Londra parte 3

Per il secondo giorno avevo programmato il British Museum.

L’entrata era alle h10, ma noi siamo arrivate prima ed era già aperto.

L’ingresso è gratis, ma si può lasciare una donazione (la cosa fastidiosa è che ti chiedono di lasciare 5 sterline, a questo punto potevano mettere il biglietto a questo prezzo che se è una donazione io devo essere libera di donare ciò che voglio, no?).

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Le prime sale che abbiamo visitato sono state quelle dedicate alle religioni asiatiche.

Poi ci siamo spostate nella parte egizia e da lì abbiamo continuato il tour passando tra i romani, i greci, i mesopotamici, i vichinghi, i celti, insomma credo di aver visto davvero tutto il museo. In certe parti siamo passate un pochino più velocemente, in altre ci siamo soffermate di più, però è un gran bel posto e vale la pena farci un salto.

Purtroppo le descrizioni delle cose in mostra sono solamente in inglese, per cui se non lo conoscete farete un pochino di fatica.

Abbiamo visto anche la famosissima Stele di Rosetta, anche se con una marea di gente davanti.

Una volta uscite ci siamo ritrovate subito di fronte al pub nel quale avevo progettato di andare a mangiare. Si tratta del Museum Tavern.

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Di questo posto avevo letto su di una rivista specializzata di viaggi, dicevano che era il posto in cui andava a mangiare Sir Arthur Conan Doyle, per cui volevo andarci assolutamente. In generale non è male, caratteristico e tradizionale, solo che del famoso autore non vi è traccia. Nada de nada. Nemmeno un piatto sul menu.

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Comunque abbiamo mangiato bene. Abbiamo ordinato il piatto tipico del locale fatto apposta per due persone: un paio di Pie, un paio di mini hamburger, dei filetti mignon di merluzzo fritto, puré di piselli, patatine fritte, salsa barbecue e salsa tartara.

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Ed io non potevo non prendere una Guinness 😛

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Tutto molto buono. Io ormai sono Pie dipendente, adoro quelle tortine!!! 😉

Mchan

 

Londra parte 2

Nel pomeriggio del nostro primo giorno in città siamo andate da Harrods.

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Sulla via tra la metro e l’enorme centro commerciale si trovano due musei: il Victoria and Albert Museum ed il National History Museum, dove hanno allestito una pista di ghiaccio.

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Una volta all’interno ci siamo perse tra tutti quei prodotti di lusso del piano terra: profumi, vestiti, trucchi, borse ed accessori vari, un’intera sala dedicata al cioccolato. Appena siamo capitate nel salone con la mappa dei piani abbiamo localizzato dove si trovavano i souvenir e l’oggettistica di Natale e ci siamo andate. Tutto molto bello, ma dei prezzi allucinanti. A parte il cambio sfavorevole con il nostro €, era davvero tutto troppo costoso. Così siamo tornate giù ed uscite. La meta successiva era Hyde Park con il villaggio invernale.

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Da casa, guardando in rete, pensavo che fosse una cosa più natalizia, invece era pieno di stand di cibo, per lo più tedesco, e giostre. Insomma nulla di che.

Abbiamo cenato con una salsiccia enorme e una montagna di patatine fritte (che a saperlo prendevamo una sola porzione invece di due…), in mezzo al gelo. Sì, perché quella sera ha fatto davvero molto freddo, o lo sentivamo di più perché tirava vento.

Abbiamo preso un autobus e siamo tornate al B&B.

Mchan

 

Londra

 

Finalmente il tanto sognato viaggio nella capitale britannica è stato fatto.

Partenza alle h8 del mattino, per cui in aeroporto alle h6 e sveglia alle h4, ma ne è valsa la pena perché siamo arrivate alle h11 circa (ma erano le h10 perché c’è il fuso) abbiamo preso la metro e siamo arrivate in B&B ad un orario decente, anche se il check in era più tardi.

B&Bravnagora

Il nostro B&B si trovava in zona Notting Hill, per cui abbiamo lasciato i bagagli e ci siamo dirette verso Portobello.

Era sabato quindi c’era il mercato. Carino. Sicuramente, per chi ama il genere, antiquariato, risulterà molto più interessante. Nella parte finale c’erano banchi di frutta&dolci, alberi natalizi, ad un certo punto c’era uno spiazzo in cui erano collocati i banchi con il cibo da ogni parte del mondo (giuro, c’era la qualunque), ma noi avevamo un posto dove andare e dopo svariati km ci siamo arrivate.

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A prima vista non sembrava granché, un anonimo locale con dei tavoli e delle sedie di plastica, un’addetta all’accoglienza/ordini/servizio/cassa (praticamente faceva tutto lei) ed un menu scarno (si poteva ordinare solo un piatto con variante di porzione) però era carino e tipico.

Il piatto in questione era la classica Pie con il classico Mash, ovvero una tortina di pasta frolla ripiena di carne con puré di patate più una salsa alle erbe tipo brodo.

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Molto buono. Se volete vi lascio l’indirizzo: Portobello Road 314

Dopodiché siamo tornate indietro ed abbiamo preso possesso della camera.

La stanza si trovava all’ultimo piano (il quarto) e per arrivarci l’alternativa ad una scala a chiocciola era un ascensore costruito di recente che andava pianissimo e che funzionava solo se premevi il bottone del piano per tutta la durata del tragitto.

All’interno era abbastanza minuscola, se tenevamo la valigia aperta non si poteva passare, ma alla fine noi ci accontentiamo sempre che tanto la stanza ci serve solo per dormire e lavarci. Naturalmente anche il bagno era minuscolo, ma l’acqua calda arrivava immediatamente ed era in stanza (abbiamo scoperto che ai piani inferiori il bagno era in corridoio in comune con le altre stanze). I riscaldamenti funzionavano alla grande, talmente tanto bene che la prima notte abbiamo dormito con la finestra aperta e non ce ne siamo nemmeno accorte, perché le persiane si trovavano all’interno. Mentre le sere successive abbiamo chiuso la finestra ma levato la coperta. 😉

Mchan

 

Yogurt londinese

Questo yogurt non proviene da Londra… Scherzetto!!!

Ne ha solamente il nome per via della tipologia di gusto, infatti lo yogurt è al caramello ed insieme ci vanno dei toffee. Come al solito lo yogurt al sapore dolce io lo trovo un po’ troppo acido, nel senso che si sente molto di più l’acidità tipica dello yogurt rispetto ad uno alla frutta. I toffee si faceva molta fatica a masticarli… Bocciato.

yogurtgustolondra

Mchan

Mimi wo Sumaseba

In italiano: Sussurri del cuore

E’ un manga di Aoi Hiiragi del 1989. Nel 1995 è stato trasposto in lungometraggio dallo Studio Ghibli di Hayao Miyazaki ed Isao Takahata, sotto la regia di Yoshifumi Kondo.

In Italia la Luckyred lo ha distribuito nel 2011 con il titolo I sospiri del mio cuore.

sussurridelcuore

Protagonista femminile: Shizuku Tsukishima, ragazzina delle medie, primo anno, ha una sorella maggiore, appassionata di lettura.

Protagonista maschile: Seiji Amasawa, ragazzino delle medie, compagno di scuola della protagonista, ha un fratello maggiore, nipote del padrone del negozio strano.

Io ho letto prima il manga, comprato una decina di anni or sono, e poi visto l’anime, trovato un paio di anni fa, però inizio a parlare di quest’ultimo per poi far notare le differenze.

Trama anime:

E’ estate e la protagonista ha una missione: leggere 20 libri entro l’inizio della scuola. Per farlo si reca quasi ogni giorno in biblioteca e ne prende in prestito anche più di un paio alla volta. Guardando le schede di prestito si accorge che c’è un nome che compare molto spesso e ciò la incuriosisce. Un giorno, mentre si deve recare alla biblioteca comunale dove lavora il padre per portargli il pranzo, si imbatte in uno strano gatto randagio e lo segue fino a trovarsi davanti un negozio molto particolare (io sinceramente non ho capito cosa vendesse, comunque…). Qui fa la conoscenza del padrone, un nonnino anziano, e rimane affascinata da una bambola raffigurante un gatto con fattezze umane. Quando ricomincia la scuola torna spesso in quel negozio ma lo trova sempre chiuso. Un giorno vi trova davanti il gatto randagio e si ferma. Dopo un po’ arriva un giovane, il protagonista maschile, un tizio con cui ha avuto modo di discutere un paio di volte prima di allora ma di cui non conosce il nome. Gli chiede notizie del nonnino e della bambola, denominata Barone, e lui la fa entrare nel negozio per poterla ammirare. Quando si fa buio lei lo va a cercare e lo trova intento ad intagliare del legno per costruire un violino. Infatti veniamo a conoscenza del fatto che il suo sogno è quello di diventare un liutaio e per esaudirlo vorrebbe andare in Italia. La protagonista si invaghisce di lui e si rende conto di quanto la sua vita sia priva di aspettative. Il giorno seguente lui le comunica che sta per partire per un paio di mesi e lei decide che prima del suo ritorno deve impegnarsi a scrivere un romanzo, dato che sembra essere l’unica cosa che la interessi. Così passa le settimane seguenti a scrivere e documentarsi tralasciando lo studio ed addirittura il mangiare ed il sonno. Quando finisce il suo romanzo lo fa leggere al nonnino, ma non ne è pienamente soddisfatta lei stessa. E qui arriva il primo vero messaggio dell’anime: il nonnino le dice che lei è come una pietra grezza che ha bisogno di tempo per diventare preziosa e brillante e lo stesso vale per suo nipote.

Ecco, il tutto ha avuto un senso solamente alla fine.

Ho trovato l’inizio destabilizzante con una colonna sonora country su dei fondali di una metropoli giapponese. Le battute a dir poco imbarazzanti, dei traduttori davvero pessimi. Ma si può dire: Spegni la luce a dovere??? O.O Sembrava di essere nel diciannovesimo secolo. I genitori di lei allucinanti (non mi viene altro termine). Presi solamente da loro stessi, è dovuta arrivare la sorella maggiore a rimettere in riga la casa e la sorella minore. Quando la scuola li ha chiamati per comunicargli i voti pessimi della figlia non hanno battuto ciglio, sono andati appresso ad una dodicenne che non ha fornito alcuna spiegazione se non che doveva fare quello che stava facendo, punto. E poi tutta la storia della canzone, che sinceramente non ho capito poi molto. In teoria era una canzone inglese che la protagonista ha tradotto? Non l’hanno spiegato poi molto bene. Comunque l’ho trovata irritante.

Trama manga:

La trama è pressoché identica se non per il fatto che la canzone tradotta non esiste (e meno male), i genitori sono più presenti (e meno male parte seconda), anche la sorella maggiore ha una sua storia e gli incontri/scontri verbali con il protagonista maschile sono leggermente più verosimili. I due si incontrano per la prima volta a scuola dove lui la prende in giro per il fatto che lei leggesse storie di fate, poi si incontrano in biblioteca e bisticciano sempre sullo stesso punto. Altra cosa differente è che lui ha la passione per la pittura e non deve affatto partire, però suo padre è contrario lo stesso perché vorrebbe che diventasse un medico e prendesse in mano le redini della clinica di famiglia così è costretto a dipingere in segreto nel negozio del nonnino.

Inutile dire che ho preferito il manga, anche se non c’è alcun messaggio finale. E’ semplicemente il racconto di un primo amore adolescenziale.

Mchan

Ps: mi sono piaciuti i così detti Easter Eggs che lo Studio Ghibli ha inserito nell’anime.

 

Pizza wurstel & patatine

Questo abbinamento fa impazzire tutti i bambini, compreso mio nipote grande.

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Io ho trovato in offerta al supermercato questa pizza surgelata della Findus e l’ho presa che quella sera mia madre era a ballare al centro anziani (non sapete quanto sono arzilli i vecchietti 😛 ) ed a me di cucinare per me sola non andava proprio.

Che dire? La base è buonissima, come piace a me bella croccantina, l’abbinamento wurstel&patatine fritte non è male, l’unica pecca è che le patatine non si cuociono molto bene e finiscono per risultare un po’ lesse… Sempre che non si voglia bruciare il resto della pizza 😛

Mchan