Metro Mosca

Descrizione stazione metro Mosca su I racconti di Derrick Storm by Richard Castle

Stazione della metro Mayakovskaya

Linea ferroviaria Zamoskvoretskaya

“Nel 1932, quando cominciò la costruzione della metropolitana di Mosca, Iosif Stalin aveva promesso che le fermate della ferrovia cittadina sarebbero diventate dei monumenti artistici per ricordare quotidianamente alle masse la superiorità del sistema comunista. La stazione Mayakovskaya era il gioiello nella corona della Metro. Era un tale capolavoro di ingegneria che, quando fu inaugurata nel 1938, le fu conferito un Gran Premio all’Esposizione Universale di New York. Era progettata per mettere a proprio agio anche il viaggiatore più claustrofobico. Sepolto a più di trenta metri sotto la città, il soffitto della stazione conteneva trentacinque singole nicchie circolari con delle luci a incandescenza nascoste dietro ciascuna di esse. Le lampade brillavano con tale luminosità da dare l’impressione che dai vetri filtrasse la luce del sole estivo. Le travi di sostegno in acciaio erano rivestite da rodonite rosa. I muri erano decorati con quattro diverse tonalità di granito e marmo. Vari artisti avevano creato sulla volta trentaquattro mosaici, ciascuno esaltante l’impero sovietico. Durante la seconda guerra mondiale, la stazione era stata utilizzata come rifugio antiaereo e ne era uscita illesa. (…)

Quando Mosca era sotto l’assedio dei nazisti, nel 1941, Stalin si era rivolto ad una platea di dirigenti di partito e comuni cittadini moscoviti proprio all’interno di quella stazione, tenendo quello che poi sarebbe divenuto celebre come il discorso dei “fratelli e sorelle”. In esso, Stalin prediceva che, nonostante i nazisti sembrassero invincibili, sarebbero stati sconfitti”

Mchan

Weirdness fraterne

Mio fratello è stato per una settimana a Tokyo (e quando me lo ha detto volevo infilarmi nella valigia, ma niente, non ci stavo 😛 ), il suo è stato un viaggio di lavoro, ma pur sempre a Tokyo è andato e praticamente tutto spesato (ed io rosico). Ok, gli unici momenti liberi erano tipo dopo le h19 di sera e con la sveglia alle h6e30 voglia di andarsene in giro a fare bisbocce ce ne era poca (ma anche se avesse dovuto lavorare mezza giornata che mio fratello è un pigrone) comunque nei suoi pellegrinaggi in cerca di un posto dove mangiare qualcosa che non fosse crudo un po’ della città lo ha girato (grazie anche alla giornata dedicata al tour organizzato organizzata, scusate la ripetizione, dagli ospiti). Ed io rosico parte 2 😦

Comunque è riuscito a trovare anche paio di minuti per portarmi qualcosa (e che si sia ricordato di me è già una gran cosa). Cosa avrà mai scelto? Per una volta nella sua vita si è ricordato della mia passione per i manga (che continua a chiamare fumetti, ma vabbé…) e mi ha comprato appunto un manga.

mangagiapponese

Ecco, ora io il giapponese non lo conosco ed è anche un bel po’ di tempo che non compro manga quindi non ho la minima idea di che cosa tratti questo.

Sfogliandolo ho solo potuto constatare che fortunatamente non è porno (fiuuu) e che la protagonista è una ragazzina fissata con le biciclette.

Dico io: ma non poteva limitarsi a comprarmi una delle tante sciocchezze che vendono alle macchinette???

Mchan

Ps: ma a voi vi sembra normale che abbia incontrato delle adorabili giapponesine vestite con il loro abito tradizionale e non abbia scattato loro una foto perché avevano in mano lo smartphone e non sarebbe stato carino averlo nello scatto? Solo mio fratello… -.-‘

 

Libri russi

Gli Zar Russi

librozar

Questo l’ho preso nel negozio di souvenir del Palazzo di Caterina II e parla di tutta la storia della monarchia russa. Molto interessante. Ci sono anche moltissime foto.

La profezia dei Romanov by Steve Berry

Quarta di copertina:

“Ekaterinburg, 16 luglio 1918.

I bolscevichi hanno preso il potere. Lo zar confida ancora nella salvezza, ma invano: i Romanov vengono freddamente e metodicamente giustiziati.

Mosca, oggi.

Dopo la caduta del comunismo, sarà ristabilita la monarchia ed una commissione sceglierà il nuovo zar tra i lontani discendenti di Nicola II. Miles Lord, avvocato e profondo conoscitore della cultura russa, è giunto a Mosca per sostenere la rivendicazione al trono di uno di essi, non immaginando di diventare il bersaglio di uno spietato gruppo di criminali. Ora Miles ha un’unica possibilità di salvezza: trovare il vero successore dello zar Nicola II, ricostruendo la tragica fine della famiglia imperiale russa…”

Inizia subito in quinta con un attentato/inseguimento che ti fa rimanere incollato alle pagine. E l’intrigo è molto affascinante e coinvolgente.

Una cosa che non mi è piaciuta è il fatto che dice che la Russia starebbe sull’orlo, se non già oltrepassato del fallimento. Cosa alquanto non veritiera. Forse questo era vero subito dopo la caduta del comunismo, ma il libro è ambientato più o meno ai giorni nostri, nomina perfino Putin, per cui l’ho trovata una considerazione alquanto stridente. Capisco che può essere utile ai fini della trama, ma allora poteva ambientarlo in un futuro un pochino più lontano mentre sembra proprio ambientato intorno al 2000. E poi si contraddice da solo quando ad un tratto afferma: “Una maledetta superpotenza in grado di far saltare in aria il mondo mille volte”. Se è una superpotenza è leggermente impossibile che sia anche in forte crisi socioeconomica tanto da aver quasi rischiato il collasso del Governo. Non sono una profonda conoscitrice della storia Russa, specialmente quella attuale, ma non mi sembra che in quegli anni abbia passato una così grave crisi.

Il libro è stato edito per la prima volta nel 2004 per cui gli “perdono” il fatto che per tutta la trama dica che i due cadaveri dei Romanov che non sono stati trovati insieme agli altri e che quindi ritiene ancora in vita siano di Alessio e di Anastasia, cosa non vera dato che nel 2008 li hanno trovati e sono stati identificati come Alessio e Maria.

Mchan

Summer Book parte 3

London in love by Melinda Miller

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Quarta di copertina:

“Per vivere un grande amore bisogna sfidare il destino…”

“Una storia romantica e frizzante per tutte le donne che sognano di trovare l’uomo giusto dall’alto di un meraviglioso tacco 12”

“Lisa, trent’anni (o poco più), un fidanzato storico che l’ha appena lasciata e una gran voglia di ricominciare. E forse è possibile: trasferirsi a Londra, per un anno, a casa di un’amica. E poi chissà… Michele, trent’anni (o poco più), una fidanzata storica che sta per sposare, una vita da broker ed una gran voglia di stabilità. Il suo sogno: lasciare Londra, dove lavora, e rientrare in Italia. E poi chissà… Le strade di Lisa e Michele si incrociano sul volo Milano-Londra (vicini di posto, si detestano all’istante), per dividersi a Heathrow. Ma il destino li farà incontrare di nuovo, a Notting Hill, tra gli scaffali della boutique di scarpe vintage dove Lisa lavora…”

“Dietro lo pseudonimo di Melinda Miller si cela una coppia italiana che da tempo vive in Inghilterra. Si sono conosciuti in aeroporto, si sono innamorati a Londra, si sono sposati e poi hanno deciso di raccontare una storia d’amore simile alla loro con un pizzico di fantasia in più nel loro romanzo London in love. Dopo il successo del primo libro ci hanno preso gusto ed hanno continuato a scrivere”

Pagina del titolo:

“C’è un’unica certezza nella vita di una donna.

Riposa nei loro armadi: sono le scarpe.

Si può ingrassare o dimagrire.

Perfino crescere o rimpicciolirsi,

ma i piedi, solo quelli resteranno sempre uguali”

A parte che per me questa certezza non c’è: i miei piedi si gonfiano e si sgonfiano anche nel giro di un paio di settimane. Mi è capitato di comprare un paio di scarpe che mi stavano alla perfezione e poi quando sono andata a metterle non mi entrassero. E continuano a non entrarmi, io ogni tanto ci provo pure a riprovarmele, ma nulla. E sono anche un paio autunnale comprate in giugno. Vabbé…

Anche la trama data dall’editore non è proprio affidabilissima: fidanzato storico uno con cui è stata circa tre anni??? E non si tratta di un anno ma di un mese, almeno quello che dice all’amica, poi che voglia rimanerci di più è anche vero, ma non mi pare sia specificato il tempo. Sono un pochino puntigliosa? Sì, un libro in genere si compra leggendo la trama in quarta o seconda di copertina e non è molto carino scrivere cose non veritiere. E’ un po’ una pubblicità ingannevole.

La storia è comunque carina. Senza troppe pretese, giusta per una lettura estiva o di svago, infatti l’ho finito in un paio di giorni. Anche se il personaggio della fidanzata di lui è odioso. Ed è irritante come la sopporta lui. Sarà che è completamente lontana dal mio modo di essere, ma una così io l’avrei mandata al diavolo già alla prima ora di soggiorno. Praticamente lo va a trovare a Londra in mezzo alla settimana e quindi pretendendo che lui le dedichi del tempo, ma lui è lì per lavorare, e poi si fa portare in giro a fare shopping facendosi pagare tutto da lui, anzi, quando lui è chiamato in ufficio per un’emergenza si fa anche lasciare la sua carta di credito. E naturalmente non va a fare compere da H&M. Per non parlare della storia dell’anello di fidanzamento. Altro che proposta, io mi sarei rimangiata tutto e l’avrei messa sul primo aereo, altro che.

Sui due protagonisti niente da dire. Molto carini. Anche se il finale è un po’ appeso, sembra che manchi qualcosa, che ci sia un seguito che però, al momento, non c’è.

Barcellona mi amor by Melinda Miller

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Questo è una specie di seguito del libro precedente dato che uno dei coprotagonisti vi appare. Mentre Lisa&Michele non vengono nemmeno nominati.

Seconda di copertina:

“A Barcellona, il 23 aprile è il giorno di Sant Jordi, la festa degli innamorati e dei libri. Chi si ama si scambia un regalo: le donne ricevono una rosa, gli uomini un libro.

Proprietaria della libreria Bésame Mucho, Paloma ama quel giorno più di ogni altro, e sa consigliare sempre il libro perfetto da regalare, specialmente se si tratta di un dono che deve “valere” come dichiarazione d’amore. Eppure, lei, l’anima gemella non l’ha ancora incontrata…

Enrique è un uomo affascinante, giornalista affermato con una passione smodata per la buona cucina ed un segreto che custodisce gelosamente. Anche lui si troverà a festeggiare Sant Jordi e, alla ricerca di un regalo per la sua compagna, entrerà nella libreria di Paloma. Ma il destino, un misterioso taccuino vergato a mano ed una rosa stuzzicheranno la sua curiosità sino a travolgerlo e fargli conoscere il vero amore…

Con loro, sullo sfondo dell’incantevole capitale catalana, incontrerete personaggi indimenticabili che, tra tapas e sangria, vi contageranno a tal punto da farvi dire: Barcellona mi amor!”

Quarta di copertina:

“Una libreria, una rosa, un grande amore”

“Tesoro, l’amore non è strategia. Non è una battaglia navale, in cui conoscendo l’avversario puoi intuire dove posizionerà la portaerei. L’amore è una ricetta strana, in cui destino, istinto, coraggio e voglia di ricominciare sono mescolati senza preavviso. L’amore è cuore, non è cervello. Il tuo cuore dove ti porta?”

Qui la trama scritta in seconda di copertina è molto più attendibile. Ma è anche molto simile al libro precedente. Soprattutto la caratterizzazione dei personaggi. Lei e Lisa hanno lo stesso approccio nel loro ambiente di lavoro e lui e Michele hanno la stessa passione per la cucina.

Solo che questi due sono anche leggermente più irritanti. La storia di lei che crede nel grande amore e negli amori riempitivi nel frattempo a me ha infastidito. Sarà che io non ci credo affatto. Non penso sia carino stare con una persona sapendo già dall’inizio che quel tipo di relazione non porterà a nulla. Meglio stare da sola. E lui poi era di un arrogante e presupponente a volte. E poi non ho capito perché tutto quel problema sul suo segreto. Neanche fosse stato un criminale o nascondesse una doppia indentità. Spoiler: firmava le sue critiche gastronomiche con uno pseudonimo. Il tutto per tutelarsi, e secondo me faceva anche bene perché quando un critico va in un ristorante e viene riconosciuto lo trattano sempre meglio di come tratterebbero un normale cliente.

Troppo divertente la scena di lei ed il suo fidanzato socialaddicted al ristorante.

Anche questo è un libro da lettura di svago. Belle le descrizioni dei posti più caratteristici di Barcellona, a me ha fatto venire nostalgia e voglia di tornarci! Oltre che di andarmi a rivedere le foto 😉

Mchan

 

Summer book parte 2

Da quando ti ho incontrato by Cecelia Ahern

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Seconda di copertina:

“Jasmine, capelli rossi e spirito indomito, ama due cose al mondo: il suo lavoro – crea start-up, le porta al successo, poi le rivende – e sua sorella Heather, che è una giovane donna con la sindrome di Down, generosa, combattiva, ma anche molto vulnerabile, della quale è sempre pronta a prendere le difese. E’ un freddo inverno dicembrino quando Jasmine viene licenziata e privata, con un colpo di mano che ha il sapore del tradimento, di una parte vitale della propria identità. I suoi giorni si fanno bui, noiosi, senza scopo: nient’altro che una patetica infilata di appuntamenti con amiche neomamme e chiacchierate senza direzione; mentre le notti, nervose ed insonni, diventano d’un tratto l’occasione per mettersi a spiare, dalla finestra della camera da letto, la casa del vicino. Lui è Matt Marshall, famoso dj radiofonico con un conclamato debole per l’alcol, un talento puro per la provocazione ed una crisi matrimoniale in vista. Jasmine ha le sue buone ragioni per detestarlo ed il sentimento sembra reciproco. Ma niente è veramente come sembra. Può nascere così una relazione nuova, un’intimità tra uomo e donna che non è però quel che immediatamente ci aspettiamo: Matt e Jasmine si annusano, confliggono, si cercano. Sono due cuori che si avvicinano, ma che trovano l’amore altrove. Ed è qui che si nasconde la magia dell’ultimo romanzo di Cecelia Ahern, nell’incrociare due vite in modo inaspettato, nel saper inventare una storia che ci diverte e commuove, nel corso della quale arriviamo e guardare alla realtà in modo più luminoso e leggero. E che ci lascia con l’immagine di una passeggiata rassenerante tra le stradine ed i giardini profumati di una Dublino pacifica”

 

Quarta di copertina:

“Certe volte, per andare avanti bisogna fermarsi”

 

“I miracoli crescono dove li pianti tu”

 

“Eccezionale, commovente, istruttivo. Un modo alternativo di guardare alla vita ed all’amore” Daily Express

 

Carino, divertente e scorrevole da leggere. Mi è piaciuta molto la parte in cui parlava della sorella e del suo handicap, molto tenera e commovente. Un po’ meno la sua amicizia con Matt, cioè l’amicizia pure pure, ma come sono diventati amici. Sembra quasi che si sia saltato un pezzo. C’è una sorta di mancanza verso la fine, scorre tutto troppo veloce. Ci ha messo quasi metà libro a raccontare i primi 5 mesi di questo anno che si andava a percorrere (perché la traduzione del titolo originale è L’anno che ti ho incontrato) e poi in una manciata di capitoli fa finire il tutto. E poi la narrazione in prima persona della protagonista lascia un bel po’ di buchi dato che non si sa cosa facciano gli altri personaggi quando non interagiscono con lei. E gli altri personaggi di questo libro sono tutti abbastanza interessanti quindi è un peccato non sapere cosa fanno o cosa ne pensano su ciò che è successo.

Nel complesso comunque mi è piaciuto, anche il fatto che non ci fosse una storia d’amore scontata con il coprotagonista. Poi, vabbé, io sono di parte perché adoro Cecelia ed il suo modo di scrivere e perché è ambientato a Dublino, anche se non la descrive molto. Ma descrive molto bene i quartieri in semiperiferia, quelli tranquilli e pacifici costituiti solamente da casette/villette con giardino e dove ci si ritrova solo se ci si deve andare di proposito poiché non ci sono negozi od uffici.

Mchan

 

Wolf Children

Ho visto prima l’anime e poi ho letto il manga.

Anime by Mamoru Hosoda

Manga by Yu, Yoshiyuki Sadamoto, Mamoru Hosoda

Anno 2012

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La storia è tenera, anche se ad un certo punto il repentino cambio caratteriale dei due bambini non l’ho apprezzato molto.

Tutto inizia quando la protagonista, Hana, incontra un ragazzo misterioso all’università. I due si frequentano e si innamorano. Ma lui ha un segreto: è un uomo-lupo. Praticamente può trasformarsi in lupo e viceversa a suo piacimento. Quando lei rimane incinta iniziano i primi problemi dato che non sanno se il piccolo ha le sembianze di un lupo o di un umano, per cui decidono di non andare da un dottore e di partorire in casa. La primogenita nasce umana e senza complicazioni, dopo un anno viene alla luce il maschietto, sempre con lo stesso metodo di non andare dai medici, ma avviene anche la scomparsa del padre. Ora Hana se la dovrà cavare da sola con due bambini piccoli, un lavoro part-time che presto abbandonerà per badare ai bimbi ed il loro segreto da custodire. Infatti i due piccoli si “trasformano” in lupachiotti nei momenti più impensabili così fanno una vita abbastanza relegata in casa. Fino a quando Hana non capisce che non può più continuare a fare l’eremita in una grande città come Tokyo, specialmente vivendo di soli risparmi, e così decide di trasferirsi in campagna, in un posto isolato in cui i suoi bambini possono vivere all’aria aperta senza essere guardati da occhi indiscreti. Ma ad un certo punto devono comunque fare la conoscenza degli altri abitanti vicini ed andare a scuola. Ecco, se all’inizio la femmina, Yuki, era la più selvatica, capricciosa ed “arrogante”, mentre il fratello Ame era cagionevole, mingherlino e pauroso, con l’avvento della scuola cambiano completamente carattere. Yuki diventa più quieta mentre Ame comincia a voler trascorrere molto più tempo nei boschi.

Non vi svelo il finale, ma è dolceamaro.

Sicuramente è una bella storia sulla forza e l’amore di una madre che da sola deve crescere i propri figli e proteggerli dal mondo esterno, ma ci sono alcune cose che hanno disturbato la delicatezza della storia.

A parte la scena all’inizio quando lui le svela il suo segreto (e si trovano in un parco) e subito dopo sono a casa di lei, sul letto, nudi, e lui, in forma di lupo, le chiede se ha paura di lui. Mi è parso un pochino troppo tardi per fargli chiedere una cosa del genere, all’inizio ho pensato ad un errore di traduzione o di adattamento dei dialoghi, ma succede la stessa cosa nel manga, per cui…

Ma il punto centrale che secondo me ha proprio stonato è il cambio di carattere di Ame. Quello di Yuki potevo anche capirlo, quando inizia la scuola e frequenta le altre bambine si rende conto di essere un po’ troppo maschiaccio e per farsi accettare comincia a comportarsi più da femmina. Mentre lui all’inizio era proprio un pauroso cronico. Non voleva nemmeno rimanere a vivere in campagna. E’ vero che c’è stato un episodio in cui si è sentito un pochino più forte in quanto lupacchiotto, ma è stato troppo radicale.

E poi troviamo di nuovo un genitore troppo permissivo. A cominciare dall’inizio, quando bastava che Yuki facesse un po’ di capricci per dargliela vinta, oppure quando i due bimbi in forma di lupacchiotti vandalizzassero la casa e la madre non diceva nulla. Per poi continuare qualche tempo più tardi quando Ame non andava praticamente mai a scuola e lei di nuovo nulla da dire, si arrabbiava la sorella, ma non la madre, pazzesco. Infine il bambino ha lasciato definitivamente la scuola, alla sola età di 10 anni, e se ne andava tutti i giorni in giro per il bosco da solo. Alla fine la cosa l’hanno giustificata dicendo che nell’età di lupo a 10 anni si è già adulti. Vabbé. Per non parlare del fatto che ad un certo punto c’è un grosso temporale e la scuola chiama i genitori per far andare a prendere i figli prima dell’orario di uscita consueto e nel preciso instante in cui la madre sta per uscire Ame decide di sparire nel bosco e lei lo insegue. Naturalmente non lo trova e invece di tornare indietro ed andare a prendere l’altra figlia continua a cercarlo perdendosi nel bosco e lasciando la figlia da sola a scuola per tutta la notte. Assurdo, se solo si pensa che fino a due secondi prima ogni volta che il bimbo scompariva nel bosco a lei non importava granché e lo lasciava fare.

Altra cosa un po’ stupida, una sciocchezza però ci si fa caso, è che i bambini indossano sempre gli stessi abiti. Il maschio poi sembra una copia in miniatura del padre sia come colori che come abbiglliamento, mentre la femmina fortunatamente fisicamente cambia un pochino, ma per ben 4 anni di seguito indossa lo stesso abito in ogni occasione. So che questo espediente viene usato spessissimo negli anime per riciclare i disegni, ma la bimba cresce quindi non c’è nulla da riciclare e poi alla madre questo non accade, lei cambia abiti spesso.

Il manga non si discosta di praticamente nulla dall’anime. Le differenze sono prettamente stilistiche: nel primo i disegni dei personaggi sono più dolci, nel secondo i paesaggi sono decisamente più spettacolari. La scena più bella poi è stata quella della corsa nella neve che sulla carta è stata descritta in meno di due pagine e naturalmente non aveva lo stesso effetto.

Mchan

Orgoglio & Pregiudizio

Come tutti sapete è un classico della letteratura inglese scritto da Jane Austen.

Molti di noi lo hanno studiato a scuola, moltissimi altri lo hanno conosciuto grazie alle sue trasposizioni cinematografiche.

E’ proprio di queste che voglio parlare.

Se uno digita su wikipedia “Orgoglio e Pregiudizio” si ritrova con ben 6 risultati, invece con il titolo originale “Pride and Prejudice” i risultati sono addirittura 13.

I film tratti da esso sono 2 (1940, 2005)

Le serie tv sono 7 (1952, 1957 italiana, 1958, 1961 tedesca, 1967, 1980, 1995, 2014)

I film ispirati sono 2: Pride and Prejudice – A Latter-Day comedy (2003 americano) e Bride and Prejudice (2004 Bollywood)

Le pieces teatrali sono 3 (1935, non datata, 2013)

Ci sono anche dei musical (1959, 1993, 1995, 2013)

Ma ci sono anche tantissime altre opere ispirate ai protagonisti/personaggi od alla trama del romanzo.

Primo fra tutti (perché è quello che ricordo meglio) il personaggio di Mr. Darcy in “Bridget Jones”. La protagonista del libro poi ha una vera fissazione per il personaggio di Darcy interpretato dallo stesso Colin Firth nello sceneggiato per la tv del 1995. Questa chicca si può notare leggendo il secondo libro, nel film, per esigenze fisiche (Colin non poteva impersonare sia Mark Darcy che sè stesso) questo particolare non viene affatto mensionato e la trama è abbastanza diversa.

Due mini serie tv del 2008 ne ricordano i personaggi principali. La prima, “Lost in Austen” (inglese), è di genere fantasy dato che la protagonista scambia il suo appartamento/vita con Elizabeth Bennet (da quello che ho capito lei si ritrova a vivere nel 1800 ed Elizabeth ai giorni nostri, un po’ come la trama del libro “Shopping con Jane Austen” di Laurie Viera Rigler). La seconda, israeliana, trasforma Mr. Darcy in un operaio ben pagato dell’industria high-tech in Galilea.

Una serie di YouTube, vincitrice in un Emmy, “The Lizzie Bennet Diaries” (2012-2013) che porta la storia ai giorni nostri con una Lizzie Bennet universitaria che gira dei vlog.

Una serie tv di genere giallo “Death Comes To Pemberley” (2013).

Ultimamente è uscito il film “Pride and Prejudice and Zombies” tratto dall’omonimo romanzo di Seth Grahame-Smith (2009) che altro non è che la rivisitazione del libro della Austen in chiave zombie.

Le opere letterarie ispirate ai personaggi sono dozzine, tutte datate dal 2000 in poi.

Un paio di anni fa ne trovavo a bizzeffe nelle librerie (specialmente in estate), ultimamente per nulla. Curiosità ne avevo molta, amando alla follia la Austen ed il suo mondo, ma avevo sempre anche il timore di rimanerne delusa. Qualcuno di voi ha letto qualcosa? Ricordo che erano soprattutto dei rivisitamenti delle opere della Austen in chiave Giallo, in cui Elizabeth era una sorta di Mrs Marple.

Menzioni particolari a:

“Old Friends and New Fancies” di Sybil G. Brinton datato 1913 e descritto come il primo sequel delle novelle della Austen.

Penso che sia una delle prime fan fiction mai esistite.

“Tarzan Alive!” di Philip José Farmer del 1972 che include Elizabeth e Mr. Darcy tra i personaggi.

Non so proprio cosa possano c’entrarci quei due con Tarzan… Ed ho anche timore a scoprirlo 😛

“Austenland” di Shannon Hale del 2007 con omonimo film del 2013.

Il film l’ho visto e l’ho trovato carino e piacevole, purtroppo non trovo il libro in italiano che pare non lo abbiamo mai tradotto.

“Mrs Darcy versus the Aliens” di Jonathan Pinnock del 2011.
Anche qui ho timore a scoprire di cosa si tratti…

Le altre opere sono per lo più libri incentrati interamente sul personaggio di Mr. Darcy, racconti che esplorano la vita dei loro figli o della sorella di lui, lettere scritte da Elizabeth nei primi anni di matrimonio, versioni erotiche ed investigative della coppia.

Infine ne hanno fatto anche una versione manga, l’autrice è Reiko Mochizuki. La trama è identica all’originale, solo trasformata in manga.

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Personalmente ho amato lo sceneggiato del 1995.

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Ho dovuto fare una specie di maratona che erano 4 dvd, ma la storia era trattata nei particolari e gli scenari bellissimi. Oltre al fatto che nei panni di Mr. Darcy c’era Colin Firth. Sì, in questo caso sono molto Bridget Jones 😛

Mi è piaciuto molto anche l’adattamento Bollywoodiano.

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Mi piacciono tantissimo gli abiti coloratissimi indiani ( i sari) e le loro cerimonie altrettanto colorate e super movimentate. E poi Aishwarya Rai è davvero molto bella, bisogna ammetterlo.

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L’aspetto che più mi piace nelle opere della Austen è che ancora oggi si prestano a diventare dei racconti molto attuali. Ciò di cui lei parla è universale ed adattabile anche al nostro contesto cambiando poco o nulla della trama originaria. In “Orgoglio e Pregiudizio” si parla di prime impressioni, che è poi il primo titolo dato all’opera, di convenzioni sociali e di aspettative genitoriali. Tutto ciò è contestualizzabile anche ai giorni nostri. Le prime impressioni contano ancora moltissimo, poi ci si può sempre ricredere, ma il primo impatto è quello che conta. Le convenzioni sociali sono ancora presenti, le chiamiamo buona educazione o tradizione, ma ci sono. Le aspettative genitoriali penso non moriranno mai. Qualunque madre o padre ha dei sogni per i propri figli.

Mchan

 

 

Summer book

Raccontami di un giorno perfetto by Jennifer Niven

Seconda di copertina:

“E’ una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d’altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. E’ in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l’amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l’incanto di una storia d’amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d’incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.

Raccontami di un giorno perfetto è un romanzo commovente e coraggioso. Una storia che spezza il cuore in tutti i modi possibili e ci ricorda che cosa significa essere vivi”

Quarta di copertina:

“Posso farti una domanda? Secondo te esiste un giorno perfetto?”

“Cosa?”

“Un giorno perfetto, dall’inizio alla fine. Un giorno in cui non succede neinte di tragico o di triste o di ordinario. Secondo te esiste?”

“Non lo so”

“Te ne è mai capitato uno?”

“No”

“Nemmeno a me. Ma lo sto cercando”

 

“Un libro struggente che racconta la tenera ed imprevedibile storia d’amore di due ragazzi feriti” New York Times

“Tanti romanzi raccontano storie come questa, ma pochi lo fanno in modo così indimenticabile” Kirkus Starred Review

“Siete in astinenza da Colpa delle stelle? Questo è il romanzo che fa per voi” Self Magazine

Non sono d’accordo con gli ultimi due commenti. Non ho mai letto di romanzi che abbiano la stessa trama e non è paragonabile a Colpa delle stelle per via delle tematiche.

E’ sì una storia d’amore, ma secondo me passa in secondo piano rispetto alla tematica principale: la depressione. Depressione che può derivare da una situazione famigliare particolare o da un lutto o da qualcosa che si ha all’interno e basta.

“Dice esattamente quelle cose che un ragazzo vuole sentirsi dire – della vita, della morte, dell’amore – nel modo in cui vuole sentirle dire – diretto e schietto; con frenesia, poesia e rabbia” Corriere della Sera

Mi piace il fatto che sia raccontato a due voci: quella di Finch e quella di Violet. In questo modo si entra molto più in contatto con i protagonisti. Si finisce per immedesimarsi, volergli bene, commuoversi e gioire con loro ed alla fine si piange. Sì, statene lontano se non volete finire a versare copiose lacrime negli ultimi capitoli.

L’unica cosa che ho trovato un po’ strana è la relazione tra scuola e famiglia, soprattutto con quella di lui. E’ un ragazzo difficile, sopra le righe e gli addetti scolastici si limitano a lasciare dei messaggi nella segreteria di casa sua. Credono ad una sua bugia senza verificare e non si preoccupano che i suoi genitori non richiamino mai o non vadano ai colloqui. Un po’ di approssimazione da parte della scuola e dire che lo obbligano a degli incontri con lo psicologo. Psicologo che non ha mezzo colloquio faccia a faccia con i genitori. Mah…

Stralcio del romanzo che mi è piaciuto particolarmente:

“Mi fai sentire speciale,

e Dio sa quanto ho desiderato esserlo per qualcuno.

Mi insegni ad amarti,

e questa è la cosa più grande

di cui il mio cuore è stato capace…

Mi rendi incantevole, ed è così incantevole

essere incantevoli con chi si ama…”

“Non è importante quello che si prende, ma quello che si lascia dietro”

Mchan

Consigli

Le scuole son finite, l’estate sta iniziando è quindi tempo per viaggiare!

Qui di seguito il decalogo del viaggiatore estratto dal libro “La vita è un viaggio” by Beppe Severgnini

Prima regola del viaggio: uscire di casa e guardarsi intorno.

Non esistono posti banali. Esistono posti più o meno adatti al nostro umore. (…) Certo, esistono città attraenti e città complesse. Le prime sono facilmente godibili, le altre richiedono un po’ d’impegno.

Viaggiate con i cinque sensi. Per capire un posto occorre ascoltare (soprattutti i residenti); guardare (tutto quello che succede, ed anche quello che non succede); toccare (le superfici del mondo riservano sorprese); ed annusare. Occorre anche saper mangiare.

Organizzatevi, ma non troppo.

Rilassatevi: non esiste un viaggio senza un inconveniente. Ogni viaggio è soggetto a contrattempi: tutto dipende dall’atteggiamento con cui li affrontiamo.

Prendetevi una pausa.

Cercate posti nuovi, ed imparate a godervi quelli che già conoscete. Scoprire un posto nuovo è eccitante. Ma anche ritornare è un’arte.

Fate quel che vi piace.

Rispettate la regola d’oro del bagaglio: poco, ma buono.

Ricordate: ogni viaggio è uno spettacolo. Se non amate la gente, restate a casa.

Mchan

Libri londinesi parte 2

Questi due libri sono più sul genere divertente, ma descrivono lo stesso il modo di fare e di pensare degli inglesi.

Inglesi by Beppe Severgnini

“Perché gli inglesi si ostinano a costruire lavabi con due rubinetti distanti tra loro, uno per l’acqua fredda ed uno per l’acqua calda, così qualche volta ci congeliamo le mani, qualche volta ce le scottiamo, e non riusciamo mai a lavarle?”

Gli inglesi vanno esplorati con attenzione, perché ancora costituiscono un continente misterioso. Questo libro lo fa, con verve ed ironia. Racconta come gli inglesi si vestono, cosa mangiano, quanto bevono, spiega perché sono ossessionati da un certo tipo di tappezzeria. Sebbene questa non sia una guida turistica, qualsiasi turista può trovare qui suggerimenti, spiegazioni ed indicazioni. Inglesi, infatti, esplora con irriverenza il campionario delle bizzarrie britanniche: dal mistero dei lavabi con due rubinetti separati, al segreto di milioni di ragazze che affrontano gli inverni a gambe nude, e non sanno spiegare perché.

Estratto:

“Gli inglesi, ancora oggi, posseggono qualità a noi assolutamente sconosciute: ad esempio, rispettano lo Stato in qualsiasi forma si presenti, dal poliziotto al cestino dei rifiuti. La Gran Bretagna è un paese in cui la gente lascia la casa sporca, ma tiene la strada pulita”

Dio ci salvi dagli inglesi… o no!? by Antonio Caprarica

Questo libro l’ho letto a casa di mio fratello in Germania più di 8anni fa per cui non ce l’ho materialmente quindi ho preso quel che segue in rete.

“Un viaggio nella cultura, nei costumi, nella testa degli inglesi attraverso le storie grandi e piccole, le testimonianze, gli aneddoti raccolti dal noto corrispondente Rai a Londra” sito Feltrinelli

“Vecchi riti e nuovi miti degli europei oltre Manica.

Firmato da un famoso e brillante giornalista, un best-seller sul più “esotico” e originale dei popoli europei e sul loro Paese, dove l’attaccamento alla regina, il classismo, il senso della privacy resistono senza scosse accanto al culto delle celebrità, alle aste per accaparrarsi le lettere più intime di principi e principesse e all’ubriachezza molesta di massa. Corrispondente da Londra della RAI per dieci anni, l’autore ha osservato molto da vicino la vita, la cultura e la mentalità degli inglesi, dei quali offre in questo libro un ritratto scanzonato e graffiante, ricchissimo di informazioni, aneddoti e curiosità” sito Sperling

“Vittime di qualche antipatia a causa dello snobismo e dell’ostentato isolamento rispetto al resto d’Europa, oggetto dell’ammirazione incondizionata di chi li riconosce come campioni dell’anticonformismo e dell’amore per la libertà e l’arte, gli inglesi suscitano da sempre la curiosità dei continentali. Vicini e distanti allo stesso tempo, appaiono, per storia, cultura e mentalità, un popolo ‘esotico’. L’attaccamento a tradizioni anacronistiche, il classismo, il rispetto della cosa pubblica, il senso della privacy resistono senza scosse nella terra dove è nato il culto delle ‘celebrities’, coabitano cinquanta comunità etniche differenti, si mettono all’asta le lettere più intime di principi e principesse e continua a estendersi l’ubriachezza molesta di massa. Chi sono dunque gli inglesi di oggi? Antonio Caprarica, grazie al suo lavoro di corrispondente della Rai, li ha conosciuti da vicino, il più vicino possibile per chi inglese non è. E in questo libro, aggiornatissimo e scanzonato, passa in rassegna i molteplici aspetti della vita nel Regno: la famiglia reale, naturalmente, ma anche quella del primo ministro; la Londra di Dickens, che ancora appare in qualche scorcio, quella dei Beatles e quella delle Spice Girls; Diana e Camilla; i riti della ‘Old England’ e i miti della ‘Cool Britannia’; la cultura delle gloriose università e quella dei nuovi immigrati; i lord e i ‘commoners’… Senza nascondere la sua anglofilia, ma senza rinunciare al tratto umoristico (‘very british!’) che contraddistingue i suoi servizi televisivi, l’autore offre un racconto gustoso, ricco di informazioni e aneddoti, che permette, per di più, di affacciarsi in luoghi esclusivi, come la ‘drawing room’ di Buckingham Palace” sito Mondadori

Mchan

Ps: per cercare informazioni sul libro di Caprarica ho scoperto che ne ha scritti altri sull’Inghilterra… Naturalmente ora sono tutti nella mia lista di libri da comprare e leggere. Mannaggia… 😛