The Americans

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Anno: 2013 – 2018

Paese: Usa

Genere: drammatico, thriller, spionaggio, storico

Stagioni: 6

Ideatore: Joe Weisberg

Cast: Keri Russell, Matthew Rhys, Noah Emmerich, Annet Mahendru, Susan Misner, Holly Taylor, Keidrich Sellati, Maximiliano Hernandez, Margo Martindale

Trama: Anni ’80, piena guerra fredda, Elizabeth e Philip sono due ufficiali sovietici mandati negli Usa sotto mentite spoglie. Un giorno arriva un nuovo vicino di casa: un agente dell’FBI.

Prima stagione: ho iniziato a vederla perché ne ho tanto sentito parlare ed allora avendola in chiaro su Rai 4 circa all’ora di pranzo le ho dato un’occhiata. I due attori principali mi piacciono molto, ma la storia e la resa è troppo pesante. Sinceramente non sono mai riuscita ad empatizzare con loro. Soprattutto con lei. Ma nemmeno con il tizio dell’FBI.

E poi avrei iniziato la serie da quando i due sono arrivati in America e non vent’anni dopo con i flashback del loro inizio. In più ci sono troppe cose che non vanno a livello di logica. I due escono sempre di notte lasciando i due figli da soli a casa, possibile che non se ne siano mai accorti? Per non parlare delle volte in cui il “lavoro” li segue a casa ed hanno degli scontri fisici con i figli che dormono di sopra e non sentono mai nulla.

Lei continua a dire che gli americani sono brutti e cattivi però serve un Paese che la fa prostituire pur di mandare avanti una missione (e che probabilmente, da quello che si è capito tra le righe, ha lasciato che un superiore la stuprasse quando era una giovane recluta), per non parlare del fatto di farla sposare con uno sconosciuto.

Non riesco a capire i loro problemi di coppia a scoppio ritardato. Spesso e volentieri tirano fuori delle cose, tipo mancanza di fiducia o comunicazione, che avrebbero dovuto affrontare nei primi anni di matrimonio, non dopo venti e due figli.   

Lei è tremendamente egoista: si deve fare tutto ciò che decide lei, se a lui non va o pensa che non sia giusto o sicuro lei lo fa comunque e lui allora è costretto ad assecondarla perché le loro vite sono legate a doppio filo volente o nolente. Se prendono lei è naturale che poi arrivino a lui essendo sposati. E nonostante tutto lei è sempre molto insicura ed insoddisfatta nei confronti di lui.  

La scelta di Gregory non l’ho proprio capita. Lui è un afroamericano che ha tradito il paese in cui è nato e cresciuto per degli ideali di un paese che lo avrebbe trattato anche peggio, perché in fatto di razzismo non è che i russi siano di meno degli americani. Ed invece di cogliere l’opportunità di poter scappare e rifugiarsi a Mosca dove gli avrebbero garantito un appartamento ed un lavoro, lui prima vorrebbe andarsene in California e poi, messo alle strette, decide di farsi uccidere in uno scontro a fuoco con la polizia. A questo punto io avrei preferito spararmi da sola un colpo in testa. E’ stato tutto così surreale.

Il matrimonio tra lui e la sua talpa: ce ne era davvero bisogno? No. Andavano a letto insieme di già e lei gli forniva tutte le informazioni che voleva senza battere ciglio. In più dopo tutti i divieti che lui le ha imposto (tenerlo segreto anche ai genitori, non vivere insieme) io non avrei mai accettato. Ma davvero la gente è così scema?

Il loro capo. Sarà pure una rompiballe, ma io non penso che all’epoca, con quella cultura, potevano permettersi di parlarle in quel modo così poco rispettoso. Figuriamoci pensare di poter reclamare per farsela cambiare. Nemmeno al giorno d’oggi si può fare una cosa del genere.

Troppe scene di sesso. Anche quando non ce n’è il minimo bisogno, ossia il 90% delle volte. Ce ne sono come minimo 3 ad episodio e ricordo che si tratta di una serie di spionaggio, e sono anche recitate come un porno di serie B. Non che voglia scene di nudo, ma vedere la partner femminile sempre con la lingerie addosso mentre lui immediatamente dopo si preoccupa di coprirsi subito con le lenzuola mentre torna al suo posto è imbarazzante. Oltre che ad essere ambientata negli anni ’80 sembra anche essere proprio girata in quel periodo.

L’unico input per poter guardare la seconda stagione è di scoprire cosa ha effettivamente visto la figlia nella sala lavanderia nell’ultima scena della prima stagione. Se abbia scoperto la doppia vita dei suoi genitori e come reagirà. Ma essendo la figlia un po’ tonta, come dimostrato in un episodio precedente, ho i miei dubbi possa venir fuori qualcosa di interessante. Tra l’altro quella scena mi è sembrata messa a casaccio, tanto per riempire l’episodio. Non ha avuto nessun seguito ed ha ulteriormente mostrato quanto siano tonti i figli. I genitori li mollano al centro commerciale e non li vanno a riprendere all’orario stabilito, non rispondono al telefono e quando i ragazzini finalmente riescono a tornare a casa non li trovano anche se ormai fuori è buio. Oltre al fatto che non trovano nemmeno un biglietto ed invece di chiamare la polizia si comportano come nulla fosse. Ma solo io ancora mi preoccupo se mia madre tarda anche solo di un quarto d’ora??? Mah…

Questa invece non va a livello di facilità nella visione: l’audio della televisione è sempre lasciato in originale con i sottotitoli ed è stressante. Io capisco i sottotitoli quando parlano in russo, ma alla tv americana anche no.

Tutto questo, aggiunto al fatto che non riesco proprio ad empatizzare con nessuno, né russi né americani, mi ha fatto decidere di non proseguire con la visione. 

Mchan

 

One thought on “The Americans

  1. Neogrigio ha detto:

    ho iniziato a guardare questa serie tempo fa, allettato da una trama che prometteva molto bene. In realtà abbandonai molto presto, dopo pochissime puntate… una grande delusione

    Piace a 1 persona

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