Mousse al cioccolato

Questo dessert è semplicissimo.

Gli ingredienti sono solamente 3: panna fresca, cioccolato fondente e zucchero.

Si monta la panna leggermente zuccherata e poi vi si aggiunge il cioccolato fuso. Poi si mette in frigo.

Io ci ho aggiunto anche un paio di biscotti, uno alla base ed uno in cima, per dargli quel tocco di croccante.

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Mchan

Gelato

In questa torrida estate passata per lo più a casa a guardare pigramente serie tv e film che di forza per fare altro non ne ho proprio avuta, il caldo mi fa calare la mia già bassa pressione molto al di sotto della soglia minima per azionare il più piccolo muscolo, dicevo: voglia di anche solo pensare a cucinare qualcosa non ne avevo per cui mi sono affidata ai piatti più estivi che ci siano ossia capresi, macedonie e gelato a volontà.

Così ho provato questo:

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Sulla confezione c’è scritto Croccantino alla Siciliana, gelato fiordilatte variegato al caramello con croccante alle mandorle di Avola.

Ecco, tutto ciò che viene dopo fiordilatte c’è solamente in cima, e pure in quantità minima, come potete vedere dalla foto. Per il resto non sa di nulla se non di fiordilatte. Alquanto deludente.

Mchan

My lovely project

Ovvero i miei momenti alla Giovanni Muciaccia di Art Attack.

Come riciclare un tubo di Springles.

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Occorrente:

Fogli di carta colorati, Forbici, Colla, Riga, Pennarelli, Nastro adesivo.

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Procedimento:

Rivestire il tubo con un foglio colorato e decorarlo come si vuole. Per evitare che le decorazioni si stacchino e che possa sporcarsi e/o rovinarsi rivestire con il nastro adesivo.

Siccome per quanto mi riguarda il suo utilizzo finale sarà come contenitore di biscotti io ho scritto appunto Biscotti (ciò che conterrà) ed ho decorato con varie forme di essi.

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Non sarà perfetto, ma l’ho realizzato in circa 10minuti e comunque compie adeguatamente il suo dovere.

Mchan

Pan di stelle

Incuriosita dalle molteplici varianti in cui si può mangiare, ed avendole trovate in offerta, ho comprato queste merendine.

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Che dire?

Io le ho provate sia calde che fredde che a temperatura ambiente e sinceramente non mi sono sembrate nulla di che. Anzi.

Prima di tutto sono troppo piccole. Sì, saranno pensate principalmente per dei bambini, ma al di sotto dei 5 anni perché mio nipote di 7 se gli do questa per merenda poi mi chiede cosa c’è dopo.

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Ci ho messo la panna montata intorno perché altrimenti mi faceva troppa tristezza. Ed il piattino che ho usato è da antipasto, quindi piccolo, ma ci si perdeva ugualmente.

Secondo: carina l’idea di poterla riscaldare al microonde o rinfrescarla in frigo peccato che nel primo caso la stella si scioglie e la crema dentro si aggruma, mentre nel secondo la crema dentro si solidifica troppo. No, non ci siamo.

E mangiandole a temperatura ambiente si capisce che il problema è proprio la crema all’interno che è davvero troppo densa. Oltre al fatto che ha il sapore di merendina industriale.

Penso proprio che non le ricomprerò.

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Parmigiana

Le zucchine sono le mie verdure preferite. Così quando scopro nuove ricette le provo sempre. Stavolta è toccata alla parmigiana di zucchine, che è similissima all’originale con le melanzane.

Ingredienti: zucchine, passata di pomodoro, olio, sale, mozzarella, parmigiano.

Le dosi sono a piacere perché dipende da quanta e come la volete fare. Io ho scelto le monoporzioni e con una zucchina abbastanza grande me ne sono venute due giuste giuste.

Procedimento: per prima cosa ho leggermente grigliato le zucchine tagliate fini. Nella ricetta originale andavano messe direttamente a crudo, ma ho pensato che una grigliata avrebbe evitato l’effetto bollito. Poi ho preso due cocottine ed ho leggermente oliato il fondo, quindi ho iniziato a fare gli strati di zucchine, passata, mozzarella e parmigiano. Il sale e l’olio li ho messi a strati alterni. In forno finché non cuociono, circa una decina di minuti.

Questo  il risultato:

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Mchan

Dorayaki

Questi dolcetti giapponesi sono molto versatili e soprattutto facilissimi da fare.

Ingredienti: 2 uova, 30g di zucchero, 1 cucchiaio di miele, 110g di farina, 1/2 cucchiaio di lievito per dolci, 50ml di latte.

Procedimento: rompere le uova in una ciotola, aggiungere lo zucchero, il miele, la farina, il lievito ed il latte, mescolare. Lasciare riposare il composto ottenuto per circa 15minuti. Far scaldare sul fuoco una padella antiaderente. Con un cucchiaio od un mestolo mettere un po’ del composto nella padella calda cercando di comporre un cerchio. Quando si formano le bolle sulla parte superiore del dolce girare ed attendere alcuni secondi.

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Una volta cotti si possono spalmare con marmellate, confetture, nutella, panna, crema, frutta fresca, miele.

Io ci ho spalmato la nutella, naturalmente, comunque sono davvero buonissimi!

Altra cosa: io ho dimezzato le dosi perché non avevo abbastanza uova e non mi andava di scendere a comprarle (;-P), ma forse ho fatto proprio bene dato che ne sono usciti una ventina e per 2 persone sono andati più che bene. Ci abbiamo fatto merenda per 2 giorni! 🙂

Voi li avete mai fatti?

Mchan

Weirdness praghesi parte 2

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Una bella cittadina di biscotti glassati, un albero di Natale fatto di cristalli e venduto in una gioielleria, la faccia di un gorilla fatta con delle matite ed i tavolini all’aperto di alcuni locali che hanno delle pelli di montone come cuscini, naturalmente per riscaldare i clienti. Che anche se c’erano circa 2 gradi la gente pranzava fuori lo stesso.

Mchan

Weirdness praghesi

Nel cortile del castello c’era questo fabbro che creava dei ferri di cavallo con i chiodi.

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Davvero un bel ragazzo ;-P

Invece sul ponte San Carlo abbiamo incontrato questa sposina asiatica che stava facendo le foto con l’abito da sposa molto scollato, poverina si stava morendo di freddo, tra una foto e l’altra l’assistente del fotografo arrivava con il piumino a coprirla, ma con ai piedi quelle comodissime scarpe da ginnastica, tanto non si vedevano.

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La foto l’ho fatta da dietro che da davanti non mi sembrava molto carino.

Questa invece è un’istallazione vicino al nostro albergo.

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Mentre questo è uno stand di Trdlo, oltre a vedere dal vivo ed in diretta come si fa il dolce tipico è caratterizzato dall’insegna che hanno tutti i forni che lo vendono.

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Mchan

Praga parte 3

Il programma per la giornata era quello di andare nel quartiere ebraico. E ci siamo arrivate, ma probabilmente non ci siamo orientate molto bene dato che abbiamo visto solamente un paio di sinagoghe.

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Comunque anche il quartiere merita. Davvero bellissimi palazzi.

Alla fine ci ritroviamo sul ponte Carlo così lo attraversiamo e ci dirigiamo verso la chiesa di Nostra Signora Vittoriosa dove si trova la statua del Bambino Gesù di Praga, originario della Spagna e donato alle Carmelitane nel 1628.

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Questa statua ha circa 300 vestiti, tutti particolarmente ricamati.

Le uniche che possono “cambiarlo” sono le suore carmelitane e lo fanno spesso dato che per ogni periodo dell’anno ecclesiastico corrisponde un determinato colore.

Al momento, dato che ci si trovava in periodo di Avvento, l’abito è viola.

Questo Bambino lo si prega particolarmente per la nascita di bambini. Infatti le mura accanto alla sua cappella sono piene di “grazie”.

Mentre torniamo al ponte San Carlo andiamo a vedere il famoso muro di Lennon.

Sinceramente una delusione totale. Pensavo ci fosse molta più arte, invece era solo pieno di scritte una sovrapposta all’altra e non si capiva nulla. E siccome ognuno può scrivere cosa gli pare, quando gli pare e dove gli pare, le cose che ci sono oggi è possibile che non ci siano più domani, anche se sono delle belle opere, tipo un ritratto dell’artista che ho visto in rete. In più c’erano dei tizi che si stavano praticamente facendo il book fotografico sotto l’unica parte dipinta decentemente per cui l’unica foto che ho potuto fare è stata questa.

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A pranzo torniamo nei pressi dell’hotel e ci fermiamo in un ristorantino tipico.

Purtroppo c’è un grave problema di comprensione, i camerieri non parlano un inglese decente, tanto che si limitano a chiedere le ordinazioni e basta. Per questo abbiamo finito con ordinare tipo 1kg di costolette a testa.

pranzo torniamo nei pressi dell’hotel e ci fermiamo in un ristorantino tipico.

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Fortuna che hanno l’usanza della doggy bag, così ce le siamo portate via e ci abbiamo cenato.

Per digerire abbiamo fatto una lunga camminata e siamo finite su una via pedonale dove ci sono moltissimi negozi di marca, la Na Prikope. Abbiamo notato che qui ci sono molte Gallerie dello shopping o negozi stile Rinascente, dove si entra in un palazzo e ci sono svariati stand di marchi diversi.

Il negozio che ha attirato la nostrra attenzione è Hemley’s, un negozio di giocattoli inglese, che abbiamo visitato anche a Londra. L’originale è più grande e più fornito, ma anche questo è molto carino e ci sono svariate curiosità, tra cui statue a grandezza naturale dei supereroi Marvel ed una giostra di cavalli nel bel mezzo.

Questa è mia madre che fa la fangirl con la statua di Thor.

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Mchan

Praga parte 2

La colazione in hotel non è malaccio. Non c’ una grandissima scelta, ma le cose che mi piacciono sì, per cui alla fine non è male. Unica pecca è che le marmellate sono servite in delle grandi boules e si devono prendere e posizionare sul piatto e solo quando si arriva al tavolo spalmare per bene sul pane, per cui diventa tutto un po’ troppo appiccicoso.

Il programma della giornata è ben pianificato, ma guardando la cartina mi accorgo che una delle cose che volevo visitare nel pomeriggio è proprio dietro l’angolo per cui stravolgo un pochino i piani e parto da lì.

L’attrazione in questione è la Casa Danzante vicino al ponte Jiraskuv.

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Ne avevo tanto sentito parlare come una di quelle cose da vedere assolutamente, ma sinceramente non è poi così imperdibile. Forse un architetto od amante dell’architettura ci può  trovare qualcosa di straordinario, armonico e quant’altro, ma io ci ho visto solamente un edificio un po’ strano.

Proseguiamo sul lungo fiume ed i palazzi che vediamo sono decisamente molto belli.

Da qui scorgiamo il ponte San Carlo.

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Lo percorriamo e siamo al di là del fiume Moldava, nella Città Vecchia.

Dopo una lunga strada in salita si arriva al castello.

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Arriviamo giusto un tempo per il cambio della guardia che si svolge ogni ora nelle postazioni vicino al cancello, mentre alle h12 c’è la versione in pompa magna nel cortile principale.

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Poi ci mettiamo in fila e dopo essere stati controllati dai militari con un metal detector portatile entriamo nella struttura.

Sì, perché il castello si compone di vari edifici e si estende su 45 ettari. In origine la sede dei principi e dei re boemi, dal 1918  la sede del Presidente della Repubblica.

Appena si entra si rimane affascinati dalla facciata della cattedrale gotica di San Vito.

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Un bellissimo benvenuto.

Per visitare l’interno dei vari edifici si deve fare un biglietto.

Noi abbiamo scelto un percorso più  easy (ce ne sono di diversi) con solamente 4 tappe.

Quindi iniziamo con il castello vecchio.

Carino, ma abbastanza spoglio.

Unica stanza davvero degna di mensione è la stanza degli scrivani (??? non so se sia davvero il suo nome) con il soffitto decorato dai vari stemmi e le librerie di legno contenenti i tomi originali.

Seconda tappa: la Basilica di San Giorgio, santo particolarmente apprezzato in questa sede dato che c’erano riferimenti e statue un po’ ovunque.

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Terza tappa: il Vicolo d’oro, ovvero una stradina dove un tempo abitavano gli orafi ed i mastri fabbri.

Per questo c’è un piccolo ma carinissimo museo delle armi e delle armature.

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Poi ci sono svariate ricostruzioni di case di vari artigiani ed infine la casa di Kafka, che sinceramente non è poi chissà cosa.

Una volta usciti ci si ritrova nella torre delle torture.

Piccola pausa pranzo ad uno stand del mercatino natalizio posizionato nel cortile davanti la Basilica. Stavolta puntiamo su qualcosa di caldo e più leggero come il goulash.

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Davvero ottimo. A vederlo non sembrerebbe, ma era davvero squisito. Caldissimo e saporito.

Dopo esserci rifocillate entriamo nella nostra ultima tappa: la Cattedrale di San Vito.

Fondata nel 1344, i lavori durarono circa 600 anni.

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Semplicemente bellissima.

Non ci sono parole per descrivere la maestosità della struttura, l’armonicità degli elementi architettonici, la luminosità delle vetrate e la preziosità degli ornamenti.

Dopo tutto questo bel vedere decidiamo di tornare verso la piazza principale per assaggiare il dolce tipico della città: un trdlo.

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Si tratta di un cilindro di pastra sfoglia ricoperto di zucchero e cannella.

Molto buono, ma anche questo molto grande, talmente che anche stasera a nanna senza cena.

Mchan