Granada

Una leggenda la vuole fondata da una figlia di Noè, un’altra da Granata figlia di Ercole. Certo è che fu insediamento romano e che nel 60 d.C. vi risiedette Cecilio, poi santo patrono della città, che iniziò da qui il processo di evangelizzazione della regione.

Durante l’ottavo secolo arrivarono i musulmani. Che vi resteranno fino al 1500 circa. Questo insediamento fu molto importante perché diede vita alla meraviglia della città: la Alhambra.

A dir la verità io ho visitato solo questo incantevole luogo quindi sono molto di parte. 😉

In lingua araba il suo nome significa castello rosso ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Fu costruito nel XIV secolo da Muhammad Ibn Nasr e consta di tre parti: l’Alcazaba (residenza fortificata), l’Alcazar (il palazzo reale) ed il quartiere degli Artigiani del Popolo.

La Fortezza aveva ben 300 torri, 4 delle quali sono oggi porte d’ingresso, e 2 strade di cui ne è rimasta solamente una. La pianta è triangolare ed ospita la corte d’armi, il quartiere degli alloggiamenti militari e la Torre de la Vela con una bellissima terrazza panoramica.

Il Palazzo Reale è formato dal Mexuar, salone delle riunioni per i consigli di guerra, l’oratorio ed il Cuarto Dorato (stanza dorata) dove il sultano teneva udienza. La facciata di quest’ultima è una delle più belle dell’Alhambra, riccamente decorata e con una fontana (ricostruita) e due porte che conducevano agli alloggi privati del sultano ed al Patio dei Mirti, dove ci sono delle piante di mirto che delimitano la vasca al centro.

le piante di mirto ci sono ma non sono rientrate nell'inquadratura :-(

le piante di mirto ci sono ma non sono rientrate nell’inquadratura 😦

particolare della porta

particolare della porta

Negli edifici arabi il patio o cortile è il vano principale.

Il Palacio de Comares era la dimora delle 4 mogli leggittime del sultano. Nella sua torre vi si trova il Salòn de Embajadores dove il monarca riceveva gli ambasciatori. Le pareti sono ornate da ceramiche, gessi e mocàrabes (ornamenti islamici per volte e cornicioni) oltre che da iscrizioni di versi ed orazioni. La più diffusa recita: “Soltanto a Iddio appartengono la grandezza, la gloria, l’eternità, l’impero ed il potere”. Il soffito di cedro intarsiato raffigura i sette cieli del cosmo, percorso che l’anima del credente islamico deve effettuare per raggiungere l’ottavo cielo, dimora di Maometto.

Il Palacio de los Leones era la residenza privata dei monarchi, il patio attorno a cui si articola è sorretto da 124 colonnine che evocano un palmeto. Ci sono anche decorazioni a stalattiti, stucchi e lavori in gesso che decorano le volte.

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Al centro del patio vi è una fontana sorretta da 12 leoni, da cui il nome.

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Attorno vi sono le sale palatine.

La Sala de los Abencerrajes, che prende il nome da una potente famiglia nordafricana che si oppose all’ultimo re arabo e che per questo leggenda vuole che fu trucidata proprio in questa sala.

La Sala de los Reyes (dei Re) ospitava ricevimenti e festeggiamenti.

La Sala de las dos Hermanas (delle due sorelle) ha una cupola da cui pendono 5mila piccoli prismi.

La Sala de las Frutas (dei frutti) è famosa per gli affreschi dei discepoli di Raffaello e per il fatto che vi alloggiò lo scrittore americano Washington Irving mentre scriveva “Storie dell’Alhambra”

Qui, come in qualsiasi altro palazzo od edificio islamico, non si troveranno raffigurazioni di persone nelle decorazioni perché la religione islamica lo proibisce. Infatti secondo l’islamismo si andrebbe a peccare di idolatria contro Allah, che è proibita dal Corano. Per cui ci saranno solamente forme geometriche e vegetali stilizzate e simboli presi dalla calligrafia araba. Il tutto rende questi posti magici.

La sensazione che si ha visitandolo è di essere in un’altra epoca, addirittura in un altro mondo. Sembra uno di quei palazzi del regno delle fiabe. Le decorazioni sono spettacolari e le foto non rendono sul serio la magia che si respira lì.

Mchan

 

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