Ritter Sport Summer

Ho provato questi 3 gusti esotici perché li ho trovati in offerta.

1. Marhaba

Yogurt Honey Hazelnuts (Yogurt Miele e Nocciole)

Sinceramente è troppo acido per i miei gusti. Si sente moltissimo lo yogurt e poco il miele. Per nulla le nocciole. Il cioccolato al latte di copertura poi non ha aiutato a renderlo più dolce, ma solo ad esaltare l’acidità dello yogurt.

2. Buenos Dias

White Mango Passion Fruit (Mango e Frutto della Passione)

Questo invece è troppo smielato. Il cioccolato bianco di copertura sovrastava tutto. Frutta non pervenuta.

3. Hula Hula

Coconut Wafer  (Wafer al cocco)

Questo è decisamente il migliore. Il cocco non si sentiva più di tanto, ma il wafer ed il cioccolato fondente di copertura erano piacevoli. Non molto estivo come gusto, però buono.

Mchan

Generazione 56k

Anno: 2021

Paese: Italia

Episodi: 8, 1 stagione

Genere: commedia, sentimentale

Regia: Francesco Ebbasta e Alessio Maria Federici

Cast: Angelo Spagnoletti, Cristina Cappelli, Alfredo Cerrone, Azzurra Iacone, Gianluca Fru, Gennaro Filippone, Fabio Balsamo, Egidio Mercurio, Claudia Tranchese, Sveva Simeone, Sebastiano Kiniger, Biagio Forestieri

Trama: tra presente e passato (1998) sono raccontate le vicissitudini di due trentenni che vivono a Napoli, ma provengono da Procida.

Non avevo letto moltissimo al riguardo. Sapevo solamente che del progetto facevano parte alcuni componenti dei The Jackal, youtuber comici, però pensavo che fosse qualcosa di molto più nerd. Invece sono stata felicemente sorpresa di trovare una serie carina, fresca e leggera. Anche il minutaggio aiuta, gli episodi non sono più lunghi di una trentina di minuti. Gli attori sono giovani e non li ho trovati malaccio, anzi. E poi il protagonista maschile è proprio figo, il che non dispiace mai 😜

Non so se ne faranno una seconda stagione, probabilmente sì dato l’entusiasmo dei commenti in rete ed il fatto che sia stata seguita anche all’estero con piacere, tuttavia il finale non mi è affatto dispiaciuto (e non è nemmeno scontato), quindi se dovesse finire così non sarebbe un male.

Mchan

Olimpiadi di Tokyo

Oggi iniziano i Giochi Olimpici di Tokyo, in Giappone.

I nostri portabandiera sono: Jessica Rossi & Elia Viviani

Mentre la nostra Paola Egonu (pallavolista) è stata scelta per portare la bandiera dell’Olimpiade.

Gli sport in cui gli atleti si contenderanno le tre medaglie ambite saranno ben 33 (per un totale di 50 discipline e 339 competizioni): arrampicata sportiva, atletica leggera, badminton, baseball/softball, calcio, canoa/kayak, canottaggio, ciclismo, equitazione, ginnastica artistica/ritmica, golf, hockey su prato, judo, karate, lotta, pallacanestro, pallavolo, pallanuoto, pallamano, pentathlon moderno, pugilato, rugby a 7, scherma, skateboard, sollevamento pesi, nuoto, tuffi, surf, taekwondo, tennis, tennistavolo, triathlon, vela.   

I nostri atleti qualificati sono ben 384 nei seguenti sport:

Arrampicata sportiva (Ludovico Fossali, Michael Piccolruaz, Laura Rogora)

Atletica (Giovanna Epis, Luminosa Bogliolo, Ayomide Folorunso, Yadisleidy Pedroso, Elena Vallortigara, Marcell Jacobs, Davide Re, Yemen Crippa, Osama Zoghlami, Ahmed Abdelwahed, Gianmarco Tamberi, Stefano Sottile, Emmanuel Ihemeje, Andrea Dellavalle, Leonardo Fabbri, Zane Weir, Roberta Bruni, Nadia Battocletti, Filippo Tortu, Davide Manenti, Lorenzo Patta, Hillary Wanderson Polanco Rijo, Eseosa Desalu, Antonio Baldassare Infantino, Edoardo Scotti, Vladimir Aceti, Lorenzo Benati, Matteo Galvan, Giuseppe Leonardi, Brayan Lopez, Paolo Dal Molin, Hassane Fofana, Alessandro Sibilio, Ala Zoghlami, Claudio Michel Stecchi, Filippo Randazzo, Tobia Bocchi, Nicholas Ponzio, Giovanni Faloci, Francesco Fortunato, Massimo Stano, Federico Tontodonati, Andrea Agrusti, Teodorico Caporaso, Marco De Luca, Yassine El Fathaoui, Eyob Faniel, Yassine Rachik, Anna Bongiorni, Vittoria Fontana, Zaynab Dosso, Johanelis Herrera, Irene Siragusa, Gloria Hooper, Dalia Kaddari, Rebecca Borga, Benedicta Chigbolu, Raphaela Lukudo, Alice Mangione, Petra Nardelli, Anna Polinari, Giancarla Trevisan, Elena Bellò, Federica Del Buono, Gaia Sabbatini, Elisa Maria Di Lazzaro, Eleonora Marchiando, Linda Olivieri, Alessia Trost, Elisa Molinarolo, Dariya Derkach, Daisy Osakue, Sara Fantini, Eleonora Anna Giorgi, Antonella Palmisano, Valentina Trapletti)

Basket (Marco Spissu, Niccolò Mannion, Stefano Tonut, Danilo Gallinari, Nicolò Melli, Simone Fontecchio, Amedeo Tessitori, Giampaolo Ricci, Riccardo Moraschini, Michele Vitali, Achille Polonara, Alessandro Pajola)

Basket 3×3 (Chiara Consolini, Rae Lin D’Alie, Marcella Filippi, Giulia Rulli)

Beach Volley (Daniele Lupo/Paolo Nicolai, Marta Menegatti/Viktoria Orsi Toth, Enrico Rossi/Adrian Carambula)

Boxe (Giordana Sorrentino, Angela Carini, Irma Testa, Rebecca Nicoli)

Canoa Slalom (Stefanie Horn, Marta Bertoncelli, Giovanni De Gennaro)

Canoa Velocità (Francesca Genzo, Manfredi Rizza, Samuele Burgo/ Luca Beccaro)

Canottaggio (Aisha Rocek/Kiri Tontodonati, Stefano Oppo/Pietro Willy Ruta, Giovanni Abagnale/Marco Di Costanzo, Matteo Castaldo/Bruno Rosetti/Matteo Lodo/Giuseppe Vicino, Simone Venier/Andrea Panizza/Luca Rambaldi/Giacomo Gentili, Valentina Rodini/Federica Cesarini, Valentina Iseppi/Alessandra Montesano/Veronica Lisi/Stefania Gobbi, Alessandra Patelli/Chiara Ondoli, Gennaro Di Mauro, Vincenzo Abbagnale, Luca Chiumento, Clara Guerra)

Ciclismo Mountain Bike (Luca Braidot, Nadir Colledani, Gerhard Kerschbaumer, Eva Lechner)

Ciclismo su Pista (Martina Alzini, Elisa Balsamo, Rachele Barbieri, Martina Fidanza, Vittoria Guazzini, Letizia Paternoster, Simone Consonni, Liam Bertazzo, Filippo Ganna, Francesco Lamon, Jonathan Milan, Elia Viviani)

Ciclismo su Strada (Filippo Ganna, Alberto Bettiol, Damiano Caruso, Giulio Ciccone, Gianni Moscon, Vincenzo Nibali, Marta Bastianelli, Marta Cavalli, Elisa Longo Borghini, Soraya Paladin)

Ciclismo BMX Racing (Giacomo Fantoni)

Ginnastica Artistica (Martina Maggio/Asia D’Amato/Alice D’Amato/Lara Mori, Marco Lodadio, Ludovico Edalli, Vanessa Ferrari)

Ginnastica Ritmica (Alessia Maurelli/Martina Centofanti/Agnese Duranti/Martina Santandrea/Daniela Mogurean, Alexandra Agiurgiuculese, Milena Baldassarri)

Golf (Guido Migliozzi, Renato Paratore, Giulia Molinaro, Lucrezia Colombotto Russo)

Judo (Francesca Milani, Odette Giuffrida, Manuel Lombardo, Fabio Basile, Christian Parlati, Maria Centracchio, Alice Bellandi, Nicholas Mungai)

Karate (Viviana Bottaro, Luigi Busà, Mattia Busato, Angelo Crescenzo, Silvia Semeraro)

Lotta (Frank Chamizo Marquez, Abraham de Jesus Conyedo Ruano)

Nuoto (Nicolò Martinenghi, Margherita Panziera, Gregorio Paltrinieri, Gabriele Detti, Marco De Tullio, Federico Burdisso, Martina Rita Caramignoli, Thomas Ceccon, Benedetta Pilato, Sara Franceschi, Martina Carraro, Federica Pellegrini, Alberto Razzetti, Domenico Acerenza, Stefano Ballo, Giacomo Carini, Matteo Ciampi, Santo Yuko Condorelli, Stefano Di Cola, Manuel Frigo, Pier Andrea Matteazzi, Filippo Megli, Alessando Miressi, Matteo Restivo, Simone Sabbioni, Federico Poggio, Lorenzo Zazzeri, Ilaria Bianchi, Arianna Castiglioni, Ilaria Cusinato, Elena Di Liddo, Francesca Fangio, Anna Chiara Mascolo, Stefania Pirozzi, Giulia Vetrano)

Nuoto Artistico (Beatrice Callegari, Dimiziana Cavanna, Linda Cerruti, Francesca Deidda, Costanza Di Camillo, Costanza Ferro, Gemma Galli, Enrica Piccoli, Federica Sala)

Nuoto di Fondo (Rachele Bruni, Gregorio Paltrinieri, Mario Sanzullo)

Pallanuoto Maschile (Matteo Aicardi, Michael Bodegas, Marco Del Lungo, Francesco Di Fulvio, Vincenzo Dolce, Gonzalo Oscar Echenique, Niccolò Figari, Pietro Figlioli, Stefano Luongo, Gianmarco Nicosia, Nicholas Presciutti, Vincenzo Renzuto Iodice, Alessandro Velotto)

Pallavolo Maschile (Massimo Colaci, Simone Giannelli, Osmany Juantorena, Matteo Piano, Luca Vettori, Ivan Zaytsev, Riccardo Sbertoli, Jiri Kovar, Alessandro Michieletto, Daniele Lavia, Simone Anzani, Gianluca Galassi)

Pallavolo Femminile (Ofelia Malinov, Alessia Orro, Paola Egonu, Caterina Bosetti, Miriam Sylla, Elena Pietrini, Indre Sorokaite, Cristina Chirichella, Anna Danesi, Raphaela Folie, Sarah Fahr, Monica De Gennaro)

Pentathlon Moderno (Elena Micheli, Alice Sotero)

Scherma (Martina Batini/Arianna Errigo/Alice Volpi/Erica Cipressa, Andrea Cassarà/Alessio Foconi/Daniele Garozzo/Giorgio Avola, Rossella Fiamingo/Federica Isola/Maria Navarria/Alberta Santuccio, Marco Fichera/Enrico Garozzo/Andrea Santarelli/Gabriele Cimini, Martina Criscio/Rossella Gregorio/Irene Vecchi/Michela Battiston, Enrico Berrè/Luca Curatoli/Luigi Samele/Aldo Montano)

Skateboard (Asia Lanzi, Ivan Federico, Alessando Mazzara)

Softball (Ilaria Cacciamani, Emily Patricia, Elisa Cecchetti, Greta Cecchetti, Amanda Lynn Fama, Andrea Marie Filler, Marta Gasparotto, Andrea Howard, Giulia Metaxia Koutsoyanopoulos, Alexia Lacatena, Giulia Longhi, Fabrizia Marrone, Erika Piancastelli, Beatrice Ricchi, Laura Vigna)

Sollevamento Pesi (Antonino Pizzolato, Mirko Zanni, Davide Ruiu, Giorgia Bordignon, Maria Grazia Alemanno)

Sport Equestri (Susanna Bordone su Imperial Van De Holtakkers, Stefano Brecciaroli su Bolivar Gio Granno, Vittoria Panizzon su Super Cillious, Arianna Schivo su Quefira de L’Ormeau, Emanuele Gaudiano su Chalou, Francesco Zara su Wispering Romance)

Surf (Leonardo Fioravanti)

Taekwondo (Vito Dell’Aquila, Simone Alessio)

Tennis (Lorenzo Sonego, Fabio Fognini, Camila Giorgi, Lorenzo Musetti, Jasmine Paolini, Sara Errani)

Tennistavolo (Debora Vivarelli)

Tiro a Segno (Paola Monna, Riccardo Mazzetti, Tommaso Chelli, Marco Suppini, Marco De Nicolo, Lorenzo Bacci, Sofia Ceccarello)

Tiro a Volo (Mauro De Filippis, Silvana Stanco, Jessica Rossi, Tammaro Cassandro, Gabriele Rossetti, Diana Bacosi, Chiara Cainero)

Tiro con l’Arco (Mauro Nespoli, Lucilla Boari, Tatiana Andreoli, Chiara Rebagliati)

Triathlon (Gianluca Pozzati, Delian Stateff, Alice Betto, Angelica Olmo, Verena Steinhauser)

Tuffi (Noemi Batki, Elena Bertocchi/Chiara Pellacani, Giovanni Tocci/Lorenzo Marsiglia, Sarah Jodoin Di Maria)

Vela (Elena Burta/Bianca Caruso, Giacomo Ferrari/Giulio Calabrò, Carolina Albano, Silvia Zennaro, Ruggero Tita/Caterina Banti, Mattia Camboni, Marta Maggetti)

Quindi in bocca al lupo a tutti loro! 😀                       

Mchan

Ps: lista degli atleti presa da oasport.it

All rise

Anno: 2020/2021

Paese: Usa

Episodi: 21 + 17 , 2 stagioni, conclusa

Genere: legal, drammatico

Cast: Simone Missick, Wilson Bethel, Jessica Camacho, J. Alex Brinson, Ruthie Ann Miles, Lindsay Mendez, Marg Hegelbenger, Lindsey Gort, Reggie Lee, Audrey Corsa

Trama: Los Angeles, nel tribunale si intrecciano le vite di giudici, procuratori, avvocati difensori, guardie giudiziarie, cancellieri, imputati e vittime.

La protagonista principale è Lola Carmichael, donna di colore ex procuratore di stato ora giudice. Poi ci sono il suo ex collega e migliore amico Mike, le sue cancelliere Sarah e Sherri, l’avvocato difensore Emily Lopez, la guardia giudiziaria Luke ed il capo giudici Liza Benner.

Non è partito male con il primo giorno di lavoro come giudice di Lola e la presentazione di tutti i principali personaggi, ma poi si è un po’ perso, secondo me, dietro a polemiche continue e sempre uguali. Tipo il personaggio della madre di lei. Ok, è un’attivista dei diritti dei più deboli e delle minoranze, ma quel suo continuo criticare ogni scelta della figlia è estenuante. Tra l’altro è una contraddizione che critica il sistema perché occupato da uomini bianchi ed ora che la figlia fa parte di esso e che potrebbe cambiare qualcosa critichi anche lei perché è entrata a far parte di quel sistema. A me sembra un po’ un cane che non vuole smettere di mordersi la coda. Polemizza per il gusto di essere contro qualcosa. E la prima volta può anche andar bene, ma dopo la terza la cosa oltre ad essere ripetitiva è snervante. Tra l’altro avrebbe dovuto essere “contro” la figlia di più prima che era procuratore di stato e che quindi andava contro e perseguiva chiunque, mentre da giudice spesso e volentieri è dalla parte degli imputati. E questa è un’altra cosa che mi ha lasciata perplessa. Lola è stata per anni procuratore e solo ora che è giudice le esce tutta questa compassione per gli imputati. Avrei capito se prima fosse stata avvocato difensore.

Per il mio modo di vedere questa estenuante compassione per qualsiasi imputato è un altro punto a sfavore. La giustizia dovrebbe essere imparziale, ma non lo è se si comincia a giustificare un reato in base al background dell’imputato.

Tra l’altro non mi è piaciuto come Lola ha trattato un caso di revenge porn. Ha detto all’avvocato di non usare quel termine poiché la vittima aveva mandato quelle foto al suo ragazzo e non erano porno per lei. Ok, ma poi il ragazzo le ha girate ai colleghi di lei ed in poco tempo sono diventate virali tra i suoi conoscenti e questo è revenge porn. Mah…

I personaggi sono interessanti ed è solo per questo che ho continuato la visione.

Gli intrecci amorosi sono carini e non prevalgono sulla trama del singolo episodio che si basa sul caso giudiziario e la cosa è positiva.

L’ultimo episodio della prima stagione è stato davvero originale. A causa del lockdown per il covid hanno dovuto sospendere le riprese e si sono inventati questo episodio girato interamente tramite gli smartphone ed i computer degli attori dalle loro case come se fossero gli stessi protagonisti della serie a parlare tra di loro solamente tramite skype e similari appunto a causa della pandemia. Ci sono state delle discrepanze riguardo le case mostrate negli episodi precedenti, ma è stato divertente. Ed ancora una volta hanno mostrato quanto le idee rivoluzionarie di Lola alla fine non portano a nulla di positivo. Quindi non riesco a capire perché affossare così il suo personaggio.

Capisco perché non l’abbiano rinnovata per una terza stagione, sinceramente io non so se riuscirò a sopportare la visione della seconda.

Mchan

Maschile singolare

Anno: 2021

Paese: Italia

Genere: commedia, drammatico

Regia: Alessandro Guida e Matteo Pilati

Cast: Giancarlo Commare, Gianmarco Saurino, Eduardo Valdamini, Michela Giraud, Carlo Calderone, Barbara Chichiarelli, Lorenzo Adorni

Trama: Antonio ha quasi trent’anni ed è un architetto disoccupato che è stato appena lasciato dal marito. Prende una stanza in affitto da Dennis che gli trova anche un lavoro come aiutante fornaio.

Chi si aspetta un film romantico avrà una delusione. Questo film, più che di amore, parla di crescita personale.

Antonio all’inizio è un ragazzo timido ed insicuro, che si appoggia molto sul marito, praticamente il suo unico ragazzo, fino a che non viene mollato ed è costretto a lasciare la loro casa e trovarsi un’occupazione. Grazie anche all’amicizia con Dennis, nata un po’ per caso, la sua vita sarà stravolta. Invece che rimanere a piangere nella sua stanza per la fine del suo grande amore, passerà le giornate a lavorare e le serate ad uscire con svariati ragazzi incontrati su di una app di incontri. Comportamento abbastanza superficiale, ma alla fine incontrerà quello giusto e capirà cosa vuole dalla vita. Per questo il finale non ha un vero happy ending sentimentale, ma ha un lieto fine per il protagonista.

A me è piaciuto. Si è voluto raccontare una storia abbastanza universale, ma dal punto di vista di un omosessuale. E non ho trovato nocivo fargli avere molte “avventure” perché è quello che può capitare anche ad una persona etero quando finisce una relazione importante. Il consiglio più quotato in queste situazioni è “Divertiti!” per cui… E poi se esistono app come Tinder o Grinder vorrà dire che qualcuno le usa, no?

L’unica pecca è stato il finale del personaggio di Dennis e l’assenza di un dialogo chiarificatore tra il protagonista ed il suo capo che per un certo periodo è stato un amico con benefici.

Altra cosa che non mi è piaciuta è stata una battuta della migliore amica del protagonista quando ha saputo del suo imminente divorzio, ossia “Ora ci volete rubare anche questo?”. Ma in che senso? La comunità LGBTQ+ si batte per ottenere dei diritti che il resto della popolazione ha già di default non per rubare qualcosa a qualcun altro. Se continuamo a pensarla in questo modo non si andrà mai da nessuna parte. Ma proprio in generale. Sia per quanto riguarda l’omofobia, che il razzismo che il sessismo. E poi è un ulteriore esempio di come l’amore è amore in qualsiasi situazione. Può durare per tutta la vita come no.

Mchan

Pride Month – Fiction Rai

Giugno ormai è consacrato ad essere il mese dell’orgoglio della comunita LGBTQ+.

Così ho pensato di parlare di due fiction Rai che hanno trattato nella trama l’argomento.

La prima è La Compagnia del Cigno che conta 2 stagioni.

Nella prima, che ho preferito, la trama si concentrava sui sette giovani protagonisti che frequentano il Conservatorio Verdi di Milano. Uno di essi ha uno zio, a cui è affidato, che è omosessuale. E la cosa che più mi è piaciuta del personaggio, oltre al fatto che è simpaticissimo e tenerissimo, è che sia stato rappresentato senza farlo diventare una macchietta. Perché di solito i gay vengono sempre fatti vestire con abiti dai colori sgargianti e pieni di lustrini, mostrando solo una piccola percentuale di quel mondo. Invece Daniele, nome del personaggio interpretato da Alessandro Roja, è un uomo comune con un lavoro da impiegato. E la sua storia romantica con Daniele2, nome del suo compagno interpretato da Michele Rosiello, è molto bella e “normale”, passatemi il termine. E, cosa strana per un prodotto targato Rai e con un target molto giovane, vengono anche mostrate delle scene in cui i due sono a letto insieme. Che sembra una vera rivoluzione a sentir dall’opinione che l’italiano medio ha della tv di Stato.

Purtroppo la seconda stagione cala notevolmente di qualità sia di trama che di recitazione. Non so se sia dovuto al Covid che ne ha spezzettato le riprese od ad una vera e propria mancanza di idee. Comunque la parte più interessante è un’altra volta quella dei due compagni: uno che si ritrova il nipote futuro padre a poco più di 18 anni e l’altro che vorrebbe l’affidamento di un bambino. Peccato non si sia approfondito meglio questo aspetto perché sarebbe stato davvero interessante vedere confrontarsi con la burocrazia ed il pregiudizio delle autorità in maniera più cospicua. Invece c’è stato solamente un piccolo accenno e poi è finita, come si suol dire, a tarallucci e vino. Anche il carattere euforico del personaggio di Daniele lo zio è stato più marcato e quindi stereotipato. Ma nel complesso rimangono una bellissima rappresentazione del mondo LGBTQ+.

La seconda fiction si chiama Vivi e lascia vivere.

Di questa salvo solamente la trama riguardante il figlio maschio della protagonista: un ragazzino che per tutta la vita ha voluto compiacere il padre giocando a pallanuoto, ma che una volta che esso è venuto a mancare trova finalmente il coraggio di dedicarsi a ciò che più gli piace, ossia il nuoto sincronizzato. E più avanti si scopre anche gay. Togliendo il fatto abbastanza stereotipato che un ragazzo che si interessa ad uno sport che fino a poco tempo fa era prettamente femminile, alla fine sia anche omosessuale, la sua storia mi è piaciuta perché è stata anche una storia di crescita e consapevolezza personale.

Entrambe si possono rivedere su Rai Play.

Mchan

Carnaval

Anno: 2021

Paese: Brasile

Genere:  commedia, sentimentale

Regia: Leandro Neri

Cast: Giovana Cordeiro, Gessica Kayane, Flavia Pavanelli, Bruna Inocencio, Samya Pascotto, Jean Pedro, Felipe Adler, Nikolas Antunes, Rafael Medrado

Trama: Nina è una giovane influenzer che è stata appena tradita dal ragazzo. Così prende la palla al balzo di una proposta di collaborazione e parte per Salvador Bahia con le sue tre migliori amiche. Qui è in corso il Carnevale e lei è nell’entourage del cantante più acclamato del momento.

E’ abbastanza banale e pieno di cliché, ma ne è anche ben consapevole per questo si lascia vedere senza problemi. Non ci sono chissà quali messaggi profondi, solo un paio di ore di spensieratezza tra belle ragazze e bei ragazzi quasi sempre in costume da bagno. Anche il finale è scontato, ma non infastidisce date le premesse.

Le uniche cose che stonavano leggermente, o meglio che a me hanno infastidito, sono la sua amica assatanata di uomini, davvero molto volgare a tratti, più che altro nei modi, e l’altra amica presentataci come assolutamente nerd e poi rivelatosi più “normale” del previsto dato che comunque partecipava a qualunque cosa o festa in cui si imbarcameravano le altre. Ah, ed anche il fatto che ormai che avevano fatto 30 potevano fare 31 dando l’happy ending a tutte ed invece una di loro è rimasta a bocca asciutta per tutto il film.

Bella l’atmosfera festosa, anche se da una parte metteva un po’ di nostalgia e dall’altra un bel po’ di disagio per via di tutta quella gente accalcata in questo determinato periodo storico.

Sicuramente un film da vedere in tv non al cinema.  

Mchan

Shazam!

Anno: 2019

Paese: Usa

Genere: azione, commedia, fantascienza, fantastico

Regia: David F. Sandberg

Soggetto: personaggio creato da Bill Parker e C.C. Beck con storia by Henry Gayden e Darren Lemke

Cast: Zachary Levi, Asher Angel, Mark Strong, Djimon Hounsou, Jack Dylan Grazer, Grace Fulton, Ian Chen, Jovan Armand, Faithe Herman, Cooper Andrews, Marta Milans, John Glover, Adam Brody, Ross Butler, Meagan Good, Michelle Borth

Trama: il 14enne orfano Billy Batson è tutta la vita che fugge dalle case famiglia dove lo sistemano per cercare la madre che ha perso in una fiera. Ora è stato affidato ai Vasquez una coppia molto carina con già altri 5 ragazzi. Il primo giorno di scuola affronta dei bulli per difendere i suoi nuovi “fratelli” e mentre fugge si ritrova in un altro mondo dove un vecchio mago gli dona i suoi poteri rendendolo un supereroe adulto. Quando torna a casa si ritrova a doverlo confidare a Freddie, il “fratello” compagno di stanza e coetaneo, poiché non riesce più a tornare adolescente. Da qui i due ragazzini inizieranno a sperimentare questi poteri e “salvare” la gente dai pericoli di tutti i giorni fino a quando non arriva il super cattivo.

E’ partito un po’ lento, ma poi si è lasciato vedere piacevolmente. Magari potevano non rendere così tanto infantile l’eroe da adulto, che da adolescente è visibilmente più maturo. Comunque bella la storia e belli i messaggi che traspaiono.

La bimba chiacchierina poi è troppo tenera!

Effetti speciali buoni, quei mostri/vizi capitali erano perfettamente orrendi.

Menzione d’onore ad Adam Brody che interpreta Freddie da super eroe: il suo personaggio più iconico, Seth Cohen di The O.C., ha sempre sognato diventare un super eroe ed ora ci è riuscito!

Mchan

Piccole Donne 2019

Anno: 2019

Genere: sentimentale, drammatico, storico

Paese: Usa

Regia: Greta Gerwig

Soggetto: omonimo romanzo by Louisa May Alcott

Cast: Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Laura Dern, Timothe Chalamet, Meryl Streep, James Norton, Bob Odenkirk, Louis Garrel, Chris Cooper, Jayne Houdyshell

Trama: la vita delle 4 sorelle March nella seconda metà del 1800 con un padre al fronte e l’età adulta dietro l’angolo. Meg, Jo, Beth ed Amy, ognuna con le sue ambizioni ed i propri sogni che le porteranno lontano dalla casa natale, ma sempre unite dall’amore tra sorelle.

Avevamo bisogno di un ennesimo adattamento del famosissimo libro della Alcott? No. E questo, a differenza di Emma., non porta nulla in più allo spettatore rispetto ai precedenti film. Anzi, il voler narrare la storia praticamente dalla fine con continui flashback a me ha dato solo il mal di testa. Tra l’altro non si capiva poi molto del senso temporale se non si conosceva già la trama perché le attrici non portavano segni evidenti del tempo che era passato, soprattutto l’interprete di Amy che da dodicenne a diciottenne ha avuto sempre la stessa faccia e lo stesso fisico. Leggermente improbabile.

Anche il fatto che in alcune scene la regista abbia voluto sovrapporre l’identità di Jo con quella della stessa Alcott non si è capito molto. Io sinceramente l’ho scoperto solo leggendo alcune recensioni alla fine della visione.

Le attrici tutte brave, nulla da dire.

Più che altro ho trovato poco azzeccate alcune scelte narrative. Prima di tutte il quasi oscuramento di Beth e del suo rapporto con il signor Lawrence. Da questa pellicola si evince solo che era la più pacata di casa, anche un po’ infantile a giocare ancora con le bambole da praticamente adolescente, e che ad un certo punto si è ammalata.

Per non parlare del rapporto tra Jo ed il professore. Praticamente inesistente. A parte il fatto che in teoria lui doveva essere più anziano e meno “bello”, ma affascinante nei modi e nei pensieri. Naturalmente impossibile da mostrare in quei 3 minuti scarsi dedicati al loro periodo a New York.

Meg è stata relegata a casalinga disperata.

L’unica altra sorella che ha avuto un ruolo rilevante è quella che mi è sempre stata più antipatica: Amy. Ed in questo adattamento comunque si rimarcano gli episodi ed i tratti del suo carattere che me l’hanno sempre resa indigesta. Anche se ad un certo punto la si è voluta far passare per rivoluzionaria con quel suo discorso a Laurie, quando gli dà del nullafacente mantenuto dai soldi di famiglia. Perché lei invece lavora (ironia modeOn). Fa la dama di compagnia della vecchia e ricca zia perché fondamentalmente è tale e quale a lei: amante delle belle cose e con il pallino di sposare uno ricco per fare la bella vita. Non ha mai fatto nulla per aiutare la famiglia. Infatti, anche se la sorella Beth sta praticamente morendo, la madre e la sorella, Meg, non la contattano. E poi quel gesto di sposarsi letteralmente in segreto con Laurie è stato davvero il colpo di grazia alla povera Jo, che tuttavia si è scansata un fosso.

Laurie mi piaceva tanto finché appunto non si è buttato sulla sorella minore, accontentandosi e nello stesso tempo facendo un dispetto a Jo per il suo rifiuto dato che era la sorella che sopportava di meno anche lei.

I genitori non pervenuti. La dolcezza e generosità della madre sono passate in sottofondo rispetto al resto.

Ho decisamente preferito adattamenti precedenti.

Poi sinceramente tutta questa acclamazione perché è un film femminista mi pare esagerata. Non è stata la Gerwig a renderlo femminista, ma la stessa Alcott, quindi anche i precedenti lo erano. Anche se sono stati girati nel 1933, 1949 e 1994.

Mchan