. Quel ragazzo è completamente estraneo a lei, ed è giusto così. Anche perché nel film comunque lei si innamora di Alexander perché in lui c’è A. Prima di allora non se lo era calcolato minimamente ed infatti la sua amica ne è rimasta alquanto stupefatta. Mentre nel libro si percepisce il fatto che Rhiannon possa innamorarsi di questo ragazzo perché hanno molte cose in comune, perché potrebbe essere il suo tipo ideale (ed è proprio per questo che A lo ha scelto)

Mchan

My lovely anime character

Prendendo spunto da un post di VampirettaFolle su Parole Pelate.
Parliamone | Quando l’Amore Brucia nell’Animazione
Sicuramente il primo personaggio non in carne ed ossa, ma in carta ed acrilico, per cui ho preso una cotta è stato Marzio/Mamoru di Sailor Moon.
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Così maturo e misterioso. Anche se a posteriori non ho mai ben capito cosa ci trovasse in una petulante, frignona e mocciosa come Bunny/Ukino.
Poi è arrivato Ferio di Rayearth.
ferio
Quanto lo shippavo con Fuu, che era anche la mia preferita tra le tre guerriere.
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Ps: sì, lo so che le immagini sono tratte dal manga omonimo, ma di immagini dal anime non ne ho trovate.

Un’altro personaggio maschile che mi piaceva tantissimo era Daisuke di Un fiocco per cambiare.
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Tipico ragazzino preadolescente che nonostante abbia intrinseco dentro di sé il non dover apparire troppo carino/gentile verso le ragazze aiuta la protagonista e si offende anche se lei fa di testa sua e non lo avverte o chiama per una mano.

Ah! E naturalmente come non annoverare Syrio il cavaliere del Drago de I cavalieri dello zodiaco?
syrio
Mai vista la serie per intero, però se capitava uno sguardo al bel tenebroso e sfigato lo buttavo.

Dei principi Disney non ho mai avuto un preferito da piccola se non per il Principe Filippo de La Bella Addormentata nel Bosco. L’unico che ha realmente combattuto per la sua bella. Che i principi Disney erano tutti abbastanza amorfi, servivano solo per far brillare la principessa di turno.
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Negli ultimi anni però, praticamente da quando è uscito il film, mi sono ritrovata ad adorare Flynn di Rapunzel. Che non è nemmeno un principe tra l’altro. Ma è scanzonato al punto giusto ed alla fine si sacrifica sul serio per lei. E poi come non si può adorare la sua faccia quando la guarda mentre ballano nella piazza del villaggio? Che poi è anche il punto nel quale scopre di provare qualcosa di forte che non pensava avesse mai potuto provare per qualcuno.
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Mchan

My lovely movie

The longest ride
Od in italiano: La risposta è nelle stelle, che non c’entra nulla con la trama, almeno del film che il libro non l’ho letto e naturalmente ora non vedo l’ora di leggere.
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Anno: 2015
Regia: George Tillman Jr.
Soggetto: omonimo libro by Nicholas Sparks
Cast: Britt Robertson, Scott Eastwood, Jack Huston, Oona Chaplin
Trama: Sophia (Britt Robertson) è una diligente universitaria proveniente da una famiglia di emigrati polacchi di New York che studia nel Nord Carolina. Una sera, trascinata dalle amiche, va a vedere un rodeo nel quale gareggia Luke (Scott Eastwood) tornato sul toro dopo un grave infortunio. Tra i due scatta subito la scintilla, ma lei è leggermente restia perché ha intensione di tornare a New York una volta laureata di lì a poco.
Alla fine cede e durante il loro primo appuntamento salvano un anziano vittima di un incidente stradale. Lo portano all’ospedale e lei si ritrova con una scatola piena di lettere. Inizia a leggerle e scopre la storia d’amore tra l’anziano, Ira, e sua moglie. I due sono ebrei e lei è scappata alla persecuzione dei nazisti. Anche tra loro è stato amore a prima vista e lui ha sempre scritto delle romanticissime lettere. Il racconto va avanti con le due storie parallele che si intrecciano ed è come se la prima insegnasse qualcosa alla giovane coppia.
Naturalmente non è tutto rose e fiori per nessuna delle due coppie, anche perché scopriamo subito che la moglie di Ira è morta e Luke continua a rischiare la vita gareggiando nei rodei creando molte tensioni con Sophia.
Il finale è da happy ending sicuramente, ma non è troppo mieloso.

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Perché è stato uno dei film più romantici che ho visto quest’anno?
Perché la storia tra Sophia e Luke potrà anche sembrare un po’ banale all’inizio, lei è la ragazza studiosa e lui è il misterioso cowboy, ma mi è piaciuto che Sophia all’inizio abbia resistito, o meglio non lo abbia richiamato immediatamente perché già conscia del suo prossimo futuro lavorativo lontano dal Nord Carolina. Poi certo, lo ha chiamato e ci è uscita, ma la decisione è stata ben soppesata. Anche Luke non è il classico ragazzo misterioso e dalla professione pericolosa, c’è molto di più. Prima di tutto è un gentiluomo ed a volte addirittura imbarazzato dall’emancipazione di lei, ragazza di città.
E poi c’è la storia di Ira e Ruth che è dolcissima e probabilmente la principale fonte di romanticismo di tutto il film secondo me dato che è stata anche la parte che più mi ha commosso.
Naturalmente ho molto apprezzato anche le interpretazioni dei principali protagonisti (anche perché di secondari ce ne erano ben pochi). A me piace moltissimo la Robertson, carina, semplice e fresca, e poi che dire di Scott? Che volete dire ad un ragazzo del genere?
Scott-Eastwood
Scusate, ma anche gli occhi vogliono la loro parte ogni tanto ;-P
Ora non mi resta che leggere il libro. Di solito Sparks non delude, sempre che ti piaccia il genere.
Mchan

My lovely trips

Certi sguardi non li scordi.

Non li puoi dimenticare. E magari li ritrovi anche passati 15 anni.

Perché quegli occhi azzurri come un cielo senza nuvole li hai impressi nella memoria. Li hai impressi dentro al cuore. E quello sguardo le nuvole le spazza via tutte quante.

Quello sguardo ti inchioda mentre le farfalle svolazzano nello stomaco. Quello sguardo ti fa mancare il respiro e fermare il battito. Ti fa sentire come se non ci fosse nessun altro. Come se non esistesse nient’altro al mondo. Quello sguardo ti pone miriadi di domande a cui non riesci a dare nemmeno una risposta perché sei lì che lo ricambi e qualsiasi altro senso è annullato.

Quello sguardo l’avevi messo in un angolino, un ricordo lontano ed a tratti malinconico, e poi è riaffiorato. E poi lo hai rivisto e tutte le emozioni che credevi assopite sono tornate prepotentemente in superficie.

E’ stato un attimo, come un flash, ma è bastato. Certi sguardi sono dei colpi dritti al cuore. E chi ne è artefice non è consapevole di quanto forte colpiscano. Di quanto a lungo persistono. Di quanto bene facciano, ma anche di quanto dolore lascino.

Certi sguardi durano una manciata di secondi e poi svaniscono.

Certi sguardi non si possono dimenticare.

Quegli sguardi non li voglio dimenticare.

Mchan

My lovely serie tv

Confess

confess-poster - Copia

Questa è una serie web tratta dal romanzo omonimo di Collen Hoover (in italiano: La confessione del cuore) del 2017 con Katie Leclerc e Ryan Cooper.

Siccome conta solo 7 episodi da una ventina di minuti l’uno è abbastanza veloce da seguire e somiglia ad un film un po’ più lungo. L’unica pecca è che non esiste una versione doppiata quindi bisogna vederla con i sottotitoli, però non è poi così difficoltoso perché le battute non sono pronunciate troppo di fretta, e se ve lo dice una che i sottotitoli li odia credetemi ;-P

Il libro ancora non l’ho letto (ma conto di farlo a breve) per cui non so se è fedele o meno, ma la storia è molto romantica. Il finale poi è dolcissimo. Per questo penso proprio che una seconda stagione non sia contemplata.

Piccola sinossi per non rovinarvi il finale:

Si inizia a Los Angeles in un ospedale. Adam, il grande e primo amore della protagonista, Auburn, sta morendo, ma lei non può rimanere al suo capezzale perché deve prendere un aereo per Portland. 10 anni dopo ci troviamo di nuovo nella città degli angeli con Auburn che passeggia e legge un cartello appeso su una porta che cerca personale. Bussa e si ritrova a lavorare per un artista molto in voga al momento, ed anche molto carino, il suo nome è Owen e si ispira a delle confessioni scritte su biglietti lasciatogli nella buca delle lettere. Naturalmente, neanche a dirlo, tra i due è amore a prima vista, però ci sono un bel po’ di ostacoli da superare: primi fra tutti la suocera ed il cognato di lei. Legati alla ragazza anche dopo la morte del figlio/fratello dal nipotino. E poi non aggiungo altro che altrimenti svelo tutto.

Mchan