Telefilm parte 2

The Good Fight

The Good Fight 2016 Launch Key Art

2017 americana, genere drammatico giudiziario, 10 episodi.

spin off The Good Wife by Michelle King e Robert King

La protagonista è Diane Lockhart che da socia titolare di uno studio legale molto rinomato e prossima alla pensione si ritrova senza un soldo in un nuovo studio legale in ascesa, ma anche molto di parte politicamente essendo composto da soli avvocati di colore.

Diciamo che la storia non è affatto originale, ricalca molto quella della serie madre The Good Wife. Solo che la protagonista del dramma in questo caso è una giovane donna appena diventata avvocato che si ritrova nell’occhio del ciclone mediatico e legale grazie al padre che ha truffato degli investitori ed è stato scoperto. Uno di questi è proprio Diane che si ritrova a dover tornare a lavorare dopo aver sognato di ritirarsi in Francia. Così ci ritroviamo in un nuovo studio e con nuovi personaggi, ma con trame e caratterizzazioni copiate dalla serie precedente.

Dei vecchi protagonisti ritrovo con piacere Christine Baranski (Diane Lockhart), Sarah Steele (Marissa Gold) e Carrie Preston (Elsbeth Tascioni), quest’ultima poi la adoro!

Ah, sì, c’è anche Cush Jumbo (Lucca Quinn), ma non è che mi stia particolarmente simpatica, anzi. E poi Matthew Perry nei panni dell’avvocato di Stato rompiballe e persecutore Mike Kristeva.

Tra i nuovi protagonisti mi fa piacere rivedere Paul Guilfoyle (qui Henry Rindell il truffatore, ma conosciuto da me come Capitano Brass in CSI: Crime Scene Investigation).

Poi c’è Rose Leslie (Maia Rindell, la giovane avvocato figlia del truffatore, che ricorda molto la Santa Alicia Flockart della prima stagione di The Good Wife), Delroy Lindo ed Erica Tazel (rispettivamente Robert Boseman e Barbara Kolstad, i due soci del nuovo studio) e Justin Bartha (Colin Morello, giovane e rampante Pubblico Ministero che pare identico e spiccicato a Cary Agos).

Il finale (aperto) non l’ho compreso più di tanto. Se ci sarà una seconda stagione non l’ho capito, spero di sì, perché non avendo compreso il finale in questo modo spero di avere un’illuminazione.

The Gifted

2017 americana, genere fantascienza, azione, supereroi, 13 episodi.

thegiftedposter

Il soggetto per questa serie sono i fumetti degli X-Men di Stan Lee e Jack Kirby.

Quindi mi ha conquistata a scatola chiusa, se poi ci mettete che uno dei produttori è Bryan Singer, regista di ben 4 film ispirati ai fumetti sopra citati, che la protagonista femminile è Amy Acker (Angel, Person of Interest) ed uno di quelli maschili è Blair Redford (un bel vedere e questo basta :-P) mi troverete ad aspettare in trepida attesa l’uscita di ogni nuovo episodio.

Ma parliamo della serie.

L’era è indefinita, come nei fumetti ed in gran parte dei film tra l’altro, comunque ci troviamo in un mondo in cui umani e mutanti coesistono, anche se i primi stanno cercando di imprigionare tutti i secondi trovando ogni pretesto utile. Come al solito la trama ricorda molto l’epoca nazista e tutte le sue idiologie, ma è questa la caratteristica dell’universo degli X-Men. Di nuovo qui abbiamo la famiglia protagonista gli Strucker: un padre (Stephen Moyer), pubblico ministero, una madre (Amy Acker), infermiera e due figli adolescenti (Natalie Alyn Lind e Percy Hynes White). All’inizio sembra una classica famigliola americana, ma in realtà i due giovani sono dotati del gene X per cui hanno dei poteri che creano dei danni e per i quali vengono ricercati. Si rifugeranno in una specie di ritrovo segreto per mutanti dove incontriamo chi i poteri li ha da più tempo, li sa usare meglio e soprattutto li utilizza per mettere in salvo quelle persone che sono più deboli anche se mutanti anche loro. Quindi ecco che facciamo la conoscenza di Thunderbird (Blair Redford), una sorta di capo, Eclipse (Sean Teale), Polaris (Emma Dumont) e Blink (Jamie Chung). Ed anche altri, ma con ruoli decisamente minori.

E poi naturalmente c’è il cattivo di turno: l’agente dei Sentinel Services Jace Turner (Coby Bell), che però ha una motivazione: la morte (accidentale) della figlia per mano di una rivolta dei mutanti.

Mchan

Ps: curiosità: Stan Lee appare in un cameo nel primo episodio.

 

One thought on “Telefilm parte 2

  1. lapinsu ha detto:

    The Gifted ce l’ho sul mysky ma ancora non sono riuscito a vederla… accipicchia…

    "Mi piace"

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