Shopping time 2

 

Come vi ho già detto su Rua Augusta vi sono molti negozietti, anche di marche conosciute tipo H&M, Zara e Bijoux Brigitte, ma soprattutto di souvenir, che comunque potete trovare ad ogni angolo. Il simbolo della nazione è il gallo per cui lo troverete su tutto ed in ogni forma. Io personalmente ho preso una calamita ed un sotto pentola. Poi non potete non farvi incantare dagli azulejos, ossia le mattonelle di ceramica dipinte di blu, davvero molto belle. Se volete potete trovarne anche di colorate.

Come regalo consiglio queste mattonelle oppure il liquore alla ciliegia.

Strano ma vero non ho comprato granché, il mio portafoglio ringrazia, forse non ero molto in vena.

 

Mchan

Lisboa food

Siccome è un posto di mare l’ideale è mangiare pesce. Quello più cucinato, in svariate varianti, è il merluzzo. Ma si possono trovare anche molto crostacei.

Personalmente ho gradito molto il merluzzo con uovo ed insalata, di cui però non ricordo il nome specifico del piatto, mentre la paella lasciava molto a desiderare (era abbastanza innacquata e credo che sia proprio il loro modo di cucinarla dato che l’ho presa in due posti diversi). State lontani da un piatto chiamato francesinha (una mia amica può testimoniare di averci rimesso un fegato). Praticamente è un french toast ripieno di wurstel e prosciutto cotto fritto in una marea di olio o burro (non si capiva bene) accompagnato da patatine fritte.

Comunque potrete trovare varie catene di fast food tra le quali l’immancabile Mc Donalds (proprio in Praça Dom Pedro IV) oppure la catena di panini/baguette Pans e co.

Non sono mai andata in un locale, troppo stanca la sera, però ho potuto assaporare della buonissima sangrìa, potete scegliere tra rossa e bianca, una volta ho provato quest’ultima ma devo dire che è meglio la rossa. Naturalmente quella rossa è fatta con il vino rosso più mela, pera, arancia e pesca mentre quella bianca con vino bianco ed agrumi.

Dolci ce ne sono moltissimi, Rua Augusta è piena di pasticcerie, ma devo dire che i più invitanti erano le paste di Belém di cui ho parlato nel post precedente.

Naturalmente essendo una capitale cosmopolita potete trovare anche tantissimi ristoranti di tutti i generi. Specialmente di cucina brasiliana.

Mchan

Lisboa

Sono stata a Lisbona proprio un anno fa. Direi che 3/4 giorni possono bastare.

Volo: easyjet con un orario favoloso h8e55, certo alzataccia ma sono arrivata verso mezzogiorno all’hotel nel centro della città. Unica pecca: il bagaglio in stiva ha un sovrapprezzo considerevole e sull’aereo puoi portare solamente un trolley od una valigia, se ti beccano anche con solo un portadocumenti te lo fanno passare come bagaglio a mano e il trolley o valigia te la fanno imbarcare dopo aver pagato il sovrapprezzo naturalmente. Quindi è un pò un casino quando ti trovi all’aeroporto con documenti e biglietti, consiglio giacchino con tasche capienti e con zip per non perdere i documenti. E comunque un giacchino fa sempre comodo a bordo.

Hotel: ripeto centro città vicino la stazione Roxa, si chiama Hotel Americano. La camera era spartana (giusto i letti, i comodini e gli armadi), il bagno idem però cambiavano gli asciugamani tutti i giorni ed in generale era abbastanza pulita. Colazione continentale per cui sia salato che dolce e macchinetta per caffè, latte e cioccolata.

Un plus: all’angolo c’è un supermercato con dei prezzi molto bassi.

Siccome l’hotel era ad una traversa di Praça Dom Pedro IV il pomeriggio dell’arrivo ho fatto una passeggiata nei dintorni. Rua Augusta è pedonale e piena di negozietti, e circa a metà vi è il punto informazioni per il turismo e mentre camminate guardate a terra che la pavimentazione è carinissima. Ah! Consiglio di comprare la Lisboa Card appena usciti all’aeroporto perchè vi dà lo sconto per l’autobus verso il centro e poi potrete viaggiare gratis su tutti i mezzi pubblici. Aperta e chiusa parentesi.

Alla fine della via vi è l’arco di trionfo e Praça do Comercio che si affaccia direttamente sul mare, vi è anche una piccola discesa che porta alla spiaggietta.

Io ho proseguito a piedi verso il Castello di Sao Jorge dal quale si gode una vista sulla città fantastica per cui entrate, e poi al tramonto è qualcosa di eccezionale.

castello di Sao Jorge al tramonto

Se non volete farvela a piedi prendete il mitico tram 28 (passano a pochissimi minuti di distanza, mica come qua) che vi lascia a largo das Portas do Sol, anche qui c’è un bellissimo panorama dal miradouro de Santa Luzia. Ma durante il tragitto potrete imbattervi nella Cattedrale del Sé e notare l’architettura del quartiere dell’Alfama.

il mitico tram 28!!!

Il giorno seguente sono salita sull’Elevador de Santa Justa fino al quartiere superiore del Chiado (Lisboa sorge su sette colli ed i suoi quartieri si trovano a vari livelli di altezza) qui vi è il monastero do Carmo che è stato quasi distrutto dal terremoto del 1755 (grado 9 della scala Richtel) e che purtroppo era chiuso. Da qui sono ridiscesa verso il quartiere Bairro Alto (dove vi è una chiesa italiana dedicata alla Madonna di Loreto) fino ad arrivare alla stazione Do Sodré per prendere il treno (tipo regionale) per Belém. Questo quartiere è molto importante per un sacco di monumenti. Innanzitutto vi è la Casa Rosa, sede della Presidenza della Repubblica portoghese, poi vi è il fantastico Monastero dos Jeronimos, con una cattedrale ed un chiostro bellissimi.

chiostro del monastero

Oltrepassata la piazza, con una bellissima fontana circolare, si arriva alla riva del fiume Tago dove vi sono decine di moli, ma soprattutto il monumento ai navigatori/scopritori di nuove terre (in originale a los Descubrimientos).

monumento a los descubrimientos

Il monumento è visibile dall’esterno ma vi si può anche entrare e salire all’ultimo piano, su di una specie di terrazza ed ammirare il panorama.

Alla sua sinistra si può vedere il ponte del 25 aprile mentre alla sua destra vi è un altro monumento importante: la torre di Belém. Anche qui si può entrare e salire fino all’ultimo piano per ammirare sia l’interno che il panorama. La scala è molto stretta e magari non particolarmente adatta a chi soffre di claustrofobia ed a chi non è paziente dato che è unica per salire o scendere per cui bisogna fare i turni e non è sempre facile farsi capire dagli altri.

torre di Belém

Prima di andare via non potete non andare al caffè chiamato Confeitaria de Belém (su Rua de Belém) a comprare le famose pasteis de Belém o de nata, delle deliziose pastarelle di pastafrolla e crema pasticciera da assaporare con una spolverata di cannella o zucchero filato.

paste

Il giorno seguente ho ripreso il treno, sempre alla stazione Do Dodré, con destinazione Cascais. Questa località marittima è la tipica località delle vacanze, un tempo abitato da pescatori, con un bel porticciolo e le palme nei viali. Consigliata nel periodo estivo, anche a fine settembre se il tempo lo permette e per quanto mi riguarda quel giorno faceva un caldo atroce!!! Statevene pure in spiaggia a godervi il sole, ma dovete assolutamente fare un salto, o meglio una bella passeggiata, al punto denominato Boca do Infierno che è qualcosa di spettacolare. E se avete una canna da pesca potrete unirvi alle decine di pescatori che vi si trovano abbarbicati sugli scogli (voglio dire: chi è che non si porta in viaggio una canna da pesca, no? ;-)). Il sito è una grotta scavata nella roccia dall’erosione secolare dell’Oceano Atlantico. In questo punto è alta quasi 20m.

boca do infierno

Ultima tappa del viaggio: Sintra.

Sempre solito treno ma stavolta dalla stazione Do Rossio si arriva in un paesino molto carino in mezzo ai monti. Già la stazione è caratteristica poichè interamente ricoperta da piastrelle di ceramica con disegni barocchi. Appena fuori si può prendere l’autobus per arrivare al Palacio de la Pena, costruito per volere di Fernando II. Questo edificio è immerso nel verde e già è un bene per occhi e polmoni. Anche se dall’aspetto esteriore uno pensa che sia malandato (diciamo che potrebbero anche dargli una riverniciata esterna che non gli farebbe affatto male) dentro è un vero gioiellino. E’ una mescolanza di stili architettonici (moresco, gotico, manuelino, rinascimentale e barocco) messi insieme da un architetto tedesco che gli donano un aspetto fiabesco.

Palacio de la Pena

Anche qui il panorama è spettacolare, si può scorgere l’oceano.

Una volta fuori fate una passeggiata nel giardino adiacente. Nei laghetti artificiali potrete incontrare un bell’esemplare di cigno nero. Statene alla larga però.

Nel paese vi è un altro palazzo, il Palacio da Vila, il palazzo reale di Sintra. Purtroppo era tardi quando sono ridiscesa in paese per cui era chiuso.

Se avete tempo rimanete a Sintra per una notte in modo da poter visitare entrambi i palazzi e perchè no, per poter proseguire fino a Cabo da Roca il punto più occidentale del continente europeo.

Il tour è terminato.

Nel prossimo post consigli su cibo e shopping.

Mchan

Shopping time 1

 

Come avete capito dal titolo questo post parla di compere, maschietti fatevene una ragione oppure approfittatene per copiare qualche consiglio e fare bella figura al vostro ritorno 😉

Ho già detto che in Irlanda potete trovare Mark&Spencer, H&M, Penny’s, oltre ad Accesorize, Moonson (che nei paesi anglosassoni vende abiti anche per adulti) e svariati negozi con tutte le marche. Ma in questo spazio non vi voglio suggerire dove fare shopping sfrenato bensì quali sono le cose caratteristiche che potete trovare solamente qui e potrete riportare a casa come souvenir leggermente più articolare che non la solita calamita da frigo.

Sicuramente non potete non portare a vostro padre, nonno, fratello o suocero una buona bottiglia di whiskey.

Poi ci sono una sacco di gadget targati Guinness: dalle borse alle magliette, dai boccali di birra a qualsiasi cosa sia venuto in mente al loro designer.

Ora passiamo alle ragazze. Non potete non comprare qualche gioiello celtico. Quelli in argento non costano molto e sono bellissimi!!! Io per esempio ho un paio di orecchini con la forma del triskell , ci sono anche in formato bigiotteria, ma vale la pena spendere un pochino di più (poi nemmeno così tanto) e prenderli in argento. Motivo? Con il passare del tempo non si rovinano, e se si scuriscono si possono sempre pulire con i prodotti adatti, invece quelli in metallo dopo che li indossi una paio di volte in estate (tra sudore e creme varie) si fanno brutti e non c’è modo di farli tornare come prima (lo so perchè mia madre ha comprato una catenina che ora è inutilizzabile…)

Se invece andate in coppia (beati voi! L’Irlanda è una terra magica!!!) allora c’è il claddagh. Trattasi di un anello con al centro un cuore incoronato tenuto da due mani. Questo è simbolo rispettivamente di amore, lealtà ed amicizia. E’ una tradizione antica, risale a centinaia quasi migliaia di anni fa, e se andate solamente nelle grandi città vi sembrerà una cosa per turisti invece verso la costa occidentale potete notare che molti giovani lo indossano (per esempio quando ho preso il traghetto per le isole Aran quasi tutti i ragazzi che lavoravano come mozzi lo avevano, ed in media non avevano più di 25anni). Si può trovare in oro od in argento e ciò che significa cambia dal modo in cui si porta.

Se si porta sulla mano destra con il cuore rivolto verso l’esterno vuol dire che non si è sentimentalmente impegnati. Se è al contrario vuol dire che il tuo cuore appartiene a qualcuno, ma la situazione non è ancora definita. Se invece lo si porta sulla mano sinistra con il cuore verso l’esterno significa che si è fidanzati ufficialmente se è al contrario che si è sposati.

Quindi state attente/i a come lo indossate!!! 😉

Io purtroppo non sono riuscita a trovarlo in argento della mia taglia… 😦

Ma prima o poi tornerò su quella fantastica isola, magari con il mio ragazzo, e allora…

Mchan

Ballata Irlandese

FORTY SHADES OF GREEN

I close my eyes and picture the emerald of the sea

From the fishing boats at Dingle to the shores of Donaghadea

I miss the River Shannon, the folks at Skibbereen.

The moorlands and the meadows and the forty shades of green.

But most of all I miss a girl in Tipperary town.

And most of all I miss her lips as soft as eiderdown.

Again I want to see and do the things we’ve done and seen

Where the breeze is sweet as Shalamar

And there’s forty shades of green.

I wish I could spend an hour at Dublin churning stuff

I’d love to watch the farmer drain the bog and spade the turf

To see again the thatching of straw the women clean

I’d walk from Cork to Laren to see the forty shades of green

But most of all I miss a girl in Tipperary town

And most of all I miss her lips as soft as eiderdown

Again I want to see and do the things we’ve done and seen

Where the breeze is sweet as Shalamar

And there’s forty shades of green

Quaranta tonalità di verde

Chiudo gli occhi e immagino lo smeraldo del mare

Dalle barche da pesca a Dingle alle rive del Donaghadea

Mi manca il fiume Shannon, la gente a Skibbereen.

Le brughiere e le praterie e le 40 tonalità di verde.

Ma più di tutto mi manca una ragazza nella città di Tipperary.

E soprattutto mi mancano le sue labbra morbide come piumino.

Ancora una volta voglio vedere e fare le cose che abbiamo fatto e visto

Se la brezza è dolce come Shalamar

E ci sono 40 tonalità di verde.

Vorrei poter passare un’ora a ciondolare a Dublino

Mi piacerebbe vedere l’agricoltore svuotare la palude e vangare il manto erboso

Vedere di nuovo le donne pulire con la scopa di paglia

Ho camminato a piedi da Cork a Laren per vedere le 40 sfumature di verde

Ma più di tutto mi manca una ragazza nella città di Tipperary

E soprattutto mi mancano le sue labbra morbide come piumino.

Ancora una volta voglio vedere e fare le cose che abbiamo fatto e visto

Se la brezza è dolce come Shalamar

E ci sono 40 tonalità di verde

 

 

Mchan

PS: il titolo non vi ricorda qualcosa???

Libri Irlandesi

Per la prima parte del viaggio consiglio di leggere I principi Irlandesi e I ribelli Irlandesi di Edward Rutherford. Sono due bei mattoncini ma raccontano, con un pizzico di fiction, tutta la storia d’Irlanda. Confesso di averci messo un bel po’ per finirli ma ne vale davvero la pena. Rutherford è un eccellente scrittore ed è anche bravissimo nelle ricerche. Sembrerà di vivere lì con i protagonisti, di essere parte della loro famiglia, immensa dato i vari incroci, ma fortunatamente all’inizio c’è una specie di albero genealogico che penso consulterete molto spesso. Certo, dato il volume dei libri l’ideale sarebbe quello di leggerli in vacanza, non sono facili da trasportare sui mezzi pubblici o da tenere come letture serali, vi si slogherebbe un polso, però consiglio di leggerli tutti di fila altrimenti vi perderete nei meandri delle varie storie. A me sono piaciuti moltissimo e mi è dispiaciuto ancora di più non essere stata fisicamente nei luoghi che descrive che sono tutti più o meno a sud di Dublino, nel Leinster. Però può benissimo essere un incentivo per tornare in Irlanda, come se me ce ne volesse uno… 😉

Invece il libro Colazione da Darcy di Ali McNamara, che ho letto di recentissimo, mi ricorda molto l’Ovest e le isole Aran. Il libro è rivolto ad un pubblico prettamente femminile ed il finale è scontato, però è stato bello leggere dei miti celtici e di come influenzano ancora oggi la vita degli irlandesi più tradizionali.

E se non volete viaggiare solo di fantasia nel video della canzone My Love dei Westlife potete vedere le tipiche scogliere irlandesi.

Mchan

Irish tour parte 3

Sesta tappa: castello di Bunratty

Risale al 1400 ed è stato restaurato per poterlo visitare ed ospitare banchetti medievali. Ad accoglierci è arrivata una ragazza in costume medievale che ci ha condotti nelle varie sale arredate con mobili che vanno dal 1300 al 1700. Accanto al castello sorge il Folk Park una ricostruzione di un paesino rurale del 1800, molto carino. Si può entrare nelle varie abitazioni che svariano dalle case dei contadini, quella del medico, una fattoria e l’immancabile pub.

abitazione rurale

Settima tappa: Kylemore Abbey

Situato nel cuore della regione del Connemara è stata edificata in stile neogotico (il mio preferito! ,-)) nel 1800. E’ di proprietà delle suore benedettine di Ypres (Belgio). Oltre all’abbazia vi è un collegio femminile, un orto botanico ed un laboratorio artigiano della lavorazione della ceramica. Oltre al fantastico omonimo lago in cui si specchia.

Ottava tappa: Isole Aran

Imbarco da Galway che però, purtroppo, non siamo riusciti a visitare. Il viaggio in traghetto è stato piacevole, sconsiglio di rimanere fuori per via del vento anche perchè il percorso non è breve e si rischia di rimanere con quella sgradevolissima sensazione di paralisi per il resto della giornata che non è molto piacevole. Siamo sbarcati su Inishmore (o Aran), l’isola maggiore, che è formata per la maggior parte da materiale calcareo e presenta due grosse spiagge nella parte orientale ed una lunga zona costiera di scogliere in quella sud-occidentale. Qui è situato il forte di Dùn Aengus, costruito in epoca precristiana sulla parte più alta e suggestiva della scogliera a picco sull’Oceano è formato da tre muri circolari e da grossi pilastri difensivi di pietra calcarea. Arrivarci non è semplice: si deve percorrere a piedi un km, in salita, di sentiero formato per lo più da ciottoli. Quindi consigli delle belle scarpe da trekking.

sentiero per il forte

Comunque, sarò ripetitiva, ma ne vale davvero la pena perchè una volta arrivati il panorama è fantastico!!! Ci si può affacciare su un dirupo e vedere le onde dell’Oceano di sotto che si infrangono sulla scogliera, qualcosa di indescrivibile. Il blu del mare è così intenso e brillante che sembra un colore acrilico. Fortunatamente quel giorno il tempo ci ha graziato e c’era un sole spettacolare, anche se il vento impersava liberamente. Sconsigliato a chi si stanca presto di camminare ed a chi soffre di vertigini, anche se io sono tra una di quest’ultimi ma mi sono fatta coraggio ed anche se a debita distanza e con le dovute precauzioni (leggisi ancorata al braccio di mia madre) mi sono sporta per guardare giù.

Il viaggio in Irlanda purtroppo è concluso 😦

Io spero di tornarci presto e di visitare la parte che non ho visitato, se qualcuno di voi c’è stato fatemi sapere com’è.

Mchan

ps: scusate le tappe erano solamente 8!

Irish tour parte 2

Quarta tappa: Limerick

Qui praticamente ho solo dormito. Avevamo l’albergo, un altro Hilton, in centro città e da qui ci siamo mossi nei giorni seguenti per il proseguimento del tour. L’ho potuta vedere solamente di sera e non è che sia un granchè… E’ una classica cittadina portuale situata sull’estuario del fiume Shannon, molto grigia e con pochissimi edifici storici. Di sera ci sono molti pub tra cui scegliere, però consiglio di non andare mai in giro da soli e di stare abbastanza tranquilli perchè i tipi che escono dai pub sono quasi tutti ubriachi fradici e basta un nonnulla per scatenare una rissa. Dopo una prima serata in un pub con la clientela portata con un pulmino direttamente da un’ospizio, quindi tranquilla è dir poco, la seconda serata l’abbiamo passata in un pub dove vi erano anche dei musicisti, naturalmente musica tradizionale, e qui si sono scatenati abbastanza. Però è stato divertente, anche perchè ci hanno coinvolto amichevolmente ed anche se quelli del luogo erano abbastanza brilli non ci sono stati problemi. Sarà anche perchè il nostro gruppo era leggermente più numeroso, comunque…

Una nota carina: nel fiume c’erano moltissimi cigni! 😉

Quinta tappa: le scogliere di Moher (Cliffs of Moher)

Ci siamo imbarcati su di un traghetto a Talbert per attraversare lo Shannon ed arrivare a  Killimer. Da qui abbiamo proseguito per le scogliere di Moher (altezza media 200m per una lunghezza di 8km). Nome originale: Aillte an Mhothair che significa scogliere della rovina. Sono uno dei luoghi più visitati dell’Irlanda e ne vale davvero la pena! Naturalmente a farla da padrone è il panorama che dalla O’Brien’s Tower è spettacolare e nei giorni di bel tempo si possono scorgere perfino le Isole Aran. Purtroppo quando ci sono stata io il tempo era pessimo, l’unico giorno di pioggia di tutto il viaggio.

Cliffs of Moher

Alla prossima

Mchan

Irish tour parte 1

Siccome il tour è abbastanza lungo (ben 9  tappe) ho deciso di dividerlo in tre post. Così il viaggio sarà anche più piacevole scaglionato e non tutto d’un fiato, no? 😉

Prima tappa: Kilkenny

Definita la città di marmo per via della pietra nera calcarea locale impiegata diffusamente nella costruzione degli edifici. Qui potete trovare la Cattedrale di St. Canice che risale al 1252 ed il castello che si trova sulla riva del fiume Nore e che risale al 1192 (ma poi distrutto nel 1659 e completamente ricostruito nella prima metà del 1800, quindi è in stile vittoriano). La via principale si chiama High Street e qui vi sono i più importanti edifici della cittàn come il tribunale (risalente al 1400) ed il birrificio Smithwick’s (del ‘700). In estate ci si può imbattere in svariate manifestazioni.

Seconda tappa: il castello di Cahir

Si trova nella contea di Tipperary ed è uno dei castelli più grandi e meglio conservati d’Irlanda situato su di un’isola rocciosa sul fiume Suir. E’ stato fondato nel 1142 da Conor O’Brien, ma poi rifatto nel ‘400, ha subito vari assedi nel corso dei secoli (tra cui quello di Cromwell, nel 1650, che dovette rassegnarsi). Ha fatto da sfondo a scene di diversi film, tra tutti il più famosi è sicuramente Bravehart.

una veduta dal castello

Terza tappa: “Ring of Kerry”

E’ un percorso ad anello lungo la penisola di Iveragh, con dei splendidi panorami sull’Oceano Atlantico e l’attraversamento del Killarney National Park. Si parte dalla cittadina di Killarney e si prosegue per 170km. Noi abbiamo sostato a Waterville per pranzo. E’ un paesino sulla costa, sulla baia di Ballinskelligs, dove veniva spesso Charlie Chaplin, infatti sul lungomare c’è una statua dedicata a lui.

Waterville beach

Nel pomeriggio siamo stati nel Killarney National Park che comprende ben 10.200 ettari di territorio. Oltre al parco vi è una residenza di epoca vittoriana, ma in finto stile elisabettiano, chiamata Muckross House. All’interno vi è un museo sul folclore ed un’abbazia. Da qui potete prendere un calesse e farvi un giro dei dintorni oppure dirigervi verso nord a Ross Castle dove è possibile noleggiare una barca e raggiungere Inisfallen, un’isoletta in mezzo al lago dove vi sono delle rovine monastiche. Io purtroppo non ho fatto nulla di tutto ciò perchè non avevamo abbastanza tempo, però mi sono goduta il paesaggio attorno a Muckross House e la vista di un branco di daini.

Muckross House

alla prossima

Mchan

Irish food

Innanzitutto la colazione: è molto abbondante e quella tipica è composta prevalentemente da piatti salati.

Si chiama Irish Breakfast ed è formata da thè o caffè, salsicce, fagioli, pomodori alla griglia, funghi, uova, pancetta, patate e pane. Ma potete anche trovare brioche, marmellata, cereali, latte e pudding. Comunque negli alberghi la colazione è in stile continentale ossia potete trovare di tutto, dal dolce al salato, dal thè, caffè, cioccolata ai succhi di frutta.

I piatti tipici sono a base di carne, stufata per lo più, come le Irish stew: cotolette di agnello o montone stufate od il Mulligatawny, lo stufato di agnello. Oppure zuppe come la Scotch broth: zuppa di agnello, orzo, cavolo e piselli, o la Turnip&bacon soup: zuppa di cipolle rosse, pancetta, patate e rape.

Altro ingrediente molto presente nella loro cucina sono le patate. Da quando le hanno importate dall’America si sono specializzati nel coltivarle. In fondo sono un tubero a cui non serve molta premura durante il periodo di coltivazione ma rende moltissimo ed in più hanno un alto valore energetico. Così le potrete trovare cucinate in omelette (Boxty) oppure cotte con il cavolo, la cipolla e la panna acida (Colcannon) o in puré con lo scalogno (Champ) od ancora in soufflé con il formaggio (Potato Puffs) od addirittura in un dolce (Potato Bread o Fadge).

Un piatto abbastanza completo potrebbe essere il Dublin Coddle composto da salsiccia tritata e prosciutto e pancetta fatti stufare con patate e cipolle.

Vi ricordo che nei paesi anglosassoni il prosciutto non è come lo intendiamo noi ovvero stagionato e tagliato a fette bensì è proprio tutto il pezzo della coscia del maiale.

Come formaggi ci sono il Cashel blue, il St. Killian ed il Dorrus che è affumicato.

Ora passiamo ai dolci. Ci sono i Buttermilk scones che sono le classiche focaccine di burro a volte con le gocce di cioccolato oppure i Currant squares, dei dolci di pastafrolla con ripieno di frutta od ancora i Bracks, plum-cake di frutta.

Se vi trovate sulla costa non fatevi mancare della buona zuppa di pesce (qui la fanno della consistenza degli omogenizzati e devo dirvi che è buonissima!!! E poi volete mettere il non dovervi preoccupare delle spine? ;-)) ed in certe località potete anche trovare le aragoste e le ostriche.

(qui ci doveva essere una foto di una bella pinta di Guinness ma non me la fa caricare, ci riproverò)

Se andate nei pub, andateci che non potete perdervi un’esperienza simile, oltre alla Guinness potrete ordinare della Shandy, ovvero birra e acqua tonica, oppure una Chaser, birra e whiskey. Se ordinate una birra in generale loro le chiamano pint.

Mchan

ps: se non volete avventurarvi le grandi città sono piene di McDonald’s, Burger King e Starbuck’s. Ma potete benissimo anche entrare in un Taco (supermercato tipo Carrefour) e comprare il cibo che più vi aggrada.