To all the boys I’ve loved before trilogy

To all the boys I love before by Jenny Han

In italiano: Tutte le volte che ho scritto ti amo

Quarta di copertina:

“Lara Jean tiene le sue lettere d’amore in una cappelliera. Non sono lettere che qualcuno ha scritto per lei, ma quelle che lei ha scritto: una per ogni ragazzo di cui si è innamorata. L’ultimo si chiama Josh, che è il suo migliore amico, nonché il ragazzo di sua sorella. Un giorno, scopre che tutte le sue lettere d’amore sono state spedite. E quel che è peggio, ricevute. Improvvisamente, la sua vita diventa molto complicata, ma anche molto, molto più interessante…”

“Se le persone ti conoscessero, Lara Jean, si innamorerebbero di te” Josh, tu mi spezzi il cuore. Sei un bugiardo. Perché tu mi conosci, mi conosci meglio di chiunque altro, e non mi ami”

 

Lara Jean è un’adolescente americana per metà coreana. Ha due sorelle, una maggiore, Margot, ed una minore, Kitty. Vivono solo con il padre poiché la madre è morta quando erano piccole. E’ l’inizio del penultimo anno di liceo e nella vita di Lara Jean avviene un enorme cambiamento: sua sorella Margot, colei che ha sempre fatto loro da guida e da madre, sta per partire per frequentare l’università in Scozia. Lontanissimo da casa. In più per un dispetto della sua sorellina le lettere che aveva scritto a 5 ragazzi di cui si era innamorata sono state spedite. Una è arrivata niente di meno che all’ormai ex ragazzo di sua sorella, il vicino di casa sempre molto premuroso e gentile con tutte loro, ed un’altra al ragazzo più popolare della scuola: Peter.

Con quest’ultimo inscenerà una storia finta per non dover fare i conti con l’altro. E si ritroverà ad essere odiata dalla ex di Peter ed ad avere suo malgrado una frequentazione abbastanza reale alla fine. Peter si dimostra un ragazzo dolce ed attento, ma un’imprevisto rovinerà tutto proprio sul più bello.

 

P.S. I still love you by Jenny Han

In italiano: P.S. Ti amo ancora

Quarta di copertina:

“Lara Jean non si aspettava di innamorarsi davvero di Peter. All’inizio era solo una recita per far ingelosire qualcun altro. E invece, alla fine, quello che fingevano di provare si è trasformato in una storia d’amore. Una storia vera, di quelle che possono spezzare il cuore.

Naturalmente Lara Jean pensa che sarà lei a farsi male, che un giorno Peter tornerà con la sua ex. Poi però un ragazzo proveniente dal passato arriva a scombussolare le sue certezze. Una ragazza può amare due ragazzi?

A volte innamorarsi è la parte più semplice dell’amore”

“Adesso ho capito che voglio amare ed essere amata semza mezze misure. Voglio farlo fino in fondo, e per farlo occorre rischiare”

 

A parte che innamorarsi è sicuramente la parte più semplice dell’amore.

Ho trovato questo capitolo superfluo. E’ stato carino vedere Peter innamorato di Lara Jean, ma avrei fatto volentieri a meno di tutte le paturnie di quest’ultima.

 

 

Always and Forever, Lara Jean by Jenny Han

In italiano: Tua per sempre, Lara Jean

Quarta di copertina:

“Lara Jean sta vivendo il miglior ultimo anno di liceo che una ragazza possa sognare. E’ perdutamente innamorata del suo fidanzato, Peter, con cui andrà in gita a New York e poi al mare per un’intera settimana. Dopo il matrimonio di papà con la signora Rothschild, frequenterà un’università così vicina da poter tornare a casa ogni weekend a sfornare torte al cioccolato. Purtroppo, però, il destino ha altri piani, e Lara Jean, che detesta il cambiamento più di qualsiasi altra cosa, dovrà ripensare al proprio futuro.

Quando il cuore e la testa dicono cose diverse, chi si dovrebbe ascoltare?”

“Quando ci chiederanno come ci siamo incontrati, cosa risponderemo? Immagino che tutto sia cominciato con una lettera d’amore che non pensavo di spedire”

Non riesco proprio a capire perché la protagonista sia sempre così  ossessionata dall’apparenza. Ma cosa ti importa di come rispondere ad una ipotetica domanda sul come vi siete incontrati? Che poi nel libro quest’ultimo estratto viene preceduto da una serie di circostanze che potevano anche andar bene su di loro, ma che per lei non erano giuste perché capitate ad altre coppie. Lei voleva la risposta più originale ed unica possibile. Egocentrica.

Ho visto prima il primo film e poi letto i libri.

Le trame sono abbastanza uguali, forse il film è leggermente meglio perché prima di tutto ha un lieto fine, mentre nel primo libro la storia tra lei e Peter rimane in sospeso, e poi perché ci sono molti più dialoghi tra i due. Pensavo che leggendo il libro avrei trovato più complicità tra i due ragazzi, più situazioni amichevoli, ed invece li ho trovati più complici nel film.

E poi la sorella maggiore nel film appare molto di meno ed è un bene perché è antipaticissima, saccente, presuntuosa ed irritante come poche. Ed il fatto che invece la protagonista la adori è ancora più  irritante anche perché la tratta sempre con acidità ed anche un pizzico di cattiveria.

Come storia romantica è abbastanza carina anche se trovo estenuante che sia sempre lui a dover fare qualcosa per lei che oltre a sfornare biscotti non ha mai fatto nulla di carino per lui. Perfino andare alle sue partite è una concessione che gli fa e non ci va sempre. Sarà che io le tipe del genere che ricercano di continuo certezze dal proprio fidanzato come se a loro fosse tutto dovuto e non ricambiato non le sopporto (e ne ho anche conosciute parecchie, mia madre le apostrofa sempre: “Manco ce l’avessero d’oro”).

Margot non l’ho sopportata nel primo e l’ho proprio detestata nell’ultimo. Io capisco la gelosia per la nuova compagna del padre, ma lei è davvero esagerata dato che è stata lei per prima l’egoista ad andarsene dall’altra parte del mondo lasciando il padre a vedersela con una bimba che fino al giorno prima aveva cresciuto lei. Quindi ora che ha trovato una compagna che la sorellina adora dovrebbe solo che starsene zitta. Anche perché non puoi lamentarti di come tiene la casa se tu tra una settimana te ne sei già riandata via.

Il padre è uno smidollato che si fa comandare dalle figlie, specialmente la minore, e poi fa la voce grossa solo quando gli fa comodo ossia quando la protagonista si azzarda a fare qualcosa da adulta tipo andare in vacanza con il fidanzato da maggiorenne. Stessa cosa quando la maggiore vuole dormire nella stessa stanza con il ragazzo, ma non la rimprovera minimamente quando dice cose poco carine sulla sua futura moglie.

Kitty, la più piccola, è simpatica e tipicamente infantile, ma anche molto viziata. Sta perennemente davanti alla TV e nemmeno controllata e va sempre a dormire quando le pare. Anche la protagonista dice di non andare mai a dormire prima di mezzanotte. Durante l’anno scolastico? Mia madre non me lo avrebbe mai permesso. Che poi dice anche di alzarsi prestissimo tutte le mattine poiché sforna biscotti praticamente tutti i giorni oltre a preparare colazione e lunch box. Mah…

Ripeto: il primo ed il secondo libro potevano benissimo essere un volume unico ed il terzo manca di un’evoluzione del rapporto che arriva solamente alla fine, ma è troppo fiabesco. E poi avrei preferito sapere qualcosa in più sull’anno che ha saltato. Non solo accenni. L’incontro tra Margot e Peter. Il primo Natale. Le cene a casa di lui. Stanno sempre da lei e poi è normale che la madre di lui non fosse entusiasta della loro relazione.

Per cui alla fine come libri si fanno leggere anche con una certa scorrevolezza, ma hanno tanti piccoli difetti che non li rendono indimenticabili.

Oppure sono diventata troppo vecchia io per leggere Young Adult romantici 😜😟

Mchan

Il ladro gentiluomo by Alessia Gazzola

Seconda di copertina:

“Alice Allevi, finalmente Specialista in Medicina Legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l’affascinante ed imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell’Istituto di Medicina Legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola.

Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un’autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L’ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, ed Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla ed i guai per Alice iniziano a farsi enormi…”

Eccoci con l’ultimo capitolo della saga di Alice Allevi. Meno male. Perché non è  solamente l’ultimo in ordine di tempo, ma anche l’ultimo in senso più letterale dato che l’autrice ha deciso di lasciare Alice per un po’ di tempo e concentrarsi su altri argomenti.

Perché meno male? Perché  stava diventando patetica ed irritante. Oltre che tremendamente fanservice come dimostrato dall’accostamento a Lino Guanciale di Claudio Conforti. Un richiamo alla serie tv che ne è stata tratta dove appunto l’attore Lino Guanciale interpreta il Dr. Conforti. Per non parlare dei continui battibecchi sulla qualunque tra i due protagonisti amorosi. Sono troppo diversi, come si dice a Roma non c’azzeccano nulla tra di loro, ma lei continua a volerli far stare insieme e farli bisticciare perché naturalmente hanno due visioni completamente diverse su tutto che ogni volta finiscono con il discutere. Secondo me una relazione “sana” non può funzionare a questo modo. Alla fine o uno dei due cede o non si parlano più per non ricominciare con le discussioni.

E poi vogliamo parlare di Alice che continua ad essere tremendamente infantile? E può anche andar bene nella vita privata, ognuno è libero di viversi le relazioni come crede, ma sul lavoro no. Soprattutto se come lavoro fai il medico legale dove hai delle responsabilità. Brama per un incarico tutto suo e poi quando glielo affidano la prima cosa che fa è programmare l’autopsia in  modo che possa assistervi anche Claudio e la prima cosa che pensa è come fare a farsi correggere le sue analisi sui tessuti da una collega lontana. Ha sempre bisogno di un supporto morale e fisico e se glielo fanno presente si arrabbia e si offende.

Poi l’errore che ha fatto praticamente il primo giorno di lavoro nella nuova sede è qualcosa di assurdo. Assurdo perché gravissimo e lei invece di prendersi le proprie responsabilità fa la vittima, come se tutto il mondo ce l’avesse con lei senza una motivazione più che valida.

Se l’intento era quello di divertire il lettore con le disavventure della protagonista non funziona più. Perché  Alice non è più un’allieva. Ora è una dottoressa responsabile del suo lavoro e tutte queste disattenzioni non sono accettabili. E tra l’altro non sembra nemmeno preparata nel suo campo.

Varie: per un motivo o per un altro lei a lavoro ci sta poco o niente. Non so come faccia. In 4 mesi si è presa svariati weekend lunghi, malattie e permessi vari. Ed è pure l’ultima arrivata. Mah…

Ha il conto sempre in rosso, ma si può permettere un corso online di russo che molla dopo un paio di lezioni e compra uan maglietta costosissima di cui non ha affatto bisogno e che appena uscita dal negozio già sa che non metterá mai.

E poi la trama del giallo è completamente relegata ai primi ed ultimi capitoli. Nel mezzo ci troviamo solo ed esclusivamente la vita amorosa della protagonista e di conseguenza tutti i suoi patemi. A me sinceramente ha annoiato. Per non parlare del finale. Oltre a rinunciare ad un posto fisso sebbene lontano da casa, e qui posso anche comprenderla, per tornare a Roma a fare la “studentessa” sotto una Direttrice che le ha apertamente detto in faccia di non sopportarla e nemmeno stimarla a livello professionale (e non ci vuole molto…), implora (perché è così che è andata) il suo lui, il dr. Conforti, di portarla con sè a Washington dove lui si trasferirà per lavoro per la durata di un anno. E niente, l’ennesima “donna” che rinuncia a tutto per seguire il suo compagno. Perché lei cosa potrà fare negli States che per sua ammissione non conosce nemmeno la lingua?

Quindi sì, sono contenta che questa “saga” sia conclusa anche se mi dispiace molto per la debacle degli ultimi capitoli.

Mchan

My lovely book & movie

Ogni Giorno (Everyday)
Il libro by David Levithan:
Quarta di copertina:
“Ogni giorno sono una persona diversa. E’ sempre stato così”
“Da quando è nato, A si risveglia ogni giorno in un nuovo corpo. Per ventiquattr’ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile: per la prima volta innamorato, A cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione, fino a convincere Rhiannon che è tutto vero, che quella che ogni giorno si presenta da lei è la stessa persona, anche se in un corpo diverso. Rhiannon s’innamora a sua volta dell’anima di A, ma dimenticare il suo involucro è difficile, e pian piano la relazione con i mille volti di A si fa più delicata di un vetro sottile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le regole, inizia a lasciare nelle esistenze quotidiane tracce e strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge…”
Bello, devo ammettere che avrei fatto a meno della parte in cui lo perseguitano, ma comunque non ha tolto granché alla trama principale.
Mi è piaciuto il fatto di illustrare la vita di una decina di tipi diversi di adolescenti. Illustrare e non giudicare. Infatti A vive la giornata nei loro corpi cercando di non cambiare nulla delle loro scelte, rispettando le loro personalità.
“Nel corso degli anni ho partecipato a numerose funzioni e sono servite tutte a convincermi che le religioni hanno in comune più di quanto non vogliano ammettere. Le credenze sono su per giù le stesse; solo le storie differiscono. Tutti vogliono credere in un potere superiore. Tutti vogliono appartenere a qualcosa di più grande e tutti chiedono di farlo in compagnia. Tutti reclamano la presenza di una forza buona sulla Terra e per unirsi a quella forza hanno bisogno di un incentivo. (…) gli esseri umani si somigliano per il 98%, a prescindere dalla loro religione e dal sesso, dalla razza o dall’estrazione culturale. (…) Per chissà quale ragione, però, noi preferiamo concentrarci sul 2% che ci differenzia, e la stragrande maggioranza dei conflitti nel mondo avviene per tale ragione”
“Arriviamo ad un incrocio dove alcuni protestano contro il raduno (nota: Gay Pride). Stento a capirli. E’ come protestare contro chi ha i capelli rossi. L’esperienza mi dice che il desiderio è il desiderio. L’amore è l’amore. Non mi sono mai innamorato di un genere sessuale. Mi sono innamorato d’individui”
Da questo libro hanno tratto un film:
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Anno: 2018
Regia: Michael Sucsy
Sceneggiatura: Jesse Andrews
Genere: drammatico, fantastico, sentimentale
Cast: Angourie Rice, Justice Smith, Owen Teague
Devo dire abbastanza fedele, ma ci sono alcune cose che non mi sono piaciute granché.
Prima di tutto è troppo Rhiannon centrico, mentre il libro era tutto dal punto di vista di A, il che metteva in risalto il messaggio che si voleva far passare (od almeno quello che ho capito io, ovvero che l’amore non conosce né razza né genere, è superiore ad ogni tipo di preconcetto). E poi non hanno riprodotto quelle due persone con cui si notava la cosa. Una veramente l’hanno fatta vedere, ma snaturata da come appare nel libro. Sono stati davvero molto belli i passaggi nel libro quando A si ritrova nel corpo di un ragazzo gay dichiarato che partecipa al Gay Pride con il suo fidanzato e quando si ritrova in quello di una transgender. Passaggi fondamentali anche per capire quanto A rispetti le vite e le scelte dei corpi in cui si ritrova per un solo giorno.
Altra cosa che differisce dal libro è il finale. E’ vero che A trova un ragazzo a Rhiannon, degno di lei e con il quale hanno molto in comune, ma non che è il suo amico di scuola. Quel ragazzo è completamente estraneo a lei, ed è giusto così. Anche perché nel film comunque lei si innamora di Alexander perché in lui c’è A. Prima di allora non se lo era calcolato minimamente ed infatti la sua amica ne è rimasta alquanto stupefatta. Mentre nel libro si percepisce il fatto che Rhiannon possa innamorarsi di questo ragazzo perché hanno molte cose in comune, perché potrebbe essere il suo tipo ideale (ed è proprio per questo che A lo ha scelto)

Mchan

Your name

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Anime:

Anno: 2016
Regia: Makoto Shinkai
Genere: animazione, fantastico, sentimentale, drammatico
Soggetto e sceneggiatura: Makoto Shinkai
Trama: Mitsuha Miyamizu è una studentessa del liceo che vive in una piccola cittadina di montagna sulle rive di un lago artificiale chiamata Itomori. Appartiene ad una famiglia che si occupa del tempio per cui ha svariati obblighi ed essendo anche figlia del sindaco della cittadina non è molto popolare tra i compagni di scuola.
Taki Tachibana invece è un liceale di città che vive con il padre e lavora part time in un ristorante italiano.
I due ragazzi, di tanto in tanto si svegliano l’uno nel corpo dell’altra e così si scambiano ii posti. All’inizio sono entrambi molto scioccati, pensano addirittura ad un sogno molto realistico, ma pian piano comprendono che si tratta di realtà ed iniziano a lasciarsi dei messaggi su ciò che hanno fatto durante la giornata dato che al risveglio non ricordano nulla.
Entrambi migliorano la vita dell’altro apportando un po’ delle loro caratteristiche, per esempio Taki risulta più calmo e gentile mentre Mitsuha più sicura di sé.
Un giorno cambia tutto. Si tratta di un giorno molto importante per entrambi: lui ha un appuntamento con la ragazza che gli piace e lei vedrà il passaggio di una cometa.
Da quel giorno i due non si scambieranno più di posto, anzi, i messaggi che lei gli aveva lasciato sul cellulare di colpo spariscono e lui pian piano non ricorderà più nulla di lei, però continuerà a disegnare i paesaggi del luogo dove lei viveva.
Un giorno decide di trovare quei luoghi e si mette in viaggio. Arriverà ad una scoperta incredibile…

Spoiler
Scopre che la cittadina è stata spazzata via da un pezzo della cometa che è caduto proprio lì e che praticamente tutti i suoi abitanti sono morti, compresa Mitsuha, ma la cosa ancora più incredibile è che la tragedia sia successa tre anni prima.
Nel frattempo il passato di lei cambia, al risveglio di quel giorno è lui a ritrovarsi nel suo corpo e conscio della tragedia che sta per abbattersi sulla cittadina cerca in tutti i modi di salvare più gente possibile. Naturalmente all’inizio viene presa per pazza e fino all’ultimo tutto sembra andare come effettivamente è andata tre anni prima.
Il vero Taki guidato da una specie di sesto senso si avvia verso un luogo mistico dove era stato con la nonna della ragazza e qui accade una specie di miracolo dato che i due mondi seppur con tre anni di distanza si incrociano ed in qualche modo i due ragazzi riescono a vedersi e comunicare seppure per pochi attimi.
Quando si risveglia non ricorderà più nulla di tutto ciò che è accaduto, ma gli rimarrà la sensazione di dover trovare qualcuno.
Passano gli anni, lui si laurea ed è in cerca di lavoro quando sul treno della metro la incontra. All’inizio è solo una sensazione, ma lo spinge a scendere ed inseguirla. Quando si incontrano entrambi non sanno bene cosa li ha spinti a rincorrersi, ma la prima cosa che si chiedono imbarazzati è: Come ti chiami?

L’ho trovato davvero delizioso. Magari un poco incomprensibile di primo achitto dato che alcune cose sono legate alle tradizioni tipiche ed ai vocaboli giapponesi, ma alla fine le sensazioni lasciate sono positive e commoventi.
Ho trovato gli sfondi stupendi, davvero molto realistici. Ad un certo punto c’erano degli alberi che per qualche secondo ho pensato fossero reali sul serio.
I protagonisti sono ben strutturati ed i comprimari tenuti un po’ sullo sfondo, ma il punto centrale sono i due ragazzi protagonisti ed il loro legame e tutto ciò che esso comporta. Perché oltre la storia d’amore c’è anche la crescita interiore ed il conflitto tra tradizioni e modernità.
L’unica cosa che non mi è piaciuta più di tanto è stata la costante reazione di lui al risveglio nel corpo di lei. Ok, la prima volta ci stava anche, ma poi ad una certa anche basta, soprattutto quando veniva “scoperto” dalla sorellina di lei.
Mi ha ricordato leggermente un film che adoro: La casa sul lago del tempo del 2006 di Alejandro Agresti con Keanu Reeves e Sandra Bullock, che tra l’altro è un remake di un film coreano del 2000.

Libro:

Autore: Makoto Shinkai

Terza di copertina:
“Mitsuha, una liceale che vive in una città di montagna, si ritrova, in sogno, nei panni di un ragazzo. Una stanza mai vista prima, amici che non conosce e Tokyo che si estende davanti a lei.
Nel frattempo, Taki, un liceale che abita proprio a Tokyo, vive la stessa esperienza, ritrovandosi, in sogno, nel corpo di una ragazza, in una città sperduta fra le montagne.
Presto si accorgeranno dello “scambio” onirico, ma…
L’incontro di due realtà così diverse mette in moto gli ingranaggi del destino”

Quarta di copertina:
“Ogni tanto, la mattina, appena sveglia mi capita di ritrovarmi a piangere, senza sapere perché”
“Il romanzo originale, scritto da Makoto Shinkai, regista dell’omonimo film. Uno dei più grandi successi dell’animazione contemporanea”

Estratto:
“Dove risiedono i ricordi di una persona?
Nelle stesse connessioni sinaptiche del cervello? I ricordi si trovano anche nei bulbi oculari e nei polpastrelli? Oppure esiste da qualche parte una massa spirituale, invisibile ed indefinita come una nebbia, ed è lì che risiedono i ricordi? Una cosa che si potrebbe chiamare cuore, mente o anima.
E’ possibile estrarla e reinserirla come si farebbe con una scheda di memoria per un sistema operativo?”

Riprende fedelmente la trama dell’anime, ma grazie alle note è un pochino più facile capire alcuni vocaboli/giochi di parole giapponesi.

Manga:

Conta 3 volumi ed è fedelissimo all’anime. Stesso character design e stessi panorami.

Mchan

The DUFF

by Kody Keplinger
in italiano:
Quanto ti ho odiato (libro)
Seconda di copertina:
“Bianca Piper ha diciassette anni, è cinica ma leale e sa benissimo di non essere la più carina tra le sue amiche. D’altronde sa anche di essere più sveglia ed intelligente rispetto a molte sue coetanee, che si lasciano incantare dal fascino di ragazzi come Wesley Rush, il più corteggiato e viscido della scuola. Bianca infatti detesta Wesley. Ma dato che le cose in famiglia non vanno granché bene e Bianca è alla disperata ricerca di una distrazione, un giorno si ritrova a baciare proprio Wesley. E… scopre che le piace! Tanto che, sempre più desiderosa di fuggire dai propri problemi famigliari, finisce per farci sesso e per ricorrere a questo “diversivo” ogni volta che qualcosa va storto. Ma quando viene fuori che Wesley è bravo ad ascoltare e che anche la sua, di vita, è più scombinata del previsto, Bianca intuisce che la situazione le sta sfuggendo di mano e si rende conto con terrore che potrebbe essersi innamorata proprio del nemico…”
Quarta di copertina:
“E se ti innamorassi del più odioso dei tuoi compagni di scuola?”
“Bestseller del New York Times tradotto in 22 mesi”
“Ben scritto, irriverente, un esordio sincero” Publisher Weekly
“Un rapporto complesso tra due ragazzi che si odiano eppure fanno sesso… Gli adolescenti della Keplinger sono irriverenti, credibili, e il senso dell’umorismo non manca mai” Kirkus Reviews
“Le ragazze più grandi ed anche i lettori più riluttanti ameranno questo libro” School Library Journal
“Un libro irriverente, ironico, intelligente! Ora un film di successo!”
L’A.S.S.O. nella manica (film)
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Anno: 2015
Regia: Ari Sandel
Genere: commedia
Cast: Mae Whitman, Robbie Amell, Bella Thorne, Nick Eversman
Trama:
Bianca Piper è una comune adolescente che ha per amiche due ragazze molto più popolari e carine. Wesley Rush è il suo vicino di casa che una sera, ad una festa, le svela di essere l’amica sfigata e bruttina che di solito le ragazze più carine si portano appresso per risaltare ancora di più. Bianca litiga con le amiche e chiede aiuto a Wesley per conquistare Toby, il ragazzo che le piace. Ma ne rimarrà delusa quando lui la userà solamente per avvicinarsi alle sue amiche.

DUFF: acronimo di Designated Ugly Fat Friend (la brutta grassa amica designata)
ASSO: acronimo di Amica Sfigata Strategicamente Oscena
A parte che la seconda di copertina praticamente svela tutta la trama e la parola irriverente stra usata per definirlo, tra l’altro a sproposito, il romanzo non è malaccio. Certo, chi ha visto prima il film, come la sottoscritta si ritrova con solamente l’idea di base uguale perché le storie sono sviluppate molto diversamente.
E sinceramente mi è piaciuto di più il film. Anche perché il finale del libro è troppo veloce, con poche spiegazioni reali. Ok, parliamo di adolescenti che per natura sono impulsivi e poco razionali, ma sono cresciuta guardando Dawson’s Creek. Voglio dire: Dawson’s Creek, capite che un minimo di spiegazione finale la esigo. Non mi piace quando le cose succedono rapidamente o che le persone facciano pace senza un minimo di dialogo.

Mchan

Romeo & Juliet

Questa è una delle opere di Shakespeare più famose.

In questo post vi parlo della versione del 2013 di Carlo Carlei.

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Regia: Carlo Carlei

Soggetto: William Shakespeare

Costumi: Carlo Poggioli

Cast:

Romeo: Douglas Booth

Giulietta: Hailee Steinfeld

Frate Lorenzo: Paul Giamatti

Tebaldo: Ed Westwick

Mercuzio: Christian Cooke

Lord Capuleti: Damian Lewis

Lady Capuleti: Natasha McElhone

Lord Montecchi: Tomas Arana

Lady Montecchi: Laura Morante

Benvolio: Kodi Smith-McPhee

Balia: Lesley Manville

Conte Paride: Tom Wisdom

Principe di Verona: Stellan Skarsgard

Le riprese sono state effettuate a Mantova (Palazzo Ducale, Palazzo Te, Duomo, Rotonda di San Lorenzo), Subiaco, Caprarola, Montagnana, Verona e Cinecittà.

Prima di tutto: finalmente sono riuscita a vederlo!!!

E’ stata una vera e propria Odissea, ma ce l’ho fatta!!!

Fin dal trailer mi sono innamorata dei costumi e dei paesaggi e la visione intera non mi ha affatto deluso, anzi.

La trama è conosciutissima e la versione molto fedele, ma davvero vale la pena vederlo anche solo per le immagini. Volendo potete anche metterlo in modalità muto. C’è un’attenzione per i dettagli pazzesca. E non solo nei costumi dei protagonisti ma anche per quelli delle comuni comparse.

La scena del ballo è molto bella. Le maschere sono un incanto.

Anche i luoghi sono da fiaba. Verrete catapultati in un borgo in pieno Rinascimento e fa nulla se il famoso balcone non è quello originale perché il palazzo dei Capuleti è stupendo.

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Per non parlare del camino a forma di bocca di leone della casa dei Montecchi. Davvero originale.

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Probabilmente l’unica pecca in fatto di scenografie sono le scene in chiesa, specialmente quella del matrimonio, perché il CGI si vede parecchio.

Altra piccola pecca è il fatto che all’inizio venga specificato che le due famiglie abbiano dei colori specifici nei loro vestiti, rosso per i Montecchi e blu per i Capuleti, ma sia Romeo che Mercuzio vestono in colori scuri tendenti al blu notte.

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Ora passo a parlare degli attori.

I protagonisti sono perfetti.

Hailee all’epoca delle riprese aveva 17 anni, ma il suo faccino delicato ed ancora un pochino fanciullesco poteva benissimo passare per un’età ancora minore. Douglas invece di anni ne aveva 21, ma anche lui ha un viso molto etereo, specialmente quando è sbarbato.

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Tebaldo: Ed Westwick è perfetto in questi ruoli da bastardo. C’ha proprio la faccia giusta.

Benvolio: molto tenera la sua interpretazione.

I Capuleti sono quelli che hanno avuto più scene ed anche loro sono stati molto bravi, mentre i Montecchi si sono visti mezza volta e secondo me la scelta di Laura Morante non è stata il massimo, più che altro l’ho trovata sprecata per giusto un paio di inquadrature e mezza battuta nel finale. Soprattutto rispetto alla signora Capuleti, interpretata da un’attrice nella media.

La scena finale è tenerissima!!!

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Mchan

Ps: non riesco proprio a capire perché su Mymovies abbia una valutazione di 2,2 su 5 e su IMDb di 5,8 su 10. Va bene che è fedele e non originale, ma solo per scene e costumi si merita 10 pieno e non mi pare che la recitazione lasciasse a desiderare. Mah…

Nerve

Nerve by Jeanne Ryan

Seconda di copertina:

“Quando viene selezionata come concorrente per Nerve, un gioco in diretta online, Vee non è sicura che avrà il coraggio necessario ad affrontare le sfide via via proposte. Eppure chiunque si nasconda dietro Nerve sembra conoscerla alla perfezione e sapere esattamente ciò che desidera: i premi sono allettanti ed il suo partner nel gioco è il ragazzo perfetto, il brillante e sensuale Ian. In un primo momento tutto si rivela incredibilmente divertente: i fan di Vee ed Ian tifano per loro e li spingono ad alzare la posta con imprese sempre più rischiose. Ma il gioco ha una svolta poco chiara quando i partecipanti vengono indirizzati verso una località segreta con altri cinque giocatori per il round del Gran Premio, la finale di Nerve. Improvvisamente stanno giocando il tutto per tutto ed in palio c’è la loro vita. Fino a che punto il sangue freddo di Vee la sosterrà per andare avanti?

Un romanzo adrenalinico ed imperdibile”

Quarta di copertina:

“Da questo bestseller internazionale tradotto in 20 lingue il film Nerve”

“Un romanzo originale che offre una visione della cultura pop e dà un nuovo significato alla moda dei reality” Los Angeles Times

“I lettori si troveranno immersi nelle diverse possibilità della storia, ed increduli dell’esito” Library Journal

“Il ritmo della narrazione è incessante, ed i lettori si ritroveranno catapultati all’ultima pagina cercando di capire come sia stato possibile” Kirkus Reviews

Carino ed appassionante. Letto abbastanza velocemente.

Diciamo che con il film ha poco a che fare. Quest’ultimo è più ispirato che altro dato che le uniche cose che sono rimaste in comune sono i nomi dei personaggi e la struttura del “gioco”. Infatti nel libro la storia si svolge nell’arco di 2-3 giorni e non in una sola notte ed a mio parere rende la faccenda più verosimile e la visione dei personaggi più completa. Le sfide poi sono completamente differenti. Come i premi in palio.

Quale delle due versioni mi è piaciuta di più? Non saprei, diciamo che sono due visioni della stessa storia. L’unica cosa che non mi è piaciuta del libro è il personaggio di Tommy che è completamente stravolto da quello del film a cui mi ero affezionata.

Mchan

 

Libro Russo

La stanza segreta dello Zar by Steve Berry

Seconda di copertina:

“Leningrado (San Pietroburgo) 1941. E’ l’ottava meraviglia del mondo e si trova all’interno del Palazzo di Caterina, la residenza estiva degli Zar. Tutti la conoscono come la Camera d’Ambra, perché è interamente rivestita di pannelli d’ambra: sei tonnellate in tutto. Eppure bastano 36 ore ad un gruppo selezionato di nazisti per smontarla, collocarla in 28 casse e spedirla in Germania, dove, alla fine della guerra, scompare. A tutt’oggi, nessuno sa dove sia finita.

Atlanta, oggi. Sconvolta dall’improvvisa morte del padre, sopravvissuto agli orrori dell’Olocausto, il giudice Rachel Cutler ha un terribile sospetto: che l’uomo sia stato ucciso perché aveva scoperto qualcosa sul destino della Camera d’Ambra. Possibile che fosse proprio quello il segreto che lo aveva ossessionato per tutta la vita? Decisa a scoprire la verità, Rachel parte per la Germania, dove è sicura di trovare qualche amico del padre in grado di aiutarla. Troverà invece ad attenderla un nido di spie, di killer professionisti e di uomini disposti a tutto pur di mettere mano su quel tesoro d’inestimabile valore…”

Quarta di copertina:

“Il genere di thriller che piace a me!” Dan Brown

“Straordinariamente appassionante, con personaggi indimenticabili ed una trama mozzafiato. Adrenalina allo stato puro” Clive Cussler

“Steve Berry trascina il lettore in un viaggio drammatico alla scoperta di un passato oscuro ed inquietante” James Rollins

Anche se non è affatto ambientato in Russia, ma la protagonista assoluta è la celeberrima Camera d’Ambra. Una ricostruzione dei fatti, o comunque delle dicerie attorno alla sua scomparsa, ben curata. Trama intrigante e non prevedibilissima.

Mchan

 

 

My lovely movie

Ecco, questo film invece è l’unico davvero romantico che sono riuscita a vedere quest’anno.

Scrivimi ancora

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Anno: 2014

Regia: Christian Ditter

Cast: Lily Collins, Sam Claflin

Soggetto: Scrivimi ancora, romanzo di Cecelia Ahern

Trama: Rosie e Alex, migliori amici dall’età di 5 anni, crescono sognando di lasciare la piccola cittadina in cui vivono per studiare insieme in America. Il destino però li spinge in direzioni opposte. I due tengono comunque vivo il loro legame scrivendosi costantemente. Ma può un’amicizia resistere al passare degli anni ed alla distanza, specialmente quando si capisce che forse è qualcosa di più?

Sono riuscita finalmente a vederlo in dvd!

E’ un film romantico, ma fa anche molto ridere.

Il film parla di un’amicizia tra un ragazzo ed una ragazza, un rapporto profondo che ogni volta che sta per diventare qualcosa di più trova degli ostacoli. Non trovano mai il momento giusto, ma continuano a rimanere in contatto ed a sostenersi anche da lontano. Nel frattempo i due ragazzi cresceranno affrontando svariate esperienze che li faranno maturare. Ci saranno momenti belli e momenti tristi, ma potranno sempre contare sull’appoggio reciproco.

Ora ne parlo in maniera più dettagliata quindi attenzione spoiler:

Dopo la presentazione dei protagonisti in quanto amici fin dalla prima elementare si passa ai loro 18 anni ed alla prima scena romantica. I due sono ubriachi e si stanno per baciare, è uno di quei primi baci adolescenziali molto carini ed anche leggermente imbarazzanti, ma ecco che subito arrivano le risate perché lei cade come una pera cotta dallo sgabello su cui sedeva e sviene. Poi c’è una scena in aula informatica dove lui le comunica via chat di non essere più vergine e vengono beccati dal prof che manda in visione all’intera classe la loro chat. Poi si prosegue a ridere per la scena del ballo durante il quale lei si apparta con il suo accompagnatore, il più figo della scuola che non sa manco mettersi un condom ed infatti gli si sfila durante la sua brevissima prestazione. Lei è naturalmente nel panico perché non lo trovano più, chiama il suo migliore amico per farsi portare al pronto soccorso. Lei si trovava nell’ascensore con uno sconosciuto e lui ancora in pista con la musica a palla per cui lei deve gridare ed essere esplicita. Altre risate miste all’imbarazzo empatico.

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E non finisce qui: al pronto soccorso l’unico medico disponibile è un uomo e si chiama Dick, il colmo! (per chi non lo sapesse Dick è un diminutivo per Richard, non mi chiedete come ci si arriva, ma è così, ed è anche un modo per chiamare volgarmente l’organo riproduttivo maschile, ma agli anglofoni pare non importare dato che lo usano spesso come nel primo caso, mah…)

Altra scena imbarazzante ai massimi livelli è quella in cui lei si reca a casa di lui e viene accolta dalla sorella che la fa accomodare dicendole che lui sta per venire (in ogni senso possibile) praticamente obbligandola ad assistere, almeno acusticamente, alle performance sessuali di lui e della sua ragazza che non è affatto discreta.

Ma ecco che torna il romanticismo con la dolcissima scena dei due protagonisti che parlano sul letto di lei con la bimba di lei che dorme in mezzo a loro.

E tornano le risate quando la figlia, ormai cinquenne, la becca ammanettata al letto dall’amante poliziotto e siccome non hanno le chiavi giuste per aprire le manette lei è costretta ad accompagnarla a scuola con tutta la testiera del letto appresso.

Torniamo a commuoverci con la lettera del padre.

E ridiamo di nuovo per la scelta azzeccata della canzone di sottofondo alla scena in cui lei scopre che il marito la tradisce e gli tira un pugno in faccia: Fuck You by Lily Allen.

Bello il finale con l’happy ending che nel libro mancava. Scontato, vero, ma bello.

Scelta degli attori azzeccata. Certo, molto più credibili da adolescenti/ventenni che a trent’anni, ma sono carini. Lei poi è deliziosa, peccato per le sopracciglia troppo folte. Lui il classico stereotipo dell’Irlandese anche se il film lo hanno ambientato in Inghilterra e quindi lui quando è a Boston lo chiamano “inglese”.

I vestiti sono osceni, ma le musiche sono molto carine.

Momento commozione alla vista del Nokia 3310 identico a quello che avevo io…

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Carina anche la chicca/omaggio al film Orgoglio&Pregiudizio del 2005 quando lei parla con il padre del fatto che la madre non vuole che se ne vada a studiare a Boston, lui le dice: “Se andrai via tua madre non ti parlerà più, se non lo farai sarò io a non parlarti più”

Ci sono molte cose differenti dal libro, ma alla fine penso che sia stato più giusto adattarlo a questo modo. Il libro copre un arco temporale molto ampio ed il target di pubblico sarebbe stato troppo vario. Per non pensare poi al cambio di attori che sarebbe stato obbligatorio.

Mchan

Libri russi

Gli Zar Russi

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Questo l’ho preso nel negozio di souvenir del Palazzo di Caterina II e parla di tutta la storia della monarchia russa. Molto interessante. Ci sono anche moltissime foto.

La profezia dei Romanov by Steve Berry

Quarta di copertina:

“Ekaterinburg, 16 luglio 1918.

I bolscevichi hanno preso il potere. Lo zar confida ancora nella salvezza, ma invano: i Romanov vengono freddamente e metodicamente giustiziati.

Mosca, oggi.

Dopo la caduta del comunismo, sarà ristabilita la monarchia ed una commissione sceglierà il nuovo zar tra i lontani discendenti di Nicola II. Miles Lord, avvocato e profondo conoscitore della cultura russa, è giunto a Mosca per sostenere la rivendicazione al trono di uno di essi, non immaginando di diventare il bersaglio di uno spietato gruppo di criminali. Ora Miles ha un’unica possibilità di salvezza: trovare il vero successore dello zar Nicola II, ricostruendo la tragica fine della famiglia imperiale russa…”

Inizia subito in quinta con un attentato/inseguimento che ti fa rimanere incollato alle pagine. E l’intrigo è molto affascinante e coinvolgente.

Una cosa che non mi è piaciuta è il fatto che dice che la Russia starebbe sull’orlo, se non già oltrepassato del fallimento. Cosa alquanto non veritiera. Forse questo era vero subito dopo la caduta del comunismo, ma il libro è ambientato più o meno ai giorni nostri, nomina perfino Putin, per cui l’ho trovata una considerazione alquanto stridente. Capisco che può essere utile ai fini della trama, ma allora poteva ambientarlo in un futuro un pochino più lontano mentre sembra proprio ambientato intorno al 2000. E poi si contraddice da solo quando ad un tratto afferma: “Una maledetta superpotenza in grado di far saltare in aria il mondo mille volte”. Se è una superpotenza è leggermente impossibile che sia anche in forte crisi socioeconomica tanto da aver quasi rischiato il collasso del Governo. Non sono una profonda conoscitrice della storia Russa, specialmente quella attuale, ma non mi sembra che in quegli anni abbia passato una così grave crisi.

Il libro è stato edito per la prima volta nel 2004 per cui gli “perdono” il fatto che per tutta la trama dica che i due cadaveri dei Romanov che non sono stati trovati insieme agli altri e che quindi ritiene ancora in vita siano di Alessio e di Anastasia, cosa non vera dato che nel 2008 li hanno trovati e sono stati identificati come Alessio e Maria.

Mchan