Austria – Italia: 8 – 1

Mi è capitato di fare un viaggio nel quale ho dovuto soggiornare in due alberghi diversi: uno in Austria ed uno in Italia. (Era un viaggio di gruppo)

Appena siamo arrivati in Austria abbiamo cenato e tutti a lamentarsi per il cibo. Naturalmente non ci potevano mica fare la pastasciutta (e meno male che non ce l’hanno fatta che sicuramente gli riusciva scotta ed al posto del sugo ci mettevano la marmellata) quindi ci hanno dato riso pilaf e tacchino in salsa alla frutta (ho riconosciuto un pezzo di mela, o forse era pera, ananas e uva) ed una fetta di torta alla crema di ricotta. Cibo tipico loro. E poi eravamo appena arrivati e già si lamentavano che non c’era la pasta, vabbé… Inoltre c’è da sottolineare che l’ambiente era molto carino. Vi erano cuscini e decorazioni montane tipo sci antichi e borse dell’acqua calda e purtroppo anche animali impagliati alle pareti, ma eravamo in montagna e lì si usa così… La seconda sera poi ci hanno servito un brodo caldo con pasta fatta in casa e petto di pollo farcito di peperoni, formaggio e prosciutto cotto in salsa ai funghi con puré e gelato alla crema con panna. Le bevande erano in brocche di vetro ma potevi richierne ancora. Oltre all’acqua normale c’era anche quella frizzante (o con gas, come dicono loro), vino bianco o rosso e se non bevevi vino ti portavano una bevanda.

ristorantehtlaustriaco

Le camere anche erano molto carine ed abbastanza spaziose. La nostra in particolare affacciava su di un balcone comune quindi aveva enormi finestre. Oltre ai letti ed ai comodini vi era uno specchio da parete ed uno lungo sulla porta del bagno più un tavolino con due bicchieri ed una brocca di vetro e due poltroncine. Il bagno poi era delizioso: sui toni del rosa antico con mattonelle che incorniciavano le pareti, la vasca, una bilancia, il cestino, il distributore di bustine per gli assorbenti e sopra il lavandino una toletta di tutto rispetto con due bicchieri di vetro per spazzolino e dentifricio, una saponetta, bottigliette di sapone, shampoo e crema per il corpo, oltre ad un distributore di sapone liquido per le mani sia sul lavandino che nella vasca, più un set per il cucito e cotton-fioc e dischetti per il struccarsi. E poi c’erano una marea di asciugamani: per il corpo, per il viso, le manopole e uno da mettere come tappetino quando si usciva dalla vasca. In più l’intero albergo era molto decorato con oggetti antichi che ricordavano la vita di montagna e si godeva di un panorama davvero suggestivo: i monti innevati.

stanzahtlaustriaco

La colazione era abbondante e variegata: panini caldi, burro, marmellata, succo di frutta di due gusti, latte caldo e freddo, caffé (lungo), thè, affettati, formaggio, ciambellone, yogurt semplice e con la frutta, cereali e pane caldo.

E poi il personale era cordiale e sorridente, non capiva molto l’italiano ma si sforzavano ed erano anche vestite con gli abiti tradizionali. Molto caratteristico.

Poi siamo tornati in Italia e tutti erano contenti di poter finalmente mangiare la pasta. Io ne avrei volentieri fatto a meno. La prima sera ci hanno propinato una pastasciutta con prosciutto cotto e una marea di cipolla e anche se eravamo in Italia era scotta e si spappolava. Per secondo ci hanno dato una fettina di maiale in salsa (molto probabilmente a base di panna) con patate al forno e per dolce una micro ciotolina di crema con non più di quattro gocce di cioccolato sopra. Il giorno seguente ecco di nuovo la pasta al sugo di carne (scotta anche stavolta) e per la seconda volta consecutiva l’arrosto di maiale con le patate stavolta lesse e per dolce una fetta di strudel (fatto solamente con frutta tipo mela o pera). Per non parlare del fatto che il pane dovevi andartelo a tagliare da solo ad un tavolo vicino la cucina… In tavola c’era solamente acqua naturale e la prima sera una sola bottiglia di vino rosso per ben otto persone, al pranzo ne hanno messe due. L’ambiente era anonimo. Grandi pareti color giallo pagliarino con pochissimi quadri (di cui non ricordo nemmeno i soggetti) nessunissima decorazione.

Le camere erano piccole con una finestra minuscola. C’era solamente una sedia su cui appoggiare le cose ed un solo comodino già ingombro dalla lampada e dal telefono. Il bagno poi era orrendo. Iniziava con il lavandino con uno specchio piccolo ed una toeletta minuscola dove vi erano appoggiate due saponette e due bustine con il sapone per la doccia. Stop. Poi vi era il box doccia con dentro uno sgabellino di plastica ed il cestino, il bidet (unica cosa positiva, ma come cavolo fanno all’estero senza? Mistero. Ok, c’è la doccia ma non è la stessa cosa) che però era attaccatissimo al box doccia per cui quasi impraticabile (a meno che non si sia un contorsionista) e poi il wc con praticamente sopra la finestra, che se la aprivi non potevi usarlo. E gli asciugamani? Praticamente inesistenti. Solamente due grandi per la doccia. Ed il panorama era il palazzo di fronte.

La colazione meglio perderla che trovarla si dice dalle mie parti. Il pane della sera precedente, burro, marmellata, prosciutto cotto, formaggio, thè, caffè lungo, caffèlatte, biscotti, crema alla gianduia, succo all’arancia annacquato e tiepido, yogurt semplice e riso soffiato, ma solo dopo averlo chiesto. Ed il tutto in quantità ridotta.

Il personale era di un acido. Non gli si poteva chiedere nulla. E ci hanno costretto a lasciare le camere alle h9.00, cosa che in tutti gli alberghi la regola è alle h10.30 come minimo.

Per questo la mia conclusione finale è: ma chissene frega della pasta! 😉

Mchan

Ps: ho postato solamente le foto dell’hotel austriaco perché a quello italiano non mi sono nemmeno sprecata

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