Un giorno di pioggia a New York

Anno: 2019

Regia: Woody Allen

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale

Cast: Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Rebecca Hall, Cherry Jones, Jude Law, Diego Luna, Liev Schreiber, Suki Waterhouse

Trama: una giovane coppia deve trascorrere un romantico weekend a New York, dove lui è nato e cresciuto, solo che saranno divisi da vari impedimenti e la vacanza non sarà come avevano progettato.

Probabilmente sono io che ho dei problemi con Allen, ma questo è il terzo film suo che vedo ed il secondo che non mi piace (e comunque il terzo mi ha lasciato abbastanza indifferente). Non so nemmeno da dove partire.

La storia è banale. Sul serio, due innamorati che dovrebbero passare insieme l’intero weekend in una città che per uno dei due è molto importante e che guarda caso vengono separati da una multitudine di eventi improvvisi. Che novità!

La città che dovrebbe essere protagonista come ho letto praticamente ovunque, viene solamente citata dal protagonista e vista sul serio solo nelle ultime due scene, tipo. Davvero, ditemi dov’è che avete visto New York in questa pellicola. Strade e locali che potevano essere in qualunque altra città al mondo. Anzi. Io mi immagino (anche grazie ai vari stralci di essa visti in tv o sui social) una NY attiva, fremente, piena di gente e di colori. Qui era spoglia, lenta e quasi desertica. Stotaro sarà anche un genio della fotografia, ma a me non è piaciuta affatto, troppo calda, sembrava quasi anni ’70. In generale non sembrava ambientato ai giorni nostri. Ho capito che era contemporaneo solo quando hanno tirato fuori gli smartphone. Addirittura la protagonista femminile nell’intervistare il regista invece di registrare la conversazione prende appunti.

Continuo a trovare Chalamet scialbo. Non so se fosse il contesto, ma non mi sa di nulla.

Elle Fanning è stata bravissima se l’intento era quello di dipingere Ashleigh come una svampita stupidotta. Anche se una ragazza 21enne del suo ceto sociale così stupidina ed ingenua nel 2020 è leggermente anacronistico.

Selena Gomez non mi è piaciuta. Non so se sia il doppiaggio, una voce troppo rude, tuttavia anche il suo personaggio è antipatico. Prende in giro una perfetta sconosciuta solamente per il suo luogo di nascita, con battute davvero offensive ed anche abbastanza razziste. Poi, all’inizio pensavo che dato il suo essere così grezzo ed anche abbastanza arrogante verso persone benestanti fosse tipo del Bronx, invece poi si scopre che è abbiente anche lei. E lasciamo stare i suoi outfit che sono orrendi. I pantaloncini corti e la Tshirt, senza un minimo di giacchetto, in pieno autunno a New York poi sono davvero ridicoli.

E vogliamo parlare dei personaggi di contorno? La storia di Jude Law non l’ho capita e secondo me è stata anche messa a casaccio giusto per riempire delle scene e far perdere tempo alla protagonista perché alla fine non ha portato a nulla, anzi si è pure risolta in maniera frettolosa.

Il fratello maggiore di lui che si accorge solamente dopo essere andato a convivere ed ad un passo dal matrimonio che la risata della fidanzata è assurda è giustappunto assurdo.

Lui che si nasconde dagli zii al museo ci sta, ma non che appena lo scovano poi si passi alla scena in cui lui è al telefono con la madre giustificandosi di non averle detto di essere in città. Non poteva semplicemente dire agli zii di non farne parola con la madre? Mica avevano una cimice addosso.

Tutto il discorso della madre di lui è stato un grosso Embhè? Davvero si vuole giustificare il comportamento di una persona dicendo che probabilmente lo ha nei geni? Siamo negli anni ’90? No, all’epoca non c’erano gli smartphone, per cui è completamente senza senso. Perché che lei fosse stata una escort o meno non ci cambia nulla dato che l’abbiamo vista solamente in un paio di scene. E poi ci sono una miriade di persone che hanno il vizio del gioco e delle scommesse e non per questo le loro madri sono state tutte delle donne di facili costumi.

Probabilmente l’unica scena leggermente più verosimile è stata quella di Ashleigh e l’attore che vengono interrotti dalla fidanzata di lui. Anche se vista e rivista. Mancava giusto il cornicione.

Io ad un certo punto pensavo che fosse una parodia di un film romantico, sul serio. Delle soluzioni così strambe penso di non averle mai viste tutte insieme.

Comunque non ho capito perché il 95% delle comparse fosse caucasico. Sul serio? A NY? Praticamente di verosimiglianza in questa pellicola non c’è nulla.

Mchan

Zoey’s extraordinary playlist

Anno: 2020

Episodi: 12, 1 stagione in corso

Paese: Usa

Genere: drammatico, commedia, musical, sentimentale

Cast: Jane Levy, Skylar Astin, Lauren Graham, Alex Newell, Peter Gallagher, Mary Steenburgen

Coreografie: Mandy Moore

Trama: un’informatica di San Francisco acquisisce uno strano “potere”: può venire a conoscenza di ciò che un’altra persona prova nel profondo sentendola cantare. Praticamente si ritrova a vivere in un perenne musical. Dapprima odia questa nuova situazione essendo una persona molto pratica, quando mette su le cuffie ascolta solo dei Podcast sulla tecnologia, ma poi si accorge che potrebbe esserle d’aiuto.

Mi sono approcciata a questa serie tv perché è saltata fuori nella home di RaiPlay come prodotto disponibile esclusivamente sulla piattaforma. Siccome ero in mancanza di serie leggere ho deciso di darle una chance, al massimo avrei mollato dopo la prima puntata. Ed invece mi ha proprio preso. Certo, se non amate i musical lasciate perdere perché le parti cantate sono davvero molte, ma almeno hanno un senso dato il “potere” della protagonista.

La trama è abbastanza semplice: lei si ritrova con questo “potere” che non vuole e che è abbastanza invadente perché non può decidere nulla, si ritrova a dover ascoltare i sentimenti altrui ed a “doverli” aiutare in qualche modo, però poi le sarà di aiuto nel rapporto con il capo ed i colleghi, con il tizio per cui ha una cotta e con i famigliari. Bellissima la trama del padre che è malato terminale di una malattia neurologica e per questo non riesce più ad esprimersi a parole, oltre a praticamente non riuscire più a muoversi e mangiare cibi solidi, con il quale è legatissima e grazie al suo nuovo “potere” riesce a comunicarci. In generale tutte le scene con il padre, un formidabile Peter Gallagher, sono bellissime e commoventi. C’è anche il triangolo sentimentale, ma passa in secondo piano rispetto alla miriade di tematiche che sono affrontate, sì con la leggerezza del musical, ma anche con molto rispetto e delicatezza. Non c’è mai l’idea che siano buttate lì a casaccio giusto per riempire quei 5minuti di episodio. L’unica pecca, se così possiamo chiamarla, è il fatto che le scene musical siano davvero molto marcate. Quindi si vede gente che di punto in bianco molla tutto e si mette a ballare e cantare in coreografie corali, oppure esagerando appositamente la mimica facciale e questo un pochino potrebbe disturbare anche perché nel mezzo c’è la protagonista che è come se fosse in un flashmob che non può fermare.

Grazie ai sottotitoli in italiano quando ci sono le performance canore si capisce meglio cosa quella determinata persona vuole esprimere, non so voi ma io non sopporto quando in una serie o film c’è una canzone che è determinante per la trama e non mettono i sottotitoli in italiano. Perché io posso anche capirlo l’inglese, ma non coglierne davvero tutto il senso esclusivamente ad un primo ascolto. E comunque ci sono anche persone che magari non lo hanno studiato o che non lo comprendono, che è vero che siamo nel 2020, ma non è scontato che tutti capiscano e comprendino l’italiano, nostra lingua madre, figuriamoci l’inglese.

Per questo non mi è piaciuto che non li abbiano messi durante la canzone “Fight song” interpretata dagli studenti sordomuti con la lingua dei segni. Perché io personalmente non conoscevo il brano ed ho scoperto di quale canzone si trattasse solamente grazie ai commenti in rete. Quindi non ho potuto capire appieno cosa volessero dire.

La performance alle pompe funebri non mi è piaciuta affatto. L’ho trovata un po’ grottesca.

In generale tutte le scene con Peter Gallagher sono commoventi e la sua versione di “Perfect” di Ed Sheeran in duetto con la moglie, interpretata da una bravissima Mary Steenburgen, ha fatto scendere un paio di lacrimuccie.

L’episodio pi divertente è stato quello in cui il “potere” si è invertito per cui è diventata lei quella a dover cantare le emozioni che provava ed è stato abbastanza esilarante.

La scena più divertente è stata quella in cui Max, uno dei due spasimanti, le organizza un flashmob per dichiararsi e lei non lo capisce finché lui non le risponde ad uno dei suoi commenti. In realtà penso che nemmeno gli spettatori lo avevano capito, io non l’avevo capito, perché è davvero simile ad una delle scene che lei vive da quando ha il “potere”.

Come va a finire non ve lo dico, anche se è abbastanza intuibile, ma vi posso dire che ne hanno confermato una seconda stagione e la cosa non mi dispiace affatto 😜

Mchan

Ps: #teamMax dal primo istante che li ho visti insieme in scena. E poi Skylar è troppo carino!!! 😍

Pps/spoiler: gli ultimi 10 minuti dell’ultimo episodio ho pianto come una fontana, ma sono stati bellissimi lo stesso.

Emily in Paris

Anno: 2020

Paese: Usa

Genere: commedia, sentimentale

Episodi: 10, 1 stagione in corso

Cast: Lily Collins, Ashley Park, Philippine Leroy-Beaulieu, Lucas Bravo, Camille Razat

Trama: Emily è l’assistente di una donna in carriera che sta per partire per Parigi dove rimarrà per lavoro un intero anno. Solo che alla vigilia della partenza si accorge di essere incinta così rinuncia all’incarico ed esso va ad Emily, anche se non conosce una sola parola di francese.

Fortunatamente la trama è leggermente diversa da quella rilasciata come promo, che leggere di una 25enne mandata a Parigi ad occuparsi di un intera azienda era abbastanza sconcertante. Sì che è abbastanza usuale vedere nei prodotti televisivi che negli Stati Uniti si fa carriera da giovanissimi, praticamente subito dopo essere usciti all’università, anche se non penso sia realmente così, ma almeno qui si è cambiata un po’ la rotta.

Il primo episodio non è pieno stereotipi, di più. Che poi i francesi si siano leggermente, ma nemmeno tanto, offesi mi pare il minimo, ma secondo me non ne escono bene nemmeno gli americani. A parte una buona dose di ignoranza degli autori (vedi il fumare in ufficio che sarebbe vietato, o comunque il fumare tutti indistintamente, io ci sono stata l’anno scorso a Parigi e tutti questi fumatori non li ho visti), esce anche una certa arroganza di fondo degli americani (e pensare che tacciano i francesi di essa). Per esempio nella scena in cui Emily sbaglia il piano perché negli Usa il piano terra non esiste, invece di incassare la spiegazione del tizio che la sta accompagnando lo apostrofa come “strano” in tono negativo. A casa mia si dice: “Paese che vai, usanze che trovi”. Io sono stata un mese in Irlanda e mi faceva strano quando dovevo attraversare guardare prima a sinistra e spesso lo dimenticavo, ma di sicuro non inveivo contro gli automobilisti se mi suonavano il clacson, quando non rischiavano di mettermi direttamente sotto. In generale lei è davvero fastidiosa. Non ha imparato il francese, e va bene che aveva poco tempo, ma non coglie quando la correggono ed invece di preoccuparsi di iscriversi ad un corso pensa solo a passeggiare per la città e farsi foto con sfondi panoramici incantevoli. E se da una parte è vero che i francesi sono molto restii a parlare una lingua che non sia la loro, ed io ve lo posso affermare conscientemente dato che sono stata oltralpe almeno 5volte e fortunatamente un po’ di francese lo mastico che nemmeno al McDonald’s in pieno centro riescono a capire l’inglese. Dall’altra parte è anche sì vero che gli americani pensano che l’inglese lo parlino tutti nel resto del mondo, cosa avvalorata dalle loro produzioni televisive e cinematografiche in cui scorazzano in giro per il mondo e li capiscono tutti, perfino il contadino del posto più sperduto. Quindi tra le due “fazioni” non saprei proprio quale scegliere. Fortuna che gli episodi durano una mezz’oretta, anche perché non è che abbiano chissà quale trama. Tuttavia dal primo avrei sperato un qualcosa di più. Potevano risparmiarci l’incontro con il vicino di casa belloccio che è palese al 99% che sarà il nuovo interesse amoroso della protagonista, e pure la tata/nuova amica che caso strano è mezza americana pure lei. Se si fosse trovata un’amica francese sarebbe stato più carino.

Gli outfit della Collins (deliziosa) sono carini, anche quello scelto per andare al lavoro il primo giorno, anche se molto da turista con la Tour Eiffel stampata sopra, però molto in linea con il carattere della protagonista.

Unica scena sensata quella tra lei ed il nuovo collega con i capelli bianchi, mi pare si chiami Luc, in cui lui le fa notare che anche se loro sono stati non tanto gentili anche lei ha le sue colpe ovvero una visione ristretta e piena di pregiudizi nonché una diversa attitudine al lavoro. Tra l’altro è anche poco empatica, arriva in un nuovo posto di lavoro, con una qualifica per la quale non ha i requisiti, e pretende che siano tutti gentili e disponibili con colei che da quanto ho capito è lì perché la società per cui lavora vorrebbe prendere il controllo su quella parigina.

Tuttavia, non felici di essersi inimicati una buona parte di francesi si sono inimicati anche i loro stessi compatrioti con una battuta infelice sulla qualità della pizza di una catena di Pizzerie di Chicago. Complimenti. Inventarsi un nome a caso, no?

Continuerò la visione, sperando non continuino con la gara a chi sia migliore tra Usa e Francia, giusto perché ogni episodio dura una mezz’oretta ed è facile incastrarlo in qualche momento morto della giornata.

Mchan

Ps: a difesa della comedy ho letto che si tratta appunto di una commedia, però vedere tutti, ma proprio tutti i personaggi francesi così negativi non è una cosa carina a mio avviso. Che poi secondo me neanche la protagonista sia il massimo della simpatia è un altro conto. Ed il fatto che la interpreti Lily Collins che è considerata adorabile (anche dalla sottoscritta) la rende immune dalle critiche della rete perché non ne ho letta mezza.

Carnival Row

Anno: 2019

Paese: Usa

Genere: fantasy, drammatico, noir

Episodi: 8, 1 stagione in corso

Ideatore: Ren Echevarria, Travis Beacham

Cast: Orlando Bloom, Cara Delevingne, Simon McBurney, Tamzin Merchant, David Gyasi, Indira Varma, Jared Harris, Karla Crome

Trama: in un mondo immaginario, ma visivamente steampunk/vittoriano, convivono, non facilmente, umani ed esseri fatati o critch.

1° episodio: introduttivo ed interessante, ben fatto. Bellissime ambientazioni e tematiche attualissime. Ben presentati tutti i personaggi.

2° episodio: prosegue bene anche se a me lei (Cara Delevingne) non piace e trovo che sappia fare solo l’espressione da arrabbiata.

3° episodio: flashback troppo lungo. Un intero episodio esclusivamente sul passato dei due protagonisti è troppo. Tra l’altro avevano spacciato la storia d’amore dei due come qualcosa di romanticissimo invece non è stata altro che una storia di un paio di notti insieme.

4° episodio: come pensavo si torna alla trama del presente e sinceramente io mi sono persa un po’ di punti. Anche perché non c’è un riepilogo e non è che uno debba per forza guardare tutta la serie in una sola giornata.

5° episodio: prosegue bene anche se lei mi sta sempre più antipatica e la storia del segreto di lui era scontatissima. Però sono troppo curiosa di sapere chi sia il serial killer e perché lo faccia.

7° ed 8° episodio: troppo lunga la questione della prigione. Ed anche scritta male. Vi pare possibile che Philo venga messo insieme agli umani e venga detto loro che sia mezzosangue apposta per farlo pestare e lui che fa? Dà loro le spalle. Certo, proprio sveglio il tipo. Poi quell’altra che prima lo ha denunciato e poi va in centrale e ritratta perché il poliziotto le dice che verrà giustiziato per aver mentito a tutti sulla sua identità. Ma che non lo sapevi come funzionava? Sei nata e cresciuta in quel mondo, mah… Altra stupidaggine gli danno la possibilità di uscire e lui invece di mentire su una cosa che non c’era modo di dimostrare, afferma la sua natura di mezzosangue e rimane dentro. Così il vero assassino è libero di circolare e di uccidere ancora dato che tutti si sono convinti che sia stato lui a commettere gli omicidi. Genio. Per non parlare della scena di Vignette che si finge suicida per scappare e comunque non ci riesce. Completamente inutile. Invece io avrei voluto vedere qualcosa in più di Agreus ed Imogen. Bellissima la scena di seduzione/sesso, ma in generale proprio tutto il loro rapporto anche se è un po’ Bella & la Bestia style. Unica pecca il farli fare scoprire subito dal fratello. Avrei preferito che avessero avuto un po’ più di tempo. Finale discreto, anche se pure qui non ho apprezzato la scelta di Philo di finire confinato con Vignette e tutti gli altri crinch, poteva essere più di aiuto di fuori secondo me. Anche perché lui comunque avrà anche il sangue misto, ma nell’aspetto è umano al 100% avendo subito l’amputazione delle ali per cui prevedo una sorta di “razzismo” anche da quella parte della barricata. Bene che Agreus ed Imogen siano riusciti a scappare, ma mi dispiacerebbe non vederli nella prossima stagione, quindi spero che trovino un modo per farli tornare.

Varie: ho adorato ambientazione e costumi. Anche la trama molto bella e “significante”. Tra le due coppie principali ho preferito quella dei coprotagonisti a quella dei protagonisti, una storia in crescendo, con una trama più profonda e meno drama. Tuttavia non ho capito perché non abbiano trovato il modo di integrarli nella stessa trama, e no, il fatto che Philo sia nato nella casa della famiglia di Imogen non conta dato che non hanno minimamente dato un seguito alla questione.

A volte è stato troppo lento. Hanno messo troppa carne al fuoco per poi non approfondire, tipo la banda di ribelli alla quale si unisce all’inizio Vignette. Ad un certo punto scompare nel nulla.

Sophie & Jonah fratellastri e quindi incesto, ma sul serio??? Wow, che roba innovativa (ironia modeon). I due partiti principali ed opposti che si alleano e nessuno che dissenta, altro mah.

La seconda stagione ci sta tutta, prima di tutto perché il finale è abbastanza aperto, con un possibile proseguo della vicenda e poi perché comunque ci sono ancora molte cose che non sono state spiegate tipo tutta la questione della “setta” dei Pouck.  

Menzione speciale per la sigla dei titoli di testa: semplicemente stupenda! 😍

Mchan

Bodyguard

Anno: 2018

Paese: Uk

Episodi: 6, 1 stagione conclusa

Genere: drammatico, thriller, politico

Regia: Thomas Vincent, John Strickland

Ideatore: Jed Mercurio

Cast: Richard Madden, Keeley Hawes, Gina McKee, Sophie Rundle

E’ una serie televisiva della BBC del 2018, mandata in onda in chiaro su Rai3 in agosto.

Protagonisti sono gli attori Richard Madden nel ruolo della guardia del corpo e Keeley Hawes in quello della segretaria di Stato britannico ossia ministro degli Affari Interni. Od almeno così ho capito io, non sono molto sicura di questo perché se vado a guardare sulla Treccani mi dice che la dicitura segretario di Stato si riferisce al ministro deggli Affari Esteri, ma nella serie lei lavora in un edificio con scritto Home Office (letteralmente Uffici di casa) per cui a me fa pensare di più agli Affari Interni, anche perché lei si occupa di terrorismo interno, però poi mette becco anche nelle faccende in Medio Oriente, quindi non ci ho capito nulla sul suo ruolo. Forse ha giurisdizione in entrambi i campi.

Il primo episodio parte bene, anche se lentamente, con un attacco terroristico ad un treno sventato grazie al protagonista David Budd che per questo motivo viene promosso e da guardia del corpo di ospiti stranieri diventa responsabile della sicurezza della segretaria di Stato. Di lui veniamo a conoscenza del fatto che sia un padre di due bambini, un maschio ed una femmina,  in età da elementari e che sia separato dalla moglie. Presto si scopre anche che è affetto dal disturbo da stress post traumatico in quanto è stato in Afghanistan e che non vuole farsi curare per non perdere il lavoro.

Come ogni buon agente prima di presentarsi al suo primo giorno di lavoro fa le sue ricerche sulla sua nuova “protetta” e scopre che ha delle idee che sono completamente in disaccordo con le sue. Ma una volta in campo svolge il suo lavoro egregiamente anche se ostacolato da lei stessa.

Così conosciamo lei, Julia/Lavanda (che per almeno fino a metà del secondo episodio io ho capito La Wanda), una donna abbastanza fredda ed arrogante che si lamenta della scrupolosità di lui perché le fa perdere tempo. E conosciamo le sue idee politiche tramite un discorso/intervista alla tv che lui poi riguarda in modo ossessivo, ma che io sinceramente non ho capito.

E poi veniamo a conoscenza degli intrighi politici tra le varie agenzie governative.

Episodio fulcro è stato l’attentato alla scuola dei figli di lui, che sebbene lei sapesse tutto non ha praticamente mosso un dito. Ok, gli obiettivi intercettati erano più di uno, ma sarebbe bastato mettere almeno una volante della polizia appostata vicino ad ognuno di essi, invece che inseguire il furgone trovato non si sa come (almeno io non l’ho capito) e solo dopo farsi raggiungere dalla polizia che naturalmente è arrivata solamente all’ultimo secondo e con una sola auto e per miracolo non c’è stata una strage.

Una scena che non ho capito è stata quella tra lui e la moglie, quando lui praticamente le piomba in casa di mattina e scopre che i figli hanno passato la notte fuori perché lei si è incontrata con un altro uomo. Prima lei dice che lo sta frequentando, poi che i figli lo conoscono come “amico” e dopo ancora, quando giustamente lui si arrabbia perché non gli è stato detto nulla, si giustifica dicendo che lo sta vedendo da soli un paio di giorni. Ah, bhè, normalissimo vedere un tizio solo da un paio di giorni e presentarlo subito ai figli. Va bene che ha detto loro che è solo un amico, ma lo trovo alquanto affrettato lo stesso.

Non capisco perché la maggior parte della gente si sia offesa del fatto che i terrorristi siano musulmani, che poi in realtà all’inizio sul treno lui dice uomo asiatico, il che potrebbe anche stare ad indicare un cinese, per indicare meglio il soggetto in questione sarebbe stata più indicata la dicitura “uomo mediorentale”. Purtroppo si tratta di fatti attuali. In Gran Bretagna la maggior parte degli attentati sono compiuti da uomini mediorentali di fede musulmana ed è comunque su questo che si basa la trama della serie. Non è mancanza di fantasia o avvalersi di cliché per comodità: è la cruda e dura realtà. Io non mi offendo mica se in alcune serie criminali tedesche o statunitensi ci sono italiani mafiosi. Io capisco che l’essere associati sempre e solo ad una cosa negativa non sia bello, ma in questo periodo storico è la realtà. Se avessero messo degli attentati dinamitardi in mano a cinesi o russi (i soliti altri ostili al mondo occidentale) sarebbe stata fantasia perché non è il loro modus operandi.

Il secondo episodio procede tra alti e bassi. Bella la scena della sparatoia, meno quella di sesso. E non perché non fosse plausibile una loro attrazione, d’altronde dopo quella situazione era anche abbastanza scontata, ma perché è stata proprio recitata malissimo. Lui un pesce lesso con la bocca sempre aperta, lei che si è vista pochissimo. Praticamente le uniche cose inquadrate erano la schiena di lui ed i loro visi in primissimo piano. Poi non ho capito come diamine ha fatto lei dall’indossare una blusa verde durante il primo bacio e primo approccio all’avere su l’accappatoio durante la scena sul letto. Che poi è anche abbastanza ridicolo che due persone facciano sesso lui con ancora su la camicia e lei in accappatoio nel letto.

Altra scena strana è stata quella al ristorante. Lei era lì con il suo amante/sottoposto (non ho ben capito che ruolo ha nel suo ufficio, ma è sempre con lei) che ok, l’ha ingannata fingendo un’uscita con altre persone per poi rimanere da solo con lei, ma la reazione di lei di volersene andare perché si vergognava non l’ho capita. Si vergognava di cosa? Era a cena, in un ristorante praticamente vuoto, c’era solamente un altro tavolo occupato da una coppia, ed erano entrambi single, quindi di cosa si doveva vergognare? Io fossi stato in lui l’avrei mollata io lì. Tra l’altro poi che fa? Torna a casa e chiede alla guardia del corpo di rimanere a cena da lei ed alla fine indugia pure offrendogli un thè. Questo comportamento dovrebbe essere molto più ambiguo e poco professionale dato che gli altri agenti che aspettano lui di fuori potrebbero fraintendere tutto questo ritardo, no?

Altra cosa che non ho capito è il motivo per cui dovrebbero ucciderla. Ok, ha delle idee non condivisibili, ma cosa concludono facendola fuori? Il partito metterebbe al suo posto un’altra persona con le stesse idee, no?    

Avrei tanto voluto vedere il resto, ed è anche per questo che ho postato così tardi la mia recensione, ma mi sono persa la messa in onda in chiaro per via di un’altra serie mandata lo stesso giorno ed alla stessa ora e fatalità è praticamente l’unica serie tv di cui la Rai non ha il Replay su Rai Play. Ad averlo saputo avrei visto questa in “diretta” e l’altra in On Demand, anche perché non l’ho nemmeno trovata da nessunissima parte in streaming 😦

Qualcuno di voi l’ha vista? Sa se vale la pena vedere il resto con i sottotitoli? (unica versione che ho trovato) Perché la trama è abbastanza intrigante, nonostante il livello recitativo del protagonista.

Mchan

Calamarata

Lo so, è praticamente arrivato l’inverno, ma io ho passato il mese di settembre quasi in catalessi.

I primi 15giorni il caldo perpetuo mi ha stremato e poi è arrivata l’allergia, quindi non ho postato nulla. Però ho dovuto cucinare che se ci pensasse solo mia madre mangeremmo pizza a pranzo e pasta al sugo a cena 7giorni su 7.

Che poi questa sarebbe pure un’idea di mia madre che ha letto la ricetta in rete ed ha comprato la pasta apposita, peccato che poi io l’abbia dovuta cambiare un pochino perché a lei solo i calamari non andavano. Quindi…

Ingredienti:

Pasta di tipo Calamarata (io, o meglio mia madre l’ha presa fresca)

4 gamberi

2 gamberoni

vongole veraci

1 calamaro

pomodorini

aglio

sale

vino bianco

prezzemolo

Procedimento:

Per prima cosa farsi pulire il calamaro dal pescivendolo ;-P

Far spurgare le vongole. Vedo spesso video di ricette con le vongole in cui le si fa aprire direttamente nella padella con già l’olio dentro. A casa mia si fanno aprire in una pentola sul fuoco e solo dopo si uniscono in padella all’olio ed all’aglio. Così se c’è della sabbia si elimina più facilmente. Infatti non ci è mai capitato di sentire la sabbia in bocca.

In questo caso quando si aprono si mettono da parte perché bisogna prima far cuocere i gamberi ed i gamberoni in una padella con olio ed aglio e sfumarli con il vino. Una volta cotti si tolgono, si capano e le teste vengono messe in una pentola piena d’acqua salata. Si porta a bollore e si aggiungono i pomodorini con un taglio a croce per poi poterli spellare meglio. Quando i pomodorini sono pronti (ossia si spellano bene) si scolano, si spellano, si tagliano e si mettono nella padella dove abbiamo cotto i gamberi. Si aggiunge un po’ di sale e le vongole.

Si butta la pasta in pentola e nel frattempo si aggiunge il calamaro spezzettato nel sughetto ed anche i gamberi sgusciati.

Si scola la pasta e si aggiunge al sughetto, se serve si aggiunge un po’ di acqua di cottura. Infine si mette il prezzemolo.

Mchan