Emma.

 

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Anno: 2020

Paese: Uk

Genere: sentimentale, commedia

Regia: Autumn de Wilde

Soggetto: omonimo romanzo by Jane Austen

Cast: Anya Taylor-Joy, Johnny Flynn, Mia Goth, Miranda Hart, Bill Nighy, Josh O’Connor, Callum Turner, Amber Anderson, Rupert Graves, Gemma Whelan, Tanya Reynolds, Connor Swindells

 

Trama:

Nella campagna inglese una giovane nobildonna si diverte a fare da cupido alle sue conoscenze. Dopo aver organizzato il matrimonio della sua governante con un nobiluomo rimasto vedovo, prende sotto la sua ala una giovane studentessa di un collegio locale. Purtroppo il suo carattere presuntuoso, non aiutato da un’educazione viziata, la porterà a voler scegliere per la sua nuova amica dei possibili mariti troppo sopra la sua portata, nonché non interessati alla ragazza. Solo l’amico di famiglia Mr.  Knightley la riporterà alla realtà.

 

C’era bisogno di un’ennesima trasposizione dell’omonimo romanzo di Jane Austen? No.

Mi è piaciuta? Sì, nonostante tutto.

Emma non è  il mio romanzo preferito della Austen, anzi, quindi non ricordo i dettagli, come non ricordo praticolarmente la versione del 1996 con Gwyneth Paltrow nei panni della protagonista, ma mi è parso abbastanza fedele al libro. Per questo motivo dico che non ne avevamo bisogno.

Perché non aggiunge granché altro al precedente se non dei colori più sgargianti nei costumi. Risultando una scopiazzata del Marie Antoinette di Sofia Coppola per quanto riguarda appunto la fotografia e l’abbondanza di colori vivaci sia negli abiti che nella scenografia ed in particolar modo nella glassa dei dessert ogni presenti tanto da sembrare l’unico tipo di cibaria disponibile.

Tra l’altro non ci sono nemmeno dei nomi particolari nel cast. La protagonista femminile, Anya Taylor-Joy, io non l’avevo mai sentita nominare, quello maschile ha svariati lavori alle spalle, ma perché è anche abbastanza grande di età (classe 1983). Gli unici due che conosco sono Tanya Reynolds (Mrs Elton) e Connor Swindells (Robert Martin) perché entrambi nel cast della serie Netflix Sex Education.

Il cast sembra essere stato fatto in base alle “stranezze” fisiche degli attori. La protagonista ha dei lineamenti stranissimi (forse gli occhi troppo distanti?), l’attrice che interpreta Harriet praticamente non aveva le sopracciglia, Mrs. Elton il collo troppo lungo e Mr Knightley, oltre a diverse cicatrici sul volto, delle labbra strane.

So che sono frivolezze, ma io ho il vizio di farci caso all’estetica e queste “stranezze” mi distolgono di continuo l’attenzione dalla storia, per non parlare del fatto che mi abbiano fatto pensare ad un voler rendere un po’ grottesco il tutto. Sembrava di essere in un film di Tim Burton, solo più colorato.

L’unica cosa innovativa è stata la musica. Davvero ben utilizzata e particolare. Non ricordo di altri adattamenti con una colonna sonora così incisiva. Ed è molto emozionante la scena del ballo tra Emma e Mr. Knightley.

Per il resto avrei apprezzato una versione un po’ più moderna magari. Non come Clueless del 1995, ma qualcosa di più bizzarro fino in fondo.

E poi ci sono state due scene che non ho capito affatto. La prima è praticamente all’inizio ed è il nudo integrale (ma visto da dietro) di Mr. Knightley che non c’entrava praticamente nulla e la seconda è più che altro la perdita di sangue dal naso di Emma mentre parla con Mr. Knightley alla fine. Mah…

Mchan

To all the boys: P.s. I still love you

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Anno: 2020

Paese: Usa

Genere: sentimentale, drammatico

Regia: Michael Fimognari

Soggetto: omonimo libro by Jenny Han

Cast: Lara Condor, Noah Centineo, Jordan Fisher, Janel Parrish, Anna Cathcart, Ross Butler, John Corbett, Holland Taylor

 

Trama: Lara Jean e Peter sono una coppia ufficiale, ma hanno comunque tanti piccoli problemi. Primo fra tutti: l’arrivo di un vecchio amore di lei che è deciso a conquistarla.  

 

Lo so che riprodurre fedelmente la trama di un libro non va più di moda, per certi versi funziona, per altri no. Come in questo caso.

Già nel libro Lara Jean era insopportabile, ma nel film lo è decisamente di più. Sarà anche perché hanno fatto diventare Peter stupidotto. Sul serio, quello doveva essere il ragazzo più ambito della scuola? A volte sembrava un idiota.

Continua a non piacermi la linea ideologica che le ragazze devono avere tutto ciò che desiderano in una relazione ed i ragazzi le devono solamente accontentare altrimenti sono brutti e cattivi, ma è così che è strutturato anche il libro per cui… Però non è ammissibile che lei non riesca a dire a John Ambrose che è la fidanzata di Peter e non subisca alcuna conseguenza. Anche perché oltre a non aver svelato all’amico la sua relazione, non ha detto una parola a Peter sul fatto che abbia incontrato di nuovo John Ambrose e nel frattempo si arrabbia perché lui frequenta ancora la sua ex con la quale è praticamente cresciuto. Quanto meno irritante.

Per non parlare del fatto che è un continuo lamentarsi del fatto che probabilmente tutto quello che lei fa con Peter lui lo ha già fatto con la sua ex. In pratica lei vorrebbe che tutte le sue prime volte fossero prime volte anche per lui, ma così non può essere perché lui ha già avuto una ragazza e questo lei lo sapeva benissimo. Ora, io capisco che non si può decidere a tavolino di chi innamorarsi o meno, ma non si può nemmeno fare sempre una colpa al proprio ragazzo se prima di te ha avuto altre esperienze. Non si vive bene la relazione a questo modo. Anche perché se davvero questa cosa ti dà fastidio non dovevi proprio iniziare una relazione con un ragazzo che è stato già impegnato in passato. Ora voi mi direte che è una cosa tipica degli adolescenti ed io vi rispondo che io da adolescente non ci pensavo affatto a queste cose. Ok, io sono stata un’adolescente “atipica”, ma davvero le ex dei ragazzi che mi piacevano (e quello che avevano fatto insieme a loro) erano proprio l’ultimo dei miei pensieri. Tra l’altro poi lei non ne parla praticamente con nessuno per cui nessuno la consiglia. O le fa capire che con le pippe mentali non si va da nessuna parte (citofonare Dawson Leary).

A proposito di John Ambrose: perché farlo diventare di colore quando nel primo film era caucasico???

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E perché far mettere insieme Chrissy, la migliore amica di lei, con Trevor, il miglior amico di Peter???

Chrissy è una ragazza strambra nel libro e proprio per questo è perfetta per essere la miglior amica di Lara Jean. E non frequenta assolutamente nessuno della loro scuola. Per questo è spesso assente e distante da tutti gli eventi scolastici. Poi la scena del pranzo in falegnameria non l’ho proprio capita. Tra l’altro anche il fatto che Trevor sia asiatico stona molto con quello che è narrato nel libro e che è poi il fulcro del personaggio di Lara Jean. Lei è per metà caucasica e per metà coreana ed è proprio per questo che è insicura e goffa. Perché non c’è’ nessun altro come lei nella scuola. E va d’accordo con Chrissy perché lei è un po’ pazza e molto sopra le righe. Mettendo tutti questi altri personaggi di altre etnie la questione viene a mancare. Non può sentirsi emarginata né nel piccolo gruppo di amici né tra i compagni di scuola.

Stormy: il suo personaggio nel libro è fondamentale per la sfera emotiva di Lara Jean che è orfana di madre e la cui sorella maggiore al momento è dall’altra parte del mondo. E’ stata una sorta di nonna acquisita, con i suoi consigli e le sue storie d’amore tormentate. Qui invece diventa solo una vecchina con un paio di battute.

Il vestito di Lara Jean al ballo alla casa di riposo è un NO grosso come una casa.

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Ok, tutti i suoi outfit lasciano alquanto a desiderare, ma quell’abito era orrendo. L’attrice non ha un fisico da modella, e va anche bene, a me ricorda un po’ Hilary Duff, ma i costumisti servono a questo, no? A sminuire i difetti. Quell’abito non le faceva risaltare nulla. La gonna era troppo piatta, le avrei messo un po’ più di tulle sotto per farla cadere un po’ ad A dato che Lara Condor non ha un punto vita ben disegnato. E vogliamo parlare della scollatura? Troppo profonda. Ad un certo punto, quando salta al collo di Peter per baciarlo, ho avuto paura che le uscisse tutto di fuori. Per non parlare di tutti quei voilant sul seno, che è già pieno di suo, non servivano proprio.

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Una nota positiva: la sorella maggiore praticamente non si vede per tutto il film. Grazie. Insopportabile.

Avrei preferito un chiarimento sul video hard postato in rete da Gen quando si è incontrata con Lara Jean. È stato fatto passare tutto come se fosse uno stupido scherzo, invece è stato abbastanza grave.

Piccola nota: la casa sull’albero doveva essere molto più piccola. Prima di tutto perché i ragazzi dovevano trovarcisi un po’ scomodi essendo cresciuti e poi perché quel posto era davvero più grande della mia intera casa. Ma sul serio??? Che albero era? Un baobab? Invece di demolirla potevano venderla come depandance.

In finale penso che questo sia un film che va visto avendo letto il libro perché molti particolari non vengono spiegati e si fa fatica a capire certe scene. Tipo la scena del Capodanno Coreano. La tizia scontrosa a casa dei nonni materni delle sorelle Song – Covey è la loro cugina coetanea, ma decisamente più cool con la quale c’è quella classica rivalità che si ha con persone che si credono migliori solo perché più grandi. Ed il fatto che le due sorelle facciano vedere i soldi appena ricevuti dai nonni quando li sono andati a salutare  una specie di “rivalsa” perchè a loro due ha dato di più dato che avevano indossato abiti tradizionali coreani.

Mchan

My lovely book

Quest’anno mi è andata male con i libri. A parte che ho letto davvero poco per svariati motivi che però non includono la mancanza di tempo.

L’unico che mi ha fatto emozionare è stato Dov’ finita Audrey? di Sophie Kinsella.

Il titolo originale mi piace di più: Finding Audrey.

Quarta di copertina:

“Audrey ha 14 anni e da tempo non esce più di casa. Porta sempre grandi occhiali scuri per non guardare nessuno negli occhi. A scuola le è successo qualcosa di brutto ed ora è in terapia per combattere l’ansia e gli attacchi di panico. Ma qualcosa cambia quando incontra Linus, un amico di suo fratello. Per la prima volta nasce in lei qualcosa di diverso, e piano piano riesce a trovare il modo di comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa la scintilla che aiuterà non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata”

Parla di una ragazzina di 14 anni e della sua stramba famiglia. Tutto parte dalla madre che minaccia (e poi attua) di buttare dalla finestra il computer del figlio maggiore perché teme che possa diventare uno di quei ragazzi che non si staccano dallo schermo. In effetti ultimamente Frank, questo il nome del primogenito, passa moltissimo tempo davanti al pc per giocare ad un videogioco online poiché  vorrebbe partecipare ad un torneo internazionale. Audrey invece non esce mai di casa e porta tutto il giorno gli occhiali da sole. E’ reduce da un brutto episodio di bullismo che l’ha costretta a lasciare la scuola ed ad andare da una psicoterapeuta per via degli attacchi di panico di cui è affetta. Unica pecca di questo libro è che la faccenda è solamente accennata e la si capisce solo da stralci di conversazione per cui è abbastanza difficile riuscire a capire sul serio Audrey e le sue paranoie.

Mentre la madre ha lasciato il lavoro per dedicarsi completamente ai figli, in particolare ad Audrey, e non si dà pace nella lotta contro la tecnologia, il fratello cerca in tutti i modi di eludere i divieti e le punizioni dei genitori e sarà proprio lui a far conoscere alla sorellina un ragazzo speciale: Linus (sì, il nome è orribile), un suo compagno di scuola e di giochi online.

Ed è proprio grazie a questo ragazzo che Audrey si apre di nuovo al mondo intorno a lei. Lui la aiuterà a mettere in pratica i consigli e gli esercizi che le ha affidato la psicoterapeuta e ben presto tra di loro sboccierà un sentimento molto tenero.

La storia d’amore non è la trama principale del romanzo, ma è dolcissima. Ed anche se a volte non sembra che i due protagonisti siano due adolescenti dei nostri giorni ci si passa sopra perché sono teneri ed anche perché in fondo si spera sempre che ci possa essere ancora un sentimento così.  

Mchan

End of the year book Tag 2019

booktag

Questo tag l’ho preso da catysworld https://catysworld9.wordpress.com/2019/09/27/end-of-the-year-book-tag-2019/

1. Ci sono libri che hai iniziato quest’anno e devi ancora finire?

Solo l’ultimo che sto leggendo: Morte a Pemberley by P.D. James

2. C’è un libro autunnale che ti aiuta a passare dall’estate al periodo finale dell’anno?

No. Non leggo mai per stagioni.

3. C’è una nuova uscita che stai ancora aspettando?

Il terzo libro della saga Flawed di Cecelia Ahern e l’ultimo della saga by Reichs & Brennan.

4. Quali sono i 3 libri che vuoi leggere prima della fine dell’anno?

Ormai è tardi e comunque non importa quando finisco di leggere un libro a meno che da esso non sia stato tratto un film di prossima uscita e voglia leggerlo prima di vedere la trasposizione cinematografica.

5. Hai già pianificato qualche lettura del 2020?

I libri che ho comprato e che ancora non ho letto.

Mchan

To all the boys I’ve loved before trilogy

To all the boys I love before by Jenny Han

In italiano: Tutte le volte che ho scritto ti amo

Quarta di copertina:

“Lara Jean tiene le sue lettere d’amore in una cappelliera. Non sono lettere che qualcuno ha scritto per lei, ma quelle che lei ha scritto: una per ogni ragazzo di cui si è innamorata. L’ultimo si chiama Josh, che è il suo migliore amico, nonché il ragazzo di sua sorella. Un giorno, scopre che tutte le sue lettere d’amore sono state spedite. E quel che è peggio, ricevute. Improvvisamente, la sua vita diventa molto complicata, ma anche molto, molto più interessante…”

“Se le persone ti conoscessero, Lara Jean, si innamorerebbero di te” Josh, tu mi spezzi il cuore. Sei un bugiardo. Perché tu mi conosci, mi conosci meglio di chiunque altro, e non mi ami”

 

Lara Jean è un’adolescente americana per metà coreana. Ha due sorelle, una maggiore, Margot, ed una minore, Kitty. Vivono solo con il padre poiché la madre è morta quando erano piccole. E’ l’inizio del penultimo anno di liceo e nella vita di Lara Jean avviene un enorme cambiamento: sua sorella Margot, colei che ha sempre fatto loro da guida e da madre, sta per partire per frequentare l’università in Scozia. Lontanissimo da casa. In più per un dispetto della sua sorellina le lettere che aveva scritto a 5 ragazzi di cui si era innamorata sono state spedite. Una è arrivata niente di meno che all’ormai ex ragazzo di sua sorella, il vicino di casa sempre molto premuroso e gentile con tutte loro, ed un’altra al ragazzo più popolare della scuola: Peter.

Con quest’ultimo inscenerà una storia finta per non dover fare i conti con l’altro. E si ritroverà ad essere odiata dalla ex di Peter ed ad avere suo malgrado una frequentazione abbastanza reale alla fine. Peter si dimostra un ragazzo dolce ed attento, ma un’imprevisto rovinerà tutto proprio sul più bello.

 

P.S. I still love you by Jenny Han

In italiano: P.S. Ti amo ancora

Quarta di copertina:

“Lara Jean non si aspettava di innamorarsi davvero di Peter. All’inizio era solo una recita per far ingelosire qualcun altro. E invece, alla fine, quello che fingevano di provare si è trasformato in una storia d’amore. Una storia vera, di quelle che possono spezzare il cuore.

Naturalmente Lara Jean pensa che sarà lei a farsi male, che un giorno Peter tornerà con la sua ex. Poi però un ragazzo proveniente dal passato arriva a scombussolare le sue certezze. Una ragazza può amare due ragazzi?

A volte innamorarsi è la parte più semplice dell’amore”

“Adesso ho capito che voglio amare ed essere amata semza mezze misure. Voglio farlo fino in fondo, e per farlo occorre rischiare”

 

A parte che innamorarsi è sicuramente la parte più semplice dell’amore.

Ho trovato questo capitolo superfluo. E’ stato carino vedere Peter innamorato di Lara Jean, ma avrei fatto volentieri a meno di tutte le paturnie di quest’ultima.

 

 

Always and Forever, Lara Jean by Jenny Han

In italiano: Tua per sempre, Lara Jean

Quarta di copertina:

“Lara Jean sta vivendo il miglior ultimo anno di liceo che una ragazza possa sognare. E’ perdutamente innamorata del suo fidanzato, Peter, con cui andrà in gita a New York e poi al mare per un’intera settimana. Dopo il matrimonio di papà con la signora Rothschild, frequenterà un’università così vicina da poter tornare a casa ogni weekend a sfornare torte al cioccolato. Purtroppo, però, il destino ha altri piani, e Lara Jean, che detesta il cambiamento più di qualsiasi altra cosa, dovrà ripensare al proprio futuro.

Quando il cuore e la testa dicono cose diverse, chi si dovrebbe ascoltare?”

“Quando ci chiederanno come ci siamo incontrati, cosa risponderemo? Immagino che tutto sia cominciato con una lettera d’amore che non pensavo di spedire”

Non riesco proprio a capire perché la protagonista sia sempre così  ossessionata dall’apparenza. Ma cosa ti importa di come rispondere ad una ipotetica domanda sul come vi siete incontrati? Che poi nel libro quest’ultimo estratto viene preceduto da una serie di circostanze che potevano anche andar bene su di loro, ma che per lei non erano giuste perché capitate ad altre coppie. Lei voleva la risposta più originale ed unica possibile. Egocentrica.

Ho visto prima il primo film e poi letto i libri.

Le trame sono abbastanza uguali, forse il film è leggermente meglio perché prima di tutto ha un lieto fine, mentre nel primo libro la storia tra lei e Peter rimane in sospeso, e poi perché ci sono molti più dialoghi tra i due. Pensavo che leggendo il libro avrei trovato più complicità tra i due ragazzi, più situazioni amichevoli, ed invece li ho trovati più complici nel film.

E poi la sorella maggiore nel film appare molto di meno ed è un bene perché è antipaticissima, saccente, presuntuosa ed irritante come poche. Ed il fatto che invece la protagonista la adori è ancora più  irritante anche perché la tratta sempre con acidità ed anche un pizzico di cattiveria.

Come storia romantica è abbastanza carina anche se trovo estenuante che sia sempre lui a dover fare qualcosa per lei che oltre a sfornare biscotti non ha mai fatto nulla di carino per lui. Perfino andare alle sue partite è una concessione che gli fa e non ci va sempre. Sarà che io le tipe del genere che ricercano di continuo certezze dal proprio fidanzato come se a loro fosse tutto dovuto e non ricambiato non le sopporto (e ne ho anche conosciute parecchie, mia madre le apostrofa sempre: “Manco ce l’avessero d’oro”).

Margot non l’ho sopportata nel primo e l’ho proprio detestata nell’ultimo. Io capisco la gelosia per la nuova compagna del padre, ma lei è davvero esagerata dato che è stata lei per prima l’egoista ad andarsene dall’altra parte del mondo lasciando il padre a vedersela con una bimba che fino al giorno prima aveva cresciuto lei. Quindi ora che ha trovato una compagna che la sorellina adora dovrebbe solo che starsene zitta. Anche perché non puoi lamentarti di come tiene la casa se tu tra una settimana te ne sei già riandata via.

Il padre è uno smidollato che si fa comandare dalle figlie, specialmente la minore, e poi fa la voce grossa solo quando gli fa comodo ossia quando la protagonista si azzarda a fare qualcosa da adulta tipo andare in vacanza con il fidanzato da maggiorenne. Stessa cosa quando la maggiore vuole dormire nella stessa stanza con il ragazzo, ma non la rimprovera minimamente quando dice cose poco carine sulla sua futura moglie.

Kitty, la più piccola, è simpatica e tipicamente infantile, ma anche molto viziata. Sta perennemente davanti alla TV e nemmeno controllata e va sempre a dormire quando le pare. Anche la protagonista dice di non andare mai a dormire prima di mezzanotte. Durante l’anno scolastico? Mia madre non me lo avrebbe mai permesso. Che poi dice anche di alzarsi prestissimo tutte le mattine poiché sforna biscotti praticamente tutti i giorni oltre a preparare colazione e lunch box. Mah…

Ripeto: il primo ed il secondo libro potevano benissimo essere un volume unico ed il terzo manca di un’evoluzione del rapporto che arriva solamente alla fine, ma è troppo fiabesco. E poi avrei preferito sapere qualcosa in più sull’anno che ha saltato. Non solo accenni. L’incontro tra Margot e Peter. Il primo Natale. Le cene a casa di lui. Stanno sempre da lei e poi è normale che la madre di lui non fosse entusiasta della loro relazione.

Per cui alla fine come libri si fanno leggere anche con una certa scorrevolezza, ma hanno tanti piccoli difetti che non li rendono indimenticabili.

Oppure sono diventata troppo vecchia io per leggere Young Adult romantici 😜😟

Mchan

Il ladro gentiluomo by Alessia Gazzola

Seconda di copertina:

“Alice Allevi, finalmente Specialista in Medicina Legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l’affascinante ed imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell’Istituto di Medicina Legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola.

Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un’autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L’ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, ed Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla ed i guai per Alice iniziano a farsi enormi…”

Eccoci con l’ultimo capitolo della saga di Alice Allevi. Meno male. Perché non è  solamente l’ultimo in ordine di tempo, ma anche l’ultimo in senso più letterale dato che l’autrice ha deciso di lasciare Alice per un po’ di tempo e concentrarsi su altri argomenti.

Perché meno male? Perché  stava diventando patetica ed irritante. Oltre che tremendamente fanservice come dimostrato dall’accostamento a Lino Guanciale di Claudio Conforti. Un richiamo alla serie tv che ne è stata tratta dove appunto l’attore Lino Guanciale interpreta il Dr. Conforti. Per non parlare dei continui battibecchi sulla qualunque tra i due protagonisti amorosi. Sono troppo diversi, come si dice a Roma non c’azzeccano nulla tra di loro, ma lei continua a volerli far stare insieme e farli bisticciare perché naturalmente hanno due visioni completamente diverse su tutto che ogni volta finiscono con il discutere. Secondo me una relazione “sana” non può funzionare a questo modo. Alla fine o uno dei due cede o non si parlano più per non ricominciare con le discussioni.

E poi vogliamo parlare di Alice che continua ad essere tremendamente infantile? E può anche andar bene nella vita privata, ognuno è libero di viversi le relazioni come crede, ma sul lavoro no. Soprattutto se come lavoro fai il medico legale dove hai delle responsabilità. Brama per un incarico tutto suo e poi quando glielo affidano la prima cosa che fa è programmare l’autopsia in  modo che possa assistervi anche Claudio e la prima cosa che pensa è come fare a farsi correggere le sue analisi sui tessuti da una collega lontana. Ha sempre bisogno di un supporto morale e fisico e se glielo fanno presente si arrabbia e si offende.

Poi l’errore che ha fatto praticamente il primo giorno di lavoro nella nuova sede è qualcosa di assurdo. Assurdo perché gravissimo e lei invece di prendersi le proprie responsabilità fa la vittima, come se tutto il mondo ce l’avesse con lei senza una motivazione più che valida.

Se l’intento era quello di divertire il lettore con le disavventure della protagonista non funziona più. Perché  Alice non è più un’allieva. Ora è una dottoressa responsabile del suo lavoro e tutte queste disattenzioni non sono accettabili. E tra l’altro non sembra nemmeno preparata nel suo campo.

Varie: per un motivo o per un altro lei a lavoro ci sta poco o niente. Non so come faccia. In 4 mesi si è presa svariati weekend lunghi, malattie e permessi vari. Ed è pure l’ultima arrivata. Mah…

Ha il conto sempre in rosso, ma si può permettere un corso online di russo che molla dopo un paio di lezioni e compra uan maglietta costosissima di cui non ha affatto bisogno e che appena uscita dal negozio già sa che non metterá mai.

E poi la trama del giallo è completamente relegata ai primi ed ultimi capitoli. Nel mezzo ci troviamo solo ed esclusivamente la vita amorosa della protagonista e di conseguenza tutti i suoi patemi. A me sinceramente ha annoiato. Per non parlare del finale. Oltre a rinunciare ad un posto fisso sebbene lontano da casa, e qui posso anche comprenderla, per tornare a Roma a fare la “studentessa” sotto una Direttrice che le ha apertamente detto in faccia di non sopportarla e nemmeno stimarla a livello professionale (e non ci vuole molto…), implora (perché è così che è andata) il suo lui, il dr. Conforti, di portarla con sè a Washington dove lui si trasferirà per lavoro per la durata di un anno. E niente, l’ennesima “donna” che rinuncia a tutto per seguire il suo compagno. Perché lei cosa potrà fare negli States che per sua ammissione non conosce nemmeno la lingua?

Quindi sì, sono contenta che questa “saga” sia conclusa anche se mi dispiace molto per la debacle degli ultimi capitoli.

Mchan

My lovely book & movie

Ogni Giorno (Everyday)
Il libro by David Levithan:
Quarta di copertina:
“Ogni giorno sono una persona diversa. E’ sempre stato così”
“Da quando è nato, A si risveglia ogni giorno in un nuovo corpo. Per ventiquattr’ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile: per la prima volta innamorato, A cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione, fino a convincere Rhiannon che è tutto vero, che quella che ogni giorno si presenta da lei è la stessa persona, anche se in un corpo diverso. Rhiannon s’innamora a sua volta dell’anima di A, ma dimenticare il suo involucro è difficile, e pian piano la relazione con i mille volti di A si fa più delicata di un vetro sottile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le regole, inizia a lasciare nelle esistenze quotidiane tracce e strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge…”
Bello, devo ammettere che avrei fatto a meno della parte in cui lo perseguitano, ma comunque non ha tolto granché alla trama principale.
Mi è piaciuto il fatto di illustrare la vita di una decina di tipi diversi di adolescenti. Illustrare e non giudicare. Infatti A vive la giornata nei loro corpi cercando di non cambiare nulla delle loro scelte, rispettando le loro personalità.
“Nel corso degli anni ho partecipato a numerose funzioni e sono servite tutte a convincermi che le religioni hanno in comune più di quanto non vogliano ammettere. Le credenze sono su per giù le stesse; solo le storie differiscono. Tutti vogliono credere in un potere superiore. Tutti vogliono appartenere a qualcosa di più grande e tutti chiedono di farlo in compagnia. Tutti reclamano la presenza di una forza buona sulla Terra e per unirsi a quella forza hanno bisogno di un incentivo. (…) gli esseri umani si somigliano per il 98%, a prescindere dalla loro religione e dal sesso, dalla razza o dall’estrazione culturale. (…) Per chissà quale ragione, però, noi preferiamo concentrarci sul 2% che ci differenzia, e la stragrande maggioranza dei conflitti nel mondo avviene per tale ragione”
“Arriviamo ad un incrocio dove alcuni protestano contro il raduno (nota: Gay Pride). Stento a capirli. E’ come protestare contro chi ha i capelli rossi. L’esperienza mi dice che il desiderio è il desiderio. L’amore è l’amore. Non mi sono mai innamorato di un genere sessuale. Mi sono innamorato d’individui”
Da questo libro hanno tratto un film:
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Anno: 2018
Regia: Michael Sucsy
Sceneggiatura: Jesse Andrews
Genere: drammatico, fantastico, sentimentale
Cast: Angourie Rice, Justice Smith, Owen Teague
Devo dire abbastanza fedele, ma ci sono alcune cose che non mi sono piaciute granché.
Prima di tutto è troppo Rhiannon centrico, mentre il libro era tutto dal punto di vista di A, il che metteva in risalto il messaggio che si voleva far passare (od almeno quello che ho capito io, ovvero che l’amore non conosce né razza né genere, è superiore ad ogni tipo di preconcetto). E poi non hanno riprodotto quelle due persone con cui si notava la cosa. Una veramente l’hanno fatta vedere, ma snaturata da come appare nel libro. Sono stati davvero molto belli i passaggi nel libro quando A si ritrova nel corpo di un ragazzo gay dichiarato che partecipa al Gay Pride con il suo fidanzato e quando si ritrova in quello di una transgender. Passaggi fondamentali anche per capire quanto A rispetti le vite e le scelte dei corpi in cui si ritrova per un solo giorno.
Altra cosa che differisce dal libro è il finale. E’ vero che A trova un ragazzo a Rhiannon, degno di lei e con il quale hanno molto in comune, ma non che è il suo amico di scuola. Quel ragazzo è completamente estraneo a lei, ed è giusto così. Anche perché nel film comunque lei si innamora di Alexander perché in lui c’è A. Prima di allora non se lo era calcolato minimamente ed infatti la sua amica ne è rimasta alquanto stupefatta. Mentre nel libro si percepisce il fatto che Rhiannon possa innamorarsi di questo ragazzo perché hanno molte cose in comune, perché potrebbe essere il suo tipo ideale (ed è proprio per questo che A lo ha scelto)

Mchan

Your name

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Anime:

Anno: 2016
Regia: Makoto Shinkai
Genere: animazione, fantastico, sentimentale, drammatico
Soggetto e sceneggiatura: Makoto Shinkai
Trama: Mitsuha Miyamizu è una studentessa del liceo che vive in una piccola cittadina di montagna sulle rive di un lago artificiale chiamata Itomori. Appartiene ad una famiglia che si occupa del tempio per cui ha svariati obblighi ed essendo anche figlia del sindaco della cittadina non è molto popolare tra i compagni di scuola.
Taki Tachibana invece è un liceale di città che vive con il padre e lavora part time in un ristorante italiano.
I due ragazzi, di tanto in tanto si svegliano l’uno nel corpo dell’altra e così si scambiano ii posti. All’inizio sono entrambi molto scioccati, pensano addirittura ad un sogno molto realistico, ma pian piano comprendono che si tratta di realtà ed iniziano a lasciarsi dei messaggi su ciò che hanno fatto durante la giornata dato che al risveglio non ricordano nulla.
Entrambi migliorano la vita dell’altro apportando un po’ delle loro caratteristiche, per esempio Taki risulta più calmo e gentile mentre Mitsuha più sicura di sé.
Un giorno cambia tutto. Si tratta di un giorno molto importante per entrambi: lui ha un appuntamento con la ragazza che gli piace e lei vedrà il passaggio di una cometa.
Da quel giorno i due non si scambieranno più di posto, anzi, i messaggi che lei gli aveva lasciato sul cellulare di colpo spariscono e lui pian piano non ricorderà più nulla di lei, però continuerà a disegnare i paesaggi del luogo dove lei viveva.
Un giorno decide di trovare quei luoghi e si mette in viaggio. Arriverà ad una scoperta incredibile…

Spoiler
Scopre che la cittadina è stata spazzata via da un pezzo della cometa che è caduto proprio lì e che praticamente tutti i suoi abitanti sono morti, compresa Mitsuha, ma la cosa ancora più incredibile è che la tragedia sia successa tre anni prima.
Nel frattempo il passato di lei cambia, al risveglio di quel giorno è lui a ritrovarsi nel suo corpo e conscio della tragedia che sta per abbattersi sulla cittadina cerca in tutti i modi di salvare più gente possibile. Naturalmente all’inizio viene presa per pazza e fino all’ultimo tutto sembra andare come effettivamente è andata tre anni prima.
Il vero Taki guidato da una specie di sesto senso si avvia verso un luogo mistico dove era stato con la nonna della ragazza e qui accade una specie di miracolo dato che i due mondi seppur con tre anni di distanza si incrociano ed in qualche modo i due ragazzi riescono a vedersi e comunicare seppure per pochi attimi.
Quando si risveglia non ricorderà più nulla di tutto ciò che è accaduto, ma gli rimarrà la sensazione di dover trovare qualcuno.
Passano gli anni, lui si laurea ed è in cerca di lavoro quando sul treno della metro la incontra. All’inizio è solo una sensazione, ma lo spinge a scendere ed inseguirla. Quando si incontrano entrambi non sanno bene cosa li ha spinti a rincorrersi, ma la prima cosa che si chiedono imbarazzati è: Come ti chiami?

L’ho trovato davvero delizioso. Magari un poco incomprensibile di primo achitto dato che alcune cose sono legate alle tradizioni tipiche ed ai vocaboli giapponesi, ma alla fine le sensazioni lasciate sono positive e commoventi.
Ho trovato gli sfondi stupendi, davvero molto realistici. Ad un certo punto c’erano degli alberi che per qualche secondo ho pensato fossero reali sul serio.
I protagonisti sono ben strutturati ed i comprimari tenuti un po’ sullo sfondo, ma il punto centrale sono i due ragazzi protagonisti ed il loro legame e tutto ciò che esso comporta. Perché oltre la storia d’amore c’è anche la crescita interiore ed il conflitto tra tradizioni e modernità.
L’unica cosa che non mi è piaciuta più di tanto è stata la costante reazione di lui al risveglio nel corpo di lei. Ok, la prima volta ci stava anche, ma poi ad una certa anche basta, soprattutto quando veniva “scoperto” dalla sorellina di lei.
Mi ha ricordato leggermente un film che adoro: La casa sul lago del tempo del 2006 di Alejandro Agresti con Keanu Reeves e Sandra Bullock, che tra l’altro è un remake di un film coreano del 2000.

Libro:

Autore: Makoto Shinkai

Terza di copertina:
“Mitsuha, una liceale che vive in una città di montagna, si ritrova, in sogno, nei panni di un ragazzo. Una stanza mai vista prima, amici che non conosce e Tokyo che si estende davanti a lei.
Nel frattempo, Taki, un liceale che abita proprio a Tokyo, vive la stessa esperienza, ritrovandosi, in sogno, nel corpo di una ragazza, in una città sperduta fra le montagne.
Presto si accorgeranno dello “scambio” onirico, ma…
L’incontro di due realtà così diverse mette in moto gli ingranaggi del destino”

Quarta di copertina:
“Ogni tanto, la mattina, appena sveglia mi capita di ritrovarmi a piangere, senza sapere perché”
“Il romanzo originale, scritto da Makoto Shinkai, regista dell’omonimo film. Uno dei più grandi successi dell’animazione contemporanea”

Estratto:
“Dove risiedono i ricordi di una persona?
Nelle stesse connessioni sinaptiche del cervello? I ricordi si trovano anche nei bulbi oculari e nei polpastrelli? Oppure esiste da qualche parte una massa spirituale, invisibile ed indefinita come una nebbia, ed è lì che risiedono i ricordi? Una cosa che si potrebbe chiamare cuore, mente o anima.
E’ possibile estrarla e reinserirla come si farebbe con una scheda di memoria per un sistema operativo?”

Riprende fedelmente la trama dell’anime, ma grazie alle note è un pochino più facile capire alcuni vocaboli/giochi di parole giapponesi.

Manga:

Conta 3 volumi ed è fedelissimo all’anime. Stesso character design e stessi panorami.

Mchan

The DUFF

by Kody Keplinger
in italiano:
Quanto ti ho odiato (libro)
Seconda di copertina:
“Bianca Piper ha diciassette anni, è cinica ma leale e sa benissimo di non essere la più carina tra le sue amiche. D’altronde sa anche di essere più sveglia ed intelligente rispetto a molte sue coetanee, che si lasciano incantare dal fascino di ragazzi come Wesley Rush, il più corteggiato e viscido della scuola. Bianca infatti detesta Wesley. Ma dato che le cose in famiglia non vanno granché bene e Bianca è alla disperata ricerca di una distrazione, un giorno si ritrova a baciare proprio Wesley. E… scopre che le piace! Tanto che, sempre più desiderosa di fuggire dai propri problemi famigliari, finisce per farci sesso e per ricorrere a questo “diversivo” ogni volta che qualcosa va storto. Ma quando viene fuori che Wesley è bravo ad ascoltare e che anche la sua, di vita, è più scombinata del previsto, Bianca intuisce che la situazione le sta sfuggendo di mano e si rende conto con terrore che potrebbe essersi innamorata proprio del nemico…”
Quarta di copertina:
“E se ti innamorassi del più odioso dei tuoi compagni di scuola?”
“Bestseller del New York Times tradotto in 22 mesi”
“Ben scritto, irriverente, un esordio sincero” Publisher Weekly
“Un rapporto complesso tra due ragazzi che si odiano eppure fanno sesso… Gli adolescenti della Keplinger sono irriverenti, credibili, e il senso dell’umorismo non manca mai” Kirkus Reviews
“Le ragazze più grandi ed anche i lettori più riluttanti ameranno questo libro” School Library Journal
“Un libro irriverente, ironico, intelligente! Ora un film di successo!”
L’A.S.S.O. nella manica (film)
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Anno: 2015
Regia: Ari Sandel
Genere: commedia
Cast: Mae Whitman, Robbie Amell, Bella Thorne, Nick Eversman
Trama:
Bianca Piper è una comune adolescente che ha per amiche due ragazze molto più popolari e carine. Wesley Rush è il suo vicino di casa che una sera, ad una festa, le svela di essere l’amica sfigata e bruttina che di solito le ragazze più carine si portano appresso per risaltare ancora di più. Bianca litiga con le amiche e chiede aiuto a Wesley per conquistare Toby, il ragazzo che le piace. Ma ne rimarrà delusa quando lui la userà solamente per avvicinarsi alle sue amiche.

DUFF: acronimo di Designated Ugly Fat Friend (la brutta grassa amica designata)
ASSO: acronimo di Amica Sfigata Strategicamente Oscena
A parte che la seconda di copertina praticamente svela tutta la trama e la parola irriverente stra usata per definirlo, tra l’altro a sproposito, il romanzo non è malaccio. Certo, chi ha visto prima il film, come la sottoscritta si ritrova con solamente l’idea di base uguale perché le storie sono sviluppate molto diversamente.
E sinceramente mi è piaciuto di più il film. Anche perché il finale del libro è troppo veloce, con poche spiegazioni reali. Ok, parliamo di adolescenti che per natura sono impulsivi e poco razionali, ma sono cresciuta guardando Dawson’s Creek. Voglio dire: Dawson’s Creek, capite che un minimo di spiegazione finale la esigo. Non mi piace quando le cose succedono rapidamente o che le persone facciano pace senza un minimo di dialogo.

Mchan

Romeo & Juliet

Questa è una delle opere di Shakespeare più famose.

In questo post vi parlo della versione del 2013 di Carlo Carlei.

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Regia: Carlo Carlei

Soggetto: William Shakespeare

Costumi: Carlo Poggioli

Cast:

Romeo: Douglas Booth

Giulietta: Hailee Steinfeld

Frate Lorenzo: Paul Giamatti

Tebaldo: Ed Westwick

Mercuzio: Christian Cooke

Lord Capuleti: Damian Lewis

Lady Capuleti: Natasha McElhone

Lord Montecchi: Tomas Arana

Lady Montecchi: Laura Morante

Benvolio: Kodi Smith-McPhee

Balia: Lesley Manville

Conte Paride: Tom Wisdom

Principe di Verona: Stellan Skarsgard

Le riprese sono state effettuate a Mantova (Palazzo Ducale, Palazzo Te, Duomo, Rotonda di San Lorenzo), Subiaco, Caprarola, Montagnana, Verona e Cinecittà.

Prima di tutto: finalmente sono riuscita a vederlo!!!

E’ stata una vera e propria Odissea, ma ce l’ho fatta!!!

Fin dal trailer mi sono innamorata dei costumi e dei paesaggi e la visione intera non mi ha affatto deluso, anzi.

La trama è conosciutissima e la versione molto fedele, ma davvero vale la pena vederlo anche solo per le immagini. Volendo potete anche metterlo in modalità muto. C’è un’attenzione per i dettagli pazzesca. E non solo nei costumi dei protagonisti ma anche per quelli delle comuni comparse.

La scena del ballo è molto bella. Le maschere sono un incanto.

Anche i luoghi sono da fiaba. Verrete catapultati in un borgo in pieno Rinascimento e fa nulla se il famoso balcone non è quello originale perché il palazzo dei Capuleti è stupendo.

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Per non parlare del camino a forma di bocca di leone della casa dei Montecchi. Davvero originale.

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Probabilmente l’unica pecca in fatto di scenografie sono le scene in chiesa, specialmente quella del matrimonio, perché il CGI si vede parecchio.

Altra piccola pecca è il fatto che all’inizio venga specificato che le due famiglie abbiano dei colori specifici nei loro vestiti, rosso per i Montecchi e blu per i Capuleti, ma sia Romeo che Mercuzio vestono in colori scuri tendenti al blu notte.

R&JmontecchiIMG_1325.CR2

Ora passo a parlare degli attori.

I protagonisti sono perfetti.

Hailee all’epoca delle riprese aveva 17 anni, ma il suo faccino delicato ed ancora un pochino fanciullesco poteva benissimo passare per un’età ancora minore. Douglas invece di anni ne aveva 21, ma anche lui ha un viso molto etereo, specialmente quando è sbarbato.

R&J-hailee&douglas

Tebaldo: Ed Westwick è perfetto in questi ruoli da bastardo. C’ha proprio la faccia giusta.

Benvolio: molto tenera la sua interpretazione.

I Capuleti sono quelli che hanno avuto più scene ed anche loro sono stati molto bravi, mentre i Montecchi si sono visti mezza volta e secondo me la scelta di Laura Morante non è stata il massimo, più che altro l’ho trovata sprecata per giusto un paio di inquadrature e mezza battuta nel finale. Soprattutto rispetto alla signora Capuleti, interpretata da un’attrice nella media.

La scena finale è tenerissima!!!

R&Jscenafinale

Mchan

Ps: non riesco proprio a capire perché su Mymovies abbia una valutazione di 2,2 su 5 e su IMDb di 5,8 su 10. Va bene che è fedele e non originale, ma solo per scene e costumi si merita 10 pieno e non mi pare che la recitazione lasciasse a desiderare. Mah…