L’estate addosso

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Anno: 2016

Regia: Gabriele Muccino

Paese: Italia/Usa

Genere: commedia, drammatico

Cast: Brando Pacitto, Matilda Lutz, Taylor Frey, Joseph Haro, Jessica Rothe, Guglielmo Poggi, Ludovico Tersigni

Trama: due 19enni, Marco e Maria, si recano in California per il viaggio della maturità. Saranno ospitati da una coppia gay, amici di un loro ex compagno di scuola. Dovevano restare a casa loro, a San Francisco, solo per una settimana. Vi ci passano quasi un mese.

 

Finalmente un prodotto italiano per adolescenti, o young adult che dir si voglia, con protagonisti solo ragazzi e non adulti. Ok, la coppia gay è più vicina alla trentina, ma almeno non sono i genitori, piuttosto tipo dei fratelli maggiori.

La trama è carina, le ambientazioni pure, idem per la colonna sonora. Eppure c’è stato qualcosa che ha stonato. Primo fra tutti i sottotitoli. Chi mi conosce virtualmente sa che io non li sopporto a priori, però sono stati davvero troppi. Praticamente un film intero. Capisco le difficoltà di far capire quando i due ragazzini parlassero in italiano tra di loro per non farsi intendere dai due americani, ma tanto quei due li capivano lo stesso dai discorsi che facevano subito dopo, però il film in teoria era italiano che se sapevo fosse stato così non so mica se lo avrei visto. Ma pensate quei poracci che lo hanno visto al cinema. Io lo so che questo è un problema praticamente solo mio che a leggere in rete ci sono migliaia di persone che si vedono film e serie tv in originale con i sottotitoli senza problemi, invece a me sembra che manca qualcosa. Mi perdo i dettagli, quel determinato sguardo o gesto su quella determinata parola, non so, fatto sta che non li sopporto. Per non parlare del fatto che capendo l’inglese a volte mi viene anche di pensare che ci stesse meglio un altro termine piuttosto che quello scelto dai traduttori. Sì, lo so, non sono poi così normale.

Passando oltre, un’altra nota stonata è stato il cast italiano. I due attori sono stati bravi, ma visivamente erano sbagliatissimi. Lui doveva essere quello “scafato” eppure sembrava un dodicenne, lei in confronto a lui troppo adulta.

Altra cosa: il cliché della ragazzina che si innamora del gay dichiarato ci poteva pure stare se non fosse stato affiancato dall’altro gay che si sentiva attratto dal ragazzino. Ad un certo punto temevo per uno scambio di coppia o peggio un’orgia, poi mi sono ricordata che il regista e sceneggiatore era Muccino, per fortuna.

Altro cliché: la ragazzina proveniente da una famiglia di destra e molto religiosa (volutamente rimarcato più volte) che all’inizio praticamente schifa tutte le persone omosessuali e dà dei pervertiti ai due padroni di casa e nel giro di soli 2giorni cambia radicalmente idea. E’ proprio il personaggio femminile ad essere un cliché vivente oltre che tremendamente incoerente.

A parte questo il film è godibile ed in generale mi è piaciuto.

Alla fine la parte più interessante era la storia d’amore tra i due ragazzi omosessuali, nonché proprio tutto il loro background (accettazione ed outing), avrei gradito che fosse la trama principale del film.

Mchan

4 thoughts on “L’estate addosso

  1. wwayne ha detto:

    Tra i film di Matilda Lutz mi è piaciuto molto di più L’Universale: l’hai visto?

    "Mi piace"

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