Summer Book parte 3

La locanda di Rose Harbor by Debbie Macomber

Seconda di copertina:

“Dopo la perdita del marito, soldato dell’esercito americano, Jo Marie Rose, senza dare ascolto a chi le consiglia prudenza, decide di lasciare il lavoro sicuro alla Columbia Bank e di trasferirsi dalla grande città.

Un annuncio, scovato su internet, attira la sua attenzione: è in vendita una pittoresca locanda a Cedar Cove, paesino affacciato sull’Oceano Pacifico. Con vista sul faro che svetta dal porticciolo naturale, quel luogo è perfetto per ritrovare l’equilibrio che Jo Marie teme di avere smarrito. Stabilitasi in questa oasi di apparente tranquillità, immersa in un paesaggio incantevole, accarezzata da brezze salmastre, la giovane donna sente subito la sferzata di una nuova energia. Così si mette al lavoro per trasformare la graziosa locanda in un alberghetto, dove dedicarsi con calore all’accoglienza dei clienti e continuare a svolgere le attività predilette: il bricolage, l’arredamento, i lunghi lavori a maglia.

E’ proprio vero che la vita, per quanto provata dalla sofferenza, può sempre ricominciare.

Quando accoglierà i suoi primi ospiti, infatti, Jo Marie realizzerà con stupore quante sorprese si nascondono tra quelle mura. La vita di ciascuno di loro è un universo al tempo stesso meraviglioso e travagliato: c’è chi cerca l’amore, chi il perdono e chi vuole ritrovare sè stesso. Il B&B Rose Harbor – così Jo Marie chiama la sua locanda – diverrà, per volontà e decisione della sua amabile proprietaria, un luogo dove nessuno che desideri aprire il proprio cuore rimarrà inascoltato”

A parte l’ultima frase che mi sembra alquanto arzigogolata, io avrei scritto chiunque al posto di nessuno, ma può anche essere che mi sbagli io, chissà… Comunque dicevo che il riassunto della seconda di copertina è pieno di inesattezze. Ma io dico: chi pagano oggigiorno per scrivere le seconde di copertina? Sono quasi sempre inesatte e con addirittura cose fantasiose. Se gli costa tanto pagare un riassuntatore (termine inventato dalla sottoscritta) allora perché non si limitano a tradurre l’originale? Oppure il problema sta a monte? Mah…

Scusate ma queste cose mi urtano parecchio. Soprattutto quando sto qui senza un cavolo di lavoro e vedo gente, sì laureata, ma senza un briciolo di logica nel fare le cose. Non ci vuole un genio a scivere il riassunto di un libro, l’importante è che sappia leggere, ma mi sa che a chi assume oggigiorno non interessi.

Prima cosa: la graziosa locanda è già un alberghetto. La protagonista non trasforma proprio un bel nulla. Si è limitata a comprare l’edificio ed ad andarci ad abitare, non ha dovuto proprio fare alcun lavoro, era già un B&B fatto e finito.

Seconda cosa: le sue attività predilette non sono affatto bricolage e arredamento, ma solamente lavoro a maglia e cucina. Infatti non fa alcun lavoretto di bricolage, anzi chiama un tuttofare apposta per una nuova insegna.

Terza cosa: la locanda, o meglio il B&B, è solamente un luogo di passaggio. Tutta la trama si svolge al di fuori, in altri ambienti, a parte quella relativa alla protagonista che vi ci abita. I suoi ospiti sono appunto di passaggio. Se si fermano per un paio d’ore nella casa è già tanto.

Quarta cosa: dal riassunto sembra che la maggior parte della trama sia incentrata sui lavori di restauro del B&B, ma non è affatto così. Prima di tutto perché non ne ha affatto bisogno ed infatti Jo Marie non fa nessun lavoro. La trama si concentra sulle vite della proprietaria e dei suoi due primi ospiti.

Quarta di copertina:

“Benvenuti a Cedar Cove, luogo dell’anima con vista sull’oceano”

“L’idea è quella di accogliere molti personaggi in una locanda graziosa, che sia soprattutto un luogo di guarigione e di speranza. Gli ospiti vanno e vengono, ciascuno con la sua storia straordinaria e indimenticabile. E durante il soggiorno si sentono a casa loro. Proprio come vorrei si sentisse il lettore” Debbie Macomber

“Una storia tenera che mette di buonumore” Publishers Weekly

“Sono poche le autrici capaci di toccare in modo efficace le corde dei sentimenti come Debbie Macomber” Chicago Tribune

La storia mi è piaciuta molto. L’ho finito in soli 2gg (312pag). I protagonisti sono interessanti e le loro storie coinvolgenti. Unico neo è che si tratta del primo romanzo di una nuova serie ambientata appunto a Cedar Cove, della serie precedente ne è stata creata una serie tv in onda proprio quest’estate su raiuno. Parlo di difetto perché ora, conoscendomi, girerò per tutte le librerie per trovare i prequel e gli eventuali sequel. E non è detto che li trovi… Vabbé…

Comunque è leggibile anche senza stare a cercare prequel vari. 😉

Mchan

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