Pompei

Prosegue la mia gita in campania…

In realtà è l’inizio, perché siamo partiti di mattina presto e siamo arrivati a Gragnano dove abbiamo visitato una fabbrica di pasta di grano duro. Dopo aver doverosamente comprato un paio di pacchi di pasta (ad un prezzo esorbitante, circa il 200% in più rispetto al supermercato, ma si sa: la qualità ha un prezzo) siamo andati in hotel per il pranzo. La gita era tutta organizzata perché io non avrei mai e poi mai scelto un hotel del genere. Non perché fosse brutto ma perché secondo me era no caro, di più. Si chiama La Sonrisa e si trova a Castellamare di Stabia. Era una villa del ‘700 renstaurata in hotel. Totalmente bianca e con gli interni in stile barocco, che devo dire dopo un po’ risultavano un po’ troppo carichi…

ingresso del Gran Hotel La Sonrisa

Il giardino era molto carino, aveva addirittura un laghetto artificiale con cascata ed un chiosco annesso a delle fontane. E’ il luogo ideale per dei ricevimenti, infatti vi registrano un programma televisivo della rai sulla musica napoletana in estate e molti sposi lo scelgono per foto e pranzi o cene di matrimonio. Quando siamo arrivati c’era giustappunto una coppia di sposini che si stava facendo fotografare nel giardino. Non oso nemmeno immaginare quanto abbiano speso per il ricevimento dato che l’autista che ci ha portato lì ci ha detto che per un battesimo chiedono 130€ a persona… Comunque ci sistemiamo nelle camere e poi scendiamo per il pranzo che ci viene servito in un enorme salone bianco con lampadari di vetro di murano rosa. Menu: mezze maniche allo scoglio, sogliola al burro alle erbe con insalata e torta alla crema di limone. Poi andiamo a Pompei dove visitiamo gli scavi, ma solamente una parte perché abbiamo la guida solamente per un paio d’ore. Il percorso che ha scelto per noi include il Quadriportico dei Teatri, il Teatro Grande, il Teatro Piccolo (Odeion), la via Stabiana, la via dell’Abbondanza, le Terme Stabiane, il Lupanare (e vi consiglio caldamente di evitare di andarci con nel gruppo delle anziane signore bigotte…), il Foro, la Basilica, il Tempio di Giove ed infine il Tempio di Venere.

Piccola parentesi sul sito archeologico: io rimango sempre stupita quando vedo queste cose. Delle architetture così perfette, o quasi, da essere rimaste in piedi per secoli e secoli. Non come gli edifici di oggi che cadono a pezzi al primo temporale. E poi l’ingegno per le piccole soluzioni funzionali. Davvero dei geni e con nemmeno la minima parte delle risorse e delle conoscenze di oggi. Tanto di cappello ai nostri avi.

Quadrilatero dei teatri

Dopodiché leggera corsa alla Basilica di Pompei che non abbiamo potuto visitare dato che c’era la funzione, ma un’occhiatina l’abbiamo data anche se seduti su di una panca facendo finta di ascoltare il prete. E poi di nuovo in hotel per la cena. Menu: fusilli alla carbonara di zucchine e pancetta (e purtroppo moltissima cipolla che è tornata tutta su), bistecca con patatine fritte e funghi e per finire macedonia. La stanza da letto era in sintonia con tutto il resto dell’albergo: mooooooooooolto barocca, con addirittura le pareti imbottite e la passamaneria sui bordi. Gli immancabili lampadari di vetro di murano rosa, mobili di legno dorato e mattonelle colorate sul pavimento del bagno.

la mia camera in hotel

Unica nota stonata: la mattina la colazione era davvero misera. Credetemi, ho viaggiato parecchio e soggiornato in varie categorie di hotel e da uno di categoria Grand Hotel mi sarei aspettata di più. Sembrava più una colazione da 2/3 stelle… Caffé solamente d’orzo, in alternativa l’acqua calda per il té ma di bustine nemmeno l’ombra (abbiamo dovuto chiederle e pure il limone), latte e due, ripeto due, succhi di frutta che probabilmente erano anche dello stesso frutto (non ho indagato ma il colore era il medesimo). Per quanto riguarda il cibo di dolce c’erano i cornetti e dei bomboloni, più dei biscotti ed un ciambellone, burro e marmellata di soli tre tipi e frutta di stagione, ossia arancia, mela, banana e pera. Di salato del formaggio, pane in cassetta, prosciutto cotto e mi pare basta. Non è che sono stata molto attenta perché per colazione prediligo il dolce. Alla fine non si è stati malaccio ma potevan fare di più e comunque in albergo ci saremmo stati si e no un paio d’ore, tolta la notte, per cui non importava più di tanto tutto il contorno.

Mchan