Madrid parte 2

Il mattino del secondo giorno riprendiamo le nostre valigie e risaliamo sul pullman dopo aver dormito sì e no un paio d’ore. Direzione il museo del Prado.

A parte la guida che ci ha portato dove voleva lei ad una velocità assurda, il museo vale davvero. Ci sono le opere dei più grandi artisti spagnoli tra i quali il Goya, Murillo e Velàzquez, ma ci sono anche artisti italiani come Botticelli, Mantegna, Raffaello, Parmigianino, Correggio ed il Beato Angelico. Ad una seconda visita, senza la guida, me lo sono goduta meglio. Ci sono ben 102 sale e capolavori della pittura spagnola, italiana, fiamminga, inglese e francese.

Nel pomeriggio siamo andate ad un altro museo il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofìa. Qui sono esposti su ben 5 piani quadri di arte moderna, Mirò, Gris e Picasso. Noi ci siamo andate soprattutto per la Guernica di Picasso. Essa misura 3,5×7,8m e rappresenta il bombardamento del 26 aprile 1937 sulla città di Guernica da parte degli aerei tedeschi in accordo con i seguaci del dittatore Franco in cui vennero uccise 1650 persone. E secondo me vale la pena di andarci solo per quello. Vero che le altre opere le abbiamo viste di sfuggita perché volevamo andare prima a vedere il quadro di nostro interesse e dopo non abbiamo avuto molto tempo, ma non è che fossero tutto questo granché. Io ricordo una tela con disegnato sopra il Filetto (il gioco delle x e dei cerchi in una tavola 3×3) ed un’altra con delle righe orizzontali bianche e nere. Ora, magari sarò io a non capire nulla di arte però un quadro del genere lo sapevo fare a 4anni, e mi sono tenuta larga.

Praticamente davanti al museo vi è la stazione di Atocha che vi consiglio di andare a visitare. E’ molto particolare e vanta la partecipazione di Gustave Eiffel. Al centro vi è una sala in ferro e vetro dove vi è stato impiantato un giardino tropicale.

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Quella sera ci siamo trasferite in un altro albergo e stavolta il nome era giusto hotel con la h. Solo che era lontano dalla città, addirittura in un altro paesino. Dopo la cena a base di zuppa di cipolle e pesce con patate arrosto, ci hanno di nuovo fatto la cortesia di portarci in città. Ma stavolta non siamo nemmeno scese dal pullman. Motivo: le manifestazioni contro la guerra. La polizia ha accostato il nostro pullman e detto al conducente che se ci faceva scendere ne sarebbe valso della nostra incolumità. Della serie: che se ci trovavamo vicino ai manifestanti e loro caricavano affari nostri. Per cui niente passeggiata al chiar di luna. Però l’autista ci ha portato a vedere lo stadio Santiago Bernabeu. E così abbiamo percorso il Paseo de la Castellana e passate sotto il grattacielo della Torre Rio che straordinariamente pende da un lato, come il suo gemello di fronte, con un effetto davvero stupefacente.

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La foto è di giorno perché quando ci sono tornata sono potuta scendere dal pullman.

Mchan

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